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Immigrazione clandestina

Guerra Francia-Italia a Ventimiglia: Sarkozy riapre le frontiere

pubblicato da Luca Landoni in: Esteri Immigrazione clandestina


I media hanno drammatizzato una vicenda che se non coinvolgesse molte vite umane avrebbe certamente del grottesco. La questione Ventimiglia sembra infatti tratta dalle cronache di inizio secolo (scorso) in periodo prebellico. Di quale conflitto, decidetelo voi.

Cos’è successo: i francesi hanno bloccato la frontiera per svariate ore, fermando qualche centinaio di tunisini che volevano prendere il treno per migrare nel paese transalpino e provocando l’immediato sopraggiungere di un bel gruppo di autonomi e pseudopacifisti italiani, ben contenti di poter fare casino. D’altronde lavorare non lavorano sicuro, quindi tempo da perdere ne hanno.

Ore di febbrili consultazioni tra i due paesi, conditi da bella protesta italiana, e Parigi si decide a sbloccare la frontiera e far passare tutti. Ironia della sorte, a lasciare il nostro paese sono proprio i tunisini e non la banda di sfaccendati barbudos di cui ci saremmo liberati volentieri. Ma dico, non potevamo trovare un accordo per mandare di là questi nostri futili connazionali anche a costo di tenerci gli extracomunitari che qualche cosa di più sapranno ben fare?

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Veritometro: Maroni, Schengen e l'Europa, chi sbaglia?

pubblicato da Giulio Mattioli in: Dichiarazioni Roberto Maroni Immigrazione clandestina
“Ventimila tunisini giunti nelle scorse settimane possono circolare liberamente nell’area di Schengen con i permessi di soggiorno temporaneo che stiamo rilasciando”


Roberto Maroni, 13 aprile 2011

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Castelli non spara sugli immigrati... per ora

pubblicato da Luca Landoni in: E basta Immigrazione clandestina


Sparata del sottosegretario della Lega Nord Roberto Castelli ai microfoni di Un Giorno da Pecora, il programma radiofonico di Raidue. E questa volta il termine è più che azzeccato perché la sparata è proprio letterale.

«Non possiamo sparargli, almeno per ora, ma le violenze degli immigrati, che potrebbero diventare milioni nel corso del tempo, potrebbero obbligare le autorità ad usare le armi.»

Una frase che è stata subito stigmatizzata dalla Chiesa in primis, per bocca del cardinal Bertone (”L’Europa ha perso il suo spirito profondo di grande solidarietà”) e poi dalle altre forze politiche guidate da Fiano (Pd) e dal solito Donadi (Idv), l’uomo più scandalizzato della storia d’Italia.

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L'ira di Maroni contro l'Ue: "Meglio soli che male accompagnati"

pubblicato da Luca Landoni in: Immigrazione clandestina


Facciamo il punto sulla questione immigrati e per converso sulla guerra di frontiera tra Italia e Francia e da ieri anche tra Italia e Unione Europea sull’emergenza tunisina.

Il ministro degli Interni Maroni ha espresso il più chiaro rammarico per l’andamento dei colloqui con l’Ue, rappresentata dalla commissaria Cecilia Malmstrom, che in parole povere ha spiegato che non sussistono i presupposti dell’emergenza per far scattare un piano complessivo. Sulla stessa linea Barroso, che ha in pratica detto che il nostro paese deve accontentarsi dei contributi già erogati dall’Unione e arrangiarsi.

A questo si aggiunga che la Francia ha chiuso le sue frontiere, dichiarando che tutti i tunisini non in regola con le norme saranno respinti. Punto. Una posizione del tutto condivisibile e che anche l’Italia avrebbe dovuto far sua… se avesse potuto.

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Maroni minaccia il rimpatrio forzoso: pressing sulla Tunisia

pubblicato da Luca Landoni in: Immigrazione clandestina


Finalmente il ministro degli Interni Maroni rompe gli indugi e parla chiaro, così come si doveva fare fin dal principio. Il governo tunisino è pienamente responsabile dell’assurda ondata di sbarchi che si stanno verificando sulle nostre coste ed è ora che si assuma le sue responsabilità

Nello specifico Maroni sottolinea la diversità di condizione dei tunisini rispetto ai libici e agli eritrei, che possono chiedere lo status di profughi in quanto in fuga da un conflitto. In Tunisia invece non c’è alcuna guerra, e per quanto le condizioni di vita possano non essere idilliache, l’Italia non può farsi carico di tutti gli immigrati del mondo, come evidente.

«Sono arrivate altre mille persone che dicono di essere tunisine. E poi, a bordo di due barconi provenienti dalla Libia, circa mille tra somali ed eritrei. Non siamo in grado di sostenere questi ritmi e dunque bisogna adottare un nuovo atteggiamento». E soprattutto: «Mercoledì mattina si riunisce l’unità di crisi a palazzo Chigi. Io confido che il governo tunisino faccia quello che ha annunciato, però se non ci sarà un intervento vero per fermare le partenze chiederò al governo di attuare la proposta di Bossi e di procedere ai rimpatri forzosi. Siamo attrezzati per farlo. Li mettiamo sulle navi e li riportiamo a casa»

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Arrivano anche i primi libici: come contrastare l'esodo biblico

pubblicato da Luca Landoni in: Immigrazione clandestina


L’Italia si è fatta trovare completamente impreparata di fronte all’assalto delle nostre coste da parte dei nordafricani che fuggono dalla madrepatria. Prima arrivavano “solo” tunisini, da ieri sera l’ultimo fantasma ha cominciato a concretizzarsi, e sono giunti sulle coste della Sicilia anche i primi barconi di libici (o autoproclamatisi tali) nel numero di 117.

