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  <title>Polisblog.it</title>
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  <description>Politica italiana e estera: notizie di politica on line</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 02:49:17 GMT</pubDate>
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  <copyright>2007-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>Ferrara: nel processo Mills Berlusconi ha fatto fessi i giudici</title>
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    <pubDate>Mon, 27 Feb 2012 11:35:47 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Bruno Marino</dc:creator>
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    <category>impresentabili</category><category>le-grandi-inchieste-di-polisblog</category><category>giuliano ferrara</category><category>in evidenza</category><category>nicole minetti</category><category>ruby</category><category>silvio berlusconi</category>
    <description>Poteva mancare l&amp;#8217;articolo di Giuliano Ferrara dopo l&amp;#8217;ennesima prescrizione ottenuta da Silvio Berlusconi? Ovviamente no. Ecco una piccola analisi della colata di piombo del direttore[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.polisblog.it%2Fpost%2F13763%2Fferrara-nel-processo-mills-berlusconi-ha-fatto-fessi-i-giudici" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/ferr57.jpg" class="post" border="0" width="586" height="340" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Poteva mancare l&#8217;articolo di Giuliano Ferrara dopo <a href="http://www.polisblog.it/post/13749/processo-mills-vittoria-di-berlusconi-prescrizione">l&#8217;ennesima prescrizione</a> ottenuta da Silvio Berlusconi? Ovviamente no. Ecco una piccola analisi della <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1BBIMT">colata di piombo</a> del direttore del Foglio:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;<strong>Il PM di Milano ha perso il processo</strong>. Quando poi si dimostrerà che Papi non era un corruttore di minorenni né un concussore di vicequestori, al massimo un matto godereccio e un seduttore con estro libertino, il cerchio sarà definitivamente quadrato.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Notate come Ferrara cerchi di <strong>spostare l&#8217;attenzione</strong> dai comportamenti &#8220;pericolosi&#8221; (festini che ti rendono ricattabile, presunti pagamenti a minorenni in cambio di prestazioni sessuali, chiamate in Questura per rilasciare la minorenne che potrebbe rovinarti se parlasse) alla personalità del Cavaliere, matto e seduttore. <strong>Bravo Giuliano, sei partito bene</strong>. Dopo aver citato il molto onorevole Bettino Craxi (&#8221;Berlusconi ha beni al sole, lo colpiranno duramente&#8221;, avrebbe detto Craxi a Ferrara), l&#8217;Elefantino prosegue:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Quelli che si sono accaniti sui suoi beni al sole per distruggerlo in quanto Arcinemico, quelli che hanno cercato di penetrare con <strong>arnesi di scasso antigiuridici</strong> in quella <strong>zona grigia semilegale</strong> che è la pasta di cui sono fatte le relazioni economiche e commerciali in questo paese da che mondo è mondo [&#8230;] si ritrovano con le pive nel sacco [&#8230;], incapaci di commentare la loro sconfitta.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Chiaro, no? Era una guerra e il Cav, con i suoi miliardi e i suoi avvocati (come ammette lo stesso Ferrara) ha vinto. <strong>Attenzione, non è innocente, ha semplicemente vinto</strong>. E poi, negli affari esiste una zona grigia semilegale, che importa se un avvocato inglese è stato corrotto per raccontare bugie durante dei processi che vedevano coinvolto un uomo d&#8217;affari potentissimo? L&#8217;importante è far tornare i giudici a casa &#8220;con le pive nel sacco&#8221;.</p>
<p><strong>Seguiteci dopo il salto, le risate non sono finite&#8230;</strong></p>


<p><strong>Parte la recita a soggetto del povero Cav perseguitato</strong> perchè ha dato &#8220;una festa con tante belle ragazze in casa&#8221; e ha &#8220;cercato di dare una mano &#8220;ad una di loro incappata in un guaio in Questura&#8221; ed è stato intercettato, spiato, pedinato, accusato di prostituzione minorile e concussione, &#8220;a parte le molte diagnosi psichiatriche per sex addiction, neanche fosse un DSK (Dominique Strauss-Kahn, ndA)&#8221;. </p>
<p>Ora, perchè citare per la seconda volta il <a href="http://www.polisblog.it/tag/rubygate"><strong>caso Ruby</strong></a>? Perchè parlare delle infamanti accuse che coinvolgono Berlusconi (e che avrebbero messo una pietra tombale sulla carriera di un politico in qualunque altro paese)? <strong>Perchè cercare di minimizzare tutto, riducendo la vicenda ad una festa e ad un tentativo di &#8220;aiutare un&#8217;amica&#8221;</strong>  (affidandola prima a <a href="http://www.polisblog.it/tag/nicole+minetti">Nicole Minetti</a> che poi la affida ad una prostituta brasiliana, alla faccia dell&#8217;aiuto)? Boh, mistero della fede arcoriana. Non credo che la strategia di Ferrara sia quella vincente, ma con Berlusconi non si può mai dire.</p>
<p>L&#8217;Elefantino è inarrestabile:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;<strong>Diranno che non si può festeggiare una prescrizione di reato. Come per Andreotti e la mafia</strong>. [&#8230;] Invece i proscioglimenti tecnici sono una bella cosa, dimostrano che nonostante tutto c&#8217;è all&#8217;occasione un giudice che dubita della propria onnipotenza, che certe forzature non possono travalicare il senso del limite legato ad un giusto processo.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Forzature? Senso del limite? Ma sì, il giudice ha deciso che non è onnipotente, Berlusconi si è salvato, come Andreotti. La capacità di Ferrara di  <strong>riportare alla mente tutte le disgustose vicende che hanno coinvolto la politica italiana negli ultimi anni </strong> è fantastica. </p>
<p>Non bastava il caso Ruby, la corruzione di testimoni, la &#8220;zona grigia semilegale&#8221;. <strong>Perchè non parlare anche di Andreotti?</strong> E si badi bene, <strong>non di Andreotti in generale, ma del processo che ha fatto luce sui rapporti del Divo Giulio con la mafia</strong>. </p>
<p><strong>Berlusconi</strong> prescritto come <strong>Andreotti. Entrambi se la sono cavata.</strong> La fine dell&#8217;articolo è da applausi:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Cavarsela vuol dire tante cose. Vuol dire essere furbi, ricchi, sfrontati e presunti colpevoli [&#8230;] e vincere i processi in un modo o nell&#8217;altro.&#8221;</em></p></blockquote>
