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Analisi e Dati

Prove INVALSI: cosa sono e perché gli insegnanti le boicottano

pubblicato da Giulio Mattioli in: Analisi e Dati


Chiunque abbia un parente nella scuola dell’obbligo probabilmente già conosce le cosidette “prove INVALSI”, ossia i test standardizzati nazionali per la rilevazione degli apprendimenti che vengono somministrati a maggio nelle seconde e quinte elementari, prime e terze medie e, da quest’anno, anche in tutte le seconde superiori.

Contro i test, il loro significato e il loro scopo si crea ogni anno una bagarre con infinite polemiche da parte di insegnanti e genitori, con le motivazioni più varie. I genitori temono che questa prova “valuti” in qualche modo i loro figli e che di questa valutazione venga tenuta traccia a livello statale.

Gli insegnanti, dal canto loro, temono invece che la valutazione degli studenti sia un primo passo verso differenziali salariali basati sui risultati delle classi o delle scuole. Altri ancora invece temono invece che le analisi condotte sui risultati degli studenti vengano utilizzate per introdurre non differenziali salariali tra docenti ma differenziali di risorse tra scuole, tra province o tra regioni del paese.

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Sondaggi Amministrative 2011 - Napoli: Lettieri al 37%, Morcone al 28%, De Magistris al 23%

pubblicato da paganini in: Analisi e Dati Amministrative 2011


Dopo aver visto cosa prevedono i sondaggi per le elezioni amministrative di maggio a Torino, leggiamo qualche numero sulle comunali di Napoli.

Stando al Corriere del mezzogiorno, la corsa sarebbe per ora guidata dal candidato del Pdl, Gianni Lettieri, con un consenso stimato tra il 33 e il 37%. Al secondo posto troviamo l’uomo scelto da Pd e Sel, Mario Morcone, che si attesta tra il 24 e il 28%. A seguire troviamo l’Idv Luigi de Magistris (19 - 23%) e il Terzopolista Raimondo Pasquino (6,5 - 8,5%).

Il Corriere aveva già pubblicato un sondaggio elettorale alla fine di marzo, rispetto al quale sia De Magistris che Pasquino sembrano perdere terreno con l’approssimarsi delle urne.

Veritometro: De Rita, la disoccupazione giovanile e la precarietà

pubblicato da Giulio Mattioli in: Dichiarazioni Analisi e Dati
“Il precario è un tipo di persona che ha una formazione che mal si adatta al lavoro”


Giuseppe De Rita, 17 aprile 2011

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I redditi dei capigruppo alla Camera dei Deputati: il più ricco è ...

pubblicato da paganini in: Analisi e Dati Partiti


Le Agenzie hanno iniziato a dare i numeri, quelli dei redditi (del 2009) di onorevoli, senatori e ministri in carica. Prima di vedere quanto hanno portato a casa i capigruppo della Camera, vale la pena di soffermarsi solo un attimo sui redditi del Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi è passato da 23 a 40 milioni di euro, alla faccia della crisi economica.

A Montecitorio è Siegfried Brugger (Svp) a guidare la classifica, con 264 mila euro. Lo seguono Dario Franceschini (Pd) 248 mila, Luciano Sardelli (Iniziativa responsabile) 205 mila euro, Marco Reguzzoni (Lega) 183 mila, Fabrizio Cicchitto (Pdl) 157 mila euro. In fondo alla classifica: Benedetto Della Vedova (Fli) 125 mila euro, Pier Ferdinando Casini (Udc) 106 mila e Massimo Donadi (Idv) 99 mila euro.

Ad aprire e chiudere la classifica dei redditi dei ministri in carica troviamo Renato Brunetta, con 570 mila euro e Paolo Romani, con 161 mila euro.

Foto | Flickr

Guerra di Libia: il 53% degli italiani è contro l'intervento. E tu?

pubblicato da paganini in: Esteri Analisi e Dati


La Guerra di Libia procede. I nostri Tornado volano sopra Tripoli e Bengasi, ma non si sa bene per fare cosa: in fondo li abbiamo mandati in Afghanistan soltanto per scattare delle foto ad alta quota… E mentre si succedono gli aggiornamenti sugli esiti delle battaglie tra gheddafiani e insorti, sono in molti a porsi delle domande sul conflitto in corso e sul ruolo che l’Italia ha scelto di svolgere.

E alcune domande le ha poste Renato Mannheimer: sei favorevole all’intervento in Libia? La partecipazione dell’Italia è opportuna? I risultati del sondaggio - pubblicato dal Corriere della Sera - ci dicono che il 53% degli italiani sarebbe contrario all’intervento (il 54% degli elettori del Pd è favorevole mentre il 70% di quelli della Lega è contrario).

A proposito dell’intervento italiano in Libia (che rientra nelle celebrazioni per i 100 anni della prima Guerra di Libia), Mannheimer rileva un 53% di intervistati favorevoli, con una punta del 70% tra i leghisti, che quindi sembrerebbero contrari all’intervento ma favorevoli alla partecipazione italiana… L’elettorato tricolore sarebbe dunque piuttosto diviso, probabilmente anche a causa delle notizie e delle spiegazioni frammentarie e spesso volutamente ambigue che vengono fornite.

