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  <title>Polisblog.it</title>
  <link>http://www.polisblog.it</link>
  <description>Politica italiana e estera: notizie di politica on line</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 01:29:48 GMT</pubDate>
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  <copyright>2007-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>Il Napolitano preoccupato di Repubblica</title>
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    <pubDate>Wed, 09 May 2012 12:25:25 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alberto Puliafito</dc:creator>
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    <category>di-qualcosa-di-sinistra</category><category>interni</category><category>giorgio-napolitano</category><category>giorgio napolitano preoccupato</category><category>giorgio napolitano repubblica</category><category>risultati amministrative 2012</category>
    <description>A volte, Repubblica regala delle perle di riflessione. E&amp;#8217; il caso del pezzo su Giorgio Napolitano in cui, come spesso accade, vengono riportati fra virgolette pensieri o confidenze del[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/napolitanopreoccupato.jpg" class="post" border="0" width="586" alt="Giorgio Napolitano preoccupato" /><br clear="all" /> </p>
<p>A volte, Repubblica regala delle perle di riflessione. E&#8217; il caso del pezzo su <a href="http://www.polisblog.it/categoria/giorgio-napolitano">Giorgio Napolitano</a> in cui, come spesso accade, vengono riportati fra virgolette pensieri o confidenze del Presidente della Repubblica ai suoi. Sono sempre pezzi molto divertenti, perché ti fanno chiedere, da lettore ingenuo, come faccia Repubblica a sapere cosa pensi Napolitano e chi siano i confidenti del Presidente mai nominati. Viene da immaginarsi un ambiente un po&#8217; ovattato, sguardi e messaggi in codice scambiati in segretezza, frasi a metà, gesti d&#8217;intesa come quando si gioca a scopone in quattro. Cose così.</p>
<p>Tant&#8217;è, <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/05/09/news/voto_rischio_frantumazione-34743639/?ref=HRV-1">Repubblica propone ancora una volta un Giorgio Napolitano preoccupato</a> (quando mai non lo sia stato, a distanza di una settimana fra una preoccupazione e l&#8217;altra, al momento mi sfugge). Questa volta, dopo aver &#8220;negato&#8221; il boom del <strong>Movimento Cinque Stelle</strong> di <strong>Beppe Grillo</strong> (boom che in effetti c&#8217;è stato e che bisognerebbe analizzare, invece di negarlo), il Presidente della Repubblica sarebbe preoccupato per la crisi di fiducia nei grandi partiti. E la sua battuta sul comico-politico-movimentista sarebbe stata (Repubblica lo sa) solamente l&#8217;apice di un ragionamento che sta sottotraccia e che il quotidiano traduce così:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;il punto della questione non è lui&#8221;, ha spiegato ai suoi Napolitano, quanto il &#8220;mucchio selvaggio&#8221; mai visto di liste e candidature.</em></p></blockquote>
<p>Insomma, secondo il quotidiano di De Benedetti, quel che non andrebbe giù al Capo dello Stato è la parcellizzazione del voto, che si defila dai grandi partiti per andar altrove. Non è chiaro cosa dovrebbe succedere, però, perché Napolitano non fosse preoccupato (e Repubblica non lo dice). Voglio dire: il punto qual è? Che i cittadini dovrebbero tutti votare i grandi partiti, se no non c&#8217;è la <em>governabilità</em>? Spero per Napolitano che non sia questo - anche se temo di sì - il sottotesto alla base del ragionamento. Perché se fosse questo, ahimé, alla sua preoccupazione non ci sarà rimedio. A meno che non ci si voglia inventare qualcos&#8217;altro per convincere gli elettori che non devono esprimere liberamente il loro voto, ma devono indirizzarlo verso i grandi partiti; o per convincere le persone a non costituirsi in liste o partiti perché così facendo mettono a repentaglio non si sa bene cosa.</p>
<p>Il che, me lo consentano Napolitano e la Repubblica, preoccuperebbe molto me. E credo anche parecchi altri cittadini pensanti.</p>
<p>Foto | © TM News</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/14589/il-napolitano-preoccupato-di-repubblica">Il Napolitano preoccupato di Repubblica</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 14:25 di mercoledì 09 maggio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Dal Soggetto Politico Nuovo nasce Alba. Ma la partecipazione è lontana</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/14493/dal-soggetto-politico-nuovo-nasce-alba-ma-la-partecipazione-e-lontana</link>
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    <pubDate>Sun, 29 Apr 2012 10:47:12 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alberto Puliafito</dc:creator>
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    <category>di-qualcosa-di-sinistra</category><category>interni</category><category>alba soggetto politico nuovo</category><category>in evidenza</category><category>soggetto politico nuovo</category>
    <description>E&amp;#8217; Alba il nome votato nel corso dell&amp;#8217;assemblea del Soggetto Politico Nuovo. Un nome poco &amp;#8220;nuovo&amp;#8221;, un acronimo che sta per Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/SoggettoPoliticoNuovo.jpg" class="post" border="0" width="586" height="323" alt="Soggetto Politico Nuovo" /><br clear="all" /></p>
<p>E&#8217; <strong>Alba</strong> il nome votato nel corso dell&#8217;assemblea del <a href="http://www.polisblog.it/post/14485/soggetto-politico-nuovo-firenze28aprile">Soggetto Politico Nuovo</a>. Un nome poco &#8220;nuovo&#8221;, un acronimo che sta per <strong>Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente</strong> (solo alcuni dei temi centrali del Soggetto Politico Nuovo, tuttavia).</p>
<p>L&#8217;assemblea di ieri a Firenze non ha portato grandi novità, di fatto, eccezion fatta per il nome, appunto. A posteriori, dopo aver assistito ai lavori, la sensazione è quella di un&#8217;occasione persa (l&#8217;ennesima, probabilmente). Partiti e movimenti presenti hanno fatto la loro passerella e hanno rivendicato - tanto per cambiare - la propria autonomia (come se poi qualcuno si sognasse di negare l&#8217;autonomia di altri, per carità). Le personalità più avvezze all&#8217;orazione hanno parlato dei loro contenuti e riscosso successo.</p>
<p>Ma i grandi assenti erano i cittadini. Intendiamoci: cittadini c&#8217;erano eccome. In platea, ad ascoltare. Mentre dovrebbero essere protagonisti, parlare (lontani dalla dinamica dell&#8217;oratore dietro al microfono), partecipare ai lavori in maniera concreta. E, per farlo, occorre che siano facilitati con metodi partecipativi. Non è un caso, d&#8217;altro canto, che le agenzie e i mezzi di comunicazione che hanno dato la notizia si siano focalizzati sulla presenza dei &#8220;professori&#8221; e degli ex girotondini, e sui &#8220;big&#8221;.</p>
