Nel giorno in cui Standard and Poor’s ha declassato il nostro debito (qui un articolo per approfondire), le parole pronunciate e scritte da Ferrara (a Radio Londra e in un articolo pubblicato oggi sul Foglio) diventano molto importanti. Dopo aver definito Berlusconi “eroe popolare”, “incastrato” dal circuito mediatico-giudiziario, ha suggerito al Premier di andare a testimoniare davanti ai magistrati di Napoli e di dire la verità. In fondo, cosa avrebbe fatto di male Berlusconi? “Ha maneggiato troppi contanti”, ha parlato da un “telefonino peruviano”, si è comportato con “molta sciatteria” (ad esempio nella gestione degli aerei di Stato, su cui volavano anche alcune Papi girls).
Per tutti questi motivi, B. dovrebbe scusarsi, ma dovrebbe anche dire che la sua vita privata “è stata usata per abbattere la sua funzione pubblica”. Ferrara utilizza un trucco retorico molto interessante: cambia argomento, cerca di sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi che emergono dalla vicenda Tarantini-Ruby-Berlusconi: ad esempio, l’aver “proposto” di inserire nel listino bloccato di Formigoni alle ultime elezioni regionali lombarde Nicole Minetti (qui l’ultimo articolo dedicato al consigliere regionale), oppure l’essere diventato ricattabile, o magari l’aver esposto il Paese allo sputtanamento internazionale.
Questi sono i veri problemi, che ovviamente il direttore del Foglio non affronta. Meglio parlare di “ragazzotti, lì, che stanno con il vecchio Lepore, questi giudici in cerca di protagonismo”. Anche l’idea che Berlusconi desse soldi a Tarantini per “difendere un amico” - parole di Ferrara - convince poco, ma non importa: Berlusconi è un eroe. Questo è quello che conta. Il resto sono chiacchere da puritani.
Così, mentre il nostro Paese viene devastato da un’orda di ladri, prostitute e politici senza dignità e senza onore, dobbiamo assistere, su RaiUno, agli editoriali di Minzolini (che anche ieri - indovinate un po’? - ha difeso Berlusconi) e ai programmi di Ferrara, che ci ripetono senza sosta che Berlusconi è bravo, ha salvato l’Italia con la manovra (sarebbe meglio dire con LE manovre) ed è addirittura un “eroe popolare”. Quando finirà tutto questo?
Giuliano Ferrara è uno dei consiglieri più fidati di Silvio Berlusconi. Un consigliere sfortunatamente poco ascoltato, cui il Cav. ha preferito staccarsi e riavvicinarsi periodicamente. Ferrara però spesso riemerge nei momenti di difficoltà del premier - pensate per esempio a “In mutande ma vivi” al Teatro dal Verme di Milano il 12 febbraio scorso, cui seguì qualche mese dopo un’analoga manifestazione a Roma - e oggi riemerge, in quello che credo sia uno dei punti più bassi degli ultimi mesi per il signor B. La vicenda del ricatto in cui è coinvolto con Tarantini, le intercettazioni con Valter Lavitola su tutti i giornali, la parola mer*a tradotta in centinaia di lingue del mondo - bel lavoro di NonLeggerlo, a proposito - una parabola discendente in cui Berlusconi emerge sempre più come un concupito da più parti, secondo gli inquirenti ricattato e con amicizie discutibili.
E Ferrara in tutto questo che fa? Oggi sul Foglio attacca piuttosto duramente Berlusconi. Tenetene conto, perché è un segnale bello grosso, un segnale importante. Il direttore del Foglio è molto più che un giornalista a capo di un piccolo quotidiano d’opinione letto da pochi, ma tenuto in considerazione da tanti. L’editoriale si legge su Dagospia, sul sito del Foglio è riservato agli abbonati, qui solo un assaggio:
Non si sa quanto durerà ancora quel che resta del sogno di un politico pop, e populista, così diverso e così distante dalla cifra dell’uomo pubblico ipocrita e bacchettone, ma durasse anche solo qualche mese, il signor B. e tutti noi ne guadagneremmo parecchio da un imprigionamento dorato del Cav. nella regola delle regole: comportati in modo tale da non permettere ai tuoi nemici di farti a pezzi con un nonnulla. Quando si lamenta di un paese di merda, in cui tutto gli viene addosso, magari non ha tutti i torti; ma non è bello, e a volerla dire tutta, con un po’ di cinismo, alla lunga non è nemmeno conveniente. Se la gente ti sente libero, è tutta contenta. Ma se sente che la tua libertà diventa il tuo handicap, ti si rivolta contro e di te fa un solo boccone.
Su Dago l’editoriale integrale.
