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Gianfranco Fini

Il Presidente super partes Fini accusa Cicchitto di furberie tattiche: video

pubblicato da Luca Landoni in: Gianfranco Fini Video


Torniamo un attimo sulla diatriba tra Cicchitto e Gianfranco Fini alla Camera dei Deputati, proponendovi il video di ciò che è accaduto. Abbiamo infatti assistito a una grave violazione delle consuetudini parlamentari, comunque la si pensi politicamente.

In parole povere il centrodestra decide di rinunciare al voto sull’ordine del giorno Pdl-Lega sul trasferimento dei ministeri al Nord. Cosa consentita dal regolamento. A questo punto, pur dovendo abbozzare, il Presidente Fini apostrofa l’esponente Pdl parlando di “furberie tattiche” da parte del suo partito.

Fini dichiara anche di assumersi la responsabilità delle sue parole - e ci mancherebbe altro - ma la circostanza rimane comunque grave.

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Fini, i magistrati e il "patto scellerato": la risposta a Berlusconi

pubblicato da V. in: Gianfranco Fini Silvio Berlusconi

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Ieri al Teatro Nuovo un Silvio Berlusconi in gran spolvero non si è lasciato sfuggire un attacco a Gianfranco Fini e alla magistratura. Nel miglior stile della macchina del fango - o del pettegolezzo da bambino di quinta elementare, solo che poi l’elettorato gli crede e lo vota - ha sostenuto un surreale “patto scellerato” tra Fini - o addirittura l’intera FLI, non si capisce bene - per il quale finché Fini fosse rimasto alla Presidenza della Camera, non sarebbero passate riforme sulla giustizia.

Assolutamente ridicolo, come nota anche Fabio Chiusi: hai le prove Silvio? E allora falli i nomi, non berciare come al solito. Ne scrive anche Avvenire

Quando Berlusconi dice che l’Anm avrebbe firmato accordo con Fini dice una bugia, una grave calunnia. Inviterei presidente del Consiglio a fare nomi e a farci vedere il documento documento di cui parla». «L’attacco alla persona del magistrato che sostiene l’accusa o il magistrato che giudica è un metodo barbaro»

Oggi Gianfranco Fini risponde indirettamente alle insinuazioni del Cav

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Fini provoca Berlusconi: "Dimettiamoci entrambi"

pubblicato da Luca Landoni in: Gianfranco Fini Video


Ieri Gianfranco Fini ha chiuso la costituente di Futuro e Libertà a Rho con un discorso a tutto campo che vi riproponiamo in versione integrale nel video introduttivo.

Passaggio fondamentale del Presidente della Camera, quello direttamente rivolto a Silvio Berlusconi, con la proposta di dimettersi entrambi e andare a elezioni. Passaggio condito tuttavia dall’epitaffio: “Non illudiamoci, Berlusconi non si dimette e la differenza con me è che se non sta a palazzo Chigi ha qualche problema che non ho io se mi dimetto da presidente della Camera”.

Potremmo aggiungere con un pizzico di cattiveria che l’altra differenza è che Fini aveva promesso le dimissioni nel caso ormai dimostrato che la dimora di Montecarlo fosse del cognato, e quindi dovrebbe mantenere fede alla parola data. Berlusconi forse dovrebbe dimettersi viste le magagne combinate, ma perlomeno è stato coerente nell’aver sempre dichiarato di non volerlo fare, mai e poi mai.

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La casa di Montecarlo è di Tulliani. E adesso?

pubblicato da Luca Landoni in: Gianfranco Fini Video

“E se dovesse emergere con certezza che Tulliani è il proprietario non esiterei a lasciare la presidenza della Camera. Non per personali responsabilità, che non ci sono, bensì perché la mia etica pubblica me lo imporrebbe.”

Queste le esatte parole pronunciate da Gianfranco Fini nel video messaggio da lui realizzato il 25 settembre 2010 (minuto 5:34 circa), in merito alla famosa questione della casa di Montecarlo. Lo ricordiamo perché proprio ieri è emerso con certezza quasi assoluta che la casa e le due società offshore cui è stata ceduta siano effettivamente di proprietà del cognato più famoso d’Italia, Giancarlo Tulliani.

