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Giuliano Ferrara

Le pagelle del sabato

pubblicato da Massimo Falcioni in: Clemente Mastella La pagella del giorno Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara: pomodoro. Voto + 7. Il promotore candidato della lista Pro life, contestato violentemente anche ieri sera a Milano, rilancia. Ferrara: “Non accetto critiche dai lanciatori di pomodori. Non conoscono il discorso della montagna e la critica alla ragione pura e non conoscono i fondamenti del liberismo moderno. Non si abortisce un bambino malato, lo si cura, in una società cristiana, evoluta e moderna”. Nodi ostici. Ma i pomodori non fanno chiarezza e non portano la ragione. Spingono solo ad armare i crociati.

Clemente Mastella: colombello. Voto – 6. L’ex Guardasigilli, assolto in istruttoria per i reati contestatigli da De Magistris, contrattacca. Mastella: “E adesso chi mi ripaga per tutto quello che ho subito ingiustamente sul piano umano e su quello politico? Ero innocente e sono stato messo alla gogna. La giustizia è malata, come è malata l’Italia”. Giusta l’assoluzione dell’ex ministro. Ma no lo sfogo del ras di Ceppaloni, la cui politica fatta di ragnatele di potere ove mettere dentro tutto e di più per conservare, è la causa prima dei mali d’Italia.

Ping Pong - botte (e risposte) della campagna elettorale

pubblicato da il passator cortese in: Dichiarazioni Campagna elettorale Walter Veltroni Fausto Bertinotti Alle 5 della sera Giuliano Ferrara

Fausto Bertinotti non esclude alleanze post elettorali col Pd. Veltroni:”No a vecchie alleanze”. Bondi:”Torneranno insieme dopo la sconfitta”. Bertinotti:”Oggi noi lottiamo per evitare un sistema bipartitico e perché in Italia la sinistra viva. La Sinistra arcobaleno alleata futura del Pd? Mai dire mai!”. Veltroni:”Il Pd deve dialogare con tutti ma non può rifare le vecchie alleanze”. Bondi:”Bertinotti è un leader onesto e credibile. Dopo la sconfitta di Veltroni il 14 aprile, tutto sarà possibile, anche le vecchie alleanze”. A volte ritornano.

Giuseppe Pizza non rinuncia al simbolo della Dc sulle schede elettorali. Berlusconi: “ Pizza è un politico responsabile”. Calderoli:” Basta farsa ”. Pizza: “Non è vero che la Dc si ritira. Potremmo decidere di rinunciare alla legittima richiesta di rinvio del voto per senso di responsabilità e rispetto delle Istituzioni e dello Stato. Ma non rinunciamo al simbolo sulle schede. Il Viminale ammetta l’errore ”. Berlusconi: “ Mai dubitato sul senso di responsabilità di Pizza. Non ci sarà nessun rinvio del voto”. Calderoli: “ Basta con questa manfrina “ . Si festeggia: Pizza … alla Berlusconi? O Pizza, tarallucci e vino?

Giuliano Ferrara combattivo contro i contestatori violenti di Bologna. La Palermi: “Ben gli sta “. Bertinotti:” Sto con Giuliano”. Ferrara: “Posso accettare i fischi e gli insulti ma no alle botte e al lancio di uova rispondo con i pomodori. Finchè i carabinieri impediscono ai violenti di linciare gli oratori di parte avversa, l’Italia resta un Paese democratico “. La Palermi: “ Il promoter della battaglia pro-life andrebbe attaccato ovunque “. Bertinotti: “ Solidarietà a Giuliano, resta un avversario, ma no alla violenza. Mai ”. Menù del giorno alla bolognese, con uova e pomodori.

Alessandra Mussolini
insulta Max Mosley, ricco - sudicio - figlio dell’amico di Hitler che schiavizza le donne. La Bonino: “Concordo”. La Mussolini: “Quelle di Mosley, presidente Fia, sono volgari performances. Il fango è quello in cui vive lo sporco ricattatore che ha ripreso le vergognose scene di Mosley, ma come chiamare le frustate a pagamento sul corpo di una donna?”. La Bonino: “Vergogna doppia per il ricattatore del filmaccio e vergogna doppia per un ricco che va a puttane e gode nello schiavizzare le donne “internate” in un campo nazista virtuale”. “Vier, Funf, Sechs!” Non sono i secondi prima della partenza della F 1! E’ la scansione in tedesco del patron della Fia dei colpi di frusta che si fa dare e dà alle sue “vittime”.

LEGGE 194/78: parla un' assistente sociale (seconda parte)

pubblicato da marco in: Campagna elettorale Analisi e Dati Giuliano Ferrara

Per proseguire il dibattito sulla legge 194 proponiamo ora la seconda parte dell’intervista realizzata con un’assistente sociale che da più di vent’anni segue, in un consultorio familiare dell’hinterland milanese, le donne che intraprendono il percorso di IVG (la prima parte la trovate qui). Viste le polemiche scatenate dalla scelta di non citare il nome dell’intervistato volevamo chiarire che, in quanto operatore di un’ASL, per citarne le generalità e il consultorio di appartenenza avremmo dovuto richiedere l’autorizzazione e far approvare l’intervista da un dirigente dell’ASL stessa. Una perdita di tempo che abbiamo voluto evitare, consapevoli che il nostro rispetto per la verità, prima ancora che la deontologia professionale, sono a garanzia dell’autenticità delle informazioni riportate.

