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  <title>Polisblog.it</title>
  <subtitle>Politica italiana e estera: notizie di politica on line</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2007-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T01:54:12+00:00</updated>
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    <title type="html">&quot;Devi augurarti che la strada sia lunga&quot;. Il nuovo libro di Fausto Bertinotti</title>
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      <name>paganini</name>
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    <published>2009-05-07T09:37:44+00:00</published>
    <updated>2009-05-07T09:37:44+00:00</updated>
    <dc:subject>fausto-bertinotti</dc:subject><dc:subject>libri</dc:subject><dc:subject>che la strada sia lunga bertinotti</dc:subject><dc:subject>fausto bertinotti</dc:subject><dc:subject>nuovo libro bertinotti</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/4459/devi-augurarti-che-la-strada-sia-lunga-il-nuovo-libro-di-fausto-bertinotti"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/bertinotti_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="220" height="272" alt="" />Il pezzo che Jena - su La Stampa di oggi - dedica al nuovo libro di <strong>Fausto Bertinotti</strong> merita senz&#8217;altro di essere citato integralmente: <em>Il nuovo libro di Bertinotti si intitola &#8220;Devi augurarti che la strada sia lunga. Tranquillo, Fausto, sarà lunghissima.</em></p>
<p>A questo punto già sapete tutto su titolo e autore. Ma di cosa <a href="http://www.agoranews.it/read.php?read=7789">scrive</a> questa volta il subcomandante Fausto? Dopo la catastrofe del 14 aprile del 2008, che ha eliminato la sinistra dal Parlamento italiano, Bertinotti ha abbandonato dopo molti anni la politica attiva. <em>In questa narrazione riemergono i momenti salienti di un percorso che da sempre è guidato dalla passione politica, non un’autobiografia ma il racconto di una vera e propria educazione sentimentale e intellettuale. Dopo l’infanzia a Milano, la guerra, i ricordi di vita familiare, le prime letture, un unico filo rosso unisce la carriera del sindacalista tra gli anni Sessanta e Ottanta a quella del leader spregiudicato e innovativo dell’ultimo quindicennio, sempre in bilico fra spinta ideale e concretezza sociale, radicalità e realismo.</em></p>
<p>Per Bertinotti, chi vuole modificare lo stato di cose esistenti deve sempre essere nell&#8217;attesa di ciò che cambia la scena senza essere stato prevedibile. <em>Un’attesa che per essere autentica deve essere partecipata, attiva: anche in politica c’è il tempo della semina, ed è proprio per questo che, come scrive Kavafis, ‘devi augurarti che la strada sia lunga’&#8221;.</em></p>
<p><a href="http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&#038;idlibro=6598&#038;titolo=DEVI+AUGURARTI+CHE+LA+STRADA+SIA+LUNGA">Devi augurarti che la strada sia lunga</a> di Fausto Bertinotti. Editore Ponte alle Grazie. 240 Pagine. 14 euro.</p>
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    <title type="html">Da compagno a onorevole, da presidente a professore: Fausto Bertinotti insegnerà all’Università di Perugia</title>
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      <name>paganini</name>
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    <published>2008-07-30T19:09:46+00:00</published>
    <updated>2008-07-30T19:09:46+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/1800/da-compagno-a-onorevole-da-presidente-a-professore-fausto-bertinotti-insegnera-all%e2%80%99universita-di-perugia"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/bertinotti_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="176" height="250" alt="" />Il sempreverde settimanale <a href="http://www.polisblog.it/post/1673/cuore-veltroni-il-doping-la-sinistra-14-anni-dopo/">Cuore</a> avrebbe probabilmente catalogato la notizia nella colonnina dal titolo <em>Machissenefrega</em>. Però ogni tanto è opportuno distrarsi dal disastro economico, dalla crisi Alitalia e dalle dissennatezze della Lega nord con qualche riga di colore…</p>
<p>Il glorioso <a href="http://www.unipg.it/">ateneo di Perugia</a>, che quest’anno spegnerà ben 700 candeline, potrà vantare un altro docente illustre, dopo Galli della Loggia, l’ex deputato di Forza Italia Piero Melograni e vari altri. Si tratta dell’ex segretario di Rifondazione comunista ed ex presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti.</p>
