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Franco Giordano

Legge elettorale e sbarramento al 4%. Veltroni: "È stata Rifondazione a chiedermelo"

pubblicato da Luca Landoni in: Analisi e Dati Oliviero Diliberto Franco Giordano Partito dei Comunisti Italiani PDCI Rifondazione Comunista RC Sinistra & Libertà

È passata quasi sotto silenzio la dichiarazione rilasciata dal leader Pd Walter Veltroni al Corriere della Sera. Piccato per le manifestazioni di protesta di ieri, culminate nel volantino liberamente ispirato al film Totò Truffa, il “capo” dell’opposizione ha svelato un retroscena che inchioderebbe proprio quel Franco Giordano che è stato uno dei più critici in merito al provvedimento votato nella serata di ieri. Ricordiamo che ai tempi Giordano era il segretario di Rc.

«Ho letto le ultime dichiarazioni di Giordano che accusa il Pd di aver siglato un accordo su una legge “salva Walter”. Ma si dà il caso che proprio Giordano fosse venuto nella mia stanza al Pd, insieme ad altri, a chiedermi di lavorare per l’introduzione della soglia di sbarramento al 4 per cento, dicendomi che loro non potevano dirlo pubblicamente. Poi, ora che c’è stata la scissione in Rifondazione dicono il contrario».

Ciò proverebbe che l’acqua calda esiste, ovvero che una legge può ottenere o perdere lo status di “truffa” a seconda delle convenienze contingenti delle singole forze politiche. Fatti salvi i due principali partiti, ovviamente, che possono permettersi una certa aria di superiorità dal momento che il problema non li tange; anzi, li favorisce. A proposito di questo, proviamo a dipingere uno scenario possibile, vedendo come la novità potrebbe toccare i singoli partiti.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese in: Dichiarazioni Palazzo Chigi Palazzo Madama Quirinale Francesco Storace Gianfranco Fini Gianni Alemanno Silvio Berlusconi Sandro Bondi Walter Veltroni Romano Prodi Franco Giordano Umberto Bossi Roberto Maroni Alle 5 della sera La Destra Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Sinistra Arcobaleno Giorgio Napolitano Antonio di Pietro

Ultimissime. Berlusconi: “Sul governo nulla è stato deciso. Ci saranno sorprese. Formigoni? Lo vedrò martedì sera”. Fini: “Sarei cretino a rifiutare la presidenza della Camera”. Di Pietro: “Ci sono due Pd, uno vuole annientarci. Con chi sta Veltroni?” . Bettini: “Mercoledì l’incontro di Veltroni con Di Pietro.”. Grillo:”Per la sigla del V 2 Day scelgo Er Piotta, altre che Jovanotti di Veltroni!”. Montezemolo: “Rispetto i sindacati e cerco il dialogo”. Di Pietro: “Le ronde coi fucili sono anticostituzionali”. Napolitano: “Alla Thissenkrupp le morti più atroci”. Giordano: “Mi sono dimesso per la sconfitta elettorale, non per i sospetti”. Follini: “Il Pdl pronto a spartirsi la Rai”. Napolitano: “Ci vuole dialogo con i paesi produttori di materie prime energetiche”.

Silvio Berlusconi frena Bossi e sul governo annuncia sorprese. Fini: “ Io non vado da Berlusconi con la lista della spesa”.
Berlusconi: “Sulla formazione della squadra di ministri del prossimo governo nulla è ancora deciso. Chiuderò quando avrò la panoramica della squadra di 60 persone che formeranno l’esecutivo”. Altolà, Senatur!

Antonio Di Pietro boccia le ronde della Lega. Gasparri: “La lotta al crimine spetta a polizia e carabinieri”.
Di Pietro: “E’ incostituzionale organizzare ronde per affiancare o sostituire le forze dell’ordine pubblico. Bisogna aumentare del 30 % le risorse per polizia e carabinieri”. Meglio tardi che mai.

Sandro Bondi prevede Fini e Schifani presidenti di Camera e Senato. LaTorre:”Il Pdl parte male”.
Bondi: “Il 29 aprile ci sarà la prima seduta del Parlamento: il Pdl proporrà due personalità come Gianfranco Fini a presidente della Camera e Renato Schifani alla seconda carica dello Stato”. Pdl pigliatutto. Replay del governo Prodi. Di fronte a Fini e Schifani, giù il cappello.

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Rifondazione, si apre la faida interna

pubblicato da fc in: Analisi e Dati Franco Giordano Sinistra Arcobaleno

Chiamatela pure faida interna - se volete - quella che si è consumata ieri a Roma nell’ambito del Consiglio politico nazionale di Rifondazione Comunista chiamato a riflettere, dopo l’esito delle politiche, sul suo futuro.
Ne è uscito un partito a pezzi, frazionato in piccole correnti pronte a darsi battaglia nel congresso di luglio (dal 17-20). A trainare Rifondazione al grande evento, sarà così un comitato di garanzia scelto attraverso il voto di una mozione.
A spuntarla è il ministro uscente della solidarietà sociale Paolo Ferrero che in tandem con l’area di “Essere comunisti” incassa ben 98 consensi contro i 70 del segretario Franco Giordano che, prendendo atto, di una nuova sconfitta a fine serata rassegna le dimissioni: “Compagni, - dice con le lacrime agli occhi - questa è l’ultima volta che chiudo un comitato politico, il sipario sta per calare”. Poi, l’abbraccio (lunghissimo, raccontano i presenti) con Nichi Vendola, attuale governatore della Puglia.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: Silvio Berlusconi Roberto Calderoli Fausto Bertinotti Franco Giordano Umberto Bossi Roberto Maroni La pagella del giorno Popolo delle Libertà PDL Sinistra Arcobaleno

