
Mai come in queste ore è importante non concentrarsi sul colore politico di Gianni Alemanno, sindaco di Roma in quota PdL. Nella capitale sono in constate aumento le aggressioni razziste, per lo più ai danni degli immigrati residenti in Italia con regolare permesso di soggiorno.
Il Corriere della Sera ha raccolto la protesta della comunità locale bengalese che al quotidiano ha denunciato il numero di aggressioni avvenute negli ultimi due anni. Secondo i dati forniti dai diretti interessati contro di loro si verificano episodi di razzismo ogni 40 giorni.
Malgrado gli allarmanti dati le istituzioni locali non si sono ancora attivate per migliorare la convivenza tra i diversi gruppi di persone. Per capirlo è sufficiente riflettere sull’aggressione subita da Manfredi Alemanno. Il figlio del primo cittadino della capitale sarebbe stato aggredito da un gruppo di immigrati.
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Di solito, quando è in preparazione il cosiddetto decreto Milleproroghe, in tutti i palazzi pubblici dello stivale c’è ansia: il rischio è che, un’inaspettato emendamento o qualche improvviso colpo di genio, aggiunga qualche gabella o peggio “tagli” qua o là i conti pubblici. Questa volta è successo al Sindaco di Roma, di cui in questi giorni si parla anche per altre questioni.
Ma andiamo con ordine: il senatore Lucio Malan, lega Nord, relatore del provvedimento, ha proposto che dei 600 milioni di euro previsti per l’area metropolitana di Roma, 500 vengano distaccati al commissario straordinario per Roma Capitale. Fin qui niente di male per Alemanno.
Il comma successivo però stabilisce che il commissario non dovrà più essere “necessariamente” il Sindaco di Roma. Non una bocciatura a priori… ma quasi.

Gianni Alemanno non poteva scegliere momento peggiore per risparmiare. A pochi giorni dagli scontri di Rosarno, e del conseguente dibattito già spento sul razzismo italiano, il sindaco della Capitale ha deciso di tagliare i fondi grazie ai quali a Roma veniva garantita la visione della Coppa d’Africa.
Nel quartiere multietnico Esquilino non verrà quindi montato il maxischermo, la cui messa in posa costava al comune 70mila euro, che garantiva ai cittadini la visione delle partire già trasmesse da sei anni.
Pronta subito la polemica. Intervistato dall’Unità Gianluca Santilli, capogruppo Pd del VI municipio, ha precisato che i residenti avevano già manifestato la propria disponibilità per accogliere la struttura.
Continua a leggere: Roma. Gianni Alemanno nega il maxischermo per seguire la Coppa d’Africa

La morte di Brenda, la transessuale travolta dallo scandalo di Piero Marrazzo, non è solo un fatto di cronaca. Con annesse prevedibili opinioni, come quella Vladimir Luxuria secondo la quale la persona sarebbe stata uccisa.
La morte di Brenda racconta molto di più. Per capirlo è sufficiente riflettere sulle dichiarazioni rilasciate da Barbara, amica transessuale della persona morta, poche ore dopo il ritrovamento del cadavere.
“Né la Polizia né Carabinieri hanno fatto nulla. Tutti le trans che abitano in questa zona – ha dichiarato Barbara - sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni”.
Continua a leggere: Caso Marrazzo: la morte della trans Brenda non è solo una storia di cronaca

Il mandato di Gianni Alemanno, attuale sindaco di Roma, potrebbe essere compromesso dall’estrema destra locale che non perde occasione per sottolineare la propria leadership sulla capitale.
A pochi giorni dalla serie di aggressioni omofobe, culminate nel lancio di bombe carta, i quotidiani registrano il boicottaggio del nuovo film di Michele Placido “il grande sogno”. Sui cartelloni pubblicitari della pellicola è stato infatti scritto ripetutamente “No 68”.
Il sindaco ha già fatto sapere di partecipare alla prima dopo aver confermato la propria presenza al Gay Village a seguito, appunto, degli attacchi contro la comunità gay locale. Replicando, quindi, la possibile soluzione Gianni Alemanno tenta malamente di prendere le distanze da un gruppo di persone politicamente vicino a lui.
Continua a leggere: Il fallimento di Gianni Alemanno, Roma sequestrata dalla destra estrema

