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  <title>Polisblog.it</title>
  <subtitle>Politica italiana e estera: notizie di politica on line</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2007-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T02:29:37+00:00</updated>
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    <title type="html">Guerra Francia-Italia a Ventimiglia: Sarkozy riapre le frontiere</title>
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      <name>Luca Landoni</name>
    </author>
    <published>2011-04-18T09:14:27+00:00</published>
    <updated>2011-04-18T09:14:27+00:00</updated>
    <dc:subject>esteri</dc:subject><dc:subject>immigrazione-clandestina</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/10179/guerra-francia-italia-a-ventimiglia-sarkozy-riapre-le-frontiere"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/12040.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="all" />I media hanno drammatizzato una vicenda che se non coinvolgesse molte vite umane avrebbe certamente del grottesco. La <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_aprile_17/francia-treni-immigrati_fa1c7dec-68de-11e0-a121-46bb9d21a26f.shtml">questione Ventimiglia</a> sembra infatti tratta dalle cronache di inizio secolo (scorso) in periodo prebellico. Di quale conflitto, decidetelo voi.</p>
<p>Cos&#8217;è successo: i francesi hanno <strong>bloccato la frontiera </strong>per svariate ore, fermando qualche centinaio di tunisini che volevano prendere il treno per migrare nel paese transalpino e provocando l&#8217;immediato sopraggiungere di un bel gruppo di autonomi e pseudopacifisti italiani, ben contenti di poter fare casino. D&#8217;altronde lavorare non lavorano sicuro, quindi tempo da perdere ne hanno.</p>
<p>Ore di febbrili consultazioni tra i due paesi, conditi da bella protesta italiana, e Parigi si decide a sbloccare la frontiera e far passare tutti. Ironia della sorte, a lasciare il nostro paese sono proprio i tunisini e non la banda di sfaccendati barbudos di cui ci saremmo liberati volentieri. Ma dico, non potevamo trovare un accordo per mandare di là questi nostri futili connazionali anche a costo di tenerci gli extracomunitari che qualche cosa di più sapranno ben fare?</p>
 <p>
A parte ciò la situazione è figlia di <strong>due errori</strong> ben precisi, uno per parte. Maroni per l&#8217;Italia è responsabile di aver calato le brache, concedendo dei permessi umanitari che non hanno precedenti; anzi, ne creano uno pericolosissimo. Se infatti non c&#8217;è guerra in Tunisia, quale motivo economico potrà mai giustificarli che non sussista anche in ogni altro paese di migranti verso lo Stivale?</p>
<p>I francesi hanno reagito a questo provvedimento assurdo, dimenticando però di averci negato ogni aiuto al momento opportuno, cioè <em>prima</em>. Troppo comodo lasciarci soli a gestire l&#8217;emergenza, per poi lavarsene le mani.</p>
<p>Ma che dire, quando si parla di <strong>diritto internazionale</strong> l&#8217;egoismo impera sovrano. Ognun per sé e Dio per tutti.</p>
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    <title type="html">Veritometro: Maroni, Schengen e l&#039;Europa, chi sbaglia?</title>
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    <author>
      <name>Giulio Mattioli</name>
    </author>
    <published>2011-04-14T14:00:13+00:00</published>
    <updated>2011-04-14T14:00:13+00:00</updated>
    <dc:subject>dichiarazioni</dc:subject><dc:subject>roberto-maroni</dc:subject><dc:subject>immigrazione-clandestina</dc:subject><dc:subject>convenzione di schengen</dc:subject><dc:subject>tunisini permessi di soggiorno temporanei</dc:subject><dc:subject>veritometro</dc:subject><dc:subject>veritometro maroni</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/10144/veritometro-maroni-schengen-e-leuropa-chi-sbaglia"><![CDATA[<table WIDTH="586" CELLPADDING="10" ALIGN="CENTER" VALIGN="middle" border="0" BGCOLOR="lightblue">
<tr>
<td>
<img src="http://static.blogo.it/polisblog/maroni_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="85" height="85" alt="" /></td>
<td>
<div align="justify">
<font size="3"><b>&#8220;Ventimila tunisini giunti nelle scorse settimane possono circolare liberamente nell&#8217;area di Schengen con i permessi di soggiorno temporaneo che stiamo rilasciando&#8221;</b></font></div>
<p></p>
<div align="right">
<i><br />
Roberto Maroni, 13 aprile 2011</i></div>
</td>
<td>
<img SRC="http://static.blogo.it/polisblog/false2.png"/>
</td>
</tr>
</table>
<p><em>Scopri perchè dopo il salto</em></p>
 <p>Il ministro dell&#8217;interno Roberto Maroni (già protagonista del <strong>veritometro di polisblog</strong> con i suoi annunci sulle <a href="http://www.polisblog.it/post/9592/veritometro-maroni-e-bossi-la-bocciatura-del-federalismo-e-le-elezioni-anticipate">elezioni anticipate</a> e le <a href="http://www.polisblog.it/post/9374/veritometro-maroni-i-rom-di-triboniano-e-le-case-popolari-aler-di-milano/1">case popolari negate ai Rom</a>) ha dichiarato <a href="http://www.impattoglobale.com/2011/04/13/maroni-chiede-il-rispetto-di-schengen-o-il-suo-cambiamento-le-pen-lo-appoggia/">ieri</a>: </p>
<blockquote><p>&#8220;Ventimila tunisini giunti nelle scorse settimane possono circolare liberamente nell&#8217;area di Schengen con i permessi di soggiorno temporaneo che stiamo rilasciando. L&#8217;unico modo per bloccarli sarebbe sospendere Schengen, mi auguro che non si arrivi a questo. Quella sarebbe la fine dell&#8217;Europa&#8221;</p></blockquote>
<p>Ha ragione il ministro a sostenere che, sulla base della convenzione di Schengen, i permessi di soggiorno dati dall&#8217;Italia funzionano anche per l’espatrio? Se lo è chiesto Marco Zatterin su La Stampa, in un post intitolato significativamente &#8220;<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=113&#038;ID_articolo=973&#038;ID_sezione=&#038;sezione=">A lezione di Schengen</a>&#8220;. </p>