<p>Se la strada per una democrazia partecipata è quella che si è intravista ieri a Firenze, be&#8217;, c&#8217;è ancora molto da fare. Certo, il Soggetto Politico Nuovo è solo all&#8217;inizio. O meglio, all&#8217;Alba. C&#8217;è da augurarsi, se non altro per tutti coloro che credono nella necessità di un superamento della politica rappresentativa così come  si manifesta oggi in Italia, che la strada non sia già un viale del tramonto. </p>
<p>Anche perché, i quattro punti programmatici del manifesto sono molto interessanti e rappresentano una sintesi che dovrebbe essere veicolata per prima.</p>


<p>Eccoli, a beneficio di chi non li avesse letti:</p>
<blockquote><p><em>1) Si rompe con il modello novecentesco del partito, introducendo nuove regole e pratiche: trasparenza non segretezza, semplicità non burocrazia, potere distribuito non accentrato, servizio non carrierismo, eguaglianza di genere non enclave maschili, direzione e coordinamento collettivo e a rotazione, non di singoli individui carismatici.</p>
<p>2) Si rompe con questo modello neo liberista europeo che vuole privatizzare a tutti i costi, che non ha alcuna cultura dell’eguaglianza, che minaccia a morte lo stato sociale, la dignità e sicurezza del lavoro. Si insiste invece sulla centralità dei beni comuni, la loro inalienabilità, la loro gestione democratica e partecipata.</p>
<p>3) Si rompe con la visione ristretta della politica, tutta concentrata sul parlamento e i partiti. Si lavora invece per un nuovo spazio pubblico allargato, dove la democrazia rappresentativa e quella partecipata lavorano insieme, dove la società civile e i bisogni dei cittadini sono accolti e rispettati.</p>
<p>4)Si riconosce l’importanza della sfera dei comportamenti e delle passioni, rompendo con le pratiche mai esplicitate ma sempre perseguite dal ceto politico attuale: la furbizia, la rivalità, la voglia di sopraffare, il mirare all’interesse personale. Al loro posto mettiamo l’inclusività, l’empatia, la mitezza coniugata con la fermezza.</em></p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/14493/dal-soggetto-politico-nuovo-nasce-alba-ma-la-partecipazione-e-lontana">Dal Soggetto Politico Nuovo nasce Alba. Ma la partecipazione è lontana</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 12:47 di domenica 29 aprile 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Il 25 aprile &quot;di tutti&quot;? Per l&#039;ideologia di Mario Monti, oggi come la Liberazione</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/14445/25-aprile-napolitano-monti</link>
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    <pubDate>Wed, 25 Apr 2012 12:08:09 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alberto Puliafito</dc:creator>
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    <description>Giorgio Napolitano si affanna a ricordare che il 25 aprile è di tutti. Il Presidente della Repubblica dovrebbe spiegare esattamente cosa intenda con questa retorica: anche di coloro che si sono fatti[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/napolitanomonti25aprile.jpg" class="post" border="0" width="586" alt="Giorgio Napolitano Mario Monti 25 aprile" /><br clear="all" /></p>
<p><strong>Giorgio Napolitano</strong> si affanna a ricordare che il 25 aprile è di tutti. Il Presidente della Repubblica dovrebbe spiegare esattamente cosa intenda con questa retorica: anche di coloro che si sono fatti fotografare con bandiere raffiguranti croci celtiche, per esempio? No, perché, insomma, la liberazione è stata una cosa che ha riguardato una lotta ben precisa, una lotta fatta di ideologie politiche contrapposte, e su questo non possono esserci dubbi. E&#8217; per questo, per esempio, che <strong>Gianni Alemanno</strong> e <strong>Renata Polverini</strong> - quest&#8217;ultima pur invitata dall&#8217;ANPI dopo molte polemiche - non partecipano al corteo di Roma. La cosa, a Napolitano, non piacerà.</p>
<p>Perché il punto è che oggi si debba negare a tutti i costi l&#8217;ideologia - la confusione che è stata creata in merito è tale per cui Casa Pound si appropria di un verso della <em>Locomotiva</em> di Guccini, alla manifestazione dell&#8217;Orgoglio Leghista trovi citata <em>Contessa</em> e via dicendo -, per fingere che quella neoliberista, della Bce, di Mario Monti, non siano ideologie ma semplice bontà politica che porta ad applicare misure tecniche, utilissime, indifferibili, le uniche possibili. </p>
<p>La retorica la prosegue lo stesso presidente del Consiglio, che non esita a paragonare la Liberazione allo sforzo dell&#8217;Italia di oggi:</p>
<blockquote><p><em>«Riusciremo a superare le difficoltà economiche e sociali se tutti, forze politiche, economiche, sociali e produttive, lavoreremo nell&#8217;interesse del paese e del bene comune. [&#8230;] Si tratta di rigenerare un&#8217;esperienza di liberazione, meno drammatica, certo, ma di liberazione da alcuni modi di pensare e vivere a cui ci eravamo abituati e che impedivano al Paese di proiettarsi nel futuro».</em></p></blockquote>
<p>Questa chiamata all&#8217;unità nazionale, oggi come allora, suona talmente stonata, talmente inverosimile, talmente gonfia di una banalità antistorica che non si può immaginare che un uomo intelligente come il premier ci creda davvero. E&#8217; semplicemente uno slogan, funzionale all&#8217;ideologia neoliberista che domina, culturalmente, al punto che non viene neppure riconosciuta come ideologia (anche grazie ad esternazioni come questa).</p>
<p>Ma siamo davvero sicuri che sia quella della Bce, di Draghi, di Monti e delle banche, la via della Liberazione? Oppure la loro è l&#8217;ideologia da cui dovremo liberarci?</p>
<p>Foto | © TM News</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/14445/25-aprile-napolitano-monti">Il 25 aprile "di tutti"? Per l'ideologia di Mario Monti, oggi come la Liberazione</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 14:08 di mercoledì 25 aprile 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Bersani: &quot;cambiare le regole delle primarie&quot;. Paura di perdere ancora?</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/13615/bersani-cambiare-le-regole-delle-primarie-paura-di-perdere-ancora</link>
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    <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 12:40:34 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Bruno Marino</dc:creator>
