Logo Blogo

Dì qualcosa di destra

Internet e tv: perché la destra non sa comunicare?

pubblicato da paganini in: Mediaticamente Dì qualcosa di destra Popolo delle Libertà PDL


Dopo il flop di Sgarbi ci chiedevano Ma perché la destra non sa usare la tv? Forse per rispondere al nostro quesito o più verosimilmente per affrontare un problema che attanaglia le menti degli strateghi del Pdl, Il Giornale ci fornisce qualche indicazione - da destra - per risolvere l’enigma. Secondo Marcello Foa il centrodestra non sa proprio comunicare, né con la televisione né con internet, a tutto beneficio della sinistra.

… l’Italia in questi anni è andata a destra, ma Berlusconi non ha mai saputo – e forse nemmeno voluto – creare un’élite culturale di destra, capace di contrastare sia in televisione che nei giornali e nelle case editrici lo strapotere della sinistra. Perché in vent’anni non è emerso un solo volto televisivo di destra capace di reggere una trasmissione in prima serata, come fa Floris? Non avendo costruito una nuova élite culturale e non essendo stato capace di preservare la grande tradizione liberale del Giornale di Montanelli, Bettiza, Piovene, Zappulli, Aron, il centrodestra ha di fatto regalato quel mondo alla sinistra. E oggi ne paga le conseguenze, lasciando tutto un mondo in mano agli altri.

Quindi, anche grazie al Giornale, sfatiamo il mito della sinistra che occupa la televisione, l’editoria e i giornali in modo subdolo e fraudolento, quasi con la violenza. La realtà, molto più banale, è che a destra c’è il vuoto. Un vuoto culturale non fisiologico ma probabilmente frutto di un approccio inadeguato del leader maximo.

I leader del centrodestra da un lato non sanno più proporre i messaggi necessari per entrare in sintonia con i cittadini, sembrano aver perso il tocco magico. Dall’altro non sanno usare internet e i social network. … Il volano garantito da Santoro e affini, Travaglio, Repubblica, le radio serve a rendere universale il messaggio e davvero completa la comunicazione. E la destra? Ha ripetuto i soliti slogan, mandato in tv i soliti politici, a cui la gente crede sempre meno associandoli a un’immagine perdente. Su internet è estremamente lacunosa.

Speriamo che Silvio e i suoi silvietti si leggano l’articolo di Foa prima di tornare a esternare sul diabolico connubio tra sinistra e televisione.

Concutelli liberato, un insulto alla memoria civile del nostro paese

pubblicato da Luca Landoni in: Dì qualcosa di destra


Pierlugi Concutelli è stato liberato sabato scorso ma solo ora la cosa è stata resa nota, probabilmente per timore delle reazioni (giustificatissime) dei familiari delle vittime e di tutti coloro che la stagione del terrore degli anni 70-80 l’hanno vissuta in prima persona.

Concutelli era uno dei capi di Ordine Nuovo, organizzazione terroristica di estrema destra macchiatasi di svariati delitti, il più clamoroso dei quali fu l’omicidio del magistrato Vittorio Occorsio, reo di aver smantellato l’organizzazione stessa; dunque di aver fatto il proprio dovere, dal punto di vista di noi cittadini comuni.

Ma non finisce qui. I membri di Ordine Nuovo, e Concutelli in particolare, si sono anche ammazzati tra loro per punire eventuali delazioni, come accadde con lo strangolamento di Ermanno Buzzi e Carmine Palladino. Infine, ciliegina sulla torta, il nostro aveva già ottenuto un regime di semilibertà nel 2000, ma questo gli è stato revocato nel 2010 perché trovato in possesso di hashish.

Continua a leggere: Concutelli liberato, un insulto alla memoria civile del nostro paese

L'Idv si scopre un po' leghista sull'immigrazione

pubblicato da Christian De Mattia in: Dichiarazioni Dì qualcosa di destra


Proprio nei giorni in cui la cancelliera tedesca Merkel giudica fallita la società multiculturale in Germania e spinge per l’ennesima volta sul dovere richiesto agli immigrati di integrarsi, in Italia si discute del problema dei flussi migratori sul quale il governo a novembre potrebbe attuare un decreto.

E le differenze tra i partiti non sono così abissali come si penserebbe. Per esempio l’Italia dei Valori non fa mancare un giudizio piuttosto di destra sulla questione, avvicinandosi alla posizione leghista sul tema. A parlare è il capogruppo alla Camera, Donadi, che si spinge a chiedere il blocco delle quote degli extracomunitari, esattamente come proposto da tempo dal Governatore veneto Zaia.