Si tratta di un esodo biblico, come l’ha definito qualcuno, e non era facile prevenirlo, così com’è dura trovare delle soluzioni ora, ma proviamoci ugualmente. Al momento le priorità sono due: una è ovviamente umanitaria e consiste nel prestare soccorso e rifocillare tutti gli arrivati, cercando nei limiti del possibile di non stiparli dove capita.

La seconda è di lanciare un segnale chiaro a tutti coloro che si apprestano a partire: non venite. E se venite vi rimandiamo indietro. Tutti gli immigrati clandestini tunisini vanno rispediti da dove sono venuti, e possibilmente dando il massimo risalto possibile all’evento. La televisione italiana è vista in tutto il Nordafrica e le notizie da quelle parti si propagano rapidamente.

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Rassegna stampa estera: Italia, Libia e immigrazione, parte seconda

pubblicato da Giulio Mattioli in: Esteri Rassegna stampa Nichi Vendola Immigrazione clandestina


In queste settimane, quando si racconta l’Italia all’estero, la si descrive soprattutto come nazione meta di flussi di immigrazione dal Nord Africa in crisi (vedi la rassegna stampa estera di ieri). Un fenomeno che comincia ad influire sugli equilibri politici dell’intera Unione Europea.

Europe1 ha raccontato ad esempio l’imminente visita a Lampedusa di Marine Le Pen (leader del Front National e possibile futuro presidente francese, stando ai sondaggi) titolando “Lampedusa accoglie Le Pen con gioia“:

Questa visita programmata da alcune settimane ha ricevuto il via libera del ministro degli interni italiano. Ma il ministro ha avvisato che sorveglierà affinchè la visita non sia utilizzata a fini di propaganda. A Lampedusa il sindaco – membro della Lega Nord (estrema destra italiana) – plaude al viaggio della leader del Front National: “E’ il primo parlamentare europeo che si prende la briga di venire a capire sul territorio l’urgenza umanitaria alla quale Lampedusa deve fare fronte, tra mille difficoltà”. La rappresentante francese dell’estrema destra intende lanciare un messaggio politico a Lampedusa, criticando “l’incapacità dell’Unione Europea a stroncare l’ondata migratoria che colpisce l’isola di Lampedusa”.

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Rassegna stampa estera: Italia, Libia e immigrazione

pubblicato da Giulio Mattioli in: Esteri Rassegna stampa Immigrazione clandestina


Cosa dicono i giornali stranieri dell’Italia? In queste settimane il Bel Paese è visto più che altro come una nazione europea per forza di cose in prima linea nel fare i conti con la crisi libica.

Lo spagnolo El Pais ad esempio si è sforzato di raccontare come i migranti che raggiungono l’isola di Lampedusa in queste settimane presentino caratteristiche molto particolari:

Sono tutti giovani, fra i 20 e i 35 anni, laureati, colti, parlano varie lingue, posseggono iphone o cellulari con i quali hanno filmato il loro viaggio. Sono persone molto diverse dai soliti immigrati che arrivano disperati da Nigeria, Somalia, Eritrea. Sono come noi. Cercano un futuro perché sanno che il loro Paese non è al loro livello. Non in questo momento” commenta Tommaso Della Longa, trentenne, portavoce della Croce Rossa.

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Esodo di massa dalla Tunisia all'Italia. Che fare?

pubblicato da Luca Landoni in: Immigrazione clandestina


In seguito alla crisi politico del paese tunisino in questi ultimi giorni si sono moltiplicati i tentativi di fuga dal paese, e naturalmente il paese privilegiato in questo senso è l’Italia, dati i pochi chilometri di distanza dalle coste del paese nordafricano a Lampedusa.

Come sempre siamo dunque stretti tra l’incudine e il martello. da una parte i profughi in fuga generano un’emergenza umanitaria che non è possibile ignorare. Dall’altra non possiamo permetterci cedimenti nella linea della fermezza fortemente sostenuta dal ministro Maroni, e che ha consentito la drastica riduzione degli sbarchi, ormai vicini allo zero.

In questo senso va inteso il blocco del Cie del’isola, con trasferimento conseguente di tutti gli arrivati in Sicilia. Ora, data l’emergenza il centro di accoglienza verrà riaperto, ma è una manovra pressoché disperata vista la situazione.

E allora lo chiediamo ai nostri lettori. Voi che fareste?

Immigrazione: perchè il Click day è una truffa e non funziona

pubblicato da davide f. in: Interni Immigrazione clandestina

indymedia A una settimana dal Click day - l’assurda procedura attraverso cui lavoratori stranieri possono chiedere il permesso di soggiorno, e badate bene, lavoratori che in teoria non sono ancora in Italia - è tempo di fare l’ennesimo triste bilancio del decreto flussi, un meccanismo irreale basato sul principio della truffa.

Nonostante la Bossi-Fini - come abbiamo visto - sembri avere i giorni contati per i contrasti con la Direttiva rimpatri dell’Unione Europea (2008/115/CE del 16 dicembre 2008), continuano i danni prodotti da questa legge. Sulla pelle delle persone.

Per capire perché il Click day non funzioni non serve essere dei tecnici. Innanzitutto di base c’è l’assurdità di pensare che i richiedenti siano i datori di lavoro e non i lavoratori; in più lavoratori nel loro paese e non già in nero in Italia. Questo vuol dire che un immigrato che si mette in regola con il click day deve tornare in patria, spendendo migliaia di euro, recarsi all’ambasciata e ritornare in Italia fingendo di non esserci mai stato.

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