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    <category>di-qualcosa-di-sinistra</category><category>partito-democratico-pd</category><category>bersani</category><category>partito democratico</category><category>primarie genova</category><category>primarie pd</category><category>vendola</category>
    <description>Parlare del tafazzismo del Pd è un po&amp;#8217; come parlare dell&amp;#8217;ignoranza dei leghisti: scontato e anche noioso. Tuttavia, vale la pena commentare l&amp;#8217;ultima trovata di Pierluigi[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><iframe width="580" height="385" src="http://www.youtube.com/embed/axu6JYlxfEA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Parlare del</strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tafazzi"><strong>tafazzismo</strong></a> <strong>del Pd è un po&#8217; come parlare dell&#8217;ignoranza dei leghisti: scontato e anche noioso. Tuttavia, vale la pena commentare l&#8217;ultima trovata di Pierluigi Bersani</strong> per uscire dalla crisi che investe il partito, colpito duramente dal risultato delle <a href="http://www.polisblog.it/post/13571/genova-marco-doria-sel-vince-le-primarie-del-pd">primarie di Genova</a> (<a href="http://www.polisblog.it/post/13583/primarie-pd-marta-vincenzi-si-sfoga-su-twitter">qui</a> trovate un post sugli indimenticabili tweet del candidato perdente Vincenzi - naturalmente Pd).</p>
<p><strong>Il partito è dilaniato da lotte intestine</strong>: a Genova ha presentato due candidate alle primarie di coalizione, a Palermo - <a href="http://www.polisblog.it/post/13613/primarie-pd-a-palermo-prima-il-voto-poi-la-resa-dei-conti">qui</a> un articolo del nostro Guido sulla vicenda - il clima non è dei migliori, nel Lazio (primarie per eleggere il segretario regionale del Pd) pare che i giochi siano già fatti, ma le lotte di potere proseguono senza sosta (leggete <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/14/le-primarie-del-pd-nel-lazio/">qui</a> per approfondimenti). <strong>E Bersani cosa fa</strong>, a parte dire, come fa nel video qui sopra, che accetta il risultato di Genova? <a href="http://beta.partitodemocratico.it/doc/230837/indispensabile-correggere-le-primarie.htm">Vuole cambiare le regole</a> , cioè, probabilmente vuole cambiare lo statuto del Pd, che prevede  l&#8217;obbligatorietà delle primarie per l&#8217;elezione del segretario del partito e del candidato premier del centrosinistra. Insomma:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Una rifinitura delle primarie è indispensabile. Bisogna cambiare le regole.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Certo, perchè continuare, ostinati, a mantenere in vita <strong>una delle poche cose buone partorite dal centrosinistra</strong> negli ultimi 20 anni? Molto meglio parlare, come ha fatto Fioroni, di &#8220;alleanza federativa con il Terzo Polo&#8221; (con la magnifica risposta di Buttiglione: &#8220;alleanza è possibile, federazione è eccessivo&#8221;). La cosa divertente è che le primarie, nel 2005 e nel 2007, vennero utilizzate da Prodi e Veltroni non come trasparenti metodi di selezione di candidati premier o di segretari di partito. Lo scopo di questo strumento era rafforzare l&#8217;autorevolezza di un candidato premier molto debole (Prodi) e di un segretario di partito un po&#8217; traballante (Veltroni).</p>
<p><strong>Le cose cambiarono con Nichi Vendola</strong>. Con le vittorie del 2005 e del 2010 contro Francesco Boccia, si è dimostrato che, in caso di primarie di coalizione serie e competitive, le cariatidi del Pd rischiavano grosso. E infatti le vittorie di Renzi a Firenze, Pisapia a Milano, Zedda a Cagliari, il colpo di mano di de Magistris a Napoli e infine il successo di Marco Doria a Genova hanno dimostrato che, con questi candidati e dirigenti, il Pd rischia di non vincere mai. Molto meglio, a questo punto, cambiare le regole. Facile, no?</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/13615/bersani-cambiare-le-regole-delle-primarie-paura-di-perdere-ancora">Bersani: "cambiare le regole delle primarie". Paura di perdere ancora?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 14:40 di mercoledì 15 febbraio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Il programma del Governo Monti. Dettato dai mercati e dal direttorio franco-tedesco</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/12345/programma-governo-monti</link>
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    <pubDate>Thu, 10 Nov 2011 12:00:29 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alberto Puliafito</dc:creator>
    <comments>http://www.polisblog.it/post/12345/programma-governo-monti#comments</comments>
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    <description>Per intuire il programma del Governo Monti non c&amp;#8217;è affatto bisogno di aspettare «di vederlo sul serio, questo governo Monti, per farci idee più fondate e articolate» come predica Francesco[...]</description>
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    </p>
<p><iframe width="586" height="328" src="http://www.youtube.com/embed/Qq7omxEXhR8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per intuire il <strong>programma del Governo Monti</strong> non c&#8217;è affatto bisogno di aspettare «di vederlo sul serio, questo governo Monti, per farci idee più fondate e articolate» <a href="http://www.francescocosta.net/2011/11/10/posare-le-armi-e-ricostruire/">come predica Francesco Costa su il Post</a>. E&#8217; sufficiente conoscere la storia di Mario Monti, ascoltare le sue idee, leggere i suoi scritti per indovinarlo.</p>
<p>Europeista convinto, Monti (<a href="http://www.polisblog.it/post/12335/chi-e-mario-monti-aspen-goldman-sachs">chi è? vediamo un profilo alternativo all&#8217;agiografia imperante</a>) porterà a compimento tutte le &#8220;riforme&#8221; che ci sono &#8220;richieste dalla BCE&#8221; e che improvvisamente vengono vendute all&#8217;opinione pubblica, a colpi di slogan, come un &#8220;male necessario&#8221;. Senza che nessuno spieghi veramente che favorire il precariato e i licenziamenti, tagliare lo stato sociale, aprirsi alle liberalizzazioni sfrenate, mettere mano alle pensioni, dichiarare il cantiere della Tav sito militare, non sono davvero misure anticrisi.</p>
