
Era uscito di scena nel peggiore dei modi. Il suo declino è iniziato quando la bomba-spazzatura di Napoli era scoppiata sui media e tra l’opinione pubblica. L’allora opposizione guidata da Berlusconi presentò una mozione di sfiducia nei suoi confronti, ritenendolo il maggior responsabile della crisi dei rifiuti campana. Tale mozione, votata per altro anche da alcuni esponenti della maggioranza di Prodi, non arrivò in Senato per la caduta del governo.
Come se non bastasse, l’ultima volta che si era parlato di lui , gli era piovuta addosso dalla Procura di Potenza l’accusa di associazione a delinquere per aver ricevuto viaggi di lusso e altri regali da alcuni imprenditori attivi nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Così è uscito di scena Alfonso Pecoraro Scanio, il Presidente della Federazione dei Verdi.
Oggi non siede in Parlamento dopo la disfatta della Sinistra Arcobaleno che aveva cercato in tutti i modi di farlo eleggere, candidandolo in Puglia e sperando nel traino di Vendola alla coalizione. Anzi, qualcuno imputa che la pesante sconfitta del partito di Bertinotti, sia in parte dovuta alla cattiva immagine di Pecoraro Scanio soprattutto sul caso-Napoli.
Ma cosa fa oggi l’ex-Ministro dell’Ambiente? Innanzitutto riceve i ringraziamenti di Stefania Prestigiacomo e ricambia dal suo blog, ricordando al neo-Ministro dell’Ambiente, di non dimenticarsi del Protocollo di Kioto. Non male come raccomandazione per chi, il Protocollo di Kyoto, dovrebbe considerarlo come la Bibbia. Per il resto, continua a fare il Presidente dei Verdi, partito impegnato a ritrovare la sua identità all’interno della sinistra rosso-verde. E partito anche un po’ nostalgico, visto che cliccando proprio la biografia di Pecoraro Scanio sul sito ufficiale, si legge: attuale ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
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Di lui ci si ricorda più spesso per l’outing, che per altro. Ma Alfonso Pecoraro Scanio, è un cavallo di razza. Capace di sopravvivere per legislature su legislature senza fare in pratica nulla. Verrebbe da invidiarlo: peccato che ora la temibile “giustizia ad orologeria” abbia colpito anche lui. Certo; si parla di viaggi pagati a spese del contribuente, piuttosto che di vacanze e Miami o alle Canarie, soggiorni a Milano nell’hotel a sette stelle (!) Town House, e non se ne parla al bar, ma nelle carte di un’inchiesta della Procura di Roma.
Tutto da dimostrare certo, tutti siamo innocenti fino a prova contraria. Però fa sempre un certo effetto vedere che chi aveva costruito una carriera politica su una serie di moralismi al contrario, di superiorità morale, finisca in questo modo; forse i giudici sono davvero “matti” come diceva il nostro - di nuovo - presidente del consiglio nel 2004.
Siamo in un eterno ritorno che Nietzsche se lo sarebbe sognato. Rinnovo l’appello: se c’è una destra normale, si faccia viva.
Foto: ziodave, Flickr
Umberto Bossi: Caesar. Voto + 7. Il Senatur da sempre si dice interprete ed espressione del Nord. Come dargli torto quando al Sud la questione meridionale è nelle mani di Pecoraro Scanio, giustizialista e fomentatore dell’ambientalismo del no sempre, moralmente da prurito, e di De Gregorio, ex giustizialista tessitore di clientele e beghe da cortile? Di fronte a questi pigmei della politica Bossi svetta, oltre che leader “naturale”, appare statista di razza. Sale una voce: Umberto, perché non valichi il Rubicone? Nord e Sud uniti nella Lega.
Berlusconi e Veltroni: boxeur. Voto – 9. Un mese fa: Berlusconi: “Basta con la politica muscolare, mai più nemici, solo avversari. Rispetto reciproco!”. Un mese fa: Veltroni: “Basta con la politica muscolare, mai più nemici, solo avversari. Rispetto reciproco”. Come scrive Peppino Caldarola, sembra una partita fra scapoli e ammogliati, a dieci minuti dalla fine sono partite le contumelie. L’uno all’altro: “Comunista!”. L’altro: “ Monarca!”. Bella, la campagna elettorale Made in Italy: insulti e noia.Tu chiamala se vuoi, “coerenza”.
Walter Veltroni: guardiacaccia. Voto: + 7. Il leader del Pd non lascia cadere nel vuoto la minaccia di Umberto Bossi pronto “a imbracciare i fucili” se le schede elettorali (porcata?) non verranno ristampate. Berlusconi getta acqua sul fuoco: “Bossi usa solo un linguaggio paradossale e metaforico”. Ma Veltroni taglia corto e accusa: “Parole indegne di un ministro della Repubblica”. L’Italia ritorna nel Medioevo. Passando per Pontida.
Alfonso Pecoraro Scanio: “berlusconato”. Voto – 9. Il ministro dell’Ambiente si è sempre distinto nell’invocare le manette per gli avversari (Berlusconi su tutti) con un avviso di garanzia in tasca. Adesso che il capo dei Verdi è indagato per truffa e corruzione è costretto a subire la perfida “solidarietà” del Cavaliere: “Poverino Pecoraro, ha i giudici addosso , per questo mi comincia a diventare persino simpatico”. Peggio del sale sulle ferite, per Pecoraro. Chi la fa l’aspetti. E’ boomerang. E’ la legge del contrappasso dantesco.
Alfonso Pecoraro Scanio, quasi ex-ministro dell’ambiente e leader dei Verdi, oggi si è risvegliato da iscritto nel registro degli indagati della procura di Potenza. L’addebito riguarderebbe una presunta associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la pubblica amministrazione e corruzione (fonte : Repubblica.it).
