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  <title>Polisblog.it</title>
  <subtitle>Politica italiana e estera: notizie di politica on line</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2007-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T01:25:02+00:00</updated>
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    <title type="html">Internet e tv: perché la destra non sa comunicare?</title>
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      <name>paganini</name>
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    <published>2011-06-04T08:43:17+00:00</published>
    <updated>2011-06-04T08:43:17+00:00</updated>
    <dc:subject>mediaticamente</dc:subject><dc:subject>di-qualcosa-di-destra</dc:subject><dc:subject>popolo-delle-liberta-pdl</dc:subject><dc:subject>il giornale berlusconi</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>pdl internet</dc:subject><dc:subject>pdl televisione</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/10533/internet-e-tv-perche-la-destra-non-sa-comunicare"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/destraetelevisione.jpg" class="post" border="0" width="586" height="372" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Dopo il flop di Sgarbi ci chiedevano <a href="http://www.polisblog.it/post/10428/ci-tocca-anche-vittorio-sgarbi-ieri-prima-e-ultima-puntata-ma-perche-la-destra-non-fa-odiens-in-tv">Ma perché la destra non sa usare la tv?</a> Forse per rispondere al nostro quesito o più verosimilmente per affrontare un problema che attanaglia le menti degli strateghi del Pdl, <strong>Il Giornale</strong> ci fornisce qualche indicazione - da destra - per risolvere l&#8217;enigma. <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/su_internet_destra_non_sa_comunicare_anche_questo_perde/comunicazione-pdl-lega-sinistra-internet-social_network-elezioni-politica-leader/03-06-2011/articolo-id=527148-page=0-comments=1">Secondo Marcello Foa</a> il centrodestra non sa proprio comunicare, né con la televisione né con internet, a tutto beneficio della sinistra. </p>
<blockquote><p>&#8230; l’Italia in questi anni è andata a destra, ma Berlusconi non ha mai saputo – e forse nemmeno voluto – creare un’élite culturale di destra, capace di contrastare sia in televisione che nei giornali e nelle case editrici lo strapotere della sinistra. Perché in vent’anni non è emerso un solo volto televisivo di destra capace di reggere una trasmissione in prima serata, come fa Floris? Non avendo costruito una nuova élite culturale e non essendo stato capace di preservare la grande tradizione liberale del Giornale di Montanelli, Bettiza, Piovene, Zappulli, Aron, il centrodestra ha di fatto regalato quel mondo alla sinistra. E oggi ne paga le conseguenze, lasciando tutto un mondo in mano agli altri.</p></blockquote>
<p>Quindi, anche grazie al Giornale, sfatiamo il mito della sinistra che <strong>occupa </strong>la televisione, l&#8217;editoria e i giornali in modo subdolo e fraudolento, quasi con la violenza. La realtà, molto più banale, è che a destra c&#8217;è il vuoto. Un vuoto culturale non fisiologico ma probabilmente frutto di un approccio inadeguato del leader maximo. </p>
<blockquote><p>I leader del centrodestra da un lato non sanno più proporre i messaggi necessari per entrare in sintonia con i cittadini, sembrano aver perso il tocco magico. Dall’altro non sanno usare internet e i social network. &#8230; Il volano garantito da Santoro e affini, Travaglio, Repubblica, le radio serve a rendere universale il messaggio e davvero completa la comunicazione. E la destra? Ha ripetuto i soliti slogan, mandato in tv i soliti politici, a cui la gente crede sempre meno associandoli a un’immagine perdente. Su internet è estremamente lacunosa.</p></blockquote>
<p>Speriamo che Silvio e i suoi silvietti si leggano l&#8217;articolo di Foa prima di tornare a esternare sul diabolico connubio tra sinistra e televisione.</p>
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    <title type="html">Concutelli liberato, un insulto alla memoria civile del nostro paese</title>
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      <name>Luca Landoni</name>
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    <published>2011-04-20T09:56:08+00:00</published>
    <updated>2011-04-20T09:56:08+00:00</updated>
    <dc:subject>di-qualcosa-di-destra</dc:subject><dc:subject>giudice occorsio</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>pierluigi concutelli libero</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Pierlugi Concutelli è stato liberato sabato scorso ma solo ora la cosa è stata resa nota, probabilmente per timore delle reazioni (giustificatissime) dei familiari delle vittime e di tutti coloro che[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/10204/concutelli-liberato-un-insulto-alla-memoria-civile-del-nostro-paese"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/concutelli.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="322" alt="" /><br clear="all" /><strong>Pierlugi Concutelli</strong> è stato liberato sabato scorso ma solo ora la cosa è stata resa nota, probabilmente per timore delle reazioni (giustificatissime) dei familiari delle vittime e di tutti coloro che la stagione del terrore degli anni 70-80 l&#8217;hanno vissuta in prima persona.</p>
<p>Concutelli era uno dei capi di <strong>Ordine Nuovo</strong>, organizzazione terroristica di estrema destra macchiatasi di svariati delitti, il più clamoroso dei quali fu l&#8217;omicidio del magistrato <strong>Vittorio Occorsio</strong>, reo di aver smantellato l&#8217;organizzazione stessa; dunque di aver fatto il proprio dovere, dal punto di vista di noi cittadini comuni.</p>
<p>Ma non finisce qui. I membri di Ordine Nuovo, e Concutelli in particolare, si sono anche ammazzati tra loro per punire eventuali delazioni, come accadde con lo strangolamento di <strong>Ermanno Buzzi e Carmine Palladino</strong>. Infine, ciliegina sulla torta, il nostro aveva già ottenuto un regime di semilibertà nel 2000, ma questo gli è stato revocato nel 2010 perché trovato in possesso di hashish.</p>