Questa mattina al Teatro dal Verme di Milano si è svolta una manifestazione simmetrica a quella del PalaSharp di L&G: Giuliano Ferrara del Foglio, insieme ad Alessandro Sallusti, Iva Zanicchi, Camillo Langone, Pietrangelo Buttafuoco, Assuntina Morresi e Piero Ostellino “in mutande” per difendere il premier.
Io c’ero: e partirò col mio racconto - se vorrete seguirlo - non dall’inizio, ma dalla fine, o meglio da un brevissimo scambio che ho avuto mentre stavo uscendo dal teatro col direttore di un settimanale, che mi diceva “Com’è andata? Direi che c’è da riflettere…”. Sì, c’è davvero da riflettere per analizzare questa mattinata.
Mentre la folla sciamava verso le uscite, ubbidivo: e riflettevo. Che cosa avevo appena visto al Dal Verme? Che cosa mi avevano cercato di comunicare quelle persone sul palco, che cosa mi avevano comunicato le persone del pubblico, che aria che si respirava? Risposta: crediamo davvero di essere bloccati nel 1994?
Continua a leggere: Foto: Ferrara al Dal Verme, in mutande per Berlusconi
Update 12-02-2011: qui le foto di Ferrara al Dal Verme. Sabato 12 febbraio se siete a Milano e volete mostrare il vostro supporto a Silvio Berlusconi, potete farlo. Al Teatro dal Verme dalle 10.30 del mattino c’è infatti un incontro, una manifestazione, indetta dal Foglio, quotidiano d’opinione di Giuliano Ferrara. Trovate tutte le informazioni sul loro sito:
La manifestazione contro il neopuritanesimo ipocrita si svolgerà con lo stile fogliante solito al teatro Dal Verme di Milano sabato 12 febbraio alle 10:30. E’ indetta dal Foglio, si sta sulle spese, non parleranno bambini piccoli che leggono Kant la sera, come al Palasharp, saremo serissimi e autoironici, divertiti e accigliati, pacati e irresponsabili. Molta gente ha la tendenza a prendersi troppo sul serio, ci vuole qualcuno che dica cose serissime ed esprima ésprit républicain ma con una qualche disponibilità verso la vita
Per ora, leggo sempre sul sito del Foglio, hanno confermato la loro presenza: Piero Ostellino, editorialista del Corriere della Sera, Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, poi Antonio Martino, ex ministro alla Difesa, Iva Zanicchi, europarlamentare del PdL e Camillo Langone e altri…

Non c’è niente da fare, Giuliano Ferrara è triste. Dopo che Berlusconi ha aperto alla possibilità di rinviare l’approvazione del ddl intercettazioni a Settembre (ovviamente non è sicuro, conosciamo bene il rapporto tra Berlusconi e la verità), il direttore del Foglio ha scritto un commovente articolo, intitolato “Ritirata non strategica”. L’inizio è dei migliori, infatti neanche Ferrara sembra più credere alle sparate di B:
“Vedremo (se mollerà, nda), perchè con il Cav. non si sa mai.”
Comunque, il punto non è aver ceduto. Ma aver ceduto così, ad un partito ben specifico.
La campagna elettorale ufficiale chiusa a mezzanotte lascia spazio a quella della caccia all’ultimo voto. Ogni minuto è ancora buono. Ogni voto è prezioso. Si passa, per così dire, da una partita a “zona” (ricerca di grandi masse, di grandi numeri) a una partita a “uomo” (ricerca del singolo elettore, specie gli indecisi). Se nella prima, Berlusconi e il Pdl sono avvantaggiati (anche per il sistema televisivo e dei media), nella seconda, a primeggiare sono Veltroni e quelli del Pd (anche per una organizzazione più allenata e capillare).
Spente le luci e tirati giù i tendoni, il “circus” della politica “riflette”. Soprattutto sul tipo di campagna elettorale impostata e realizzata. Già. Quale campagna elettorale? E’ proprio vero che è stata così piatta e (a parte le frecciate fra Berlusconi e Veltroni) senza virulenza e senza particolari “traumi”? E’ proprio vero che non ha lanciato “messaggi” anche preoccupanti? Evidentemente si sottovaluta un fatto non di grandi dimensioni ma certamente indicativo dello status del Paese, della mentalità e della concezione democratica di “certi” italiani.
Il fatto viene dalla campagna elettorale di Giuliano Ferrara. Il direttore del Foglio e della lista Aborto ha dovuto subire una contestazione permanente con atti di vero e proprio vandalismo. Una caccia all’uomo organizzata e messa in atto da frange dei cosiddetti Centri sociali e da supporter di quella sinistra di giovani scapestrati di tutte le età e di “raffinate” signore e signorine. Lungi da noi di parteggiare, nel merito, per le idee dell’elefantone Giuliano.
