Farà sicuramente discutere l’intervento di Alberto Asor Rosa pubblicato oggi sul manifesto. Che cosa sostiene Asor Rosa, uno dei decani della cultura italiana? Parte chiedendosi a che punto sia “la dissoluzione del sistema democratico in Italia”. Risposta mia: estremamente avanzato.
È la stessa risposta che si offre lui. Che poi va oltre,
Le democrazie, se collassano, non collassano sempre per le stesse ragioni e con i medesimi modi (…) Oggi in Italia accade di nuovo perché un gruppo affaristico-delinquenziale ha preso il potere (si pensi a cosa ha significato non affrontare il «conflitto di interessi» quando si poteva!) e può contare oggi su di una maggioranza parlamentare corrotta al punto che sarebbe disposta a votare che gli asini volano se il Capo glielo chiedesse.
Ci siete fin qui? Prosegue dopo il salto.
Continua a leggere: Asor Rosa sul manifesto: è tempo di usare la forza per salvare la democrazia

Silvio Berlusconi è tornato su facebook! La lieta notizia (grazie a lademocrazia.it per la scoperta) ha stimolato la nostra curiosità e siamo andati a controllare la pagina ufficiale del premier. E abbiamo scoperto qualcosa di interessante.
Primo: la pagina piace a circa 300.000 persone. Quella di Bersani, per fare un confronto, a poco meno di 50.000. Facendo un rapido confronto con la pagina ufficiale di Barack Obama (più di 19 milioni di “mi piace”) è evidente che i numeri italiani siano molto piccoli. Gli USA hanno circa 152 milioni di persone con un profilo facebook contro i circa 18 milioni italiani, vale a dire un rapporto di circa 9:1, mentre il rapporto tra le pagine di Obama e Berlusconi (non consideriamo Bersani, la cui pagina è seguita da poche persone) è di 63:1.
Vale a dire che ogni mi piace alla pagina del caro Presidente equivale a 63 mi piace alla pagina di Obama. Insomma, B&B (Berlusconi e Bersani) non sembrano essere molto seguiti sul social network. C’è altro. Seguiteci dopo il salto.
Continua a leggere: Un piccolo viaggio nelle pagine facebook di Berlusconi e Bersani
Solo in Italia, solo in questo periodo storico che chissà come ricorderemo tra venti, o trent’anni, esistono neanche partiti, ma fenomeni come quello del Movimento di Responsabilità Nazionale. Sono quelli che hanno salvato Berlusconi quando c’è stato da votare la fiducia: evitiamo di chiederci il perché.
I nomi più noti li conoscete: Razzi, Scilipoti, Cesario, Calearo (grazie ancora Veltroni, a proposito). Ma concentriamoci sul più visibile Domenico Scilipoti: celeberrima la sua logorroica esplosione in radio insieme a Sabelli Fioretti nel dicembre scorso, e celeberrimi anche i manifestanti prezzolati per manifestargli stima in piazza San Silvestro a Roma.
“Questo per noi è un lavoro”, dicono loro: in piazza San Silvestro un gruppo di extracomunitari ha inscenato una protesta a favore dell’ex esponente dell’Idv Domenico Scilipoti, al centro delle polemiche perché nei giorni scorsi ha deciso di lasciare l’opposizione in parlamento. Gli extracomunitari sono stati identificati dalla polizia e hanno dichiarato di essere stati pagati dallo stesso deputato
Nel video qui sopra, rilanciato qualche ora fa dal Popolo Viola invece vediamo cosa succede quando i manifestanti non sono pagati. Storia di stamattina, 6 aprile, davanti a Montecitorio.

A volte su Facebook la solidarietà ingenua, automatica su certi temi, porta molti utenti ad abboccare a bufale clamorose. È certamente il caso di una catena di Sant’Antonio che sta girando di nuovo in questi giorni, il testo è questo, la pagina del gruppo questa
SE HAI VOGLIA DI STUPRARE “LIEVEMENTE” UNA MINORENNE DA OGGI PUOI FARLO!! Emendamento alla Camera n. 1707: “Niente obbligo di arresto per chi verrà sorpreso a compiere violenze sessuali di LIEVE ENTITA’ verso minori”.I firmatari della legge: Gasparri(PdL),Bricolo(Lega),Quagliariello (PdL),Centaro(PdL), Berselli (PdL), Mazzatorta(Lega),Divina (Lega). Che schifo! copiate quanto scritto sul vostro stato!
