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Crisi di governo

Chi è Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Governo Monti

pubblicato da Luca Landoni in: Crisi di governo


Antonio Catricalà è il nuovo sottosegretario alla presidenza del Governo Monti. Nato a Catanzaro il 7 febbraio 1952, prima di essere nominato sottosegretario era Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, incarico ricoperto dal 9 marzo 2005.

Laureato in giurisprudenza a Roma, ha poi vinto il concorso in magistratura ordinaria, avanzando nella professione fino a divenire consigliere e presidente di sezione del Consiglio di Stato. Ha insegnato diritto privato nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, per poi passare a Diritto dei consumatori all’Università LUISS Guido Carli.

Fin qui la biografia per così dire “ufficiale”. Uscendo un po’ fuori dal seminato non possiamo non citare la polemica sorta intorno all’assunzione di sua figlia e altri “figli di” alla Terna, sotto l’egida di Giuseppe Lasco. Il Fatto Quotidiano approfondì non poco questa vicenda, che si intreccia con i casi Milanese, Papa, i favori chiesti da Paolo Berlusconi e compagnia bella. Se volete potete approfondirla qui.

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Il voto sulla legge di stabilità e le dimissioni del governo Berlusconi: la diretta

pubblicato da Bruno Marino in: Crisi di governo Polis-Diretta Tv

Grazie per aver seguito la diretta. Continuate a seguirci, seguiremo l’evolversi della situazione con commenti ed analisi.

17:51 Mitico Girlanda: “la signora è stata rimandata a casa, c’è stato uno sperpero di risorse economiche”. Con questo incredibile e surreale intervento Fini fa terminare la seduta.

17:49 Girlanda (Pdl): “ho assistito ad un fatto tragicomico. Giorni fa una signora durante un diverbio familiare è stata male, è stato chiamato il 118 ma non ha voluto essere ricoverata in ospedale. È stato richiesto l’intervento di persone del centro di igiene mentale competente. Hanno ordinato un TSO.” Ma che sta dicendo?

17:47 Antonione: “una maggioranza senza numeri non può governare. Cercando di scaricare le responsabilità di un fallimento politico, le accuse di tradimento volevano nascondere una responsaibilità anche di Berlusconi. Le accuse di tradimento sono sleali, non abbiamo le scorte, i mezzi economici e mediatici per difenderci da queste accuse. Si dovrebbero scusare.”

17:46 Antonione: “da tempo avevo segnalato il mio disagio per scelte politiche non condivisibili. A differenza di altri, il mio comportamento è stato leale fino in fondo. I veri amici dicono le verità più scomode, anche quando fanno male. Cosa dicevamo di così straordinario prima che su di noi - e su di me- arrivassero queste ingiurie?”

17:45 Antonione non può parlare: appena prende la parola viene sommerso da urla. “Ho qualche difficoltà.” E in effetti continuano ad urlargli contro di tutto.

17:44 Antonione: “il sottoscritto ha ricevuto un trattamento particolare e per questo ho chiesto la parola. (”traditore” urlano da destra)

17:42 Parla Antonione: “l’on. Berlusconi ha ripetutamente offeso alcuni membri della Camera con epiteti indegni. Urla altissime da destra”.

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La giornata di Monti: pranzo con Berlusconi, dopo aver visto Bersani e Draghi

pubblicato da Bruno Marino in: Crisi di governo


Mentre alla Camera l’on. Polledri della Lega Nord ha parlato in francese e usato un paio di volte frasi di mussoliniana memoria (”molti nemici, molto onore”, tanto per capirci) - naturalmente stiamo seguendo in diretta la discussione - Mario Monti ha già incontrato, questa mattina, Pierluigi Bersani, Enrico Letta e Mario Draghi. Incontri definiti “informali” da cui però, senza dubbio, il Presidente del Consiglio in pectore avrà ricavato informazioni utili per la nascita del suo governo. Riuscirà il neosenatore a resistere alle pressioni partitiche? Riuscirà a creare un governo totalmente tecnico, senza neanche un sottosegretario politico? Probabilmente no, i partiti non sono mica organizzazioni caritatevoli, vogliono mantenere almeno un po’ di quel potere che Monti porterà loro via.

