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  <title>Polisblog.it</title>
  <link>http://www.polisblog.it</link>
  <description>Politica italiana e estera: notizie di politica on line</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 01:59:49 GMT</pubDate>
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  <copyright>2007-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>Il flop di &quot;Silvio Forever&quot;, il film su Berlusconi di Stella-Rizzo</title>
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    <pubDate>Mon, 28 Mar 2011 15:22:28 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Luca Landoni</dc:creator>
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    <category>silvio-berlusconi</category><category>film</category><category>flop silvio forever</category><category>in evidenza</category>
    <description>Ora molti diranno che era un flop annunciato, ma non erano pochi coloro che avevano salutato Silvio Forever - film basato sulla biografia non autorizzata di Silvio Berlusconi della premiata coppia[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/silvioforever.jpg" class="post" border="0" align="left" width="259" height="280" alt="" />Ora molti diranno che era un flop annunciato, ma non erano pochi coloro che avevano salutato <strong>Silvio Forever</strong> - film basato sulla biografia non autorizzata di Silvio Berlusconi della premiata coppia Stella-Rizzo (quelli de La Casta) - come un evento imperdibile.</p>
<p>E invece non è piaciuto per nulla, come sbandierato a quattro colonne, anzi nove, da <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-24019/1.htm">Dagospia</a>. Ne riportiamo il titolo a caratteri cubitali, proprio come solitamente fa il sito di Roberto D&#8217;Agostino.</p>
<blockquote><p>
“SILVIO FOREVER”, UN FOREVER CHE NON DURA UN WEEKEND - CON UN MISERO INCASSO DI 182 MILA €, CON CENTO SALE A DISPOSIZIONE, IL FILM DI FAENZA-STELLA-RIZZO PRENDE UNA MEGA TRANVATA AL BOX OFFICE (MA NON L’HANNO CAPITO CHE FUNZIONA SOLO SE LO RACCONTI COME CAINANO?)</p></blockquote>


<p>
E in effetti Dagospia non ha torto. Un film che non è nè agiografico nè apertamente antiberlusconiano e ostile finisce per non piacere a nessuno. Per carità, sarà magari il più obiettivo che si sia mai realizzato sulle gesta del Cavaliere, ma alla fine si rischia un bel <strong>chissenefrega collettivo</strong>.</p>
<p>In Italia è difficile essere obiettivi, soprattutto in politica e più che mai sul Silvio nazionale. Se ci provi vieni immediatamente tacciato delle &#8220;peggio cose&#8221; dagli uni e dagli altri. Gli antiberlusconiani sono massimalisti e vedono chiunque non sia come loro come un forzitaliota della peggior specie. I berlusconiani soffrono di sindrome d&#8217;accerchiamento e pensano che chi anche minimamente si provi a criticare il &#8220;Re&#8221; sia un pericoloso comunista sovversivo.</p>
<p>Ed è così che Silvio Forever non lo va a vedere nessuno, bello o brutto che sia. Facciamocene una ragione.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/10004/il-flop-di-silvio-forever-il-film-su-berlusconi-di-stella-rizzo">Il flop di "Silvio Forever", il film su Berlusconi di Stella-Rizzo</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 17:22 di lunedì 28 marzo 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>La solitudine dei lavoratori precari: un altro caso di omicidio sul lavoro a Roma </title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/8210/la-solitudine-dei-lavoratori-precari-un-altro-caso-di-omicidio-sul-lavoro-a-roma</link>
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    <pubDate>Sun, 25 Jul 2010 00:05:41 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alessandro</dc:creator>
    <comments>http://www.polisblog.it/post/8210/la-solitudine-dei-lavoratori-precari-un-altro-caso-di-omicidio-sul-lavoro-a-roma#comments</comments>
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    <category>analisi-e-dati</category><category>film</category><category>lavoratori</category><category>precari</category><category>roma</category><category>violenza</category>
