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La Destra

La Destra di Storace entra nel Governo: Musumeci sottosegretario

pubblicato da Luca Landoni in: Francesco Storace La Destra


Nuovo allargamento per la compagine governativa, con l’ingresso della Destra di Francesco Storace. Sarà Nello Musumeci il rappresentante di partito dell’ex-governatore del Lazio a ricoprire il ruolo di sottosegretario nell’esecutivo.

Si completa così ilo rientro dei transfughi di destra aperto da Daniela Santanché, che si riunisce dunque sotto la stessa bandiera del suo ex-segretario Storace col quale si era lasciata in modo piuttosto burrascoso.

Berlusconi ha espresso soddisfazione riguardo all’accaduto, anche se rimane da capire come le posizione de La Destra si possano conciliare con quelle della Lega Nord. Di fatto comunque il Governo guadagna qualche altro numero per respirare in vista di una fase che si preannuncia piuttosto complicata.

Fini, Storace, Bossi e Berlusconi. Chi è veramente di destra?

pubblicato da Luca Landoni in: La Destra Popolo delle Libertà PDL Lega Nord Futuro e Libertà


Dei fatti abbiamo discorso più volte. Dopo la svolta di Mirabello evidentemente non c’è più possibilità di dialogo tra Fini e il Pdl e anche se nella riunione di Arcore Berlusconi nicchiava di fronte al pressing di Bossi, si andrà certamente a elezioni anticipate. Quando? Presumibilmente a metà novembre o giù di lì.

Ma l’elettore di destra, che in questo paese ha una forza numerica preponderante, perlomeno a giudicare dai risultati degli ultimi anni, da chi si sente maggiormente rappresentato? Prendiamo un attimo in esame i 3 maggiori leader dell’area che un tempo si sarebbe definita conservatrice, più il capo della Destra Francesco Storace, escludendo tutte le forze fasciste o parafasciste che di destra non hanno neanche l’ombra (parlo di Forza Nuova e compagnia bella).

Partendo proprio da Storace, oseremmo dire che il suo partito di destra ha solo il nome e poco più. Vero che cavalca alcune idee care ai liberali come la sicurezza, ma fondamentalmente si richiama ai valori del vecchio Msi post-fascista e filorepubblichino che ha sempre guardato con sospetto al sistema capitalista e mantiene una vecchia serie di pregiudizi sull’atlantismo, il ruolo dell’America, la questione israelo-palestinese eccetera. Per questa ragione non ha nessuna possibilità di crescita e non rappresenterà mai il ceto liberalborghese.

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Il Pdl perde il capogruppo al Comune di Roma: Dario Rossin passa con La Destra

pubblicato da paganini in: La Destra Popolo delle Libertà PDL


Sono certo che la maggioranza dopo questa ulteriore prova di coesione potrà ripartire ancora più compatta e svolgere sempre più proficuamente i compiti che la attendono. Con queste parole, che oggi potremmo definire profetiche, Gilberto Casciani, capogruppo della Lista civica Amore per Roma, salutava la conferma di Dario Rossin alla guida dei consiglieri comunali del Pdl a Roma. Era il gennaio del 2009.

Dopo appena un anno il passaggio di Rossin tra le fila de La Destra rappresenta, dopo il caos delle firme per la presentazione delle liste alle regionali, un altro segnale di pessima salute per il Popolo della libertà in terra laziale. E le parole con cui Rossin saluta il suo ex partito lasciano poco spazio all’ottimismo: “Lascio un gruppo consiliare frammentato, una giunta comunale che va spesso e volentieri in corto circuito ed un partito che ha ribadito la sua inefficienza alle ultime elezioni non presentando le liste del Pdl e ammazzando così un’intera classe dirigente”.

Per il sindaco Alemanno, secondo cui non è accettabile che un onorevole possa dall’oggi al domani passare ad essere capogruppo Pdl a capogruppo de La Destra, senza una minima pausa di riflessione, la scelta di Rossin si spiega con l’imminenza di un sua sostituzione come capogruppo, a cui l’ex consigliere del Pdl avrebbe reagito anticipando platealmente il dissenso col proprio partito.

Verso le Elezioni Regionali: la Destra svolta in direzione Pdl

pubblicato da paganini in: La Destra Popolo delle Libertà PDL Regionali 2010


L’apparentemente lento avvicinarsi delle elezioni regionali del 2010 continua a stimolare le dinamiche politiche romane. Dopo la Dca di Rotondi, che ha generosamente messo a disposizione il suo 1% di voti a sostegno del Pdl, ora tocca alla Destra di Francesco Storace virare verso il Popolo della libertà, dopo “quasi un anno e mezzo trascorso senza comunicazione e in un clima di ostilità”.

I motivi del riavvicinamento Storace li spiega così: “la politica è fatta più di prospettiva che di rancore. Abbiamo voluto andare a tastare il terreno in vista di elezioni in 13 regioni nella prossima primavera”. La proposta del segretario Storace guarda non ad alleanze locali e a macchia di leopardo ma ad “impegni programmatici di carattere sociale, in maniera omogenea per affermare in tutto il Paese il messaggio de La Destra”.

