Stasera ad Annozero si torna a parlare di una vicenda di cui ci siamo occupati anche noi a più riprese; lo scioglimento (mancato) del Comune di Fondi (Lt) in odore di camorra. Anzi, in Profumo di Mafia, come recita molto opportunamente il titolo della puntata.
Il Ministero dell’Interno chiede che sia sciolto un consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Ma poi rinuncia ad andare avanti perché il consiglio comunale si dimette. Intanto vengono arrestati un assessore, il capo e il vicecapo della polizia municipale e alcuni dirigenti comunali per associazione mafiosa, mentre alcuni consiglieri sono indagati. Tutto questo avviene a Fondi, in provincia di Latina, dove i carabinieri indagano sulla presenza del clan camorrista dei casalesi. Un’indagine che tocca anche l’amministrazione cittadina.
La puntata sarà strutturata intorno a un’inchiesta di Stefano Bianchi e Giulia Bosetti, che racconteranno la storia del consiglio comunale di Fondi, mentre in studio troveremo come ospiti tra gli altri l’esponente del Pdl Italo Bocchino e l’eurodeputato dell’Italia dei valori Luigi De Magistris.
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Il caso Marrazzo e le rivelazioni accennate da vari quotidiani sugli altri possibili nomi coinvolti nella trans-inchiesta sono stati al centro della puntata di ieri di Annozero. Tra l’altro riguardo a questo segnaliamo che oggi Gasparri ha comprato un’intera pagina sul Giornale per smentire le voci sul suo coinvolgimento. Inutile dire quanto oro valga questo vicenda gossippara per la trasmissione, ormai stabilmente attestata su livelli record di audience.
Anche gli ospiti erano decisamente azzeccati. Primo fra tutti il gongolante Storace, che ha finto moderazione nei confronti dell’odiato nemico ormai ex-governatore del Lazio, ma era chiaramente al settimo cielo. Anche Belpietro, direttore di Libero, non ha avuto bisogno di calcare la mano, e anzi è pure riuscito a uscire bene da una vicenda che vedeva il suo giornale al centro dello scandalo. È bastato ricordare - in questo suffragato dalle due inviate della redazione romana che per prime avevano visionato il video - che Libero in ben due riprese aveva rifiutato la pubblicazione; prima con Feltri e poi con lo stesso Belpietro.
Inutilmente il direttore del Riformista Polito ha cercato di riequilibrare la questione riportando l’argomento su Berlusconi. In questo è stata molto più brava, dobbiamo sottolinearlo, Debora Serracchiani, per una volta apparsa molto incisiva con la sua dialettica da “uomo della strada”, che candidamente si domandava come potesse non sembrare conflitto di interessi il fatto che il Presidente del consiglio in qualche modo fosse venuto a conoscenza del video per vie traverse, trovandosi nella condizione di avvertire Marrazzo del pericolo.
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Accusato da più parti di ignorare uno scandalo di “sinistra”, Michele Santoro reagisce da par suo e in accordo con la redazione organizza una puntata monotematica sul caso Marrazzo. Tra gli invitati peraltro spicca lo stesso direttore di Libero Maurizio Belpietro che dalle colonne del suo quotidiano lo aveva pubblicamente sfidato a occuparsi del governatore laziale, lamentando che i suoi giornalisti non venissero mai chiamati in trasmissione.
Il caso Marrazzo e’ solo un affare privato, la vicenda di un uomo e delle sue debolezze per i trans o dimostra come la politica sia sotto ricatto? E di quella vicenda e’ stato chiarito tutto o ci sono ancora retroscena sconosciuti? Una cosa e’ certa: dossier, veline, filmati sembrano essere diventate le armi della politica.
In una puntata dal titolo Ricatti , Annozero si aprirà con l’inchiesta di Stefano Bianchi, Corrado Formigli, Giulia Bosetti e Luca Bertazzoni che ricostruira’ i passaggi piu’ importanti della vicenda Marrazzo, con i protagonisti e i testimoni della storia.
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Ieri finalmente ad Annozero non si è parlato di gossip ma di cose serie, e ne è venuta fuori una trasmissione magari meno accattivante ma sicuramente di grandissimo interesse. Presenti in studio Lupi (Pdl) e Porro (Il Giornale) contro Marino (Pd) Giannini (Repubblica) e naturalmente Marco Travaglio, sempre in attesa di contratto. Argomento la crisi del lavoro e gli effetti del condono.