 <p>
E tuttavia sempre per problemi di salute, non è più tornato in carcere, ma si trovava agli arresti domiciliari in casa propria. Ora, 67enne, sarà libero di uscire, sia pur limitato da condizioni di salute non certo ottimali, vista l&#8217;ischemia cerebrale che lo ha colpito due anni fa.</p>
<p>Torniamo dunque su un vecchio discorso. Qui non è in discussione il <strong>perdono</strong>, che in fin di vita si può anche concedere a tutti, ma la pena, che deve essere certa e svincolata dal precedente concetto. <strong>Concutelli è un maledetto assassino</strong>, così come i suoi compari di sinistra ex-brigatisti e compagnia bella. Non ha alcuna importanza se le scelte di costoro siano state improntate a un qualche tipo di ideologia. Non è un&#8217;attenuante, questa, che possa porli su un gradino più alto rispetto ai delinquenti comuni.</p>
<p>Le loro vittime infatti <strong>sono morte comunque</strong>. E non parliamo di corrotti rappresentanti dello Stato, del sistema, o di qualunque cosa volessero combattere questi fanatici. No. Parliamo di gente che faceva il suo dovere, il suo lavoro, spesso anche per stipendi da fame, come i tanti poliziotti morti nella lotta al terrorismo rosso e nero.</p>
<p><strong>Non c&#8217;è perdono</strong> in vita per chi si sia macchiato di questi delitti, come non c&#8217;è consolazione per i parenti delle vittime. Il fio va pagato fino in fondo e poi, in caso di pentimento sincero, possiamo perdonarli sul letto di morte. Non prima. Mai.</p>
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    <title type="html">L&#039;Idv si scopre un po&#039; leghista sull&#039;immigrazione</title>
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      <name>Christian De Mattia</name>
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    <published>2010-10-18T11:46:25+00:00</published>
    <updated>2010-10-18T11:46:25+00:00</updated>
    <dc:subject>dichiarazioni</dc:subject><dc:subject>di-qualcosa-di-destra</dc:subject><dc:subject>decreto flussi immigrati</dc:subject><dc:subject>disoccupazione immigrati</dc:subject><dc:subject>donadi lega blocco quote immigrati</dc:subject><dc:subject>zaia blocco quote immigrati</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Proprio nei giorni in cui la cancelliera tedesca Merkel giudica fallita la società multiculturale in Germania e spinge per l&amp;#8217;ennesima volta sul dovere richiesto agli immigrati di integrarsi,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/8798/lidv-si-scopre-un-po-leghista-sullimmigrazione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/immigrati_02.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="318" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Proprio nei giorni in cui la cancelliera tedesca Merkel <a href="http://www.newnotizie.it/2010/10/17/la-cancelliera-tedesca-angela-merkel-afferma-%E2%80%9Cla-societa-multiculturale-ha-fallito%E2%80%9D/">giudica</a> fallita la società multiculturale in Germania e spinge per l&#8217;ennesima volta sul dovere richiesto agli immigrati di integrarsi, in Italia si discute del problema dei flussi migratori sul quale il governo a novembre potrebbe attuare un decreto.</p>
<p>E le differenze tra i partiti non sono così abissali come si penserebbe. Per esempio l&#8217;Italia dei Valori non fa mancare un giudizio piuttosto di destra sulla questione, avvicinandosi alla posizione leghista sul tema. A parlare è il capogruppo alla Camera, Donadi, che si spinge a chiedere il blocco delle quote degli extracomunitari, esattamente come proposto da tempo dal Governatore veneto Zaia.</p>
<blockquote><p>Ci sono temi su cui le contrapposizioni partitiche vengono necessariamente meno. Mi spiego.  Mettere la propria firma sotto un decreto che può prevedere tra i 150 e i 170 mila ingressi per il 2011 è in questo momento inopportuno e sbagliato. Il buon senso ci dice che, in questo momento di crisi economica, far entrare altri 150mila immigrati significa, nella migliore delle ipotesi, ingrossare le fila di un esercito di immigrati già disoccupati</p></blockquote>
 <p>
Per giustificare la sua opinione il deputato dipietrista fa l&#8217;esempio della sua regione, il Veneto</p>
<blockquote><p>Delle 65 mila persone che in tutto il Nordest hanno perso il lavoro a causa della crisi, 17mila sono straniere. In pratica, un nuovo disoccupato su quattro è immigrato. Tutti gli studi dimostrano che integrazione significa anzitutto avere un lavoro e una casa per costruire il proprio futuro. Il resto sono chiacchiere al vento. Nella peggiore delle ipotesi, significa ingrossare le fila della criminalità organizzata o magari fare gli interessi di imprenditori senza scrupoli che sfruttano con contratti a nero. Abbiamo grandi responsabilità</p></blockquote>
<p>La questione quindi gira intorno alla &#8220;concorrenza&#8221; tra immigrati e italiani per il lavoro e sui rischi che con la crisi economica ci sia una vera e propria guerra tra poveri. Per Donadi avere posizioni simili a quelle leghiste su questo tema non è demagogia ma buon senso. Di sicuro a sinistra qualcuno storcerà il naso.</p>
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    <title type="html">Crisi pilotata per una nuova manovra di “lacrime e sangue”?</title>
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      <name>G.L. Barone</name>
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    <published>2010-08-25T14:30:40+00:00</published>
    <updated>2010-08-25T14:30:40+00:00</updated>
    <dc:subject>crisi-di-governo</dc:subject><dc:subject>di-qualcosa-di-destra</dc:subject><dc:subject>popolo-delle-liberta-pdl</dc:subject><dc:subject>lega-nord</dc:subject><dc:subject>"governo tecnico"</dc:subject><dc:subject>"manovra bis"</dc:subject><dc:subject>grecia</dc:subject><dc:subject>manovra</dc:subject><dc:subject>riforme</dc:subject><dc:subject>statali</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Manovra? Potremmo non avere ancora visto il peggio?
