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La Storia sono loro

La nuova Dc che vuole Bagnasco: un passo indietro per l'Italia

pubblicato da Bruno Marino in: Interni La Storia sono loro

Le critiche del Cardinal Angelo Bagnasco a Berlusconi non possono che far piacere, soprattutto se si considera che arrivano dopo anni in cui il Vaticano, intascando sostanziosi contributi dall’8 per mille e dalle varie esenzioni gentilmente concesse da una politica vigliacca e serva, aveva evitato di censurare con forza il degrado etico e morale in cui era sprofondato il nostro Paese. Certo, non erano mancati gli interventi critici, ma non era mai arrivata una condanna netta e chiara come questa. Alcune parole pronunciate dal Cardinale, però, devono far riflettere:

“Sembra rapidamente stagliarsi all’orizzonte la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che – coniugando strettamente l’etica sociale con l’etica della vita – sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie né ingenue illusioni.”

Insomma, visto che Berlusconi (e probabilmente tutto il centrodestra) hanno fallito, meglio rifondare la Dc. O meglio, creare un nuovo soggetto politico mettendo insieme Udc, cattolici di entrambi gli schieramenti e associazioni cattoliche come le Acli, la Coldiretti e addirittura la Compagnia delle Opere (il braccio economico di Cl). Secondo Pierfrancesco De Robertis

“Ciò a cui pensano i vescovi per il dopo-Berlusconi è una derivazione italiana del Ppe, che potrebbe essere o una sorta di Udc allargata oppure una versione rinnovata dello stesso Pdl in cui i valori cattolici siano ben rappresentati. In ogni caso qualcosa che si collochi nell’ambito del centrodestra e sia alternativo al centrosinistra.”

Questa ricostruzione è credibile ma, forse, i vescovi hanno altro in mente. Ricreare il centro che, tagliando le ali estreme, governi nei secoli dei secoli. Dopo il salto spiegheremo perchè questa idea, da qualunque parte la si guardi, è una follia politica.

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Strage di Piazza della Loggia: nessun colpevole

pubblicato da Bruno Marino in: L'Italia fa schifo La storia sottovoce La Storia sono loro

Una strage impunita. Un’altra. L’ennesima. Un altro atto della strategia della tensione (qui un’approfondimento di misteriditalia.it) che resta, apparentemente, senza soluzione (qui sopra un video del’archivio Rai del 2008 sulla vicenda). Ieri la Corte d’Assise di Brescia ha assolto i cinque imputati

“in base all’articolo 530 comma 2, assimilabile alla vecchia insufficienza di prove. Revocata la misura cautelare nei confronti dell’ex ordinovista Delfo Zorzi che vive in Giappone.”

Un articolo di Repubblica spiega bene cosa è successo:

“Per la strage di piazza della Loggia nessuno è mai stato condannato definitivamente, nonostante diversi processi. “L’unica cosa a cui penso in questo momento sono quegli otto morti. Noi eravamo in piazza quella mattina” ha commentato Manlio Milani, presidente dell’associazione familiari delle vittime della strage di piazza della Loggia, subito dopo la lettura della sentenza.”

Un altro articolo, di Benedetta Tobagi, ci racconta qualcosa in più su quel periodo, sulle varie sentenze riguardanti la strage, sul ruolo di un Generale dei Carabinieri e dei terroristi neofascisti di Ordine Nuovo.

Piazza della Loggia: chiesti 4 ergastoli e l'assoluzione per Rauti

pubblicato da Luca Landoni in: Visto da destra La Storia sono loro


Strage di Piazza della Loggia, Brescia. 28 maggio 1974. Sono trascorsi più di 35 anni da quella bomba che in pieno centro uccise 8 persone ferendone un altro centinaio. Ma siamo in Italia, dunque di che ci meravigliamo? È già tanto che il processo non sia stato stoppato.

In ogni caso la notizia è che i pubblici ministeri al processo hanno chiesto quattro condanne all’ergastolo per Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Francesco Delfino e Maurizio Tramonte, tutti esponenti del terrorismo di destra dell’epoca, mentre per Pino Rauti si profila l’assoluzione.

«Nel caso di Rauti», dichiara il pm Roberto Di Martino, «si parla di responsabilità morale. La sua posizione è quella del predicatore di idee praticate da altri, ma non ci sono situazioni di responsabilità oggettiva. Rauti va assolto perchè non ha commesso il fatto».

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Il cerchio sovrastrutturale tra il 68 e il 70: Pci, Msi e servizi segreti

pubblicato da Luca Landoni in: La Storia sono loro

Dopo le criptiche e incaute parole che stanno costando caro al portavoce di Confindustria Rinaldo Arpisella, stacchiamoci un attimo dal presente per notare come il suo “cerchio sovrastrutturale” negli anni 60-70 esistesse davvero. Sempre in attesa di capire se sia in essere tuttora, cosa sulla quale il suddetto personaggio andrebbe sentito dagli organi inquirenti, se le intercettazioni servono ancora a qualcosa.

