
Barack Obama, ricorderete, ha vinto un Nobel per la Pace: un premio preso “sulla fiducia”, e decisamente poco rappresentativo. Oggi escono alcuni numeri interessanti per riflettere sul Presidente Usa. Il budget del Pentagono, per il 2011, sarà di 708 miliardi di di dollari. Avete letto bene: per la guerra Mr President invece ne sperpererà appena 160. Sempre: miliardi di dollari.
I numeri sono in netta crescita rispetto all’anno precedente: Iraq e Afghanistan, complice l’escalation obamiana, costeranno nel 2011 30 miliardi di dollari in più. Una discreta sommetta: questi dati sono saltati fuori dalla Finanziaria recentemente presentata, che prevede una manovra da 3800 miliardi di dollari. Fanno sempre impressione i numeri degli Usa e delle loro manovre.
Il piano di risanamento della scricchiolante economia statuinentense, a base di tagli alle tasse e lavori pubblici, potrebbe, secondo quanto riporta il New York Times, far crescere di 150 miliardi di dollari il deficit durante l’anno in corso, circa 11 punti percentuali del PIL. Sempre il NYT ricorda cordialmente che la maggiorparte degli economisti sani di mente, ritengono il superamento della soglia del 3% insostenibile.
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“Non ci sono stati attacchi terroristici in America durante la presidenza Bush. Con la presidenza Obama ne abbiamo gia’ avuto uno”
Rudolph Giuliani
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Il giorno di Natale è perfetto per ragionare su una decisione politica presa negli Stati Uniti di cui tanto abbiamo parlato con Christian Rocca lo scorso novembre. In quell’occasione con il giornalista del Foglio ragionammo sul famoso provvedimento “don’t ask, don’t tell” a causa del quale non è permesso ai soldati di fare coming out.
Ebbene. Il Pentagono, come riportato da diversi quotidiani nei giorni scorsi, avrebbe emanato una circolare altrettanto scandalosa. Secondo quanto riportato da “Star and Stripes” sarebbe stato vietato alle donne, in servizio, di rimanere incinte.
Oltre alle dirette interessate, della gravidanza dovranno rispondere anche gli uomini coinvolti poiché le dolce attese, come sostenuto dal Pentagono, creerebbero un danno all’esercito già provato dalle missioni in Medio Oriente.
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Ultimo appuntamento con Christian Rocca, il giornalista del Foglio per il quale cura anche camilloblog.it, che abbiamo intervistato per tutta la settimana per capire meglio il lavoro fatto da Barack Obama dal giorno della sua elezione.
Con Christian Rocca abbiamo parlato di riforma sanitaria, di nobel, di crisi e di donne. Oggi, per chiudere, ci concentreremo su una minoranza. Quella costituita dalla comunità GLBT che non condivide la politica del Presidente malgrado l’amministrazione abbia approvato una legge analoga a quella elaborata da Paola Concia. Affossata. Poi.
Barack Obama è favorevole al matrimonio gay? Ha risolto i contrasti con la comunità omosessuale statunitense?
C’è stato un referendum che ha detto no alla possibilità di fare i matrimoni gay.
Obama è contro il matrimonio gay. L’ha detto e ripetuto in ogni modo possibile anche se ha una posizione un po’ strana e a tratti contraddittoria.
Non dite poi che non ve l’avevamo detto. Per primi. Alla vigilia del voto in New Jersey e in Virginia Christian Rocca aveva analizzato per polisblog.it i possibili scenari della sconfitta del partito di Obama. Che poi, come da previsione, è avvenuta.
Non si è invece ancora verificato il divorzio tra il Presidente e l’elettorato femminile malgrado il maschilismo di Barack Obama a causa del quale Hilary Clinton è costretta a lavorare sempre all’ombra di qualcun altro.
Intervistata da Fabio Fazio, Condoleeza Rice ha precisato che Barack Obama ha la stessa politica estera del suo predecessore. È d’accordo?
Sì è No. Distinguerei, intanto, la politica estera dalla politica di sicurezza nazionale che spesso coincidono.
Oggi, un anno fa, gli Stati Uniti cambiano volto scegliendo come Presidente Barack Obama. L’afroamericano Barack Obama. Prima di lui quel tipo di persone avevano come testimonial artisti. Grandi artisti. Ma non noti amministratori.
