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Immigrazione clandestina

Bossi-Fini e Direttiva Ue sulle espulsioni: il Tribunale di Milano ricorre alla Corte di Giustizia Europea

pubblicato da davide f. in: Interni Immigrazione clandestina


Vi avevamo parlato non più di una settimana fa del panico creatosi al Viminale a causa della direttiva europea 2008/115/CE del 16 dicembre 2008, ovvero la “direttiva rimpatri” che cozza palesemente con la legge italiana sull’immigrazione.

Alle parole imbarazzate del sottosegretario alla giustizia Mantovano (”Comunque al Viminale è in corso uno studio sulla portata della direttiva e sulle sue conseguenze sul meccanismo delle espulsioni e sul profilo penale della mancata osservanza del divieto di espulsione”) è seguito un silenzio ancor più imbarazzante da parte dell’intera squadra di governo.

I giudici di Torino e Firenze avevano già scelto la loro linea, disapplicando la legge italiana per contrasto con la direttiva europea: diversa è stata la decisione del Tribunale di Milano, che non solo ha deciso di sospendere il procedimento in corso nei confronti di un cittadino senegalese, ma constatando la non possibile coesistenza della direttiva con la legge ha mandato il tutto alla Corte di Giustizia Europea.

Immagine|Flickr

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La Bossi-Fini a rischio estinzione: panico al Viminale

pubblicato da davide f. in: Interni Immigrazione clandestina

maroni Nonostante il ciclone Ruby sembri aver spazzato via tutto il resto del mondo mediatico e non, qualche notizia molto interessante fa capolino nei pochi spiragli lasciati dalla bunga bunga mania.

La famigerata Bossi-Fini, legge sull’immigrazione che tanti danni ha fatto esercitando una insulsa e violenta propaganda sulla pelle degli immigrati a dispetto del nome che porta del presidente della camera - ora un “pentito” della legge - si sta autoespellendo da sola.

In mancanza di un governo in Italia che si occupi di problemi veri, ci pensa l’Unione Europea a lanciarci una ciambella di salvataggio. Ma andiamo per ordine. Il 24 dicembre scorso entra in vigore la direttiva europea 2008/115/CE del 16 dicembre 2008, meglio nota come “direttiva rimpatri”, che entra in contrasto con la normativa nazionale e porta a smontare parti importanti della Bossi-Fini, visto il carattere vincolante delle normative europee (articolo 117 della Costituzione). Cosa succede quindi?

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Donna uccisa a pugni nella metropolitana di Roma: l'articolo che leggereste oggi se...

pubblicato da Giulio Mattioli in: L'Italia fa schifo Dichiarazioni Immigrazione clandestina


Romena Infermiera uccisa, scatta l’arresto. Burtone Cassian prelevato dai carabinieri.

Non si placano le polemiche attorno al caso della donna rumena giovane infermiera Marisa Rossi morta in seguito a un litigio con uccisa a pugni dal ventenne Alessio Burtone clandestino romeno Samir Cassian.

Ieri i carabinieri hanno prelevato Burtone Cassian dalla sua abitazione dove stava scontando gli arresti domiciliari. Vivace la reazione degli abitanti del quartiere, che hanno applaudito ironicamente e insultato le forze dell’ordine, ripetendo in coro “Alessio libero!” “Pena di morte!”.

Molti vicini hanno anche espresso la preoccupazione l’auspicio che Alessio Cassian abbia vita dura in carcere. “Temiamo che Speriamo che venga picchiato dagli altri detenuti!”.

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Dal Festival di Internazionale a Ferrara: Uno spettro si aggira per l'Europa, i musulmani europei e le guerre di identità

pubblicato da Francesco in: Immigrazione clandestina

Un po’ a causa dell’istinto naturale al timore per l’ignoto, per l’altro, un po’ per una sempre meno latente ignoranza diffusa, un po’ anche per la sempre più programmatica ed efficace distorsione della realtà da parte dei mezzi di comunicazione, sta di fatto che in Europa da qualche anno – e lo dimostra la crescita costante dei partiti xenofobi – si è diffusa e si ben radicata oramai la paura, oserei direi quasi il terrore verso l’Islam e verso i musulmani.