È stato proprio il governo di Santa Lucia - la piccola isola caraibica dove risiedono le suddette società - a far pervenire al Ministero degli Esteri italiano le carte che lo provano, si dice su pressione del discusso direttore dell’Avanti Lavitola (quello della presunta festicciola a base di donnine brasiliane per Berlusconi). Anche il fatto che siano stati spedite al ministero è alquanto irrituale ma il loro contenuto resta, che i magistrati ne abbiano fatto richiesta (ovviamente non l’hanno fatto) o meno.

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Il gruppo di Futuro e libertà senza futuro in Senato?

pubblicato da paganini in: Gianfranco Fini Futuro e Libertà


Una zattera da cui si cerca di scappare prima del naufragio definitivo. Così il Giornale di famiglia indica simpaticamente il partito di Gianfranco Fini, Futuro e libertà, riferendosi a quanto starebbe avvenendo al Senato.

In quel ramo del Parlamento che volge a oriente i futuristi rischierebbero di rimanere senza futuro, ma con molta libertà, dato che se anche uno solo dei senatori lasciasse il gruppo questo cesserebbe di esistere e i 9 di Fli confluirebbero nel gruppo misto, con evidenti ricadute negative in termini economici, politici e di immagine.

La campagna acquisti per delega, quella svolta dai cosiddetti Responsabili (di cosa si stanno rendendo responsabili lo vedremo presto…) avrebbe quindi ottenuto i risultati sperati, riuscendo a togliere preziosi senatori al gruppo di Gianfranco Fini. L’unica ipotesi di rilancio, anche se alquanto futuristica, potrebbe essere la creazione di un gruppo parlamentare unico del Terzo Polo: ma questo richiederebbe un accordo tra Casini, Lombardo, Fini , Rutelli e i LibDem che rappresenterebbe un autentico miracolo politico.

100 parlamentari per il Terzo Polo: il 28 gennaio il congresso a Todi

pubblicato da paganini in: Gianfranco Fini Pierferdinando Casini Unione Democratici Cristiani UDC Futuro e Libertà


Un centinaio di parlamentari appartenenti a di Udc, Fli, Api, Mpa e Liberaldemocratici si riuniranno in conclave il 28 e 29 gennaio a Todi, nella verde Umbria, per elaborare la strategia da seguire alla Camera e al Senato e per capire cosa fare da grandi.

Trattandosi di una città situata in cima ad un colle (peraltro con tendenze franose), la scelta ricorda un poco l’Aventino…. Ma sicuramente non sarà questa la prospettiva dei 100 volenterosi e coraggiosi che si riuniscono a Todi.

Già, chissà quale sarà la prospettiva di politici provenienti da partiti e gruppi politici che fino a ieri erano su fronti opposti: gli apisti (i rutelliani insomma) stavano nel Pd, i futuristi erano parte fondamentale della maggioranza di governo, l’Udc è sempre rimasta fuori dai due poli per poter contrattare meglio secondo le necessità. E per quanto riguarda i Liberaldemocratici (come Tanino e Melchiorre) possono allearsi con chiunque tanto la differenza non si vede.

Quale paffuto coniglio tireranno fuori dal cilindro questi 100 libero pensatori della politica? Un nuovo partito, il famoso Partito della nazione?

Libero, Belpietro e l'attentato a Fini: ma quanto durano queste comiche finali?

pubblicato da paganini in: Impresentabili Mediaticamente Gianfranco Fini


I più maligni avranno pensato che si tratta di una abile tattica del Caimano, che manda avanti i suoi giornali per annunciare attentati all’acerrimo rivale del momento: Gianfranco Fini. Se poi, per caso ovviamente, si dovesse veramente verificare un attacco più o meno grave al presidente della Camera dal Pdl si potrebbe facilmente levare il grido dolorante: Noi l’avevamo detto! Insomma, a pensare male ci si azzecca quasi sempre, soprattutto se i protagonisti del tormentone post natalizio sono (in ordine di apparizione): il giornale Libero, il suo direttore Maurizio Belpietro, il presidente Fini e un attentato fasullo pianificato dai futuristi per poi accusare le truppe al soldo del Re Silvio.