Silvio Berlusconi ha fatto, ahimè, scuola se Dario Franceschini è costretto ad organizzare un incontro con gli extracomunitari che hanno perso più di 70 compagni durante l’ennesimo viaggio della speranza.
Probabilmente per il leader dell’opposizione, ignaro del dibattito tra Ue e Italia per evitare sciagure di questo tipo, è sufficiente essere ritratto come l’ennesimo buon samaritano. Per l’ex vice di Walter Veltroni è inutile avere un’opinione sull’immigrazione clandestina.
Comportamenti analoghi si registrano anche nell’altro schieramento. Gianni Alemanno ha infatti annunciato un suo intervento al Gay Village dopo l’aggressione omofoba avvenuta la scorsa settimana.
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Ma cosa vogliono questi francesi? Di che s’impicciano? Come si è permesso il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe, di sostenere che:
“Difficilmente riuscirò ad avere buoni rapporti anche con Gianni Alemanno che è stato accolto al Campidoglio con i saluti fascisti”
Mentre partiva la solita gazzarra di dichiarazioni, tra cui segnaliamo quella del “moderato” Fini (Delanoe avrebbe preso un abbaglio, ‘‘derivante da una cattiva informazione o peggio ancora da una strumentalizzazione politica”), è bene ricordare una cosa.
Continua a leggere: Berlusconi e il 25 Aprile, Alemanno e Delanoe. Qualche notizia in breve.
Dal nostro inviato
Seconda parte: la prima parte è qui
Il segretario ricorda come la cronaca nera fosse uno dei temi più trattati dai media finchè era sindaco di Roma e finchè Prodi era a Palazzo Chigi. Poi più nulla, come dimostra il diverso trattamento riservato alla storia della Signora Reggiani e alla storia della turista olandese. Veltroni dice che bisogna uscire dall’imbarazzo, bisogna dire ad esempio che solo un settore della scuola pubblica funzionava bene, la scuola elementare. Il governo ha deciso di effettuare tagli profondi proprio in questo settore.
Per quanto riguarda la sicurezza, la ricetta di Veltroni è di coniugare sicurezza, effettività della pena con l’integrazione perché se si riduce la povertà si riduce la criminalità. Un tocco cinefilo quando, per parlare del fatto che l’Italia è stata in passato una nazione di immigrati, ricorda la scena nel film “La leggenda del pianista sull’oceano” nella quale si scorgono, dopo un lungo viaggio nell’Oceano, gli Stati Uniti.
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“Il fascismo non è il male assoluto, ma un fenomeno complesso cui hanno aderito in tanti.” Questa opinione più che condivisibile del sindaco di Roma Alemanno è stata sufficiente a scatenare un putiferio. Addirittura Veltroni, in un ipotetico derby tra sindaci del presente e del passato, ha annunciato le dimissioni dal comitato per il Museo della Shoah di cui anche Alemanno è membro.
Non è bastata la parziale correzione di tiro dell’esponente Pdl che ha condannato la deriva liberticida del regime mussoliniano, e neanche la precisazione che il male assoluto furono le leggi razziali che esso promulgò per placare le polemiche. Oggi la sinistra ha bisogno di alzare polveroni, e cosa di meglio del sempreverde (e noiosissimo) vecchio cavallo di battaglia dei nostalgici della resistenza?
E invece no, ha ragione Alemanno: il fascismo non fu il male assoluto. Ebbe innumerevoli torti oltre a quelli già elencati, tra cui l’entrata in guerra e la persecuzione degli avversari politici con abolizione della libertà di stampa e di pensiero; tutte cose gravissime che però accadevano in anni drammatici, che solo in parte possono essere giudicati con gli occhi del XXI secolo. Quando si parla di male assoluto non vi sono mediazioni. Male assoluto significa annientare l’individuo in ogni sua componente per mantenere il potere, in un’ottica orwelliana che non è accostabile al regime del ventennio.
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Il neosindaco della Capitale, Gianni Alemanno, si è schierato apertamente contro il gaypride. Alla domanda di RaiNews24 ha risposto in questo modo:
«il problema non è omosessuale sì, omosessuale no: è esibizionismo sessuale sì, esibizionismo sessuale no, e di questo discuteremo in consiglio comunale e cercheremo di trovare una formula che non offenda nessuno»
Ora, de gustibus non disputandum est. Ci mancherebbe. Però. Però. Andiamo a vedere cosa succede a New York. Vogliamo fare i cosmopoliti? Vogliamo uscire da quell’oscuro tunnel provincialista che si chiama Italia? Ecco cosa succede a New York per il Pride.
Andate a vedere il link. Andate a vedere gli sponsor. Fatevi qualche risata. Pensate a chi sono stati i sindaci della Grande Mela negli ultimi dieci anni. Ve li dico io se volete: Rudolph”tolleranza zero”Giuliani, e Michael”tolleranza doppio zero”Bloomberg. E noi stiamo qui a preoccuparci di non offendere nessuno. Voi cosa ne pensate?
Foto: batrace, Flickr