Umberto Bossi: alleluia! Voto + 9. Il Senatur, dopo la delusione del primo vertice romano con il Pdl, ( “Me ne torno in Insubria”, aveva chiosato in tono di sfida) esce dal summit di Arcore a mani piene. Quattro ministeri chiedeva il Carroccio e Berlusconi acconsente con gli … interessi. Alla Lega Nord va il ministero delle Riforme (Bossi), il Viminale (Maroni), la vice presidenza del Consiglio (Calderoli), le Politiche Agricole (Zaia). Oramai in Italia non si muove foglia che Bossi non voglia. E’ l’Umberto “di lotta e di governo”.

Fausto Bertinotti: “requiescat”. Voto – 9. Nell’infuocato Comitato politico di Rifondazione comunista Il ministro Paolo Ferrero batte il segretario Giordano (in lacrime) archiviando l’era Bertinotti (assente dal meeting). Dopo il ko del 14 aprile Rifondazione è allo sbando, in cerca di identità. Bertinotti si è assunto l’onere della debacle, che rende i comunisti “extraparlamentari”. Fausto va a Porta a Porta ma non alla resa dei conti del suo partito. Lenin: “Gli assenti hanno sempre torto”. Come dargli torto?

E adesso, quale sinistra?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Regole del gioco Silvio Berlusconi Walter Veltroni Fausto Bertinotti Franco Giordano Umberto Bossi Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Sinistra Arcobaleno Partito dei Comunisti Italiani PDCI Il punto politico

altro Per la prima volta in Italia la sinistra scompare dal Parlamento. Non per un colpo di stato ma per volontà popolare. Falciati da quella stessa democrazia che la sinistra ha contribuito a far nascere e sviluppare nel Paese. La realtà è che i comunisti e i socialisti non siederanno più in Parlamento.

C’è il Partito democratico al 33 per cento. Certo, non un partito di sinistra (Veltroni ha rimarcato che il Pidì non è un partito di sinistra), ma in questo nuovo partito “riformista” non sono assenti culture, ideali, proposte, componenti, espressioni di sinistra. I socialisti e la sinistra cosiddetta massimalista, pur fuori dal Parlamento, non vengono cancellati dalla realtà culturale, sociale e politica italiana. Ma la loro assenza dalle massime istituzioni delinea scenari inediti, apre nuovi interrogativi, pone seri problemi.

Nodi che per primi devono sciogliere sinistra radicale e socialisti: riversare tutte le colpe della loro debacle sulle spalle di Veltroni, oltre che ingiusto, è miopia politica. Scrive il saggio Emanuele Macaluso: “Se la tua esistenza dipende da chi non ti vuole in vita, c’è qualcosa di sbagliato in come tu vivi”. Vale per i “comunisti”, vale per i “socialisti. Ma il Partito democratico può godere dell’estinzione degli ex “compagni/fratelli”, può far finta che il problema non esiste?

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese in: Dichiarazioni Silvio Berlusconi Pierferdinando Casini Walter Veltroni Fausto Bertinotti Oliviero Diliberto Franco Giordano Umberto Bossi Alle 5 della sera Partiti Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Sinistra Arcobaleno Partito dei Comunisti Italiani PDCI

Ultimissime: Bush: “Silvio, compliments!”. Berlusconi: “ Camera e Senato al Pdl. Ho già in testa il governo e in tasca la lista dei ministri”. Bossi: “Subito federalismo fiscale o sono guai per tutti”. Veltroni: “Pd disponibile per le riforme”. Casini: “Faremo opposizione costruttiva”. Bertinotti: “Confermo la mia uscita di scena”. Mussi: “Ripartire dal basso”.

Silvio Berlusconi conferma l’abolizione dell’Ici e il bonus bebè. Pd: nessuna risposta
Berlusconi: “Il disegno di legge per l’abolizione dell’Ici è pronto e sarà nel nostro primo Consiglio dei ministri insieme alla detassazione del lavoro straordinario e del premio di produttività, oltre al bonus di 1000 euro per i nuovi nati”. Pd: nessuna risposta. Bipartitismo o monopartitismo?
Umberto Bossi già “pronto” a perdere la pazienza. Pd: nessuna risposta

Bossi: “Non è stato un voto di protesta. E’ stato un voto di proposta. Il Nord ha mandato un segnale preciso, vuole assolutamente che cambi il Paese. Adesso bisogna fare le riforme, se no perdiamo la pazienza. Adesso la forza ce l’abbiamo”. Pd: nessuna risposta. Prima le minacce poi le riforme?

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