<p>La risposta? Un secco no. Per capirlo, basta leggere l&#8217;articolo 5 della <a href="http://www.cir-onlus.org/la_convenzione_di_schengen.htm">convenzione</a>: </p>
<blockquote><p>
Articolo 5<br />
1. Per un soggiorno non superiore a tre mesi, l`ingresso nel territorio delle Parti contraenti può essere concesso allo straniero che soddisfi le condizioni seguenti:<br />
a. essere in possesso di un documento o di documenti validi che consentano di attraversare la frontiera, quali determinati dal Comitato esecutivo;<br />
b. essere in possesso di un visto valido, se richiesto;<br />
c. esibire, se necessario, i documenti che giustificano lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto e disporre dei mezzi di sussistenza sufficienti, sia per la durata prevista del soggiorno, sia per il ritorno nel paese di provenienza o per il transito verso un terzo Stato nel quale la sua ammissione è garantita, ovvero essere in grado di ottenere legalmente detti mezzi;<br />
d. non essere segnalato ai fini della non ammissione;<br />
e. non essere considerato pericoloso per l&#8217;ordine pubblico, la sicurezza nazionale o le relazioni internazionali di una delle Parti contraenti.<br />
2. <strong>L&#8217;ingresso nel territorio delle Parti contraenti deve essere rifiutato allo straniero che non soddisfi tutte queste condizioni, a meno che una Parte contraente ritenga necessario derogare</strong> a detto principio per motivi umanitari o di interesse nazionale ovvero in virtù di obblighi internazionali.</p></blockquote>
<p>Cosa ci dice in sintesi l&#8217;articolo? Che <strong>il possesso di un documento e/o di un visto sono condizione necessaria, ma non sufficiente a consentire il soggiorno in un altro paese europeo</strong>. Lo conferma anche l&#8217;articolo 21, che recita: </p>
<blockquote><p>1. <strong>Gli stranieri in possesso di un titolo di soggiorno rilasciato da una delle Parti contraenti possono, in forza di tale titolo e di un documento di viaggio, purchè tali documenti siano in corso di validità, circolare liberamente per un periodo non superiore a tre mesi nel territorio delle altre Parti contraenti, semprechè soddisfino le condizioni di ingresso di cui all&#8217;articolo 5,</strong> paragrafo 1, lettere a, c ed e, e non figurino nell&#8217; elenco nazionale delle persone segnalate della Parte contraente interessata.<br />
2. Il paragrafo 1 si applica altresì agli stranieri titolari di un&#8217;autorizzazione provvisoria di soggiorno, rilasciata da una delle Parti contraenti, e di un documento di viaggio rilasciato da detta Parte contraente.<br />
3. Le Parti contraenti comunicano al Comitato esecutivo l&#8217;elenco dei documenti che esse rilasciano con valore di titolo di soggiorno o di autorizzazione provvisoria di soggiorno e di documento di viaggio ai sensi del presente articolo.</p></blockquote>
<p>Quali sono le conseguenze di ciò per l&#8217;Italia? Lo spiega bene Zatterin in <a href="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/commentiRub.asp?page=2&#038;ID_blog=113&#038;ID_articolo=973&#038;ID_sezione=&#038;sezione=Straneuropa">un commento al post</a>: </p>
<blockquote><p>gli accordi di Schengen prevedono che la responsabilità tocca al &#8220;primo paese&#8221;. Il quale può accogliere i migranti se lo ritiene, oppure rimpatriarli, a meno che non siano richiedenti di asilo. Questi ultimi sono gli unici che beneficiano di un regime normativo europeo, mentre gli altri dipendono dalle scelte nazionali. L&#8217;Italia può dunque decidere di attribuire un permesso di ingresso temporaneo. La sua validità fuori dai confini dipende dalle regole che abbiamo citato in questo post</p></blockquote>
<p>Poichè ai ventimila tunisini in questione il permesso di soggiorno non basterà per circolare liberamente in Europa, <strong>l&#8217;affermazione del ministro Maroni è falsa</strong>. Allo stesso modo, non è assolutamente necessario sospendere Schengen per respingerli alle frontiere del nostro paese, come appare evidente da una lettura del testo della convenzione. </p>
<p>In fin dei conti, <strong>è tutta la tesi politica di Maroni - che vedrebbe un&#8217;Europa cattiva, sleale e pronta a rinnegare i trattati contrapposta ad un&#8217;Italia onesta e in cerca di solidarietà - ad avere ben poco fondamento.</strong></p>
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    <title type="html">Castelli non spara sugli immigrati... per ora</title>
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    <published>2011-04-13T09:54:57+00:00</published>
    <updated>2011-04-13T09:54:57+00:00</updated>
    <dc:subject>e-basta</dc:subject><dc:subject>immigrazione-clandestina</dc:subject><dc:subject>dichiarazioni roberto castelli</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>un giorno da pecora</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/10136/castelli-non-spara-sugli-immigrati-per-ora"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/castelli.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="321" alt="" /><br clear="all" />Sparata del sottosegretario della Lega Nord <strong>Roberto Castelli</strong> ai microfoni di <strong>Un Giorno da Pecora</strong>, il programma radiofonico di Raidue. E questa volta il termine è più che azzeccato perché la sparata è proprio letterale.</p>
<p>«Non possiamo sparargli, almeno per ora, ma le violenze degli immigrati, che potrebbero diventare milioni nel corso del tempo, potrebbero obbligare le autorità ad usare le armi.»</p>
<p>Una frase che è stata subito stigmatizzata dalla Chiesa in primis, per bocca del cardinal <strong>Bertone </strong>(&#8221;L&#8217;Europa ha perso il suo spirito profondo di grande solidarietà&#8221;) e poi dalle altre forze politiche guidate da <strong>Fiano </strong>(Pd) e dal solito <strong>Donadi </strong>(Idv), l&#8217;uomo più scandalizzato della storia d&#8217;Italia.</p>