    <description>Due tragedie analoghe si sono consumate venerdì scorso, rispettivamente a Massarosa (Lucca), dove Paolo Iacconi, 51 anni, prima di suicidarsi, ha ucciso a colpi di pistola due dirigenti dell’azienda[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.polisblog.it%2Fpost%2F8210%2Fla-solitudine-dei-lavoratori-precari-un-altro-caso-di-omicidio-sul-lavoro-a-roma" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/Ragazzichelavorano.jpg" class="post" border="0" align="left" width="258" height="360" alt="Ragazzi che lavorano" /></p>
<p>Due <a href="http://www.crimeblog.it/post/5130/roma-omicidio-lassicuratore-flavio-pennetti-uccide-datore-di-lavoro-massimo-carpifave#continua">tragedie analoghe</a> si sono consumate venerdì scorso, rispettivamente a Massarosa (Lucca), dove Paolo Iacconi, 51 anni, prima di suicidarsi, ha ucciso a colpi di pistola due dirigenti dell’azienda Gifas Electric, per la quale aveva lavorato come rappresentate e da cui, mesi addietro, era stato licenziato, e a Roma, dove Flavio Pennetti, assicuratore romano di 30 anni, avrebbe ucciso con una mazza da baseball Massimo Carpifave, 60 anni, titolare dell’agenzia Assirisk.</p>
<p>Nel corso della confessione resa alla polizia, Pennetti avrebbe dichiarato, riferendosi alla sua vittima: <em>&#8220;Era un dittatore. Mi ha insultato in tutti i modi, poi quando ha cominciato a parlare della subagenzia ho accumulato uno stress nervoso impressionante. E quando sono sceso per far rientrare il parafango con la mazza non ce l’ho fatta più e l’ho ucciso&#8221;</em>.</p>
<p>Da quanto si è potuto leggere e sentire, in entrambi i casi la violenza è nata da una condizione di estrema disperazione e solitudine, nella quale i &#8220;carnefici&#8221; si sono trovati ad affrontare il dramma di un licenziamento effettivamente verificatosi o soltanto minacciato dai rispettivi datori di lavoro. </p>


<p>Mi viene in mente il finale di <em>Tutta la vita davanti</em>, di Paolo Virzì, film che, a mio avviso, offre un affresco estremamente realistico, a tratti profetico, della situazione dei lavoratori precari nel nostro Paese, un quadro molto più fedele ed efficace di quelli delineati da tanti scritti specialistici in materia. Nel finale di quel film l&#8217;omicidio, l&#8217;atto folle e disperato di violenza, è il naturale (direi ineluttabile) epilogo delle tante, troppe tensioni vissute dai protagonisti nella più assoluta solitudine.</p>
<p>Qualche giorno fa, per la rubrica &#8220;<a href="http://www.polisblog.it/tag/leggiamo%20i%20classici">Leggiamo i classici</a>&#8220;, ho riportato un brano tratto da <a href="http://www.polisblog.it/post/8179/leggiamo-i-classici-pubblico-e-privato-per-zygmunt-bauman"><em>Modernità liquida</em> di Zygmunt Bauman</a>, in cui il sociologo spiega come la sfera pubblica abbia subito un processo di disgregazione (di &#8220;liquefazione&#8221;, per l&#8217;appunto). Gli individui non riescono più a collocare le proprie esigenze e problemi nel contesto di un discorso pubblico. Non esistono più &#8220;questioni pubbliche&#8221;, ma solo questioni private pubblicizzate. L&#8217;individualismo esasperato, propagandato dai mezzi di comunicazione di massa, alimenta una solitudine sempre più diffusa e difficile da tollerare.</p>
<p>Nel mondo del lavoro, nel quale i sindacati sembrano obbedire sempre più a logiche maggioritarie e partitiche e le garanzie vengono meno di giorno in giorno, i problemi che gli individui si ritrovano a dover affrontare - ancora una volta in solitudine - appaiono enormi e irrisolvibili. Ed ecco esplodere la violenza. Una violenza non più di gruppo, &#8220;di classe&#8221;, ma anch&#8217;essa solitaria, per questo forse ancora più folle e disperata.</p>
<p>Foto| <a href="http://www.flickr.com/photos/brancaleone71/4589345702/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/8210/la-solitudine-dei-lavoratori-precari-un-altro-caso-di-omicidio-sul-lavoro-a-roma">La solitudine dei lavoratori precari: un altro caso di omicidio sul lavoro a Roma </a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 02:05 di domenica 25 luglio 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Berlusconi al cinema di Vimercate per vedere 2012:  sondaggio sulla fine del mondo</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/6356/berlusconi-al-cinema-di-vimercate-per-vedere-2012-sondaggio-sulla-fine-del-mondo</link>
