
A sinistra ci sono segnali di una guerra sotterranea che vede in atto riposizionamenti e movimenti più o meno espliciti per intercettare la pancia degli elettori potenziali di centrosinistra. L’ascesa di Vendola pur risultando sicuramente più appetibile ai votanti di sinistra (quella più radicale) rispetto a Bersani non ha mai convinto pienamente l’ala giustizialista e quella grillina.
Proprio il comico ultimamente sul suo blog lancia frecciate e attacchi a Vendola. In un articolo se la prende con alcune decisioni del Governatore della Puglia accusandolo di aver accantonato le soluzioni semplici e più rivoluzionarie per dei compromessi difficili da digerire.
In particolare si è scagliato contro l’accordo, finanziato dalla Regione, con il berlusconiano Don Verzè per un ospedale privato a Taranto, contro l’atteggiamento di Vendola (”ha dato solo la colpa agli altri”) in merito alla sua giunta colpita pesantemente dalle indagini sulla sanità, contro il rapporto privilegiato con la Marcegaglia per la costruzione di termovalorizzatori.
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La lettera di Veltroni a Repubblica, l’orrida campagna di comunicazione del PD (Bersani in maniche di camicia, per intenderci), l’ancor più orrido manifesto del PD di Roma (lo vedete dopo il salto), tutto sembra farci pensare che la sinistra italiana viva una gravissima crisi.
Una delle accuse principali è la mancanza di una strategia comunicativa chiara, di un messaggio semplice ed efficace da inviare a militanti, sostenitori ed elettori indecisi. Non che questa sia una novità, è dal 1994 che, dal punto di vista della propaganda politica, Berlusconi surclassa la sinistra. Le uniche eccezioni, forse, corrispondono alla “discesa in campo” di Romano Prodi, modello politico ed umano antitetico a quello rappresentato dal Cavaliere.

L’ipotesi del Governo tecnico, come mi è già capitato di rilevare, è ancora piuttosto improbabile, anche se - contrariamente a quanto sostenuto da autorevoli esponenti della maggioranza e dallo stesso Presidente del Consiglio - il ritorno immediato alle consultazioni elettorali, in caso di crisi di governo, sarebbe impedito dalle vigenti convenzioni costituzionali.
In questi ultimi giorni, tuttavia, sono accaduti degli eventi che hanno parzialmente modificato il già molto complesso ed instabile quadro politico: così, ad esempio, la radicalizzazione estrema del conflitto tra (una parte) dei finiani e il Pdl (i durissimi attacchi di Filippo Rossi su Farefuturo sono, in questo senso, emblematici) e di quello tra Bossi e Casini.
L’intervento di Bocchino parrebbe alludere, piuttosto, alla concretezza dell’ipotesi di un terzo polo, che potrebbe, per così dire, “sparigliare le carte”. In ogni caso, è certo che lo scenario più catastrofico per il Cavaliere sarebbe davvero quello di un Governo tecnico che approvasse una nuova legge elettorale e che - perché no? - introducesse anche qualche piccola regola volta a limitare i danni del conflitto di interessi.
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Il manifesto qui a lato, ad opera della sezione del Pd delle Marche, sta creando scalpore ma anche indignazione. Il Partito in regione accusa il Governo di aver portato più disoccupazione, meno sicurezza per i cittadini e troppi immigrati. Proprio quest’ultimo riferimento ha fatto storcere il naso a molti commentatori e anche politici del Pd. Il punto è: il Pd che ha accusato nei mesi il Governo di una politica troppo intransigente e pesante nei confronti dell’immigrazione (con il crollo, per esempio, degli sbarchi sulle coste) ora si lamenta che ci sono troppi immigrati per le strade italiane?
E’ Giuseppe Civati, giovane esponente del Pd, a lamentarsi per primo di questo manifesto sul suo noto blog (segnalando anche un video che spiega i motivi di questa propaganda marchigiana) chiedendo l’immediato ritiro del manifesto e di controllare i dati, perché non è affatto vero che gli immigrati siano raddoppiati.
E in rete subito è scattata indignazione con numerosi blog molto seguiti pronti a criticare questa virata in salsa leghista come ha fatto il giornalista dell’Espresso, Gilioli, sul suo Piovono Rane in maniera molto dura “il Pd delle Marche spende i suoi soldi per lamentare la crescita dell’immigrazione e chiedendosi dove sono finite le ronde. La nobile campagna è firmata dal senatore Palmiro Ucchielli, ex Pci, segretario regionale del partito: e ho una leggera nausea all’idea che questo, in teoria, dovrebbe rappresentare anche me”.
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La Puglia, una delle poche regioni ad aver dato buone notizie alle ultime elezioni dove si è riconfermato alla guida Nichi Vendola, sale ancora alla ribalta come laboratorio politico e sociale e fa dei passi avanti notevoli rispetto al Nord conservatore e roccaforte della Lega.
Da oggi infatti, grazie a una delibera della giunta firmata nel febbraio scorso dall’assessore alla salute Tommaso Fiore, la regione Puglia attraverso il servizio sanitario regionale coprirà per intero le spese di quei malati terminali che abbiano deciso di fare uso di cannabinoidi.
Immagine|Flickr
Siamo persone libere, autonome dai partiti, decise a rilanciare il rinnovamento culturale e politico in questo Paese. Rinnovamento gioioso, pacifico e determinato che nasce con il No B Day… Noi crediamo che l’approvazione della norma sul legittimo impedimento eleverebbe di fatto un cittadino italiano al di sopra degli altri, e dei principi di legalità: violazione palese della nostra Carta Costituzionale. Non è più tempo di indugiare: è ora che tutti ci mettano la faccia. Per questo invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione, della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad aderire e partecipare alla nostra nuova iniziativa.
È questo l’invito lanciato dal Popolo Viola e rivolto a coloro che vogliono tornare in Piazza per manifestare contro le leggi ad personam e contro il particolare approccio riformatore che il Popolo della libertà, col suo leader in testa, continua a dimostrare nei confronti del sistema della giustizia in Italia.
La legge è uguale per tutti sarà il titolo della manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento, a sostegno degli organi di garanzia costituzionale e della libera informazione che si svolgerà il 27 febbraio 2010 a Piazza del Popolo a Roma, dalle ore 14.30. Non è ancora chiaro chi salirà sul palco per arringare la folla. Vi terremo aggiornati….

