
Lo descrivono sempre come capo indiscusso del Pd campano ma di certo da quando ha lasciato la Presidenza della Regione è finito in rovina. Sono numerose infatti le inchieste che lo vedono coinvolto in regione per questioni relative allo scandalo dei rifiuti campani e per alcuni “disastri” amministrativi.
Ora però i problemi della giustizia dell’amico di Bersani e D’Alema varcano la soglia della Campania: Bassolino è infatti indagato per corruzione a seguito di un’inchiesta della Procura di Arezzo. Avrebbe pagato tangenti per procedere nei lavori di ristrutturazione di un’abitazione di lusso e per farlo avrebbe usato un prestanome.
L’indagine prende spunto, in seguito all’analisi di alcuni dati immobiliari e del percorso di assegni “sporchi”, da un’altra (a Napoli) che vede Bassolino accusato di traffico illecito di rifiuti. Il bene di cui si parla è un podere di 800mq con sala giochi, taverna e sauna, circondato da un parco con cipressi e ulivi in una zona paesaggisticamente vincolata.
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Finisce l’era di Antonio Bassolino in Campania: il governatore dichiara ufficialmente che non si ricandiderà per un nuovo mandato. Non che le sue promesse siano sempre state mantenute, infatti in piena crisi rifiuti affermò che si sarebbe dimesso un anno dopo salvo rimangiarsi dopo poco la parola data.
Bassolino quindi lascia la regione ma lo fa a modo suo vantandosi apertamente delle sue qualità politiche
Mi auguro per la Campania due candidati forti e buoni. Ma penso che lo sappiano anche fuori che sono io il miglior candidato. Lo sanno anche nel Pdl. E lo sanno nel Pd anche se non ho ancora capito se gli faccia piacere oppure no. Ma non esiste. Darò una mano, anzi due perché il rinnovamento si faccia qui, nel partito e a Roma
Il centrosinistra non ha ancora scelto il suo candidato per le prossime regionali ma leggendo tra le righe si capisce che se qualcuno glielo chiedesse Bassolino non farebbe mancare il suo sì. D’altronde recentemente era uscita anche la voce che il suo nome era tra i papabili per la carica di sindaco di Napoli. L’ipotesi del clamoroso ritorno aveva immediatamente acceso le polemiche locali.
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Capita di rado, ma quando capita ci fa solo piacere: ospitiamo volentieri un intervento di Marina di Ecoblog sulla questione PD, Bassolino, e su delle dimissioni che non arrivano mai. Arriveranno? Leggete il post, ce n’è per tutti.
Mettiamola così: sono gli alfieri a guardia di un PD che lentamente si sta sgretolando sotto i colpi di mannaia del PDL. Non vogliono, né possono dimettersi “Rosetta” Iervolino e Antonio Bassolino che assicurano che completeranno i loro mandati al 2010 e al 2011, ma il malessere che si alzando intorno a loro è consistente. Infatti stamane scendono in piazza per chiederne le dimissioni l’associazione “Chiaia per Napoli-Movimento società civile, organizzatrice della manifestazione a cui prenderanno parte anche “Napoli punto e a capo”, “Insieme per Ponticelli”, “Noiconsumatori”, “Bagnoli punto e a capo”, “Porta del Sud”, “Cambiamoci Napoli”, “Arteteca”, e “Napoli liberal”.
Il malessere dei napoletani sembra suffragato dal sondaggio commissionato da Il Mattino a Swg e condotto su 800 napoletani e scrive Il Mattino:
il 61% si dice convinto che a Napoli si vivesse di gran lunga meglio quattro anni fa tanto che in termini di voti, su una scala da uno a dieci, la media è di 4,4 (sia per gli elettori di centrosinistra che di centrodestra nonché per i moderati), con il 70% del campione che si è espresso al di sotto della sufficienza
Bassolino ieri sera a Porta a Porta ha spiegato il suo punto di vista…
Via | Il Mattino
Video | Antonio Bassolino
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Ricordate “Salva l’Italia“, la petizione del Pd contro il Governo? Sembra che a Napoli abbia fatto flop: solo 140 firme e - soprattutto - la mancata adesione del Governatore Antonio Bassolino che, intervenendo oggi sul Riformista chiarisce: “Non boicotto la campagna del Pd”.