Terribile, se fosse vero. Ma non è vero, ed è pure una storia vecchia, già girata nel 2010 e nel 2009. Paolo Granzotto de Il Giornale spiegò compiutamente perché non c’era niente di vero…

Si chiama CIE e doveva rappresentare una delle grandi innovazioni della Pubblica amministrazione italiana. In realtà la Carta d’Identità Elettronica ha subito un destino travagliato quanto incerto ed oggi, a 4 anni dal decreto che doveva regolamentarne definitivamente l’esistenza, rimane ancora uno strumento che incede con indeterminatezza tra l’ambizione modernista e il classico spreco di soldi all’italiana.
Il Ministero dell’Interno ci ricorda che
Il documento di riconoscimento elettronico contiene tutti i dati identificativi e le informazioni ufficiali relative alla persona e funzionerà anche come carta di servizi. La Carta contiene, memorizzate su un microchip e su una banda ottica, i dati personali, il codice fiscale, i dati di residenza, la cittadinanza, il codice numerico del comune di rilascio, la data del rilascio e la data di scadenza oltre alla firma del titolare, la fotografia ed eventuale indicazione di non validità ai fini dell’espatrio. Potrà contenere anche i dati amministrativi del Servizio Sanitario Nazionale, e tutte le informazioni occorrenti per la firma digitale.
Tutto questo nella più rosea delle teorie. Perché nella pratica tutto ciò non è avvenuto e la carta d’identità elettronica è rimasta sospesa nel limbo: spreco o grandissima botta di modernità? Il periodo di sperimentazione dell’oggetto è finito nel 2010, dopo ben 9 anni. E dal 2012 dovrebbe diventare obbligatoria per accedere ai servizi della Pubblica amministrazione.
Continua a leggere: Ma la Carta d'Identità Elettronica serve a qualcosa?
La notizia non porterà alcun cambiamento nelle abitudini e nello stile dei lettori e dei commentatori di PolisBog, che non sono avvezzi ad utilizzare insulti ed improperi contro autori, politici e organizzazioni internazionali. Rimane comunque interessante, solo per cultura personale, leggere quanto stabilito dalla Cassazione in merito alla diffamazione compiuta attraverso i commenti e le opinioni espresse via web.
Sarebbe stato dunque chiarito che chi
si connette a Internet tramite il PC di casa e partecipa ad un forum politico su web inveendo e diffamando un soggetto e la sua famiglia commette diffamazione e il codice numerico IP cui è associato attraverso il gestore della linea telefonica ne è prova schiacciante, cui si aggiunge il nickname utilizzato. La Cassazione (sentenza 8824/11) ha stabilito la responsabilità penale per diffamazione a carico di un soggetto operante su un forum web identificato mediante il numero IP del suo computer.
Non esisterebbero dunque attenuanti per chi utilizza il web (o, magari, un blog) per insultare e diffamare politici, amministratori, autori e altri utenti.
Non opera nemmeno l’esimente dell’esercizio del diritto di critica politica dal momento che le espressioni offensive consistono non già in un dissenso motivato, espresso in termini misurati e necessari, bensì in un attacco personale lesivo della dignità morale ed intellettuale dell’avversario e del contraddittore.
La Cassazione, nel caso ve ne fosse bisogno, ribadisce dunque che il dissenso politico, anche sul web, può essere motivato e articolato ma non deve degenerare nell’insulto.
Il video, trasmesso ieri sera da Studio Aperto e dal Tg4 (strano, vero?), in cui Silvio Berlusconi si difende e contrattacca, annunciando al popolo fremente che ha una fidanzata, è molto interessante. Al di là delle accuse, da un punto di vista comunicativo ci sono molti spunti di riflessione:
Lo sfondo - Berlusconi è in uno studio privato, alle spalle si vedono alcune foto che lo raffigurano con i figli, e sullo sfondo una enorme libreria con quella che sembra un’enciclopedia e molti altri libri. Non parla da Palazzo Chigi, anche l’arredamento è molto sobrio, quasi come se volesse calarsi al nostro livello (cosa che ha sempre fatto, dal 1994 ha sempre cercato di dire “sono come voi, un po’ meglio di voi, è vero, ma in fondo mi capite…”). Le foto con i figli completano il quadro: è un uomo che pensa alla famiglia, i figli sono una parte importante della sua vita. Veronica, invece, non viene nemmeno citata. Ormai rappresenta il passato, anche perchè ha osato rivolgere parole di fuoco al Sultano, e deve scomparire.