Thefrontpage è un sito interessante. Curato da Claudio Velardi e Fabrizio Rondolino (entrambi ex collaboratori di Massimo D’Alema), nei giorni scorsi si è distinto per la difesa ad oltranza della politica dalemiana in Puglia. Cioè della decisione di sostenere alle primarie Francesco Boccia.
Decisione a dir poco funesta. Infatti Vendola ha vinto con largo margine. Per Boccia è stata una catastrofe. Come ha scritto Marco Travaglio sul Fatto:
“C’è un che di pervicacemente odioso nel comportamento degli elettori pugliesi del Pd. Alle primarie di cinque anni fa D’Alema ordina di votare Boccia e loro votano Vendola al 51%. Ora D’Alema riordina di votare Boccia e loro rivotano Vendola, ma al 75%. Percentuale che a Gallipoli, casa D’Alema, sale all’80 […]”
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Durante il No B Day della scorsa settimana si è avuta la prima apparizione pubblica della Federazione della Sinistra (nuova formazione politica che riunisce Rifondazione Comunista e Comunisti italiani), di cui Christian de Mattia ha già scritto su polisblog. Abbiamo incontrato per voi Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani, con cui abbiamo parlato di crisi, di lavoro, di ambiente e delle possibili alleanze contro Berlusconi.
Diliberto, cosa rappresenta per la sinistra italiana questa nuova Federazione?
Innanzitutto la circostanza che per la prima volta si cerca di unirsi invece che dividersi. Si apre un percorso che può portare anche ad un ulteriore allargamento della federazione stessa. Per ora siamo, e non è poco, Rifondazione Comunista, i Comunisti italiani e due formazioni più piccole: una che fa riferimento alla sinistra della CGIL e l’altra che è Socialismo 2000, guidata da Cesare Salvi. La Federazione è la premessa indispensabile per tornare utili, nel senso che finché saremo frammentati in realtà così piccole non saremo utili. E’ la speranza di poter ricostruire, a sinistra del Partito Democratico, una formazione che conti qualche cosa.
Dopo la grande manifestazione del 5 dicembre, la mobilitazione del popolo viola continua. Prossima tappa, la manifestazione contro la costruzione del Ponte di Messina convocata dal Comitato “No Ponte” per il prossimo 19 dicembre a Villa San Giovanni (Rc). L’annuncio, naturalmente lanciato dal sito internet Noberlusconiday.org, sembra voler dimostrare che l’evento del 5 dicembre, la manifestazione di piazza, non era solo un momento isolato di protesta, ma l’albore di un nuovo movimento che cerca di sopperire alla scarsissima incidenza del Partito democratico e allo smarrimento di una Sinistra che ancora barcolla tra le macerie delle cannonate elettorali subite.
Un impegno confermato anche dalla proposta di stesura di un Manifesto del Popolo Viola (certo, il titolo sembra un mix tra un film sulle droghe sintetiche degli anni ‘70 e una pubblicità degli alieni) incentrato sulla possibilità per ogni cittadino di avere un Paese migliore: uno Stato di diritto ed una società delle libertà e dei diritti, come indica la nostra Costituzione.
Vogliamo un Paese che contribuisca ad un ordinamento internazionale pacifico e giusto sul terreno della democrazia, del progresso sociale e di una nuova etica politica. I valori da porre al centro sono la dignità delle persone, il rispetto dell’ambiente, il riconoscimento del lavoro, la legalità, il senso critico dei saperi, della conoscenza, dell’informazione e della Rete: per un Paese moderno, vivo, dinamico, finalmente libero dal modello regressivo del berlusconismo. Finalmente qualcosa di sinistra…

Dopo un modesto ma comunque rispettabile 3.1% alle elezioni europee il listone elettorale Sinistra&Libertà sembra già al capolinea. O meglio continua a perdere pezzi tra accuse incrociate e dispetti infantili. Dopo l’uscita dalla lista di metà dei Verdi (quelli legati al nuovo presidente Bonelli e a Boato) ora sembra toccare ai Socialisti di Nencini.
L’ultimo scontro ha portato addirittura all’oscuramento del sito internet del partito. A causa di un documento, votato dal coordinamento nazionale ma non accettato dai Socialisti si è aperta una crisi forte nella lista. Il motivo principale dei dissapori risiede nelle alleanze sul territorio e nella visione non condivisa del progetto politico. Spuntano persino accordi segreti (in questo caso tra il Pd e i Socialisti in Toscana) che non sarebbero stati apprezzati e che hanno portato Riccardo Nencini a una replica stizzita
Già nell’anno scorso arrivarono offerte del genere e furono da me cortesemente declinate. Altrettanto è avvenuto quest’anno e la notizia resta destituita di ogni fondamento. Sono indignato che ci sia chi mette in giro queste voci perché queste notizie vengono evidentemente diffuse da chi ha intenzione di far saltare del tutto il progetto di Sinistra e Libertà, facendola diventare un appendice di Rifondazione comunista e se così fosse, tanti auguri
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