Dopo la batosta delle Europee, quando l’alleanza con l’Mpa di Lombardo non gli ha comunque consentito di raggiungere il 4%, Storace sembra tornato a più miti consigli ed inizia a sentire più forte la voce del Padrone

Lombardo alle Europee con La Destra di Storace

pubblicato da paganini in: Partiti La Destra Election Day 2009


Si arricchisce ogni giorno il panorama delle sigle e dei simboli che troveremo sulla scheda elettorale europea quando entreremo nella cabina per l’Election day di giugno.

Dopo Sinistra e libertà, fondata da Niki Vendola insieme a Verdi, Socialisti e Sinistra democratica, dopo la Lista Anticapitalista nata dall’unione di Prc, Pdci e Socialismo 2000, ecco la proposta di Movimento per l’Autonomia e La Destra. Raffaele Lombardo e Francesco Storace hanno deciso di allearsi per cercare di superare l’iniquo sbarramento del 4% previsto per le consultazioni europee.

Raffaele Lombardo annuncia: “Ci batteremo per un’Europa dei popoli che guardi al Mediterraneo e al suo sviluppo animata da una nuova cultura dell’accoglienza, della tolleranza e del dialogo”. Ma Storace lo sa?

Repubblica su neofascisti e destra di governo: a volte ritornano?

pubblicato da davide f. in: Interni Forza Nuova FN La Destra Popolo delle Libertà PDL

da kataweb

E’ un’abitudine, la storia italiana lo dice. Pochi paesi al mondo, o forse nessun’altro, hanno visto come l’Italia intrecci così complessi tra politica ed estremismo di destra, nero. E mai come di questi tempi, ad un anno dall’elezione del Berlusconi III, si sono visti tanti casi in cui esponenti di quello che viene definito neofascismo si sono resi protagonisti di manifestazioni, aggressioni, e dichiarazioni violente. A braccetto con esponenti di governo, come La Russa e Ronchi, sostiene Paolo Berizzi di Repubblica in un articolo pubblicato ieri.

Perchè se vanno riconosciuti i passi in avanti di Fini in temi di antifascismo e antirazzismo, soprattutto nella disputa sul diritto alla cura dei clandestini, non si può dimenticare che il ministro della difesa è uno dei più appassionati nostalgici del ventennio all’interno del partito che a breve dovrebbe scomparire, An. Come non si può ignorare che Ronchi, Ministro delle politiche europee, ha avuto rapporti con i gestori di “Cuore Nero”, circolo neofascista aperto da quasi un anno a Milano. Naturalmente è partita subito la polemica politica, che non ha niente di interessante. Come sono scontate le smentite di La Russa e Ronchi, che non rispondono alla vera domanda posta dal servizio di ieri di Repubblica. Quali sono i rapporti tra governo e movimenti di estrema destra?

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Abruzzo verso le elezioni regionali: un test importante per Di Pietro, Veltroni e Berlusconi

pubblicato da paganini in: Campagna elettorale Interni Silvio Berlusconi Walter Veltroni La Destra Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Unione Democratici Cristiani UDC Partito dei Comunisti Italiani PDCI Antonio di Pietro Italia dei valori Rifondazione Comunista RC


Domenica 14 e lunedì 15 dicembre gli abruzzesi andranno alle urne, con due settimane di ritardo a causa del ricorso presentato e vinto dalla lista Per il bene comune, per eleggere i 42 componenti del Consiglio regionale e il presidente della Regione Abruzzo.

In un paese normale, come amava ripetere un politico di cui non ricordo il nome, questa non sarebbe una grande notizie, ma viste le condizioni del sistema politico italiano, forse le elezioni regionali a cui parteciperanno 1 milione 200 mila abruzzesi andranno osservate con attenzione, anche in vista dell’election day del 6 giugno 2009.

Si tratterà di una consultazione di un certo interesse per molti attori in campo: il Pd deve dimostrare, dopo la caduta della precedente Giunta Del Turco a causa degli arresti legati a presunte corruzioni, di saper reggere alla crisi di credibilità e alle richieste di moralità avanzate dal Premier; il Pdl vuole sfruttare la ghiotta occasione per riconquistare la Regione e rifilare un altro bel ceffone al Pd; Di Pietro deve riuscire conquistare una presidente di Regione facendo vincere il “suo” candidato Costantini; Udc e La Destra (che candida Er Pecora Buontempo) devono misurare quanto spazio è rimasto per loro nello scontro bipolare Pd-Pdl.

Per quanto riguarda i voti di preferenza e quindi i risultati delle singole liste, sarà interessante osservare l’esito (peraltro prevedibile) della frammentazione della sinistra, che a questa tornata si presenta con i simboli del Partito comunista dei lavoratori (che ha un proprio candidato presidente), del Prc, del Pdci e della Sinistra, in cui sono confluiti Verdi e Sinistra democratica: come sempre… la disunione fa la forza!