 <p>
In realtà tutte queste <strong>anime belle</strong> hanno perso completamente di vista una realtà che rischia di sfuggirci completamente di mano. Le parole di Castelli sono indiscutibilmente forti, ma il senso è chiaro e incontrovertibile: se si lasciano entrare tutti i clandestini a casaccio e in numero così elevato, si creeranno delle sacche di illegalità tali da distruggere le società in cui si insedieranno.</p>
<p>A quel punto è ovvio che sarà obbligatorio utilizzare la forza per contrastare l&#8217;aumento della delinquenza. E sarà comunque troppo tardi. Passi per la Chiesa, che obbedisce al suo ruolo per quanto ritrito e superato, ma è possibile che il <strong>centrosinistra </strong>non abbia ancora capito cosa sta succedendo?</p>
<p>Se non si ferma l&#8217;invasione ora sul bagnasciuga - per usare un motto poco fortunato del passato - sarà il caos. Nel mondo globalizzato le voci si diffondono rapidamente, e basta un accenno di malintesa solidarietà per richiamare frotte di disperati da ogni parte del mondo. Disperati per i quali non c&#8217;è posto nè in Italia nè in quasi tutti gli altri paesi europei.</p>
<p>In quest&#8217;ottica ben vengano le dichiarazioni forti, come quella del leader della Lega <strong>Umberto Bossi</strong> che chiarisce ancora una volta ciò che tutte le forze politiche avrebbero dovuto asserire da subito, e cioè che «Dobbiamo mandarli a casa tutti».</p>
<p>Poche parole, chiare e nette, che rispecchiano la realtà. E che dovrebbero appartenere a tutti i partiti, e non solo al Carroccio, che facendone monopolio se ne beerà anche in fare elettorale. È finito il tempo del buonismo di facciata, quello che ha prodotto il fenomeno delle <em>banlieue </em>e la tolleranza verso le gang giovanili importate dal Sudamerica. </p>
<p>In Francia se ne sono accorti, seppur tardivamente. Da noi invece ancora si vive in preda ai sensi di colpa del colonialismo novecentesco.</p>
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    <title type="html">L&#039;ira di Maroni contro l&#039;Ue: &quot;Meglio soli che male accompagnati&quot;</title>
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      <name>Luca Landoni</name>
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    <published>2011-04-12T09:32:51+00:00</published>
    <updated>2011-04-12T09:32:51+00:00</updated>
    <dc:subject>immigrazione-clandestina</dc:subject><dc:subject>maroni ue</dc:subject><dc:subject>sbarchi lampedusa</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Facciamo il punto sulla questione immigrati e per converso sulla guerra di frontiera tra Italia e Francia e da ieri anche tra Italia e Unione Europea sull&amp;#8217;emergenza tunisina.
Il ministro degli[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/10122/lira-di-maroni-contro-lue-meglio-soli-che-male-accompagnati"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/maroni_03.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="337" alt="" /><br clear="all" />Facciamo il punto sulla questione immigrati e per converso sulla guerra di frontiera tra Italia e Francia e da ieri anche tra Italia e Unione Europea sull&#8217;<strong>emergenza tunisina</strong>.</p>
<p>Il ministro degli Interni <strong>Maroni </strong>ha espresso il più chiaro rammarico per l&#8217;andamento dei colloqui con l&#8217;Ue, rappresentata dalla commissaria <strong>Cecilia Malmstrom</strong>, che in parole povere ha spiegato che non sussistono i presupposti dell&#8217;emergenza per far scattare un piano complessivo. Sulla stessa linea Barroso, che ha in pratica detto che il nostro paese deve accontentarsi dei contributi già erogati dall&#8217;Unione e arrangiarsi.</p>
<p>A questo si aggiunga che <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/04/11/news/immigrazione_11_aprile-14784693/?ref=HRER2-1">la Francia ha chiuso le sue frontiere</a>, dichiarando che tutti i tunisini non in regola con le norme saranno respinti. Punto. Una posizione del tutto condivisibile e che anche l&#8217;Italia avrebbe dovuto far sua&#8230; se avesse potuto.</p>
 <p>
Ricordiamo infatti che è molto più facile chiudersia riccio quando i propri confini sono ben lontani dai paesi di provenienza dei clandestini, che quando si ha un&#8217;isola quasi limitrofa alle coste africane come <strong>Lampedusa</strong>. Per questa ragione è del tutto incredibile che l&#8217;Europa tenga gli occhi chiusi e pensi di potersi lavare la coscienza solo con qualche contributo per far fronte all&#8217;emergenza.<!--more--></p>
<p>Il problema dell&#8217;immigrazione è epocale, e quella che sta avvenendo è solo la punta di un iceberg che tra poco si manifesterà in tutta la sua virulenza. Si sa che il nostro paese è fondamentalmente disorganizzato e lassista, e che i soldi dell&#8217;Europa quando riesce a spenderli, li spende a casaccio (per usare un eufemismo). Inoltre questi fondi non sono sufficienti.</p>
<p>A maggior ragione serve un piano comune, che coinvolga tutti paesi dell&#8217;Ue e sia messo in pratica a loro nome. A partire proprio dagli accordi con la Tunisia, che andavano stipulati non dalla sola Italia, ma da tutti i paesi membri.</p>
<p>Cosa pensa di ottenere la Francia di Sarkozy erigendo un muro a <strong>Ventimiglia</strong>? Non è così che regola un fenomeno incontrovertibile, e qualunque palloncino se gonfiato di troppa aria prima o poi scoppia.</p>
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    <title type="html">Maroni minaccia il rimpatrio forzoso: pressing sulla Tunisia</title>
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      <name>Luca Landoni</name>
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    <published>2011-03-28T12:31:14+00:00</published>
    <updated>2011-03-28T12:31:14+00:00</updated>