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    <pubDate>Wed, 09 Dec 2009 13:02:50 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>silvio-berlusconi</category><category>film</category><category>2012 fine del mondo</category><category>berlusconi 2012</category><category>berlusconi cinema vimercate</category><category>emmerich berlusconi</category>
    <description>Ha fatto notizia il fatto che Berlusconi abbia preferito assistere alla proiezione del blockbuster catastrofico &amp;#8220;2012&amp;#8243; in un multisala di Vimercate alla prima della Scala.[...]</description>
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    </p>
<p><object width="425" height="344">
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<p>Ha fatto notizia il fatto che Berlusconi abbia <a href="http://www.ilcittadinomb.it/stories/Vimercatese/105670_c_la_prima_della_scala_a_milano_berlusconi_va_al_cinema_a_vimercate/">preferito assistere alla proiezione</a> del blockbuster catastrofico &#8220;2012&#8243; in un multisala di Vimercate alla prima della Scala. Un&#8217;&#8221;apparizione&#8221; tra il popolo, quella del premier, che pare sia stata premiata dagli scroscianti appluasi della sala. </p>
<p>Non ci è dato di sapere invece come abbia reagito il pubblico di Vimercate alla scena del film in cui un premier italiano vagamente somigliante al Cavaliere si rifiuta di fuggire dalla terra nel momento della fine del mondo (come gli altri leader mondiali), preferendo rimanere a pregare con il suo popolo in Piazza San Pietro. </p>
<p>Quando ho visto io 2012, la sala è scoppiata in una fragorosa, lunga risata. Lo ha detto d&#8217;altronde lo stesso regista <a href="http://www.doppioschermo.it/ultime-notizie/emmerich-in-2012-premier-non-e-berlusconi.html">Roland Emmerich</a>: il primo ministro del film non è Berlusconi, perchè <em>&#8220;lui sarebbe stato il primo a scappare&#8221;</em>. </p>
<p>Se ne era già discusso qualche settimana fa <a href="http://www.cineblog.it/post/19639/2012-vi-e-piaciuto">su cineblog</a>; questa volta però vogliamo chiederlo ai più smaliziati user di polis: secondo voi cosa farebbe S.B.?</p>
<p><iframe allowTransparency="true" frameborder="0" src="http://app.blogo.it/poll/5500" width="432" height="255" scrolling="no"></iframe></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/6356/berlusconi-al-cinema-di-vimercate-per-vedere-2012-sondaggio-sulla-fine-del-mondo">Berlusconi al cinema di Vimercate per vedere 2012:  sondaggio sulla fine del mondo</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 15:02 di mercoledì 09 dicembre 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Barbarossa: il film caro alla Lega Nord fa dissociare l&#039;attrice francese Cécile Cassel</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/5679/barbarossa-il-film-caro-alla-lega-nord-fa-dissociare-lattrice-francese-cecile-cassel</link>
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    <pubDate>Thu, 01 Oct 2009 16:46:44 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>propaganda</category><category>lega-nord</category><category>film</category><category>alberto da giussano</category><category>barbarossa</category><category>barbarossa film</category><category>barbarossa lega nord</category><category>barbarossa umberto bossi</category><category>cécile cassel</category><category>daily telegraph</category><category>lega nord</category><category>maurizio belpietro</category><category>monica bellucci</category><category>stile libero</category><category>vincent cassel</category>