<p><strong>Mario Monti</strong> al Governo applicherà i dettami dell&#8217;Unione Europea e diventerà - non eletto, ma per ragioni troppo complesse per essere spiegate in poche righe, figura di convergenza delle &#8220;larghe intese&#8221; - l&#8217;espressione definitiva di un&#8217;Italia che demanda definitivamente ad altri, altri che sono al di fuori delle regole di una democrazia rappresentativa e di una Repubblica Parlamentare, le proprie decisioni politiche ed economiche. Come scrive <a href="http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1742576&#038;codiciTestate=7&#038;titolo=Berlino%20vuole%20Mario%20Monti%20&#038;uuml%3Bber%20alles%20%20Per%20il%20premier%20tedesco%20solo%20Napolitano%20pu&#038;ograve%3B%20garantire%20con%20la%20sua%20affidabilit&#038;agrave%3B%20il%20rispetto%20dell%27impegni%20presi%20da%20Roma%20con%20la%20Ue.%20E%20il%20presidente%20della%20Bocconi%20&#038;egrave%3B%20l%27uomo%20ideale%20per%20Palazzo%20Chigi,%20conferma%20Handelsblatt"><strong>Roberto Sommella</strong> su <strong>Milano Finanza</strong></a></p>
<blockquote><p><em>Merkel, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche a MF-Milano Finanza, avrebbe fatto il punto della situazione sull&#8217;Italia durante questi summit e, forte anche dell&#8217;appoggio di Nicolas Sarkozy, si sarebbe lasciata andare a una previsione che suona tanto di indicazione: se l&#8217;Italia vuole rispettare la tabella di marcia e salvare l&#8217;Eurozona deve far sì che, una volta caduto il governo di Silvio Berlusconi, il capo dello Stato affidi un incarico tecnico-politico al presidente della Bocconi, l&#8217;unico in grado di riportare all&#8217;autorevolezza perduta il Paese.</em></p></blockquote>


<p>La manovra è chiara: Monti è l&#8217;uomo perfetto per Merkel e Sarkozy.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/editoriali/11_agosto_07/monti-podesta_1a5c6670-c0c4-11e0-a989-deff7adce857.shtml">Mercatista, come dice lui stesso</a>, afferma che «dobbiamo ai mercati, con tutti i loro eccessi distorsivi, e soprattutto all&#8217;Europa, con tutte le sue debolezze, se il governo ha finalmente aperto gli occhi e deciso almeno alcune delle misure necessarie». Non esita a dichiarare (si veda in merito il video qui sopra, tratto da L&#8217;Infedele) che la Grecia è la dimostrazione del successo dell&#8217;euro. E non esiterà - non ci vuole la palla di vetro per capirlo, con buona pace di Francesco Costa e dei buonisti dell&#8217;ultim&#8217;ora, che invitano a deporre le armi e a &#8220;ricostruire&#8221;, nella peggiore delle tradizioni neoliberiste, appunto, che vedono nelle situazioni di crisi splendide opportunità per il profitto capitalista - a implementare non solo tutte le misure contenute nel maxiemendamento alla legge di stabilità. Ma anche tutto ciò che metterà il Paese in balia dei mercati.</p>
<p>A Monti i mercati piacciono tanto. E le opposizioni - eccezion fatta per le due forze più tradizionalmente populiste, l&#8217;IdV e la Lega Nord - dimenticano (?) che sono stati proprio i mercati ad averci trascinato nella crisi. La <strong>Goldman Sachs</strong> è una delle responsabili della crisi mondiale. Il capitalismo aggressivo è uno dei responsabili della crisi, così come le agenzie di rating e i grandi speculatori. </p>
<p>Eppure, ora salutiamo il salvatore. Super Mario. L&#8217;eroe. L&#8217;uomo delle larghe intese. L&#8217;uomo per forza «affidabile e credibile» (in base a cosa, non si sa). Il suo programma di Governo? Sarà dettato, nel caso, dai mercati e dal direttorio franco-tedesco. E in nome dell&#8217;<strong>emergenza</strong>, che viene istituzionalizzata, si potranno prendere le decisioni più <em>mercatiste</em> della storia.</p>
<p>E le opposizioni che non reagiranno avranno la grossa responsabilità di consentire, definitivamente, il commissariamento dell&#8217;Italia, che fra poco potrebbe essere governata da un economista neoliberista che non ha eletto nessuno. Fino a quando? Magari fino alla fine della legislatura? E a che prezzo? Non si può nemmeno escludere, visto che Monti, se governerà, adotterà misure &#8220;impopolari&#8221; (e non perché necessarie, ma perché, letteralmente, per nulla convenienti al popolo) al prezzo di ritrovarci un centrodestra berlusconiano di nuovo vittorioso, visto che, a giochi fatti, potranno dire: «vedete, non era colpa nostra». </p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/12345/programma-governo-monti">Il programma del Governo Monti. Dettato dai mercati e dal direttorio franco-tedesco</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 14:00 di giovedì 10 novembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Mario Monti - Da Goldman Sachs ad Aspen Institute passando per la Trilateral</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/12335/chi-e-mario-monti-aspen-goldman-sachs</link>
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    <pubDate>Thu, 10 Nov 2011 08:37:45 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alberto Puliafito</dc:creator>
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    <category>di-qualcosa-di-sinistra</category><category>interni</category><category>chi è mario monti</category><category>governo monti</category><category>mario monti</category>
    <description>Mario Monti Senatore a vita è un passaggio &amp;#8220;istituzionale&amp;#8221; verso il Governo Monti, per indorare la pillola di quello che, a tutti gli effetti, sarà l&amp;#8217;esautoramento della[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/GovernoMarioMonti.jpg" class="post" border="0" width="586" height="332" alt="Chi &Atilde;&uml; Mario Monti?" /><br clear="all" /></p>
<p><strong>Mario Monti</strong> Senatore a vita è un passaggio &#8220;istituzionale&#8221; verso il <a href="http://www.polisblog.it/tag/governo monti">Governo Monti</a>, per indorare la pillola di quello che, a tutti gli effetti, sarà l&#8217;esautoramento della volontà popolare con una nomina dall&#8217;alto e un aborto politico di &#8220;larghe intese&#8221;. La mossa di Giorgio Napolitano, cui plaudono in molti, andrebbe analizzata più attentamente rispetto alle prime reazioni a caldo.</p>
<p>Anestetizzato dalla scomparsa (per ora?) dalla scena politica di <strong>Silvio Berlusconi</strong>, chi esulta forse dovrebbe rileggersi la biografia, la carriera, la vita e le opere di <strong>Mario Monti</strong>. «Alto profilo»? Ma alto profilo <em>de che</em>, verrebbe da chiedersi?</p>
<p>Ci vuole un illuminante <a href="http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2011/11/09/mari-o-monti/">Piergiorgio Odifreddi</a> nel suo spazio su Repubblica.it per ironizzare prima sull&#8217;istituzione del &#8220;Senatore a vita&#8221; (come tante istituzioni, svuotata dal suo significato) e poi dalla nomina di ieri:</p>
<blockquote><p><em> il presidente della Repubblica ha nominato l’economista Mario Monti. L’altissimo merito di quest’ultimo è di essere stato commissario europeo con deleghe economiche, dal 1994 al 1999 per nomina del primo governo Berlusconi, e dal 1999 al 2004 per nomina del primo governo D’Alema. Oltre che di essere stato presidente della famigerata Commissione Trilaterale, una specie di massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger. Ci voleva un ex sedicente comunista dell’area migliorista, per formalizzare attraverso la persona di Monti il ruolo extraparlamentare dell’economia liberista che sta condizionando l’Europa intera attraverso le politiche della Banca Centrale (oggi presieduta da Mario Draghi, ex collega di Monti come consulente della Goldman Sachs), del Fondo Monetario Internazionale e delle borse.</em></p></blockquote>
