
A seguito di un’inchiesta condotta da una giornalista della Stampa, che con il proprio lavoro ha testimoniato una volta di più che la pillola abortiva RU486 può essere acquistata dalle donne italiane con molta più facilità di quanto si pensi, il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha precisato che il ricovero è obbligatorio per tutte le donne che intendano abortire con il medicinale.
La posizione del nostro paese, sull’argomento, è molto distante dalle linee guida europee che non prevedono le ristrettezze italiane adottate basandosi su un cavillo della legge 194 che non prevede la domiciliazione dell’aborto.
Contro Ferruccio Fazio ha dissentito pubblicamente Livia Turco (Pd) secondo la quale il ricovero preventivo è stato deciso non per fini scientifici. La degenza non aiuterebbe, secondo l’ex Ministro, le donne che non vogliono abortire pubblicamente.
Serata di fuoco: perché come previsto, il Governo ha chiesto la fiducia, ieri, sul legittimo impedimento. E oggi, alle 20, è previsto il voto finale sulla misura che terrà lontano dai tribunali Silvio Berlusconi, Primo Ministro sul quale è cucita addosso la norma. Primo Ministro in calo di popolarità e furente per il pasticcio laziale, ma pur sempre capo del governo.
Per quanto riguarda l’iter delle votazioni, oggi il primo voto sarà alle 17, il secondo alle 18 e l’ultimo alle 20. L’atmosfera, tra i banchi del parlamento, non è delle migliori. I senatori Idv che restano seduti sotto gli scranni dei relatori, tenendo una copia della Costituzione in mano. Un paio di volte è mancato il numero legale, Alfano ora si è assentato, tornerà dopo un incontro.
Berlusconi in aula? Non si è visto: malgrado la sua presenza fosse stata richiesta dall’opposizione. Al momento in aula, rappresentano il governo i due sottosegretari alla Giustizia Giacomo Caliendo ed Elisabetta Casellati. PdL tranquillo quindi: un’altra norma ad personam è destinata a passare in scioltezza.
Se volete saperne di più, tempo fa avevamo dedicato un piccolo speciale al legittimo impedimento.

Due settimane fa avevamo sottolineato l’importanza del decreto milleproroghe per quanto riguarda l’editoria e per la sopravvivenza di più di novanta testate d’informazione, con al centro il diritto soggettivo, di cui era prevista l’abolizione.
Come auspicato il governo ha fatto retromarcia, anche se non completamente. La Camera ha votato si al ripristino per il 2009 del diritto soggettivo ai fondi, e ieri il Senato ha confermato il cambiamento. Il Milleproroghe è ora legge dello stato. Vediamo un attimo quali sono i punti cardine del testo approvato in via definitiva.
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Stamane Guido Bertolaso,a Mattino 5, ha avuto modo di spiegare un’altra volta la sua versione dei fatti. Versione in cui si discolpa, senza però fare chiarezza sui rilievi mossi dalla Procura di Firenze che ha fatto partire l’inchiesta. Se Bertolaso, come probabile, uscirà pulito da questa storia, non si può prevedere cha accada lo stesso agli altri imprenditori coinvolti nell’inchiesta. Ecco cosa ha spiegato:
“Io non ho mai assegnato nessun appalto. Ogni volta che abbiamo fatto dei lavori abbiamo affidato alle istituzioni pubbliche e competenti questo genere di incombenza. Balducci non è stato il mio vice, ma è stato molto più importante, è il Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, il massimo organo del Ministero delle infrastrutture del nostro paese, che fa grandi opere, appalti e realizza le opere principali. Anemone ha vinto una gara che è stata organizzata dall’ingegner Balducci; io ho avuto rapporti con Anemone come ne ho con tanti altri imprenditori e quando li incontro li incentivo a fare meglio, presto e bene. Quando incontravo Anemone gli dicevo le stesse cose: lui è stato coinvolto in una delle sfide più importanti e cioè realizzare alla Maddalena un centro congressi, alberghi, un polo nautico e velico tra i più importanti del Mediterraneo”
per carità, avranno anche fatto in fretta alla Maddalena, ma intanto, la meravigliosa isola sarda, è ridotta a una specie di cadente villaggio fantasma. Bertolaso ha poi concluso ribadendo di nuovo che il suo mandato è nelle mani di chi ci governa.

