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Barack Obama

Intervista – Christian Rocca a polisblog: “per vincere Barack Obama si comporta come Silvio Berlusconi”

pubblicato da Giovanni Molaschi in: Intervista con... Barack Obama



Il 4 novembre 2008 è stato eletto l’attuale Presidente degli Stati Uniti. Barack Obama. Per capire come, e se, la sua ascesa politica abbia cambiato gli Stati Uniti nell’ultimo anno la scorsa settimana abbiamo intervistato Christian Rocca. Autore di camilloblog.it. E Giornalista. Negli Stati Uniti. Per il Foglio. Di Giuliano Ferrara.

Da oggi, fino a venerdì, troverete su polisblog il suo punto di vista sull’operato di Barack Obama. Alla vigilia del voto, molto importante per il Presidente, in Virginia e New Jersey (come ci ha spiegato lo stesso Rocca) abbiamo ragionato con lui sulle riforme. Partendo da quella sanitaria.


Uno dei punti di forza della campagna elettorale di Barack Obama è stata la riforma sanitaria. Come procedono i lavori per metterla in pratica?

Io sono sempre convito, sin dal giorno dell’elezione, che Obama avrebbe mantenuto la riforma sanitaria. Sono un po’ meno ottimista di allora perché ha sbagliato parecchie cose però alla fine penso che una riforma riuscirà a portarla a casa anche perché, e soprattutto, ai voti. I democratici di Obama hanno una maggioranza schiacciante sia alla Camera che al Senato.

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Nobel per la Pace a Barack Obama: il testimonial perfetto per un prodotto senza appeal commerciale?

pubblicato da Giovanni Molaschi in: Esteri Il punto politico Barack Obama



Consegnando il Nobel per la Pace a Barack Obama la commissione di Oslo che si occupa del riconoscimento ci ha, involontariamente, fatto sapere che le basi per un futuro migliore al momento non sono state costruite. Meglio investire sulla speranza.

Meglio attribuire un premio disinformandosi piuttosto che ammettere che le persone, al momento, impegnate per aumentare la pace nel mondo sono sempre in meno. E sempre meno visibili. Scommettiamo che così tanti lanci di agenzia Teresa Sarti, moglie di Gino Strada (scomparsa lo scorso 1° settembre), non li avrebbe mai avuti?

Certo, tanto quante sono le contraddizioni che chi di dovere avrebbe dovuto per lo meno spiegare al momento dell’annuncio pre santificazione dell’attuale Presidente degli Stati Uniti.

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Barack Obama Nobel per la Pace: l'Accademia ha deciso

pubblicato da V. in: Barack Obama

obama nobel per la pace


Barack Obama
è Nobel per la Pace 2009: appena un anno fa, l’insediamento del primo black president alla Casa Bianca, ed ora, il prestigioso riconoscimento. Non è il primo Presidente degli Stati Uniti a riceverlo - oltre a lui ci sono anche nella hall of fame Theodor Roosvelt, nel 1906, Jimmy Carter, nel 2006, e Al Gore, un “vice” nel 2007 - ma è un Nobel per la Pace che farà discutere, di certo.

Ecco le sintetiche motivazioni del comitato svedese, presieduto da Thorbjoern Jagland

per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli e la visione e gli sforzi di Obama per un mondo senza armi nucleari

Obama riceverà il Nobel per la Pace durante una cerimonia che si terrà il 10 dicembre a Oslo. Torneremo a parlarne nelle prossime ore.

Foto | Flickr

Video: il sorriso di Obama è sempre lo stesso

pubblicato da V. in: Barack Obama

Barack Obama, ha un sorriso un po’, come dire, costante, cui sarà stato di sicuro allenato dai curatori d’immagine che si ritroverà: a fare la scoperta, è stato Eric Spiegelman - qui trovate il suo blog - che ha notato come l’espressione del Presidente degli Stati Uniti, sia quantomeno fissa. Impressionante, che ne dite? Ecco cosa scrive Eric

Signore e Signori, ecco il vostro Presidente, un robot. O una statua di cera. Forse un collage. Tutto quello che so dirvi, è che nessun essere umano riesce a mantenere quel sorriso allo stesso modo con quella intensità

Spiegelman ha svelato il tutto montando insieme in un video le foto caricate sul photostream di Flickr della Casa Bianca, che vi invitiamo sempre a visitare, ci sono immagini parecchio interessanti.

Via | TPM

Obama all'attacco: "Assistenza sanitaria per tutti"

pubblicato da davide f. in: Esteri Video Barack Obama

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E’ un’ Obama deciso, battagliero, quasi arrabbiato quello che si presenta al Congresso (il video dell’intervento qui sopra da msnbc tv) , che sferza con parole chiarissime il parlamento:

“Non sono il primo presidente a provarci ma voglio essere l’ultimo. L’America è l’unica democrazia avanzata, è l’unica nazione ricca, che si trova in condizioni così penose. Dove le assicurazioni ti possono revocare ogni assistenza col pretesto di una malattia pre-esistente; o perché hai perso il lavoro.”

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Stati Uniti: Barack Obama spegne internet

pubblicato da Giovanni Molaschi in: Esteri Barack Obama



Negli Stati Uniti la totale gestione della rete, in caso di pericolo nazionale, potrebbe essere affidata al Presidente. A proporlo Jay Rockefeller, senatore democratico della West Virginia, malgrado il dissenso manifestato sull’argomento nei mesi scorsi dagli imprenditori della Silicon Valley.

Contrario, alla proposta di Rockeffeler, anche Larry Clinton (presidente della Internet Security Alliance) secondo il quale quanto proposto dall’esponente politico è fin troppo vago per tanto le occasioni d’intervento del Presidente degli Stati Uniti sarebbero molte di più di quelle realmente necessarie.