<p>Le agenzie annunciano infatti che da settembre il subcomandante Fausto terrà un ciclo di lezioni, non solo sulla politica,  presso le facoltà di Scienze politiche e Giurisprudenza del capoluogo umbro.</p>
<p>Possiamo già immaginare le polemiche che, nei prossimi giorni e soprattutto a settembre, faranno seguito a questa scelta, con gli studenti del Pdl (Idee in movimento e Alleanza universitaria) che probabilmente si lanceranno in contestazioni e proclami contro il nuovo prof.<br />
Per tutti gli altri potrebbe trattarsi di un modo piacevole di passare un paio d’ore di lezione. Ma questo lo scopriremo solo a settembre…</p>
<p>Foto: <a href="http://flickr.com/photos/ntanno/2265402530/sizes/o/">Tanno</a></p>
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    <title type="html">Il dramma dei comunisti italiani: dopo la batosta un&#039;altra scissione?</title>
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      <name>Luca Landoni</name>
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    <published>2008-07-25T09:36:14+00:00</published>
    <updated>2008-07-25T09:36:14+00:00</updated>
    <dc:subject>fausto-bertinotti</dc:subject><dc:subject>bertinotti</dc:subject><dc:subject>chianciano</dc:subject><dc:subject>congresso</dc:subject><dc:subject>diliberto</dc:subject><dc:subject>ferrero</dc:subject><dc:subject>maurizio acerbo</dc:subject><dc:subject>nichi vendola</dc:subject><dc:subject>partito comunista italiano</dc:subject><dc:subject>pdci</dc:subject><dc:subject>rifondazione comunista</dc:subject><dc:subject>sinistra critica</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il congresso di Chianciano che doveva vedere la rinascita del Partito della Rifondazione Comunista sta lentamente trasformandosi nel mezzogiorno di fuoco della sinistra, come anticipato ieri dal nostro[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/1736/il-dramma-dei-comunisti-italiani-dopo-la-batosta-unaltra-scissione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/pci.jpg" class="post" align="left" border="0" width="175" height="250" alt="" /> Il congresso di Chianciano che doveva vedere la rinascita del <strong>Partito della Rifondazione Comunista</strong> sta lentamente trasformandosi nel mezzogiorno di fuoco della sinistra, <a href="http://www.polisblog.it/post/1728/ore-12-congresso-di-rifondazione-alla-baionetta#continua">come anticipato ieri</a> dal nostro Falcioni. La divisione è totale, a partire dagli accordi di compromesso che i <strong>due principali candidati Vendola e Ferrero</strong> dovranno fare  con le correnti minoritarie (in particolar modo <em>Essere Comunisti</em> di Claudio Grassi, 7% dei delegati) per assumere la guida del partito.</p>
<p>Entrambi i pretendenti appaiono la versione scialba e depressa dell&#8217;ex-segretario <strong>Bertinotti</strong>, fino a ieri plenipotenziario indiscusso di Rifondazione, e oggi malinconicamente seduto in settima fila come un delegato qualunque, esiliato nel <em>buen retiro</em> da lui stesso deciso, e apparentemente o volutamente incapace di incidere sulla &#8220;svolta&#8221; dei suoi. Le feroci polemiche piovute su di lui dopo la batosta elettorale hanno certamente contribuito all&#8217;esilio volontario di un uomo che, ricordiamolo, in passato aveva condotto Rc a grandissimi successi, facendo da ago della bilancia in entrambi i governi di centro-sinistra.</p>
<p>E quindi ci tocca assistere al triste discorso di un personaggio anti-carismatico come Nichi Vendola, che già nel suo incedere bofonchiante fa venire il latte alle ginocchia, ma a questo aggiunge una terrificante prosopopea da finto secchione. O per meglio dire, quando apre bocca si capisce benissimo che declama il discorso scrittogli da un altro, come il classico studente che ha ingoiato un tomo prima dell&#8217;interrogazione di fine anno.</p>
 <p>
E Ferrero? In attesa di sentirne il discorso ci riaffiora il ricordo di quella sensazione di chiusura che ha sempre sfoggiato, soprattutto quand&#8217;era ministro nel governo Prodi. Una specie di caramella rimasta nel cassetto per anni, magari ancora commestibile ma vagamente stantia, che lascia in bocca quel sapore mitemente dolciastro. Molto meglio il suo &#8220;discepolo&#8221; <strong>Maurizio Acerbo</strong>, giovane e appassionato, che ieri si è assunto l&#8217;onere di illustrare la mozione Ferrero, mostrando almeno un poco di vitalità.</p>
