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E basta

Castelli non spara sugli immigrati... per ora

pubblicato da Luca Landoni in: E basta Immigrazione clandestina


Sparata del sottosegretario della Lega Nord Roberto Castelli ai microfoni di Un Giorno da Pecora, il programma radiofonico di Raidue. E questa volta il termine è più che azzeccato perché la sparata è proprio letterale.

«Non possiamo sparargli, almeno per ora, ma le violenze degli immigrati, che potrebbero diventare milioni nel corso del tempo, potrebbero obbligare le autorità ad usare le armi.»

Una frase che è stata subito stigmatizzata dalla Chiesa in primis, per bocca del cardinal Bertone (”L’Europa ha perso il suo spirito profondo di grande solidarietà”) e poi dalle altre forze politiche guidate da Fiano (Pd) e dal solito Donadi (Idv), l’uomo più scandalizzato della storia d’Italia.

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Nicole MInetti ... "ministro degli Esteri"!

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera Il fatto della settimana E basta

Il consigliere regionale della Lombardia ex soubrette televisiva Nicole Minetti, indagata per il caso Ruby, non ha alcuna intenzione di lasciare la politica e rilancia, ripetendo a memoria la nuova parte assegnatale.

In una intervista a Repubblica ha negato di aver presentato ragazze al premier e ha assicurato che la sua linea difensiva non sarà diversa da quella di Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere, ha affermato la Minetti, è “affascinante, molto generoso, uno che mantiene sempre le promesse”. Certo, ha ammesso, è “troppo impegnato. Con troppe donne attorno che lo corteggiano”.

La MInetti si trova molto bene in politica e spera addirittura in un “posto da ministro, perché no?”. Non l’Istruzione, però, come la Gelmini, “io preferirei gli esteri”.

Altro che l’esangue Frattini. Ecco la nuova carta vincente dell’Italia per risolvere il nodo immigrati del NordAfrica!. Ha ragione Bossi: “Fora di ball”. Ma, tutti!

E basta con la retorica sull'Unità d'Italia

pubblicato da Luca Landoni in: E basta Visto da destra


Il 150° è passato, viva il 150°. Sì, è vero che dovremo continuare a sorbirci l’insopportabile retorica delle bandiere tricolori e dell’inno nazionale fino alal fine dell’anno, ma perlomeno il giorno principale delle celebrazioni - quello che ha generato l’altra terrificante polemica sul giorno di ferie (obbligatorie) - è andato.

E allora vogliamo guardare una volta tanto il re nudo? Di questa storia dell’anniversario non gliene importa niente a nessuno. Quanti italiani amano il nostro inno nazionale, forse il più brutto del mondo? E quanti sono veramente patriottici o peggio ancora nazionalisti? Fortunatamente una minimissima parte di un paese che se ha un pregio è quello di guardare la realtà in modo disincantato, dopo averlo preso troppe volte in un posto di cui è meglio non far menzione.

Ci si sente italiani il giorno in cui gioca la nazionale (mica tutti) e quando si è all’estero, talvolta; magari in contrapposizione a certi comportamenti di inglesi, francesi o tedeschi ai quali in fondo in fondo ci sentiamo (a torto, ma è umano) superiori. In tutte le altre occasioni ci si sente a malapena cittadini del paese in cui si è nati, se non semplicemente se stessi. Che è meglio, come diceva uno dei puffi di infantil memoria.

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Napoli: finisce il regno della Iervolino

pubblicato da Christian De Mattia in: E basta Amministrative 2011


Dopo 9 anni crolla l’amministrazione cittadina di centrosinistra a Napoli. Con le dimissioni, ieri sera, di 31 consiglieri comunali su 60, si è sciolta l’amministrazione di Napoli, guidata dal sindaco Rosa Russo Iervolino, a poco più di due mesi dalle elezioni comunali.

I consiglieri di opposizione più qualche transfuga dalla maggioranza determinano la decadenza del consiglio e della giunta comunale e l’avvio della fase commissariale. Una brutta figura per il sindaco e soprattutto per la maggioranza che la sosteneva.