Potrebbe essere fantapolitica, ma la tesi fa pensare: ci sono voci in giro, e si fanno sempre più insistenti. Non si tratta di addetti ai lavori[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/8402/crisi-pilotata-per-una-nuova-manovra-di-lacrime-e-sangue"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/money_01.jpg" class="post" border="0" width="500" height="333" alt="" /><br clear="all" />Manovra? Potremmo non avere ancora visto il peggio?</p>
<p>Potrebbe essere fantapolitica, ma la tesi fa pensare: ci sono voci in giro, e si fanno sempre più insistenti. Non si tratta di addetti ai lavori (almeno non solo di loro), ma anche del fornaio, del gelataio, dell’impiegato. Eppure, in molti, ripetono la stessa cosa.</p>
<p>In estrema sintesi, la tesi sarebbe questa: la crisi politica che si approssima potrebbe essere una buona scusa per smarcarsi dall’idea di dovere approvare una manovra decisamente impopolare.</p>
<p>Le riduzioni degli stipendi degli statali (anche del 10%) le hanno già fatte in Islanda e in Grecia e a qualcuno potrebbe venire in mente di applicarle anche in Italia. Uno strumento facile per non toccare gli intoccabili, non fare le riforme, non risolvere le inefficienze pubbliche e nel contempo “tappare” la voragine nei conti pubblici. Le conseguenze, anche indirette, sarebbero drammatiche e facilmente immaginabili: scioperi, agitazioni, riduzione dei servizi (sanità, istruzione, sicurezza, giustizia&#8230;), ricaduta su tutti gli italiani che dovrebbero mettere mano ai portafogli per “pagare” quello che prima “pagava” lo Stato.</p>
 <p>Certo, così facendo, l’autore di questa fantomatica manovra attirerebbe a sé le ire di almeno dieci milioni di Italiani che direttamente o indirettamente vivono di uno stipendio pubblico e, ovviamente, del rimanente resto del Paese che invece &#8220;fruisce&#8221; dei servizi pubblici. </p>
<p>Che i conti nazionali siano probabilmente più “neri” di come ce li descrivono tutti lo immaginiamo, ma se davvero siamo &#8220;messi così male&#8221; è facile immaginare che la nuova manovra possa essere varata più facilmente da un governo “tecnico” (magari guidato da Tremonti) che non deve rispondere agli elettori. Ci potrebbero semplicemente raccontare che una nuova manovra è inevitabile o che, magari, ce la chiede l&#8217;Europa.</p>
<p>La crisi politica potrebbe insomma non essere un male assoluto per Berlusconi che potrebbe tornare “pulito” alle prossime elezioni, dicendo di non avere “messo le mani nelle tasche degli italiani”.</p>
<p>Da Italiano, a questo punto, però, comincio a temere l’idea stessa del governo tecnico. L’Italia, adesso, non ha bisogno di un governo tecnico, ma di un governo politico, che risponda agli elettori e che pensi a riformare il Paese. E se le riforme non si possono fare, come dice la Lega, forse meglio tornare alle urne, e subito.</p>
<p>Fantapolitica? Forse… anzi, speriamo.</p>
<p>Foto: Flickr | <a href="http://www.flickr.com/photos/scris/2979032807/">Scris www. scris.it</a></p>
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    <title type="html">L’ISU, la nuova tassa comunale, potrebbe non vedere mai la luce</title>
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    <author>
      <name>G.L. Barone</name>
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    <published>2010-07-22T15:08:37+00:00</published>
    <updated>2010-07-22T15:08:37+00:00</updated>
    <dc:subject>di-qualcosa-di-destra</dc:subject><dc:subject>giulio-tremonti</dc:subject><dc:subject>alle-5-della-sera</dc:subject><dc:subject>lega-nord</dc:subject><dc:subject>federalismo</dc:subject><dc:subject>governo</dc:subject><dc:subject>lega</dc:subject><dc:subject>lega nord</dc:subject><dc:subject>manovra finanziaria</dc:subject><dc:subject>silvio berlusconi</dc:subject><dc:subject>tassa federale</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Si parla molto in questi giorni, e si è parlato in passato, della cosiddetta IMU, l’imposta municipale unica, che Giulio Tremonti avrebbe ipotizzato di introdurre nell’Ordinamento Italiano entro[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/8192/lisu-la-nuova-tassa-comunale-potrebbe-non-vedere-mai-la-luce"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/IMUimpostamunicipaleunica_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="392" alt="" /><br clear="all" />Si parla molto in questi giorni, e <a href="http://www.polisblog.it/post/7998/federalismo-fiscale-che-cosa-sara-limu-limposta-municipale-unica">si è parlato in passato</a>, della cosiddetta IMU, l’imposta municipale unica, che Giulio Tremonti avrebbe ipotizzato di introdurre nell’Ordinamento Italiano entro breve.</p>
<p>Si dice “avrebbe” perché, seppur auspicata dalla Lega Nord - che vedrebbe finalmente attuato in parte il progetto di una tassa gestita direttamente dal territorio – la nuova “tassa” vede il suo cammino già fortemente accidentato.</p>