Siano essi ospiti, siano essi cittadini, siano essi musulmani convertiti, la paura è sempre la stessa e viene cavalcata da gran parte dell’attuale scenario politico, e non solo da destra, è la paura dell’Islamizzazione dell’Europa e con essa della decadenza, lenta o rapida che sia, dei valori chiave su cui fondiamo il nostro vivere civile, vale a dire la laicità – intesa come netta separazione tra stato e religione – e la tutela della libertà individuale.

Ma è questa presunta Islamizzazione è davvero un pericolo? E’ davvero una dinamica che, presto o tardi, innescherà il suo irrimediabile processo? Sul palco del Teatro Comunale di Ferrara, davanti ad un pubblico numeroso – altrettanto è rimasto fuori ad assistere dal maxischermo – ne hanno discusso a lungo Tariq Ramadam, il maggiore islamologo europeo, Ian Buruma, giornalista olandese, e Olivier Roy politologo francese.

Ne è emerso un quadro ovviamente complesso e molto stimolante, un quadro la cui soluzione però non è propriamente a portata di mano, almeno non per un dibattito di un paio d’ore. Anche perché una vera soluzione a alla questione sarà solo il tempo a definirla, e purtroppo dipenderà dal destino e dalle pieghe della crisi economica e di valori che sta investendo l’Europa, una crisi di cui ancora non vediamo la fine.

di Andrea Coccia

Maroni e la Libia, pescherecci e clandestini: su chi è lecito sparare?

pubblicato da Giulio Mattioli in: Dichiarazioni Roberto Maroni Immigrazione clandestina


La vicenda del peschereccio siciliano crivellato di colpi da una motovedetta libica con a bordo anche militari italiani - e per di più forse donata dal nostro paese - ha sollevato polemiche perchè è sembrata emblematica, dopo la recente e discussa visita di Gheddafi, di quella che Fini ha definito la nostra “genuflessione” verso lo stato nordafricano.

L’essenza della questione è stata catturata perfettamente da una freddura di Quink: “Peschereccio italiano mitragliato da motovedetta libica. Gheddafi ha prontamente accettato le nostre scuse“.

Le dichiarazioni di oggi del ministro Maroni riportate da vari quotidiani - “immagino che abbiano scambiato il peschereccio per una nave con clandestini” - ci rivelano però la vera ragione e l’autentica posta in gioco dell’intera vicenda.

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Amnesty International contro il folklore di Gheddafi

pubblicato da Giovanni Molaschi in: Interni Immigrazione clandestina


Chi in queste ore sta raccontando al Paese il soggiorno italiano di Gheddafi ha deciso di omettere dalle proprie cronache la contestazione che Amnesty International ha deciso di fare al colonnello attraverso una lettera pubblica inviata a Silvio Berlusconi.

Secondo l’associazione umanitaria il Presidente del Consiglio dovrebbe affrontare con l’esponente libico quanto sta accadendo nel proprio paese dove, stando alle informazioni diffuse dalla stessa Amnesty International, si persiste a torturare i prigionieri.

Libertiamo di Benedetto Della Vedova, omettendo quanto denunciato da Amnesty International, ha deciso di spiegare il benvenuto circense dato all’esponente politico fornendo ai propri utenti informazioni riguardanti l’accordo commerciale che l’Italia ha stipulato con la Libia.

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Toscana: la Corte Costituzionale boccia il ricorso del Governo Berlusconi contro Enrico Rossi

pubblicato da Giovanni Molaschi in: Interni Immigrazione clandestina


Tutti i presunti ragionamenti elargiti dagli esponenti politici scompaiono davanti all’attualità. Durante lo scorso fine settimana la Corte Costituzionale si è espressa a favore di Enrico Rossi e della sua capacità amministrativa in Toscana dove lavora in qualità di Presidente di Regione.

La gestione, in quota Pd, di Rossi era stata contestata dal Governo Berlusconi secondo il quale la tutela locale dei cittadini stranieri a scapito delle persone italiane i cui diritti, stando a quanto sostenuto dall’amministrazione nazionale, erano messi in pericolo da chi in Italia arrivava come rifugiato.

“La Corte costituzionale - sostiene Enrico Rossi a Repubblica - ha dichiarato inammissibile e non fondato il ricorso del Governo Berlusconi sulla Legge regionale che norma l’accoglienza, l’integrazione e la tutela dei cittadini stranieri in Toscana. E’ una vittoria della ragione e della civiltà.

