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Emergenza rifiuti

Ingroia al congresso del Pdci e le indegne polemiche del Pdl

pubblicato da Bruno Marino in: L'Italia fa schifo Impresentabili Emergenza rifiuti

“Io ho giurato sulla Costituzione democratica, la difendo sempre e sempre la difenderò. Un magistrato deve essere imparziale quando esercita le funzioni. Lo confesso: non mi sento del tutto imparziale, anzi, di più, mi sento partigiano e nel senso più nobile del termine. Partigiano innanzitutto […] perchè sono socio onorario dell’ANPI […]. Sono un partigiano della Costituzione. In questo non sono imparziale. Tra chi difende la Costituzione e chi la offende quotidianamente so da che parte stare.

Avete letto? Sono le parole pronunciate da Antonio Ingroia al congresso del Pdci di Rimini. Niente di sconvolgente, l’unico punto di critica riguarda la partecipazione di un magistrato ad un congresso di un partito politico, ma Ingroia non voleva annunciare una “discesa in campo”, quanto piuttosto difendere in pubblico la nostra Costituzione. Un tema che non dovrebbe diventare oggetto di lotta politica, che dovrebbe essere condiviso da tutti i partiti. Ovviamente, non è così. Ci vuole poco per scatenare le accuse del Pdl: da sottolineare le parole di Jole Santelli:

“Credo che il dottor Ingroia stia preparando il suo ingresso in politica. È ovviamente possibile che tale previsione si riveli errata, ma altrettanto probabile che come altri suoi colleghi sia nel momento di passaggio in cui la toga serve per acquisire notorietà per una carriera politica.”

Tutto questo detto da una signora che ha lavorato nello studio Previti. Anche Alessandro Sallusti ha detto (purtroppo) la sua (seguiteci dopo il salto):

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Napoli città pulita - Ferragosto senza rifiuti: la nota del vicesindaco

pubblicato da Alberto Puliafito in: Interni Emergenza rifiuti

Napoli senza emergenza rifiuti

Napoli senza emergenza rifiuti. Non è il miracolo berlusconiano, anche se il premier aveva promesso più volte di pulire Napoli. E per questo motivo non trova un’eco adeguata nei mezzi di comunicazione, tutti impegnati a dissertare del decreto anticrisi. Senza troppi proclami, l’attuale amministrazione della città sarebbe però riuscita dove hanno fallito taumaturghi della spazzatura e stati d’emergenza.

La notizia si trova addirittura su Libero, che riprende l’Adnkronos, la quale, a sua volta, propone una nota del vicesindaco di Napoli, con delega all’Ambiente, Tommaso Sodano. Ecco le sue dichiarazioni. Affatto miracolose e dunque difficilmente smentibili. Anche perché riconoscono il merito di tutti i soggetti in campo.

La città è finalmente pulita, tanto che i rifiuti in giacenza per le strade sono prossimi allo zero. Da stasera si inizierà a rimuovere la parte dei rifiuti combusti, portando così via i cumuli residui. Come promesso, dunque, Napoli a ferragosto è una città liberata dalla spazzatura, dopo un intenso impegno da parte dei lavoratori della Asia e di tutte le altre ditte incaricate della rimozione dei rifiuti cittadini, che questa amministrazione infatti vuole ringraziare

Ulteriore ringraziamento lo rivolgiamo alla Sapna, per la leale collaborazione dimostrataci: e’ stata proprio tale collaborazione che ha consentito, in una condizione di precarieta’ impiantistica, questo straordinario risultato.

Adesso i cittadini devono aiutarci a mantenere la città pulita rispettando gli orari di conferimento e denunciando quanti, in modo incivile e illegale, abbandonano i rifiuti per la strada, compresi quelli ingombranti, non rispettando orari e spazi di raccolta. Si tratta di comportamenti inaccettabili che questa amministrazione perseguira’ disponendo un incremento dei controlli e delle sanzioni.

Pare necessario dare un po’ di visibilità a queste parole, che attendono, ovviamente, la verifica dei prossimi giorni, settimane e mesi. Se il successo ferragostano si confermerà, non si potrà che essere lieti per la popolazione del capoluogo campano. E magari, qualcuno che più volte ha promesso e non mantenuto, dovrebbe rendere in qualche modo conto del proprio fallimento. Accadrebbe, in un mondo migliore. E se qualcosa non dovesse andare bene, non ci sarà da temere: il Giornale, come ha già provato a fare, smaschererà eventuali bugie o mezze verità.