<p>Il problema, come ovvio, non è la costruzione dell’IMU (che in sé andrebbe semplicemente a sostituire l’Irpef sugli immobili, l’imposta di registro sulle transazioni immobiliari e la tassa ipotecaria catastale dovuta sui mutui) bensì “idea” stessa di una nuova tassa.</p>
 <p>Il premier, che come primo atto del suo governo ha abolito l’ICI, l’unica vera imposta in mano ai Comuni, non vorrebbe passare per colui che introduce una nuova tassa, seppur in sostituzione di tre imposte che verrebbero cancellate.</p>
<p>Gli italiani non capirebbero. O forse capirebbero troppo bene. Per un governo che sostiene di non voler aumentare le tasse, introdurne una nuova sarebbe un colpo troppo forte da assorbire, soprattutto in un periodo in cui la popolarità degli uomini al potere sembra in forte calo a causa di molteplici fattori (dalla corruzione alle spallate di Fini).</p>
<p>I Comuni e le Regioni sono in forti difficoltà economiche e nuova liquidità di sicuro non guasterebbe a garantire servizi migliori e di conseguenza meno costi sui cittadini. La stessa idea di federalismo è basata sul potere impositivo degli organi decentrati con una tecnica facile: io incasso, io spendo per la collettività da cui ho incassato.</p>
<p>Ma l’IMU risolverebbe il problema? Probabilmente no, per com’è pensata, poiché gli introiti potrebbero essere molto diversi da Ente ad Ente visto  che soprattutto i redditi catastali sono molto diversificati da logo a luogo. Un ipotesi di soluzione sembrerebbe quella di un fondo perequativo che poi provvederebbe a ripartire gli introiti tra i vari enti. In sintesi, un nuovo carrozzone centralizzato che seppur temporaneo cozzerebbe con l’idea stessa di federalismo.</p>
<p>In ogni caso, pare che l’IMU non nascerà… gli italiani rischierebbero di accorgersi che le tasse aumentano per davvero, poco importa che i mirabolanti tagli della manovra finanziaria non solo non contribuiscono a migliorare i conti degli Enti (in alcuni casi li peggiorano sensibilmente) ma di fatto causeranno aumenti dei costi per i servizi alla collettività. Non possiamo chiamarle tasse, è vero, ma i soldi dal portafoglio usciranno ugualmente, forse più di prima.</p>
<p>L’ISU? No grazie, il federalismo è un’altra cosa.</p>
<p>Foto: flickr | <a href="http://www.flickr.com/photos/alancleaver/4105756012/in/photostream/">alancleaver</a></p>
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    <title type="html">Caos PDL: finiani contro tutti. Il caso Verdini - Carboni: una nuova P2?</title>
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    <author>
      <name>Bruno Marino</name>
    </author>
    <published>2010-07-12T11:43:07+00:00</published>
    <updated>2010-07-12T11:43:07+00:00</updated>
    <dc:subject>impresentabili</dc:subject><dc:subject>di-qualcosa-di-destra</dc:subject><dc:subject>popolo-delle-liberta-pdl</dc:subject><dc:subject>partito-democratico-pd</dc:subject><dc:subject>unione-democratici-cristiani-udc</dc:subject><dc:subject>lega-nord</dc:subject><dc:subject>berlusconi</dc:subject><dc:subject>governo</dc:subject><dc:subject>lega</dc:subject><dc:subject>magistrati</dc:subject><dc:subject>parlamento</dc:subject><dc:subject>pd</dc:subject><dc:subject>pdl</dc:subject><dc:subject>questione morale</dc:subject><dc:subject>udc</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il recente arresto di Flavio Carboni, faccendiere già coinvolto, anni fa, nel caso Calvi, ha riaperto lo scontro nel PDL. I finiani, quasi inutile dirlo, fanno la parte del leone nel colpire duramente[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/8120/caos-pdl-finiani-contro-tutti-il-caso-verdini-carboni-una-nuova-p2"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/2552728393_90010678e4_b.jpeg" class="post" border="0" width="586" height="440" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Il recente arresto di Flavio Carboni, faccendiere già coinvolto, anni fa, nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Calvi">caso Calvi</a>, ha riaperto lo scontro nel PDL. I finiani, quasi inutile dirlo, fanno la parte del leone nel colpire duramente il governo. Intanto, per chi si fosse perso le puntate precedenti, ecco <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/10/la-nuova-p2-e-i-summitcon-gli-uomini-di-b/38232/">qui</a> e <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/verdini-e-la-cricca-delleolico/38143/">qui</a> un breve riassunto della vicenda. </p>
<p>I soliti elementi: logge massoniche, incontri tra magistrati e politici, dossier falsi su importanti politici, ombre sulla costruzione di centrali eoliche. E il PDL continua ad implodere, con Bocchino <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/11/news/scandalo-eolico_anm-5517743/?ref=HRER1-1">che chiede</a> l&#8217;intervento di Berlusconi:</p>
<p><em>&#8220;Il Berlusconi &#8216;ghe pensi mi&#8217; come ha risolto il caso Brancher così deve risolvere il caso Verdini&#8221;</em></p>
 <p>Intanto, Fabio Granata, deputato del Pdl e finiano, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/11/pdl-tra-bella-politica-e-romanzo-criminale/38858/">ha scritto</a>, sul blog che tiene sul sito del Fatto Quotidiano:</p>