Sono spuntati dall’archivio di stato tre documenti inediti indirizzati all’allora plenipotenziario Dc Aldo Moro tra il 1967 e il 1970; documenti inviati dal Sifar (i servizi segreti guidati all’epoca dall’ammiraglio Henke) e che comprovano le attività di costante spionaggio dei due maggiori partiti d’opposizione, il Pci e il Movimento Sociale.

Per quanto vi fosse sempre stato un sospetto su queste attività da parte di un organo che dovrebbe essere al servizio dei cittadini, è la prima volta che ne viene provata l’ascendenza proprio a quel Moro che aprì all’ingresso nel governo dei comunisti, e che anche per questo pagò con la vita alla fine del lungo sequestro subito dalle Brigate Rosse.

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La Storia sono loro: domande e risposte sulla P2

pubblicato da R.D. in: La Storia sono loro

Concludiamo oggi il lungo racconto che abbiamo dedicato alla vicenda di Michele Sindona e dei suoi spregiudicati intrecci tra finanza, mafia, politica e P2. Abbiamo cercato di riassumere la vicenda in alcuni suoi tratti essenziali, consapevoli che libri ben più corposi di questi post hanno trattato nei dettagli l’intricata storia del banchiere siciliano. In ogni caso, speriamo di avervi fornito i primi spunti per non dimenticare pagine buie e ancora non del tutto risolte della nostra storia.

“Illustre e caro Presidente, nel momento più difficile della mia vita sento il bisogno di rivolgermi direttamente a Lei per ringraziarla dei rinnovati sentimenti di stima che Ella ha recentemente manifestato, e per esporle, proprio in considerazione dell’interessamento che Lei ha mostrato alle mie note vicende …”

E’ l’esordio della lettera che Michele Sindona, latitante negli Stati Uniti, scrive al Presidente del Consiglio Giulio Andreotti il 28 settembre 1976, quando il crac del suo impero finanziario è ormai divenuto irrimediabile.

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La Storia sono loro: domande e risposte sulla P2

pubblicato da R.D. in: La Storia sono loro

Continuiamo a parlare dell’ascesa e caduta di Michele Sindona e degli scandali finanziari che hanno costellato la recente storia del nostro Paese. Giusto per ricordarci che, anche oggi, su entrambe le sponde del Tevere, c’è ben poco di nuovo sotto il sole. Lo scorso venerdì abbiamo parlato dell’inizio del crollo dell’impero finanziario di Sindona con il crac della Franklin National Bank, nel 1974.

E’ utile ricordare che l’anno precedente aveva avuto luogo l’affiliazione del banchiere siciliano alla Loggia P2. Quest’utima tenterà di utilizzare le proprie conoscenze e i propri affiliati nei posti di potere per fare da rete di protezione nei confronti di Sindona, specialmente quando la sua posizione giuridica risulterà irrimediabilmente compromessa. Inoltre, sarà il finanziere siciliano a chiudere il cerchio e presentare a Licio Gelli Roberto Calvi, altro personaggio chiave di uno dei più grandi scandali finanziari della storia italiana: il crac del Banco Ambrosiano. Ma andiamo con ordine e torniamo a quel 1974 in cui l’impero di Sindona inizia a sgretolarsi.

Come si conclude la vicenda della Franklin National Bank?
L’8 agosto 1974 Nixon è costretto a dimettersi a causa dello scandalo Watergate. Sindona, che ne aveva sostenuto la rielezione, perde così un fondamentale appoggio per il salvataggio della Franklin. Pochi giorni prima, dietro pressioni del Banco di Rotma sulla Banca d’Italia, avviene la fusione tra la Banca privata finanziaria e la Banca Unione. Nasce così la Banca privata italiana: ultimo disperato tentativo di Sindona di salvare i propri istituti di credito.
Ma, nel frattempo, altre banche del finanziere siciliano iniziano a chiudere: il 26 agosto è il turno della Banca Wollf, con sede in Germania.

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La Storia sono loro: domande e risposte sulla P2

pubblicato da R.D. in: La Storia sono loro

Torniamo a parlare di Michele Sindona. La scorsa settimana vi avevamo raccontato della strepitosa ascesa del finanziere siciliano e dell’inizio dei suoi legami con lo Ior, la Banca Vaticana, nel corso degli anni Sessanta.