Per aggiungere un po’ di pepe alla vicenda va immediatamente sottolineato che il pubblico ministero incaricato è il celeberrimo Tony Woodcock, già assurto agli onori della cronaca per più vicende e indagini clamorose. Ma vediamo con ordine come si sono svolti i fatti.
Pare che il PM, impegnato nella ben nota inchiesta sul fotoreporter Fabrizio Corona, abbia messo sotto controllo i telefoni della Visetur, un’agenzia di viaggi specializzata nell’accontentare i VIP, scoprendo che aveva organizzato diversi viaggi gratuiti per il ministro. Sotto accusa tra l’altro il soggiorno del politico campano in un hotel a 7 stelle di Milano. Fin qui siamo ancora nel campo delle illazioni, ma la bomba vera secondo il Corriere della Sera, sarebbe che alcuni imprenditori, anche loro finiti sotto intercettazione, avrebbero affermato di aver trattato con Pecoraro Scanio la possibilità di smaltire in un termovalorizzatore che gestiscono in Grecia, una parte dei rifiuti campani. Il ministro avrebbe ottenuto una contropartita pur senza garantire la riuscita dell’affare; la nomina governativa del supercommissario dei rifiuti Gianni De Gennaro avrebbe infatti intralciato la cosa mandando tutto all’aria.
Si parla inoltre di favori fatta alla Visetur stessa e alla Modus Vivendi, una rivista ambientalista, in forma di appalti, contributi pubblici e assunzioni compiacenti. Sembra dunque configurarsi l’ennesimo scandaletto-scandalone all’italiana, ma va detto che l’inchiesta è appena partita e tutta da verificare. Dal canto suo Pecoraro Scanio ha indetto una conferenza stampa dichiarando di rinunciare all’immunità parlamentare per tutelare il suo buon nome, e negando con forza qualsivoglia addebito.
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Pecoraro Scanio rinuncia all’immunità parlamentare. Franceschini: “Scelta rispettabile”. Pecoraro Scanio: “Rinuncerò all’immunità parlamentare perché non voglio nessuna ombra in relazione all’inchiesta ( il ministro è indagato per truffa e corruzione ndr) avviata dal magistrato di Potenza Woodcock. Non ho nulla da temere”. Franceschini: “Scelta rispettabile e condivisibile”. Ben fatto. Garantisti sempre e per tutti.
Silvio Berlusconi sicuro di stravincere per 110 motivi. Veltroni: “Gli siamo sul fiato nel collo”.
Berlusconi: “ Vinceremo con 10 punti di scarto. Perché ci sono almeno 110 motivi perché gli italiani votino per me e il Pdl. Prodi e il partito di Vetroni hanno portato l’Italia al declino (dalla montagna di tasse alla montagna di mondezza): hanno sepolto il Paese sotto la vergogna. Adesso tocca a noi rialzarlo e noi lo rialzeremo. Perché avremo il consenso, una ampia maggioranza per farlo “. Veltroni :” Il mio avversario parla del tempo andato. E’ fuori tempo. Le spara sempre più grosse perché sente il nostro fiato sul collo. Lavoriamo per il sorpasso”. Fotofinish? Altro che la Formula uno.
Goffredo Bettini invita a votare Veltroni o Berlusconi e attacca i socialisti. Boselli: “Vergognosi anatemi”. Bettini: “Gli elettori votino in modo giusto, cioè per Veltroni. Comunque chi non vuol votare per Walter allora scelga Berlusconi. La vera sfida è quella fra il leader del Pdl e del Pd. Tutto il resto è dispersione. I socialisti? Sono allo zero virgola, quindi voti perduti”. Boselli: “Denigrazioni di un comunista ex stalinista. Se fossimo ai decimali perché il vice di Walter si preoccupa tanto? Ci vuole ben altro degli anatemi di Bettini per fermare i socialisti! Il Pd va verso la disfatta”. Stop and go.
Romano Prodi raccomanda al futuro premier attenzione e rigore. Cicchitto: “ Almeno taccia”. Prodi: “Al mio successore a Palazzo Chigi, chiunque sarà, consiglio di stare molto attento perché in questa situazione di difficoltà occorre molto, molto rigore” Cicchitto: “Bella faccia tosta. Dopo lo sperpero e il caos e un paese in ginocchio per colpa suo e del partito di Veltroni, almeno taccia.” Ma chi tace acconsente.
All’interno di quel vero e proprio bestiario che è la politica italiana, ha preso sempre più forza una nuova forma di politico. Dopo l’ormai classico politico trasformista e opportunista, il politico lacchè, lo yesman, il Mastella (bestia con caratteri unici, di cui ancora la scienza attende di venire a capo) una forma ha ormai assunto vita propria: il politico piacione.
Non si tratta del solito politico innamorato del suono della propria voce (a là Bertinotti), del proprio ego (Diliberto o D’Alema) o semplicemente showman (Berlusconi). Il politico piacione, che trova in Rutelli e Casini due esempi agli alti livelli, è quello che ama la dichiarazione, che è convinto di bucare lo schermo, che rilascia il suo commento per il pastone (la carrellata di dichiarazioni cucite assieme nei TG) con occhi languidi e gestualità calcolata e accattivante.ù
Il politico piacione può ovviamente occhieggiare dall’alto di un grande partito, e ce ne danno dimostrazione Buonaiuti del PDL, ormai sempre più abbronzato e con occhio pallato verso la telecamera, e Andrea Ronchi, portavoce di AN, il cui unico scopo è mostrare l’occhio ceruleo a quante più telecamere possibili.