<p><strong>Ecco, in un modo o nell&#8217;altro.</strong></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/13763/ferrara-nel-processo-mills-berlusconi-ha-fatto-fessi-i-giudici">Ferrara: nel processo Mills Berlusconi ha fatto fessi i giudici</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 13:35 di lunedì 27 febbraio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Chi è Piero Gnudi</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/12601/chi-e-piero-gnudi</link>
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    <pubDate>Thu, 24 Nov 2011 13:30:55 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Bruno Marino</dc:creator>
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    <category>le-grandi-inchieste-di-polisblog</category><category>governo monti</category><category>in evidenza</category><category>ministro dello sport</category><category>piero gnudi</category>
    <description>Un buon punto di partenza per scoprire qualcosa in più sul nuovo Ministro per il Turismo e lo Sport è il sito dell’Enel, dove si può trovare una ricca biografia del Nostro:
“Laureato in economia[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/gnudi1.jpg" class="post" border="0" width="586" height="316" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Un buon punto di partenza per scoprire qualcosa in più sul nuovo <strong>Ministro per il Turismo e lo Sport</strong> è <a href="http://www.enel.com/it-IT/group/governance/board/chairman/gnudi_biography.aspx?it=-3">il sito dell’Enel</a>, dove si può trovare una ricca biografia del Nostro:</p>
<blockquote><p><em>“<strong>Laureato in economia e commercio</strong> nel 1962 presso l&#8217;Università di Bologna e titolare di uno <strong>studio commercialista con sede a Bologna</strong>, ha rivestito numerose cariche all&#8217;interno di consigli di amministrazione e di collegi sindacali di importanti società italiane, tra cui STET, ENI, Enichem, Credito Italiano.<br />
Tra il 1995 e il 1996 è stato consigliere economico del Ministro dell&#8217;Industria. A partire dal 1994 ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell&#8217;<strong>IRI</strong>, ricoprendovi (dal 1997 al 1999) l&#8217;incarico di sovrintendere alle privatizzazioni e (dal 1999 al 2000) la carica di presidente ed amministratore delegato; sempre presso l’IRI ha quindi svolto (dal 2000 al 2002) le funzioni di presidente del comitato dei liquidatori.<br />
Membro del direttivo di Confindustria, della giunta direttiva di <strong>Assonime</strong> (associazione tra le società italiane per azioni), del comitato di indirizzo strategico per lo sviluppo della <strong>Piazza Finanziaria Italiana</strong>, del comitato esecutivo dell&#8217;<strong>Aspen Institute</strong>, del comitato per la corporate governance delle società quotate ricostituito su iniziativa di Borsa Italiana nell’aprile 2005 nonché presidente onorario dell&#8217;<strong>Osservatorio Mediterraneo dell&#8217;Energia</strong> (OME), attualmente ricopre anche l&#8217;incarico di presidente del consiglio di amministrazione di Emittenti Titoli,  nonché di consigliere di amministrazione di <strong>Unicredit, di Astaldi e de &#8220;Il Sole 24 ORE</strong>&#8220;. Presidente del consiglio di amministrazione dell&#8217;Enel dal maggio 2002.”</em></p></blockquote>
<p>Che ve ne pare? Cariche su cariche, ma facciamo attenzione ad una in particolare, o meglio, al <strong>ruolo che Gnudi ha avuto nell’IRI</strong>. Questo nome forse a qualcuno dice poco, ma un tempo era uno degli enti statali più importanti del nostro paese: controllava <strong>l’Alfa Romeo, la Banca Commerciale Italiana, Finmeccanica, Fincantieri, Stet, Alitalia, la SME</strong> (sì, proprio l’azienda al centro del famoso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vicenda_SME">caso SME</a> e dell’ancor più famoso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Processo_SME">processo SME</a>). Come spiega bene <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IRI">la voce di Wikipedia</a>, nel 1980 più di 1.000 società erano controllate dall’IRI, che dava lavoro a mezzo milione di persone. Attorno all’IRI ha ruotato tutto un mondo di personalità pubbliche come Romano Prodi, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Beniamino_Andreatta">Beniamino Andreatta</a> e, appunto, Piero Gnudi. Tornando, appunto, al profilo del Ministro, fa davvero impressione l’elenco di cariche ricoperte. Sul <a href="http://www.unicreditgroup.eu/it/Governance/Piero_Gnudi.htm">sito di Unicredit</a> troviamo altre cariche precedentemente ricoperte: membro del CdA di Enel e Unicredit, tanto per citarne due.</p>
<p>Seguiteci dopo il salto, la carriera di Gnudi non è mica finita qui&#8230;</p>


<p>L’impressione è quella di trovarsi di fronte ad <strong>un uomo molto potente, al centro di numerosi intrecci tra industria, politica e finanza</strong>. La recente inchiesta sul <strong>Civis di Bologna</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Irisbus_Civis">qui</a> la voce di Wikipedia, <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-bb04c799-4128-429f-ae00-bc506649782a.html   ">qui</a> trovate l&#8217;inchiesta realizzata da Report) <a href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2011/9-aprile-2011/civis-gnudi-pm-proposi-io-guazza-leasys-190404822982.shtml">lo ha visto coinvolto</a> in qualità di persona che avrebbe nominato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Guazzaloca">Giorgio Guazzaloca</a>, ex sindaco di Bologna, presidente di Leasys SpA, società Fiat partecipata all’epoca dei fatti da Enel. Secondo l’accusa, in cambio di questa nomina l’appalto per il Civis sarebbe finito…esatto, proprio ad un’altra società Fiat: l’Irisbus.</p>
<p><strong>I rapporti di Gnudi sembrano trasversali</strong>: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-04-01/pacchetto-nomine-governo-allarga-225523.shtml?uuid=AaayTTLD&#038;fromSearch">un articolo</a> del Sole24 Ore parla dell’appoggio dato a Gnudi dall’Udc per il mantenimento della presidenza dell’Enel, mentre <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-16/banchieri-intesa-governo-214514.shtml?uuid=Aa6JKBME&#038;fromSearch">un altro pezzo</a>, sempre del Sole, non manca di sottolineare che </p>
<blockquote><p><em>“il nuovo ministro del Turismo, Piero Gnudi, fino a ieri era nel cda [di Unicredit].”</em></p></blockquote>
<p>Iri, Enel, Civis, Udc, Unicredit. Tutto qui? Neanche per sogno: aggiungiamoci anche Gianfranco Fini (secondo <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/inchiesta-citta/potere-bologna/potere-bologna.html  ">questo articolo</a> di Repubblica un amico di Gnudi) ma soprattutto teniamo d’occhio <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/20/ex-area-falck-il-maxi-progetto-di-riqualificazione/146658/">questo articolo</a> del Fatto, che ci informa che <strong>il Presidente della società che ha acquisito i terreni dell’area ex Falck di Sesto San Giovanni </strong>(esatto, gli stessi della <a href="http://www.polisblog.it/post/10923/la-storia-delle-tangenti-a-penati">vicenda Penati</a> ) <strong>è proprio Piero Gnudi</strong>, che nel 2003 doveva anche diventare <a href="http://www.repubblica.it/online/lf_dietro_il_listino/031009listino/listino/listino.html?ref=search">Presidente della Rai</a> dietro decisione dell’allora Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.</p>