<p>Di fatto Vendola vanta una risicata maggioranza (47% dei delegati contro il 40% dell&#8217;avversario) e alla fine vincerà, ma le divisioni sono tali che non si può escludere una scissione dei ferreriani, per andare a rimpinguare le file di un altro dei tanti pianetini della sinistra extra-parlamentare (Pdci, Sinistra Critica, eccetera eccetera) o creare addirittura un altro satellite impazzito. Tutto fumo, tutto chiacchiericcio inutile e tempo perso rispetto all&#8217;unica strada percorribile: <strong>l&#8217;unità della sinistra.</strong></p>
<p>In questo paese di bastian contrari ci sarà sempre spazio per una forza consistente all&#8217;estremità del Pd, una forza che può valere tra il 5 e il 10% ma che deve essere unitaria ed avere un nome preciso: <strong>Partito Comunista Italiano</strong>. Ma per fare questo serve un leader riconosciuto e soprattutto nuovo, il cui carisma permetta di riunire tutti i vecchi boiardi sotto una sola bandiera. Bertinotti ne aveva la statura, ma ormai è bruciato. Vendola, Ferrero, Diliberto e compagnia sono tutti comprimari. Non resta che attendere <strong>il nuovo Berlinguer</strong>, in un&#8217;anticipazione del medesimo problema che avrà tra qualche anno il centro-destra post-berlusconiano: trovare un leader vero. </p>
<p><iframe allowTransparency="true" frameborder="0" src="http://app.blogo.it/poll/2631" width="432" height="220" scrolling="no"></iframe></p>
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    <title type="html">Che fine ha fatto... Fausto Bertinotti?</title>
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    <author>
      <name>Alessandro T.</name>
    </author>
    <published>2008-05-19T09:05:50+00:00</published>
    <updated>2008-05-19T09:05:50+00:00</updated>
    <dc:subject>fausto-bertinotti</dc:subject><dc:subject>fausto bertinotti</dc:subject><dc:subject>rifondazione comunista</dc:subject><dc:subject>sinistra arcobaleno</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/918/che-fine-ha-fatto-fausto-bertinotti"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/929493963_b3b0fe897c.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="341" alt="" /><br clear="both" /><br />
Continua la nostra rubrica dedicata ai <em>desaparecidos</em> del Parlamento Italiano. Dopo esserci chiesti che fine avesse fatto <a href="http://www.polisblog.it/post/897/che-fine-ha-fatto-alfonso-pecoraro-scanio">Alfonso Pecoraro Scanio</a> (e aver generato un bel dibattito grazie a voi) oggi ci occupiamo dell&#8217;ex-leader della Sinistra Arcobaleno. L&#8217;ultima immagine di Fausto Bertinotti è quella, quasi in lacrime, in cui dice addio agli incarichi di direzione politica:<br />
<em>La mia vicenda di direzione politica termina qui, purtroppo con una sconfitta [&#8230;] Lascio ruoli di direzione, farò il militante. Un atto di onestà intellettuale impone di riconoscere questa sconfitta come netta, dalle proporzioni impreviste che la rendono anche più ampia&#8221;.</em></p>
<p>Salutava così uno dei Parlamentari più rappresentativi della Sinistra italiana, e insieme a lui salutavano anche Rifondazione Comunista e il nuovo soggetto della Sinistra Arcobaleno. Se questi saluti siano degli addii o degli arrivederci è ancora presto per dirlo. Bertinotti intanto pare essersi abbastanza defilato, assente dai grandi &#8220;salotti&#8221; televisivi e perfino dai giornali, come fa notare <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=4516&#038;ID_sezione=&#038;sezione=">un articolo de &#8220;La stampa&#8221;</a> di ieri&#8230;</p>
<p><iframe allowTransparency="true" frameborder="0" src="http://app.blogo.it/poll/2128" width="432" height="255" scrolling="no"></iframe></p>
 <p>La domanda è spontanea: cosa sta facendo l&#8217;ex-Presidente della Camera? Dal punto di vista personale sta vivendo un profondo lutto familiare a causa della scomparsa del fratello, per la quale ha ricevuto la <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=51042">solidarietà di Walter Veltroni</a>, ma anche per quel che riguarda la politica, non se la passa proprio bene.  Il partito è in cerca di una leadership e lui personalmente è stato <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_01/torino_proteste_fiera_4a1fff4e-1775-11dd-8da7-00144f02aabc.shtml">contestato pesantemente dai centri sociali</a> a Torino a causa della sua partecipazione alla fiera del libro. </p>