L’amministrazione della Iervolino non ha mai entusiasmato i napoletani e soprattutto negli ultimi anni, in contemporanea con il disastro della gestione dell’emergenza rifiuti, ha finito per essere molto criticata per la sua incapacità di intervenire.

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Alemanno chiede al Governo altri 30 milioni, con la scusa dei Rom

pubblicato da Luca Landoni in: E basta


Soldi soldi e ancora soldi. Roma Capitale si rivela la solita voragine senza fondo, approfittando anche di disgrazie come la morte dei quattro bambini di etnia rom in seguito all’incendio dei giorni scorsi in un campo abusivo. Non si tratta certo della prima volta che accadono cose del genere, ma per qualche motivo questa volta i media se ne sono occupati più del solito (mancanza di altre notizie di rilievo?) spingendo addirittura il Presidente Napolitano a fare visita alle famiglie. Evidentemente anche lui in difetto di cose da fare, dato che non lo si è visto a visitare troppe famiglie italiane in occasione di altre disgrazie similari.

E ora è tutto un pullulare di richieste umanitarie per i poveri rom, dimenticando che si tratta quasi sempre di gente che non ha nessuna voglia di integrarsi, che campa di espedienti e furti, aspettandosi inoltre di ricevere sovvenzioni, luce, gas e acqua gratuite dalle varie municipalità in cui si insedia. Naturalmente i poveri bimbi vittime della disgrazia non hanno alcuna colpa di tutto ciò, ma anche il coro di peana sullo Stato che non fa nulla per i nomadi contenti di esserlo fa un po’ specie.

Ecco perché sfido volentieri l’impopolarità per “fare il cattivo”. I rom non sono cittadini speciali; sono uomini come tutti gli altri, dunque è ora di finirla di trattarli come una specie aliena della quale va tutelato il diritto a spostarsi qua e là perché culturalmente “lo hanno sempre fatto”, così come il diritto a derubare le popolazioni presso cui si fermano.

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Il "Semplificatore" e le magie della Cassazione

pubblicato da Alessandro in: Roberto Calderoli E basta Lega Nord

Calderoli

Da quando Roberto Calderoli è Ministro per la Semplificazione normativa, hanno cominciato a scomparire, una dopo l’altra, norme fondamentali dell’ordinamento giuridico, che lasciano sguarniti di tutela diritti e situazioni di primaria rilevanza costituzionale.

L’abrogazione del decreto legislativo che vietava le associazioni di carattere militare.
La prima sconvolgente vicenda che ha portato agli onori della cronaca il “Semplificatore” Calderoli è stata l’abrogazione della normativa che dava attuazione al fondamentale divieto previsto dall’art. 18, comma 2, della Costituzione, nella parte in cui prevede che sono vietate le associazioni “che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”.

Il 9 ottobre 2010 è entrato in vigore il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante il “Codice dell’ordinamento militare”. L’art. 2268 di tale provvedimento, al comma 297, abroga anche il decreto legislativo 14 febbraio 1948, n. 43, che vietava le “associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici” e che prevedeva pene detentive molto consistenti per i promotori, i costitutori, gli organizzatori e i dirigenti di tali associazioni (la reclusione da uno a dieci anni), e più lievi, invece, per i partecipanti (la reclusione fino a diciotto mesi).

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Camera, 8 deputati presenti su 630. Vergogna!

pubblicato da il passator cortese in: Il fatto della settimana E basta Diario politico

Chissà, oggi, come andrà alla Camera. Ieri pomeriggio, dopo 19 giorni di vacanze natalizie e il lunghissimo stop prima del voto di fiducia, solo otto (dicasi otto) deputati erano presenti, persi e assonnati, fra i banchi.

Il relatore Scotti ha parlato (Ddl su “Ratifica accordo Italia-Canada in tema di imposte”) a se stesso e al … vicepresidente Buttiglione (molto attento).

Otto deputati presenti su 630. Emiciclo deserto. Questo passa oggi il convento del Belpaese. Agli italiani, oramai, manca anche il fiato per gridare: “Vergogna!”.