<p>Come dirlo meglio (a parte il fatto che Odifreddi scrive &#8220;essere stato&#8221;, ma Monti <a href="http://www.trilateral.org/">è ancora nella Commissione Trilaterale</a>)? Be&#8217;, si può aggiungere qualche altro dettaglio. Per esempio, il fatto che Mario Monti faccia parte del <a href="http://www.aspeninstitute.it/istituto/comunita-aspen/comitato-esecutivo">comitato esecutivo Aspen Insititute</a>, un&#8217;inquietante struttura internazionale finanziata, al momento della nascita, dalla Rockefeller Brothers Fund e dalla Fondazione Ford (che fra l&#8217;altro finanziarono il golpe in Cile di Pinochet, sostenuto dalla scuola neoliberista degli economisti di Chicago. Dettagli e coincidenze sicuramente). In Italia, Aspen fa propria la <em>riservatezza</em> e le <em>riunioni a porte chiuse</em>. E&#8217; stata fondata da <strong>Gianni Letta</strong> (che, se Monti diventasse Presidente del Consiglio, rimarrebbe sicuramente sottosegretario) e oggi è presieduta da <strong>Giulio Tremonti</strong> e ha, fra i vicepresidenti, <strong>Enrico Letta</strong>. Sì, certo. Vi diranno che si tratta solamente di un&#8217;associazione per discutere i temi più importanti del nostro paese e dettarne la linea (fu in Aspen e in altre associazioni simili che tornò in auge l&#8217;idea del nucleare, attraverso <strong>Chicco Testa</strong> e compagnia, per dire. Li ha stroncati solo il referendum). Be&#8217;, se vi diranno questo, rispondete loro che c&#8217;è già il Parlamento, per dettare la linea politica ed economica di un Paese. Il parlamento è democraticamente eletto, piaccia o meno. Mario Monti no. Ad Aspen piace tanto questa storia dei &#8220;grandi pensatori&#8221; al Governo. Piace ai Letta. Piace a tutti coloro che raccontano la favola delle &#8220;grandi intese&#8221;. Le &#8220;grandi intese&#8221; sono pericolosissime, perché portano verso il baratro del &#8220;pensiero unico&#8221;.</p>
<p>E se le opposizioni cadranno nel trappolone, lo faranno o per inettitudine o per complicità. Inettitudine in quanto incapaci di una proposta alternativa concreta. Complicità in quanto hanno introiettato nel loro Dna alcune delle più gravi teorie neoliberiste, e si potranno mascherare dietro alla necessità e all&#8217;emergenza - un <em>evergreen</em> - per cavalcare norme che si faranno passare per impopolari ma necessarie. Quando invece sono impopolari e basta.</p>


<p>Rileggetevi il <a href="http://www.polisblog.it/tag/maxiemendamento legge stabilità">maxiemendamento</a>. Non vi troverete nulla a sostegno del cittadino. Nulla in difesa delle classi più disagiate. Proprio nulla. </p>
<p>La mossa di Napolitano è perfettamente in linea con il percorso della sua Presidenza. Getta l&#8217;Italia definitivamente in mano alla speculazione finanziaria, offre alla destra un&#8217;arma per difendersi (già esposta da Brunetta a Matrix ieri sera ed evidente nel titolo de il Giornale qui sopra), offre alla &#8220;sinistra&#8221; una scappatoia per non governare, consente a Berlusconi una (provvisoria?) uscita di scena d&#8217;alto profilo. Insomma: una mossa per tutte le stagioni.</p>
<p>La linea del centrodestra, dicevamo. L&#8217;ha esplicitata Brunetta ieri sera da <strong>Alessio Vinci</strong> (Canale5):</p>
<blockquote><p><em>Oggi abbiamo verificato l’imbroglio. Da mesi si diceva che il problema del paese era Berlusconi. Ieri valutavano il suo abbandono almeno 100 punti sullo spread;  oggi, invece  lo spread è aumentato.</em></p></blockquote>
<p>Sarà questo il nuovo mantra che sentiremo ripetere. Ovviamente si tratta di una semplificazione che afferisce solo parzialmente alla realtà. Come al solito. Potranno cavalcarla facilmente, visto che Monti avrà, nel caso, il suo bel da fare ed è tutto da dimostrare che la ricetta europea possa funzionare a lungo termine. Anzi: mi sento di fare la cassandra e di affermare che, a lungo termine, le future &#8220;riforme&#8221; non avranno altro effetto che impoverire gli italiani. I quali - nessuno lo dice esplicitamente - hanno un grande vantaggio rispetto al resto dell&#8217;Europa in crisi: la proprietà immobiliare e il risparmio personale. Per ora. Finché non si adotteranno le modifiche aggressive che ci renderanno uno dei peggiori paesi neoliberisti sul pianeta.</p>
<p>La destra, inoltre, può cavalcare un altro slogan - che di solito è di sinistra -: il «blitz dei poteri forti», come titola <strong>il Giornale</strong>. Sicuramente più efficace, dal punto di vista della comunicazione, dell&#8217;ironia poco comprensibile del <strong>Manifesto</strong> che in prima propone Super Mario Bros. </p>
<p>Sia ben chiaro: il sottoscritto ritiene - giacché questo è palesemente un pezzo di opinione, pur suffragata da incontrovertibili fatti biografici che riguardano il senatore Mario Monti - che la situazione in cui si trova l&#8217;Italia sia palesemente e incontrovertibilmente responsabilità dei governi Berlusconi e delle misure adottate da Tremonti. Che ci sia da fare un ampio revisionismo sull&#8217;Euro e su come è stato pensato e proposto agli &#8220;Europei&#8221; (esistono?). Che sia inaudito che le opposizioni, Napolitano e tutto il cucuzzaro accettino il &#8220;ricatto&#8221; del maxiemendamento da approvare a tutti i costi e velocemente.</p>
<p>Che, mi ripeto, il periodo più buio della storia recente del nostro Paese si debba ancora palesare.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/12335/chi-e-mario-monti-aspen-goldman-sachs">Mario Monti - Da Goldman Sachs ad Aspen Institute passando per la Trilateral</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 10:37 di giovedì 10 novembre 2011.</p>
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  </item>

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    <title>Manovra - Il CdM che decreta lo stato d&#039;emergenza permanente</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/11054/manovra-il-cdm-che-decreta-lo-stato-demergenza-permanente</link>
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    <pubDate>Sat, 13 Aug 2011 11:22:35 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alberto Puliafito</dc:creator>
