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Alle 5 della sera

Riforma elettorale, il Pdl mena il can per l'aia. Bersani con il cerino in mano?

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Parte o no la stagione delle riforme? Si fa o no il primo vero passo abolendo il Porcellum e varando una nuova legge elettorale democratica?

I partiti (della cosiddetta maggioranza) fanno melina e non si capisce bene se davvero Pier Luigi Bersani crede a un accordo possibile con Silvio Berlusconi. E’ vero, gli incontri si susseguono, ma, al di là delle tante promesse, non c’è intesa neppure fermandosi a metà strada, cioè un mix fra il sistema spagnolo e quello tedesco.

E’ insomma oramai evidente che il Pdl la riforma elettorale non la vuole, caso mai “concede” solo una riverniciata a quella attuale, produttrice del parlamento dei “nominati” e causa non secondaria del solco fra cittadini e politica. Per salvarsi la faccia, Berlusconi rilancia più in alto, sì alla riforma elettorale ma nel contesto di una più ampia riforma costituzionale. Campa cavallo, che l’erba cresce!

Gli italiani vogliono cancellare il Porcellum? La risposta dei “berluscones” è: “Chissenefrega!”. Forse questa è la strada che riporta Umberto Bossi ad Arcore, per riabbracciare il Cavaliere e ricostruire l’asse dei bei tempi andati. E Bersani rincorre: ieri il Senatur, oggi il Cavaliere. Chi resta con il cerino in mano?

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno Alle 5 della sera

Mario Monti: antigelo. Voto 5- Ecco il decalogo antifreddo direttamente dal sito del Governo: “Copritevi bene, con un caldo soprabito” ed evitate di mettere le mani nelle stufette elettriche. Tra banalità e paradossi. Prof, “ci fa o ci è”?
Nichi Vendola: gelata. Voto 5- Il leader di Sel attacca il governo dei “Prof”: “Le risposte di Monti non molto diverse da quelle di Tremonti, cambia solo lo stile”. E aggiunge: “Fallito il moderatismo sociale”. Aridatece er puzzone?

Riforma elettorale, la danza dei partiti. Porcellum sì, porcellum no

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Un passo avanti e due passi indietro sulla riforma elettorale? Tutti i partiti vogliono cambiare ma non si capisce bene come.

Tuona il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa: “La Lega è per le modifiche, mentre il Pd ne vuole una nuova”. E’ il segno di una grande confusione nel Pdl e dell’esistere di una spinta tra suoi settori e maggioranza della Lega per non fare niente.

“Pensare ad una riverniciatura dell’attuale ‘porcellum’ - sostiene il vice presidente del Senato Vannino Chiti - significherebbe prendere in giro la gran parte degli italiani”. Vero. Il ‘porcellum’ non ha qualche difetto da correggere: semplicemente deve essere cancellato.. Non mortifica solo i cittadini nella scelta dei loro rappresentanti in Parlamento: prevede un premio di maggioranza, nelle forme e nella misura, inesistente nelle democrazie. Il solo pensare di estenderlo al Senato - peraltro in contrasto con norme costituzionali - anzichè abolirlo, dimostra che esistono volontà di non cambiare niente.

“C’è bisogno - afferma Chiti - di una nuova legge elettorale: se non vi sono le condizioni per un accordo su un sistema maggioritario a doppio turno, si scelga un modello proporzionale con sbarramento al 5% per metà seggi e metà in collegi uninominali. Ma il ‘porcellum’ deve uscire di scena”. Bene.

Oggi, intanto, le delegazioni del Pdl e del Terzo polo, al termine dell’incontro avuto a Roma, hanno concordato “sulla necessità di modifiche costituzionali che riducano il numero di parlamentari, avviino il superamento del bicameralismo perfetto, diano al premier il potere di nominare e revocare i ministri, introducano il principio della sfiducia costruttiva”. E’ quanto si legge in un comunicato congiunto stilato al termine della riunione alla quale hanno partecipato Ignazio La Russa, Gaetano Quagliariello e Donato Bruno (Pdl) e i rappresentanti del Terzo polo Italo Bocchino, Lorenzo Cesa, Pino Pisicchio, Ferdinando Adornato e Giovanni Pistorio.

Va ribadito che la riforma della legge elettorale non può che incentrarsi su due obiettivi. Primo, restituire la scelta dei parlamentari ai cittadini, abolendo il Porcellum. Secondo: non essere costretti dalla legge elettorale a formare quelle armate Brancaleone che sembravano giganti al momento delle elezioni, unendo tutto e il contrario di tutto, e nani al momento di governare.