    <dc:subject>immigrazione-clandestina</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Finalmente il ministro degli Interni Maroni rompe gli indugi e parla chiaro, così come si doveva fare fin dal principio. Il governo tunisino è pienamente responsabile dell&amp;#8217;assurda ondata di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/10002/maroni-minaccia-il-rimpatrio-forzoso-pressing-sulla-tunisia"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/sbarchi_clandestini.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="all" />Finalmente il ministro degli Interni <strong>Maroni </strong>rompe gli indugi e parla chiaro, così come si doveva fare fin dal principio. Il governo tunisino è pienamente responsabile dell&#8217;assurda ondata di sbarchi che si stanno verificando sulle nostre coste ed è ora che si assuma le sue responsabilità</p>
<p>Nello specifico Maroni sottolinea la diversità di condizione dei tunisini rispetto ai libici e agli eritrei, che possono chiedere lo status di profughi in quanto in fuga da un conflitto. In Tunisia invece non c&#8217;è alcuna guerra, e per quanto le condizioni di vita possano non essere idilliache, l&#8217;Italia non può farsi carico di tutti gli immigrati del mondo, come evidente.</p>
<p>«Sono arrivate altre mille persone che dicono di essere tunisine. E poi, a bordo di due barconi provenienti dalla Libia, circa mille tra somali ed eritrei. Non siamo in grado di sostenere questi ritmi e dunque bisogna adottare un nuovo atteggiamento». <a href="http://www.corriere.it/politica/11_marzo_28/sarzanini-intervista-maroni-avverte-regioni-accogliete-immigrati_9e576866-58fb-11e0-bc5a-84b93b4dfe5d.shtml">E soprattutto</a>: «Mercoledì mattina si riunisce l&#8217;unità di crisi a palazzo Chigi. Io confido che il governo tunisino faccia quello che ha annunciato, però se non ci sarà un intervento vero per fermare le partenze chiederò al governo di attuare la proposta di Bossi e di procedere ai rimpatri forzosi. Siamo attrezzati per farlo. Li mettiamo sulle navi e li riportiamo a casa»</p>
 <p>
Anche la situazione dei rapporti commerciali tra i paesi è completamente differente. Se per esempio l&#8217;Italia dipende dalla <strong>Libia </strong>per gas e petrolio, al contrario è la <strong>Tunisia </strong>a dipendere da noi per l&#8217;indotto derivato dal turismo, e quindi ha tutto l&#8217;interesse a ristabilire lo <em>status quo ante</em>, visto che il turismo italiano è crollato e tutte le compagnie croceristiche hanno sospeso gli scali nel paese nordafricano.</p>
<p>Ma a questo deve pensare il governo italiano, facendo pressioni e cominciando effettivamente a rimpatriare tutti i clandestini, anche per dare un segnale a coloro che si apprestano a partre con l&#8217;evidente beneplacet o quantomeno nell&#8217;indifferenza del governo locale.</p>
<p>Il messaggio dev&#8217;essere chiaro e univoco: l&#8217;Italia non è in grado di accogliere nessuno, salvo i casi eccezionali (gli eritrei per esempio). Anche i libici devono tornare in patria e vanno aiutati là, anche se ovviamente soltanto dopo che la situazione si sarà ristabilita. Se aspettiamo che ci aiuti l&#8217;Europa, campa cavallo&#8230;</p>
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    <title type="html">Arrivano anche i primi libici: come contrastare l&#039;esodo biblico</title>
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      <name>Luca Landoni</name>
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    <published>2011-03-21T09:31:59+00:00</published>
    <updated>2011-03-21T09:31:59+00:00</updated>
    <dc:subject>immigrazione-clandestina</dc:subject><dc:subject>accordi immigrazione italia tunisia</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>sbarchi libici</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[L&amp;#8217;Italia si è fatta trovare completamente impreparata di fronte all&amp;#8217;assalto delle nostre coste da parte dei nordafricani che fuggono dalla madrepatria. Prima arrivavano[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/9942/arrivano-anche-i-primi-libici-come-contrastare-lesodo-biblico"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/sbarchi.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="306" alt="" /><br clear="all" />L&#8217;Italia si è fatta trovare completamente impreparata di fronte all&#8217;assalto delle nostre coste da parte dei nordafricani che fuggono dalla madrepatria. Prima arrivavano &#8220;solo&#8221; <strong>tunisini</strong>, da ieri sera l&#8217;ultimo fantasma ha cominciato a concretizzarsi, e sono giunti sulle coste della Sicilia anche <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_21/immigrati-libici_f2d16e6e-5383-11e0-9775-d7937a6c081d.shtml">i primi barconi di <strong>libici </strong></a>(o autoproclamatisi tali) nel numero di 117.</p>
<p>Si tratta di un <strong>esodo biblico</strong>, come l&#8217;ha definito qualcuno, e non era facile prevenirlo, così com&#8217;è dura trovare delle soluzioni ora, ma proviamoci ugualmente. Al momento le priorità sono due: una è ovviamente umanitaria e consiste nel prestare soccorso e rifocillare tutti gli arrivati, cercando nei limiti del possibile di non stiparli dove capita.</p>
<p>La seconda è di lanciare un segnale chiaro a tutti coloro che si apprestano a partire: <strong>non venite</strong>. E se venite vi rimandiamo indietro. Tutti gli immigrati clandestini tunisini vanno rispediti da dove sono venuti, e possibilmente dando il massimo risalto possibile all&#8217;evento. La televisione italiana è vista in tutto il Nordafrica e le notizie da quelle parti si propagano rapidamente.</p>
 <p>
È ormai evidente come la crisi di Tunisi - ormai da tempo rientrata con le dimissioni del primo ministro - non sia altro che <strong>una scusa</strong> per aprire una falla nel controllo degli sbarchi, così come è chiaro che il governo del paese non ha alcun interesse a trattenere i propri cittadini che decidono di andarsene, anzi. La situazione per molti versi ricorda quella albanese di qualche anno fa e bisogna agire di conseguenza.</p>