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    <category>di-qualcosa-di-sinistra</category><category>interni</category><category>silvio-berlusconi</category><category>giulio-tremonti</category><category>decreto anticrisi</category><category>decreto anticrisi 2011</category><category>in evidenza</category><category>manovra 12 agosto 2011</category><category>manovra bis 2011</category><category>manovra decreto anticrisi</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/manovra.png" class="post" border="0" width="586" height="452" alt="Manovra - Decreto anticrisi" /><br clear="all" /></p>
<p>Ironia della sorte: quello di ieri, che ha partorito la manovra, il cosiddetto <a href="http://www.polisblog.it/tag/decreto anticrisi">decreto anticrisi</a>, era il <a href="http://www.polisblog.it/post/11052/decreto-anticrisi-tremonti-il-consiglio-dei-ministri-dalle-19">Consiglio dei Ministri di questa legislatura</a>. 150 è un numero che noi italiani, in questo 2011, ci siamo sentiti ripetere alla nausea. E nei 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, il 150° Consiglio dei Ministri di questa legislatura ha sfasciato il Paese così come lo conosciamo.</p>
<p>Lo ha fatto il <strong>12 di agosto</strong>, all&#8217;inizio di un lungo weekend festivo per molti. Non c&#8217;erano i Mondiali, quest&#8217;anno, a distrarre l&#8217;italiano medio e così si è provveduto nel periodo a minor rischio sociale: tutti a riposare, prima delle lacrime e del sangue. Sì, certo, certo. C&#8217;era l&#8217;urgenza e la necessità. E <em>se c&#8217;era un caso di necessità e urgenza</em>, le due clausole per le quali un Governo dovrebbe ricorrere ai Decreti legge, <em>era proprio questo</em>, ha detto <strong>Giulio Tremonti</strong>. Salvo dimenticarsi che i Governi Berlusconi hanno fatto dell&#8217;uso continuo di Decreti Legge una prassi. Sono oltre 100, nei soli primi 8 mesi del 2011. Per tutti ci sarà stata sicuramente necessità e urgenza, in un Parlamento congelato e impossibilitato a lavorare. Congelato a discutere di provvedimenti di dubbia utilità, altrimenti definiti &#8220;leggi ad personam&#8221;. Ma ieri, improvvisamente c&#8217;era l&#8217;urgenza. In dieci giorni è precipitato tutto. Questa la scusa di Tremonti (per <strong>Gianni Letta</strong> i giorni erano addirittura cinque). In dieci (o cinque) giorni, dunque, si sono decise le sorti dell&#8217;Italia.</p>
<p>Poi però, al momento di presentare il decreto legge <em>lacrime e sangue</em>, <strong>Silvio Berlusconi</strong> parla di un lungo passato, non certo del presente. Ed esordisce dicendo che il motivo per cui ci troviamo in questa situazione è che il debito pubblico italiano è cresciuto a dismisura fra il 1978 e il 1992. Nel frattempo, lui è sceso in campo (1994) e da allora ha governato per 9 anni, ma questo, il nostro presidente del Consiglio, si è dimenticato di dirlo. Nel frattempo l&#8217;Italia è passata da una moneta sovrana all&#8217;Euro, cosa che cambia radicalmente il punto di vista sul debito pubblico. Ma anche questo, è bene non ricordarlo. Come è bene dimenticare che nel 2008, al momento della nuova vittoria elettorale di Berlusconi, il debito pubblico era al <strong>106%</strong> del PIL. Nel 2010 - sotto il Governo Berlusconi - è arrivato al <strong>119%</strong>. Tutto questo non è mai successo, per Berlusconi e Tremonti (e pochi pasdaran, speriamo. Perché gli altri avranno ben memoria degli ultimi 15 anni di storia italiana. E comunque voteranno allineati e compatti per i motivi più vari. Perché ci credono ancora. Per convenienza. Ma comunque ricorderanno. E se non ricorderanno, occorre presentar loro un bel promemoria).</p>
<p>Di fatto, il Governo ha istituzionalizzato, con questo CdM, lo <strong>Stato d&#8217;emergenza permanente</strong>. Per decreto - e successive modifiche - si prenderanno, in situazione d&#8217;emergenza, decisioni che avranno influenza a lungo termine sul Paese. Del resto, questa è la logica berlusconiana che ha fatto propria l&#8217;ormai celebre citazione di <strong>Carl Schmitt</strong>:</p>
<blockquote><p><em>Sovrano è colui che decreta lo stato d&#8217;eccezione</em>.</p></blockquote>
<p>(addirittura, citato esplicitamente dall&#8217;On. Moffa, che ha invitato il Governo a farsi legittimo portatore dello stato d&#8217;eccezione durante la riunione d&#8217;urgenza alla Camera).</p>
<p>La verità è che l&#8217;emergenza non c&#8217;era poiché, vista la situazione degli ultimi anni, era facilmente prevedibile. E ciò che è prevedibile e pianificabile non può essere emergenza. Ma il Governo Berlusconi ama lo stato d&#8217;emergenza. Ha fatto diventare emergenza anche i <a href="http://www.polisblog.it/tag/grandi eventi">grandi eventi</a>. Ha creato stati d&#8217;emergenza ovunque, e continua a prorogarli, nel silenzio generale. E su quegli stati d&#8217;emergenza ha innestato un vero e proprio corpus legislativo parallelo a quello ordinario, a colpi d&#8217;ordinanza. E quello stesso Governo Berlusconi, che fa della comunicazione un&#8217;arte (anche qui, seguendo dettami che si possono riassumere nel ripetere all&#8217;infinito una bugia per farla diventar verità, logica cara ai regimi dittatoriali ma anche all&#8217;ideologia neoliberista, da Milton Friedman in avanti, o forse anche prima), ha bisogno dell&#8217;emergenza per poter affondare lo stato sociale e per attuare quelle modifiche all&#8217;ordinamento che, normalmente, non potrebbe affrontare. </p>
<p>E non si può credere a Berlusconi quando dice che il suo cuore è ferito, al mettere le mani nelle tasche degli italiani (come se poi non lo avesse mai fatto. I dati sulla pressione fiscale sono lì a dimostrarlo). Perché sapeva che questa situazione si sarebbe proposta, prima o poi. E&#8217; la <em>shock economy</em>. E come nella miglior tradizione della <em>shock economy</em>, arrivata l&#8217;attesa emergenza si mettono in cantiere misure neoliberiste. Con qualche contentino e qualche specchietto per le allodole condito dall&#8217;immancabile demagogia. Come il volo obbligatorio in economica, come se non si sapesse che quel che fa lievitare i costi di un biglietto aereo è la flessibilità della prenotazione. Come l&#8217;abolizione di certe province per accontentare alcuni. Fino alla clamorosa abolizione - chiamata accorpamento sulla domenica - delle festività laiche, una misura che ha dell&#8217;incredibile. Non accadeva dai tempi del fascismo, che però abolì il 1° maggio sostituendolo con il 21 aprile, il &#8220;Natale di Roma&#8221;. Oggi il governo abolisce il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno. Tutte feste connotate politicamente. E&#8217; un gesto fortemente simbolico, altro che produttività.</p>


<p>Ecco perché, personalmente, credo che sbagli chi dice che questo sia semplicemente il frutto di incapacità o improvvisazione politica (<a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/08/13/news/manovra_disperazione-20387913/?ref=HREA-1">vedi Massimo Giannini su Repubblica</a>).</p>