    <description>Il prossimo venerdì 9 ottobre esce nelle sale italiane “Barbarossa”, il film diretto da Renzo Martinelli e caro alla Lega Nord di Umberto Bossi, in quanto racconta lo scontro tra il lombardo[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.polisblog.it%2Fpost%2F5679%2Fbarbarossa-il-film-caro-alla-lega-nord-fa-dissociare-lattrice-francese-cecile-cassel" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/Barbarossa.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="133" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Il prossimo venerdì 9 ottobre esce nelle sale italiane “<a href="http://www.cineblog.it/tag/Barbarossa">Barbarossa</a>”, il film diretto da <a href="http://www.cineblog.it/tag/Renzo%20Martinelli">Renzo Martinelli</a> e caro alla Lega Nord di Umberto Bossi, in quanto racconta lo scontro tra il lombardo Alberto Da Giussano (interpretato da Raz De Gan) e l&#8217;imperatore del Sacro Romano impero (<a href="http://www.cineblog.it/post/18751/barbarossa-il-trailer-del-film-di-renzo-martinelli">qui</a> il trailer e <a href="http://www.cineblog.it/post/18135/barbarossa-fotogallery-del-discusso-kolossal-di-renzo-martinelli">qui</a> la fotogallery di cineblog). </p>
<p>Manca più di una settimana, ma già non mancano le polemiche: l&#8217;attrice francese <a href="http://www.cineblog.it/tag/cécile%20cassel">Cécile Cassel</a> (sorellastra del più noto Vincent, in gallery delle sue foto), che ha interpretato un ruolo nel kolossal, ha <a href="http://news.cinecitta.com/news.asp?id=29832">dichiarato infatti</a> in un&#8217;intervista a Max, (ripresa perfino dal britannico <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/6245127/French-actress-shocked-by-backing-of-Barbarossa-film-by-Italys-far-Right.html">Daily Telegraph</a>): </p>
<blockquote><p>&#8220;Se avessi saputo cosa c&#8217;era dietro non avrei accettato. Quando prendo parte a un progetto  mi piace sapere tutto. In questo caso, dei fantasmi politici dietro Barbarossa non sapevo nulla. Finite le riprese sono venuta in Italia per girare Ex di Fausto Brizzi e amici e colleghi mi hanno raccontato chi erano i padrini del progetto. A quel punto ho detto che non avrei risposto a nessuna domanda sugli aspetti politici del film&#8221;</p></blockquote>
<p><a href='http://www.polisblog.it/galleria/cecile-cassel-le-foto-da-flickr/'>Cécile Cassel, foto di Photo12 -Pierre-jean Grouille</a><br />
<a href="http://www.polisblog.it/galleria/cecile-cassel-le-foto-da-flickr/1"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/polisblog/cecile-cassel-le-foto-da-flickr/thn_ccilecassel1.jpg" alt="Cécile Cassel, foto di Photo12 -Pierre-jean Grouille" width="130" height="86" /></a><a href="http://www.polisblog.it/galleria/cecile-cassel-le-foto-da-flickr/2"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/polisblog/cecile-cassel-le-foto-da-flickr/thn_ccilecassel2.jpg" alt="Cécile Cassel, foto di Photo12 -Pierre-jean Grouille" width="86" height="130" /></a><a href="http://www.polisblog.it/galleria/cecile-cassel-le-foto-da-flickr/3"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/polisblog/cecile-cassel-le-foto-da-flickr/thn_ccilecassel3.jpg" alt="Cécile Cassel, foto di Photo12 -Pierre-jean Grouille" width="130" height="86" /></a><a href="http://www.polisblog.it/galleria/cecile-cassel-le-foto-da-flickr/4"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/polisblog/cecile-cassel-le-foto-da-flickr/thn_ccilecassel4.jpg" alt="Cécile Cassel, foto di Photo12 -Pierre-jean Grouille" width="130" height="86" /></a></p>


<p>La reazione da parte della stampa italiana vicina alla maggioranza di governo non si è fatta attendere, ed è avvenuta in pieno <a href="http://www.polisblog.it/tag/%22stile%20libero%22">stile libero</a>. Sul quotidiano diretto da Maurizio Belpietro Giorgio Carbone ha infatti scritto che la Cassel, data la sua parentela </p>
<blockquote><p>&#8220;non brilla (..) di luce sua. Per brillare di suo, ha dovuto trasferirsi in Italia. (..) In Patria, pur avendo recitato in una trentina tra film e telefilm non ha mai avuto un ruolo di protagonista (..). In compenso, una maggiore notorietà l’ha ottenuta come “pasionaria” di cause politiche (è una paladina dei “sans papiers”). Insomma, è un’oca. Un’oca radical chic come la cognata Bellucci (..). Viene da pensare tutte le volte che la Monica si vanta di «essere l’unica attrice non comprata da Berlusconi». Ma se la prima volta che la vidi un 18 anni fa me la presentarono come l’«ultima favorita del presidente»&#8221;</p></blockquote>
