
Internet, in Italia, non è considerato da chi conta un mass media utile e forte. Quei pochi esponenti politici che utilizzano il mezzo bene, spesso, non si impegnano affinché nel nostro paese la cablatura cresca fino ad assicurare a tutti il diritto (così l’ha definito recentemente la Regina Elisabetta) ad una buona navigazione.
Potenziare il mezzo non basta. Per capirlo è sufficiente riflettere su quanto si sta facendo in RAI (l’aumento dei canali non è coinciso con un’offerta più ricca). Ad un certo punto bisognerà pur ragionare sui contenuti.
Da apprezzare è quindi lo sforzo che sta facendo il Ministro dei Beni Pubblici. Secondo quanto riportato da euronews.net il dicastero di Sandro Bondi inizierà una collaborazione con Google affinché i grandi classici della letteratura italiana possano essere consultati gratuitamente anche in rete entro due anni.
Per afferrare certe cose, per capirle, non ci sarebbe bisogno di una sentenza: ma quando c’è, non guasta. Ieri il Tribunale di Milano ha infatti condannato Leo Siegel, conduttore - al tempo dei fatti, nel settembre 2007 - di Filo Diretto in onda su Radio Padania a mille euro di multa. Previsto nella sentenza anche un risarcimento per Gad Lerner, diffamato sempre durante la trasmissione.
Diffamato in che modo? Che era successo di tanto grave? Giudicate voi:
la sera prima, una trasmissione di Gad Lerner sui rom aveva suscitato le ire del Carroccio. In diretta, Siegel aveva chiamato Lerner «nasone ciarlatano» che sarebbe volentieri «andato a prendere in sinagoga per il collo» e una serie di veementi considerazioni sulla «banda di ladri, cioè i rom». Gli ascoltatori non erano certo rimasti indietro, e ne avevano sparate di ancora più grosse
Sentenza sacrosanta, voi che dite?

Qualcosa è successo, o sta accadendo, se la politica internazionale del nostro paese sembra essere un progetto troppo velletario per radicarsi. A poco meno di un giorno dall’attacco iraniano all’ambasciata italiana, si discute sul ruolo dell’Italia in Europa.
Stando a quanto pubblicato dalla Stampa Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, non potrebbe diventare il nuovo Presidente della Banca Europea a causa di un veto, implicito, che molti Capi di Stato avrebbero adottato contro nostro paese.
Pronta subito la smentita del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo il quale la candidatura del funzionario italiano è stata ipotizzata prima del previsto. D’accordo con l’esponente politico anche Silvio Berlusconi che dell’articolo pubblicato da la Stampa ha parlato durante la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa.
Continua a leggere: Bce: l’Europa boicotta la candidatura di Mario Draghi

Per dimenticare quanto successo a Rosarno non è servito neanche un mese. A poco più di tre settimane dagli scontri, e dai conseguenti proclami secondo i quali gli immigrati coinvolti negli scontri avrebbero avuto una sistemazione adeguata, l’Unità pubblica delle immagini che dovrebbero far riflettere.
Queste fotografie meglio di altre rappresentano l’inadeguatezza dell’attuale classe politica italiana che ai lavoratori calabresi, in nero, non è riuscita ad assicurare quanto proposto tanto da costringerli a vivere per strada. Di nuovo. A Roma però.
Nella capitale dove si sono costituiti nell’Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno. Secondo quanto scoperto da Emilia Zazza, che firma il servizio, queste persone erano costrette a lavorare 14 ore al giorno. Per 25 euro. Meno di due euro all’ora.

C’è stato un momento, subito dopo lo scandalo riguardante Dino Boffo ma prima di quello di Piero Marrazzo, in cui ci si domandava spesso chi sarebbe stata la prossima vittima mediatica dell’allora neodirettore del Giornale Vittorio Feltri a causa del quale il direttore dell’Avvenire dovette dimettersi.
Ebbene. Secondo quanto riportato dal Fatto il giornalista avrebbe appeso l’uniforme da agente segreto per evitare ulteriori problemi con l’Ordine dei giornalisti di Milano che proprio in seguito agli articoli pubblicati dal Giornale contro Dino Boffo ha avviato un’inchiesta su di lui.
Oltre a giustificarsi per quanto successo la scorsa estate Vittorio Feltri dovrà rispondere del lavoro che per lui fa Renato Farina. Irradiato dall’Albo per via delle mazzette prese dal Sismi l’agente Betulla (così è soprannominato il giornalista) continua a pubblicare i propri pezzi sul Giornale.
Continua a leggere: Scandalo Boffo. L’Ordine dei giornalisti contro Vittorio Feltri