Daniela Santanchè lascia la Destra: Silvio sto arrivando

pubblicato da fc in: La Destra Popolo delle Libertà PDL Daniela Santanchè

Si conclude così, in un freddo pomeriggio autunnale l’esperienza di Daniela Santanchè ne la Destra, il partitino fondato assieme a Francesco Storace poco prima delle elezioni per garantire una casa ai transfughi di An dopo il vuoto creato a destra dalla nascita del Pdl.

Uno scarno comunicato, annuncia le sue dimissioni da portavoce. Appena dieci righi, per dire essenzialmente tre cose: non vogliamo fare la fine della Margherita, non vogliamo essere extraparlamentari e nostalgici, i nostri interessi possono essere difesi e promossi solo partecipando alle decisioni. Insomma, la parola d’ordine è “collaborare responsabilmente con la coalizione di centrodestra oggi al Governo”.

La saga che ha animato l’estate politica italiana, alla fine, termina come previsto: con la pasionaria nera che molla tutto per entrare nelle grazie del Cavaliere: “Silvio sto arrivando”, è il messaggio non scritto che manda al Premier in attesa, chissà, di un bel dicastero.

Santanchè e il viaggio verso il Pdl

pubblicato da fc in: La Destra Popolo delle Libertà PDL Daniela Santanchè

Daniela Santanchè convince. “E’ meglio tornare dal Cavaliere”, dice oggi in un’intervista a Libero in cui spiega che per la Destra sia necessario partecipare alla nascita di quello che definisce “il più grande partito italiano”. Sembrerebbe una scelta forzata, frutto di interessi personali eppure, le motivazioni del leader del partitino di Storace non sono poi così scontate. Basti pensare, d’altronde, che è stata davvero la gente, con il voto di aprile, ad avviare quel processo di semplificazione che ha portato di fatto, ad un bipartitismo.

Una situazione, questa, che, in un certo senso, dovrebbe condurre alla fine delle contrapposizioni, fortemente manifestate in campagna elettorale nei confronti di Berlusconi intenzionato - e qui cade un altro tabù - a dar vita, secondo la Destra, al “Veltrusconi”. “Ora - chiarisce Daniela - c’è un governo che amministra e un’opposizione che fa il suo mestiere: niente sotterfugi, niente accordi sotto banco”. E’ ora, dunque, di abbandonare posizioni solitarie che, anche alla luce delle prime indiscrezioni sulla nuove legge elettorale per le europee, porterebbe la Destra allo sfacelo relegandolo definitivamente a partito extraparlamentare.

Un isolamento che non può reggersi - è l’analisi della Santanchè - sui rancori personali di Francesco Storace. Il partito ha bisogno di ricollocarsi nel nuovo scenario politico nell’ottica - per ora - della sopravvivenza. E l’unica chance in tal senso può offrirla solo il Cavaliere dato che il “nemico” resta comune a entrambi: Walter Veltroni e il Pd. Ma quando Salvatore Dama le chiede di un possibile ingresso nel governo a settembre lei, subito, smentisce: “Chi ha la passione politica - scandisce - non sgomita per un ruolo. Io voglio soltanto contribuire alla costruzione di un grande progetto politico”. Soltanto? Si vedrà.

Daniela Santanchè prepara l'ingresso nel governo

pubblicato da Luca Landoni in: La Destra Daniela Santanchè

Tempi duri per La Destra, il partito fondato da Francesco Storace che aveva presentato Daniela Santanchè come candidato premier. Dopo la grama prestazione elettorale la forza politica ha vivacchiato senza particolari sussulti, limitandosi a fare da cassa di risonanza del governo, dal quale non si discosta poi molto in quanto a posizioni. Più volte la Santanchè ha rilasciato dichiarazioni in linea con l’esecutivo soprattutto in materia di immigrazione e sicurezza al punto da venire completamente oscurata dai media in quanto duplicato sbiadito del Pdl.

D’altronde le caratteristiche di destra extra-parlamentare mal si addicono a un movimento molto meno radicale di Forza Nuova e ben più abituato a tenere le redini di governi centrali e locali, soprattutto tramite i due leader; stiamo dunque lentamente arrivando all’inevitabile epilogo. Daniela Santanchè ha espressamente dichiarato di essere pronta a entrare nell’esecutivo, scaricando l’alleato Storace ritiratosi sull’Aventino, e cercando una riappacificazione con Gianfranco Fini, per il quale ha detto che avrebbe votato come Presidente della Camera.

In tutto questo non può non aver pesato, a nostro giudizio, il vedere che candidate molto meno valide ed esperte di lei abbiano ottenuto un dicastero solo in quanto donne, per gli effetti delle quote rosa. Anche per la bella Daniela è venuto dunque il momento di abbandonare i vecchi rancori e rientrare nel Pdl, dove il Cavaliere l’attende a braccia aperte.

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