Mai come in queste elezioni l’aborto è divenuto tema dominante nella campagna acquisti/voti e come ben sappiamo il (de)merito di ciò va ascritto al proteiforme Giuliano Ferrara. Il corpulento giornalista, che seguiremo tra poche ore in diretta su RAI2 (PolisBlog sarà presente come sempre) nello stile anticonformista che gli è proprio, un bel giorno si è svegliato e ha deciso di gettare questa bella pietra nello stagno politico italiano, prendendone particolarmente di mira la sonnacchiosa parte di centrodestra.
A seguito di questa clamorosa iniziativa abbiamo dunque assistito a un improvviso risveglio delle coscienze, e da più parti si sono levate voci apocalittiche che denunciavano assassinii e paragonavano l’interruzione di gravidanza alla pena di morte. Non è compito mio nè di alcun altro tracciare giudizi sulle opinioni altrui, ci mancherebbe; il rispetto delle idee è parte fondante dell’ideale liberale di cui la destra illuminata è (o dovrebbe essere) portatrice. Quello che mi chiedo, semmai, è se la destra stessa sia in grado di affrancarsi dai cliché della conservazione di cui l’antiabortismo è parte, trovando una nuova vita nel libertarismo.
Se dunque vogliamo definire la destra libertaria come la posizione che fa del sacro, voltairiano rispetto dell’altrui libertà il proprio credo, quello che mi chiedo è se essa sia effettivamente rappresentata nell’alveo politico italiano. Se per esempio dovessi dichiararmi abortista, divorzista, anticlericale, favorevole ai matrimoni gay, ma filoamericano, meritocratico e favorevole al libero mercato mi dite per chi potrei votare? Avete ancora tre giorni di tempo per rispondermi.
Continua a leggere: Ferrara, l'aborto, e la Destra Libertaria
E si conclude degnamente - ma solo per ora, per il 13 e il 14 stiamo tramando cose che voi umani non potete immaginare - l’epica cavalcata delle dirette di polisblog: questa sera possiamo goderci - ok, goderci, forse è la parola sbagliata - la conferenza stampa di Giuliano Ferrara, candidato della lista obiettivo che propone la moratoria per l’aborto. Io sarei più per una moratoria sull’uso della parola moratoria, come mi pare qualcuno avesse chiesto, ma è un altro discorso. In ogni caso questa sera dalle 21, la diretta. A dopo.
A chiudere le serie di conferenze stampa dei candidati premier è, questa sera, Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio, promotore della moratoria sull’aborto e leader del moviemento “Aborto? No grazie”.
ore 21.50 - Appello finale: “Non sono a caccia di voti. Non è questo il mio obiettivo. Voglio i voti che già ci sono. D’altronde sono certo che c’è un giacimento immenso di consensi sui temi che propongo”.
ore 21.47 - Ultime domande. Le condizioni economiche non sono più rilevanti in questo momento storico rispetto all’aborto? “Evidentemente si. Il nostro obiettivo primario però rimangono certamente i temi etici”.
Il Ferrara sessantottino è incompatibile con quello di oggi?, chiede Maria Teresa Meli. “Ero un sedicenne … che pretende!”.
Si sente “anarchico” sui temi etici, come sostiene Berlusconi?, domanda Claudio Sardo. “Dissento, natuaralmente. Il fatto di non prendermi come alleato mostra insensibilità. Berlusconi vuole piacere a tutti, è questo il suo problema. Dare peso a qualcosa che non riguardi la sua traiettoria personale, a mio avviso, sarebbe giusto.”
ore 21.41 - “Escludo che non ci siano 4 italiani su 100 interessati a questi temi. Se avrò quindi la possibilità di fare questa battaglia in Parlamento sono ben contento ma non mi fermerò … continuerò la mia battaglia internazionale sull’aborto”.
Le femministe che lo contestano, a suo avviso, dovrebbero vergognarsi: “Non hanno capito nulla”, dice.
Continua a leggere: Conferenza stampa di Giuliano Ferrara: la diretta
Continuano le epiche dirette di polisblog, che anche questa settimana seguirà le conferenze stampa dei candidati premier alle prossime elezioni politiche. Dopo Flavia d’Angeli ed Enrico Boselli, questa sera, dalle 21 in poi, sarà Ivy a raccontarvi cosa diranno Sergio Riboldi, del Meda, il Movimento Europeo Diversamente Abili, e subito a seguire Fausto Bertinotti. Si continua domani con Pierferdinando Casini contro Bruno De Vita, dell’Unione Democratica Consumatori e si finisce giovedì sera, con Giuliano Ferrara.