Dice il deputato dell’Udc, Ferdinando Adornato, intervistato dal Messaggero.”La paralisi ha un nome e un cognome: premio di maggioranza”. Adornato insiste: “Il sistema più adatto al quale ispirarsi è quello tedesco”. Vedremo.

Rick Santorum vince in Colorado, Minnesota e alle primarie in Missouri

pubblicato da Alberto Puliafito in: Esteri Alle 5 della sera USA 2012

Rick Santorum vince in Colorado e Minnesota

Rick Santorum, con un colpo di scena ha rimescolato la storia delle primarie Repubblicane per le elezioni presidenziali Usa 2012. Se, infatti, dopo la buona vittoria in Florida e Nevada, Mitt Romney aveva smesso di rivolgersi ai propri avversari e aveva cominciato a lanciar messaggi direttamente al Presidente Barack Obama, qualcosa è cambiato, anche in maniera piuttosto drammatica, se vogliamo.

Il doppio caucus in Colorado e in Minnesota, infatti, ha riproposto il candidato come un serio rivale di Romney, che pensava di essersi liberato del suo avversario più credibile, Newt Gingrich e invece, ora, deve fare i conti con un rigurgito della pancia più conservatrice dell’America.

La questione si fa ancora più seria se si pensa che sia in Colorado sia in Minnesota Romney aveva vinto a mani basse persino nella corsa alla nomination repubblicana del 2008, quando poi fu sconfitto da John McCain. Rick Santorum, quest’anno, è arrivato a rovinargli una festa anticipata, portandosi a casa il 44,8% delle preferenze in Minnesota, con Romney (16,9%) superato addirittura da Ron Paul (27,2%).

In Colorado (dove Romney quattro anni fa superò addirittura il 60%), Santorum è al 40,2% e l’ex governatore del Massachussets solo al 34,9%.

E Santorum è passato all’attacco. Ha ringraziato Dio (ovviamente) per i risultati ottenuti e si è rilanciato per il futuro:

«Non sono qui per essere l’alternativa conservatrice a Mitt Romney. Sono qui per essere l’alternativa conservatrice a Barack Obama».

Come se non bastasse, ci si sono messe anche le primarie del Missouri.

Foto | © TM News

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Maltempo, dare la pala ai politici. Pdl, prima smantella la Protezione civile, poi attacca

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, riferirà sull’emergenza maltempo in Aula al Senato giovedì 9 febbraio alle 9.30. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Sarà l’occasione per la fine delle polemiche fra Alemanno e la Protezione civile e fra questa e gli amministratori locali, le ferrovie ecc?

In molti Paesi imperversa il maltempo ma solo in Italia la diatriba politica è così accesa. Nel Belpaese abbondano i politici ad uso “televisivo”, insuperabili in TV nello scaricabarile e per lo più inetti alla prova dei fatti, mossi più che altro dal loro tornaconto elettorale. Le ultime “perle”, speculazioni di bassa lega, arrivano da Fabrizio Cicchitto.

“ Altro che Alemanno. – chiosa il capogruppo del Pdl alla Camera - Da un lato l’Europa e l’Italia sono investite da una straordinaria ondata di freddo. Dall’altro lato il problema della inadeguatezza del sistema-Italia, e in esso della protezione civile nella sua attuale direzione e configurazione strutturale, emerge in modo assai evidente e, al di là delle polemiche, richiede prima una analisi molto attenta e poi cambiamenti profondi ed incisivi”.

Insomma Cicchitto vuole rivedere la struttura della protezione civile con ‘cambiamenti profondi e incisivi. Faccia di tolla! Dov’era lui quando il suo partito ha depotenziato il dipartimento con la legge 10 del 2011?. Con quella legge il Pdl ha deciso di privare la protezione civile delle sue attribuzioni che meglio hanno funzionato, anzichè intervenire sul campo d’azione sproporzionato delle strutture di vertice del sistema.

“Bisognava togliere la gestione dei ‘grandi eventi’ – attacca Renzo Lusetti di API - e potenziare il sistema di coordinamento con gli enti locali invece di affidarsi alla tassazione regionale per l’attivazione delle emergenze”.

Già. Cosa aspetta Monti a rimediare a questo scempio e a modificare al più presto la normativa? Come sempre in Italia, la stalla si chiude dopo che i buoi sono scappati.

Pd "scaricabarile". Invece di spalare la neve ...

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Chi ci capisce è bravo, in questa politica tutta intenta allo “scaricabarile”. La sceneggiata (e la colpevole inattitudine) del sindaco di Roma Gianni Alemanno è nota, superandosi negativamente nell’emergenza neve di questi giorni.