<p><em>&#8220;Gli arresti di Flavio Carboni e compagnia bella sembrano confermare con un ulteriore gravissimo tassello l’esistenza di una ciclopica questione morale che attraversa la politica italiana e il partito nel quale abbiamo fatto confluire la storia antica, nobile e trasparente della destra italiana.</p>
<p>Logge coperte, intrighi, collegamenti mafiosi, personaggi che ritornano dalle pagine buie della Repubblica, ci hanno catapultato in uno scenario, un po’ vintage, da Romanzo Criminale.&#8221;</em></p>
<p>Già questo basterebbe per etichettarlo come pericoloso eversore e cosacco mangiatore di bambini. Ma c&#8217;è dell&#8217;altro.</p>
<p><em>&#8220;Il ministro Bondi è arrivato a sottolineare disappunto e profonda amarezza per “aver lavorato tanto al progetto Pdl per poi ritrovarsi nello stesso partito di Fabio Granata”.</p>
<p>A Bondi, come a Stefania Prestigiacomo a Fabrizio Cicchitto come a Frattini (per non parlare dei vecchi amici – si fa per dire – di AN) non ho mai sentito profferire verbo o manifestare imbarazzo alcuno verso chi sembra essere diventato protagonista stabile (almeno fin quando le intercettazioni ci consentiranno di apprenderlo..) in opache dinamiche molto di confine tra politica, affari e criminalità organizzata.&#8221;</em></p>
<p>La resa dei conti sembra avvicinarsi. Con i finiani sempre più in disaccordo col premier (salvo, è giusto ricordarlo, non averlo mai &#8220;tradito&#8221; in occasioni di votazioni importanti in Parlamento), la Lega contraria all&#8217;ingresso dell&#8217;UDC al governo (probabilmente al posto dei finiani), l&#8217;UDC che attende ai confini la caduta dell&#8217;Impero Berlusconiano, per creare il &#8220;governo di salute pubblica&#8221;. E il PD?</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/agenziami/2552728393/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Boris Johnson: più potere alla stampa</title>
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      <name>Bruno Marino</name>
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    <published>2010-06-14T10:14:46+00:00</published>
    <updated>2010-06-14T10:14:46+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/7915/boris-johnson-piu-potere-alla-stampa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/2733394528_dd7691a0a3_b.jpeg" class="post" border="0" width="586" height="391" alt="" /><br clear="all" /><br />
Chi è Boris Johson? Alcuni di voi lo ricorderanno come uno degli autori, insieme a Nicholas Ferrell, della <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2003/09_Settembre/11/berlusconi.shtml">famosa intervista</a> a Berlusconi in cui il nostro premier disse che Mussolini non uccideva nessuno e mandava gli oppositori in vacanza al confino. Un secolo fa, era il 2003.</p>
<p>Oggi Boris Johnson è il <a href="http://www.london.gov.uk/who-runs-london/mayor">sindaco di Londra</a>, e ha scritto, per il periodico conservatore inglese <a href="http://www.spectator.co.uk/">&#8220;The Spectator&#8221;</a> (lo stesso che pubblicò l&#8217;intervista di Berlusconi nel 2003) un articolo dal titolo &#8220;più potere alla stampa&#8221;. Come ci ricorda <a href="http://bigben.corriere.it/2010/06/i_tory_viva_la_stampa_libera.html">Fabio Cavalera</a> dal suo blog, Johnson ha difeso la libertà di stampa e il ruolo dei giornalisti nella società contemporanea. Citiamo Cavalera:</p>
<p><em>&#8220;[&#8230;] i giornalisti saranno pure troppo curiosi, invaderanno pure sfere private, magari (quelli televisivi della Bcc) saranno super pagati con fondi pubblici, ma alla fine il malaffare, la corruzione, la criminalità (ovvero ciò che scoprono e raccontano i quotidiani e i magazine) non sono il risultato di comportamenti illeciti degli stessi giornalisti ma di quei soggetti (anche i politici) che vorrebbero essere al riparo da critiche, inchieste, reportage.&#8221;</em></p>
 <p>E, dulcis in fundo, ecco un estratto dell&#8217;intervista concessa da Colin Firth al progressista <a href="http://www.newstatesman.com/film/2010/06/interview-feel-immigration">&#8220;New Statesman&#8221;</a>:</p>
<p><em>&#8220;<strong>La nostra cultura politica e informativa è sana?</strong></p>
<p>Spero che l&#8217;establishment sia più coraggioso contro la stampa reazionaria. Ma ho trascorso molto tempo in Italia e  ringrazio per quello che abbiamo&#8221;</em></p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/pride-london/2733394528/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Intervista - Polisblog incontra Marco Tarchi, autore de &quot;La rivoluzione impossibile&quot; (seconda parte)</title>
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      <name>Bruno Marino</name>
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    <published>2010-05-25T08:52:03+00:00</published>
    <updated>2010-05-25T08:52:03+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Ecco la seconda parte dell&amp;#8217;intervista a Marco Tarchi. La prima parte è qui.