Dai dati emerge che un numero sempre maggiore di donne straniere ricorre all’IVG. Quali sono le problematiche che questo può portare nell’applicazione della legge?

Ovviamente il fenomeno migratorio, che ha influenzato l’Italia negli ultimi anni, ha avuto un effetto molto evidente sulla presenza di donne che fanno ricorso all’IVG, anche se in una percentuale che, per ora, rimane comunque ampiamente minoritaria rispetto a quella delle cittadine italiane. L’aborto è da considerarsi una delle espressioni di massimo disagio nell’esperienza di una donna e, spesso, si accompagna a fenomeni di solitudine, disagio sociale, economico e relazionale.

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LEGGE 194/78 : parla un'assistente sociale (prima parte)

pubblicato da marco in: Campagna elettorale Analisi e Dati Giuliano Ferrara

Continua la discussione già sollecitata su questo blog sulla legge 194 e riportata all’attualità dalla scontro Formigoni-Turco causato dal “no” della Regione Lombardia che ha portato alla bocciatura del documento contenente le linee guida per un’applicazione uniforme della legge sul territorio nazionale.

Prima di iniziare però può essere utile precisare alcuni concetti relativi alla correttezza del calcolo dei tassi di abortività in relazione alla popolazione; la definizione usata è quella data dall’ISTAT, dall’ISS e dall’WHO. Inoltre è corretto analizzare il tasso di abortività sulla popolazione perché fornisce un parametro di riferimento sulla diffusione del fenomeno, sbagliato invece sarebbe calcolarlo sulla base del tasso di natalità, in quanto bisogna tener conto che questi due fenomeni non sono tra loro dipendenti.

Ossia un basso tasso di natalità non può essere imputato ad un alto tasso di abortività, semmai quest’ultimo può portare delle riflessioni sul perché determinati aspetti sociali, culturali ed economici abbiamo portato ad un abbassamento del primo. Detto più semplicemente se una donna decide di abortire non si può considerare un limite alla natalità perché, comunque, quella gravidanza non era desiderata quindi il ricorso all’IVG diventa uno strumento non la causa.

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LEGGE 194/78 : aborto libero o conquista di civiltà?

pubblicato da marco in: Campagna elettorale Analisi e Dati Giuliano Ferrara

Legge 194: se ne sente sempre parlare, c’è chi scende in piazza per difenderla e c’è chi vorrebbe riformarla; chi la considera una conquista di civiltà e chi invece un abominio. Le discussioni vertono, soprattutto, su due quesiti fondamentali: la legge ha diffuso la pratica dell’aborto, tecnicamente interruzione volontaria di gravidanza (IVG)? Ha raggiunto uno dei suoi obiettivi principali, ovvero la riduzione della piaga degli aborti clandestini? Interroghiamo i dati.

Secondo la relazione annuale del Ministero della Sanità il tasso di abortività grezzo (calcolato secondo le indicazioni ISTAT come IVG X 1000 donne con età compresa tra 15 e 49 anni) relativo all’anno 2006 è pari al 9,4 per mille. Mettendo questo dato a confronto con lo stesso dato del 1982 (anno in cui approssimativamente la legge ha iniziato a funzionare a pieno titolo) notiamo subito un calo non indifferente, infatti, a quell’epoca, il tasso era pari al 17,2 per mille, determinando quindi una riduzione nel giro di quattordici anni del 45,3% del numero di IVG. In conclusione quindi possiamo rispondere alla prima domanda riconoscendo come, senza dubbio, l’introduzione della legge 194 non solo non ha diffuso la pratica dell’aborto ma anzi l’ha considerevolmente ridimensionata.

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Tutte le incoerenze di Giuliano Ferrara

pubblicato da Bruno Marino in: Ma non aveva detto che? Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara da Flickr

La coerenza in politica, come nella vita, non è tutto. Montanelli diceva che solo i fanatici e le mummie non ondeggiano mai. La frase del grande giornalista ci sembra intelligente e acuta, se non fosse che Giuliano Ferrara si impegna da diversi anni a demolirla.

Tralasciando alcuni noti minuetti del Giuliano nazionale (passato dai fedayn palestinesi a Sharon, dalla Russia Comunista patria del socialismo reale al ranch di George Bush, da Marx a Condoleezza Rice), è interessante concentrarsi sull’ultimo agglomerato di coerenza di Ferrara. Vale a dire la difesa della vita, purchè si trovi nel ventre di una donna, purchè non sia irachena, purchè legga il Foglio. Cogliamo fior da fiore, lasciando agli eventuali lettori di questo post il giudizio sulla coerenza del Ferrara medesimo.

