
Sono bastati due giorni di incontri e trattative a Matteo Renzi, nuovo sindaco Pd di Firenze, per scegliere i componenti della nuova Giunta comunale. Applicato in modo rigoroso e probabilmente inedito per una grande città il principio delle quote rosa, con cinque donne e cinque uomini che si divideranno incarichi e deleghe.
La squadra del Renzi (che terrà per sé polizia municipale e urbanistica) sarà quindi composta da:
Dario Nardella (Pd) vicesindaco, sviluppo economico e turismo
Barbara Cavandoli (Pd) sport
Elisabetta Cianfanelli (Partito Socialista) università e ricerca
Giuliano da Empoli (indipendente) cultura
Rosa Maria Di Giorgi (Pd) istruzione
Angelo Falchetti (indipendente) bilancio, società partecipate, organizzazione e innovazione
Claudio Fantoni (Pd) casa
Massimo Mattei (Pd) mobilità, infrastrutture, opere pubbliche e decoro urbano
Stefania Saccardi (Pd) welfare
Cristina Scaletti (Idv) ambiente
Ora bisognerà vedere se la giovane promessa del Partito democratico riuscirà a non deludere le aspettative di chi lo ha votato…

L’entusiasmante testa a testa di ieri alla Provincia di Milano - ma anche in certo qual modo a Venezia - ha decisamente contraddistinto la tornata elettorale, determinandone l’esito senza appello. È pur vero che il centrodestra ha dovuto soffrire per vincere in luoghi in cui era dato per certo dopo il primo turno, ma è altresì vero che sempre in quei luoghi ha ribaltato un’amministrazione di segno opposto, e questo nonostante il fortissimo astensionismo del suo elettorato.
È per questo che appare quanto mai stonata la dichiarazione di Franceschini sul declino della destra. Allo stato attuale non solo non c’è declino, ma addirittura lo schieramento Pdl/Lega va a vincere in luoghi un tempo ritenuti inespugnabili come Cremona, Prato e Sassuolo. Certo, anche il centrosinistra ha avuto qualche soddisfazione, riconfermando alcune amministrazioni-simbolo come Padova e Bari, dove Zanonato ed Emiliano hanno governato bene, ma nella sostanza non va al di là della conferma delle fortezze storiche, e neanche tutte.
I dati numerici sono sotto gli occhi di tutti. Le province al voto erano 62. Di queste 50 appartenevano al centrosinistra, 9 al centrodestra, 3 di nuova istituzione. Dopo il voto la situazione è di 34-28 per il centrodestra; come a dire che più di 20 sono passate di mano.
Continua a leggere: Retrospettiva sui risultati delle amministrative. Chi ha vinto?

Le urne si sono chiuse alle 15 e lo spoglio delle - poche - schede referendarie si è concluso. Sono quindi partiti i conteggi per capire chi si aggiudicherà la poltrona di Sindaco nelle città umbre di Terni, Orvieto, Bastia, Marsciano, Gualdo Tadino e Spoleto.
Comune di Bastia: 46% centrosinistra - 54 % centrodestra - Stefano Ansideri sindaco
Comune di Gualdo Tadino: 34% centrosinistra - 64% centrodestra - Roberto Morroni sindaco
Comune di Orvieto: 44% centrosinistra - 55.9% centrodestra - Antonio Concina sindaco
Comune di Marsciano: 47% sinistra - 53 % centro sinistra - Alfio Todini sindaco
Comune di Spoleto: 47% centrodestra - 53% centrosinistra - Daniele Benedetti sindaco
Comune di Terni: 47% centrodestra - 53% centrosinistra - Leopoldo di Girolamo sindaco
I risultati definitivi: il centrodestra vince a Gualdo Tadino, Orvieto e Bastia (confinante con Assisi, già amministrata dal Pdl), togliendo queste città al Pd. Il centrosinistra mantiene il controllo di Marsciano, Terni e Spoleto. I risultati del primo turno.

Dalle ore 15 qui troverete aggiornati in diretta minuto per minuto i risultati del secondo turno delle elezioni amministrative comunali e provinciali.
Provincia di Milano (2905/2905). Podestà CDX 50,2% - Penati CSX 49,8%
Provincia di Torino (1118/2316). Porchietto CDX 41,6% - Saitta CSX 58,4%
Provincia di Parma (150/469). Lavagetto CDX 42,4% - Bernazzoli CSX 57,6%
Provincia di Venezia (862/862). Zaccariotto CDX 51,9% - Zoggia CSX 48,1%
Provincia di Brindisi (106/379). Saccomanno CDX 43,8% - Ferrarese CSX 56,2%
Provincia di Alessandria (224/545). Stradella CDX 48,4% - Filippi CSX 51,6%
Provincia di Rimini (9/292). LombardiCDX 45,1% - Vitali CSX 54,9%
Comune di Firenze (213/361).Galli CDX 40% - Renzi CSX 60%
Comune di Bologna (108/449). Cazzola CDX 38,1% - Delbono CSX 61,9%
Comune di Bari (115/345). Di Cagno CDX 40% - Emiliano CSX 60%
Comune di Padova (112/208). Marin CDX 48,1% - Zanonato CSX 51,9%

Manca poco meno di un’ora alla chiusura dei seggi, e appare estremamente difficile che il referendum Segni-Guzzetta possa raggiungere il quorum. Il dato delle 22 di ieri dava il 16,5 % medio di affluenza, (16,7 il terzo sulle candidature multiple) e benché l’ultimo giorno spesso si assista a una corsa al voto dei ritardatari, la soglia del 50% più uno rimane ben lontana.
In questo post vi terremo comunque aggiornati sui dati relativi all’affluenza, nonché alla percentuali dei Sì e dei No, minuto per minuto.
Ore 15.15. I primi 600 comuni (su 8100) vedono un dato di affluenza al referendum di poco superiore al 15%. A questo punto possiamo confermarvi che a meno di un miracolo il referendum non è valido.