<p>Non c&#8217;è alcuna improvvisazione nell&#8217;attendere le situazioni emergenziali per agire secondo la logica emergenziale.<br />
Del resto, <strong>Silvio Berlusconi</strong>, dopo il terremoto dell&#8217;Aquila, disse esplicitamente che avrebbe voluto i poteri della <strong>Protezione Civile</strong> per governare il paese. Lo disse, e sapeva bene quel che intendeva: voleva i poteri derogatori che l&#8217;emergenza richiede e consente, il potere assoluto del sovrano in stato d&#8217;emergenza. Quella dichiarazione è la prova che non ci sia alcuna improvvisazione in tutto questo.</p>
<p>Nè c&#8217;è da sorprendersi per i dictat dell&#8217;asse franco-tedesco-BCE. Sono stati i francesi e i tedeschi, essenzialmente, a volere l&#8217;Europa così com&#8217;è: paesi ricchi, avevano bisogno di un mercato del lavoro privo di regole per far valere il proprio potere. Ed è quel che stanno ottenendo. Non è certo un&#8217;emergenza, nemmeno questa. </p>
<p>Il risultato di questi fattori messi insieme è una manovra che va analizzata nel dettaglio ma che di sicuro incide profondamente nella vita sociale del nostro Paese. E che sarà oggetto di battaglia politica in fase di conversione del Decreto legge, per quel che si potrà fare (e per quel che si vorrà fare: le opposizioni non sono esenti da responsabilità, per non aver capito oppure per aver avallato, implicitamente e per eventuali tornaconti futuri, questo meccanismo di gestione del potere). Che non prevede crescita ma che genererà recessione</p>
<p>Intanto, però, è stato decretato lo stato d&#8217;emergenza permanente e l&#8217;Italia è di fronte a una svolta epocale, che, anziché liberarci dalla schiavitù del mercato, ci renderà ancora più schiavi.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/11054/manovra-il-cdm-che-decreta-lo-stato-demergenza-permanente">Manovra - Il CdM che decreta lo stato d'emergenza permanente</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 13:22 di sabato 13 agosto 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Veritometro: Pisapia e la giunta con il 50 per cento di donne</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/10660/veritometro-pisapia-e-la-giunta-con-il-50-per-cento-di-donne</link>
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    <pubDate>Mon, 20 Jun 2011 14:00:14 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>dichiarazioni</category><category>campagna-elettorale</category><category>di-qualcosa-di-sinistra</category><category>giunta milano pisapia</category><category>quote rosa milano pisapia</category><category>veritometro</category><category>veritometro pisapia</category>
    <description>&amp;#8220;Avremo donne e uomini presenti in misura eguale al governo della città&amp;#8221;



Giuliano Pisapia. 14 febbraio 2011






Scopri perchè dopo il salto</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<table WIDTH="586" CELLPADDING="10" ALIGN="CENTER" VALIGN="middle" border="0" BGCOLOR="lightblue">
<tr>
<td>
<img src="http://static.blogo.it/polisblog/GiulianoPisapia.jpg" class="post" border="0" align="left" width="85" height="85" alt="" /></td>
<td>
<div align="justify">
<font size="3"><b>&#8220;Avremo donne e uomini presenti in misura eguale al governo della città&#8221;</b></font></div>
<p></p>
<div align="right">
<i><br />
Giuliano Pisapia. 14 febbraio 2011</i></div>
</td>
<td>
<img SRC="http://static.blogo.it/polisblog/true2.png"/>
</td>
</tr>
</table>
<p><em>Scopri perchè dopo il salto</em></p>


<p>Oggi il consiglio comunale di Milano si riunirà per la seduta inaugurale dopo le elezioni, e per la prima volta in <a href="http://www.02blog.it/post/8235/giuliano-pisapia-presenta-la-giunta-a-palazzo-marino-e-in-diretta-streaming-alle-16">diretta streaming sul sito del comune</a> e su maxischermi nelle piazze adiacenti a Palazzo Marino. Una buona occasione per tornare sulle <strong>promesse elettorali del neo-sindaco Giuliano Pisapia</strong>. </p>
<p>Il &#8220;<em>basta doppi incarichi</em>&#8221; sbandierato come un segno di discontinuità anche dopo l&#8217;elezione è stato smentito dall&#8217;assessorato dato al parlamentare Udc Bruno Tabacci, come non ha mancato di notare polisblog in un recente <a href="http://www.polisblog.it/post/10600/veritometro-pisapia-tabacci-e-il-no-ai-doppi-incarichi">veritometro</a>. </p>
<p>Un&#8217;altra promessa, che risale almeno allo <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/02/14/news/donne_in_politica_pisapia_propone_a_loro_il_50_per_cento_delle_poltrone-12472187/">scorso febbraio</a>, è invece stata mantenuta: </p>
<blockquote><p>«Milano è governata da una donna sola con troppi uomini intorno. <strong>Noi avremo donne e uomini presenti in misura eguale al governo della città</strong> e delle municipalizzate»</p></blockquote>
<p>Per le municipalizzate credo che sia ancora un po&#8217; presto per giudicare. La giunta milanese, invece, è effettivamente composta da un 50% di donne, come promesso. Sono ben sei su dodici infatti gli assessori donna, come mostrato nelle <a href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=208867062483973&#038;set=pu.112352038802143&#038;type=1&#038;theater">foto pubblicate sul profilo Facebook del sindaco</a>. </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/Pisapiagiuntmetdonne.jpg" class="post" border="0" width="586" height="389" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Il minimo che un sindaco possa aspettarsi dalla blogosfera politica italiana è uno scrutinio attento delle sue promesse elettorali. Dopo la scivolata Tabacci-doppi incarichi, ecco una promessa mantenuta: 1-1 e palla al centro tra Giuliano Pisapia e il <strong><a href="http://www.polisblog.it/tag/veritometro">veritometro</a> di polisblog</strong>.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/10660/veritometro-pisapia-e-la-giunta-con-il-50-per-cento-di-donne">Veritometro: Pisapia e la giunta con il 50 per cento di donne</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 16:00 di lunedì 20 giugno 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Matteo Renzi, il rottamatore di sinistra con svolta a destra</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/9947/matteo-renzi-il-rottamatore-di-sinistra-con-svolta-a-destra</link>
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    <pubDate>Mon, 21 Mar 2011 16:54:38 GMT</pubDate>
    <dc:creator>davide f.</dc:creator>
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    <category>di-qualcosa-di-sinistra</category><category>interni</category><category>in evidenza</category><category>matteo renzi</category><category>renzi nucleare</category><category>renzi pd</category><category>rottamatori pd</category>