<p>Ultimo tassello? <strong>La presidenza, dal 1991 al 1993 del Bologna FC. Una presidenza non molto tranquilla</strong>: nel 1992, al termine di Bologna – Fidelis Andria, un manichino con le fattezze di Gnudi venne impiccato al Dall’Ara (<a href="http://archiviostorico.corriere.it/1992/ottobre/12/Bologna_impiccato_fantoccio_Gnudi_co_0_9210121561.shtml">qui</a> l’articolo del Corsera sulla vicenda, <a href="http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Comunque-con-i-Menarini-abbiamo-pazientato-molto-/D9236625.html">qui</a> il link ad una pagina di tifosi bolognesi che ricorda l’evento).</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/12601/chi-e-piero-gnudi">Chi è Piero Gnudi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 15:30 di giovedì 24 novembre 2011.</p>
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  </item>

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    <title>Chi è Lorenzo Ornaghi</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/12599/chi-e-lorenzo-ornaghi</link>
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    <pubDate>Thu, 24 Nov 2011 13:00:00 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Bruno Marino</dc:creator>
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    <description>Un cattolico alla guida del Ministero dei Beni Culturali. Ecco, in sintesi, chi è Lorenzo Ornaghi. Sul sito della Conferenza dei Rettori Italiani si trova una scarna biografia:
“Laureato in Scienze[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.polisblog.it%2Fpost%2F12599%2Fchi-e-lorenzo-ornaghi" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Chi+%C3%A8+Lorenzo+Ornaghi&url=http%3A%2F%2Fwww.polisblog.it%2Fpost%2F12599%2Fchi-e-lorenzo-ornaghi" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/ornaghi1.jpg" class="post" border="0" width="586" height="318" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p><strong>Un cattolico alla guida del Ministero dei Beni Culturali</strong>. Ecco, in sintesi, chi è Lorenzo Ornaghi. <a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1024">Sul sito</a> della Conferenza dei Rettori Italiani si trova una scarna biografia:</p>
<blockquote><p><em>“Laureato in Scienze politiche presso l&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore, dal 1980 al 1987 svolge attività di ricerca nell&#8217;ateneo cattolico milanese. Nel 1987 diventa Professore associato di Scienza della politica all’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Teramo.<br />
Nel 1990 viene chiamato all’Università Cattolica, dove nel 1994 diventa Professore di prima fascia di Scienza politica. Dal 1998 al 2002 è prorettore.<br />
Dal 1° novembre 2002 è Rettore dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore.”</em></p></blockquote>
<p>Qualche altro dettaglio <a href="http://docenti.unicatt.it/ita/lorenzo_ornaghi/">sul sito</a> della Cattolica:</p>
<blockquote><p><em>“E&#8217; direttore della rivista Vita e Pensiero e membro del comitato scientifico di numerose riviste, tra cui Rivista italiana di scienza politica, Filosofia politica, Quaderni di scienza politica.<br />
È componente del Comitato per il Progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Uno scienziato politico? <a href="http://www.rivistailmulino.it/journal/contributor/index/Contributor/Journal:RWCONTRIBUTOR:2446">Nel sito</a> della rivista Il Mulino si trova l’elenco delle pubblicazioni di Ornaghi: 11 articoli dal 1984 al 1993. Ma, più degli articoli, <strong>conviene parlare delle conferenze e degli incontri a cui ha preso parte il Ministro</strong>. <a href="http://pastoralesocialebn.it/?p=1393 ">Cives – laboratorio di formazione al bene comune</a>, presso il seminario arcivescovile di Benevento, Giugno 2011:</p>
<blockquote><p><em>“<strong>È fondamentale avere una visione cattolica del mondo</strong>. La dottrina sociale della Chiesa alimenta la capacità di agire. Va recuperato il nesso tra la visione culturale e l’agire”</em></p></blockquote>
<p>Seguiteci dopo il salto, vi spiegheremo le idee di Ornaghi sulle radici cristiane d&#8217;Europa, sulla mancata visita di Benedetto XVI alla Sapienza&#8230;.</p>


<p>Continuiamo: benvenuto al nuovo Arcivescovo di Milano, Angelo Scola (molto vicino a CL,   articolo di 02blog <a href="http://www.02blog.it/post/8283/angelo-scola-nuovo-arcivescovo-di-milano">qui</a>). Ornaghi <a href="http://cattolicanews.it/5325.html">è orgoglioso</a> che un ex studente della Cattolica sia diventato Arcivescovo della città lombarda:</p>
<blockquote><p><em>“Nel condividere la felicità e la gratitudine di tutta la Diocesi, l’Ateneo dei cattolici italiani sente di vivere una gioia ancora più profonda e commossa, poiché il nuovo Arcivescovo ha nell’Università Cattolica la sua Alma Mater, essendosi qui laureato nel 1967.”</em></p></blockquote>
<p>Frasi di circostanza? Probabile, ma indicative del clima, dell’humus culturale in cui vive l’ormai ex rettore della Cattolica. Se leggiamo, ad esempio, <a href="http://www.congressoeucaristico.it/siti/allegati/5392/Relazione_Ornaghi_Ancona_9_settembre.doc">le parole pronunciate</a> in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale del 9 Settembre scorso, scopriamo che Ornaghi, parlando della <strong>risorsa dell’agire comune</strong>, ha detto che tale risorsa può essere capace di </p>
<blockquote><p><em>“vissuta come costruzione di ‘senso’. È il ‘senso’ in cui ciascuno di noi, grazie al suo essere e sentirsi ‘cittadino’, concreta il proprio impegno di appartenenza alla comunità e di partecipazione alla preparazionedi un futuro (auspicabilmente) migliore del presente.”</em></p></blockquote>
<p>Ancora frasi di circostanza? Leggendo <a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2009/5/12/EUROPEE-Ornaghi-l-Europa-cristiana-e-la-vera-novita-politica-e-culturale/20103/">questa intervista</a> rilasciata in occasione delle elezioni europee del 2009, scopriamo che <strong>tutto si tiene insieme, valori cristiani, cittadinanza, comunità</strong>:</p>
<blockquote><p><em>“<strong>L’Europa vive sicuramente un momento molto complicato</strong> nel suo processo di integrazione politica e istituzionale. Una difficoltà che è resa evidente da tutta una serie di decisioni, prese a Bruxelles, che non sono più solo decisioni di tipo burocratico, ma vere e proprie <strong>prese di posizione di carattere fortemente ideologico</strong>. […] Quando ad esempio si dice che <strong>ci siamo staccati, più o meno consapevolmente, dalle radici cristiane del nostro continente</strong> si dà già una spiegazione abbastanza chiara del fenomeno culturale che sta alla base di certe decisioni. Questo staccarsi dalle radici ha significato non solo perdere o far sbiadire un elemento unitario molto forte, ma […] comporta anche una chiusura, porta ad un’Europa ripiegata su se stessa.”</em></p></blockquote>