<p>Foto in gallery | <a href="http://www.flickr.com/photos/pierrejean/3686313299/">Flickr</a>.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/5679/barbarossa-il-film-caro-alla-lega-nord-fa-dissociare-lattrice-francese-cecile-cassel">Barbarossa: il film caro alla Lega Nord fa dissociare l'attrice francese Cécile Cassel</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 18:46 di giovedì 01 ottobre 2009.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Mostra del cinema di Venezia: Michele Placido attacca il governo, ma il suo film è prodotto da Berlusconi</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/5483/mostra-del-cinema-di-venezia-michele-placido-attacca-il-governo-ma-il-suo-film-e-prodotto-da-berlusconi</link>
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    <pubDate>Thu, 10 Sep 2009 08:44:06 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Luca Landoni</dc:creator>
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    <category>film</category><category>68</category><category>berlusconi</category><category>conferenza stampa</category><category>il grande sogno</category><category>mario capanna</category><category>medusa</category><category>michele placido</category><category>mostra cinema venezia</category><category>riccardo scamarcio</category><category>video</category>
    <description>La Mostra del cinema veneziana più politica (leggi: di sinistra) degli ultimi anni, sotto la sicura direzione del fu-extraparlamentare Müller ha ieri raggiunto la sua apoteosi con la proiezione[...]</description>
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    </p>
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La <strong>Mostra del cinema</strong> veneziana più politica (leggi: <strong>di sinistra</strong>) degli ultimi anni, sotto la sicura direzione del fu-extraparlamentare <strong>Müller </strong>ha ieri raggiunto la sua apoteosi con la proiezione dell&#8217;attesa pellicola di <strong>Michele Placido</strong> sul 68; una sorta di autobiografia romanzata in cui l&#8217;ex-commissario Cattani della Piovra si è fatto impersonificare (furbescamente) dal sex symbol <strong>Riccardo Scamarcio</strong>. Titolo: <strong>Il grande sogno</strong>.</p>
<p>Al di là della trama e degli eventi ad essa connessa, per i quali vi rimandiamo ai nostri colleghi di <a href="http://www.cineblog.it/post/18576/michele-placido-furioso-durante-la-conferenza-stampa-de-il-grande-sogno">cineblog</a>, ciò che ha sollevato maggiore trambusto è la conferenza stampa del regista, che ha esordito dedicando il suo film all&#8217;ex-direttore dell&#8217;Avvenire <a href="http://www.polisblog.it/tag/boffo">Boffo </a>per poi gettarsi in un&#8217;accorata critica del Governo, reo tra le altre cose di non aiutare i giovani registi italiani. Detto che su questo possiamo anche essere d&#8217;accordo, anche se non è che i precedenti esecutivi abbiano brillato a riguardo, veniamo all&#8217;apice dell&#8217;esibizione, riportata nel filmato.</p>
<p>Incalzato dalla domanda di una giornalista spagnola, che trovava curiosa l&#8217;invettiva sponsorizzata da <strong>Medusa Distribuzione e da Berlusconi</strong>, il Placido ha dato in escandescenze, urlando che si trattava di una domanda stupida e sbottando in un (testuale) &#8220;Ma con chi <em>cazzo </em>lo dovevo fare questo film?&#8221;.</p>


<p>
Lasciamo ai lettori ogni considerazione sulla coerenza del personaggio, ma non prima di aver registrato l&#8217;incredibile dichiarazione di <strong>Mario Capanna</strong>, invitato al tavolo della conferenza in qualità di esperto. L&#8217;ex-leader sessantottardo ha attaccato Pasolini a proposito della <a href="http://www.google.it/url?sa=t&#038;source=web&#038;ct=res&#038;cd=1&#038;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FBattaglia_di_Valle_Giulia&#038;ei=CaCoSt-IIMGH_AaR17S4Bg&#038;usg=AFQjCNHyYVbXza-EspCDNjD55jCSdvuT6w&#038;sig2=iLNDm2n1UyuLc7wmXPDCJw">famosa difesa dei poliziotti</a> in occasione dei fatti di Valle Giulia, affermando: &#8220;Disse una cazzata, capita anche ai grandi poeti&#8221;, mentre al suo fianco Placido annuiva convinto.</p>
