I manifesti della Lega Nord sono un punto fermo delle campagne elettorali italiane: inconfondibili, immutabili e di tale impatto da essere stati copiati (senza grande successo) anche da PD e Italia dei Valori.
Recentemente a Milano è ricomparso perfino il celebre “Roma Ladrona, la Lega non perdona”, creato probabilmente già in periodo pre-tangentopoli e riproposto oggi, forse come risposta alla recente ondata di scandali-corruzione.
Tuttavia qualcosa è cambiato rispetto a 20 anni fa: la Lega ha infatti governato il paese per quasi 10 anni, di cui 7 dal 2000 ad oggi. Sembra sempre più difficile per il Carroccio presentarsi come partito estraneo alle logiche del “sistema” romano. Eppure più il paese sembra sprofondare nella corruzione, più Bossi & co. schizzano in alto nei sondaggi. Proviamo a chiederci il perché, dopo il salto.
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Se volete sapere in anteprima assoluta come andranno a finire le Elezioni regionali del marzo 2010 c’è una pagina che fa per voi: Regionalisufacebook.it. In realtà, meglio sottolinearlo subito, si tratta di una simulazione, di un gioco i cui risultati potranno essere confrontati con i risultati definitivi e reali per capirne l’affidabilità.
Il sistema confronta la popolarità dei due candidati su Facebook, proponendo poi un grafico col “gradimento” dei due sfidanti. Ad oggi, la situazione sarebbe questa: Lazio, Bonino (Pd) 65% - Polverini 35%. Lombardia, Formigoni (Pdl) 64% - Penati 36%. Puglia, Vendola (Pd) 89% - Palese 11%. Calabria, Scopelliti (Pdl) 76% - Loiero 24%. Campania, De Luca (Pd) 99% - Caldoro 1%. Toscana, Rossi (Pd) 83% - Faenzi 17% …..
Forse per ora i dati sono un poco troppo polarizzati. Però un bel 99 a 1 in Campania farebbe sicuramente felice Bersani!

Le ultime rilevazioni delle varie case di sondaggi decretano una stabilità nelle intenzioni di voto a livello nazionale.
Il Pdl tra il 37.5% e il 39%, due punti sopra il dato delle europee, e insieme alla Lega (10-11%) forma un tandem che raggiunge da solo circa il 50%. Quota superata sommando anche i valori di La Destra e Mpa. Per quanto riguarda l’opposizione risale anche il Pd che varia dal 27% al 30%, circa 2 punti e mezzo più del valore delle europee. Scende l’Idv di oltre un punto percentuale e pare soffrire di un trend critico che colpisce anche la popolarità di Di Pietro. Buon riscontro per Sinistra Ecologia e Libertà che sull’onda della popolarità di Vendola raggiunge quasi il 3%. Stabili i radicali e in discesa i comunisti. Al centro l’Udc non risente della concorrenza dell’Api di Rutelli che anzi si inserisce nelle rilevazioni con dati piuttosto fiacchi.
In generale rimane forte il distacco tra centrodestra e centrosinistra e il consenso per il Governo non pare diminuire. Nel centrosinistra la guida Bersani, nonostante qualche problema per le regionali, sembra tenere e togliere qualche voto all’Idv. Soltanto una maxi coalizione (dall’Udc a Rifondazione), persino più larga della vecchia Unione, riuscirebbe, al momento, a pareggiare la percentuale di sostegno a Pdl+Lega.
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“Noi concentriamo la flessibilità sui figli, l’articolo 18 garantisce i padri, che sono ipergarantiti”
Renato Brunetta
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Il Popolo della libertà al 38,1. Il Partito democratico al 29,5%. La Lega al 10,5. L’Italia dei valori al 7%. L’Udc al 5,9%. Sono questi i numeri dei grandi partiti italiani, con l’incognita di un 35% di indecisi, secondo il sondaggio elettorale pubblicato oggi dal Sole 24 ore e realizzato da Ipsos Pa.
Per quanto riguarda i famosi Altri, Alleanza per l’Italia (Rutelli, Dellai e Tabacci) otterrebbe uno 0,4%, la Federazione Pdci - Prc si attesterebbe all’1,8, Sinistra Ecologia e Libertà al 2,6%, il Partito socialista allo 0,9, la Destra allo 0,8%, la Lista Bonino all’1,1% e i Verdi allo 0,6%.
Che ne dite? Si tratta di dati realistici (benché poco indicativi delle diverse realtà regionali..)?