Diciamo subito che c’è voluto un certo coraggio per Lupi ad andare in trasmissione a difendere il condono. Mi vedo la riunione nella sede del Pdl mercoledì in cui bisogna decidere da chi far rappresentare il Pdl e tutti che accampano qualche impegno, finché non viene scelto (magari col sistema della pagliuzza più corta) il povero Lupi. E quest’ultimo ha fatto veramente il possibile, riuscendo magari a limitare un Marino apparso molto limitato dialetticamente, e forse pareggiando il conto con Giannini. Ma con Travaglio non c’è stato niente da fare. Sconfitta su tutta la linea.
A un certo punto - subito dopo l’intervento del giornalista questa volta apparso molto preciso e puntuale - Lupi era talmente in difficoltà da gettare la discussione in gazzarra, in questo aiutato anche da Travaglio che - come notava lo stesso Santoro - per la prima volta ha perso le staffe. Rispetto al depuitato Pdl, molto più equilibrato Porro, che ha ammesso senza problemi che il condono è una schifezza (e lo credo, quando l’ha fatto la sinistra il Giornale aveva sparato a zero!) cercando solo di ridimensionare qualche esagerazione sul riciclaggio dei proventi dalla cocaina e simili.
Le recenti dichiarazioni del Ministro all’economia Giulio Tremonti sul posto fisso saranno l’argomento principale della puntata serale di Annozero. Le parole del ministro hanno sconcertato molti, vista la sua fama di superliberista, ma va detto che le sue parole hanno anche raccolto molte adesioni, soprattutto in ambito sindacale. Nei ranghi del centrodestra e di Confindustria d’altro canto molti hanno storto il naso inorriditi.
“Penso che il posto fisso sia la base su cui organizzare un progetto di vita e la famiglia”. Il Ministro Tremonti rivaluta il posto fisso nel momento in cui diventa più grave la crisi della piccola e media impresa, si fa drammatica la situazione dei cassintegrati e il Governo ha approvato il decreto sullo scudo fiscale.
La puntata si intitolerà Il posto fesso e vedrà come ospiti in studio Maurizio Lupi del Pdl, Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Pd e i giornalisti Nicola Porro, vicedirettore del Giornale e Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica.
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Buffonata del premio Nobel a Berlusconi (di cui vi diamo conto con tanto di filmato), a parte; la puntata di ieri di Annozero ha rimesso sul tavolo alcune questioni interessanti. Il punto è sempre lo stesso: i problemi giudiziari del Premier, dei quali Travaglio ha portato un lungo e preciso riassunto in termini di assoluzioni, prescrizioni e procedimenti cancellati dalle leggi cosiddette “ad personam”.
Punto focale i due processi; Mills - decisivo perché in caso di condanna Berlusconi non avrebbe più goduto dei benefici in termini di tempi di prescrizione degli incensurati - e Lodo Mondadori. Di entrambi abbiamo parlato abbondantemente in passato. Nel primo caso abbiamo una condanna basata sul concetto di responsabilità oggettiva ma priva di prove e il testimone principale che continua per misteriosi motivi a scagionare Berlusconi. Nel secondo la comprovata corruzione del giudice Metta, che però non sarebbe stata decisiva ai fini della ragione a Fininvest in appello, poiché gli altri due giudici hanno dichiarato di non essere stati influenzati dal Metta e che avrebbero comunque deciso così. Queste le argomentazioni portate anche da Marina Berlusconi, interpretata dalla bravissima Giuliana De Sio in una delle ricostruzioni di Santoro.
Rimane naturalmente l’ambiguità del Presidente del Consiglio in tutte queste vicende, come d’altronde rimane la persecuzione giudiziaria di cui è stato fatto oggetto in questi vent’anni, come ha sostenuto con buoni argomenti Belpietro, ricordando come il non meno ambiguo De Benedetti in qualche modo l’abbia sempre sfangata e ora si ritrovi addirittura a godere di un regalo di 750 milioni grazie a una discutibile sentenza sul Lodo, comunque appellata da Mediaset.