Che ne pensa di quella che ormai appare come un retromarcia dei finiani: cioè passare da gruppi autonomi a[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/7751/intervista-polisblog-incontra-marco-tarchi-autore-de-la-rivoluzione-impossibile-seconda-parte"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/84967168_f626594151_b.jpeg" class="post" border="0" width="586" height="440" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p><em>Ecco la seconda parte dell&#8217;intervista a Marco Tarchi. La prima parte è <a href="http://www.polisblog.it/post/7744/intervista-polisblog-incontra-marco-tarchi-autore-de-la-rivoluzione-impossibile-prima-parte">qui</a></em>.</p>
<p><strong>Che ne pensa di quella che ormai appare come un retromarcia dei finiani: cioè passare da gruppi autonomi a &#8220;corrente&#8221; dentro il PDL? E&#8217; un&#8217;idea ormai &#8220;superata&#8221;, da vecchio partito (in fondo, anche Veltroni era contro le correnti), oppure ha ancora un senso?</strong></p>
<p><em>È una necessità tattica: fuori dal Pdl, i finiani rischierebbero, in caso di elezioni anticipate, di diventare una forza di scarso peso, una sorta di replica dell’Udc. Dall’interno, invece, possono puntare a un’azione di costante logoramento della classe dirigente e nel contempo dialogare con l’opposizione.<br />
Se di una corrente si tratta, va detto, è una corrente anomala, diversa da tutte quelle degli altri partiti.</em></p>
 <p><strong>Su quali basi ideali e culturali si fonderà - o si fonda -, secondo lei, il progetto di destra del gruppo di Perina, Lanna, Filippo Rossi? Crede che assomigli, almeno per alcune cose, alle idee della Nuova Destra?</strong></p>
<p><em>Assolutamente no. La Nuova Destra criticava a fondo il modello di civiltà occidentale, le strategie egemoniche degli Stati Uniti d’America, l’atlantismo, il consumismo, il liberismo economico, la filosofia dello sviluppo industrialista, il nazionalismo statocentrico.<br />
Le pare che ci sia anche solo uno di questi temi nella “destra nuova” di Fini? A me sembra di no. Vedo invece uno zibaldone onnivoro, che assembla temi “politicamente corretti” per dare un’impressione di modernità, ragionevolezza, moderazione, senso delle istituzioni. Dietro questi effetti speciali volti a impressionare, non scorgo alcun progetto originale e/o coerente.</em></p>
<p><strong>Come spiega la crisi di legittimità che colpisce praticamente tutti, partiti e istituzioni (salvo rare eccezioni, come il Quirinale o, con percentuali più basse, le forze dell&#8217;ordine e la magistratura)? Dobbiamo aspettarci una crisi della Seconda Repubblica?</strong></p>
<p><em>La cosiddetta Seconda Repubblica è nata da una straordinaria crisi di credibilità e legittimità della classe politica e non è riuscita ad affrancarsene a causa della tendenza di quest’ultima all’autoreferenzialità, che spesso sfocia nell’arroganza. A ciò si deve la forte crescita di umori antipolitici e populisti nella società italiana.<br />
Ma l’odierno spirito del tempo non lascia spazio ad alternative alla democrazia liberale; di modelli alternativi credibili non se ne vedono all’orizzonte. Quindi, la crisi si svilupperà per linee interne al sistema esistente. Con quali esiti, è difficile prevedere.</em></p>
<p><strong>Crede che in Italia sia possibile un ritorno al passato? Un nuovo regime, di tipo mediatico?</strong></p>
<p><em>Se intende un regime autoritario, no. Un’accentuazione di caratteristiche paternaliste e leaderiste e un’ulteriore crescita del grado di personalizzazione della politica sono possibili, ma non credo che sfoceranno in una restrizione delle libertà formali. Oggi, chi punta a rafforzare il proprio potere attraverso l’omologazione culturale cerca di ottenere un’adesione diffusa utilizzando la seduzione, non la repressione.</em></p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/seaan/84967168/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Intervista - Polisblog incontra Marco Tarchi, autore de &quot;La rivoluzione impossibile&quot; (prima parte)</title>
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      <name>Bruno Marino</name>
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    <published>2010-05-24T10:30:56+00:00</published>
