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Elezioni anticipate

Governo battuto ed elezioni anticipate nel 2012: chi vincerebbe?

pubblicato da Bruno Marino in: Elezioni anticipate


“«Si voterà l’anno prossimo» come lo stesso Berlusconi aveva detto l’altro ieri. Un’opzione che trova favorevoli i leader delle maggiori forze di opposizione, a partire da Bersani e Casini.”

Secondo Francesco Verderami del Corriere, ma anche secondo Libero, non ci sono dubbi: si voterà la prossima primavera. Io continuo ad avere qualche dubbio: Berlusconi deve far approvare alcuni provvedimenti fondamentali, come la prescrizione breve per evitare una catastrofica sentenza di primo grado nel processo Mills. Se il Cavaliere risolvesse i propri problemi con la giustizia (a modo suo ovviamente, cioè cambiando le leggi), le elezioni politiche nel 2012 diventerebbero un’ipotesi concreta. Forse, anche con un altro candidato premier. Concentriamoci, però, sui dati concreti.

Il sito Termometro Politico ha pubblicato alcune simulazioni elettorali molto interessanti. Qui trovate una media dei sondaggi delle ultime due settimane, con i seggi che i vari partiti conquisterebbero in Parlamento. Il Pd sarebbe il primo partito, con il 27,5%, seguito da Pdl (26%), Lega (9%) e Idv (8%). Pd e alleati (Idv, SeL e altri) conquisterebbero una solida maggioranza alla Camera, grazie al premio di maggioranza nazionale. Al Senato, invece, le cose sarebbero diverse: il Centrosinistra otterrebbe 157 seggi contro i 122 del Centrodestra, i 35 del Terzo Polo e 2 seggi attribuiti a partiti minori. Insomma, si rischia di rivivere la situazione dell’ultimo governo Prodi: una solida maggioranza alla Camera, un rischioso quasi pareggio al Senato.

C’è una variabile fondamentale da considerare: il risultato in Sicilia. Se il Centrosinistra riuscisse a vincere nell’isola, la maggioranza al Senato sarebbe più tranquilla. Sappiamo bene, però, che le dinamiche di voto in quella regione sono molto particolari, per usare un eufemismo (come dimenticare il 61-0 a favore di Berlusconi nelle elezioni politiche del 2001?), e quindi fare previsioni appare molto difficile. Secondo altri studi di Termometro Politico, per il Centrodestra non ci sarebbe nessuna speranza: perderebbe comunque, sia in caso di accordo tra Centrosinistra e Terzo Polo, sia in caso di mancato accordo tra le due coalizioni.

Ovviamente, i dati che vi presentiamo sono tratti da sondaggi, quindi non fanno previsioni per il futuro. Sappiamo bene che il Centrosinistra è capace di tutto e che Berlusconi ci ha abituato sia a costose campagne acquisti che a grandi rimonte prima delle elezioni. Il dato politico, però, è incontrovertibile: se si votasse oggi, Berlusconi perderebbe. Riusciranno i nostri eroi del Centrosinistra a riportarlo in vita per l’ennesima volta?

Foto | Flickr

Video: la sconfitta del Pdl secondo Stracquadanio

pubblicato da Bruno Marino in: Impresentabili Video Elezioni anticipate

Non so quanti di voi ricordino una mitica prima pagina di Cuore. “Dopo un giro di consultazioni, la nostra serena analisi: hanno la faccia come il c…”. Non c’entra nulla, ma passiamo a Giorgio Stracquadanio, già noto per aver invocato il “metodo Boffo” contro Gianfranco Fini e aver difeso le leggi ad personam che servono a difendere Berlusconi (poverino, solo contro il mondo, ce la farà a battere i cattivi pm di Milano?). Nel video che trovate qui sopra ecco la spiegazione della ennesima sconfitta del centrodestra:

“Perchè su internet noi non vinciamo? Ma scusate ragazzi, hanno un esercito che alle 2 di pomeriggio va a casa e non fa un cazzo, perchè il loro blocco sociale è l’impiego pubblico! […] Dalle 2 alle 10 di sera, hai voglia il casino che monto in piedi se sto anch’io tutto il giorno dietro alla tastiera. Peccato che io debba votare in commissione, scrivere magari qualche articolo un po’ ragionato…”

Che ne dite? Un ottimo modo per prendere coscienza del disastro delle Amministrative e dei Referendum, vero?