Intanto, da pochi minuti Mario Monti è a pranzo con Berlusconi a Palazzo Chigi. E mentre per Mario Calabresi si tratta quasi di un passaggio di consegne, Stefano Menichini consiglia: “Mario, non accettare il caffè!”. Sindona due? Ovviamente no, ma c’è il rischio che il Cavaliere dica a Monti: io ti appoggio ma tu cerca di fare in modo che i Ministri della Giustizia e dello Sviluppo Economico mi trattino bene. Ne avevamo già parlato qualche giorno fa (qui e qui), e la cosa, sinceramente, fa un po’ paura e un po’ schifo. Paura perchè i due ministeri in questione sono cruciali per l’uscita del nostro paese dalla crisi, schifo perchè, anche in questo momento, c’è la possibilità che il Cavaliere continui ad occupare lo Stato come se nulla fosse.

Oggi pomeriggio ci sarà il voto alla Camera e poi le dimissioni di Berlusconi. Monti avrebbe già in mente i nomi dei ministri, secondo l’Agi:

“Guido Tabellini, professore di economia presso l’universita’ Bocconi al dicastero di via xx Settembre, Carlo Secchi al ministero dello Sviluppo, il rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, all’Istruzione, Lanfranco Senn alle Infrastrutture, Cesare Mirabelli alla Giustizia, Giuliano Amato agli Esteri, Enzo Moavero sottosegretario alla presidenza del Consiglio.”

Ferrara, Sallusti e Feltri al teatro Manzoni contro Monti: elezioni subito

pubblicato da Bruno Marino in: Crisi di governo


A poche ore dalle dimissioni del governo Berlusconi (io personalmente finchè non lo vedrò uscire dal Palazzo del Quirinale con la testa bassa e la mascella contratta, non ci crederò), Giuliano Ferrara, Alessandro Sallusti e Vittorio Feltri giocano le loro ultime carte: consapevoli che Berlusconi, questa volta, rischia davvero grosso, rischia addirittura di perdere per sempre la poltrona di Palazzo Chigi (lo sappiamo, il Cavaliere ha detto che Alfano è il suo successore, ma anche in questo caso meglio aspettare e vedere cosa succede), cercano di rovesciare il tavolo: niente governo Monti, subito alle urne!

Qui trovate la diretta video dell’incontro che i magnifici tre (supportati da statisti del calibro di Daniela Santanchè e Gianfranco Rotondi) stanno tenendo al teatro Manzoni. Niente governo tecnico, niente “governo del Presidente”: solo le elezioni, per dare la parola al “popolo” (un giorno bisognerà studiare l’abuso che a destra si fa di questa parola, soprattutto quando si dice che la “sovranità appartiene al popolo” e basta, dimenticando che la nostra Costituzione assegna il potere al popolo “nelle forme e nei limiti della Costituzione”).

Intanto, rimanete con noi su Polisblog: tra pochi minuti inizieremo a seguire in diretta la giornata politica.

Oggi il governo si dimette, ma c'è chi chiede il passo indietro a Fini

pubblicato da Bruno Marino in: Crisi di governo

Oggi è il gran giorno: finisce il governo Berlusconi. Però, a destra, qualcuno vuole le dimissioni del Presidente della Camera. Il video che vedete qui sopra è tratto da una puntata di Annozero ed è stato ripreso da Daw. Fini aveva detto:

“Io sono pronto a dimettermi da presidente della Camera nello stesso momento in cui Berlusconi si dimette da presidente del Consiglio.”

Forse pochi di noi ricordavano questa promessa: cosa farà Fini? Si dimetterà subito dopo Berlusconi (proprio quando deve salire al Colle per le consultazioni per il nuovo governo)? Aspetterà qualche giorno? Rimarrà al suo posto? Il futurista, organo molto vicino al Presidente della Camera, ha commentato così la richiesta di Daw (pur senza nominarlo):

“C’è stato un momento in cui si era prospettata la possibilità di «dimissioni congiunte» per venir fuori da questa polemica dei patti traditi. È stato il presidente della Camera a lanciare questa sfida chiudendo il congresso di Milano. […] Silvio Berlusconi non si è dimesso né lo farà. Il suo è un passaggio obbligato avendo constatato l’assenza in Parlamento di numeri sufficienti a reggere ancora il suo esecutivo. E la conferma è arrivata nelle stesse ore da uno degli uomini più fedeli al Cavaliere. «Noi abbiamo perso, Fini ha vinto», è stata la conclusione lucida del ministro Gianfranco Rotondi.”