    <updated>2010-05-24T10:30:56+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Marco Tarchi insegna Scienza Politica e Analisi e Teoria Politica all&amp;#8217;Università di Firenze. Il suo ultimo libro è &amp;#8220;La rivoluzione impossibile - dai Campi Hobbit alla Nuova[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/7744/intervista-polisblog-incontra-marco-tarchi-autore-de-la-rivoluzione-impossibile-prima-parte"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/3592862969_55fbf11bb1_o.jpeg" class="post" border="0" width="586" height="440" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Marco Tarchi insegna Scienza Politica e Analisi e Teoria Politica all&#8217;<a href="http://www.unifi.it/dispo/CMpro-v-p-62.html">Università di Firenze</a>. Il suo <a href="http://www.vallecchi.it/sho_main.aspx?t=5&#038;az=390166&#038;codice=VLCA-IS009">ultimo libro</a> è &#8220;La rivoluzione impossibile - dai Campi Hobbit alla Nuova Destra&#8221;, edito da Vallecchi. Esperto di populismi e crisi delle democrazie, ha anche fatto parte, fino ai primissimi Anni &#8216;80, del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del MSI. Con lui abbiamo ragionato di vecchie e nuove destre, della crisi dentro il PDL, della crisi della Seconda Repubblica.</p>
<p><strong>Professor Tarchi, qual era la rivoluzione impossibile?</strong></p>
<p><em>Quella che un certo numero di militanti e dirigenti dell’organizzazione giovanile del Msi cercarono di costruire negli anni Settanta: un tentativo di modifica radicale dell’ambiente politico nel quale si erano trovati ad operare. Un tentativo che ne comportava – nei loro intendimenti – un profondo svecchiamento, l’abbandono della nostalgia per l’autoritarismo fascista, il confronto aperto con la modernità e i suoi problemi, l’apertura di un dialogo franco con gli avversari, con i quali si sentiva di avere, oltre ad un certo numero di divergenze ideali, un buon numero di affinità psicologiche e di preoccupazioni comuni.</em></p>
<p><strong>Se un ragazzo di vent&#8217;anni le chiedesse cosa fossero i Campi Hobbit, cosa risponderebbe?</strong></p>
<p><em>Un tentativo di uscire dal grigiore della routine neofascista, di cimentarsi su nuovi terreni culturali – la musica rock, il teatro, l’ecologia - e di attivare uno spirito comunitario.</em></p>
 <p><strong>L&#8217;introduzione al suo ultimo libro sembra contrassegnata da un sentimento dominante, cioè la sensazione che con i Campi Hobbit si sia persa un&#8217;occasione per creare &#8220;un&#8217;altra destra&#8221;. Il programma della Nuova Destra, di cui faceva parte, era molto rivoluzionario per l&#8217;epoca (l&#8217;ecologismo ad esempio). Se le cose fossero andate diversamente forse la &#8220;svolta di Fiuggi&#8221;, con tempi, modi e contenuti diversi, si sarebbe potuta fare prima. Che ne pensa?</strong></p>
<p><em>Diffido degli anacronismi, che non servono a comprendere le dinamiche politiche. Se nel Msi fosse stato possibile condurre al successo le idee di cui i Campi Hobbit furono uno dei luoghi di elaborazione e la Nuova Destra il principale veicolo, quel partito sarebbe stato modificato da capo a piedi, e di una Fiuggi non ci sarebbe stato bisogno, perché l’evoluzione avrebbe reso inutile l’abiura. Ma non è successo: non ce ne erano le condizioni.</em></p>
<p><strong>Se dovesse descrivermi tre idee &#8220;rivoluzionarie&#8221; della Nuova Destra, quali sarebbero?</strong></p>
<p><em>In primo luogo, il passaggio dall’antimodernità all’apertura e al confronto critico con la modernità. Poi, il rifiuto della dicotomia sinistra/destra e la ricerca di nuove sintesi ad essa trasversali. Infine, la denuncia delle pretese egemoniche del modello di civiltà occidentale e la conseguente rivendicazione del diritto alla specificità dei popoli e delle culture.</em></p>
<p><strong>Una volta ha scritto che alcune cose del Msi, di cui faceva parte, le apparivano stantie e fuori luogo: il nostalgismo, il clima da caserma, l&#8217;ossessione per l&#8217;ordine. Conferma questo giudizio? Vuole spiegare, al di là degli altri retroscena, quando come e perché uscì dal Msi?</strong></p>
<p><em>Lo confermo pienamente. La rottura con i vertici missini fu traumatica. Ne costituì la logica premessa un’opposizione interna che durò per quasi tutti gli anni Settanta. Ormai il dissenso dalle posizioni di Almirante era insanabile, e mi dedicavo molto più alle iniziative culturali e metapolitiche della cosiddetta Nuova Destra che al partito di cui pure ero un dirigente nazionale.<br />
Il pretesto formale per dichiararmi “decaduto dall’iscrizione” fu una pagina satirica – peraltro non scritta da me ma da Stenio Solinas – de <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_voce_della_fogna">La voce della fogna</a>, la rivista “underground” che dirigevo, in cui si mettevano alla berlina vizi e tic dei dirigenti missini.</em></p>
<p><strong>Che idea si è fatto della crisi all&#8217;interno del PDL? </strong></p>