<p>Dal canto suo prova a lavorare alla ricostruzione di Rifondazione Comunista, dopo i dissidi interni tra Ferrero e Girodano e le <a href="http://www.corriere.it/politica/08_aprile_17/rifondazione_rivolta_86c84dee-0c43-11dd-aecb-00144f486ba6.shtml">minacce di &#8220;golpe&#8221;</a>. Dopo essersi dimesso (e, forse, dopo aver convinto Giordano a non candidarsi) ha pubblicamente appoggiato la candidatura di <a href="http://">Nichi Vendola</a> in favore del rinnovamento del partito.  E&#8217; forse questa la figura del &#8220;nuovo&#8221; Bertinotti. Non più il leader politico che ha trascinato Rifondazione Comunista a ottimi risultati nel decennio 1996-2006, ma piuttosto una figura di riferimento, un &#8220;consigliere&#8221;, quasi come quando nelle squadre di calcio, viene tenuto in rosa il giocatore trentottenne a far da chiocchia ai più giovani.  Questo è quello che per il momento sembra emergere dalla situazione attuale della Sinistra, ma se Vendola non sarà in grado di raccogliere l&#8217;eredità di Bertinotti, siamo sicuri che non si possa immaginare un clamoroso ritorno? </p>
<p>Ci occuperemo ancora prossimamente di &#8220;che fine ha fatto&#8230;&#8221;, e voi, vi state chiedendo cosa stanno facendo tutti quei parlamentari &#8220;trombati&#8221; dal porcellum? Oppure, avete un politico che, nel bene o nel male, vi manca?</p>
<p>foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/ricciardi/">pietro.ricciardi</a>, flickr</p>
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    <title type="html">Le pagelle del venerdì</title>
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      <name>Massimo Falcioni</name>
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    <published>2008-05-02T07:53:45+00:00</published>
    <updated>2008-05-02T07:53:45+00:00</updated>
    <dc:subject>fausto-bertinotti</dc:subject><dc:subject>la-pagella-del-giorno</dc:subject><dc:subject>giorgio-napolitano</dc:subject><dc:subject>Fausto Bertinotti</dc:subject><dc:subject>giorgio napolitano</dc:subject><dc:subject>Israele</dc:subject><dc:subject>primo maggio</dc:subject><dc:subject>Usa</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/758/le-pagelle-del-venerdi-8"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/th_up.gif" class="post" align="left" border="0" width="25" height="19" alt="" /> <strong>Giorgio Napolitano</strong>: baluardo. Voto + 10. Un grido, un appello, un ordine quello del capo dello Stato celebrando il Primo Maggio: “Basta morti nei luoghi di lavoro, basta croci nelle fabbriche, basta funerali dicendo mai più”. Dal primo gennaio di quest’anno 301 i morti nei luoghi di lavoro, 270 mila infortuni (solo in aprile morti 69 lavoratori e altri 57 mila infortunati). Un record negativo di 3-4 morti al giorno che pone l’Italia all’ultimo posto in Europa. E’ quasi guerra. Anzi, è guerra.</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/th_dn.gif" class="post" align="left" border="0" width="25" height="19" alt="" /> <strong>Fausto Bertinotti</strong>: boomerang. Voto – 9. Nella sua Torino, nel suo primo giorno da ex presidente della Camera Bertinotti è stato rumorosamente contestato dai giovani dei centri sociali, gli stessi che hanno poi bruciato le bandiere di Israele con la stella di David e degli Usa. L’ex leader di Rifondazione è stato costretto ad abbandonare il corteo del Primo Maggio. La storia si ripete. Boomerang. Chi di spada colpisce di spada perisce. Squadracce rosse e squadracce nere pari sono. </p>
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    <title type="html">Le pagelle del lunedì</title>
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      <name>Massimo Falcioni</name>
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    <published>2008-04-21T07:47:21+00:00</published>
    <updated>2008-04-21T07:47:21+00:00</updated>
    <dc:subject>silvio-berlusconi</dc:subject><dc:subject>roberto-calderoli</dc:subject><dc:subject>fausto-bertinotti</dc:subject><dc:subject>franco-giordano</dc:subject><dc:subject>umberto-bossi</dc:subject><dc:subject>roberto-maroni</dc:subject><dc:subject>la-pagella-del-giorno</dc:subject><dc:subject>popolo-delle-liberta-pdl</dc:subject><dc:subject>sinistra-arcobaleno</dc:subject><dc:subject>elezioni politiche 2008</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/636/le-pagelle-del-lunedi-7"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/th_up.gif" class="post" align="left" border="0" width="25" height="19" alt="" /><strong>Umberto Bossi</strong>: alleluia! Voto + 9. Il Senatur, dopo la delusione del primo vertice romano con il Pdl, ( “Me ne torno in Insubria”, aveva chiosato in tono di sfida) esce dal summit  di Arcore a mani piene. Quattro ministeri chiedeva il Carroccio e Berlusconi acconsente con gli … interessi. Alla Lega Nord va il ministero delle Riforme (Bossi), il Viminale (Maroni), la vice presidenza del Consiglio (Calderoli), le Politiche Agricole (Zaia). Oramai in Italia  non si muove foglia che Bossi non voglia. E’ l’Umberto “di lotta e di governo”.