<p>Esistono <a href="http://www.programmaintegra.it/modules/news/article.php?storyid=3714">accordi con la Tunisia</a> stipulati nel 2009 proprio dal ministro Maroni, per quanto mi consta. Accordi che prevedono <strong>il rimpatrio nel paese d&#8217;origine entro i due mesi dallo sbarco</strong>. Che si proceda, dando ampio risalto alla cosa, in modo che chi si appresta a tirare fuori i classici mille euro per la traversata (soldi che finiscono perlopiù a organizzazioni malavitose probabilmente anche italiane) cambi idea.</p>
<p>Quanto ai libici, la situazione è ovviamente più difficile. Ma per ora sono ancora la minima parte del problema. E comunque la stabilizzazione del paese di Gheddafi non richiederà molto tempo, quindi i cittadini di quella nazionalità potranno essere rimpatriati più avanti, a fine conflitto.</p>
<p>È possibile che il Governo stia già procedendo in questo senso (dubito, visto il caos generale) ma sia che così fosse sia che no, stiamo commettendo un errore capitale a non annunciare chiaramente come stanno le cose, e cioè che nessuno di coloro che emigra clandestinamente in Italia sui barconi potrà rimanere. <strong>Tutti saranno rimandati indietro</strong>. Un messaggio semplice e chiaro.</p>
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    <title type="html">Rassegna stampa estera: Italia, Libia e immigrazione, parte seconda</title>
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      <name>Giulio Mattioli</name>
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    <published>2011-03-11T14:00:04+00:00</published>
    <updated>2011-03-11T14:00:04+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[In queste settimane, quando si racconta l&amp;#8217;Italia all&amp;#8217;estero, la si descrive soprattutto come nazione meta di flussi di immigrazione dal Nord Africa in crisi (vedi la rassegna stampa[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/9875/rassegna-stampa-estera-italia-libia-e-immigrazione-parte-seconda"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/RassegnaStampaEstera2_02.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>In queste settimane, quando si racconta l&#8217;Italia all&#8217;estero, la si descrive soprattutto come nazione meta di flussi di immigrazione dal Nord Africa in crisi (vedi la <strong><a href="http://www.polisblog.it/post/9874/rassegna-stampa-estera-italia-libia-e-immigrazione">rassegna stampa estera</a></strong> di ieri). Un fenomeno che comincia ad influire sugli equilibri politici dell&#8217;intera Unione Europea. </p>
<p><strong>Europe1</strong> ha raccontato ad esempio l&#8217;imminente visita a Lampedusa di Marine Le Pen (leader del Front National e possibile futuro presidente francese, <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/116655/la-francia-vira-a-destra-marine-le-pen-in-testa-nei-sondaggi/">stando ai sondaggi</a>) titolando &#8220;<em><a href="http://www.europe1.fr/Politique/Lampedusa-accueille-Le-Pen-avec-joie-446029/">Lampedusa accoglie Le Pen con gioia</a></em>&#8220;:  </p>
<blockquote><p>Questa visita programmata da alcune settimane ha ricevuto il via libera del ministro degli interni italiano. Ma il ministro ha avvisato che sorveglierà affinchè la visita non sia utilizzata a fini di propaganda. A Lampedusa il sindaco – membro della Lega Nord (estrema destra italiana) – plaude al viaggio della leader del Front National: “E’ il primo parlamentare europeo che si prende la briga di venire a capire sul territorio l’urgenza umanitaria alla quale Lampedusa deve fare fronte, tra mille difficoltà”. <strong>La rappresentante francese dell’estrema destra intende lanciare un messaggio politico a Lampedusa, criticando “l’incapacità dell’Unione Europea a stroncare l’ondata migratoria che colpisce l’isola di Lampedusa”</strong>.  </p></blockquote>
 <p>Sempre in tema di Maroni &#038; Lega Nord, lo svizzero <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/10831">Tages-Anzeiger</a></strong> ha ironizzato sulla pratica tutta italiana del &#8220;click-day&#8221;, facendo notare una certa contraddizione tra la linea ufficiale del partito del &#8220;pugno di ferro&#8221; contro l&#8217;immigrazione e la facilità di una regolarizzazione di massa via PC: </p>
<blockquote><p><strong>Finchè fanno i „bravi“ clandestini, cioè lavorano diligentemente e non entrano in contrasto con la legge, il soggiorno illegale è considerato un peccato veniale. In perfetta armonia con la tradizione cattolica del perdono e dell’indulgenza lo stato italiano concede periodicamente amnistie.</strong> Ora anche con le ultime modernissime tecnologie. In questi giorni è stata messa online una recentissima procedura di legalizzazione che si chiama “Click Day”: lo slogan è “In regola via computer con un solo click”. Tramite la pagina del Ministero degli Interni 303.252 extracomunitari hanno presentato richiesta per i 52.080 permessi. La maggior parte di loro vive e lavora nel nord e centro Italia, solo un terzo in Lombardia, la regione più popolosa d’Italia. La maggior parte degli accessi sono stati eseguiti da bengalesi, circa 50.000, seguiti da marocchini, indiani, egiziani e cingalesi. Ministro degli Interni e quindi responsabile del Click Day è del resto Roberto Maroni della Lega Nord, che di regola non dovrebbe andare proprio d’accordo con gli extracomunitari. Che dietro la scorza dura del cattivo leghista si nasconda un grande, tenero cuore cattolico? O è semplicemente quel pragmatismo, che contraddistingue continuamente la Lega nella sua concreta attività politica? I ben 50.000 posti sono andati a ruba in pochi secondi, ha riferito orgoglioso Maroni. Tutto è andato correttamente, senza che la rete informatica del Ministero abbia avuto degli intoppi. Lui sa bene naturalmente che la nazione crollerebbe se non ci fossero gli extracomunitari. I 250.000 e oltre, che non ce l’hanno fatta continuano a pulire, costruire e curare nella clandestinità sperando nel prossimo Click Day che arriverà puntuale come l’Amen in Chiesa.</p></blockquote>