<p>Chiaro, no? Se a questo aggiungiamo le violente proteste di Ornaghi (<a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/11/16/news/fondi_per_le_universit_private-9163392/index.html?ref=search">qui</a> e <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/10/27/news/la_cattolica_va_all_attacco_del_governo_tagli_irragionevoli_universit_a_rischio-8500660/index.html?ref=search">qui</a>) quando nel 2010 la maggioranza aveva proposto tagli ai finanziamenti alle università che avrebbero colpito pesantemente gli atenei non statali, abbiamo un quadro completo della situazione. <strong>Ornaghi è un ministro cattolico, fortemente legato alla Chiesa e con un’idea ben precisa circa il ruolo dei cattolici nella vita pubblica: un ruolo forte, centrale, da protagonisti. La critica a questo ruolo non è ben vista</strong>. Infatti, in occasione della mancata visita di Benedetto XVI alla Sapienza (ve la ricordate? Gennaio 2008), Ornaghi <a href="http://www.repubblica.it/2008/01/dirette/sezioni/esteri/papa/sapienza-reazioni/index.html?ref=search">ha detto</a>:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Quanto accaduto in questi giorni è una ferita sorprendente e grave all&#8217;idea stessa di laicità, un colpo altrettanto grave e inaspettato alla storia secolare, alle finalità specifiche e, in definitiva, all&#8217;anima stessa del&#8221;istituzione universitaria&#8221;. </em></p></blockquote>
<p>Sì ma cosa ha detto il Ministro di recente? Ha svelato qualche progetto per il Ministero? Il 20 Novembre, <a href="http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/540118/">visitando una mostra</a> a Milano:</p>
<blockquote><p><em>“non si è lasciato sfuggire neanche una parola su quali potranno essere i suoi primi passi ma ha dato un&#8217;indicazione di metodo sottolineando la necessità «di pensare e capire bene prima, per poi fare».”</em></p></blockquote>
<p>Staremo a vedere.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/12599/chi-e-lorenzo-ornaghi">Chi è Lorenzo Ornaghi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 15:00 di giovedì 24 novembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Chi è Francesco Profumo</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/12597/chi-e-francesco-profumo</link>
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    <pubDate>Thu, 24 Nov 2011 12:21:58 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Bruno Marino</dc:creator>
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    <category>le-grandi-inchieste-di-polisblog</category><category>francesco profumo</category><category>governo monti</category><category>in evidenza</category><category>ministro dell'istruzione</category><category>miur</category>
    <description>“Francesco Profumo è nato a Savona il 3 maggio 1953, è sposato e ha 3 figli (Costanza (27 anni), Giulio (24 anni) e Federica (20 anni).”
Inizia così, senza fronzoli, uno dei tanti curriculum[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/profumo1.jpg" class="post" border="0" width="586" height="320" alt="" /><br clear="all" /> </p>
<blockquote><p><em>“Francesco Profumo è nato a Savona il 3 maggio 1953, è sposato e ha 3 figli (Costanza (27 anni), Giulio (24 anni) e Federica (20 anni).”</em></p></blockquote>
<p>Inizia così, senza fronzoli, uno dei tanti curriculum vitae di <strong>Francesco Profumo, Ministro dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca</strong>, che trovate <a href="http://www.fidia.it/investor_relations/download/borsa/organi%20amministrativi/cv_F.Profumo_cons.pdf">qui</a>. La prima cosa che salta all’occhio è il <strong>gran numero di cariche ricoperte in passato</strong>: Rettore del Politecnico di Torino, membro del CdA del Sole24 Ore, del CdA di Unicredit Private Banking, membro del Comitato Consultivo Divisionale Private Banking di UniCredit Banca, eccetera eccetera.</p>
<p>Profumo sembra possedere un <strong>curriculum scientifico</strong> di primissimo livello: oltre 250 pubblicazioni su riviste internazionali, ma la sua carriera non nasce nel mondo universitario, bensì (come spiega bene la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Profumo">scarna voce</a> di Wikipedia dedicata al Ministro), dopo <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-profumo/">la laurea</a> in Ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Torino, all’Ansaldo di Genova, dove lavora dal 1978 al 1985. Successivamente, diventa ricercatore universitario a Torino e, solo dopo dieci anni, professore ordinario. Da lì in poi, una cavalcata inarrestabile: presidente della Prima Facoltà di Ingegneria del Politecnico della città piemontese, poi rettore ed infine Presidente del CNR. Non prima di aver rifiutato la candidatura a sindaco della città, propostagli dal centrosinistra torinese. Per arrivare, negli ultimi giorni, alla poltrona di Ministro, occupata fino a poche settimane fa dall’indimenticabile <a href="http://www.polisblog.it/categoria/mariastella-gelmini">Mariastella Gelmini</a>. </p>
<p>Seguiteci dopo il salto, <strong>quando un Ministro dice che la ricerca non è né di destra né di sinistra le cose iniziano a diventare interessanti&#8230;.</strong></p>


<p>In <a href="(http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/08/15/news/il_modello_politecnico_per_rivoluzionare_il_cnr-20449295/">un’intervista</a> a Repubblica del 15 Agosto scorso diceva:</p>
<blockquote><p><em>“vista la situazione in cui si trova il Paese oggi darò il massimo per sostenere l&#8217;Italia e aiutarla ad uscire dalla crisi.</p>
<p><strong>Un quasi candidato sindaco di centrosinistra nominato (alla guida del CNR, ndA) da un governo di centrodestra. Appoggi bipartisan?</strong></p>
<p>La ricerca non è né di destra né di sinistra.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>E già sentir parlare di ricerca senza connotati politici ci riempie il cuore di gioia. Parlando del proprio ateneo (ma possiamo immaginare che lo stesso discorso valga per l’università italiana in generale), Profumo ha lodato l’aumento dei rapporti tra Politecnico e imprese, annunciando che avrebbe cercato di applicare questo modello anche al CNR. Chissà se riuscirà a rendere l’Università italiana, finalmente, competitiva a livello internazionale. Proprio parlando di CNR, Profumo, in <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/11/Apriamo_laboratori_brevettiamo_piu__co_9_111011020.shtml ">un’intervista</a> di poche settimane fa al Corriere enunciava sintetiche linee guida:</p>
<blockquote><p><em>“<strong>internazionalizzare</strong> la ricerca, creare un più stretto <strong>collegamento</strong> con i territori, rispondere alla <strong>domanda</strong> del Paese in questa fase difficile.“</em></p></blockquote>