Anche le regioni rosse dicono no a De Magistris e ai rifiuti napoletani

pubblicato da Christian De Mattia in: Emergenza rifiuti


Il sindaco di Napoli De Magistris è sempre più in difficoltà e accusare il centrodestra di scarso attivismo e mancata solidarietà si scontra chiaramente con la realtà. Infatti la vicinanza delle regioni governate dalla sinistra tanto sbandierata dal neosindaco non esiste.

Solo la Liguria sembrerebbe aver risposto sì alle richieste campane mentre Emilia Romagna e Umbria han già detto di no e anche la Puglia vendoliana è orientata a non prendersi carico di nuove tonnellate di rifiuti. Le motivazioni risiedono anche in passate furberie nel movimento della monnezza: più volte i carabinieri del Noe si sono resi conto, controllando i carichi, che i rifiuti trasportati non erano sigillati nè corrispondenti a quelli concordati.

Al momento anche Veneto, Piemonte, Lombardia e Calabria spingono per il no così come la regione Marche, seppur contattata, non vorrebbe prendersi questo onere. Tra gli altri problemi molte regioni lamentano mancati pagamenti per aiuti risalenti all’emergenza del 2008.

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Il piano di De Magistris per smaltire i rifiuti napoletani: mandarli altrove

pubblicato da Luca Landoni in: Emergenza rifiuti


Le ore passano e si fanno sempre più inquietanti gli interrogativi sul tanto sbandierato (in campagna elettorale) piano di De Magistris per smaltire i rifiuti napoletani. Dopo averci vinto le elezioni, l’ex-magistrato ha immediatamente annunciato che in 5 giorni la monnezza sarebbe sparita dalle strade, ma… è ancora là.

Passato il termine il neo-sindaco non ha trovato di meglio che accusare governo, ulteriori non meglio precisate autorità e quant’altro di averlo sabotato, ma la scusa pare un po’ comoda. Ammettiamo anche che sia vero, ma almeno un minimo segnale ci saremmo aspettati di vederlo. Insomma, non l’inerzia più totale cui stiamo assistendo.

Ma il bello deve ancora venire. Sì, perché De Magistris, ormai alla disperazione, ha così dichiarato:

“La responsabilità adesso pesa sulle spalle del presidente del consiglio e del governo perché i presidenti di Regione hanno dato la loro disponibilità, e perché senza decreto si vanifica il nostro sforzo, impedendo così anche la possibilità di procedere al meglio con la raccolta differenziata spinta”.

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Emergenza rifiuti: De Magistris minaccia di attuare un piano alternativo

pubblicato da Luca Landoni in: Emergenza rifiuti


Mentre nel video di Youreporter assistiamo a come si smaltiscono i rifiuti a Napoli, ovvero spostandoli da un lato all’altro della strada durante la notte, facciamo il punto sull’emergenza monnezza.

Il sindaco De Magistris aveva annunciato che in cinque giorni avrebbe ripulito la città, ma di interventi di qualsivoglia genere non c’è neanche l’ombra. Se però sembrava inevitabile che il problema richiedesse tempi più lunghi, è piuttosto curioso che non si sia assistito nemmeno a qualche minuscolo tentativo di partire nell’operazione di risanamento.

Di fronte all’inerzia più totale dimostrata dalla città in tutti i suoi comparti, De Magistris ha tuonato contro le autorità che gli starebbero mettendo i bastoni fra le ruote:

«Se il governo, la Regione e la Provincia abbandoneranno Napoli a se stessa, i cittadini e l’amministrazione agiranno di conseguenza»

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Emergenza rifiuti: oggi scadono i 5 giorni di De Magistris

pubblicato da Luca Landoni in: Emergenza rifiuti


Il neosindaco di Napoli Luigi De Magistris aveva annunciato che avrebbe risolto l’emergenza della monnezza napoletana in cinque giorni. O almeno che avrebbe avviato il processo di smaltimento, se proprio non vogliamo credere al miracolo.

