![]()
Attorno al dibattito politico si sta imponendo uno strano modo di ragionare. Chi è al centro di uno scandalo, e in questi mesi non sono certo mancati gli eventi di dubbio gusto, tenta di dispensare morale a chi concettualmente potrebbe essergli contro.
Malgrado quanto successo a Dino Boffo, direttore dell’Avvenire costretto a dimettersi grazie ad una probabile segnalazione fatta dal direttore dell’Osservatore Romano a Vittorio Feltri, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) attacca duramente Emma Bonino.
Ci sta che alla chiesa le posizioni laiche, e contemporanee, dell’esponente radicale non piacciano. Quel che colpisce è il distinguo che viene fatto dalla candidata del Partito Democratico e quella del Popolo delle Libertà.
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010: la CEI contro Emma Bonino

È direttamente tratto dal grande successo cinematografico di questi giorni, il kolossal Avatar, il nuovo spot radicale che sostiene la candidatura di Emma Bonino a presidente della Regione Lazio.
Una scelta sui generis che ha già scatenato qualche polemica, ma anche approvazione per l’originalità dell’iniziativa. Noi per l’intanto vi proponiamo Emmatar in versione integrale.
A voi ogni giudizio.

Roberto Saviano avrebbe potuto candidarsi alla presidenza della Regione Campania. Ad affermarlo Concita de Gregorio durante un’intervista video realizzata da Diego Bianchi. Il direttore dell’Unità, dopo aver confermato quanto pubblicato dal giornale per il quale lavora, ha poi fatto sapere che è stato lo stesso scrittore a declinare l’invito avanzato da alcuni esponenti politici dell’opposizione.
Qualcuno, a sinistra, sta tentando quindi di replicare per il prossimo appuntamento elettorale l’effetto Serracchiani grazie al quale persone non operanti in politica riescono attraverso i mass media, su cui si distinguono, a sedurre quell’elettorato che non crede più nei vari esponenti di partito.
Realtà attorno alle quali stanno fiorendo rose e rose di nomi. Improbabili. Stando a questi rumors contro Roberto Formigoni, come raccontato nei giorni scorsi da polisblog, l’Italia dei Valori per conquistare la Lombardia sarebbe pronta a candidare il leader del Partito. Antonio Di Pietro.
Continua a leggere: Roberto Saviano contro Nicola Casentino in Campania

Dopo essere stata sconfitta, ai recenti appuntamenti elettorali, la Sinistra italiana ha deciso di interrogarsi per poter riconquistare l’elettorato che progressivamente si è spostato a Destra. O verso l’Italia dei Valori.
Oltre al recente appuntamento organizzato a Torino da alcuni giovani esponenti del PD (su Wittgenstein di Luca Sofri la cronaca della giornata), lo scorso fine settimana a Chianciano si sono riuniti i Radicali.
Il partito di Emma Bonino, stando a quanto emerso durante l’incontro, sarebbe pronto a rilanciare “la Rosa nel Pugno” che aveva creato con i socialisti di Enrico Boselli. Per farlo si sta valutando tutti i possibili partner. Al momento l’ipotesi più accreditata è quella che circola attorno a Nichi Vendola.