Ieri sera a “la zanzara” di Radio24, oltre ad Alessandra Mussolini, è intervenuto anche Paolo Grimoldi il deputato leghista di cui ci siamo occupati la scorsa settimana per via della sua crociata contro la versione integrale del “Diario di Anna Frank”.
L’esponente politico, confermando i limiti politici di cui si disquisiva all’indomani dell’intervista di Roberto Maroni a “che tempo che fa”, non ha polemizzato sulla notizia riguardante Renzo Bossi. Figlio di Umberto.
Come riportato dai colleghi di 02blog.it il ragazzo, noto alla cronache anche per la difficoltà riscontrate nel portarsi a casa il diploma di maturità, dovrebbe sostituire Piergianni Prosperini diventando, di fatto, il nuovo assessore allo sport.
Continua a leggere: Renzo Bossi: sarà Assessore Regionale allo Sport?

Francesco Zanardi ha deciso di interrompere lo sciopero della fame che aveva iniziato con il compagno Manuel Incorvaia affinché la loro unione, in quanto omosessuale, fosse riconosciuta dallo Stato.
Intervista da Ulisse Spinnato Vega Francesco Zanardi aveva condiviso con gli utenti di polisblog.it il boicottaggio che era stato organizzato da diversi media contro la loro iniziativa. Drammaticamente, e inutilmente, già vista.
Ricorre proprio in questi giorni l’anniversario della morte di Alfredo Ormando. Lui si mise in gioco molto più della coppia. Si diede fuoco in Piazza San Pietro come una strega, drammaticamente, moderna. Di lui, malgrado il massimo sacrificio, non si parla più.
Continua a leggere: Francesco Zanardi e Manuel Incovaia interrompono lo sciopero della fame

A due giorni dall’annuncio del secondo sciopero degli immigrati italiani (il primo venne organizzato nel 1989) nessuno ha deciso di occuparsi seriamente della notizia tanto che le informazioni relative all’evento si possono trovare sul sito di Sky. E su poche altre testate.
Eppure la manifestazione ha un che di epocale se uno ci pensa bene. Fino a ieri le cronache riconducibili ad immigrati o raccontavano storie di razzismo o di integralismo religioso. I media, gli stessi che preferiscono non parlare dello sciopero, hanno progressivamente smesso di raccontare anche le altre storie. Quelle delle persone oneste che in Italia lavorano.
Da domani, e in vista del 1° marzo (giorno in cui si terrà l’evento), bisognerà iniziare a ragionare anche su altro. Tutti, politici inclusi, dovranno farsi domande e dare delle risposte. È impensabile, come osservava giustamente Giuseppe Civati questa mattina su l’Unità, che ai cittadini non italiani residenti nel nostro paese non vengano date precise direttive prima delle elezioni regionali.
Continua a leggere: Sondaggio. È giusto lo sciopero degli immigrati?

Non poteva iniziare in un modo migliore il 2010. Finalmente, dopo mesi e mesi degni del peggior programma televisivo, si ricomincia a parlare di politica. Quella sana. Quella che antepone un immaginario agli interessi. Propri. Per lo più.
Nei giorni scorsi, infatti, l’economista Loretta Napoleoni ha annunciato a L’Unità che correrà per la presidenza della regione Lazio contro Renata Polverini per il centro-sinistra.
“Mi hanno chiamato – ha dichiarato Loretta Napoleoni - la notte di Natale, mi hanno proposto di candidarmi. Ho pensato che fosse mio dovere, sono anni che dico che bisogna tornare alla società civile e che il sistema ha bisogno di rinnovamento, non potevo tirarmi indietro, non era logico. Lo faccio come dovere, la politica deve ritornare al concetto di dovere, il politico è un servitore del cittadino”.
Continua a leggere: Regionali 2010, Loretta Napoleoni sfida Renata Polverini in Lazio
La Cassazione italiana, con una sentenza dello scorso 23 dicembre, ha deciso ufficialmente di allinearsi alla magistratura svedese secondo la quale piratebay.org è perseguitabile.
“La Cassazione – si legge su zeusnews.it che riporta la notizia - ha dichiarato legittimo l’intervento del magistrato volto a imporre agli internet provider italiani l’inibizione dell’accesso a siti italiani o esteri che violino in continuato le leggi sulla proprietà intellettuale e il diritto di autore, come appunto il sito svedese piratebay.org”.
Al di là di tutti i ragionamenti che sulla sentenza si possono fare è interessante analizzarla in termini politici poiché sconfesserebbe, molto chiaramente, le tesi di molti esponenti dell’attuale Governo.
Continua a leggere: Il Governo Berlusconi non sostiene la Cassazione contro Pirate Bay