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Come ampiamente previsto ieri nel corso della presentazione di Ballarò, Annozero si occuperà dei medesimi argomenti, rimediando in qualche modo all’obbligo di rispettare un palinsesto frettolosamente confermato settimana scorsa. Si parlerà dunque… udite udite… di Lodo Alfano. Che barba che noia? In parte sì, ma questa è la zuppa che passa il convento e tocca mangiarla.
Si intitolerà dunque Io sono l’eletto la puntata di domani, e sarà dedicata “allo scontro istituzionale seguito alla bocciatura del Lodo Alfano, agli scenari futuri che ne usciranno e alle polemiche che hanno coinvolto Mediaset, il gruppo De Benedetti ed il Corriere della Sera”.
Ospiti di Michele Santoro tra gli altri il candidato alla segreteria del Pd Pierluigi Bersani e il viceministro Roberto Castelli (Lega Nord), che la settimana scorsa aveva lasciato il posto all’ultimo momento a Niccolò Ghedini del Pdl. Speriamo così di deviare almeno per parte della trasmissione dal solito argomento.
Lo spazio di PolisBlog sarà come sempre a disposizione per seguire e commentare insieme la serata.
Appuntamento su Raidue alle ore 21,00.

In tempi di incertezza come quelli che stiamo vivendo la controinformazione è quanto mai necessaria, e per controinformazione intendiamo tutto ciò che va in onda senza padrini politici dichiarati o partiti di riferimento. Intendiamoci, con questo non intendiamo dire che ciò che sostengono Annozero, Report e compagni sia vero a prescindere, ma semplicemente che è bene ampliare gli spazi a disposizione di tutti gli spazi d’inchiesta controcorrente, proprio per mantenere alta l’attenzione e tenere vivo il dibattito.
È per questa precisa ragione che da ora in poi Annozero godrà di uno spazio fisso di commento e che la retrospettiva inaugurata venerdì scorso diverrà una vera e propria rubrica. Cominciamo dicendo che da questa settimana Annozero offre un servizio di replica in tempi rapidissimi, disponibile a questo indirizzo. Youtube da questo punto di vista non è più fruibile, vista la politica Rai di oscurare i suoi video per mantenerne un monopolio sul proprio sito istituzionale.
Veniamo dunque alla puntata di ieri. Dopo il battibecco iniziale sul Lodo Alfano tra Di Pietro e Ghedini, che noi vi avevamo anticipato nonostante il comunicato Rai non ne parlasse, si è entrati nel tema centrale della trasmissione: i rapporti tra stato e mafia subito dopo l’omicidio Falcone, con testimone di lusso il figlio dell’ex-sindaco di Palermo Vito Ciancimino, Massimo. Lo scontro sul Lodo Alfano, come si è poi visto nel prolungamento di Porta a Porta che ha visto Fassino scontrarsi con Lupi e Bricolo, verte interamente sulla questione della necessità di una legge costituzionale; necessità evocata dalla Consulta che tuttavia cozza contro il principio contrario espresso dalla stessa Corte nel 2004.
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Imperdibile la puntata serale di Annozero. Michele Santoro mostra di infischiarsene delle violente critiche piovutegli addosso dagli ambienti di maggioranza e passa decisamente al contrattacco con la più aggressiva delle mosse. L’ospite speciale della serata sarà infatti la “regina delle escort” Patrizia D’Addario.
Il premier Silvio Berlusconi non dovrebbe comunque preoccuparsene più di tanto, fresco com’è dalle dichiarazioni che trasmissioni come questa non fanno che portargli voti. O forse per una volta rivolgerà il proprio pensiero più al Milan reduce dal disastro interno contro lo Zurigo in un momento in cui la squadra non riflette esattamente le sue ambizioni di “vincente”.
Non si sa ancora se la D’Addario sarà presente in studio oppure in collegamento esterno, ma se ne conosce già la prima vittima. Flavia Perina, direttore del Secolo D’Italia, foglio vicino al Presidente della Camera Gianfranco Fini, ha infatti annunciato la propria rinuncia a partecipare al programma.
Lo spazio di PolisBlog sarà come sempre a disposizione per seguire e commentare insieme la serata. Appuntamento su Raidue alle ore 21.