La reazione del futurista Bocchino alle accuse di Libero è molto ferma: Per far felice l’editore di fatto del suo quotidiano Belpietro ipotizza un attentato che ferisce Fini per danneggiare Berlusconi. Una tesi folle frutto di menti folli che la dice lunga sullo scadimento di certo giornalismo italiano. E altrettanto ferme sono le risposte dei sostenitori del Premier, come Daniele Capezzone: a prescindere dal merito dell’iniziativa giornalistica che ciascuno può apprezzare o invece giudicare sbagliata, il fatto politico grave della giornata è l`ennesima prova di doppiopesismo da parte di molti esponenti politici.

Già, a prescindere dal merito… Proviamo invece a non prescindere. Possibile che Silvio Berlusconi abbia avuto la folle idea di fondare un partito, il Pdl, insieme ad un pazzo criminale, Gianfranco Fini, che si progetta gli attentati da solo? E se lo è pure tenuto vicino, dandogli anche la presidenza della Camera… Possibile poi che un giornalista, Belpietro, abbia notizie di prima mano su un progetto criminale (che a quanto si capisce doveva comunque portare almeno al ferimento di qualche futurista) e non le riferisca alla procura e ai carabinieri per fare in modo che mandanti ed esecutori vengano arrestati? In fondo in questo modo, se la storia fosse vera, Libero avrebbe messo sull’avviso i responsabili di un reato senza avere alcun riguardo di informare l’autorità giudiziaria. Quasi che organizzare un attentato fosse normale gossip di cui riferire ai propri lettori senza troppe remore.

Insomma, qualcosa non torna. Voi come la vedete?

Veritometro: Berlusconi, la fiducia e Fli

pubblicato da Giulio Mattioli in: Dichiarazioni Gianfranco Fini Silvio Berlusconi
“Avremo la fiducia ma i numeri saranno inferiori rispetto al passato”


Silvio Berlusconi, 11/12/2010


Scoprite perchè dopo il salto

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Crisi, Berlusconi e taglio delle tasse: quello di Fini è solo un bluff?

pubblicato da Giulio Mattioli in: Ma non aveva detto che? Gianfranco Fini Futuro e Libertà


E’ la domanda che si fanno un po’ tutti da quando è cominciata la crisi: ma Fini ci è o ci fa? Ovvero: crede davvero ad un una nuova destra meno corrotta, più europea e meno populista? Oppure ha occupato quella nicchia elettorale in modo strumentale, solo per detronizzare l’odiato Cavaliere?

Più di un indizio farebbe propendere - ahinoi - per la seconda ipotesi, come avevo già notato su queste pagine discutendo della Legge Bossi-Fini. Le sue recenti dichiarazioni su un possibile taglio delle tasse non fanno che confermare questa impressione. Ieri infatti il Presidente della Camera ha ironizzato sul taglio delle tasse annunciato dal Premier, affermando:

“Se qualcuno pensa che da qui alla fine della legislatura si riesca a ridurre le tasse per le famiglie e per le imprese, quel qualcuno evidentemente crede a Babbo Natale. È impossibile fare un taglio del genere. Serietà vorrebbe che su questo si dicesse la verità, perché governare significa assumere delle priorità. Non si prende in giro la gente dicendo che facendo tutto e poi registrare che abbiamo uno dei carichi fiscali più alti in Europa»

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Per Fini la riforma dell'università premia il merito. Ma è veramente così? (Ultima parte)

pubblicato da Alessandro in: Gianfranco Fini Riforma Gelmini

Protesta università

Parte prima
Parte seconda

Come si diventerà professori associati e professori ordinari in base alle nuove regole che verranno introdotte dalla riforma universitaria?

Ebbene, secondo la vecchia normativa occorreva fare degli appositi concorsi, indetti dalle singole università. Le commissioni erano costituite da un membro interno selezionato dallo stesso ateneo che bandiva la procedura concorsuale e da altri componenti eletti da tutta la comunità scientifica. I concorsi per ricercatore e per associato erano per titoli ed esami (due scritti e un orale per il concorso di ricercatore, una discussione sui titoli e una prova didattica per quello di associato), quelli per ordinario solo per titoli.

Nei concorsi per ricercatore le commissioni erano costituite da un professore ordinario, da un professore associato e da un ricercatore, tutti del settore disciplinare di riferimento. Le commissioni dei concorsi per associato erano formate, invece, da tre ordinari e due associati e quelle dei concorsi per ordinario da cinque professori ordinari del settore di riferimento.

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