Ci sono temi su cui le contrapposizioni partitiche vengono necessariamente meno. Mi spiego. Mettere la propria firma sotto un decreto che può prevedere tra i 150 e i 170 mila ingressi per il 2011 è in questo momento inopportuno e sbagliato. Il buon senso ci dice che, in questo momento di crisi economica, far entrare altri 150mila immigrati significa, nella migliore delle ipotesi, ingrossare le fila di un esercito di immigrati già disoccupati

Continua a leggere: L'Idv si scopre un po' leghista sull'immigrazione

Crisi pilotata per una nuova manovra di “lacrime e sangue”?

pubblicato da G.L. Barone in: Crisi di governo Dì qualcosa di destra Popolo delle Libertà PDL Lega Nord


Manovra? Potremmo non avere ancora visto il peggio?

Potrebbe essere fantapolitica, ma la tesi fa pensare: ci sono voci in giro, e si fanno sempre più insistenti. Non si tratta di addetti ai lavori (almeno non solo di loro), ma anche del fornaio, del gelataio, dell’impiegato. Eppure, in molti, ripetono la stessa cosa.

In estrema sintesi, la tesi sarebbe questa: la crisi politica che si approssima potrebbe essere una buona scusa per smarcarsi dall’idea di dovere approvare una manovra decisamente impopolare.

Le riduzioni degli stipendi degli statali (anche del 10%) le hanno già fatte in Islanda e in Grecia e a qualcuno potrebbe venire in mente di applicarle anche in Italia. Uno strumento facile per non toccare gli intoccabili, non fare le riforme, non risolvere le inefficienze pubbliche e nel contempo “tappare” la voragine nei conti pubblici. Le conseguenze, anche indirette, sarebbero drammatiche e facilmente immaginabili: scioperi, agitazioni, riduzione dei servizi (sanità, istruzione, sicurezza, giustizia…), ricaduta su tutti gli italiani che dovrebbero mettere mano ai portafogli per “pagare” quello che prima “pagava” lo Stato.

Continua a leggere: Crisi pilotata per una nuova manovra di “lacrime e sangue”?

L’ISU, la nuova tassa comunale, potrebbe non vedere mai la luce

pubblicato da G.L. Barone in: Dì qualcosa di destra Giulio Tremonti Alle 5 della sera Lega Nord


Si parla molto in questi giorni, e si è parlato in passato, della cosiddetta IMU, l’imposta municipale unica, che Giulio Tremonti avrebbe ipotizzato di introdurre nell’Ordinamento Italiano entro breve.

Si dice “avrebbe” perché, seppur auspicata dalla Lega Nord - che vedrebbe finalmente attuato in parte il progetto di una tassa gestita direttamente dal territorio – la nuova “tassa” vede il suo cammino già fortemente accidentato.

Il problema, come ovvio, non è la costruzione dell’IMU (che in sé andrebbe semplicemente a sostituire l’Irpef sugli immobili, l’imposta di registro sulle transazioni immobiliari e la tassa ipotecaria catastale dovuta sui mutui) bensì “idea” stessa di una nuova tassa.

Continua a leggere: L’ISU, la nuova tassa comunale, potrebbe non vedere mai la luce

Caos PDL: finiani contro tutti. Il caso Verdini - Carboni: una nuova P2?

pubblicato da Bruno Marino in: Impresentabili Dì qualcosa di destra Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Unione Democratici Cristiani UDC Lega Nord


Il recente arresto di Flavio Carboni, faccendiere già coinvolto, anni fa, nel caso Calvi, ha riaperto lo scontro nel PDL. I finiani, quasi inutile dirlo, fanno la parte del leone nel colpire duramente il governo. Intanto, per chi si fosse perso le puntate precedenti, ecco qui e qui un breve riassunto della vicenda.

I soliti elementi: logge massoniche, incontri tra magistrati e politici, dossier falsi su importanti politici, ombre sulla costruzione di centrali eoliche. E il PDL continua ad implodere, con Bocchino che chiede l’intervento di Berlusconi:

“Il Berlusconi ‘ghe pensi mi’ come ha risolto il caso Brancher così deve risolvere il caso Verdini”

Continua a leggere: Caos PDL: finiani contro tutti. Il caso Verdini - Carboni: una nuova P2?

Boris Johnson: più potere alla stampa

pubblicato da Bruno Marino in: Dì qualcosa di destra Esteri Silvio Berlusconi



Chi è Boris Johson? Alcuni di voi lo ricorderanno come uno degli autori, insieme a Nicholas Ferrell, della famosa intervista a Berlusconi in cui il nostro premier disse che Mussolini non uccideva nessuno e mandava gli oppositori in vacanza al confino. Un secolo fa, era il 2003.

Oggi Boris Johnson è il sindaco di Londra, e ha scritto, per il periodico conservatore inglese “The Spectator” (lo stesso che pubblicò l’intervista di Berlusconi nel 2003) un articolo dal titolo “più potere alla stampa”. Come ci ricorda Fabio Cavalera dal suo blog, Johnson ha difeso la libertà di stampa e il ruolo dei giornalisti nella società contemporanea. Citiamo Cavalera:

“[…] i giornalisti saranno pure troppo curiosi, invaderanno pure sfere private, magari (quelli televisivi della Bcc) saranno super pagati con fondi pubblici, ma alla fine il malaffare, la corruzione, la criminalità (ovvero ciò che scoprono e raccontano i quotidiani e i magazine) non sono il risultato di comportamenti illeciti degli stessi giornalisti ma di quei soggetti (anche i politici) che vorrebbero essere al riparo da critiche, inchieste, reportage.”