Le elezioni regionali 2010 si avvicinano: manca poco, si vota il 28 e il 29 marzo. Più che in altre occasioni, sembra che questa tornata elettorale si distingua per il potere che hanno dimostrato di saper gestire, e saper utilizzare le donne. Meglio: del consenso che chi le nomina, sa potranno raccogliere. Partiamo dalle candidate: la sfida laziale tra Emma Bonino e Renata Polverini per esempio.
La leader radicale - infamata da Libero con la solita sobrietà: “Emma Assassina” - e la sindacalista, dovranno gestire la complessa eredità del dopo Piero Marrazzo, che ci gusteremo, molto probabilmente, nei prossimi mesi con una nuova trasmissione in Rai. Eppure non c’è solo la sfida laziale.
In Piemonte, da anni comanda Mercedes Bresso: una che meriterebbe più di una regione, e di cui è giusto ricordare le limpide prese di posizione durante il caso Eluana Englaro, quando il PD tentennava, per mantenere gli equilibrismi che lo stanno facendo affondare, lei diceva. “Portatela da noi, in Piemonte” zittendo i baciapile. Erano sante parole, quelle che gli italiani volevano sentire.
Foto | Flickr
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Due temi apparentemente diversissimi hanno animato il dibattito politico italiano nelle ultime settimane: il decennale della morte di Bettino Craxi, con i connessi tentativi di riabilitazione, e le polemiche sulla ritardata uscita dei giovani italiani dalla casa dei genitori, riaccese da alcuni casi di cronaca.
In realtà le due vicende hanno in comune molto più di quanto potrebbe sembrare: i diretti responsabili della difficilissima situazione dei giovani italiani di oggi sono proprio i politici e le generazioni passate, di cui Craxi rappresenta l’epitome.
Nel periodo 1981–‘91 si è creato infatti in Italia quello oggi potremmo chiamare il “paradiso degli sciocchi”: esponenti politici di governo come Andreotti, Forlani, De Mita, Pomicino e lo stesso Craxi, di fronte ad una importante fase di recessione economia, non lesinarono mobilità lunghe, casse integrazioni straordinarie, baby-pensioni e pre-pensionamenti su vasta scala. Non senza effetti collaterali per chi è venuto dopo. Vediamo qualche dato.
Per molti questa non sarà una grande novità, ma l’illegittimità dell’invasione dell’Iraq (fino ad allora stato sovrano nonché membro delle Nazioni unite) da parte delle truppe americane e inglesi è stata ora certificata anche da una Corte olandese.
Le prove false esibite dagli uomini di Bush e le bugie sparse a piene pagine nei media di tutto il mondo non sono bastate a dare una legittimazione giuridica alla guerra di invasione dell’Iraq: per la Commissione d’inchiesta indipendente voluta dal premier olandese Jan Peter Balkenende la risoluzione 1441 sull’Iraq del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non era un mandato per l’intervento americano e britannico, visto che il Consiglio di sicurezza dell’Onu non aveva autorizzato alcun intervento armato.
Secondo il rapporto della Commissione guidata da Willibrord Davids (ex presidente della Corte suprema olandese), le informazioni dei servizi olandesi dimostravano come Saddam non fosse in possesso di armi di distruzione di massa, ma le loro conclusioni sono state accantonate al momento di decidere l’invasione dell’Iraq.
Foto | hamed saber

L’Italia è uno dei paesi in Europa con la più alta disoccupazione giovanile (27% circa), la quale per di più è drammaticamente cresciuta dall’inizio della recessione: un altro modo di dire che la crisi, dalle nostre parti, l’hanno pagata soprattutto i giovani e i precari.
Il nostro è anche uno dei paesi in cui si esce più tardi di casa, per ragioni prevalentemente economiche.Questo attira sui giovani italiani, come se non bastasse, una valanga di immeritati sfottò da parte dei propri politici, fin dai “bamboccioni” del mai troppo poco rimpianto ministro Padoa Schioppa.
Il Comune di Milano ha però ora deciso di dare una risposta chiara e decisa ai problemi dei giovani. Con un sussidio di disoccupazione specifico? Macchè! Con una qualche forma di sostegno finanziario al raggiungimento dell’indipendenza? Manco a pensarci! L’idea dell”assessore comunale Landi di Chiavenna prevede infatti:
Sconti nei negozi, bonus per viaggi, cinema e libri ai giovani fino ai 25 anni che smettono di fumare, che non abusano di alcol e che stanno attenti a non trasmettersi malattie sessuali
Gli scontri avvenuti ieri nella cittadina calabrese di Rosarno tra immigrati e italiani hanno portato molti a interrogarsi sulle cause di una tale improvvisa esplosione di violenza. Il ministro degli Interni Roberto Maroni ha voluto dare a vedere di avere le idee molto chiare, dichiarando:
A Rosarno c’è una situazione difficile come in altre realtà, perchè in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, un’immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall’altra ha generato situazione di forte degrado
Un modo di liquidare la questione deciso, che però rischia di lasciare insoddisfatti quanti siano alla ricerca di soluzioni, e non di capri espiatori. E’ ovvio infatti che la presenza di immigrati è una condizione necessaria affinchè ci siano rivolte degli stessi, proprio come la presenza di maschi è un presupposto assolutamente necessario al fenomeno dello stupro. In entrambi i casi, però, siamo ben lungi dall’aver trovato le vere cause.
Gli immigrati nelle regioni italiane: alcuni dati



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