
Colpo di scena al processo Laziogate che vede come principale imputato Francesco Storace, l’ex presidente della Regione Lazio accusato di avere boicottato la lista di Alessandra Mussolini orchestrando una raccolta di firme false, tramite un accesso non autorizzato all’anagrafe di Roma.
Nel corso dell’udienza del processo l’avvocato di Storace ha depositato delle carte che dimostrerebbero come Dario Pettinelli, all’epoca collaboratore dell’ufficio stampa della Regione e principale accusatore di Storace, avrebbe intascato almeno 96mila euro dalla Regione durante la successiva amministrazione di Piero Marrazzo. Storace accusa
Trans e coca? Roba da educande. Il processo Laziogate è stato costruito a tavolino. Le dichiarazioni del cosiddetto pentito Dario Pettinelli hanno avuto un compenso preventivo pagato da Lait spa, la società informatica della Regione Lazio, presidenza Marrazzo. Marrazzo avrà nulla da dire?
Continua a leggere: Storace: "Laziogate, il pentito che mi accusa pagato da Marrazzo"

Le regionali continuano ad essere uno degli argomenti principali del dibattito politico. Non passa giorno senza incontri tra leader, dichiarazioni su candidati governatori o alleanze sul territorio. E’ arrivato il momento di farsi sentire anche per Francesco Storace, leader del movimento La Destra. Dopo la batosta alle europee dove il cartello elettorale L’Autonomia, costituito con l’Mpa di Lombardo aveva ottenuto un misero 2.2% (quando invece alle politiche solo La Destra aveva avuto il 2.4%) sono state poche le occasioni per riportare al centro del dibattito gli ex aennini che non avevano accettato lo scioglimento di An nel Pdl.
L’appuntamento elettorale può essere la situazione ideale per il riscatto e Storace non vuole perdere l’occasione
Noi non siamo l’Udc e non vogliamo alleanze a ‘macchia di leopardo’. Pretendiamo rispetto, lo stesso rispetto che avremo per i nostri alleati anche se su alcune questioni le differenze restano. Quello che e’ piu’ importante e’ avere ben chiaro chi siamo
Continua a leggere: Storace vuole essere decisivo "Alle regionali alleanza con il Pdl"

Innanzitutto grazie ad Almabyte per la segnalazione. Subito dopo, una breve spiegazione per i profani:
L’hotlinking è una pratica da molti ritenuta scorretta che consiste nell’inserire in una propria pagina web (A) un oggetto, generalmente un’immagine, già presente su un’altra pagina web (B), copiandone pari pari l’indirizzo. Oltre a consumare a sbafo la banda del sito “hotlinkato”, si incorre spesso anche in reati, qualora l’immagine sia tutelata da copyright.
C’è anche da dire che l’hotlinking è un’arma a doppio taglio, perché può capitare che il webmaster del sito B si vendichi sostituendo l’immagine rubata con un’altra, offensiva, dallo stesso nome: ogni cambiamento si rifletterà di conseguenza sul sito A.
Così spiega benissimo Giavasan sul suo blog. E noi puntualmente replichiamo con uno screenshot di quello che ora - ma tranquilli, amici de “La Destra”, ci sarà un webmaster al lavoro già ora per sistemare le cose - è diventato il sito ufficiale di epurator. Capolavoro.
Ultimissime. Berlusconi: “Sul governo nulla è stato deciso. Ci saranno sorprese. Formigoni? Lo vedrò martedì sera”. Fini: “Sarei cretino a rifiutare la presidenza della Camera”. Di Pietro: “Ci sono due Pd, uno vuole annientarci. Con chi sta Veltroni?” . Bettini: “Mercoledì l’incontro di Veltroni con Di Pietro.”. Grillo:”Per la sigla del V 2 Day scelgo Er Piotta, altre che Jovanotti di Veltroni!”. Montezemolo: “Rispetto i sindacati e cerco il dialogo”. Di Pietro: “Le ronde coi fucili sono anticostituzionali”. Napolitano: “Alla Thissenkrupp le morti più atroci”. Giordano: “Mi sono dimesso per la sconfitta elettorale, non per i sospetti”. Follini: “Il Pdl pronto a spartirsi la Rai”. Napolitano: “Ci vuole dialogo con i paesi produttori di materie prime energetiche”.
Silvio Berlusconi frena Bossi e sul governo annuncia sorprese. Fini: “ Io non vado da Berlusconi con la lista della spesa”.
Berlusconi: “Sulla formazione della squadra di ministri del prossimo governo nulla è ancora deciso. Chiuderò quando avrò la panoramica della squadra di 60 persone che formeranno l’esecutivo”. Altolà, Senatur!
Antonio Di Pietro boccia le ronde della Lega. Gasparri: “La lotta al crimine spetta a polizia e carabinieri”.
Di Pietro: “E’ incostituzionale organizzare ronde per affiancare o sostituire le forze dell’ordine pubblico. Bisogna aumentare del 30 % le risorse per polizia e carabinieri”. Meglio tardi che mai.