</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/th_dn.gif" class="post" align="left" border="0" width="25" height="19" alt="" /><strong>Fausto Bertinotti</strong>: “requiescat”. Voto – 9. Nell’infuocato Comitato politico di Rifondazione comunista Il ministro Paolo Ferrero batte il segretario Giordano (in lacrime) archiviando l’era Bertinotti (assente dal meeting). Dopo il ko del 14 aprile Rifondazione è allo sbando, in cerca di identità. Bertinotti si è assunto l’onere della debacle, che rende i comunisti “extraparlamentari”. Fausto va a Porta a Porta ma non alla resa dei conti del suo partito. Lenin: “Gli assenti hanno sempre torto”.  Come dargli torto?</p>
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    <title type="html">E adesso, quale sinistra?</title>
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      <name>Massimo Falcioni</name>
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    <published>2008-04-16T11:38:20+00:00</published>
    <updated>2008-04-16T11:38:20+00:00</updated>
    <dc:subject>regole-del-gioco</dc:subject><dc:subject>silvio-berlusconi</dc:subject><dc:subject>walter-veltroni</dc:subject><dc:subject>fausto-bertinotti</dc:subject><dc:subject>franco-giordano</dc:subject><dc:subject>umberto-bossi</dc:subject><dc:subject>popolo-delle-liberta-pdl</dc:subject><dc:subject>partito-democratico-pd</dc:subject><dc:subject>sinistra-arcobaleno</dc:subject><dc:subject>partito-dei-comunisti-italiani-pdci</dc:subject><dc:subject>il-punto-politico</dc:subject><dc:subject>elezioni politiche 2008</dc:subject><dc:subject>Fausto Bertinotti</dc:subject><dc:subject>governo berlusconi</dc:subject><dc:subject>walter veltroni</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Per la prima volta in Italia la sinistra scompare dal Parlamento. Non per un colpo di stato ma per volontà popolare. Falciati da quella stessa democrazia che la sinistra ha contribuito a far nascere e[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/592/e-adesso-quale-sinistra"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/orologino_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="196" height="240" alt="altro" /> Per la prima volta in Italia la sinistra scompare dal Parlamento. Non per un colpo di stato ma per volontà popolare. Falciati da quella stessa democrazia che la sinistra ha contribuito a far nascere e sviluppare nel Paese. La realtà è che i comunisti e i socialisti non siederanno più in Parlamento. </p>
<p>C’è il Partito democratico al 33 per cento. Certo,  non un partito di sinistra (Veltroni ha rimarcato che il Pidì non è un partito di sinistra), ma in questo nuovo partito “riformista” non sono assenti culture, ideali, proposte, componenti,  espressioni di sinistra.  I socialisti e la sinistra cosiddetta massimalista, pur fuori dal Parlamento, non vengono cancellati dalla realtà culturale, sociale e politica italiana. Ma la loro assenza dalle massime istituzioni delinea  scenari inediti,  apre nuovi interrogativi,  pone seri problemi.</p>
<p> Nodi che per primi devono sciogliere sinistra radicale e socialisti: riversare tutte le colpe della loro debacle sulle spalle di Veltroni, oltre che ingiusto, è miopia politica. Scrive il saggio Emanuele Macaluso: “Se la tua esistenza dipende da chi non ti vuole in vita, c’è qualcosa di sbagliato in come tu vivi”. Vale per i “comunisti”, vale per i “socialisti. Ma il Partito democratico può godere dell’estinzione degli ex “compagni/fratelli”, può far finta che il problema non esiste? </p>
 <p>Francesco Cossiga teme che a sinistra esploda una deriva estremista e addirittura torni il terrorismo brigatista. Esagerazioni? Forse. Chi e come incanalerà nell’ambito della dialettica democratica e parlamentare i movimenti, le spinte, le tensioni sociali e politiche che inevitabilmente si riaffacceranno nel Paese? Berlusconi? Bossi? Si rispolvererà la “celere” di tambroniana memoria? Si tornerà ai manganelli e ai moschetti nelle piazze, nelle fabbriche, nelle scuole? </p>