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"Il Pd vuole meno immigrati" e subito scoppia la polemica

pubblicato da Christian De Mattia in: Dichiarazioni Dì qualcosa di sinistra Echi dalla Blogosfera Immigrazione clandestina

Il manifesto qui a lato, ad opera della sezione del Pd delle Marche, sta creando scalpore ma anche indignazione. Il Partito in regione accusa il Governo di aver portato più disoccupazione, meno sicurezza per i cittadini e troppi immigrati. Proprio quest’ultimo riferimento ha fatto storcere il naso a molti commentatori e anche politici del Pd. Il punto è: il Pd che ha accusato nei mesi il Governo di una politica troppo intransigente e pesante nei confronti dell’immigrazione (con il crollo, per esempio, degli sbarchi sulle coste) ora si lamenta che ci sono troppi immigrati per le strade italiane?

E’ Giuseppe Civati, giovane esponente del Pd, a lamentarsi per primo di questo manifesto sul suo noto blog (segnalando anche un video che spiega i motivi di questa propaganda marchigiana) chiedendo l’immediato ritiro del manifesto e di controllare i dati, perché non è affatto vero che gli immigrati siano raddoppiati.

E in rete subito è scattata indignazione con numerosi blog molto seguiti pronti a criticare questa virata in salsa leghista come ha fatto il giornalista dell’Espresso, Gilioli, sul suo Piovono Rane in maniera molto dura “il Pd delle Marche spende i suoi soldi per lamentare la crescita dell’immigrazione e chiedendosi dove sono finite le ronde. La nobile campagna è firmata dal senatore Palmiro Ucchielli, ex Pci, segretario regionale del partito: e ho una leggera nausea all’idea che questo, in teoria, dovrebbe rappresentare anche me”.

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Immigrazione: l’Inps ringrazia i lavoratori extracomunitari

pubblicato da Giovanni Molaschi in: Interni Immigrazione clandestina

Il 28% dei disoccupati stranieri sarebbe già pronta a tornare nel proprio paese d’origine. In Italia, secondo quanto sostenuto da Andrea Stuppini per lavoce.info, rimarrebbero solo nel caso in cui riuscissero a trovare un lavoro nei prossimi sei mesi.

La notizia ha una rilevanza politica poiché il Governo non ha previsto un rimborso per questi lavoratori che prima di ipotizzare un ritorno in patria, con le proprie occupazioni, hanno fornito all’Inps 200 milioni di euro.

Questa situazione si sarebbe venuta a creare dopo l’approvazione della legge Bossi/Fini secondo la quale un lavoratore, in assenza di un accordo specifico con il paese d’origine, lascerebbe all’Italia i propri contributi nel caso in cui decidesse di ritornare in patria.

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"I clandestini delinquono". Moratti spara, la sinistra insorge

pubblicato da Luca Landoni in: Immigrazione clandestina Visto da destra


Grande clamore ha sollevato una dichiarazione resa ieri in conferenza stampa dal sindaco di Milano Letizia Moratti (qui ne parliamo su 02blog). Si tratta di una vecchia polemica, ma molto significativa per capire quanto le posizioni di destra e sinistra siano tuttora inconciliabili su problemi come delinquenza e immigrazione.

La Moratti di fatto ha scoperto l’acqua calda, affermando che i clandestini se non hanno un lavoro di norma delinquono. Un dato che potrebbe persino apparire scontato ai più, dato che se non hanno mezzi di sussistenza in qualche modo dovranno pure arrangiarsi. Quindi o vivono alle spalle di qualcuno che li aiuta o si danno all’accattonaggio (pur esso un reato) o commettono reati più gravi.

Tanto è bastato tuttavia per provocare l’insorgenza delle anime belle, con il consueto campionario di buonismo, del tipo: “anche gli italiani delinquono, è razzismo” ecc. ecc. Ma alla realtà bisogna guardare in faccia. È ovvio che anche gli italiani commettono reati, e nessuno ce l’ha con i clandestini in quanto tali, ma se non si creano le condizioni perché possano rimanere in Italia onestamente non possono che accrescere il tasso di delinquenza del nostro paese.

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