<p>Lo confesso, quando ho letto, in <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cultura/articolo/lstp/308652/">un’altra intervista</a> alla Stampa, le parole di Profumo su <strong>e-learning e apprendimento a distanza</strong>, ho avuto un attimo di commozione:</p>
<blockquote><p><em>“Le modalità d’apprendimento degli studenti sono cambiate, era giusto proporre loro metodi alternativi alle lezioni frontali. I corsi saranno ripresi, si potranno seguire on line o scaricare. Ognuno disporrà di un social network che metterà gli studenti in contatto tra loro e con i docenti. E avrà una sorta di “Wiki”, un’enciclopedia degli appunti sempre aggiornata dagli studenti e consultabile da tutti.”</em></p></blockquote>
<p><strong>Sì, ma che cosa ha detto negli ultimi giorni Profumo? Cosa ha in mente per l’istruzione e la ricerca?</strong> Il 17 Novembre <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/17/Gli_studenti_ricercatori_saranno_miei_co_8_111117036.shtml">ha detto che</a></p>
<blockquote><p><em>“Per prima cosa ascolterò gli studenti e i ricercatori per capire quali siano i loro desideri, le loro incertezze e le loro difficoltà. Per andare avanti con il consenso dei diretti interessati.”</em></p></blockquote>
<p>Ma la frase più importante, forse, <a href="http://www.asca.it/news-GOVERNO__PROFUMO__SCUOLA_PUBBLICA_IN_ITALIA_E__MOLTO_IMPORTANTE-1067773-ORA-.html ">è stata pronunciata</a> il giorno del giuramento:</p>
<blockquote><p><em>&#8221;La scuola e&#8217; la scuola ma la scuola pubblica in Italia e&#8217; molto importante.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>In un sito del PD si trova questa intervista di Profumo, piena di interessanti spunti sul mondo universitario, che si conclude con queste parole: </p>
<blockquote><p><em>“Il modello delle università è vecchio di trent’anni. E’ tempo di cambiare.”</em> </p></blockquote>
<p>È vero, sono parole che sentiamo ripetere spesso, ma chissà, <strong>forse questa volta un professore universitario riuscirà dove tanti politici hanno fallito</strong>. Quindi, nonostante su Dagospia sia apparsa <a href="(http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_fotogallery-47629/359624.htm">una scheda</a> (forse tratta da &#8220;Il Giornale&#8221;) che lo qualifica come appartenente alla quota “sinistra torinese”, le dichiarazioni di Profumo fanno ben sperare. Resta da vedere se saranno confermate dai fatti.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/12597/chi-e-francesco-profumo">Chi è Francesco Profumo</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 14:21 di giovedì 24 novembre 2011.</p>
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  </item>

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    <title>La storia dell&#039;affitto di Tremonti</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/10926/la-storia-dellaffitto-di-tremonti</link>
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    <pubDate>Fri, 29 Jul 2011 11:31:15 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Bruno Marino</dc:creator>
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    <description>Per capire la storia dell’affitto della casa del ministro Tremonti bisogna partire da lontano. Non molto lontano, in realtà, fine Giugno 2011. In due articoli di Carlo Bonini, pubblicati su[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
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<p>Per capire la storia dell’affitto della casa del ministro Tremonti bisogna partire da lontano. Non molto lontano, in realtà, fine Giugno 2011. In due articoli di Carlo Bonini, pubblicati su Repubblica (<a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/06/25/news/verbali_bisignani_interrogato-18201044/index.html?ref=search">qui</a> trovate il primo,  <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/06/27/news/p4_altri8_due_generali_gdf-18277548/index.html?ref=search">qui</a> il secondo) si cita il <strong>parlamentare e consigliere economico del ministro dell’Economia, tale Marco Milanese</strong>, accusato da Luigi Bisignani di essere una delle sue principali fonti di notizie riservate. Lo stesso Milanese formulerà <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/26/adinolfi-gdf-indagato-p4/126321/">accuse pesantissime</a> nei confronti dei vertici della Guardia di Finanza, che sarebbero coinvolti nella vicenda relativa allo <strong>scandalo P4</strong>. </p>
<p>Milanese, dopo che è emerso il suo coinvolgimento nell’inchiesta sulla P4, <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/06/26/news/milanese_dimesso-18257323/index.html?ref=search">si dimette</a> da consigliere politico di Tremonti (mantenendo, naturalmente, il posto di parlamentare). Sarà coinvolto in altre inchieste, ma concentriamoci su questa.</p>
<p>Qualche giorno dopo, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/07/gip-tra-milanese-e-tremonti-stretto-e-attuale-rapporto-fiduciario/143685/">arriva alla Camera</a> la richiesta di arresto per il deputato. A noi interessa soprattutto quello che si dice a proposito dei rapporti tra Milanese e Tremonti. E quello che si dice a proposito di <strong>un certo immobile in via Campo Marzio</strong>. Seguiteci dopo il salto&#8230;</p>


<blockquote><p><em>“Gli inquirenti si dicono convinti del fatto “le dimissioni presentate il 28.6.2011 dal Milanese non facciano venir meno il pericolo, tuttora concerto ed attuale, di inquinamento probatorio, in considerazione del fatto che, nonostante la cessazione dall’incarico, permane una situazione di <strong>oggettiva vicinanza tra l’odierno indagato ed il Ministro Tremonti</strong>, al quale il primo è legato da un rapporto di stretta fiducia che prescinde dall’incarico formale rivestito dal parlamentare e sopravvive alle dimissioni rassegnate”. Emblematica “dell’attualità del rapporto fiduciario esistente tra i due uomini politici è la vicenda relativa all’immobile sito in Roma, in via (…), di proprietà del Pio Sodalizio dei Piceni. <strong>Detto immobile, infatti, è stato concesso in locazione a Milanese Marco per un canone mensile di 8.500 euro, ma viene di fatto utilizzato dal Ministro Tremonti</strong>, il quale, a sua volta, risulta aver emesso, nel febbraio 2008, un assegno di 8 mila euro in favore del Milanese”.</em></p></blockquote>
<p>Il Ministro <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/07/tremonti-casa-roma-offerta-milanese-da-stasera-cambio/143802/">replica</a> sostenendo che in effetti ha accettato l’offerta fattagli dal consigliere di usufruire temporaneamente della casa ma che, per motivi di opportunità, avrebbe immediatamente cambiato sistemazione.</p>
<p>Pochi giorni fa ci sono state <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/07/28/news/casa_tremonti-19714982/index.html?ref=search">nuove rivelazioni</a> da parte di Tommaso di Lernia, imprenditore edile arrestato con l’accusa di corruzione e finanziamento illecito:</p>