A sinistra si riparla di Santa Alleanza, da Fini a Vendola: l'unico escluso è Di Pietro

pubblicato da Christian De Mattia in: Il punto politico Elezioni anticipate


Un minestrone politico che difficilmente sarebbe in grado di governare. Ma evidentemente a sinistra dopo il disastro dell’Unione vogliono riprovarci con le coalizioni con dentro tutto e il contrario di tutto. Tutti i quotidiani riportano l’idea sempre più evidente e concretizzabile di un’alleanza da Vendola a Fini con Casini e ovviamente Bersani.

L’unico escluso sarebbe il povero Di Pietro, sempre più in difficoltà non solo all’interno del suo movimento ma anche per la “concorrenza” di Vendola e Grillo e degli ultimi scesi in campo Santoro e Travaglio.

D’Alema e Bersani sono sempre più convinti: l’unico modo per battere Berlusconi è fare un comitato di liberazione nazionale che veda insieme ex comunisti, ex fascisti e democristiani. E pensano anche di sconfiggere le resistenze degli altri leader.

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Elezioni anticipate: i tempi tecnici per il voto

pubblicato da V. in: Analisi e Dati Elezioni anticipate

elezioni antMa allora come andrà a finire? Cade o non cade il governo? E se cade che succede? Un Berlusconi bis, un governo tecnico, o si va alle urne? impossibile dirlo: ci ha provato Francesco Costa sul Post qualche giorno fa, ma sono sempre ipotesi, la cronaca politica corre più in fretta di quanto noi la si tenti di rincorrere.

Vi segnalo però un pezzo uscito oggi su La Stampa, firmato Luca Tentoni che spiega tecnicamente i tempi per le elezioni: in caso di caduta del Governo Berlusconi, non se ne parla prima di marzo… e uh! Ci sono anche le elezioni amministrative 2011 a primavera, nell’eventualità non escluderei un election day.

Eventualità remota però: ho appena chiamato un’impresa di affissioni elettorali, e mi hanno confermato che per le amministrative in parecchi si sono già fatti sentire, mentre non si è fatto ancora sentire nessuno per le politiche… il che significa che le cose sono forse più stabili di quanto crediamo.

Dopo il salto vediamo un po’ di tempi tecnici per il voto.

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Di Pietro vuole stanare Fini: "Ci è o ci fa?"

pubblicato da Christian De Mattia in: Gianfranco Fini Il fatto della settimana Antonio di Pietro Elezioni anticipate


Non solo Renzi ha sollecitato, prendendolo in giro, Fini a decidere una volta per tutte se vuole sostenere ancora questo governo. Il sindaco di Firenze si è spinto a paragonare l’azione ondivaga del Presidente della Camera a Beautiful “Sono tre settimane che Fini dice farò un grande discorso, farò vedere un video che cambierà la scena politica, poi, ancora a Perugia farò un grande intervento… E’ esattamente quello che si dice a ‘Beautiful’ dove poi però mandano la pubblicità e non succede niente”

Ora tocca a Di Pietro essersi stancato del tira e molla finiano, cercando con una lettera aperta sul suo blog di giocare di sponda con Bersani per stanare Fini. Tutto è incentrato sulla richiesta di sfiducia a Berlusconi in Parlamento che tutti vorrebbero ma nessuno ha il coraggio di proporre

Caro Luigi hai sentito pure tu che ieri Fini ha detto che Berlusconi si deve dimettere? Ti rendi conto anche tu che forse è arrivato il momento sfiduciarlo visto che lui non si dimetterà mai? Tu potresti replicare che non abbiamo i numeri per farlo. Ma è qui che casca l`asino. In questo momento, noi dobbiamo stanare Fini e non Berlusconi ma ci deve dimostrare se ‘ci fa o ci è’”

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Il rebus delle alleanze preoccupa il Pd

pubblicato da Christian De Mattia in: Partiti Partito Democratico PD Elezioni anticipate


Con una crisi del governo sempre più vicina e l’ipotesi elezioni anticipate molto probabile la questione delle alleanze elettorali diventa vitale per i due poli (e per l’eventuale terzo polo). Il Pd, nonostante le difficoltà dell’esecutivo Berlusconi, non riesce per niente a guadagnare consensi ma anzi ne perde a favore dei due competitori interni al centrosinistra: Vendola e Di Pietro.

Bersani si trova tirato per la giacchetta da chi vorrebbe imporre come prioritaria un’alleanza con l’Udc e chi vorrebbe i democratici più spostati a sinistra in alleanza con Sel e Idv. Il segretario del Pd in realtà sta provando a riuscire a creare una super alleanza sul modello dell’Unione prodiana, forte alle urne ma poi debolissima nel governare. Il problema è che oggettivamente pare difficile riuscire a tenere insieme in un’alleanza Casini, Vendola, Di Pietro, i verdi, i socialisti, i radicali e magari pure Fini o i comunisti Ferrero e Diliberto.