La lista della Lega nord nel collegio provinciale numero 20 ha ottenuto il 7,8% (con punte del 12%) e così, grazie al voto degli elettori umbri di Cascia, Norcia, Preci, Vallo di Nera, Giancarlo Carocci è il primo consigliere padano a varcare la soglia della Provincia di Perugia. Un evento non di poco conto, che rende visibile e concreta l’avanzata della Lega nord nelle lande dell’Italia centrale, un evento da barzelletta fino a due anni fa.
E mentre nelle librerie di tutta la regione i cittadini si accalcano per cercare libri di cucina dedicati alla cassoeula e vocabolari umbro/lombardo, la Circoscrizione Centro Italia (Umbria, Toscana, Marche e Lazio) regala alla Lega nord anche un parlamentare europeo, grazie alla crescita esponenziale dei consensi, che sono passati dallo 0,4% del 1999 allo 0,56% del 2004 al 3% del 2009.
Era scritto, visto il suo pedigree, e dunque potrebbe non sembrare una gran notizia; ma per noi italiani, meno avvezzi ai fatti rumeni rappresenta pur sempre una novità. Elena Basescu, figlia dell’ex-Primo ministro Traian Basescu e noto nome dello spettacolo (vanta un’invidiabile carriera da modella) è stata eletta a furor di popolo e occuperà un ambito scranno a Strasburgo.
200.000 i voti conseguiti dalla Paris Hilton dei Balcani, com’è soprannominata in madrepatria. Elena è nata il 24 aprile del 1980 a Constanta e ha dovuto presentarsi come indipendente per non incorrere nelle accuse di nepotismo rivolte al padre dai suoi stessi uomini. Ma ora ha annunciato che rientrerà nel partito.
Peccato che Silvio Berlusconi rinuncerà al suo seggio in Europa. Altrimenti, altro che Noemi Letizia… Dopo il salto la gallery a lei dedicata.
Continua a leggere: Quando la Romania ti sorprende: Elena Basescu eletta al Parlamento Europeo
José Bové è un attivista francese che, da ieri, rappresenta la nuova formazione Europe Ecologie (16%, 14 eletti) al Parlamento europeo.
Bové è un personaggio e un politico particolare. Da allevatore di capre e pecore e produttore di Roquefort, José Bové divenne celebre per aver devastato un McDonald nel 1999 (non prima di essersi opposto all’ampliamento della base militare di Larzac) per protestare contro la globalizzazione. Due anni più tardi, nel luglio del 2001, Bové partecipa agli incontri e alle manifestazioni contro il G8 di Genova e da allora non ha mai smesso di impegnarsi per “un nuovo modello sociale ed economico alternativo alla speculazione finanziaria e alla distruzione del pianeta”.
Ora, credendo che un’altra Europa sia davvero possibile, contrastando gli ogm e l’energia nucleare e sostenendo l’esigenza di un continente che sappia integrare la democrazia, l’ecologia e i diritti sociali, questo Asterix baffuto approda a Strasburgo.
Piccole soddisfazioni d’Oltralpe dopo i risultati di ieri…
Uno dei dati più interessanti emersi dalla consultazione elettorale amministrativa è il rinvio al secondo turno di tutti i comuni più importanti. Unica eccezione Bergamo che ha cambiato pelle, passando al centro-destra. Vediamo allora che cosa potrebbe accadere a Firenze, Bologna e Padova (ma anche alla provincia di Milano) la prossima settimana.
Firenze. Qui Renzi ha ottenuto un risultato deludente, per sua stessa ammissione, con un 47,8 che non migliora quello del suo predecessore Dominici, anche lui eletto al secondo turno. Si tratta solo di una questione di immagine perché il candidato democratico in realtà non corre alcun rischio. Il terzo incomodo, l’ex-Psi Valdo Spini, ha infatti guadagnato un sorprendente 8% grazie all’appoggio di Rifondazione-comunisti italiani, i cui votanti ben difficilmente andranno a votare per lo sfidante Galli (32% secco) del Pdl.
Bologna. Più intricata la situazione nell’altra grande roccaforte Pd. Raggiungere il quorum per Delbono (49,4%) era vitale per evitare i rischi di un secondo duello con Cazzola (29,1%) e non ci si lasci ingannare dal grande divario. L’ex-primo cittadino di centrodestra Guazzaloca ha infatti riportato il 12,7. È vero che il distacco rimane notevole, ma in previsione di una forte astensione tutto può ancora succedere.