<blockquote><p><em>“<strong>L&#8217;affitto della casa</strong> abitata dal ministro in via di Campo Marzio, <strong>era pagato non da Marco Milanese ma da un imprenditore, Angelo Proietti, che in cambio avrebbe ricevuto subappalti in Enav</strong>. Lo stesso che quella casa aveva ristrutturato gratuitamente e che è oggi accusato di corruzione per gli appalti ottenuti dalla sua impresa, la &#8220;Edilars&#8221;, con Sogei (società pubblica partecipata al 100 per cento dal Tesoro). […] <strong>Tremonti venne ricattato da Lorenzo Cola, uomo del Presidente di Finmeccanica</strong>, perché fosse costretto a riconfermare Pierfrancesco Guarguaglini al vertice della holding e la pressione decisiva fu il &#8220;dossier&#8221; che Cola aveva sulla compravendita della barca di Milanese, sull&#8217;affitto della casa, e &#8220;sulle sue altre porcate&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Il Ministro dell’Economia ricattato? Sembra impossibile, ma l’imprenditore ha dichiarato che</p>
<blockquote><p><em>“«Nel giugno 2010 Cola mi chiamò e mi disse &#8220;sono dispiaciuto per aver fatto fare l&#8217;acquisto della barca a quel verme&#8221; alludendo a Milanese perché disse che il tizio (Milanese, ndr ) stava sostenendo la candidatura di Flavio Cattaneo a Finmeccanica invece di Guarguaglini, in più aveva saputo che aveva fatto estorsioni a persone di Napoli facendo l&#8217;inverso di quanto promesso e che Tremonti non rispondeva alle chiamate telefoniche di Guarguaglini. Lo stesso Cola mi diceva che questa storia non la mandava proprio giù e avrebbe da lì a poco organizzato <strong>un blitz dal ministro mostrandogli l&#8217;evidenza e la portata delle porcate commesse da lui e dai suoi consiglieri</strong> e che di sicuro avrebbe cambiato idea sui vertici di Finmeccanica. Dopo poco tempo Massimo De Cesare (il socio anche lui arrestato per la vicenda della barca, ndr ) mi riferisce che Milanese, per tramite di Fabrizio Testa, volle dirmi che Guarguaglini sarebbe stato riconfermato e da lì a qualche giorno Tremonti gli avrebbe telefonato. Infatti Cola mi disse che <strong>il blitz era andato a buon segno</strong>».”</em></p></blockquote>
<p>In <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=28-07-2011&#038;pdfIndex=49">un’intervista</a> a Repubblica, Marco Milanese ha sostenuto che</p>
<blockquote><p><em>“Ospite non significa «a titolo gratuito». […] Io ospito il ministro e lui mi restituisce una parte del canone abnorme, 8500 euro.”</em></p></blockquote>
<p>Tremonti ha scritto <a href="http://www.corriere.it/politica/11_luglio_29/tremonti_9d45c744-b9a2-11e0-9ceb-ac21c519f82b.shtml">una lettera</a> al Corriere della Sera, in cui rivendica la propria innocenza:</p>
<blockquote><p><em>“In contropartita della disponibilità di cui sopra (della casa, ndA), basata su di un accordo verbale revocabile a richiesta, come appunto poi è stato, ho convenuto lo specifico conteggio di una somma a titolo di contributo, pagata via via per ciascuna settimana e calcolata in base alla mia tariffa giornaliera di ospitalità alberghiera. Come facevo prima e come ora appunto faccio ogni settimana in albergo. […]<strong>Ho commesso illeciti? Per quanto mi riguarda, sicuramente no. Ho fatto errori? Sì, certamente.</strong> In primo luogo, se qualcosa posso rimproverarmi, vi è il fatto di non aver lasciato prima l&#8217;immobile. L&#8217;ho fatto in buona fede, ma sarebbe stato senza dubbio più opportuno.”</em></p></blockquote>
<p>Massimo Giannini su Repubblica riporta una frase del comunicato di Tremonti del 7 Luglio:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;La verità è che, da un certo momento in poi, in albergo o in caserma non ero più tranquillo. Mi sentivo <strong>spiato, controllato, in qualche caso persino pedinato</strong>&#8230;&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Come ricorda Giannini, Tremonti avrebbe detto a Berlusconi, in un teso faccia a faccia, che non avrebbe accettato che si fosse usato contro di lui il “metodo Boffo”. </p>
<p>Restano da valutare le dichiarazioni di Tommaso di Lernia. Se dovessero essere confermate, sarebbe un colpo durissimo alla credibilità del Ministro dell’Economia. Infatti, che garanzie esistono che eventuali ricatti non abbiano influito sulla manovra finanziaria o su altre nomine di cui è responsabile Tremonti? Il Ministro dell’Economia ha il dovere di chiarire anche su questo punto e se emergeranno prove di ricatti e pressioni indebite, l’unica strada percorribile sarebbe la sostituzione di Tremonti con una figura di altissimo profilo istituzionale (come Mario Monti).  Rischiamo di precipitare nell’abisso della catastrofe finanziaria, e l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un ministro dell’Economia ricattabile e, forse, ricattato.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/worldeconomicforum/5397054877/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/10926/la-storia-dellaffitto-di-tremonti">La storia dell'affitto di Tremonti</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 13:31 di venerdì 29 luglio 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>La storia delle tangenti a Penati</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/10923/la-storia-delle-tangenti-a-penati</link>
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    <pubDate>Fri, 29 Jul 2011 10:45:28 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Bruno Marino</dc:creator>
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    <description>Prima di tutto, luoghi e persone. L’inchiesta della procura di Monza riguarda l’ex area industriale delle Acciaierie Falck, nel comune di Sesto San Giovanni. Un milione e mezzo di metri quadri (qui[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/FilippoPenati.jpeg" class="post" border="0" width="586" height="392" alt="" /><br clear="all" /> </p>
<p>Prima di tutto, luoghi e persone. L’inchiesta della procura di Monza riguarda <strong>l’ex area industriale delle Acciaierie Falck</strong>, nel comune di Sesto San Giovanni. Un milione e mezzo di metri quadri (<a href="- http://milano.corriere.it/gallery/milano/07-2011/falck/1/area-ex-falck-sesto-san-giovanni_b2a577a6-b2b3-11e0-97dd-09b07ad852d4.shtml#1">qui</a> una serie di foto del Corriere della Sera) attorno ai quali si sono raccolti molti interessi e sono state corrisposte, secondo i magistrati, anche delle tangenti. Filippo Penati, esponente di spicco del Pd lombardo e sindaco di Sesto San Giovanni dal 1994 al 2001, <a href="(http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/20/milano-filippo-penati-indagato-per-corruzione/146635/">è stato iscritto</a> nel registro degli indagati in seguito a quanto dichiarato dal costruttore Giuseppe Pasini:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Circa un anno fa, Pasini si è presentato spontaneamente alla Procura di Milano, denunciando di essere “vittima di soprusi da parte di alcune amministrazioni locali”, racconta a Ilfattoquoitidiano.it il suo legale Carlo Enrico Paliero. Il costruttore si è dichiarato concusso e ha fatto il nome di Penati, quindi gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Monza, competente su Sesto.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Oltre a Penati ci sono altre persone coinvolte, ma noi ci vogliamo concentrare sull’esponente democratico. Infatti, le accuse a suo carico sono molto pesanti: <strong>corruzione</strong>, <strong>concussione</strong> e <strong>finanziamento illecito ai partiti</strong>. Come spiega bene <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_20/penati-indagato-corruzione-concussione-guastella_321d2fb2-b29e-11e0-97dd-09b07ad852d4.shtml?fr=correlati">un articolo</a> del Corriere della Sera&#8230;</p>