Foto | Flickr

Effetto nucleare sui Verdi in Germania: dall'11 al 25% alle regionali nel Baden-Wuerttemberg

pubblicato da paganini in: Esteri Analisi e Dati


Potrebbe trattarsi di una coincidenza. Ma il risultato ottenuto dai Verdi in Germania, nelle elezioni regionali del Baden-Wuerttemberg, sembra proprio l’effetto del vento nucleare che arriva dal Giappone. I Grunen avrebbero infatti inaspettatamente raddoppiato i propri voti, passando dall’11% di 5 anni fa al 25% di oggi: un successo che nemmeno il migliore dei segretari regionali, da solo, riuscirebbe a conquistare.

L’affermazione dei Verdi, nonostante la lieve flessione dei socialisti della Spd (23,5%), potrebbe portare i democristiani della Cdu in minoranza per la prima volta in 58 anni! Una piccola rivoluzione per il Baden-Wuerttemberg, la regione di Stoccarda, che avrà un governatore Verde e probabilmente non avrà liberali nel Parlamento regionale (hanno perso la metà dei consensi).

Anche in Renania-Palatinato i Verdi otterrebbero un notevole balzo in avanti, guadagnando circa 12 punti percentuali.

Via | Corriere.it

Veritometro: Brambilla, il processo Ruby e il giudizio degli italiani

pubblicato da Giulio Mattioli in: Dichiarazioni Michela Brambilla Analisi e Dati
(Sul caso Ruby) “Ormai gli italiani hanno capito: anche questa iniziativa, come tutte le altre, sara’ un boomerang per il partito delle Procure”


Michela Vittoria Brambilla, 14/1/2011


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Sondaggi elettorali: Pdl al 27%, Pd al 24,4%, Terzo Polo al 15,7%

pubblicato da paganini in: Analisi e Dati Partiti


Quale sarebbe l’esito di ipotetiche elezioni politiche anticipiate in Italia? Stando ai dati dell‘Osservatorio Crespi il centrosinistra (nel senso ampio del termine) sarebbe al 41,6%, con il Pd al 24,4%, l’Italia dei Valori al 5,2%, la Federazione della sinistra (Prc+Pdci) al 2%, Sinistra e libertà all’8%, i Socialisti allo 0,8% e la Lista Pannella-Bonino all’1,2%.

Il centrodestra sarebbe in difficoltà, attestandosi al 40,9%: Pdl 27%, Lega 10%, La Destra 2%, Forza del Sud 1%, Udeur 0,4%.

Terzo incomodo il Terzo Polo che, prendendo per buona la nascita di questa blocco politico centrista - futurista, racimolerebbe il 15,7%: Udc al 6,8%, Fli al 6,5%, l’Api di Rutelli all’1,2%, l’Mpa all’1%.

La Lista a 5 stelle di Beppe Grillo, che non saprei dove collocare, sarebbe all’1,8%.

Disoccupazione in Italia: la Legge Biagi l'ha fatta diminuire?

pubblicato da Giulio Mattioli in: Analisi e Dati


Su Metro di mercoledì Michele Tiraboschi, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia ed ex assistente di Biagi, ha sostenuto che bisogna rilanciare la Legge che porta il suo nome, grazie alla quale nel periodo compreso tra il 2003 e il 2008 si sarebbero creati 3 milioni di posti aggiuntivi, facendo calare la disoccupazione dall’11 al 6,5%.

Se i dati sono veri, falsa è la premessa, ossia il fatto che tali numeri siano frutto dell’introduzione della Legge Biagi. Il mondo intero, e in particolare l’Eurozona, ha visto all’inizio del decennio scorso una forte ripresa, caratterizzata dalla creazione di milioni di posti di lavoro, di cui ha (parzialmente) beneficiato anche l’Italia.

Attribuire tale rinnovamento planetario alla Legge Biagi (che come dicevamo in un vecchio post del 2008 era solo un malriuscito calco della Legge Treu del 1997) sembra un po’ un’esagerazione.

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Disoccupazione giovanile in Italia: il piano del governo è una risorsa o una bufala?

pubblicato da Giulio Mattioli in: Analisi e Dati


Il nuovo piano di azione per l’occupabilità dei giovani è stato presentato qualche giorno fa dal governo. Se da un lato è un bene che dopo anni di assordante silenzio i ministri competenti (Sacconi, Meloni e Gelmini) si accorgano della tremenda situazione giovanile in Italia (come abbiamo già da tempo riportato, ad esempio qui, qui e qui), dall’altro ci sono punti che lasciano onestamente un po’ perplessi.

Innanzitutto la consueta paternale ministeriale, che si autoassolve dalla situazione invocando “un bagno di umiltà” per i giovani, che lavoce.info ha commentato magistralmente:

L’invito all’umiltà recentemente rivolto ai giovani italiani dal ministro Meloni è ingiusto e ingeneroso, ma anche sbagliato. Perché il limite maggiore del nostro sistema paese è proprio l’incapacità di valorizzare al meglio il capitale umano delle nuove generazioni.

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