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Enrico Letta

Enrico Letta attacca Di Pietro e De Magistris. Prove di rottura Pd-Idv?

pubblicato da Christian De Mattia in: Enrico Letta Partito Democratico PD Antonio di Pietro Italia dei valori


Le esternazioni di queste ore di Luigi De Magistris (che ha proposto l’esilio per Berlusconi) e di Antonio Di Pietro (che ha parlato di parole incaute da parte di Giorgio Napolitano) oltre a ricominciare ad avvelenire il clima politico hanno prodotto una dura risposta dagli alleati, forse ancora per poco, del Pd.

Enrico Letta, vicesegretario dei democratici, ha attaccato pesantemente l’Idv, evidentemente scocciato del solito populismo e delle sparate quotidiane del partito di Di Pietro

Con questa continua rincorsa Di Pietro e De Magistris portano il centrosinistra nell’abisso e sono i migliori alleati di Berlusconi. Noi continuiamo sulla nostra linea di sostegno e difesa del capo dello Stato e della sua posizione a favore delle riforme e dell’interesse nazionale

Evidentemente la linea (sempre meno robusta) che univa Pd e Idv sta lentamente cedendo. I continui attacchi di Di Pietro al Presidente della Repubblica se una volta venivano nascosti o non commentati ora incominciano a stancare i democratici. Letta fa parte di quelli che vorrebbero rompere con Di Pietro, vissuto come zavorra da un lato e competitor dall’altro.

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Ping Pong speciale: ecco il nuovo Governo Berlusconi

pubblicato da il passator cortese in: Quirinale Silvio Berlusconi Enrico Letta Alle 5 della sera Popolo delle Libertà PDL Giorgio Napolitano

Leggi e commenta la Top News. Speciale Governo Berlusconi. Ecco (salvo colpi di scena sempre possibili) il nuovo governo Berlusconi: (Lega Nord) Roberto Maroni ministro dell’Interno, Luca Zaia all’Agricoltura, Umberto Bossi responsabile delle Riforme, Roberto Calderoli ministro … “taglia-leggi”, Roberto Castelli viceministro alle Infrastrutture-Trasporti. (An) Ignazio La Russa alla Difesa, Altero Matteoli alle Infrastrutture-Trasporti. Ministri senza portafoglio (An): Adriana Poli Bertone alle Politiche Comunitarie e Giorgia Meloni alla Salute. Vice ministri (An): Mario Landolfi alla Comunicazione, Adolfo Urso all’Economia, Andrea Ronchi all’Interno. Forza Italia: Angelino Alfano alla Giustizia, Stefania Prestigiacomo al Welfare (Maurizio Sacconi vice). Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giulio Tremonti all’Economia, Franco Frattini agli esteri (e commercio Ue), Claudio Scajola alle Attività produttive, Sandro Bondi (ex coordinatore nazionale di F.I.) ai Beni culturali. Gli altri ministri senza portafoglio: Mara Carfagna alle Pari Opportunità, Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento, Raffaele Fitto agli Affari Regionali, Lucio Stanca all’Innovazione Tecnologica, Ferruccio Fazio alla Salute. Sei le donne nel nuovo esecutivo: (Forza Italia) Stefania Prestigiacomo al Welfare, Mara Carfagna alle Pari Opportunità, Mariella Gelmini all’Istruzione, Michela Vittoria Brambilla all’Ambiente, (An) Giorgia Meloni alla Salute e Adriana Poli Bertone alle Politiche Comunitarie.

Dopo il colloquio in Quirinale con Silvio Berlusconi (presente Gianni Letta) terminato oggi alle ore 13.30, il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano, a partire dalle ore 16, inizia le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

Ore 12 - Anche Berlusconi ha le sue "gatte" da pelare

pubblicato da Massimo Falcioni in: Gianfranco Fini Silvio Berlusconi Raffaele Lombardo Walter Veltroni Enrico Letta Umberto Bossi Il punto politico

altroNon c’è paragone, in questo momento, fra chi dei due leader sta peggio. Veltroni è sui carboni ardenti perché è il capo della parte sconfitta. Dura sconfitta.

Ma anche Berlusconi, leader della parte vincente, doppiamente vincente, ha le sue gatte da pelare. Il Pdl c’è. Ma dentro non sono stati annullati i “marchi” di Forza Italia e di Alleanza Nazionale. E l’alleato di ferro, la Lega di Bossi, si fa sentire. E come scalcia, il Senatur.

Solo schermaglie? Segnali per intimorire eventuali “predatori”? Sgomitate per accaparrarsi i posti migliori? C’è anche questo. Ognuno (persona, corrente, partito) cerca di piantare il proprio paletto. Per garantirsi uno spazio vitale. E intanto fa scorribande sul terreno del vicino alleato. Non può essere diversamente. E’ il frutto del risultato elettorale del 14 aprile e del 28 aprile.

La Lega di Bossi domina al Nord, la Lega di Lombardo domina al sud, An di Fini fa pesare il primato di Roma, Berlusconi dirige l’orchestra in un difficile dosaggio di ricostruzione di poteri e rappresentanze diverse, di persone e ambizioni spesso contrapposte, di ideali e strategie non ancora definite, di identità confuse.

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