I colpevoli - Come al solito, Berlusconi radicalizza il discorso politico, creando una contrapposizione tra Noi e Loro. Loro ovviamente sono i magistrati di Milano, che usano metodi illegittimi e discriminatori, che non hanno accettato la fiducia ottenuta (o meglio, comprata) dal governo il 14 Dicembre.
Seguiteci dopo il salto…
Continua a leggere: Caso Ruby, Berlusconi e la prostituzione: il video di ieri sera è un boomerang?
Un’ottima domanda. Voi cosa fareste? Consigliereste di minimizzare, come ha fatto finora? Di contrattaccare? Di attaccare Assange? Lo scandalo Wikileaks, o il cablegate - se volete essere più anglofoni - ha causato danni politici rilevanti in tutto il mondo. Alastair Campbell, ex spin doctor di Tony Blair e, secondo alcuni, principale artefice delle vittorie elettorali del New Labour negli anni Novanta e primi anni Duemila, ha una sua teoria.
L’ha esposta, rispondendo alle domande di una giornalista, al festival dell’innovazione di Bari. Nomfup ci segnala il video che vedete qui sopra (e che inizia dopo venti secondi circa). Molto interessante.
“Tutte le cose che sono state dette sul Primo ministro italiano erano già state lette prima e si è detto ben peggio prima come per Sarkozy e Putin. […il fatto che Berlusconi è il maggior proprietario di media in Italia] è una situazione veramente diversa rispetto al mio paese. […] Le storie del suo passato continuano a venire fuori, quindi se non mettono in piedi una strategia, una grossa narrazione, sarà sempre più difficile affrontare questa situazione.”
Già, una grossa narrazione. Ricordate Una storia italiana?

Le dimissioni di Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, sono la vera notizia politica della settimana. Il tentativo di Pierferdinando Casini di riconquistare il potere o l’ennesima partecipazione televisiva di Roberto Maroni per smentire Saviano a confronto sono solo fuffa.
Da oggi fino al 15 dicembre, giorno in cui Mara Carfagna lascerà il Governo, si continuerà a ragionare su quanto potrebbe succedere a Silvio Berlusconi. Posticipare l’appuntamento elettorale sicuramente non gli ha giovato.
Un ruolo chiave potrebbe averlo proprio il momentaneo ministro per le Pari Opportunità. Cosa farà dopo aver abbandonato l’esecutivo? L’anno prossimo a Napoli ci saranno le elezioni comunali. La candidatura di Mara Carfagna sembra ormai un’eventualità certa malgrado le dichiarazioni che la diretta interessata ha rilasciato prima di ufficializzare le dimissioni.
Continua a leggere: Mara Carfagna è pronta per diventare il nuovo sindaco di Napoli
Ecco qual è il vero problema. Non le critiche sollevate, tra gli altri, da Luca Telese e Marco Travaglio. No. I ragazzi di Giornalettismo, citando un articolo del Giornale, ci ricordano che
“Fabio Fazio col suo birignao, Roberto Benigni col suo scutrettolante linguaggio corporeo, Roberto Saviano con il ben predisposto sembiante da «macho-macho man» alla Freddy Mercury, ecco, quel terzetto al quale ovviamente va aggiunto l’ospite d’onore, Nichi Vendola, pareva lì per sponsorizzare il Gay Pride.”
Paolo Granzotto, autore dell’articolo dai cui è tratta questa citazione, non le manda certo a dire.
“per movenze e linguaggio, per quei sorrisini e quello sgranare gli occhioni, per quelle reticenze da verginelli o da Vispa Teresa di Paolo Poli, dalla brigata di Vieni via con me traspariva una palese consuetudine alla checcaggine, alla ricchionaggine.”