Ma, subito dopo aggiunge: “Proprio in questi giorni ho firmato importanti accordi con il governo sui rifiuti, sulle bonifiche, sulle infrastrutture e le grandi opere, sull’uso sociale e civile dei beni confiscati alla camorra, sul turismo e su alcuni importanti beni culturali. Altri accordi stanno per essere definiti”.
È evidente - spiega il presidente della giunta campana - che “tra noi, Regione, e Governo non mancheranno divergenze. Ma - si chiede - come potrei firmare un appello per salvare l’Italia da un governo con il quale giustamente collaboro nell’interesse dei cittadini?”.
Contro Silvio, insomma, Bassolino non si schiera soprattutto dopo il forte interessamento del premier per la risoluzione dell’emergenza rifiuti. Ma i politologi già hanno cominciato a discutere sulla sua coerenza …

Si affida ad un’intervista al Corriere della Sera, Antonio Bassolino, per commentare il piano rifiuti proposto da Berlusconi nel consiglio dei ministri di mercoledì. Parla di “svolta” e spiga come, a suo avviso, “sia giunto il momento di tramutare le decisioni prese in fatti”.
E’ necessario, inoltre, secondo il governatore della Campania che “vengano sconfitte le strumentalizzazioni politiche che finora hanno impedito una soluzione strutturale del problema”. Difende Prodi: dice che l’Unione aveva in Senato una maggioranza risicata per poter affrontare il problema in modo efficace.
E promuovere il neo premier: “apprezzo la linea di sobrietà adottata da Berlusconi. Non è venuto a fare passerella e ha mostrato senso dello Stato”. Insomma, “Chapeau”. “Sono convinto - aggiunge - di aver fatto bene a non abbandonare il campo in un momento così drammatico. Sono rimasto al mio posto, subendo insulti e offese anche dal mio schieramento”.
Che il voto spinga l’Italia verso la “normalizzazione” e verso le “grandi democrazie” europee è ancora troppo presto per dirlo. Senza aver fatto la nuova legge elettorale, prevalendo la polarizzazione, in un batter d’occhi si è passati da un infinito numero di partiti a meno di una manciata. Questo è bene.
Ma solo il tempo, i fatti delle prossime settimane, dimostreranno quale vantaggio reale ne avrà tratto l’Italia, cosa produrrà realmente per gli italiani (parafrasando Gramsci) in “carne e ossa”. Non c’è dubbio che è stato il Pd di Veltroni ad accendere la miccia e ad aver portato a questo scossone (potenzialmente apprezzabile). Per Veltroni (e per il Pd) il rischio è quello di aver scrollato la pianta a vantaggio di altri (Pdl e Lega) che hanno raccolto i frutti.
Tant’è che il Pd non festeggia. Anzi! I musi lunghi sovrastano alla lunga quelli con il sorriso. Stavolta non si discute su chi ha vinto e chi ha perso. Ed è il Pd a uscirne sconfitto. Oltre alla debacle storica della sinistra. Pur tuttavia il progetto del Partito democratico non esce sconfitto: da questo processo (di semplificazione del sistema politico) non si torna indietro. Altra cosa sarà valutare l’approdo al bipartitismo all’italiana.
Walter Veltroni batte tutti in ascolti su Rai due. Berlusconi: “Vittoria di Pirro”
Veltroni: “Ottenere il miglior ascolto medio nelle conferenze stampa andate in onda in prima serata su Rai due è una ottima performance. Battere il mio avversario sul suo terreno preferito è gratificante e si tradurrà in voti per il Pd”. Berlusconi: “E’ la classica vittoria di Pirro. Sugli ascolti generali l’ho stracciato”. Rincorsa continua. A chi le spara più grosse.