Foto: Psiko, Flickr

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La vignetta del giorno

pubblicato da Pier Franco Brandimarte in: Giuliano Ferrara


Da oggi parte la collaborazione tra Polisblog e Pier Franco Brandimarte, giovane nonchè promettente vignettista, classe ‘86.

Satira: scampagnata elettorale

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Silvio Berlusconi Sandro Bondi Clemente Mastella Sandra Lonardo Mastella Walter Veltroni Antonio Bassolino Massimo d'Alema Giuliano Ferrara

Walter Veltroni chiede a Massimo D’Alema il “lavoro sporco” e Baffino si candida anche nel collegio Campania 1. Giusto per non esacerbare ulteriormente gli animi, il vicepremier ci tiene però a precisare: “Io resto un parlamentare della Puglia”. Insomma, D’Alema finisce in mezzo ai rifiuti dopo aver difeso Bassolino. E dal Pdl Bondi attacca: “È evidente che Veltroni ha deciso di utilizzare al massimo in questa campagna elettorale le qualità politiche del ministro degli Esteri, assegnandogli il ruolo che gli si addice di più: quello del terzino cattivo che cerca di spaventare e di azzoppare i giocatori di classe”. Non a caso Berlusconi ha chiesto immediatamente ad Ancelotti di utilizzare Kakà e Pato con cautela da qui al 14 aprile. D’AleMaterazzi.

Che la figura di Massimo Calearo non fosse esattamente contigua alla sensibilità delle sinistre, era evidente a tutti. Ma in un’intervista, l’ex numero uno di Federmeccanica ammette che prima della cooptazione nel Pd “la Lega mi aveva parlato di una candidatura a sindaco e l’Udc, ma prima della rottura con Silvio Berlusconi, mi aveva proposto un seggio da senatore”. Risulta da rumours di corridoio che Storace gli avesse anche offerto la Santanché e Del Noce per la conduzione del prossimo festival di Sanremo. Lui dice che alla fine Veltroni lo ha convinto con la prospettiva del ‘ministro del Veneto’. In realtà, corre voce che il segretario del Pd gli abbia promesso una parte di spicco nel prossimo film di Gabriele Muccino. Arancia (Feder)meccanica.

Silvio Berlusconi ricorre a una delle sue efficaci similitudini: “Queste candidature per la sinistra sono come il bikini: lasciano scoperto molto ma coprono le parti essenziali che sono il 70 per cento dei ministri, viceministri e sottosegretari che sono ancora al governo con Prodi”. Si ribella la Melandri: “Pdl retrogrado, io da anni mi sono convertita al topless”. Giuliano Ferrara parla di conversioni sbagliate e chiede una moratoria delle tette al vento. Family Bay.

La fantomatica lista dei 400 presunti evasori trasmigrati in Liechtenstein continua a suscitare una ridda di chiacchiere e pettegolezzi. Persino il negletto Clemente Mastella viene chiamato in causa. Ma lui replica: “Il Liechtenstein? Non so neanche dove sia. Ho scarsa dimestichezza con le banche italiane, figuriamoci quelle straniere dove non ho alcun conto”. Intanto, persino Tommaso Barbato (il senatore del celebre sputo) lo abbandona ed esce dall’Udeur. E Mauro Fabris pare in procinto di prendere la stessa strada. Quando i topi abbandonano la nave che affonda. Non contar più una ceppa(loni)
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Religione e libertarismo: un confronto tra Italia, Spagna e Grecia

pubblicato da Giulio Mattioli in: Propaganda Campagna elettorale Analisi e Dati Romano Prodi Giuliano Ferrara

Uteri, aborti e Giuliano Ferrara con grandi mammelle e piccoli testicoli; i radicali e i teo-dem nel partito democratico, la pillola Ru486. Se c’é una cosa sicura, di questa campagna elettorale, é che non si sfuggirà ai temi eticamente sensibili, con buona pace di chi - come chiunque abbia dato mezzo esame di filosofia politica - la trova un’espressione senza senso, o perlomeno incredibilmente goffa.

Tuttavia c’é chi dice che sia tutta una questione di politici (B)inetti, di ingerenze della Chiesa; il Paese, la gente, sono molto più avanti su queste cose. Laici, moderni, smaliziati ed europei. Altrimenti perché i giornali ci parlerebbero di crisi delle vocazioni un giorno sì e l’altro pure? Peccato che non sia così.

In una ricerca svolta recentemente abbiamo comparato su religiosità e libertarismo tre paesi non proprio noti per essere al top dell’ateismo: Spagna, Italia e Grecia. Insomma, avremmo potuto anche farcela. E invece scopri cose sorprendenti, come che il 70% degli italiani crede negli angeli.

O che l’approvazione di comportamenti come aborto e divorzio - le famose battaglie civili - cala dai primi anni ’80, insieme all’ateismo; nel frattempo i cattolici praticanti aumentano, costantemente. Nello stesso periodo, in Spagna succede esattamente il contrario, col risultato che se 30 anni fa eravamo quasi uguali oggi loro hanno Zapatero, e noi (don) Romano Prodi.
C’é ancora qualcuno là fuori che si stupisce?