<p>Ultima citazione per la risposta del regista sulla situazione della sinistra attuale:</p>
<blockquote><p>&#8220;Sono più tentato di lavorare con Casini. Vorrei un forte centro democristiano, che guardi a sinistra, diciamo un grosso partito popolare cattolico capace di sfidare il governo&#8221;.</p></blockquote>
<p>Si salvi chi può.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/5483/mostra-del-cinema-di-venezia-michele-placido-attacca-il-governo-ma-il-suo-film-e-prodotto-da-berlusconi">Mostra del cinema di Venezia: Michele Placido attacca il governo, ma il suo film è prodotto da Berlusconi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 10:44 di giovedì 10 settembre 2009.</p>
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  </item>

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    <title>Videocracy - recensione: tanto rumore per nulla?</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/5437/videocracy-recensione-tanto-rumore-per-nulla</link>
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    <pubDate>Sat, 05 Sep 2009 11:41:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>mediaticamente</category><category>le-grandi-inchieste-di-polisblog</category><category>film</category><category>cinema</category><category>erik gandini</category><category>grande fratello</category><category>libertà di stampa</category><category>mediaset</category><category>rai</category><category>silvio berlusconi</category><category>televisione</category><category>veline</category><category>videocracy</category><category>videocracy recensione</category>
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Videocracy+-+recensione%3A+tanto+rumore+per+nulla%3F&url=http%3A%2F%2Fwww.polisblog.it%2Fpost%2F5437%2Fvideocracy-recensione-tanto-rumore-per-nulla" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/videocracy.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="255" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Molti di voi si staranno sicuramente chiedendo com&#8217;è &#8220;<a href="http://www.polisblog.it/tag/videocracy">Videocracy</a>&#8220;, il documentario sulla televisione italiana del regista italo-svedese Erik Gandini, il cui <a href="http://www.polisblog.it/post/5358/videocracy-il-trailer-che-rai-e-mediaset-hanno-rifiutato-di-trasmettere">trailer è stato rifiutato da Rai e Mediaset</a>, dando il via a una serie infinita di polemiche, oltre che di pubblicità gratuita per il film. </p>
<p>Una recensione l&#8217;hanno già fatta i colleghi di <a href="http://www.cineblog.it/post/18466/videocracy-di-erik-gandini-recensione-in-anteprima">cineblog</a>, che hanno avuto la possibilità di vederlo in anteprima assoluta alla mostra del cinema di Venezia. Qui su polisblog ci concentriamo invece sugli aspetti più politici del documentario, quelli che gli sono valsi tanto clamore. </p>
<p>Da questo punto di vista, bisogna riconoscere che tutto il dibattito è vittima di due madornali equivoci. Primo: &#8220;Videocracy&#8221; non è un documentario che parla di politica, ma di un fenomeno sociale e di costume. Secondo: si tratta di un prodotto realizzato per una proiezione all&#8217;estero, non in Italia. </p>


<p>La visione del film da parte di un pubblico italiano è infatti in un certo senso paradossale. Questo perchè - a mio avviso - possiamo dividere la popolazione italiana, nel loro rapporto con la televisione, grossomodo in due gruppi. </p>
<p>C&#8217;è certamente in Italia una parte di ceti più o meno popolari che vede nella possibilità di apparire in televisione una risposta ai propri sogni di mobilità sociale e per la quale l&#8217;adorazione dei VIP televisivi costituisce un&#8217;attività importante della propria vita. </p>
<p>A questi non verrebbe sicuramente mai in mente di andare a vedere Videocracy, e la trasmissione da parte di Rai o Mediaset del trailer non avrebbe cambiato niente da questo punto di vista. Se anche vedessero questo film (che parla di loro) non troverebbero probabilmente nulla di cui scandalizzarsi in un fenomeno di cui fanno parte. </p>