Insomma, secondo il futurista Fini deve restare al suo posto (anche usando un artificio retorico interessante: Berlusconi è obbligato a dimettersi, non lo fa di sua volontà e quindi Fini non deve lasciare la Presidenza della Camera). E voi che ne pensate? Fini si deve dimettere?

Bini Smaghi si dimette e va a Harvard: niente ministero per lui nel governo Monti

pubblicato da Luca Landoni in: Crisi di governo



Lorenzo Bini Smaghi se ne va. L’economista reso noto dalla sua posizione di consigliere del board della Bce, e che si era reso protagonista di un lungo tira e molla in merito alle sue dimissioni (obbligatorie) per far eleggere Mario Draghi, ha preso la sua decisione, un po’ a sorpresa.

Sì, perché a lungo si era parlato di premio in cambio delle sue dimissioni. prima come erede dello stesso Draghi a capo di Bankitalia, poi come ministro dell’economia nel prossimo governo tecnico presieduto da Monti.

E ora il colpo di scena. Bini Smaghi torna all’insegnamento a Harvard. Ciao ciao a tutti. Alla fine ha messo in pratica ciò che molti predicano: l’Italia non ha futuro; meglio andarsene.

Sempre a meno di ulteriori sviluppi, che dalle nostre parti non si sa mai…. il totoministri può riprendere.

Berlusconi: sì a un esecutivo Dini, e il governo Monti? Cosa farà il Pdl?

pubblicato da Bruno Marino in: Crisi di governo

Il Cavaliere ha cambiato idea per l’ennesima volta. Due giorni fa scrivevamo che la sorte dell’esecutivo tecnico sarebbe dipesa - anche - da che fine avrebbe fatto il Pdl, mentre ieri sembrava che Berlusconi avesse accettato l’ipotesi del governo Monti. Avevamo anche scritto che ci sarebbero stati problemi riguardo i ministri della Giustizia e dello Sviluppo Economico (che comprende anche il vecchio Ministero delle Telecomunicazioni). Ieri Marco Travaglio a Servizio Pubblico (qui sopra il video) ha rilanciato questa idea e ha detto che Berlusconi appoggerà il governo Monti (o un altro esecutivo tecnico) solo se queste due poltrone saranno occupate da persone “amiche”, o perlomeno non ostili.

La Stampa rilancia addirittura l’ipotesi di un nuovo governo Berlusconi, da presentare “magari con un nuovo Ministro dell’Economia”, come avrebbe detto B, anche se più concreta appare l’idea di un governo Dini proposto dal Pdl (e forse dalla Lega), un altro governo di centrodestra (ma dove troveranno la maggioranza parlamentare per sostenerlo?). Berlusconi avrebbe anche detto:

“Non possiamo andare contro i mercati. Se provocassimo elezioni anticipate mi verrebbero attribuite tutte le colpe del mondo, il crollo delle Borse, il fallimento delle banche e l’impennata dello spread. Ci cascherebbero in testa le bombe.”

E mentre B. teme le bombe dei mercati, il Pdl va in pezzi. La Stampa riporta questi schieramenti: Alfano, la corrente ciellina, Alemanno, Augello, Gasparri, Frattini e Fitto sarebbero a favore del governo Monti, mentre La Russa, Matteoli, Meloni, Rampelli, Sacconi, Romani, Brunetta e Landolfi sarebbero contrari. Alessandro Sallusti, dopo aver definito Obama “presidente di sinistra”, chiede il voto anticipato per evitare il ribaltone, mentre Adalberto Signore, sempre sul Giornale, racconta della delusione degli ex di Alleanza Nazionale (proprio La Russa, Matteoli, Landolfi e altri) che sarebbero esclusi da incarichi di governo (anche perchè un ruolo nel governo Monti potrebbe avercelo Gianfranco Fini) e che quindi vorrebbero il voto anticipato. Come vedete, tutti hanno a cuore il supremo interesse della Nazione che, guarda caso, coincide con la fuga dai giudici e la salvezza delle proprie aziende (Berlusconi) oppure con la conquista di un Ministero o di un sottosegretariato (Pdl). Resta da capire cosa faranno le opposizioni. Certo è che se continua così il governo Monti rimarrà solo sulla carta, con buona pace della salvezza dell’Italia.