Romano Prodi si erge a unico “democratico” d’Italia. Fini: “Adesso basta””
Prodi: “Abbiamo costruito il Pd, che è l’unico punto di riferimento democratico della storia italiana”. Fini: “Adesso basta! Questa supera tutte le altre bugie dette da Prodi in questi anni”. Il Professore ha perso Palazzo Chigi o ha perso la testa?
Pierferdinando Casini spinge a casa chi fra i due leader avversari perde al Senato. Bonaiuti: “Stucchevole”.
Casini: “Se Berlusconi al Senato non avrà l’autosufficienza deve tornare ad Arcore. Non può pensare di restare sempre al suo posto anche dopo una sconfitta che travolgerebbe l’intero centro destra. La stessa cosa vale per Veltroni. Stavolta chi perde paga”. Bonaiuti: “E’ stucchevole. Si arrampica sugli specchi perché sa che dal Senato resterà fuori lui con il suo partito”. Andirivieni.
Umberto Bossi ammette la gaffe e ripone i fucili. Bertinotti: “Guerra civile … rinviata”.
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Caro San Gennaro,
scusa se ti disturbo. Sei uno dei santi più impegnati del calendario. Che sfiga essere Patrono di Napoli. Lì di fan ne hai proprio tanti. E tutti ti pregano quotidianamente per cose diversissime: “fammi vincere il bancolotto”, “fai in modo che la contropermanente tenga almeno due settimane”, “fai in modo che quel cornuto del mio vicino caschi per le scale”. Insomma…tu ci sei sempre per la città. E a quanto pare a te non importa niente delle cattiverie umane. Hai fatto in modo che il tuo sangue si sciogliesse anche quando l’ampolla era nelle mani dell’allora indagato cardinale Giordano. Dicevo, ti disturbo perchè non so più a chi scrivere e lo faccio per una sola questione: la monnezza. Lo so, ne starai sentendo di tutti i colori e credimi, anche io che vivo in Australia, ne sento di ogni! Proprio ieri, un ragazzo svedese qui in vacanza, appena saputo che ero di Napoli mi ha chiesto “ma come vanno le cose con la spazzatura nelle strade?” Una settimana fa sul notiziario di Sydney l’unica news europea era su Napoli e la sua spazzatura. Lo sanno tutti: europei, sud americani, australiani…e io mi vergogno, parecchio. Ma non so cosa rispondere. Vorrei dimostrargli che Napoli è una città fantastica, unica, di una bellezza che in alcuni suoi panorami può togliere il fiato.
Ero da poco diciottenne quando girando per le strade di Posillipo in macchina con amici, in un caldo sabato notte, vedemmo i camion della spazzatura scortati dalla polizia. La scena era da film apocalittico ambientato in qualche città post-atomica. I lampeggianti gialli e blu si confondevano in un ritmo tristissimo. Sapemmo che erano aperte le gare d’appalto e la camorra stava cercando di metterci le mani sopra. Sono passati 15 anni da allora e i giornali parlano di emergenza? Emergenza? San Gennaro, ma che dicono!