Ma c’è di più. Prendete il Pd: oggi ha chiesto al governo di riferire alla Camera sul “disastro” provocato dal maltempo. Ha denunciato il vicepresidente dei deputati: “Interi comuni senza luce e gas; treni bloccati per ore e passeggeri al freddo e senza informazione; una grande città, capitale del Paese, letteralmente in ginocchio; autostrade e raccordi sommersi da neve e ghiaccio con automobilisti abbandonati a loro stessi. Troppe cose non hanno funzionato e non è il momento di aprire inutili commissioni d’inchiesta nell’impossibile tentativo di salvare quel sindaco o accusare prefetti e Protezione civile”. “Chiediamo immediatamente al Governo di venire nell’aula di Montecitorio a riferire di quanto è successo, ben consci che niente potrà ripagare i cittadini italiani dei disagi subiti, ma nella speranza che il disastro di questi giorni non torni a ripetersi”, ha concluso l’esponente Pd. Bene.

Ma il Partito democratico non è nella maggioranza di questo governo? E, a parte Roma, non è il partito che governa decine e centinaia di comuni in affanno in queste ore sotto la nave? All’epoca del vecchio Pci, non certo avaro in interpellanze e proteste varie, in tempi di emergenza (neve, alluvioni, terremoti) i dirigenti del partito e i suoi esponenti istituzionali erano in prima file, con il badile in mano …

Casini chiama tutti a "salvare il soldato Ryan" (Monti) ...

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Il premier Mario Monti “è un grande presidente, come si vede dai mercati”. Questo il giudizio sul Prof a Palazzo Chigi di Pier Ferdinando Casini.

Poi il leader centrista rivendica i propri meriti: “per fortuna qualcuno, anche e soprattutto l’Udc, ha lavorato perché Monti sedesse a Palazzo Chigi e si aprisse una fase politica nuova. C’è bisogno ora che i partiti lo aiutino su tutto”.

E ancora: “Questo governo è l’unico che ci può portare fuori dalla crisi, per cui, siamo tutti tranquilli e sereni. Si facciano passare il mal di pancia - ha detto ancora - e ci sia lealtà tra i partiti che sostengono il governo. Non si facciano furbate. Questo è il nostro impegno che riconfermiamo”.

Casini ha anche ricordato che esiste “una maggioranza vera” che sostiene Monti e i suoi ministri. Con la crisi che c’è, ci vuole - ha concluso il leader dell’Unione di centro - lealtà, serietà e intelligenza”.

Pierferdy, avveduto realista o esagerato ottimista pro domo sua?

"Posto fisso monotono", dietrofront del premier Monti. Anzi no ...

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Dopo il polverone sollevato dalla sua frase provocatoria: “Il posto fisso è monotono”, Mario Monti è tornato sul delicato argomento. “Una frase come quella” detta a Matrix “presa fuori dal contesto può prestarsi all’equivoco”. Così il premier parlando a Repubblica.it.

“Se per posto fisso intendiamo un posto di lavoro che ha una sua stabilità e delle tutele - ha sottolineato - è ovvio che è un valore positivo. La frase che ho usato diceva che i giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita, non lo avranno come capitava ancora nella mia generazione” in cui si aveva “un lavoro stabile presso un unico datore di lavoro, in una stessa sede per tutta la vita”. Polemica chiusa o altra benzina sul fuoco?

Monti sottolinea che al primo punto dell’agenda dell’esecutivo c’è il lavoro per i giovani. “Creare lavoro per i giovani è l’obiettivo centrale di tutta la politica economica e sociale del governo, se ci si riesce e ci vorrà del tempo, ma questo non significa che i giovani debbano e possano avere quel lavoro per tutta la loro esistenza, il cambiamento è da guardare positivamente e non negativamente”.

Quindi una bacchettata ai passati governi: “Non tocca dire a me se il mio governo ha un cuore buono, ma invito gli italiani a tener conto che se l’Italia è ridotta un po’ male è perchè i governi italiani per decenni hanno avuto il cuore troppo buono, diffondendo buonismo sociale, coprendolo con il debito a danno dei giovani d’oggi”. Realismo o schematismo?

Poi sull’ ARTICOLO 18: “Per come viene applicato l’articolo 18 in Italia”, sconsiglia «investimenti di capitali stranieri ma anche italiani in Italia”. L’art. 18 è “un tema centrale della discussione, uno dei tanti” sul tavolo del dibattito sulla riforma del mercato del lavoro, sottolinea il presidente del Consiglio. Il dibattito sulla norma dello statuto dei lavoratori, in passato “sembrava una contrapposizione tra Orazi e Curiazi”, con chi “lo considera la punta offensiva della spada mentre altri il centro dello scudo difensivo. E’ ora di passare dai simboli, dai miti alla realtà pragmatica”.