Chissà come si sarà sentito Pierferdinando Casini, leader dell’Udc (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro) leggendo le ultime dichiarazioni pubbliche fatte dal Cardinal Tarcisio Bortone, secondo il quale in Italia serve una nuova generazione di politici cattolici.
“Una nuova generazione - ha dichiarato il prelato - di politici cattolici che assumano l’impegno di iniettare buona e nuova linfa nella società, orientandola alla virtù, con rettitudine e discernimento alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa”.
Brutto colpo per Pierferdinando Casini che non viene più considerato neanche dai suoi più ragionevoli fans. A cosa è servita la candidatura (alle Europee) di Magdi Allam (giornalista islamico la cui conversione al cattolicesimo si è consumata in diretta televisiva durante una cerimonia pasquale)? Servirà a qualcosa la candidatura di Paola Binetti in Umbria?
E’ tornata al centro dell’attenzione la questione TAV, e con essa il modello di gestione dello scontro e della protesta da parte dello Stato italiano. Le prime avvisaglie non sono per nulla confortanti: un giovane manifestante, Simone, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Molinette di Torino, anche se le ultime notizie lo danno fuori pericolo di vita.
I fatti: mercoledì, ore 17, una parte dei No Tav improvvisa un piccolo corteo verso la trivella appena arrivata al cantiere, gli altri invece si ritrovano alla stazione di Porta Susa per un presidio informativo. Il primo gruppo, arrivato alla trivella, viene a contatto con la polizia (nel video), è qui che Simone viene colpito più volte e cade; un altra donna viene ripetutamente colpita al volto, ad una ragazza spaccano letteralmente la faccia.
Il movimento No Tav, descritto da praticamente tutti i media come un gruppo di chissà quali facinorosi irresponsabili e violenti, è in realtà un gruppo di cittadini semplicemente consapevoli dei loro diritti e del dovere di salvaguardare la loro terra da scempi e speculazione edilizia. La risposta dello Stato italiano, in un clima mediatico osceno è questo: repressione, repressione e ancora repressione. Vediamo le prime reazioni politiche.
Continua a leggere: No Tav: scontri e feriti, l'inizio della lunga notte della Val di Susa

Ognuno, dalle dichiarazioni riportate dalle agenzie, capisce quel che vuole. E poco più. Gianni Letta (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio), parlando della Protezione Civile, non ha sostenuto che per il momento la privatizzazione verrà bloccata.
Nel suo intervento, ripreso dal Corriere della Sera, si è limitato a dire che l’ente rimarrà pubblico il che già si sapeva visto che lo Stato sarà il socio di maggioranza, nonché l’unico per il momento, della neonata Spa.
L’esponente politico non ha parlato di una posticipazione della trasformazione della natura della Protezione Civile malgrado l’invito fatto, sull’argomento, da persone appartenenti al suo stesso schieramento politico.
Continua a leggere: Privatizzazione della Protezione Civile: è scontro nella maggioranza

Ci sono storie di cronaca locale che devono, necessariamente, diventare d’interesse nazionale. Gli scontri registrati, lo scorso sabato, a Milano tra extracomunitari, come documentato dai colleghi di 02blog.it, cosa rappresentano?
Sostenere che v.le Padova sia la dependance di Rosarno, dove nelle scorse settimane un gruppo di lavoratori immigrati si ribellarono ai residenti a causa del trattamento schiavista a loro riservato, è sbagliato.
Sono diverse le persone coinvolte e le motivazioni alla base degli scontri. Tanto quanto l’amministrazione di Rosarno anche quella milanese, reduce da uno scandalo per tangenti, ha sbagliato non garantendo ai cittadini quella sicurezza al centro di interminabili campagne elettorali.
Continua a leggere: Rosarno - Milano solo andata, passando per v.le Padova

A un paese per poter crescere serve poco. Davvero poco. Cervelli, come testimoniato da Internazionale (e dal reportage a cui è dedicata la copertina). E infrastrutture per permettere a persone, pensieri e progetti di essere dinamici per davvero.
Chissà poi perché in Italia né la prima, né la seconda, risorsa viene utilizzata. Evidentemente gli attuali amministratori pensano che sia più importante il corpo. Non ci spiegherebbe altrimenti l’incongruenza di Roberto Castelli.
Dopo aver denunciato, seppur molto male, i limiti dell’Alta Velocità il Viceministro delle infrastrutture ha proposto (come riportato dai colleghi di autoblog.it) di tassare anche le strade statali.
Continua a leggere: Roberto Castelli propone di tassare le strade statali

Clamoroso sviluppo nel caso Angelo Balducci. Dopo l’arresto del collaboratore di Bertolaso in quanto soggetto attuatore del G8 alla Maddalena - Molaschi ne ha parlato nel primo pomeriggio - sono trapelate le prime notizie sul capo della Protezione Civile indagato a sua volta.
L’ufficio di Bertolaso è stato perquisito, e poco dopo il sottosegretario ha annunciato “di aver messo a disposizione del presidente del consiglio tutti gli incarichi” per non intralciare le operazioni. Il Governo, per bocca di Gianni Letta, ha comunque confermato in lui stima e fiducia.
Naturalmente la questione si intreccerà ora con l’iter ministeriale intrapreso da Bertolaso e ovviamente si sprecheranno i commenti politici e le illazioni sulle origini della vicenda. In una politica nazionale che da sempre si nutre di dietrologia non ci si può non domandare come mai la bomba scoppi proprio ora che l’attuale sottosegretario e capo della Protezione civile sta per avere un proprio dicastero…
Ma lasciamo lavorare la magistratura.