<p><em>Credo che vi prevalgano aspetti personali più che dissensi politici. Da parecchi anni Fini cerca di affrancarsi dal “peso” dei partiti in cui milita; già ai tempi di Alleanza nazionale i segni della sua insofferenza erano vistosi e gli strappi improvvisi erano diventati più la regola che l’eccezione.<br />
Fini vuole conquistarsi il ruolo che oggi è di Berlusconi, e per farlo punta sul consenso che può riscuotere nel centrosinistra per farsi legittimare come l’uomo ideale per gestire la situazione di delicata transizione che potrebbe crearsi all’indomani dell’uscita di scena dell’attuale Presidente del Consiglio.</em></p>
<p>(a domani per la <a href="http://www.polisblog.it/post/7751/intervista-polisblog-incontra-marco-tarchi-autore-de-la-rivoluzione-impossibile-seconda-parte">seconda parte</a> dell&#8217;intervista)</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/giuseppesavo/3592862969/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Fini e la commissione sul federalismo, serve davvero?</title>
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    <author>
      <name>G.L. Barone</name>
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    <published>2010-04-27T13:15:43+00:00</published>
    <updated>2010-04-27T13:15:43+00:00</updated>
    <dc:subject>di-qualcosa-di-destra</dc:subject><dc:subject>gianfranco-fini</dc:subject><dc:subject>alle-5-della-sera</dc:subject><dc:subject>popolo-delle-liberta-pdl</dc:subject><dc:subject>commissione federalismo</dc:subject><dc:subject>commissione fini federalismo</dc:subject><dc:subject>federalismo</dc:subject><dc:subject>federalismo fiscale</dc:subject><dc:subject>lega e federalismo</dc:subject><dc:subject>lega nord</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Che Fini non fosse un estimatore del federalismo lo si era capito da tempo. Da lì, la proposta di una commissione interna al Pdl (definita un’ottima idea da Berlusconi) che fosse in grado di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/7535/fini-e-la-commissione-sul-federalismo-serve-davvero"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/FiniPDL_02.png" class="post" border="0" width="464" height="354" alt="fini Pdl" /><br clear="all" /><br />
Che Fini non fosse un estimatore del federalismo lo si era capito da tempo. Da lì, la proposta di una commissione interna al Pdl (definita un’ottima idea da Berlusconi) che fosse in grado di sottoporre al Governo delle vere proposte “made in pdl”. Il tutto per evitare che il “programma delle riforme” sia dettato solo dalla Lega, magari alle spalle del sud del paese.</p>
<p>Ma questa commissione serve davvero? Davvero c’è il rischio che si approvi il federalismo senza che il Pdl ne sappia nulla? Mi sbaglierò, ma non credo che le cose stiano davvero così. Sembra quasi, invece, che si miri solo prendere altro tempo: “Discutere, discutere e discutere per non arrivare a nulla”. Un po’ la rivisitazione moderna dell’italico/gattopardiano “cambiare tutto per non cambiare nulla”.</p>
<p>Per avere la conferma del fatto che le proposte non verranno approvate “a scatola chiusa” e che ci sarà, invece e comunque, il giusto dibattito su tutte, dovrebbe bastare esaminare il programma di avvicinamento alla riforma federalista e dei cosiddetti “decreti attuativi”. Ad occhio, non sembra proprio che la Lega stia facendo tutto in segreto ed alle spalle del Pdl e del “partito del Sud”. Anzi.</p>
 <p>Esistono infatti varie commissioni e comitati che riferiscono direttamente o indirettamente ai membri del parlamento: tra queste spiccano il comitato dei rappresentanti delle autonomie territoriali e  la commissione per l&#8217;attuazione del federalismo, composta da 30 esponenti tra deputati e senatori e presieduta proprio da un onorevole del sul: Enrico La Loggia (nato ad Agrigento). </p>
<p>C’è poi la commissione tecnica paritetica per l&#8217;Attuazione del federalismo fiscale, composta da 15 rappresentanti tecnici dello stato e 15 rappresentanti degli enti territoriali oltre alla commissione parlamentare di Vigilanza sull&#8217;anagrafe tributaria composta da membri nominati dallo stesso Fini e da Schifani.</p>
<p>Accanto a tutte queste esiste poi la conferenza permanente per il Coordinamento della finanza pubblica con il compito di verificare costi e necessità dei vari enti istituzionali.</p>
<p>Stando così le cose, non si può certo dire che vi sia la necessità di una ulteriore commissione, come chiesto da Fini, anche perché i decreti attuativi, prima di venire discussi, passeranno per le singole commissioni competenti in entrambi i rami del parlamento.</p>
<p>E allora? Quale è lo scopo della proposta di Fini e dei “dissidenti silenziosi” che “sarebbero molto più numerosi di quanto i numeri dicano”?</p>
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