<p>Pdl (e il nuovo governo Berlusconi) e Pd (e la nuova opposizione Veltroni) non possono credere che la “sinistra” sia definitivamente sotterrata. Sarebbe un errore politico che pagherebbero tutti gli italiani. Va con sé che né il leader del Pdl, né il leader del Pd possono togliere le castagne dal fuoco a Bertinotti e compagni e a chi verrà dopo di loro. Spetta alla sinistra, se davvero c’è ancora, battere un colpo. Quale sinistra è possibile in Italia? Qui e adesso, come diceva uno che se ne intendeva: Francois Mitterrand.</p>
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    <title type="html">Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica</title>
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      <name>il passator cortese</name>
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    <published>2008-04-15T16:47:26+00:00</published>
    <updated>2008-04-15T16:47:26+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/579/ping-pong-botte-e-risposte-della-giornata-politica"><![CDATA[<p><strong>Ultimissime</strong>: <strong>Bush</strong>: “Silvio,  compliments!”. <strong>Berlusconi</strong>: “ Camera e Senato al Pdl. Ho già  in testa il governo e in tasca la lista dei ministri”. <strong>Bossi</strong>: “Subito federalismo fiscale o sono guai per tutti”. <strong>Veltroni</strong>: “Pd disponibile per le riforme”. <strong>Casini</strong>: “Faremo opposizione costruttiva”.<strong> Bertinotti</strong>: “Confermo la mia uscita di scena”. <strong>Mussi</strong>: “Ripartire dal basso”.</p>
<p><strong>Silvio Berlusconi </strong>conferma l’abolizione dell’Ici e il bonus bebè.  <strong>Pd</strong>: nessuna risposta<br />
Berlusconi: “Il disegno di legge per l’abolizione dell’Ici è pronto e sarà nel nostro primo Consiglio dei ministri insieme alla detassazione del lavoro straordinario e del premio di produttività, oltre al bonus di 1000 euro per i nuovi nati”. Pd: nessuna risposta. Bipartitismo o monopartitismo?<br />
Umberto Bossi già “pronto” a perdere la pazienza. Pd: nessuna risposta</p>
<p><strong>Bossi</strong>: “Non è stato un voto di protesta. E’ stato un voto di proposta. Il Nord ha mandato un segnale preciso, vuole assolutamente che cambi il Paese. Adesso bisogna fare le riforme, se no perdiamo la pazienza. Adesso la forza ce l’abbiamo”. <strong>Pd</strong>: nessuna risposta. Prima le minacce poi le riforme?</p>
 <p><strong>Oliviero Diliberto </strong>riprende falce e martello. <strong>Vendola</strong>: “No a capri espiatori”<br />
Diliberto: “Dobbiamo ripartire da capo e ricominciare dai vecchi simboli, dalla falce e martello. Berlusconi ha vinto di 10 punti, la sinistra è scomparsa: bel risultato ha raggiunto Veltroni”. Vendola: “ Dopo una tale sconfitta no a capri espiatori. Bisogna capire perché la nostra proposta non è credibile”. Bertinotti bussa a Porta a Porta.</p>
<p><strong>Pierferdinando Casini </strong>pensa ai guai altrui. <strong>Pd</strong>: nessuna risposta<br />
Casini: “ Mi dispiace che la sinistra antagonista e ambientalista e quella socialista siano fuori del Parlamento perché il loro contributo resta fondamentale per incanalare il dissenso sociale nelle istituzioni. Comunque adesso c’è una maggioranza che non ha alibi e che deve governare”. Pd: nessuna risposta. Uniti nel silenzio!</p>
<p><strong>Guglielmo Epifani </strong>in cerca della sinistra scomparsa. <strong>Pd</strong>: nessuna risposta<br />
Epifani: “Ha vinto il centro destra. Mi auguro che governi al meglio per il bene del Paese. Colpisce la scomparsa dal Parlamento delle forze storiche della sinistra cui spetta adesso una lucida e coraggiosa analisi. Anche la Cgil deve interrogarsi sul voto di operai e pensionati”. Pd: nessuna risposta. Cinghia di trasmissione addio!</p>
<p><strong>Luca Cordero di Montezemolo </strong>chiede stabilità e governabilità. <strong>Pd</strong>: nessuna risposta<br />
Montezemolo: “Il risultato elettorale consente la stabilità e la governabilità che abbiamo sempre chiesto alla politica. Le imprese spingeranno verso lo sviluppo e la crescita del Paese. E’ l’ora delle riforme, a cominciare dal federalismo fiscale e dalle riforme istituzionali”. Pd: nessuna risposta. Partito interclassista, né di lotta né di governo.</p>
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    <title type="html">Elezioni: chi piange, chi ride</title>
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      <name>Massimo Falcioni</name>
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    <published>2008-04-15T11:28:16+00:00</published>