Continua a leggere: Boris Johnson: più potere alla stampa

Intervista - Polisblog incontra Marco Tarchi, autore de "La rivoluzione impossibile" (seconda parte)

pubblicato da Bruno Marino in: Dì qualcosa di destra Intervista con... La storia sottovoce Libri


Ecco la seconda parte dell’intervista a Marco Tarchi. La prima parte è qui.

Che ne pensa di quella che ormai appare come un retromarcia dei finiani: cioè passare da gruppi autonomi a “corrente” dentro il PDL? E’ un’idea ormai “superata”, da vecchio partito (in fondo, anche Veltroni era contro le correnti), oppure ha ancora un senso?

È una necessità tattica: fuori dal Pdl, i finiani rischierebbero, in caso di elezioni anticipate, di diventare una forza di scarso peso, una sorta di replica dell’Udc. Dall’interno, invece, possono puntare a un’azione di costante logoramento della classe dirigente e nel contempo dialogare con l’opposizione.
Se di una corrente si tratta, va detto, è una corrente anomala, diversa da tutte quelle degli altri partiti.

Continua a leggere: Intervista - Polisblog incontra Marco Tarchi, autore de "La rivoluzione impossibile" (seconda parte)

Intervista - Polisblog incontra Marco Tarchi, autore de "La rivoluzione impossibile" (prima parte)

pubblicato da Bruno Marino in: Dì qualcosa di destra Intervista con... La storia sottovoce Libri


Marco Tarchi insegna Scienza Politica e Analisi e Teoria Politica all’Università di Firenze. Il suo ultimo libro è “La rivoluzione impossibile - dai Campi Hobbit alla Nuova Destra”, edito da Vallecchi. Esperto di populismi e crisi delle democrazie, ha anche fatto parte, fino ai primissimi Anni ‘80, del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del MSI. Con lui abbiamo ragionato di vecchie e nuove destre, della crisi dentro il PDL, della crisi della Seconda Repubblica.

Professor Tarchi, qual era la rivoluzione impossibile?

Quella che un certo numero di militanti e dirigenti dell’organizzazione giovanile del Msi cercarono di costruire negli anni Settanta: un tentativo di modifica radicale dell’ambiente politico nel quale si erano trovati ad operare. Un tentativo che ne comportava – nei loro intendimenti – un profondo svecchiamento, l’abbandono della nostalgia per l’autoritarismo fascista, il confronto aperto con la modernità e i suoi problemi, l’apertura di un dialogo franco con gli avversari, con i quali si sentiva di avere, oltre ad un certo numero di divergenze ideali, un buon numero di affinità psicologiche e di preoccupazioni comuni.

Se un ragazzo di vent’anni le chiedesse cosa fossero i Campi Hobbit, cosa risponderebbe?

Un tentativo di uscire dal grigiore della routine neofascista, di cimentarsi su nuovi terreni culturali – la musica rock, il teatro, l’ecologia - e di attivare uno spirito comunitario.

Continua a leggere: Intervista - Polisblog incontra Marco Tarchi, autore de "La rivoluzione impossibile" (prima parte)

Fini e la commissione sul federalismo, serve davvero?

pubblicato da G.L. Barone in: Dì qualcosa di destra Gianfranco Fini Alle 5 della sera Popolo delle Libertà PDL

fini Pdl

Che Fini non fosse un estimatore del federalismo lo si era capito da tempo. Da lì, la proposta di una commissione interna al Pdl (definita un’ottima idea da Berlusconi) che fosse in grado di sottoporre al Governo delle vere proposte “made in pdl”. Il tutto per evitare che il “programma delle riforme” sia dettato solo dalla Lega, magari alle spalle del sud del paese.

Ma questa commissione serve davvero? Davvero c’è il rischio che si approvi il federalismo senza che il Pdl ne sappia nulla? Mi sbaglierò, ma non credo che le cose stiano davvero così. Sembra quasi, invece, che si miri solo prendere altro tempo: “Discutere, discutere e discutere per non arrivare a nulla”. Un po’ la rivisitazione moderna dell’italico/gattopardiano “cambiare tutto per non cambiare nulla”.

Per avere la conferma del fatto che le proposte non verranno approvate “a scatola chiusa” e che ci sarà, invece e comunque, il giusto dibattito su tutte, dovrebbe bastare esaminare il programma di avvicinamento alla riforma federalista e dei cosiddetti “decreti attuativi”. Ad occhio, non sembra proprio che la Lega stia facendo tutto in segreto ed alle spalle del Pdl e del “partito del Sud”. Anzi.

Continua a leggere: Fini e la commissione sul federalismo, serve davvero?