<blockquote><p><em>“Secondo l&#8217;accusa, sarebbero state corrisposte, o promesse, somme di denaro per agevolare il rilascio di alcune concessioni o per impostare secondo determinati criteri il Piano di governo del territorio. […]Per il pm Walter Mapelli sussistono «gravi indizi di colpevolezza» a carico di Penati e di Vimercati. […]  Secondo gli investigatori, gli indagati non si sarebbero mai fatti pagare in contanti, ma estero su estero, attraverso la costituzione di società intestate a prestanome a cui sarebbero stati versati nel tempo i pagamenti. <strong>In 9 anni, Filippo Penati avrebbe ricevuto tangenti per 4 miliardi di lire</strong>, pari a 2 milioni di euro.”</em></p></blockquote>
<p>Successivamente, esce sul Fatto <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/27/%E2%80%9Cuna-tangente-da-24-milioni-a-uomini-coop%E2%80%9D/148052/">un articolo</a> di Gianni Barbacetto, che riporta la notizia di una tangente che sarebbe stata corrisposta a due uomini della società Aesse, vicina al potente CCC, il consorzio cooperative costruzioni di Bologna. Anche il vicepresidente e direttore commerciale del CCC, Omar degli Esposti, <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/07/28/news/ccc_nella_bufera_tangenti_di_milano_il_direttore_accusato_di_concussione-19719688/">sarebbe indagato</a> a Monza per concussione. ). La storia dell’area ex Falck, insomma, coinvolgerebbe non solo il Pd, ma anche <strong>una delle più importanti cooperative emiliane</strong>.</p>
<p>Seguiteci dopo il salto, parleremo, tra le altre cose, anche di una associazione culturale molto interessante&#8230;.</p>
<p><!--more-->Penati si autosospende da tutte le cariche che ricopre nel partito e rinuncia anche alla poltrona di vicepresidente del Consiglio Regionale lombardo. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/25/tangenti-penati-fa-due-passi-indietro-lascio-le-cariche-ma-sono-innocente/147684/">Usa parole molto dure</a> nei confronti dei suoi accusatori:</p>
<blockquote><p><em>“Ribadisco la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati, mentre rilevo che non cessano le ricostruzioni parziali, contraddittorie e false indotte da altre persone coinvolte nella vicenda”. Le accuse alla base dell’inchiesta, secondo Penati, sono “una montagna di calunnie” provenienti “da due imprenditori inquisiti in altre vicende giudiziarie che cercano così di coprire i loro guai con la giustizia.”</em></p></blockquote>
<p>Un <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/28/la-cassaforte-di-penati/148313/">articolo di ieri</a> del Fatto Quotidiano ci ha fatto scoprire l’esistenza di una associazione culturale, Fare Metropoli, che in occasione delle elezioni provinciali del 2009 avrebbe trasferito <strong>decine di migliaia di euro</strong> provenienti da alcuni finanziatori nelle casse del comitato elettorale di Filippo Penati. Il risultato? Non si dovrebbe poter risalire ai finanziatori del comitato, ma ci si dovrebbe fermare all’associazione culturale. In questo modo, i finanziatori del partito rimarrebbero nascosti. Tra le altre cose, nel Cda sedeva Bruno Binasco, legato a Marcellino Gavio, proprietario dell&#8217;<strong>autostrada Milano-Serravalle</strong>, attorno alla quale ruota un&#8217;altra vicenda dai contorni poco chiari (<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/28/Serravalle_affari_politica_una_mucca_co_9_110728032.shtml">qui</a> un articolo del Corriere della Sera per chi vuole approfondire). Viva la trasparenza.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/politica/11_luglio_28/ferrarella_guastalla_penati_3e0a14e4-b8d8-11e0-a8dd-ced22f738d7a.shtml">Un pezzo</a> di Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella sul Corsera riporta le dichiarazioni esplosive del costruttore Pasini: Penati gli avrebbe detto che avrebbe dovuto versare delle tangenti al partito. Ricorda Pasini:</p>
<blockquote><p><em>“<strong>Penati mi disse che avrei dovuto dare qualcosa al partito ovvero a qualcuno</strong>. A tal fine ho incontrato Penati in Comune nel 2000», il quale «mi disse che l&#8217;operazione mi sarebbe costata 20 miliardi di lire in tranche di 4 miliardi l&#8217;una. Mi disse anche che a prendere accordi con me sarebbe venuto Di Caterina» che, «all&#8217;epoca molto amico dell&#8217;amministrazione e in particolare di Penati, aveva il compito di portare a casa dei quattrini». Per chi? «Penati non mi disse che i soldi servivano per qualche personaggio politico più in alto, ma ho immaginato che questo potesse essere perché tutti erano interessati all&#8217;operazione».”</em></p></blockquote>
<p>Infine, per chiudere in bellezza, <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/penati-la-lettera-e-il-dvd/2157282">un articolo</a> di Paolo Biondani sull’Espresso riporta una mail inviata dall’imprenditore Pietro di Caterina, coinvolto anche nell’inchiesta ex Falck, a Filippo Penati e a Bruno Binasco (che abbiamo già incontrato parlando dell’associazione Fare Metropoli):</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Signori, come a voi ben noto, <strong>il sottoscritto, nel corso degli anni, a partire dal 1999, ha versato a vario titolo, attraverso dazioni di denaro, a Filippo Penati, notevoli somme di denaro</strong>&#8220;.</em></p></blockquote>
<p>Un intreccio oscuro tra imprenditori, politici e cooperative. Non c’è niente da fare, come <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/28/son-contento/148370/">ha scritto</a> Andrea Scanzi, </p>
<blockquote><p><em>“Che partito meraviglioso, il Partito Disastro. In neanche due mesi, dopo quelle amministrative e quei Rerefendum delle cui vittorie si era pateticamente appropriato, è riuscito a sprecare tutto. <strong>Ci vuole talento assoluto</strong> per disboscare dalle fondamenta ogni speranza. Occorre abnegazione encomiabile nel salvare ogni volta dall’oblio politico il loro amico prediletto: <strong>Priapino da Arcore</strong>.”</em></p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/10923/la-storia-delle-tangenti-a-penati">La storia delle tangenti a Penati</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 12:45 di venerdì 29 luglio 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Prove INVALSI 2011: critiche e dubbi, le risposte punto per punto</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/10352/prove-invalsi-2011-critiche-e-dubbi-risposti-punto-per-punto</link>