    <updated>2008-04-15T11:28:16+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/576/elezioni-chi-piange-chi-ride"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/orologino_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="196" height="240" alt="altro" />La  politica del “politichese” Made in Italy da ieri è costretta a dire “pane al pane e vino al vino”. E’ costretta a chiamare le cose per nome. Stavolta non è vero che hanno vinto tutti. Le elezioni 2008 le ha vinte uno solo, Berlusconi, con il suo Pdl (47,3% la coalizione di centro destra contro il 38,0% di quella avversaria) che ha la maggioranza assoluta alla Camera e un netto margine al Senato. </p>
<p> Se proprio vogliamo essere precisi, hanno vinto in due: oltre al Cavaliere c’è Umberto Bossi, trionfo al nord e sbarco (è la prima volta) ben sotto il fiume Po. Caso mai non ha perso uno solo.  Anche se c’è sconfitta e sconfitta e, sempre, c’è il padre (presunto o no) di tutte le sconfitte.  I grandi sconfitti sono Veltroni e il centrosinistra. E più in generale: disastro della Sinistra arcobaleno (fuori dal Parlamento!); quasi disastro dell’Udc (ha gli stessi 3 senatori che aveva Mastella!); disastro del Partito socialista (fuori dal Parlamento dopo oltre un secolo di storia!); disastro per la destra di Storace. </p>
<p>In altre parole: trionfa Berlusconi, comanda Bossi, perde Veltroni, sinistra disfatta. Gongola il trio Berlusconi, Bossi, Fini. Si lecca le ferite Veltroni per il fallimento del suo “Si può fare”.  Bertinotti si ritira. Boselli si dimette. In Italia non c’è più un parlamentare comunista o socialista! Dopo il fascismo è la più cocente sconfitta della sinistra nella storia d’Italia. E’ un terremoto. Tutto qui. Non è poco.  Dal versante sinistro si spara a pallettoni contro il leader del Partito democratico. “Veltroni – gridano socialisti, comunisti e verdi – ha spalancato le porte del governo a Berlusconi che forse resterà al potere per i prossimi 10 anni. E’ la Waterloo della sinistra”. </p>
 <p>Anche nel Pd la delusione è palpabile. C’è chi dice a bassa voce che anche Veltroni  dovrebbe giungere alle stesse conclusioni di Bertinotti e Boselli. Si vedrà. Intanto quel che è innegabile è la netta vittoria del Pdl, il netto spostamento a destra dell’equilibrio politico del Paese che riflette mutamenti profondi in atto nella società italiana. Il risultato elettorale consolida il bipolarismo e apre la strada al bipartitismo. Ma sarà vero bipartitismo o il solito pasticcio all’italiana? </p>
<p>Aspettiamo prima di giudicare. Stando ai numeri sembra proprio un falso bipartitismo, condizionato da una parte dalla Lega di Bossi e dall’altro dall’Idv di Di Pietro.  Come sempre, chi si contenta gode. Il Pd di Veltroni aveva una strategia chiara: correre da soli. Il risultato è stato quello di distruggere la sinistra (all’insegna dello slogan del voto utile, lo stesso usato dalla Dc di Moro e Zaccagnini nel 1976 per contenere l’avanzata del Pci di Berlinguer) e di dar via libera alla vittoria del centro destra. Il Pd segna un modestissimo incremento (è al 33%) rispetto alle elezioni precedenti, ma  cannibalizzando il centrosinistra e prosciugando i potenziali alleati, perde le elezioni e consegna l’Italia al Pdl. Questo è il dato politico. Come si dice, l’operazione è riuscita ma il paziente è morto. In questo quadro partirà mai il dialogo fra maggioranza e opposizione sulle riforme?</p>
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    <title type="html">Il giorno dopo. La disfatta di Sinistra Arcobaleno e Partito Socialista</title>
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      <name>Alessandro T.</name>
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    <published>2008-04-15T11:17:55+00:00</published>
    <updated>2008-04-15T11:17:55+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Gli exit-poll avevano illuso qualcuno e allarmato qualcun altro. Alle 15.05 il PD gonfiava il petto mentre il centrodestra iniziava a preoccuparsi, salvo far rientrare allarmi e trionfalismi dopo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/536/il-giorno-dopo-la-disfatta-di-sinistra-arcobaleno-e-partito-socialista"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/Immagine.JPG" class="post" align="left" border="0" width="280" height="212" alt="" /><br />