Il ricorso alla nonviolenza ha saputo reggere l’urto della violenza di Regime. Qualsiasi cosa questa frase possa significare, è con questa premessa che i Radicali, perennemente avvitati intorno al ticket Pannella - Bonino, presentano la loro assemblea nazionale, che si apre oggi a Chianciano.
Grazie alla tenuta politica e all’indubbio successo “elettorale” strappato, ora la Liberazione da 60 anni di Regime partitocratico diventa concretamente possibile. A Chianciano, dal 26 al 28 giugno, chiamiamo a raccolta tutti gli autentici liberali, socialisti, laici e democratici italiani, per raccogliere e rilanciare quello che era il progetto della Rosa nel Pugno, il suo programma politico e le sue proposte.
Orfani dell’alleanza col Partito democratico (che li ha finalmente scaricati) sembra dunque che le truppe transnazionali con la stella gialla pensino ad una riproposizione della Rosa nel Pugno, esperimento fallimentare di alleanza elettorale con i socialisti a cui - per essere davvero certi del tracollo - vorrebbero aggregare anche i Verdi.
Se volete seguire lo svolgimento del Congresso, questo è il blog di Chianciano 2009.
Elena Loewenthal ha scritto, su La Stampa di oggi, un bel pezzo sul significato della Stella gialla che veniva cucita sui vestiti degli ebrei durante il Nazismo e che ora, compiendo l’ennesima scelta discutibile, i Radicali hanno deciso di mettersi addosso in ogni apparizione pubblica.
Avendo in concreta antipatia tanto la Bonino che Pannella (per tacere dell’ex Capezzone…), credevo che il fastidio generato da questa scelta “politica” fosse il frutto di un mio pregiudizio. Leggendo l’articolo di Elena Loewenthal ho invece trovato un passaggio che apre e chiude la questione con nettezza: La Stella gialla è impropria in qualsiasi battaglia politica, morale, mediatica. Perché non sveglia le coscienze, le tramortisce. Non è uno stimolo, ma uno schiaffo alla giustizia e all’umanità.
Per i Radicali: “L’evocazione della stella degli ebrei del ‘41, con la brutale semplificazione e con i rischi che ogni “simbolo” porta con sé, serve a ricordare che quando la legalità e la democrazia sono cancellate è un’illusione pensare che questo possa riguardare solo delle vittime isolate… Riguarda tutti, prima o poi, anche se in forme diverse da un passato che non si ripete”.
Una giustificazione decisamente debole: Bonino e Pannella dovrebbero trovarsi un altro simbolo nel loro armamentario sovranazionale e togliersi di dosso quella Stella.
Voi che ne dite?
Nicolas Sarkozy non esclude il boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino. Ue e Farnesina: “No comment”. Bush:”No boicottaggio, gli Usa saranno a Pechino”. Sarkozy: “Sul boicottaggio delle prossime Olimpiadi di Pechino tutte le opzioni sono aperte. Io mi rivolgo al senso di responsabilità del governo cinese. Io deciderò in funzione della risposta che sarà data dalle autorità cinesi sul Tibet. E’ questo l’unico modo se si vogliono ottenere dei risultati”. La Ue: “No comment”. Da Palazzo Chigi e dalla Farnesina: “No comment”. Il presidente francese è il primo statista occidentale a gelare Pechino, il primo a non subire i diktat del capital-comunismo Made in China. Un bel colpo d’ala: bravo Sarkozy! Ma Bush non sembra d’accordo: “Gli Usa saranno a Pechino. L’Olimpiade offre l’occasione ai Paesi di dare il meglio di se stessi e questa opportunità è offerta alla stessa Cina”. Bush, ovvero: la voce del padrone yankee.
Walter Veltroni promette di aumentare le pensioni basse già dal 2008. Berlusconi:”No a false promesse”.Calderoli:”Le solite sciocchezze di Uolter”. Veltroni: “Possibile un intervento immediato per i pensionati oltre i 65 anni”. Berlusconi:”Le pensioni vanno adeguate al carovita: è anche un elemento di giustizia”. Emma Bonino:”Sì agli aumenti ma non pesino sul debito pubblico”. Giordano: “Veltroni arriva sempre tardi. Come Berlusconi anche il leader del Pd propone aumenti solo ai pensionati più vecchi. Ci vuole un aggancio delle pensioni a una indicizzazione reale”. Calderoli:”Diamo un aumento di 1000 euro al mese a tutti i pensionati! Tanto se dobbiamo sparare sciocchezze tanto vale spararle fino in fondo”. I pensionati arricciano il naso troppo abituati a riempirsi le tasche solo di promesse non mantenute. Basta elemosine!
Continua a leggere: Ping Pong - botte (e risposte) della campagna elettorale
Prima che il gallo canti (cioè prima che si aprano le urne il 13 e 14 aprile) è già bufera tra i radicali e il Partito democratico. Alla prima verifica del discusso e controverso “patto” elettorale fra PD e Partito radicale è scontro sulle candidature. L’ira della Bonino si abbatte come una scure su Veltroni. Emma torna a calzare l’elmetto: furiosa, un diavolo per capello, accusa di inaffidabilità e scorrettezza Veltroni e minaccia di non candidarsi -né in Piemonte né da nessun’altra parte- perché grida al tradimento e ritiene di essere trattata dal PD, alla stregua di Fiona May, come donna oggetto. Di fatto la Bonino, da partigiana garantista, spinge per avere “garantiti” sotto l’ala del PD i 9 radicali da portare diritti nelle poltrone del Parlamento. Tanto il voto è superfluo.
Frastornato, il leader del pidì si fa forte della sua strategia, quella del “mai stati”. E sfodera la sua arma migliore: del “non sapere”, dell’ “io non c’ero”, o “se c’ero non sapevo”. Uolter smorza, attutisce, rassicura: “I nove eletti radicali ci sono, ci sono”. Come a dire, avete già rotto, lo sapevamo che avreste rotto, siamo certi che continuerete a rompere.
Alzi la mano chi ha anche un solo (uno solo!) dubbio su come finirà il “matrimonio” (in questo caso una clamorosa annessione) fra i radicali del vetusto ma sempiterno Pannella e i democrats del novello amerikano Uolter. A quaranta giorni dal voto, già volano gli stracci. Seguiranno presto urla e oggetti contuntendi. E querele. Nei particolari, tuona l’irabonda Bonino: “Ieri sera è stata data la lista dei candidati radicali ed emerge chiaramente che la proposta dei 9 eletti non è mantenuta”. Ma va! Chissà come sbuffa il non violento Pannella? Ma non è finita qui. Prosegue la Bonino: “Non intendo candidarmi in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro (Veltroni e i DS ndr) sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono”.
Altro che le moine della scorsa settimana! Il meteo prevede per le prossime ore un brusco ritorno dell’inverno. Fra radicali e PD c’è già aria di tempesta. Sarà davvero un miracolo se riusciranno a convivere fino alle elezioni del 13 e 14 aprile. Bel colpo Uolter. Barra diritta! Chissà che a forza di strappi la corda non ceda. Sul fronte radicale, dopo aver svenduto anima e simbolo per un piatto di lenticchie, non resta che attendere la minaccia di Pannella per un nuovo sciopero della fame. Non è un caso che sia nel loft dei democrats che dalle parti di Largo di Torre Argentina cercano ogni pretesto per rompere il tenue filo che li lega. Vale anche qui la regola che chi rompe paga e i cocci sono suoi.