Toghe, sì alla responsabilità civile. Governo ko, Pdl sotto accusa (ma Berlusconi gongola), Di Pietro chiama i "forconi" ...

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

C’è chi dice che è la prima “vendetta” di Silvio Berlusconi consumata da “freddo” attraverso l’uso mirato dei propri parlamentari del Pdl che alla Camera annunciano di votare in un modo e poi agiscono all’opposto.

Cosa è successo? Il governo è stato battuto sull’emendamento del leghista Gianluca Pini che prevede la responsabilità civile dei magistrati. I voti a favore sono stati 261, 211 i contrari.

L’esecutivo aveva espresso parere contrario all’emendamento che prevede, in particolare, che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento” di un magistrato “in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia”, possa rivalersi facendo causa allo Stato e al magistrato per ottenere un risarcimento dei danni. A pagare sarà dunque la toga. Il testo deve ancora avere l’approvazione del Senato. Queste le reazioni.

L’Anm: vendetta contro i giudici. Luca Palamara e Giuseppe Cascini, Presidente e segretario dell’Associazione nazionale magistrati, parlano di “una forma intimidatoria e di vendetta verso il libero esercizio della funzione di giudice”, nonchè di “un ennesimo tentativo di risentimento e di ritorsione” nei confronti della magistratura. “E’ una norma incostituzionale - rileva Cascini - in contrasto con i principi più volte affermati dalla Corte di Giustizia europea”, una “mostruosità giuridica” che il Senato dovrà cancellare.

Di Pietro: “Vendetta contro i magistrati”. Il leader Idv esplode: “Alla Camera si è commesso l’ennesimo delitto, una vendetta e un ammonimento contro i magistrati”. Quindi il monito: “Ho paura che questa volta, dopo vent’anni, non ci sarà solo una Mani Pulite giudiziaria, ma una nuova Mani Pulite del popolo che alzerà i forconi”.

Cicchitto: attacchi al Pdl ingiustificati. “Gli attacchi al Pdl da parte di Bersani (”E’ un vecchio trucco, il PdL aveva annunciato che votava no ed invece ha votato sì. E’ inaccettabile”) e di Franceschini sono del tutto ingiustificati”, dice il capogruppo del Pdl alla Camera. “Si è trattato di un voto libero, dato a scrutinio segreto che ha coinvolto tutti i gruppi parlamentari al di fuori di ogni schema precostituito. D’altra parte i numeri parlano chiaro: coloro che hanno votato a favore dell’emendamento sulla responsabilità civile dei giudici sono molti di più della somma dei deputati presenti in Aula appartenenti da un lato al PdL e a Popolo e Territorio e dall’altro alla Lega. Il gruppo dirigente del Pd deve prendere atto della sensibilità esistente su questo tema nei vari gruppi parlamentari, compreso il Pd”.

Bersani e D'Alema a casa! Parola del "rottamatore" Matteo Renzi ...

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Arieccolo “forte e chiaro” Matteo Renzi, “rottamatore” professionale e sindaco di Firenze per … hobby.

In una intervista al Foglio l’esponente ex margheritino del Pd famoso per la cena di Arcore con il Cavaliere allora premier torna a battere sui suoi tasti e soprattutto a rigirare il chiodo nelle ferite del Partito democratico.

Renzi parte dal governo Monti: “Io credo che il Pd debba stare davvero in guardia. Perche’ questo governo, ci scommetto, offrirà al centrodestra la possibilita’ di rifarsi una sua verginita’, e se dopo questa fase di ’safety car’ della politica non verrà ridiscussa presto la linea del Pd, e se questa segreteria rimarrà inchiodata alla foto di Vasto, mi sembra scontato che il Partito democratico rischia di subire un clamoroso cappotto alle prossime elezioni”.


Poi rilancia le primarie. “Se non vogliamo fare la figura dei pazzi, per arrivare preparati alle prossime elezioni sarà necessario convocare delle primarie. Quando? Ovvio: in autunno. E badate bene: primarie aperte a tutti, senza escludere nessuno, come è sempre stato nel migliore spirito del centrosinistra”.

Il sindaco di Firenze prevede la discesa in campo nelle primarie anche dei ragazzi del Big bang: “Non vedo perchè non dovrebbe essere cosi’”.



Infine la freccia avvelenata conclusiva: “Questa classe dirigente - conclude il “rottamatore” - deve farsi da parte: è impensabile che la generazione dei D’Alema e dei Bersani continui a essere anche tra un anno il simbolo del centrosinistra italiano”.

Chissà se anche stavolta il lider Maximo e il … “suo” segretario faranno finta di niente.