<p>Se invece rispetto al &#8220;velinismo&#8221;, al &#8220;basta apparire&#8221; e al grande circo della televisione italiana, con i suoi Lele Mora e Fabrizio Corona, avete sviluppato negli anni un certo distacco , ci sono alte probabilità che andiate a vedere il documentario di Erik Gandini. Ma non scoprirete nulla di nuovo: vedrete sul grande schermo tante cose che avete imparato a disprezzare nel piccolo. </p>
<p>Inoltre &#8220;Videocracy&#8221;, a dispetto del suo titolo che suggerirebbe un film a tesi sui legami tra televisione e politica nel paese di Berlusconi, non è un film politico. E non è un film a tesi, in quanto un filo conduttore o un&#8217;ipotesi esplicativa del fenomeno, se ci sono, sono difficili da cogliere. </p>
<p>E così nelle schermate finali veniamo informati che l&#8217;Italia si piazza al 73° posto nella classifica internazionale della libertà di stampa, ma il tema del legame tra informazione e potere politico viene solo sfiorato nell&#8217;ora e mezza di proiezione che le precede. </p>
<p>Per i più interessati a questo versante della questione, si segnala solo una chicca: la candida ammissione da parte di Fabio, regista del Grande Fratello e di molti dei principali programmi Mediaset, del fatto che ogni tanto &#8220;dai piani alti&#8221; arriva l&#8217;ordine di interrompere la trasmissione in anticipo, perchè Berlusconi compare su qualche altro canale (anche Rai). Questo ovviamente nella speranza che gli spettatori cambino canale alla fine del programma e finiscano così per ascoltare i proclami del Cavaliere. </p>
<p>Questa ed altre parti del documentario lasciano lo spettatore con un grosso dubbio: perchè Mediaset, che ha negato la trasmissione del trailer e ha <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Spettacolo/?id=3.0.3724972999">giudicato negativamente il documentario</a>, ha permesso al regista di filmare così tante scene dietro le quinte (dal casting di perfetti sconosciuti, alle prove delle veline fino alle rivelazioni del regista di cui sopra) e ha firmato le relative liberatorie? </p>
<p>In un certo senso, la visione del film è utile - se non altro - a far prendere coscienza di una cosa piuttosto inquietante: il controllo delle televisioni da parte di Berlusconi ha raggiunto uno stadio di paranoia e di zelo censorio tale che si nascondono agli occhi del pubblico ormai non solo le cose che potrebbero davvero nuocere al governo, ma anche quelle che, in fondo, non cambierebbero più di tanto le cose. Come Videocracy e il suo trailer.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/5437/videocracy-recensione-tanto-rumore-per-nulla">Videocracy - recensione: tanto rumore per nulla?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 13:41 di sabato 05 settembre 2009.</p>
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  </item>

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    <title>Frost/Nixon: il duello. Recensione</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/3749/frostnixon-il-duello-recensione</link>
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    <pubDate>Sun, 22 Feb 2009 19:14:00 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Luca Landoni</dc:creator>
    <comments>http://www.polisblog.it/post/3749/frostnixon-il-duello-recensione#comments</comments>
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    <category>film</category><category>cinema</category><category>david frost</category><category>frost/nixon</category><category>il duello</category><category>intervista</category><category>recensione</category><category>richard nixon</category><category>ron howard</category>
    <description>Visto che è domenica e non c&amp;#8217;è molto di cui occuparsi al di là delle note vicende del Partito Democratico, ho deciso di annoiarvi parlandovi di cinema. Il film in questione è[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