Per questo motivo lo stesso Clinton, supportato da Lee Tien (dell’Electronic Frontier Foundation di San Francisco) ha già dato la propria disponibilità per studiare con il Governo un provvedimento che non penalizzi i privati.

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Obama non è nato in America? Il grande inganno Repubblicano

pubblicato da V. in: Barack Obama

I certificati di nascita di Barack Obama

Ieri uno dei nostri più affezionati lettori, Charles Dexter Ward #8, ci invia una segnalazione riguardo al presunto grande inganno di Obama: in estrema sintesi, il nostro non sarebbe nato alle Hawaii, “la cinquantesima stella” della bandiera degli Stati Uniti, bensì in Kenya, a Nairobi.

Sarebbe un problema, visto che la Costituzione americana sancisce che il Presidente debba essere necessariamente nato sul suolo nazionale. In realtà è una leggenda metropolitana priva di fondamento - il certificato di ieri è un falso, presentato da Orly Taitz, leader dei birthers, una congrega di personaggi quantomeno particolari.

Quello della nascita in Kenya di Obama è uno dei cavalli di battaglia dei Repubblicani: cavalcato a metà, perchè l’effetto boomerang, essendo un falso, è dietro l’angolo. Ma la calunnia è sempre un venticello da soffiare sugli altri, peccato che poi il mondo se ne accorga. Prosegue dopo il salto.

I certificati di nascita di Barack Obama
I certificati di nascita di Barack ObamaI certificati di nascita di Barack ObamaI certificati di nascita di Barack ObamaI certificati di nascita di Barack Obama

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La Cia preparava agenti killer per omicidi mirati in tutto il mondo. Il programma segreto cancellato dal nuovo direttore

pubblicato da paganini in: Esteri Barack Obama


La notizia viene riportata da Joby Warrick del Washington Post, giornale che (in teoria) non dovrebbe inventarsi le notizie e neppure esse antiamerikano.

La Cia, la celebre Agenzia americana, aveva un programma segreto per addestrare agenti da inviare in giro per il mondo ad eliminare avversari e nemici, terroristi e leader di al-Qaeda, ma non solo. Mutuando il sistema israeliano delle esecuzioni mirate, espressione neutra e raffinata per indicare gli omicidi compiuti dagli agenti del Mossad e dai soldati dell’esercito con la Stella di Davide, la vecchia dirigenza della Central Intelligence Agency aveva intenzione di preparare funzionari killer con la famosa licenza di uccidere, anzi con l’incarico di farlo.

Con l’arrivo del nuovo direttore voluto da Barack Obama, Leon Panetta, il programma a cui la Cia avrebbe dedicato buona parte delle proprie energie negli ultimi 8 anni e che era stato tenuto nascosto al Congresso, è stato smantellato.

Gabriella Carlucci stile Vaticano: lancia la moratoria contro l'aborto

pubblicato da Giovanni Molaschi in: Popolo delle Libertà PDL Barack Obama



Negli stessi giorni in cui il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, assicurava al Pontefice, Benedetto XVI, il proprio impegno per ridurre il numero degli aborti la già conduttrice televisiva Gabriella Carlucci presentava al Parlamento una richiesta affinché il nostro paese presenti a livello internazionale una moratoria contro, appunto, l’aborto.

“Le statistiche – ha dichiarato la parlamentare del Popolo della Libertà - dimostrano che non è la legge a fermare una donna che ha intenzione di abortire. Il tasso di interruzioni volontarie di gravidanza nei paesi che prevedono per legge questa possibilità è infatti uguale (e talvolta inferiore) a quello stimato nei paesi dove l’aborto è praticato solo clandestinamente”.

Una mozione analoga, che in Parlamento è già stata avvallata da dodici esponenti politici tra cui il prossimo volto de La7 Luca Barbareschi, verrà presentata in Senato dal collega di partito di Gabriella Carlucci Stefano De Lillo secondo il quale il provvedimento sarebbe conforme alle recenti linee guida imposte dal Vaticano attraverso l’enciclica “Caritas in veritate”.

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Barack Obama la prima intervista su Avvenire, per Eugenio Scalfari è intervenuta la Conferenza Episcopale

pubblicato da Giovanni Molaschi in: Silvio Berlusconi Barack Obama



La notizia, proprio perché apparsa su un quotidiano minore (laddove per minore intendo una tiratura) meno “visibile” dei giornali più venduti, non ha avuto la giusta attenzione.

Stando a quanto scritto ieri da Christian Rocca per Il Foglio la prima intervista italiana rilasciata dal Presidente degli Stati Uniti non sarebbe stata concessa alle testate più forti, come abitualmente accadeva. A sorpresa, anche se si potrebbe pensare che la posizione del Vaticano sulla vita privata del Premier abbia pesato, Barack Obama si è confessato a Elena Molinari che lavora per l’Avvenire. Al quotidiano della Conferenza Episcopale il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato:

“Quanto alla comunità gay e lesbica di questo Paese, penso che venga ferita da alcuni insegnamenti della Chiesa cattolica e dalla dottrina cristiana in generale. Come cristiano, combatto continuamente fra la mia fede e i miei doveri e le mie preoccupazioni nei confronti di gay e lesbiche. E spesso scopro che c’è molto ardore su entrambi i fronti del dibattito, anche fra chi considero essere ottime persone. D’altra parte, rimango fermo a quanto ho espresso al Cairo: ogni posizione che liquidi in modo automatico le convinzioni religiose e il credo altrui come intolleranti non capisce il potere della fede e il bene che compie nel mondo”.

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