Che attività svolge Michele Sindona con l’appoggio di Mons. Marcinkus?
Lo Ior e il suo presidente Mons. Marcinkus diventano due tasselli fondamentali nella carriera di Sindona nel campo dell’esportazione di capitali e delle attività finanziarie illecite. E’ grazie a Marcinkus che lo Ior diventa azionista di molte banche del finanziere siciliano. Banche che, a loro volta, accolgono numerosi capitali provenienti del Vaticano.

Il modus operandi della coppia è semplice: lo Ior apriva un conto corrente con la banca italiana che voleva esportare soldi in nero. Il cliente della banca italiana depositava il denaro sul conto e lo Ior accreditava la somma all’estero, nella valuta e presso l’istituto di credito indicati dal cliente. Lo Ior tratteneva per sé una commissione poco più alta di quelle normalmente in uso all’epoca. Nelle parole dello stesso Sindona, la Banca d’Italia e altre istituzioni di controllo non avrebbero mai interferito in quello che era un vero e proprio “un delitto perfetto”.

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La Storia sono loro: Michele Sindona e il delitto Ambrosoli

pubblicato da R.D. in: La Storia sono loro

Torniamo a parlare di personaggi legati alla P2. Oggi parliamo Michele Sindona e Giorgio Ambrosoli, l’eroe borghese la cui vicenda è stata raccontata dal bel libro di Corrado Stajano.

E’ il 1979 quando Giorgio Ambrosoli viene ucciso sul portone di casa, a Milano. L’esecuzione è eseguita con tre colpi di pistola sparati dal killer William J. Aricò. Il mandante è Michele Sindona, finanziere legato alla P2 e alla mafia, che avrebbe concluso la sua carriera nel 1986, bevendo una tazzina di caffè avvelenata mentre si trova dietro le sbarre del carcere di Voghera.

Perchè muore Ambrosoli?
Nel 1974 l’avvocato Giorgio Ambrosoli era stato nominato commissario liquidatore della Banca privata italiana di Michele Sindona, messa in liquidazione coatta su sentenza della magistratura di Milano. Gli scandali finanziari in cui Sindona aveva trascinato i suoi istituti di credito e le operazioni illegali in cui era coinvolto stavano venendo alla luce. Analizzando i conti della Banca privata italiana, Ambrosoli scopre tutto il marcio che si cela dietro l’attività del finanziere, considerato fino a pochi anni prima uno dei più brillanti uomini d’affari a livello internazionale.

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La storia sono loro: domande e risposte sulla P2

pubblicato da R.D. in: La Storia sono loro

Continuiamo il nostro salto indietro nel tempo. Come anticipato lo scorso venerdì, oggi parleremo ancora dei rapporti tra la Loggia di Licio Gelli e i servizi segreti “deviati”. In particolare vi parleremo del coinvolgimento di numerosi affiliati alla P2 negli episodi della strategia della tensione. La strage di Piazza Fontana del 1969, la strage di Piazza della Loggia a Brescia del 1974, la bomba alla stazione di Bologna del 1980: attentati sui quali ci sono più ombre che luci e per i quali la verità sembra essere ancora lontana.

Il quadro che emerge da inchieste giornalistiche, testimonianze e atti giudiziari delinea una forte connivenza di apparati “deviati” dello Stato nel depistaggio delle indagini. Stragi di Stato? Stragi inserite all’interno delle strategie della Guerra fredda? Sicuramente la formula “destabilizzare per stabilizzare” porta a pensare che il termine “strategia della tensione” non sia tanto fantasioso.

Cosa significa “destabilizzare per stabilizzare”? E’ una definizione contenuta nel Field Manual, firmato nel 1970 dal generale William Westmoreland, capo di Stato Maggiore dell’esercito Usa. Il nome completo del documento, classificato come top secret, è Operazioni di stabilità e servizi segreti – sezioni speciali.

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La storia sono loro: domande e risposte sulla P2

pubblicato da R.D. in: La Storia sono loro

Oggi parleremo dei rapporti tra P2 e servizi segreti deviati. O forse sarebbe meglio dire tra P2 e servizi segreti e basta. La vera domanda è infatti la seguente: certi avvenimenti rappresentavano un fenomeno di devianza o facevano piuttosto parte della vera natura, seppure ufficiosa, dei servizi segreti italiani? Se lo sono chiesto magistrati e giornalisti che hanno indagato sulle vicende della loggia gelliana e sui sanguinosi episodi della strategia della tensione.

E’ un interrogativo a cui, per ora, non esiste una risposta definitiva. Ma andiamo con ordine e facciamo ancora un po’ di storia rispondendo ad alcune faq sull’origine della P2.

La P2 faceva realmente capo a Licio Gelli o aveva una direzione superiore? E’ un argomento sul quale non esiste una risposta chiara, ma le indagini della Commissione d’inchiesta hanno portato a pensare che Gelli fosse in realtà una figura di secondo piano all’interno di una strategia più ampia.

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