Sandro Bondi prevede Fini e Schifani presidenti di Camera e Senato. LaTorre:”Il Pdl parte male”.
Bondi: “Il 29 aprile ci sarà la prima seduta del Parlamento: il Pdl proporrà due personalità come Gianfranco Fini a presidente della Camera e Renato Schifani alla seconda carica dello Stato”. Pdl pigliatutto. Replay del governo Prodi. Di fronte a Fini e Schifani, giù il cappello.
Continua a leggere: Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica
Si è molto dibattuto sulla disfatta elettorale della Sinistra Arcobaleno. La suddivisione in mille rivoli (Sinistra Critica, Partito Comunista dei Lavoratori, Per il Bene Comune…) non ha certo giovato agli orfani del vecchio P.C.I., che per la prima volta nella storia repubblicana si ritrovano senza rappresentanti in Parlamento. Oggi però intendiamo occuparci dell’altra faccia della medaglia, vale a dire le forze politiche schierate alla destra di AN… pardon, del PDL.
Un tempo in Italia esisteva l’arco costituzionale, ovvero un’invenzione “democratica” volta ad escludere il Movimento Sociale Italiano. In pratica un cartello politico antifascista, che spesso utilizzava questo unico punto in comune per trovare degli accordi per così dire trasversali. Anche il vecchio MSI conobbe più di una scissione, vedi Democrazia Nazionale e Fascismo e Libertà, ma perlopiù mantenne aggregata l’area dell’estrema destra parlamentare, fino ad aggiungere orgogliosamente al proprio nome il suffisso Destra Nazionale.
Ora l’area del vecchio MSI è occupata da La Destra, che alle scorse elezioni ha sfiorato il milione di consensi, raggiungendo il 2%, una quota ben lontana dalla soglia della rappresentanza del 4%. E questo nonostante la sovraesposizione del suo unico candidato presentabile, Daniela Santanchè, che con il suo indubbio carisma ha salvato il partito dalla morte politica, che potremmo definire effetto Boselli.
Ultimissime. Ban Ki-moon: “l’Onu ha bisogno di un forte sostegno spirituale da parte del Papa”. Jimmy Carter: “Sono in Siria per colloqui con Assad e leader Hamas”. Putin: “ Aeroflot pronta a trattare per Alitalia”. Berlusconi: “Daniele Capezzone e Deborah Bergamini ticket portavoce al posto di Bonaiuti”. Realacci: “Magari Ciampi presidente Pd!”. Berlusconi: “Basta visti tra Russia e Ue”. Zanonato: “Walter, basta pullman, torniamo nei bar”. La Russa: “Col Carroccio nessun problema”. Berlusconi:”Con Bossi tutto a posto”. Veltroni: “Opposizione senza sconti”. Napolitano: “Impegno anche in futuro per il cinema italiano”.
Ban Ki-moon auspica il sostegno spirituale del Papa. Benedetto XVI: “Vivere diversamente”
Ban Ki-moon “Nella crisi mondiale l’Onu e la comunità internazionale hanno bisogno dell’autorità spirituale e morale del Papa”. Benedetto XVI: “ Ringrazio il segretario generale dell’Onu e ricordo qui il grido di Papa Montini nel 1965 – Mai più la guerra! – Pietro emoziona la distratta America.
Jimmy Carter: “Sono in Siria non come ex presidente Usa ma messaggero di pace in Medio Oriente. L’incontro con Assad e lo sceicco Khaled Meshaal, leader supremo di Hamas spero sia utile per il processo di pace israelo-palestinese”. Rick Jafculca, suo portavoce: Colloqui sulla situazione nella regione e anche sulla sorte del caporale israeliano Gilad Shalit ostaggio di Hamas”. Poco. Ma meglio di niente (Lenin).
Sandro Bondi rassicura i comuni sull’Ici. Cofferati: “Nessun inganno. Tutto da dimostrare”
Bondi: “Si fa gran confusione sul destino dell’Ici sulla prima casa. Basta strumentalizzazioni. Elimineremo totalmente l’Ici sulla prima casa senza oneri per i comuni”. Cofferati: “I comuni non si faranno strozzare. No alla riduzione dei servizi. Siamo pronti al confronto”. Torna il gioco delle tre carte.
Continua a leggere: Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica
Silvio Berlusconi punta sul Quirinale. Bertinotti: “Irrealista e irrispettoso!”.
Berlusconi: “Se per caso fosse eletto un altro Capo dello Stato che appartenesse alla nostra parte politica, riterrei un assoluto dovere da parte nostra dare la presidenza del Senato a un esponente della sinistra”. Fausto Bertinotti: “Berlusconi è irrealista e manca di rispetto a Napolitano”. Sensali di stato.
Walter Veltroni contrattacca sui brogli elettorali. Berlusconi:”La sinistra eviti i trucchi!”.