Ebbene, il periodo scade oggi, quinto giorno, e non è che si sia visto granché. Ecco come si giustifica l’esponente Idv:

“La soluzione era stata trovata grazie ad un accordo fra Prefettura, Regione, Provincia e Comune. Avrebbe consentito di liberare Napoli dai rifiuti in 5 giorni, prevedendo anche la realizzazione di un sito di trasferenza nella stessa città. Questa soluzione purtroppo sta naufragando e non per responsabilità del Comune di Napoli. L’accordo c’era. Poi nessuno può mettere in preventivo che arrivino atti illegittimi da parte delle istituzioni”

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Caivano, la nuova frontiera dei rifiuti napoletani

pubblicato da Luca Landoni in: Emergenza rifiuti


Torniamo mestamente ad occuparci di rifiuti, dopo i disordini che hanno coinvolto manifestanti e forze dell’ordine a Caivano, cintura di Napoli. Ancora una volta tocca dunque fare il punto su una situazione da Terzo mondo, che non ha eguali in Europa.

A Napoli le strade sono sommerse dai rifiuti. Tutti vogliono che vengano rimossi, ma nessuno vuole la discarica vicino a casa. Questa in sintesi la situazione. I peggiori di tutti sono i sindaci e i rappresentanti degli enti locali, che da una parte urlano allo scandalo per la monnezza e dall’altra cavalcano la protesta dei concittadini ogni volta che si cerca di risolverla, per il terrore di essere crocifissi.

Il neo-sindaco partenopeo De Magistris ha promesso di far scomparire i rifiuti dalle strade giù in settimana, e vedremo come ci riuscirà (noi glielo auguriamo di cuore), ma se anche dovesse riuscire nell’impresa sarebbe certamente con una soluzione emergenziale. Meglio di niente, si dirà. Certo, ma il problema dovrà anche essere risolto una volta per tutte con un programma strutturale, o no?

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Rifiuti campani: la Lega fa muro contro il Pdl

pubblicato da Luca Landoni in: Crisi di governo Emergenza rifiuti


È passata sotto silenzio sui media il clamoroso dissidio di oggi in Consiglio dei Ministri sulla questione della munnezza di Napoli. Sarà dunque bene riassumere i fatti, anche perché il muro contro muro della Lega contro l’alleato è indice di un clima di tregua armata che potrebbe avere notevoli conseguenze nei prossimi giorni.

In CdM è arrivata una proposta del Pdl di trasformare i rifiuti campani da semplici a “speciali”. Cosa comporterebbe questo? Un fatto non da poco, ovvero la possibilità di trasferirli in altre regioni senza che gli enti locali possano opporsi. Si tratta in pratica di una decisione dello Stato che per il suo interesse conseguente non ammette repliche.

Il provvedimento avrebbe permesso di risolvere l’ennesima emergenza in modo malandrino e surretizio, sottraendo ancora una volta la Regione Campania, e Napoli in particolare, alle sue responsabilità.

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Protezione Civile nella bufera. Arrestata Marta Di Gennaro, ex-vice di Bertolaso

pubblicato da Luca Landoni in: Emergenza rifiuti

La Campania non ha pace. Non bastano i problemi del Pd, che hanno indotto ad annullare le primarie (manco quello si riesce a fare senza brogli) e il disastro generalizzato dei rifiuti. Ora arrivano anche gli arresti eccellenti.

Tocca infatti al prefetto Corrado Catenacci, ex commissario ai rifiuti della Regione Campania, con l’accusa di associazione per delinquere, truffa e reati ambientali. Un’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) e dalla Guardia di finanza di Napoli, coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli.

Ma non è tutto, anzi, è solo l’inizio. Infatti è stata arrestata anche Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione civile, anche se sia a lei che a Catenacci è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. L’operazione è la medesima che vede il fermo di altre dodici persone.

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Nessuna regione vuole la spazzatura di Napoli. Sorpresa?

pubblicato da Luca Landoni in: Emergenza rifiuti


Per risolvere l’emergenza rifiuti in Campania non si è pensato a niente di meglio che chiedere aiuto alle altre regioni. Una richiesta di solidarietà che dovrebbe aiutare a risolvere il momento critico per poi mettere a posto le cose con calma.

I lettori più attenti avranno già sentito risuonare un campanello interiore. Una sorta di deja vu, che risale probabilmente all’identica situazione verificatasi un paio d’anni fa quando - guarda caso - alle regioni fu chiesto lo stesso sacrificio, sempre con l’assicurazione che sarebbe stata l’ultima volta.

In quell’occasione una sola regione rispose, la Sardegna allora ancora a guida Soru, attirandosi l’ira dei suoi cittadini e lo scherno di tutto il resto d’Italia che aveva visto lungo. E infatti ci risiamo, e non è nemmeno passato tanto tempo.

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