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Ignazio La Russa

La Russa a Ballarò mostra la foto di Lukashenko

pubblicato da Luca Landoni in: Video Ignazio La Russa


Gustoso siparietto tra Ignazio La Russa e Maurizio Crozza ieri sera a Ballarò, il programma di approfondimento politico di Raitre. Ricorderete tutti la figuraccia rimediata dal ministro della difesa in una precedente puntata, quando si è fatto pizzicare fuori onda intento a chiedere a un suo collaboratore chi fosse il premier bielorusso.

Ebbene, incalzato dal comico, questa volta La Russa non si è fatto trovare impreparato, tirando fuori una gigantografia di Lukashenko e mostrandola al pubblico.

Ma a parte questo, non possiamo non menzionare la battuta successiva di Crozza, decisamente da fuoriclasse. “Quando a Lukashenko se conoscesse La Russa ha risposto, No, io mi ero fermato alla marocchina”.

Quiz: a Ballarò La Russa non sa chi è Lukashenko, e voi?

pubblicato da V. in: Ignazio La Russa

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Ignazio La Russa, Ministro della Difesa, evidentemente non sa chi sia Alexander Grigoryevich Lukashenko. Una mancanza grave, per un Ministro della Difesa: io però voglio provare a fare un test inverso, a cui parteciperete voi lettori: che immagino non siate tendenzialmente a capo di un dicastero, né abbiate ruoli di governo.

Ma voi lo sapete chi è Lukashenko? Fate i bravi e non googlate, che sennò è troppo facile barare!

Ps: trovate il video integrale con la gaffe del Ministro su TvBlog.

Riforma della Giustizia, l'autogol di La Russa e l'epica delle monetine

pubblicato da V. in: Interni Rassegna stampa Ignazio La Russa

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Ieri il blitz del PdL alla Camera per l’approvazione della prescrizione breve - destinata a salvare il Premier Silvio Berlusconi dal processo Mills - si è trasformata in una bagarre dentro e fuori dal palazzo. Dentro, Ignazio La Russa, Ministro degli Interni, si è espresso così con Gianfranco Fini, ex amico e Presidente della Camera

Una prima volta La Russa si volta verso Fini allargando le braccia e continuando la sua «replica» a Franceschini. Al secondo richiamo di Fini, La Russa, di spalle, risponde con un «vaffa» secondo i testimoni più vicini, comunque con un gesto visibile anche ai presenti più lontani. La Russa ha poi smentito il «vaffa…». E può darsi che non sia stato un «vaffa» perché soltanto chi era vicino può aver sentito ciò che ha detto.

Ma lo ha detto eccome, un resoconto dettagliato lo si trova per esempio sul Giornale della famiglia Berlusconi, dove si spiega quanto La Russa l’abbia fatta grossa ieri…

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La Russa dà dell'ignorante al vescovo di Padova. A ragione

pubblicato da Luca Landoni in: Ignazio La Russa


Non potevamo farci mancare una bella polemica sul povero alpino ucciso in Afghanistan, Matteo Miotto. Ad accendere le micce ci ha pensato il vescovo di Padova, Monsignor Mattiazzo, che ha infilato una serie di perle, alcune anche condivisibili molte no.

L’alto prelato ha detto di non amare l’esaltazione retorica (e qui siamo d’accordo) e di non considerare Miotto un eroe (ci può stare) perché va lì armato (motivazione sbagliata, è un militare, deve andare con mazzi di fiori davanti ai terroristi?). Chiaro che se le si spara così grosse, ci si deve aspettare una risposta facile da parte del Ministro La Russa che traccia un parallelo con i carabinieri che, sempre armati, combattono la delinquenza.

D’altronde è il solito bivio irrisolto della Chiesa, che davanti all’uso della violenza per combattere altra violenza cade facilmente nella trappola del “porgiamo l’altra guancia” in nome di un malinteso buonismo. Quindi il Mattiazzo poteva anche essere perdonato, se non avesse voluto esagerare, calando un altro carico: «Magari poi si scopre che un soldato è morto per una mina fabbricata in Italia…»

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Scontri manifestazione studenti a Roma: La Russa chiede soldi per la polizia

pubblicato da Giulio Mattioli in: Ma non aveva detto che? Ignazio La Russa


La giornata di ieri ci dice che il governo c’è - quindi possiamo ricominciare a criticarlo. Prendiamo le dichiarazioni di ieri del Ministro della Difesa La Russa, ha commentato gli scontri tra studenti e polizia invocando “più soldi per le forze dell’ordine“. Peccato che…

Peccato che soltanto l’altroieri ci sia stata una serie di avvenimenti che hanno visto come protagonisti proprio le forze dell’ordine e il Ministro La Russa. Riepiloghiamoli: giovedì scorso forze di polizia e vigili del fuoco convocano una manifestazione per il 13 dicembre davanti a Montecitorio. L’obbiettivo:

Impedire lo smantellamento della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico, contro le politiche finanziarie dei soli tagli che hanno già sottratto, alle Forze di polizia, circa 2 miliardi e mezzo di euro in tre anni. (..) Sensibilizzare l’opinione pubblica sul comportamento irresponsabile, verso il Paese, e vergognoso, verso gli operatori di polizia e dei vigili del fuoco, tenuto dall’attuale Governo, che ha sinora disatteso ogni impegno assunto in campagna elettorale e nei documenti programmatici sui versanti della sicurezza e delle connesse politiche per il personale

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La Russa come D'Annunzio: da un elicottero lancia volantini per gli afghani

pubblicato da Bruno Marino in: Propaganda Ignazio La Russa Cronache di guerra


Ecco la svolta in Afghanistan. Rapido e pugnace come ogni combattente che si rispetti, il ministro La Russa ha informato i giornalisti che dall’elicottero che lo trasportava da Herat a Bala Murghab sono stati lanciati circa undicimila volantini

“ideati, spiegano al comando del contingente, «per supportare la campagna di reintegrazione degli insorti nella società civile promossa ed attuata dal governo afgano».”