Gli exit-poll avevano illuso qualcuno e allarmato qualcun altro. Alle 15.05 il PD gonfiava il petto mentre il centrodestra iniziava a preoccuparsi, salvo far rientrare allarmi e trionfalismi dopo un&#8217;oretta abbondante. Qualcuno invece ha capito che c&#8217;era poco da fare fin da subito e non ha avuto nemmeno l&#8217;illusione degli exit-poll. Sto parlando della Sinistra estrema, critica, arcobaleno (e chi ne ha più nè metta) e del Partito Socialista di Boselli. Il quorum è stato mancato per entrambi sia alla Camera che al Senato e oggi, lo zoccolo duro dei reduci del PCI e del PSI non esiste più. </p>
<p>Il discorso per il Partito Socialista appare molto semplice. Obiettivamente in pochi avrebbero scommesso su un buon risultato di Boselli. Certo, veder scomparire un simbolo come il garofano dal parlamento fa un certo effetto, ma la via battuta dal partito, insistere solo sulla laicità e la contrapposizione allo &#8220;stato clericale&#8221; non ha pagato. Il partito dal canto suo, ha già trovato il colpevole: Walter Veltroni. <a href="http://www.partitosocialista.it/site/artId__498/307/733-Villetti-_no_di_Veltroni_resta_enigma.aspx">Per Villetti</a>, la decisione del leader del PD di non allearsi con i socialisti resta un enigma. Non una dispersione di voti quindi, semplicemente un elettorato che non ha creduto in una sinistra storica, laica e riformista, ma priva di una grande forza trainante.</p>
<p>Discorso diverso per quel che riguarda la Sinistra radicale. <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008/sinistra-crolla/sinistra-crolla.html">Bertinotti si è dimesso</a>, il suo percorso politico alla guida di Rifondazione Comunista prima e Sinistra Arcobaleno poi finisce in un piovoso (per lo meno al nord) giorno d&#8217;Aprile.<br />
Le domande che mi sorgono spontanee sono queste: dove sono finiti i voti di Rifondazione Comunista? Chi doveva votare per Sinistra Arcobaleno? E visto che non ha votato per Bertinotti, cosa ha fatto?</p>
 <p>L&#8217;elettorato mancato dell&#8217;ex-presidente della Camera, potrebbe essere individuabile in tre grosse categorie. La prima sono naturalmente gli &#8220;inglobati&#8221; al PD. Una grossa fetta di persone che ha votato Rifondazione nel 2006, si è fatta convincere dal voto utile. Pur di non essere &#8220;colpevole&#8221; della riconsegna del paese a Berlusconi, questa gente si è &#8220;turata il naso&#8221; e ha dato il suo voto a Veltroni.<br />
La seconda sono gli astenuti. E&#8217; evidente che l&#8217;astensione è stata un&#8217;astensione di sinistra. Probabilmente gran parte dei lavoratori, della cosiddetta &#8220;classe operaia&#8221;, dei pensionati, della gente di Piazza, ha optato per l&#8217;antipolitica. &#8220;L&#8217;effetto Grillo&#8221; e l&#8217;invito al non-voto potrebbero aver colpito in maniera più pesante proprio la sinistra estrema. Del resto queste sono le categorie che hanno sempre visto in Fausto Bertinotti il loro leader politico. Bertinotti, dal canto suo, è stato per due anni la terza carica dello Stato e ha dovuto allontanarsi un po&#8217; dalla Piazza, dalle lotte, dalla gente. Gente che forse si è sentita abbandonata e non riconoscendosi nel PD, ha preferito non votare.<br />
La terza, e qui forse azzardo, potrebbe essere localizzata al nord Italia e consiste in una folta schiera di ex-bertinottiani che si è buttata sulla Lega. Ieri notte anche Maroni ha &#8220;rassicurato&#8221; Bertinotti con uno &#8220;stai tranquillo, perchè gli operai li rappresentiamo noi&#8221;.  Già, proprio gli operai del nord, quelli della Fiat e delle grandi fabbriche di Lombardia e Veneto, forse stanchi di non essere rappresentati dai sindacati e dalla sinistra, hanno preferito dare spinta al partito di Bossi, forte anche della battaglia per Malpensa.</p>
<p>Dunque, un dato certo uscito dalle urne (oltre alla vittoria schiacciante di Berlusconi) è la fine di un&#8217;epoca per una certa sinistra. Visto che Veltroni ha definito il PD la &#8220;nuova&#8221; sinistra, mi viene da dire che finisce la sinistra &#8220;storica&#8221;. Falce e martello e garofano rosso, scompaiono da Camera e Senato dopo 60 anni di Repubblica. Ieri sera, ho avvertito una certa nostalgia un po&#8217; in tutti quanti. Del resto, che sia piaciuta o no,  è un pezzo di storia del &#8216;900 che ne va. Da Terracini a Berlinguer a Nenni.<br />
Bertinotti, nel suo ultimo atto da dirigente del partito, ha detto di <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2072769626">&#8220;salvare l&#8217;idea del viaggio&#8221;</a>. E&#8217; un viaggio che può continuare o siamo davvero giunti al capolinea?</p>
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