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“Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta”
(29-3-1994)
Silvio Berlusconi
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E’ una campagna elettorale che più vergognosa non si può, con aria fritta, risse, odio, piazzate, slogan da villaggio tribale.
L’ultima (in ordine di tempo) ciliegina sulla torta ai vermi riguarda Berlusconi (il premier), Minzolini (il direttore del TG 1), Innocenzi (commissario Agcom, Autority Rai)) indagati per concussione dalla procura di Trani.
Le intercettazioni rilevano pressioni per bloccare i programmi Rai più sgraditi (Santoro in primis).
Peggio dei fiumi che esondano. Una questione di democrazia.
Berlusconi gridava al telefono; “Basta con i processi che si tengono in Tv, fermare quei pollai”.
L’Italia è a oramai a pezzi. E’il Paese con le pezze al “culo”. Persino nello Zimbawe tre personaggi così avrebbero rassegnato subito le dimissioni.
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“In Italia paghiamo un grande ritardo: le donne hanno guadagnato il diritto di voto soltanto nel 1960″
Mara Carfagna
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Ci si abitua a tutto: anche agli editoriali di Minzolini. Dopo qualche mese è diventato ormai un rituale prevedibile: ad avvenimento scottante e potenzialmente dannoso per il Berlusconi IV segue messaggio del direttore del Tg1, su posizioni alquanto filogovernative.
Succederà, siamo pronti a scommetterci, anche per l’attuale tempesta politica su decreto salva-liste e respingimenti del Tar vari: per questo abbiamo deciso di provare a scrivere noi una bozza del prossimo editoriale minzoliniano. La trovate qua sotto e dopo il salto.
“In questi giorni alcuni procuratori di Roma e di Milano si sono attribuiti il potere di decidere al posto dei cittadini italiani quali liste essi troveranno sulle schede per le imminenti elezioni regionali. Una mossa sorprendente e senza precedenti per magistrati che dovrebbero avere a cuore quei valori della democrazia che sono alla base della nostra vita civile”
Continua a leggere: TG1: Il fanta-editoriale di Minzolini su decreto salva-liste e respingimenti Tar
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Come notava ieri sera Giuseppe Cruciani, conduttore de “La Zanzara”, i mass media non hanno messo il proprio accento su quanto dichiarato dal Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, su chi amministra il Sud Italia.
“Quando incontri un assessore spesso non ha chiaro se è un assessore o un camorrista. Il problema dei costi della politica sta nella fondamentale immoralità di una quota enorme del sistema di governo, come ad esempio nella sanità”.
Contrario al pensiero dell’esponente politico si è già detto Gianfranco Micciché (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) secondo il quale Giulio Tremonti dovrebbe chiedere scusa per essersi comportato come un militante leghista.
Continua a leggere: Giulio Tremonti: “al Sud gli assessori si confondono con i camorristi”

Probabilmente a Guido Bertolaso sfugge un concetto elementare. La fiducia che Silvio Berlusconi ha riposto in lui, non accettando le dimissioni, non è un passepartout universale. Allo stato attuale, e in assenza di prove che certifichino una sua totale innocenza, non può sparare alto come ha sempre fatto.
Chiedere che L’Aquila, con tutti i problemi non risolti sulla ricostruzione avvenuta ad intermittenza, possa essere in grado di ospitare le Olimpiadi invernali del 2018 non è solo utopistico. E’ qualcosa di peggio perché sottintende una negazione di ciò che è stato scoperto in queste settimane.
Dei doppi G8, con relativo aumento esponenziale dei costi per la realizzazione dei due summit, della gara degli appalti, e delle relative risate intercettate mentre sotto le macerie qualcuno moriva, …
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Qualcuno precisi al Ministro degli Esteri, Franco Frattini, che lui non è Jim Carrey. Qualcuno, con forza, gli dica che non può candidarsi, di questi tempi, al ruolo da protagonista per un probabile remake di “The Truman Show”.
Vada per le fotografie, su Novella2000, di lui e della dermatologa (Chantal) con la quale ha condiviso l’intimità. Passino pure i ritratti personali, in giro per il mondo, caricati sul sito del proprio dicastero per far vedere che non è sua abitudine star fermo.
Ma era necessario commentare, alla Gazzetta dello Sport, i risultati degli italiani alle Olimpiadi invernali appena concluse? No. Certo che No. Soprattutto se tale annotazioni sono state fatte colpevolizzando chi alla manifestazione sportiva ha partecipato.
Continua a leggere: Olimpiadi invernali: Franco Frattini contro le federazioni italiane

Piovono tegole, anzi tegolate. E a tirarle è Silvio Berlusconi.
Innanzi tutto sui magistrati, definiti ieri a Torino, per lo più “banda di talebani”. E incalza: “La sovranità non è nelle mani del popolo ma di quelli che appartengono a questa banda”. E a fine marzo non si vota per le … Regionali perché “contano i voti, non le singole regioni”.
L’Anm insorge e protesta: “Intollerabile escalation di insulti e aggressioni”. Non solo. Le dichiarazioni del premier saranno vagliate dalla prima Commissione del Csm, dove c’è un corposo fascicolo sulle “belle” frasi del Cavaliere. Si dovrà decidere se aprire o no una pratica per tutelare la magistratura e la Costituzione.
E il Pd contrattacca: “La gente perbene confida nelle assoluzioni, non nelle prescrizioni”.
Gianfranco Fini non perde occasione per prendere le distanze da Berlusconi e mettersi di traverso: “Non siamo in uno stato di polizia”.
Anche gli italiani hanno l’occasione (28 e 29 marzo) per dimostrare la loro … sovranità e prendere (finalmente) le distanze dall’”Unto del Signore”.

Che le campagne elettorali siano dei momenti in cui la logica e il senso della realtà tendono a lasciare spazio alla propaganda e ai peggioro prodotti della fantasia è cosa nota. Però a volte bisognerebbe darsi una regolata, anche se si ricopre la carica di presidente del Consiglio e si guida il Popolo della libertà.
Le ultime mirabolanti trovate del Premier lasciano davvero perplessi: Vorremmo che i promotori della libertà stiano al nostro fianco, al mio fianco in tutti gli impegni futuri e che scendano in campo con me e con noi per difendere i nostri diritti, per difendere i nostri interessi, per difendere la nostra libertà. Dovranno essere il nostro esercito, l’esercito del bene contro l’esercito del male, l’esercito dell’amore contro l’esercito dell’odio, l’esercito della libertà. Già lanciare delle figure come i Promotori della libertà che abbiano lo scopo di difendere i Tuoi diritti, i Tuoi interessi, la Tua libertà è abbastanza inquietante: forse avrebbe dovuto chiamarli Promotori dell’egoismo, visto che dal Contratto sociale in poi è noto che le libertà, i diritti e gli interessi dei singoli devono essere mediati dallo Stato per evitare che scoppi una guerra civile ogni mezz’ora.
Che dire poi dell’esercito del Bene, dell’Amore e della Libertà?
La reazione di Silvio Berlusconi alla notizia dell’iscrizione di Guido Bertolaso nel registro degli indagati è stata in un certo senso prevedibile e tipicamente berlusconiana. Queste le sue parole:
Che ci sia una categoria di persone pagata con i soldi dei contribuenti che si esercita a perseguitare con processi sempre e comunque infondati è un male italiano che mi sento di denunciare
Un’affermazione chiara e netta come non mai, che mi ha dato modo di realizzare per la prima volta la presenza di un enorme paradosso logico nella vulgata anti-magistratura di buona parte del centrodestra.
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