Chi saranno i ministri nel governo Monti?

pubblicato da Bruno Marino in: Crisi di governo Diario politico


Scontato dirlo: il grande sconfitto è Berlusconi. Fino a ieri mattina sembrava che volesse solo elezioni anticipate (aggiungendo, bontà sua, “decide Napolitano), ieri sera invece, dopo la nomina di Mario Monti a senatore a vita (qui un ritratto del nostro Alberto Puliafito), ha cambiato idea: appoggerà un governo Monti. Naturalmente, bisognerà vedere se il Cavaliere manterrà la parola data, ma Berlusconi ha bisogno di tempo per provare a mettere insieme i cocci del Pdl, e il governo tecnico gli garantirebbe almeno un paio di mesi di trattative con i ribelli.

Sì, ma chi potrebbe diventare ministro nel governo Monti, che secondo La Stampa potrebbe nascere già Lunedì prossimo? Secondo Repubblica, Giuliano Amato potrebbe essere vicepremier, Gianni Letta manterrebbe il posto di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (Dagospia scrive che rimarrebbe per proteggere le aziende di Berlusconi), Fabrizio Saccomanni diventerebbe ministro dell’Economia. Avrebbero un posto in qualche ministero anche Franco Frattini e Raffaele Fitto. Secondo Dagospia, invece, il nuovo ministro dell’Economia sarebbe Domenico Siniscalco (che ha già ricoperto questo ruolo dal 2004 al 2005, in un altro governo Berlusconi), Renato Brunetta, Paolo Romani e tutte le donne ministro non sarebbero invece riconfermati.

Secondo La Stampa i ministri potrebbero essere dodici, tutte personalità della società civile, mentre i sottosegretari e viceministri sarebbero indicati dai partiti (con l’eccezione di Enrico Letta, che potrebbe diventare ministro). Giuliano Amato potrebbe essere Ministro degli Esteri, Fabrizio Saccomanni o Lorenzo Bini Smaghi Ministro dell’Economia, mentre Giorgio Vittadini, indicato come uno dei membri più potenti di Comunione e Liberazione, potrebbe avere un ruolo nel nuovo governo. Cambiano i governi ma, se vuole Dio, Cl è viva e lotta insieme a noi. E il ministro della Giustizia? Incredibilmente, secondo il quotidiano torinese, c’è la possibilità di nominare una figura di garanzia “gradita al centrodestra”. Scherziamo? Il paese rischia il default e stiamo ancora a pensare ai giudici comunisti e ai ministri della Giustizia che abbiano il placet di Berlusconi? Il Caimano potrà anche essere morto politicamente, ma continua a fare paura (e a fare danni) anche solo occupando un posto in Parlamento.

Ma chi sosterrà il nuovo governo? Seguiteci dopo il salto…

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Elezioni anticipate 2012: ci saranno? Il candidato Pdl sarà davvero Alfano?

pubblicato da Bruno Marino in: Crisi di governo


Le domande del titolo dipendono da due variabili cruciali: cosa deciderà di fare l’opposizione (stamattina Di Pietro litigava con Buttiglione su Rai3 perchè il primo non voleva il governo di larghe intese e il secondo, da buon democristiano, sì) e che fine farà il Pdl. Un partito forte ed unito ha un grande potere contrattuale (assieme alla Lega, naturalmente), ma se, come sembra dal solito retroscena di Repubblica, ci sono 50 parlamentari pronti a lasciare il partito in caso di elezioni anticipate, fare previsioni diventa davvero molto difficile. In più, come spiega bene anche Marco Castelnuovo su La Stampa, le dimissioni annunciate di Berlusconi permettono al Presidente del Consiglio di rimanere in carica ancora qualche settimana, per bloccare la nascita di un esecutivo tecnico (a guida Mario Monti?) o di un esecutivo sostenuto anche dai 50 “traditori” di cui parlava Repubblica.