Liste Pd chiuse con una settimana di anticipo? Veltroni ci ha provato, ma non tutto è a posto. Basta vedere la reazione della Bonino in merito alla collocazione dei nove radicali, punto essenziale dell’accordo con il Partito democratico. Emma ha minacciato di non candidarsi in Piemonte e il Pdl attacca con Maurizio Lupi: “Signore e signori ecco un’altra illusione del mago Walter: le liste del Pd sono chiuse, ma anche no”. Il mago di Cr-Ozz
La Rosa Bianca presenta la candidatura di Vittoria Vassallo per la presidenza della Regione Sicilia e Bruno Tabacci attacca il duopolio politico-mediatico Pd-Pdl: “Sembra di essere nella Russia di Putin: non hanno messo il bavaglio a chi non è d’accordo, ma poco ci manca”. E pensare che Berlusconi, se potesse, i centristi li manderebbe tutti in Siberia per un confino-vacanza. Calci in gulag
Silvio Berlusconi restituisce pan per focaccia a Massimo D’Alema. Il vicepremier qualche giorno fa aveva parlato di “archeologia politica” a proposito della compagine elettorale del Cavaliere. Ora quest’ultimo gli restituisce la battuta: “D’Alema capolista in Campania? Se vogliono andare avanti con l’archeologia, allora dopo Pompei mettono D’Alema che è da 45 anni in politica”. Insomma, entrambi sarebbero dei “reperti” e pare che abbiano suscitato addirittura l’interesse di Indiana Jones. I predatori dell’Italia perduta
Antonio Di Pietro si lamenta: la caduta del governo per colpa dei “traditori” non gli ha permesso di portare a termine il programma di costruzione delle opere pubbliche, un ciclo che doveva durare cinque anni e che è stato inopinatamente interrotto. Per il futuro, invece, l’ex pm promette: “Italia dei Valori e Partito Democratico hanno fatto un patto di ferro, sottoscrivendo un vangelo che è il programma”. Dunque, secondo questa nuova Sacra Scrittura, Cristo dovrà riprendere il cammino interrotto a Eboli e farsi tutta la Salerno-Reggio Calabria. Le parabole di Gesù e (Di) Pietro
Walter Veltroni chiede a Massimo D’Alema il “lavoro sporco” e Baffino si candida anche nel collegio Campania 1. Giusto per non esacerbare ulteriormente gli animi, il vicepremier ci tiene però a precisare: “Io resto un parlamentare della Puglia”. Insomma, D’Alema finisce in mezzo ai rifiuti dopo aver difeso Bassolino. E dal Pdl Bondi attacca: “È evidente che Veltroni ha deciso di utilizzare al massimo in questa campagna elettorale le qualità politiche del ministro degli Esteri, assegnandogli il ruolo che gli si addice di più: quello del terzino cattivo che cerca di spaventare e di azzoppare i giocatori di classe”. Non a caso Berlusconi ha chiesto immediatamente ad Ancelotti di utilizzare Kakà e Pato con cautela da qui al 14 aprile. D’AleMaterazzi.
Che la figura di Massimo Calearo non fosse esattamente contigua alla sensibilità delle sinistre, era evidente a tutti. Ma in un’intervista, l’ex numero uno di Federmeccanica ammette che prima della cooptazione nel Pd “la Lega mi aveva parlato di una candidatura a sindaco e l’Udc, ma prima della rottura con Silvio Berlusconi, mi aveva proposto un seggio da senatore”. Risulta da rumours di corridoio che Storace gli avesse anche offerto la Santanché e Del Noce per la conduzione del prossimo festival di Sanremo. Lui dice che alla fine Veltroni lo ha convinto con la prospettiva del ‘ministro del Veneto’. In realtà, corre voce che il segretario del Pd gli abbia promesso una parte di spicco nel prossimo film di Gabriele Muccino. Arancia (Feder)meccanica.
Silvio Berlusconi ricorre a una delle sue efficaci similitudini: “Queste candidature per la sinistra sono come il bikini: lasciano scoperto molto ma coprono le parti essenziali che sono il 70 per cento dei ministri, viceministri e sottosegretari che sono ancora al governo con Prodi”. Si ribella la Melandri: “Pdl retrogrado, io da anni mi sono convertita al topless”. Giuliano Ferrara parla di conversioni sbagliate e chiede una moratoria delle tette al vento. Family Bay.
La fantomatica lista dei 400 presunti evasori trasmigrati in Liechtenstein continua a suscitare una ridda di chiacchiere e pettegolezzi. Persino il negletto Clemente Mastella viene chiamato in causa. Ma lui replica: “Il Liechtenstein? Non so neanche dove sia. Ho scarsa dimestichezza con le banche italiane, figuriamoci quelle straniere dove non ho alcun conto”. Intanto, persino Tommaso Barbato (il senatore del celebre sputo) lo abbandona ed esce dall’Udeur. E Mauro Fabris pare in procinto di prendere la stessa strada. Quando i topi abbandonano la nave che affonda. Non contar più una ceppa(loni)
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