Veltroni: “Vi pare che uno così (Berlusconi ndr) possa governare il Paese? Quello parla dal ’94 di brogli che ci sono solo quando perde e non quando vince. Che strano! Si vuole solo creare tensione”. Berlusconi:” Il leader del Pd mi deve promettere che rinuncerà a utilizzare le schede bianche e commettere brogli”. Walter e Silvio. Gianni e Pinotto.
Sandro Bondi boccia Walter. Veltroni: “Giapponesi del Pdl: la guerra è finita!”.
Bondi: “Veltroni ha cominciato bene la campagna elettorale, ma la sta terminando male, malissimo, in maniera scomposta e perdendo stile. Resta il “Sor bugia” di sempre”. Veltroni: “Da che pulpito!, Nel Pdl ci sono quelli vestiti con l’armatura, altri che vogliono scomunicare il presidente della Repubblica, quest’altro che parla di stalinismo e di brogli. Giapponesi del Pdl, sveglia! La guerra è finita!”. Cinecittà.
Massimo D’Alema in odore di vittoria. Bonaiuti: “Povero illuso!”.
Continua a leggere: Ping Pong: botte (e risposte) della campagna elettorale

Dopo la sparata di Umberto Bossi sui lombardi da portare in piazza con i fucili per modificare le schede elettorali e punire la canaglia romana tocca a Raffaele Lombardo rispondere al fuoco con questa poco felice espressione: “Purtroppo i fucili dei siciliani sono armati a salve. Quando potremo armarli come si deve, vedremo se e contro chi usarli”.
Di nuovo ci troviamo davanti ad un candidato al parlamento che minaccia l’uso della violenza e delle armi, senza spiegare bene neppure per quale motivo questo sarebbe necessario. Inoltre queste uscite non aiutano certo a superare lo stereotipo della Sicilia come terra di mafia e lupara…
Appare quindi decisamente più che sensata l’osservazione di Francesco Storace: “Quello che ha detto Lombardo, e cioè che anche la Sicilia prenderà i fucili è più grave di quello che detto Bossi perché, in Sicilia, c’é chi i fucili li usa davvero. Mi domando a chi abbia voluto mandare il segnale Lombardo”.
Voi come vi spiegate questa irresistibile attrazione verso i fucili a 5 giorni dal voto?
Carlo Azeglio Ciampi (ore 12) critica l’Italia in preda al torpore spirituale e culturale. Ore 17: ancora nessuna risposta da nessun politico. Ciampi: “Il nostro Paese appare oggi preda di una sorta di torpore spirituale e culturale. Gli italiani devono risvegliare i valori e gli ideali della storia nazionale traendone slancio e fiducia per conseguire nuovi traguardi”. E i tanto decantati 15 anni della seconda Repubblica con l’alternanza e il bipolarismo?
Walter Veltroni elenca le divisioni della Cdl. Bonaiuti: “Ci copia su tutto:è falso e bugiardo”. Veltroni: “La destra è divisa su tutto. Su Alitalia Fini ha detto sì ad Air France, Bossi no. Sulle pensioni Berlusconi vuole tornare alla legge Maroni e i suoi alleati,Maroni compreso, no. Ognuno dice cose diverse sull’Europa, sulla politica estera e interna. Stanno litigando su tutto”. Bonaiuti replica: “Walter: falso e bugiardo. Ci copia su tutto, prima il programma, adesso copia le nostre accuse, siamo noi ad aver sempre accusato loro di essere divisi su tutto. Perché è caduto Prodi?”. Veltroni è già al suo 56esimo comizio. La Cdl gli ha già dato del falso e del bugiardo più di 100 volte. Non male come esempio di campagna elettorale non “muscolare”e non ingiuriosa.
Pierferdinando Casini accusa Berlusconi e Veltroni di egemonia e di favoritismi. Fini:”Taccia!”. Franceschini: “Panzane!”. Casini: “I veri brogli non sono quelli paventati da Berlusconi ma quelli di queste ore sulla par condicio. I due capi del Pdl e del Pd sono uniti nel voler escludere gli altri dalle pari opportunità e soffocare il centro per poter essere egemoni, senza nessuno che li controlli in Parlamento”. Casini riesce a unire (contro di sé) sia il Pdl che il Pd. Non è poco, di questi tempi.
Continua a leggere: Ping Pong - botte (e risposte) della campagna elettorale
Svelato l’arcano. I manifesti affissi a Roma lo scorso ottobre, che ritraevano Gianfranco Fini in posa equivoca, furono una trovata di Giuseppe Ciarrapico, ora collega del leader di An nel Pdl. A spiegare come andarono le cose non è il re delle acque minerali né Fini; bensì Francesco Storace, l’energico leader de La Destra che ai giornalisti ha così spifferato: «Ce lo diciamo qui, tra di noi: il 13 ottobre scorso, quando ci fu la manifestazione oceanica di Alleanza Nazionale, quella dove si moltiplicarono per tre e per quattro i partecipanti, mi chiamò Ciarrapico e mi disse: “hai visto che cosa gli ho fatto?”». Ora si attende cortese smentita.