Il suo arrivo alla Casa Bianca ha, di fatto, cambiato qualcosa. Dopo avervi proposto il punto del giornalista Christian Rocca sulle riforme del Presidente, e sul Nobel che gli è stato consegnato, vi raccontiamo grazie al prezioso contributo dell’autore di camilloblog.it perché Barack Obama ha dovuto iniziare a lavorare da subito. E con risultati soddisfacenti.
4 novembre 2008. 4 novembre 2009. È già possibile dare un giudizio sull’operato di Barack Obama?
Diciamo che secondo me è troppo presto per dare un giudizio. Non voglio fare come dice Chan Kai-shek, il generale cinese secondo il quale era troppo presto dare un giudizio sulla rivoluzione francese malgrado fossero in realtà passati già duecento anni, ma un anno o meno di un anno è troppo poco per dare un giudizio su Obama.
Con Christian Rocca non abbiamo parlato solo della riforma sanitaria ideata da Barack Obama. O delle probabili analogie tra il Presidente degli Stati Uniti e il Presidente italiano del Consiglio.
Con il giornalista del Foglio abbiamo ragionato anche sul recente Nobel per la Pace che l’accademia ha attribuito al successore di George W. Bush il quale, stando a quanto ha dichiarato Christian Rocca, era più pacifista di Barack Obama.
È stato giusto consegnare a Barack Obama il Nobel per la Pace?
Il Nobel è ridicolo come quasi tutti i Nobel per la Pace. Di recente è stato dato a Mohamed ElBaradei che è l’uomo che sta consentendo in qualità di direttore della AIEA all’Iran di costruirsi la bomba atomica.
Il 4 novembre 2008 è stato eletto l’attuale Presidente degli Stati Uniti. Barack Obama. Per capire come, e se, la sua ascesa politica abbia cambiato gli Stati Uniti nell’ultimo anno la scorsa settimana abbiamo intervistato Christian Rocca. Autore di camilloblog.it. E Giornalista. Negli Stati Uniti. Per il Foglio. Di Giuliano Ferrara.
Da oggi, fino a venerdì, troverete su polisblog il suo punto di vista sull’operato di Barack Obama. Alla vigilia del voto, molto importante per il Presidente, in Virginia e New Jersey (come ci ha spiegato lo stesso Rocca) abbiamo ragionato con lui sulle riforme. Partendo da quella sanitaria.
Uno dei punti di forza della campagna elettorale di Barack Obama è stata la riforma sanitaria. Come procedono i lavori per metterla in pratica?
Io sono sempre convito, sin dal giorno dell’elezione, che Obama avrebbe mantenuto la riforma sanitaria. Sono un po’ meno ottimista di allora perché ha sbagliato parecchie cose però alla fine penso che una riforma riuscirà a portarla a casa anche perché, e soprattutto, ai voti. I democratici di Obama hanno una maggioranza schiacciante sia alla Camera che al Senato.

Consegnando il Nobel per la Pace a Barack Obama la commissione di Oslo che si occupa del riconoscimento ci ha, involontariamente, fatto sapere che le basi per un futuro migliore al momento non sono state costruite. Meglio investire sulla speranza.
Meglio attribuire un premio disinformandosi piuttosto che ammettere che le persone, al momento, impegnate per aumentare la pace nel mondo sono sempre in meno. E sempre meno visibili. Scommettiamo che così tanti lanci di agenzia Teresa Sarti, moglie di Gino Strada (scomparsa lo scorso 1° settembre), non li avrebbe mai avuti?
Certo, tanto quante sono le contraddizioni che chi di dovere avrebbe dovuto per lo meno spiegare al momento dell’annuncio pre santificazione dell’attuale Presidente degli Stati Uniti.

Barack Obama è Nobel per la Pace 2009: appena un anno fa, l’insediamento del primo black president alla Casa Bianca, ed ora, il prestigioso riconoscimento. Non è il primo Presidente degli Stati Uniti a riceverlo - oltre a lui ci sono anche nella hall of fame Theodor Roosvelt, nel 1906, Jimmy Carter, nel 2006, e Al Gore, un “vice” nel 2007 - ma è un Nobel per la Pace che farà discutere, di certo.
Ecco le sintetiche motivazioni del comitato svedese, presieduto da Thorbjoern Jagland
per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli e la visione e gli sforzi di Obama per un mondo senza armi nucleari
Obama riceverà il Nobel per la Pace durante una cerimonia che si terrà il 10 dicembre a Oslo. Torneremo a parlarne nelle prossime ore.
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