Andranno fatte delle scelte, anche in considerazione dei diktat dei vari leader ma ciò comporterà sicuramente mal di pancia che già si incominciano a intravedere. Bersani ha proposto a Di Pietro e Vendola di costituire un gruppo unico parlamentare per avviare un percorso condiviso suscitando l’ira dell’ala centrista (Follini e Fioroni in primis) che hanno parlato addirittura di “follia politica”.

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Bersani apre all'Udc. Via alle alleanze elettorali per marzo

pubblicato da Luca Landoni in: Strategia elettorale Elezioni anticipate

Importante novità nello schieramento progressista, con le esternazioni del leader Pd Pierluigi Bersani, che per la prima volta ha parlato apertamente di alleanza con l’Udc.

“In caso di voto immagino la formazione di un nuovo Ulivo con forze di centrosinistra che vogliono determinare una colazione di governo. Lancerò una proposta all’Udc e a tutte le forze di opposizione”

L’allargamento del fronte antiberlusconiano è un must assoluto per la sinistra, che si trova di fronte a un compito veramente arduo, quello di raccogliere forze estremamente variegate in un’unica alleanza che molti per comodità chiamano ancora Ulivo, ma ben difficilmente potrà mantenere questo nome.

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La fiducia nel Governo crolla al 30%. Berlusconi in caduta libera

pubblicato da Luca Landoni in: Sondaggio Elezioni anticipate


Il tentativo disperato del Premier Silvio Berlusconi di evitare le elezioni e andare avanti nonostante tutto sta registrando una ricaduta tombale sulla fiducia che i cittadini esprimono al Governo.

Secondo gli ultimi dati, ben analizzati oggi da Renato Mannheimer sul Corriere, il Governo si attesta al 30% (a marzo si era ancora al 39), mentre il Pdl crolla addirittura sotto lo “zoccolo duro” finendo al 29%.

Da notare che persino tra i votanti la maggioranza un buon 26% dichiara di aver perso la fiducia e - dato ancor più significativo - i leghisti sono ancor più irrequieti, esprimendo un dato ancor più elevato.

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Domani la "fiducia" sul Governo. La conta dei voti verso quota 316

pubblicato da Luca Landoni in: Diario politico Elezioni anticipate


Come passa il tempo quando ci si diverte… di fatto siamo arrivati a solo un giorno dall’Armageddon, inteso come il voto sulla risoluzione finale del Governo, che fino a poche ore fa sembrava coincidere con la fiducia all’esecutivo.

In realtà così non sarà, almeno da un punto di vista tecnico, perché le ultime riunioni strategiche hanno indotto Berlusconi a cambiare la formula ufficiale, facendo votare un semplice documento programmatico in (cinque) punti e chi c’è c’è, chi non c’è…

Tutto questo per non legittimare il movimento di Fini, Futuro e Libertà, e costringerlo a una scelta di campo finale. Infatti il documento sarà sottoscritto solo da Lega e Pdl, e come tale sottoposto all’approvazione della Camera; a quel punto gli uomini di Fli - nonostante l’ultimo appello del portavoce Bocchino a condividere preventivamente la risoluzione - dovranno scegliere: o pro o contro, assumendosi la responsabilità di eventuali strappi futuri.

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Intervista: Mario Baldassarri a Polisblog “In autunno ci vuole una manovra per la crescita”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Analisi e Dati Intervista con... Elezioni anticipate

E’ la ‘mente’ economica dei cosiddetti finiani. Dal suo scranno di presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, Mario Baldassarri fa da tempo il controcanto al Tremonti rigorista. E insiste nel chiedere una politica di crescita, occupazione e redistribuzione accanto a quella – prioritaria per il ‘Divo Giulio’ – di controllo ferreo dei conti pubblici.

Chi non ricorda la sua proposta di un anno fa? Una contromanovra da 35miliardi di tagli e sgravi che puntava a rivoluzionare la finanziaria del governo. Non se ne fece nulla, ma ancora oggi il Fini-pensiero sui temi dell’economia rispecchia in pieno le posizioni dell’ex viceministro delle Finanze.

Che a Polisblog.it dice: “Elezioni a novembre o a marzo? Di sicuro per il bilancio dello Stato è meglio avere un governo solido e autorevole che governa”.

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