<p>Nei Paesi Bassi <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/10838">Vrij Nederland</a></strong> ha intervistato Nichi Vendola, interrogandolo anche sul tema dell&#8217;immigrazione: </p>
<blockquote><p><strong>Il nuovo governo olandese ha il problema dell’islamizzazione ai primi posti sull’agenda politica. Come vede lei la cosa?</strong></p>
<p><strong>‘L’islamofobia è una forma di xenofobia generata dalla crisi. Come ogni forma di razzismo è anche questa alimentata da leggende e superstizioni. L’islamofobia si basa sulla minacciosa idea che l’Islam colonizzerà l’intera Europa culturalmente e religiosamente. Vista storicamente la cosa è un pensiero ridicolo e non sostanziato</strong>, soprattutto se pensi che perfino sotto l’impero ottomano non c’è stato pericolo di islamizzazione. Noi abbiamo più difficoltà nei confronti del mondo multiculturale di quanta ne avessero i nostri antenati. Il pericolo reale è il fondamentalismo in tutte le sue manifestazioni. Quel fondamentalismo lo puoi combattere solo a condizione che come prima cosa l’islamofobia sia bandita, e che la Turchia e i Paesi balcanici occidentali entrino a far parte della UE. La cosa paradossale è che proprio una società così aperta e multiculturale sia ostacolata da leader come Sarkozy e Berlusconi. Loro sono quanto di peggio potesse capitare al nostro vecchio continente. Loro sono contro l’ampliamento della UE e proprio per questo si crea una base fertile per il fondamentalismo islamico’.</p></blockquote>
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    <title type="html">Rassegna stampa estera: Italia, Libia e immigrazione</title>
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      <name>Giulio Mattioli</name>
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    <published>2011-03-10T14:00:25+00:00</published>
    <updated>2011-03-10T14:00:25+00:00</updated>
    <dc:subject>esteri</dc:subject><dc:subject>rassegna-stampa</dc:subject><dc:subject>immigrazione-clandestina</dc:subject><dc:subject>immigrazione lampedusa unione europea</dc:subject><dc:subject>rassegna stampa estera</dc:subject><dc:subject>sbarchi lampedusa</dc:subject><dc:subject>stampa estera italia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Cosa dicono i giornali stranieri dell&amp;#8217;Italia? In queste settimane il Bel Paese è visto più che altro come una nazione europea per forza di cose in prima linea nel fare i conti con la crisi[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/9874/rassegna-stampa-estera-italia-libia-e-immigrazione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/RassegnaStampaEstera2_02.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Cosa dicono i giornali stranieri dell&#8217;Italia? In queste settimane il Bel Paese è visto più che altro come una nazione europea per forza di cose in prima linea nel fare i conti con la crisi libica. </p>
<p>Lo spagnolo <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/10895">El Pais</a></strong> ad esempio si è sforzato di raccontare come i migranti che raggiungono l&#8217;isola di Lampedusa in queste settimane presentino caratteristiche molto particolari: </p>
<blockquote><p>“<strong>Sono tutti giovani, fra i 20 e i 35 anni, laureati, colti, parlano varie lingue, posseggono iphone o cellulari con i quali hanno filmato il loro viaggio. Sono persone molto diverse dai soliti immigrati</strong> che arrivano disperati da Nigeria, Somalia, Eritrea. Sono come noi. Cercano un futuro perché sanno che il loro Paese non è al loro livello. Non in questo momento” commenta Tommaso Della Longa, trentenne, portavoce della Croce Rossa.
</p></blockquote>
 <blockquote><p>Le loro condizioni sanitarie di solito sono buone. Non attraversano il diserto libico prima d’arrivare in Europa. Non aspettano mesi nel deserto. “La nave di ieri sera era piena zeppa di ragazzi. Mi sembrava una gita scolastica. Erano tanti, giovani ed eccitati”, commenta un medico dell’ONG Medici Senza Frontiere. Il centro d’accoglienza dell’isola può ospitare 850 persone in condizioni normali, ma, in casi d’urgenza – come nella situazione attuale – ha una capacità massima di 1200. “Oggi abbiamo qui 1618 persone. 8 donne e 71 minori”. Per evitare un collasso della struttura, il Ministero dell’Interno ha predisposto voli e navi giornalieri che dall’isola italiana trasportano gli immigrati ini centri secondari dove possono chiedere asilo politico e fermarsi più tempo. Centri come questi si trovano in tutto il Paese, però quelli in stato d’allerta e che ricevono il flusso dell’emergenza magrebina si trovano tutti al Sud, la maggioranza in Sicilia, Puglia e Calabria. Il ministro degli interni, Roberto Maroni, della Lega Nord, non può compromettere la sua immagine di uomo dal pugno ferro davanti all’elettorato del Nord. Nel silenzio dell’Unione Europea, queste vite umane in bilico tra il sogno del futuro e l’angoscia del passato sono nelle mani del Sud Italia.</p></blockquote>
<p>Sempre <strong>El Pais</strong> ha ricostruito la storia della colonizzazione italiana della Libia, trovando delle continuità tra quel regime e quello di Gheddafi, in un articolo intitolato significativamente &#8220;<em><a href="http://italiadallestero.info/archives/10894">Cent&#8217;anni senza Stato</a></em>&#8220;: </p>