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<p>Visto che è domenica e non c&#8217;è molto di cui occuparsi al di là delle note vicende del Partito Democratico, ho deciso di annoiarvi parlandovi di cinema. Il film in questione è <strong>Frost/Nixon: il Duello</strong>, pellicola tratta dal dramma teatrale omonimo scritto da Peter Morgan nel 2006 e magnificamente interpretato prima a Londra e poi a Broadway dagli stessi due attori protagonisti della pellicola di <strong>Ron Howard</strong>.</p>
<p><strong>Michael Sheen</strong> interpreta il giornalista David Frost, mentre <strong>Frank Langella</strong> è un monumentale Richard Nixon, tanto somigliante anche fisicamente da non riconoscerlo dall&#8217;originale. <strong>La trama</strong>. Voi tutti ricorderete le vicende che portarono l&#8217;ex-Presidente americano Nixon a dimettersi dall&#8217;incarico - primo caso nella storia Usa - dopo lo<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Watergate"> scandalo Watergate</a>. In quell&#8217;occasione si ricondusse a Nixon un&#8217;operazione di spionaggio ai danni dei suoi avversari politici riuniti nell&#8217;albergo omonimo. Il fatto ebbe un&#8217;eco così vasta che da allora in poi tutti i grandi scandali sono stati rinominati con il suffisso <em><strong>Gate</strong></em>, dal nome dell&#8217;hotel in questione.</p>


<p>La nostra vicenda si occupa tuttavia dei fatti accaduti immediatamente dopo, quando il giornalista e intrattenitore televisivo inglese <strong>David Frost </strong>decide di rischiare la rovina personale, offrendo una cifra enorme (600.000 dollari) all&#8217;ex-Presidente, per una serie di 4 interviste che dovrebbero servire a &#8220;dargli quel processo che non ha mai avuto&#8221;. Nixon infatti non aveva ammesso la propria colpa, pur lasciando l&#8217;incarico, e il successore <strong>Gerald Ford</strong> (che era il suo vice-Presidente) gli aveva condonato ogni addebito, chiudendo la vicenda d&#8217;autorità. </p>
<p>Frost cerca così di costringere Nixon alla confessione ma si trova di fronte a un osso duro, che ribatte colpo su colpo e lo sospinge a un passo dal fallimento. Ricordiamo che Nixon non aveva accettato l&#8217;intervista solo per denaro, ma anche nella speranza di riabilitarsi politicamente. Quando tutto sembra perduto, proprio nell&#8217;ultima intervista l&#8217;ex-Presidente crolla e ammutolisce davanti allo schermo, finendo per chiedere scusa agli americani. L&#8217;epilogo donerà la fama al giornalista e condannerà definitivamente all&#8217;oblio il suo interlocutore, che rinuncerà una volta per tutte alla vita politica.</p>
<p>Sono molti i punti a favore di un film che ricostruisce minuziosamente l&#8217;ambiente, l&#8217;atmosfera e persino le acconciature in voga negli <strong>anni settanta</strong>. Memorabile quella di Sheen che mi ha davvero riportato indietro di 30 anni, ricordandomi qualche vecchio compagno di classe. <strong>L&#8217;impianto teatrale</strong> è stato mantenuto accuratamente, anche a dispetto dello spettacolo, facendo di questa ricostruzione un piccolo gioiello che probabilmente risulterà ostico ai più, ma piacerà a chi ama andare in profondità. Come si può infatti non parlare d&#8217;azione quando ci troviamo di fronte a una battaglia epica, fatta di parole e concetti; insomma, filosofia pura. Una schermaglia verbale che ha fatto la storia del giornalismo, e che pur non potendo eguagliare il pathos teatrale per ovvi motivi di sintesi, è qui riprodotta fedelmente.</p>
<p><strong>Il duello</strong> è uscito al cinema da un po&#8217;, ma lo trovate ancora in prima visione, e il mio consiglio è di andare a vederlo, o magari attendere l&#8217;uscita in dvd, che sarà probabilmente più celere del solito visto che in Italia non ha registrato enormi affluenze di pubblico. Ma vi assicuro che ne vale la pena, soprattutto se amate l&#8217;arte dell&#8217;eloquenza e la storia della politica in generale.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/3749/frostnixon-il-duello-recensione">Frost/Nixon: il duello. Recensione</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 21:14 di domenica 22 febbraio 2009.</p>
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