Insomma, la posizione di B. è, come al solito, molto chiara: elezioni subito (qui un articolo del nostro Alberto Puliafito), anche se Dino Amenduni sul Fatto pensa che le dimissioni del Cavaliere siano solo un trucco per prendere tempo e pensare alle mosse future, non necessariamente a nuove elezioni. In questo caso, però, si aprirebbe un durissimo scontro con il Quirinale, che ha rilasciato un comunicato molto chiaro: Berlusconi si dimetterà dopo l’approvazione della legge di stabilità. E mentre Bersani boccia un esecutivo a guida Pdl (cioè a guida Letta o Alfano), proviamo a immaginare chi potrebbe essere il candidato premier del Pdl in caso di elezioni anticipate nel 2012.

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Liveblog --- Crisi di Governo: Berlusconi si dimette dopo dl stabilità

pubblicato da V. in: Crisi di governo Silvio Berlusconi

berlusconi dimissioni mercoledì

Ore 21.11 - Per ora nessuna nuova, chiudiamo il breve live. Scusate ancora per il lapsus del 10 novembre, la fretta gioca brutti scherzi ed erano momenti concitati: le dimissioni di Silvio Berlusconi, attuale Presidente del Consiglio, avverranno dopo l’approvazione della legge di stabilità. Tempistiche? In prima lettura il dl stabilità dovrebbe passare in Senato entro il 18 novembre. Berlusconi resterà al suo posto ancora per qualche giorno, ma la situazione è a dir poco fluida.

Ore 20.18 - Alle 21 Berlusconi ha convocato un vertice a Palazzo Grazioli.

Ore 20.13 - Prima di tutto, attenzione a festeggiare. Perché il bello - anzi: il brutto - arriverà adesso. Al di là della “scomparsa” di Berlusconi dall’agone politico, un evento che segna il tempo, c’è molto di più. Prima di tutto sarà difficile andare a votare nell’immediato. Difficile si vada a gennaio. Perché per fronteggiare la crisi, la tempesta dei mercati, serve un governo al Paese: lo chiedono i partner europei. E quel governo è probabile che rimanga quello attuale di centrodestra, magari con una maggioranza allargata, o con un nuovo premier. Magari Angelino Alfano.

Ore 20.03 - Mercoledì 9 novembre le dimissioni di Berlusconi? No: durerà qualcosa di più, ma non è chiaro quanto durerà ancora in carica, forse un paio di settimane. Ma finisce così il Governo Berlusconi IV, probabilmente l’ultimo che vedremo con lui a capo, a volto, a corpo. Ma cosa succederà dopo le dimissioni di Berlusconi, che avverranno a brevissimo? Vedremo di fare il punto a brevissimo.

Ore 19.56 - Ripercorriamo brevemente come siamo arrivati alle dimissioni anticipate di Berlusconi. Oggi c’è stata la votazione sul rendiconto 2010, e la maggioranza è andata sotto: 308 voti. Troppo pochi per considerarla ancora in piedi. Quello stesso rendiconto bocciato dall’aula era stata la crepa, che aveva portato alla risicata fiducia del 14 ottobre scorso. Di seguito oggi pomeriggio il colloquio Berlusconi - Napolitano, dove si saranno affrontate le varie vie d’uscita per il Governo in carica. Nella nota del Quirinale si uscita pochi minuti fa si legge il futuro di Berlusconi:

«Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l’urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l’approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea». Il comunicato poi aggiunge: «Una volta compiuto tale adempimento il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione»

Ore 19.50 - È finito l’incontro Berlusconi - Napolitano. Berlusconi non si dimette: “Dopo il voto del dl stabilità, ci saranno consultazioni”. Per cui per ora Berlusconi rimane, ma si dimetterà dopo l’approvazione del dl stabilità. Quando? In settimana, dopodomani.