Bestemmie al Grande Fratello: critiche dell'Avvenire. Il caso è politico

pubblicato da Alessandro in: Silvio Berlusconi E basta

grande fratello

Qualche tempo fa avevamo affrontato la vicenda, ritenendo che si trattasse e che si tratti di una questione di evidente rilevanza politica. Alcuni, nei commenti a quel post, hanno vivacemente protestato affermando che fatti del genere non hanno alcun peso e che non occorrerebbe nemmeno commentarli.

Mi riferisco all’improvvisa “indulgenza” manifestata da Mediaset nei confronti dei bestemmiatori al Grande Fratello. Uno dei concorrenti di quest’anno, tale Matteo Casnici, colto dalle telecamere mentre bestemmiava, è stato “assolto” perché, mancando l’intenzionalità, il fatto non avrebbe costituito peccato.

E subito dopo un altro concorrente dell’anno scorso, che era stato espulso per lo stesso motivo, ma senza un giusto processo, è stato riammesso (dopo aver minacciato azioni legali), anche lui perdonato perché l’analisi del contesto (non si sa bene quale) in cui era stata pronunciata la bestemmia avrebbe portato ad un’analoga, successiva (ma tardiva) assoluzione, suggellata poi dal santificante voto popolare. Insomma, quella di quest’anno rischia di diventare l’“edizione dei bestemmiatori”..

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Bestemmia al Grande fratello: quando il reality è di regime

pubblicato da Alessandro in: Silvio Berlusconi E basta

Grande Fratello

Anche quest’anno il Grande Fratello non si è fatto mancare la sua bestemmia. Uno dei concorrenti, tale Matteo, si è lanciato in un’imprecazione all’indirizzo della Madonna, scatenando il putiferio. Proteste e istanze di espulsione sono piovute un po’ da tutta Italia, ma il concorrente non è stato cacciato e condannato all’oblio, come in passato è accaduto in casi identici (tra cui, l’anno scorso, quello di Massimo Casnici, il quale ha vivamente protestato per il diverso trattamento riservato al bestemmiatore di questa edizione).

Gli autori del Grande Fratello hanno pensato di invitare in trasmissione la madre di Matteo, credente, praticante e catechista, la quale ha spiegato che, secondo la Chiesa, “se non c’è intenzionalità di offendere non c’è bestemmia”. Poiché “parole, contesto e modi fanno pensare che non ci fosse volontà”, a differenza di tutti i casi precedenti, questa volta il peccato non è stato punito con l’espulsione, ma si è inflitta soltanto la sanzione di una nomination automatica. Come dire: se è colpevole lo deciderà il popolo!

Ma siamo sicuri che in tutte le ipotesi precedenti (gli esperti ne contano ben quattro…) si riscontrasse la volontà ritenuta assente nel caso di Matteo? Davvero i gieffini bestemmiatori delle passate stagioni hanno voluto intenzionalmente pronunciare il nome di Dio invano? E, in ogni caso, perché anche a loro non sono stati concessi un giusto processo e un difensore catechista? Cosa è cambiato dall’anno scorso?

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Salvatori di Berlusconi: Maria Grazia Siliquini

pubblicato da Luca Landoni in: E basta

“Fino alla convention di Bastia Umbra si diceva che Fli dovesse essere la terza gamba del centrodestra, poi e’ emersa un’altra visione, con una impostazione piu’ barricadera e antigovernativa”. Così Maria Grazia Siliquini spiega la sua conversione governativa dell’ultim’ora, forse la più clamorosa con quella di Catia Polidori.

Ma la Siliquini non silimita a questo, per difendersi attacca, e lo fa con notevole irruenza, affermando che presto buona parte dei membri rimasti all’Fli lasceranno il partito e aderiranno al Gruppo Misto (come ha fatto lei per il momento) o confluiranno direttamente nel Pdl.

Ma chi è la nostra Maria Grazia? Nata politicamente nel Ccd ed eletta senatrice nel 94, ci ha messo tre annetti tre a passare ad An, svolta avvenuta un anno dopo la sua rielezione, nel 97. Sottosegretario all’istruzione sotto Letizia Moratti, passa alla Camera nel 2006 e 2008 (sempre eletta).

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