<blockquote><p>“Quando gli Italiani sbarcano nell’ottobre del 1911, la Tripolitania è una provincia ottomana abbastanza trascurata nella quale, tuttavia, si individuano alcuni embrioni di progresso, passi avanti nell’istruzione, un inizio di stampa e persino, in certi ambienti, un crescente desiderio di unificazione con la Cirenaica. L’arrivo degli Italiani, che applicano il classico divide et impera, interrompe questo processo e congela la società locale. La Libia resta indietro”, spiega Nicola Labanca, professore dell’Università di Siena specializzato in storia coloniale italiana. (..) “In secondo luogo”, prosegue Lobanca, “gli Italiani decidono di non diffondere l’struzione. Scelgono di disgregare la classe dirigente locale che si sta formando. L’Italia non istituirà mai un’università in Libia. Le potenze coloniali liberali lo avevano fatto, e spinsero i figli della classe dirigente locale a studiare nella capitale. Nel caso dell’Italia in Libia non fu così. Bisogna tenere presente che il colonialismo italiano, a differenza di quello britannico o francese, è fondamentalmente un colonialismo fascista, con una profonda ideologia razzista”. Benito Mussolini salì al potere nel 1922. (..) <strong>L’Italia reprime, evita di educare e non getta le basi per una vita istituzionale. Con le debite differenze, c’è una certa continuità in queste politiche con la monarchia di Re Idris e, soprattutto, con il regime di Gheddafi</strong>, che non prevede un Parlamento e mantiene le Università in uno stato di asfissia letale.</p></blockquote>
<p>In Germania <strong><a href="http://italiadallestero.info/archives/10893">Der Spiegel</a></strong> ha illustrato quanto sono stretti i legami tra il nostro paese e la Libia di Gheddafi: </p>
<blockquote><p>L’italiano è stato a lungo fedele al suo amico trans mediterraneo. Ancora nelle scorse settimane, quando Gheddafi ordinava di sparare e bombardare sui cittadini, Berlusconi si era rifiutato di pronunciare una parola di critica. L’Italia ha bloccato, ancora lunedì scorso, le manovre dell’Ue contro gli eccidi a Tripoli. Solo dopo notevoli pressioni avanzate nel corso della settimana da Washington – il ministro degli esteri statunitense Hilary Clinton aveva più volte chiamato Roma – Berlusconi ha ceduto. In maniera però eccessiva: Gheddafi è matto, riporta il quotidiano La Repubblica citando Berlusconi, potrebbe persino lanciare razzi contro l’Italia. <strong>Le ripercussioni per l’Italia sono enormi, anche senza la vendetta di Gheddafi. L’economia è dominata da un clima di preoccupazione. La Libia non è solo fornitrice di materie prime e importante acquirente di prodotti finiti italiani, ma è anche comproprietaria con molti imprenditori italiani.</strong> Con il 7.2 % delle azioni, lo stato nordafricano è anche il maggior azionista dell’UNICREDIT. Il vicepresidente dell’istituto bancario è quindi un libico, capo della banca centrale di Tripoli, Farhat Bengdara che però attualmente è irreperibile. Dieter Rampl, presidente dell’UNICREDIT ha dichiarato che non si hanno notizie di Bengdara. La Libia è comproprietaria del gruppo Finmeccanica per le tecnologie e costruzioni per la difesa, oltre che dell’ENI. E persino circa il 7% della mitica Juventus appartiene allo stato nordafricano. Le quote percentuali dei libici in verità sembrano limitate – di Finmeccanica sono solo il 2% e dell’Eni appena poco più. La questione è nascosta nella reciproca dipendenza.
</p></blockquote>
]]></content>
    

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    <title type="html">Esodo di massa dalla Tunisia all&#039;Italia. Che fare?</title>
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    <author>
      <name>Luca Landoni</name>
    </author>
    <published>2011-02-14T11:10:07+00:00</published>
    <updated>2011-02-14T11:10:07+00:00</updated>
    <dc:subject>immigrazione-clandestina</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In seguito alla crisi politico del paese tunisino in questi ultimi giorni si sono moltiplicati i tentativi di fuga dal paese, e naturalmente il paese privilegiato in questo senso è l&amp;#8217;Italia,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/9674/esodo-di-massa-dalla-tunisia-allitalia-che-fare"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/tunisia.gif" class="post-h" border="0" width="432" height="276" alt="" /><br clear="all" />In seguito alla crisi politico del paese tunisino in questi ultimi giorni si sono moltiplicati i tentativi di fuga dal paese, e naturalmente il paese privilegiato in questo senso è l&#8217;Italia, dati i pochi chilometri di distanza dalle coste del paese nordafricano a Lampedusa.</p>
<p>Come sempre siamo dunque stretti tra l&#8217;incudine e il martello. da una parte i profughi in fuga generano un&#8217;emergenza umanitaria che non è possibile ignorare. Dall&#8217;altra non possiamo permetterci cedimenti nella <strong>linea della fermezza</strong> fortemente sostenuta dal ministro Maroni, e che ha consentito la drastica riduzione degli sbarchi, ormai vicini allo zero.</p>
<p>In questo senso va inteso il <strong>blocco del Cie</strong> del&#8217;isola, con trasferimento conseguente di tutti gli arrivati in Sicilia. Ora, data l&#8217;emergenza il centro di accoglienza verrà riaperto, ma è una manovra pressoché disperata vista la situazione.</p>
<p>E allora lo chiediamo ai nostri lettori. Voi che fareste?</p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Immigrazione: perchè il Click day è una truffa e non funziona</title>
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      <name>davide f.</name>
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    <published>2011-02-08T12:33:00+00:00</published>
    <updated>2011-02-08T12:33:00+00:00</updated>