    <description>C&amp;#8217;era una volta la favola dei rottamatori, giovani ardimentosi che stufi delle gerarchie del Partito Democratico prendevano in mano la sorte di questo senza aspettare passaggi di consegne,[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/copertinalibrorenzi1.jpg" class="post" border="0" align="left" width="172" height="280" alt="" /> C&#8217;era una volta la favola dei rottamatori, giovani ardimentosi che stufi delle gerarchie del <a href="http://www.polisblog.it/tag/pd">Partito Democratico</a> prendevano in mano la sorte di questo senza aspettare passaggi di consegne, pronti a portare finalmente alla vittoria il suddetto partito in Italia.</p>
<p>C&#8217;era una volta&#8230;appunto, perché a vedere <a href="http://www.polisblog.it/tag/matteo%20renzi">Matteo Renzi</a>, sindaco di Firenze e autoproclamatosi <a href="http://www.polisblog.it/post/9924/si-scrive-matteo-renzi-ma-si-legge-vittorio-feltri">autentico rottamatore</a>, c&#8217;è da aver paura: dopo essere andato ad Arcore per fatti suoi, preoccupandosi molto di farsi pubblicità e poco del partito rottamato, con tanto di libro pubblicato per Rizzoli, dopo essersi schierato con <a href="http://www.polisblog.it/tag/marchionne">Marchionne</a>, incurante che l&#8217;ad Fiat stesse trasferendo l&#8217;azienda negli Stati Uniti, ora l&#8217;impavido, alla luce della catastrofe giapponese,  si schiera <a href="http://www.sinistraeuropea.it/articoli/nucleare-renzi-sbagliato-parlare-ora-del-futuro-in-italia">a favore del nucleare</a>:</p>
<blockquote><p>
Dobbiamo parlare del nucleare in modo serio e poi bisogna capire che tipo di nucleare vogliamo fare. Non pieghiamo tutto alle esigenze di politica interna nostrana.</p></blockquote>
<p>Chiaro, no? Non è invece chiaro cosa ci faccia Renzi nel Pd: non sarebbe il caso andasse a rottamare il partito alla destra del parlamento?</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/9947/matteo-renzi-il-rottamatore-di-sinistra-con-svolta-a-destra">Matteo Renzi, il rottamatore di sinistra con svolta a destra</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 18:54 di lunedì 21 marzo 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Se la Stalingrado d&#039;Italia volta a destra: sì alla mozione anti burqa</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/9560/se-la-stalingrado-ditalia-volta-a-destra-si-alla-mozione-anti-burqa</link>
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    <pubDate>Wed, 02 Feb 2011 08:25:31 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Christian De Mattia</dc:creator>
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    <category>dichiarazioni</category><category>di-qualcosa-di-sinistra</category><category>burqa luoghi pubblici</category><category>divieto totale burqa</category><category>mozione anti burqa sesto san giovanni</category><category>muro anti rom sesto san giovanni</category><category>opinione pd burqa</category>
    <description>Una volta era la città simbolo della sinistra, la Stalingrado d&amp;#8217;Italia: parliamo di Sesto San Giovanni. E in effetti Sesto, storico luogo d&amp;#8217;industria, fabbriche e operai è sempre[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.polisblog.it%2Fpost%2F9560%2Fse-la-stalingrado-ditalia-volta-a-destra-si-alla-mozione-anti-burqa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.polisblog.it%2Fpost%2F9560%2Fse-la-stalingrado-ditalia-volta-a-destra-si-alla-mozione-anti-burqa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Se+la+Stalingrado+d%27Italia+volta+a+destra%3A+s%C3%AC+alla+mozione+anti+burqa&url=http%3A%2F%2Fwww.polisblog.it%2Fpost%2F9560%2Fse-la-stalingrado-ditalia-volta-a-destra-si-alla-mozione-anti-burqa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/burqa_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="439" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Una volta era la città simbolo della sinistra, la Stalingrado d&#8217;Italia: parliamo di Sesto San Giovanni. E in effetti Sesto, storico luogo d&#8217;industria, fabbriche e operai è sempre stata una roccaforte della sinistra che qui vince da sempre. Ma sempre più spesso dimostra di volere (o essere costretta) ad attuare politiche di destra.</p>
<p>Prima la costruzione di un <a href="http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3865">muro anti rom</a> per contenere o direttamente far andare via gli indesiderati zingari, poi l&#8217;ordinanza anti prostituzione sul modello della vicina Milano e ora la <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_febbraio_1/burqa-comune-sesto-181374012671.shtml">mozione anti burqa</a>.</p>
<p>Fortemente voluta dalla Lega ma votata anche dalla maggioranza di centrosinistra la mozione impegna il sindaco ad adottare i provvedimenti necessari al fine di far rispettare, a qualsiasi persona presente sul territorio comunale che circoli in luoghi pubblici o aperti al pubblico a viso coperto, le nostre leggi vigenti in tema di sicurezza e di dignità della donna.</p>


<p>
In realtà sembrerebbe solamente una decisione di buon senso ma bisogna sottolineare che la sinistra sul burqa non ha mai avuto una linea ferma. A marzo 2010 ben 15 parlamentari del Pd proposero la <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/legalizziamo_burqa_italia_la_proposta_pd_fa_subito_flop/17-03-2010/articolo-id=430126-page=0-comments=1">legalizzazione del burqa</a> in quanto parte integrante della tradizione islamica. I democratici si sono anche opposti alla proposta di legge leghista per il <a href="http://www.bergamonews.it/politica/articolo.php?id=16437">divieto totale di burqa </a> e organizzarono un&#8217;originale protesta in difesa del <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/bagno-burkini/1.html">costume islamico burqini</a> senza contare che Rosi Bindi, da ministro, legittimò un atto del prefetto di Treviso che autorizzava l&#8217;uso del burqa nei luoghi pubblici.</p>
<p>Insomma una certa incoerenza sul tema sembra essere prerogativa del Pd così come appare sempre più anomala l&#8217;esperienza del centrosinistra al governo di una città come Sesto San Giovanni che rappresenta un simbolo della sinistra italiana. Non sarà mica che per resistere al Nord la sinistra debba adottare per forza programmi di centrodestra?</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/9560/se-la-stalingrado-ditalia-volta-a-destra-si-alla-mozione-anti-burqa">Se la Stalingrado d'Italia volta a destra: sì alla mozione anti burqa</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 10:25 di mercoledì 02 febbraio 2011.</p>
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