Il breve pezzo del Corriere della Sera continua, elencando le caratteristiche dei volantini, ma la memoria, è inevitabile, corre subito al Volo su Vienna di D’Annunzio, che però colpevolmente non fu guidato da Ignazio La Russa e quindi non merita neanche di essere accostato alla Coraggiosa Impresa del Nostro Ministro. Mentre i volantini ricordano, tra le altre cose, che “il benessere proviene dalla pace”, si scopre che

“Il 2010 è già l’anno più sanguinoso per i civili afgani dal 2001, con le vittime civili aumentate del 31% nei soli primi sei mesi dell’anno. La sicurezza si sta rapidamente deteriorando in tutto il paese.”

Ma che importa? Non bisogna mica pensare a come battere gli insorti senza falcidiare la popolazione civile, non bisogna mica pensare, eventualmente, a come andarsene da un paese in guerra da quasi dieci anni. L’Ardito Volo del Nostro Ministro distruggerà definitivamente la volontà di combattere dei talebani. Ne siamo sicuri.

Foto | Flickr

La mozione della maggioranza e la stabilità di governo

pubblicato da Alessandro in: Dichiarazioni Crisi di governo Ignazio La Russa

La Russa

Una mossa disperata quella della maggioranza. In reazione alla presentazione della mozione di sfiducia alla Camera da parte delle opposizioni ecco arrivare una mozione anche al Senato, questa volta di appoggio al Governo. Si immagina evidentemente di poter incassare un voto favorevole nel ramo del Parlamento presieduto da Schifani. E si tenta di farlo prima che si voti la mozione alla Camera.

Nella serata di ieri il Ministro La Russa ha chiarito il senso dell’operazione: “Ci sarà un voto al Senato - ha spiegato - e lì si capirà se il governo ha la maggioranza, poi il presidente della Repubblica Napolitano ha naturalmente tutte le prerogative, anche quella di sciogliere solo una Camera, e non il Senato. Questo è possibile, ma libero il Presidente di esercitare tutte le prerogative contenute nella Costituzione, nessuno può immaginare che chi ha vinto le elezioni sia all’opposizione”.

Napolitano potrebbe decidere di sciogliere una sola camera, è vero. E si potrebbe andare anche solo alle elezioni di questa. Ma se dalle consultazioni elettorali uscisse una maggioranza politica diversa da quella già presente nell’altra camera, cosa succederebbe?

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Tornino in Italia le salme dei Savoia, dice La Russa. E voi, che ne dite?

pubblicato da paganini in: Impresentabili Ignazio La Russa


Dopo aver terminato la sua assorta meditazione sull’opportunità di sprecare altri soldi pubblici per dotare i nostri aerei di bombe e missili utili per bombardare il territorio afgano, il ministro Ignazio La Russa si imbarca in un’altra di quelle avventure di cui tutti avvertivamo l’urgenza… Raccogliendo la richiesta di Vittorio Emanuele, La Russa ha iniziato a spendersi in favore del rientro in Italia dei corpi dei re Vittorio Emanuele III e Umberto II, con relative consorti ed eredi defunti.

Secondo il ministro l’idea di riportare in Italia queste salme risponde ai desideri dei Savoia (…) ed anche a quelli di tanti italiani di vedere tornare in patria coloro che, essendo stati re - nella buona e nella cattiva sorte - hanno diritto di riposare in pace nella terra dei propri avi. Questa perla di saggezza è stata demolita da Vittorio Vidotto, ricordando che Umberto II è stato condannato da un referendum mentre Vittorio Emanuele III è stato condannato dalla storia.

Veritometro: Ignazio La Russa, le elezioni anticipate e il Presidente della Repubblica

pubblicato da Giulio Mattioli in: Crisi di governo Ignazio La Russa
“‘In caso di rottura (..) chi decide è il presidente della Repubblica, condizionato (..) dalla situazione che si crea”

Ignazio La Russa

Scopri perchè dopo il salto

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Immigrazione e sicurezza tornano sull'agenda politica? Ecco perchè succede

pubblicato da Giulio Mattioli in: Dichiarazioni Ignazio La Russa


Forse non ci avete fatto caso, ma sono mesi che non si sente più parlare di immigrazione, nè di sicurezza. Tutto contribuisce a dare l’impressione che dopo l’arrivo dei militari nelle strade (e dopo la rivolta di Rosarno) questi due fenomeni - da molti politici considerati come sinonimi - non siano più un problema all’ordine del giorno del paese, nè della politica.

Secondo molti osservatori questo fa parte di una strategia della disinformazione, operata dal complesso politico-mediatico che fa capo a Silvio Berlusconi, che tenderebbe ad enfatizzare i dati su criminalità e ingressi clandestini quando è all’opposizione o nelle prime fasi del proprio arrivo al governo, per poi smettere una volta preso qualche provvedimento di sicuro effetto mediatico.

In questi primi giorni di agosto, però, questi intermittenti cavalli di battaglia del centrodestra sembrano voler tornare al centro del dibattito. Il perchè è intuibile fin dal titolo dell’intervista di ieri del ministro della Difesa a “Repubblica”: “La Russa sfida i finiani “Norme più dure sull’immigrazione”".

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