    <dc:subject>interni</dc:subject><dc:subject>immigrazione-clandestina</dc:subject><dc:subject>click day</dc:subject><dc:subject>click day immigrazione</dc:subject><dc:subject>immigrazione italia</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>regolarizzazione immigrati</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[A una settimana dal Click day - l&amp;#8217;assurda procedura attraverso cui lavoratori stranieri possono chiedere il permesso di soggiorno, e badate bene, lavoratori che in teoria non sono ancora in[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.polisblog.it/post/9622/immigrazione-perche-il-click-day-e-una-truffa-e-non-funziona"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/migranti_06.jpg" class="post" border="0" align="left" width="187" height="280" alt="indymedia" /> A una settimana dal <strong>Click day</strong> - l&#8217;assurda procedura attraverso cui lavoratori stranieri possono chiedere il permesso di soggiorno, e badate bene, lavoratori che in teoria non sono ancora in Italia - è tempo di fare l&#8217;ennesimo triste bilancio del <a href="http://www.stranieriinitalia.it/attualita-il_testo_del_nuovo_decreto_flussi_12139.html">decreto flussi</a>, un meccanismo irreale basato sul principio della truffa.</p>
<p>Nonostante la Bossi-Fini - <a href="http://www.polisblog.it/tag/bossi-fini">come abbiamo visto</a> -  sembri avere i giorni contati per i contrasti con la <strong>Direttiva rimpatri</strong> dell&#8217;Unione Europea (2008/115/CE del 16 dicembre 2008), continuano i danni prodotti da questa legge. Sulla pelle delle persone.</p>
<p>Per capire perché il Click day non funzioni non serve essere dei tecnici. Innanzitutto di base c&#8217;è l&#8217;assurdità di pensare che i richiedenti siano i datori di lavoro e non i lavoratori; in più lavoratori nel loro paese e non già in nero in Italia. Questo vuol dire che un immigrato che si mette in regola con il click day deve tornare in patria, spendendo migliaia di euro, recarsi all&#8217;ambasciata e ritornare in Italia fingendo di non esserci mai stato.</p>
 <p>Il Click day è  una procedura che impiega anni ad essere espletata, ciò vuol dire che ci sono cittadini stranieri che stanno ancora aspettando risposte per il Click Day del 2009. E provano a farlo un&#8217;altra volta senza sapere come è terminato quello di due anni fa. </p>
<p>Per altro basta fare un salto nelle questure, dove il personale subisce continuamente tagli, per capire quanto drammatica sia la situazione: 650 lavoratori interinali sono stati licenziati lo scorso luglio, mentre per altri contratti in scadenza a fine 2010 c’è da attendere l’esito del <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&#038;datagu=2010-12-29&#038;task=dettaglio&#038;numgu=303&#038;redaz=010G0251&#038;tmstp=1293710503907">decreto Milleproroghe</a>.</p>
<p>Ha dichiarato Pietro Massarotto presidente del <a href="http://www.naga.it/">Naga</a>:</p>
<blockquote><p>Anche quest&#8217;anno si è verificato nuovamente il solito doppio paradosso: in primo luogo la domanda viene avanzata da persone che sono già sul territorio e che teoricamente dovrebbero essere nel loro Paese di origine e secondariamente la domanda viene fatta da loro stessi e non dal datore di lavoro che vorrebbe assumerli. Inoltre non possiamo non mettere in luce la sproporzione numerica tra le domande che verranno inviate e il numero, molto più esiguo, d&#8217;ingressi previsti dal decreto. Infine è possibile ammettere che la vita dei cittadini stranieri sia appesa alla velocità di un click? Riteniamo che sia un meccanismo inaccettabile e assolutamente distante dalla realtà.</p></blockquote>
<p>Una volta c&#8217;erano le code chilometriche alle poste, oggi i click. Sono 400.000 le domande arrivate al ministero, 98.000 i posti disponibili, ma per capire realmente questi numeri bisogna considerare le domande inevase degli anni precedenti e i ritardi nelle risposte ai Click day passati.</p>
<p>Senza contare che questa assurda procedura danneggia anche i datori di lavoro oltre che i cittadini stranieri. In quanto datore di lavoro, se ci vogliono anni per regolarizzare un lavoratore (ma la persona che lavora serve subito), chi me lo fa fare di regolarizzare il lavoratore? Lo tengo in nero. </p>
<p>E così il decreto flussi diventa anche un ottimo sponsor per il lavoro in nero, che in Italia fa da padrone e continuerà ad esserlo sempre più fin quando chi fa le leggi si preoccuperà di propaganda e non del reale stato delle cose. Vedi l&#8217;introduzione del reato di immigrazione clandestina (delinquo in quanto sono straniero).</p>
<p>Dice Piero Soldini, responsabile immigrazione della <a href="http://www.cgil.it/">Cgil nazionale</a>:</p>
<blockquote><p>
Se il ministero ha indubbiamente migliorato le procedure che riguardano la fase di presentazione delle domande resta avvolto nel mistero quello che avviene dopo, nel momento cioè in cui le domande vengono vagliate. Qui i criteri rimangono imperscrutabili e magari basta avere un computer più potente o una particolare linea adsl per vedere la propria domanda arrivare prima. Insomma il sistema rimane oscuro e come tale produce discriminazioni. </p>
<p>Molti datori di lavoro non potranno attendere un periodo così lungo per la formazione delle graduatorie e come già accaduto in precedenza molti di questi posti di lavoro si perderanno per strada e dunque i nulla osta effettivi e i conseguenti contratti di soggiorno saranno sicuramente di meno anche delle quote previste. Per governare i flussi ci vogliono sistemi più aperti e flessibili. Serve un confronto tra tutte le parti sociali e gli enti locali per trovare una soluzione. </p></blockquote>
<p>Proposte per uscire da questa situazione assurda e dolorosa per gli immigrati ce ne sono. La Cgil per esempio propone una programmazione dei flussi per un arco di tre anni, all’interno della quale gli ingressi devono essere fluidi e non concentrati in questi click day. Continua Soldini:</p>
<blockquote><p>Secondo noi deve essere possibile anche una quota di ingressi per ricerca di lavoro, magari garantita da uno sponsor come previsto nel dispositivo pensato nel progetto Ferrero-Amato dell’ultimo governo di centro-sinistra.</p></blockquote>
<p>Il sistema degli sponsor prevedeva un periodo di tempo, per esempio un anno, in cui il lavoratore straniero potesse cercare un lavoro, e non la ridicola pretesa che uno straniero arrivi con il lavoro già trovato.</p>
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