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    <pubDate>Thu, 12 May 2011 14:00:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Giulio Mattioli</dc:creator>
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    <category>analisi-e-dati</category><category>le-grandi-inchieste-di-polisblog</category><category>prove invalsi 2011</category><category>prove invalsi critiche</category><category>prove invalsi privacy</category>
    <description>Le Prove Invalsi 2011 per la scuola primaria, media e superiore si stanno effettuando proprio in questi giorni, accompagnate immancabilmente da un&amp;#8217;intenso fiorire di polemiche e critiche.[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.polisblog.it%2Fpost%2F10352%2Fprove-invalsi-2011-critiche-e-dubbi-risposti-punto-per-punto" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/Invalsicome2009.jpg" class="post" border="0" width="586" height="442" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Le <a href="http://www.polisblog.it/post/10273/prove-invalsi-che-cosa-sono-e-perche-gli-insegnanti-le-boicottano">Prove Invalsi 2011</a> per la scuola primaria, media e superiore si stanno effettuando proprio in questi giorni, accompagnate immancabilmente da un&#8217;<strong>intenso fiorire di polemiche e critiche</strong>. Sulla rete ad esempio hanno fatto molto rumore due post di madri di San Remo, preoccupate  rispetto allo scopo e all’utilità della test (li trovate <a href="http://www.riviera24.it/articoli/2011/05/05/108986/prove-invalsi-lo-sfogo-della-mamma-di-un-alunno-della-scuola-media-dante-alighieri">qui</a> e <a href="http://www.riviera24.it/articoli/2011/05/08/109278/prove-invalsi-lindignazione-di-unaltra-mamma-spero-che-giovedi-le-classi-siano-deserte">qui</a>).  </p>
<p>Come abbiamo scritto in un post che spiega cosa sono le <a href="http://www.polisblog.it/post/10273/prove-invalsi-che-cosa-sono-e-perche-gli-insegnanti-le-boicottano">Prove Invalsi</a> qualche giorno fa,  il fronte del no alle prove è abbastanza trasversale, e coinvolge frange di genitori,  docenti  e dirigenti scolastici. Ma non solo: anche dal mondo politico, sindacale e giornalistico vengono sollevate perplessità. </p>
<p>Sul Fatto Quotidiano di ieri ad esempio, un articolo significativamente intitolato “<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/10/prove-invalsi-principio-giusto-metodo-errato/110118/">Prove Invalsi: principio giusto, metodo errato</a>”  ha espresso opinioni molto critiche verso il test, accompagnato da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/10/scuola-parte-male-il-test-invalsi-valutazione-in-salsa-italiana/110115/">un pezzo che ha raccontato le perplessità</a> della CGIL e  dell’Italia dei Valori.</p>


<p>Tutte queste critiche denotano una positiva attenzione verso il mondo della scuola, troppo spesso chiamata agli onori delle cronache unicamente per episodi negativi. Tuttavia <strong>molti dei dubbi e delle paure che le alimentano sono fondate su informazioni errate</strong>. </p>
<p>Per questo motivo proviamo oggi su polisblog a <strong>rispondere punto per punto alle domande  e alle critiche</strong> espresse sia dalle madri che dal Fatto Quotidiano negli articoli sopra citati, che sono un buon campione di quelle che circolano nel mondo della scuola in questi giorni:</p>
<p><strong>&#8220;Le prove INVALSI costano troppo, proprio in un momento in cui alle scuole vengono tagliati i fondi!&#8221;</strong></p>
<blockquote><p>E’ vero: questo è un periodo di estremi tagli alla scuola. Che sarebbero secondo il ministro bilanciati da un surplus di risorse destinate alla valutazione. A ben guardare, però, <strong>gli 8 milioni destinati all’INVALSI sono poca cosa di fronte agli 8 miliardi di tagli</strong>. Tenendo conto del bilancio totale del MIUR, l’INVALSI occupa circa tra lo 0,01 e lo 0,02 del bilancio, come spiega l’ex-direttore dell’INVALSI, Piero Cipollone, ne l’Indice della scuola. Verosimilmente, risparmiando questi 8 milioni di euro non sarebbe stato assunto neanche un precario.
</p></blockquote>
<p><strong>&#8220;Che bisogno c’è di “valutare” i nostri figli? Come si fa a pensare a un test unico per zone tanto diverse del paese, e per scuole tanto diverse (ad esempio licei e istituti professionali)?&#8221;</strong></p>
<blockquote><p>Il problema principale, come si è detto nel precedente post sulle <a href="http://www.polisblog.it/post/10273/prove-invalsi-che-cosa-sono-e-perche-gli-insegnanti-le-boicottano">Prove Invalsi 2011</a>, è la polisemia del termine valutazione. Nel caso di questo test valutare significa “misurare”. Per misurare è imprescindibile che le varie misure ottenute nelle diverse scuole e diverse zone del paese siano in qualche modo comparabili. E non dovendo “valutare” gli alunni nel senso scolastico del termine, poco importa che lo stesso test sia dato a extracomunitari, licei, ragionerie, ecc. Anzi, <strong>proprio la disponibilità di un test standardizzato unico permette di operare confronti sincronici e diacronici per evidenziare falle, miglioramenti, disuguaglianze. Il voto scolastico lo dà il docente</strong>, che nel corso dell’anno segue l’alunno e la classe ben consapevole del contesto sociale e degli specifici problemi e possibilità di ognuno. Questo, è opportuno ricordarlo, il test non lo può fare e non intende farlo.
</p></blockquote>
<p><strong>&#8220;I test contengono gravi violazioni della privacy, si informano sul background familiare dello studenti!&#8221;</strong></p>
<blockquote><p>In realtà <strong>non c’è pericolo: in nessun test si chiedono il nome e cognome degli studenti, che sono protetti tramite un codice numerico</strong>. Lo stesso avviene per la scuola e per la classe. Le norme sulla privacy a cui devono sottostare i test e il personale dell’INVALSI in caso di visione o pubblicazione dei dati sono molto stringenti. Per quanto riguarda la rilevazione del <strong>background familiare, si tratta di una variabile assolutamente fondamentale per chi studia la scuola</strong>. Perchè? E&#8217; molto semplice: una scuola che, ad esempio, portasse al successo scolastico solo i figli di laureati, bocciando tutti gli altri, non farebbe altro che riprodurre nella generazione successiva le disuguaglianze della precedente. E questo non è quello che una scuola  democratica (che voglia dare le stesse possibilità a tutti) dovrebbe fare. I testi INVALSI si propongono di portare allo scoperto questi problemi, per cominciare a pensare a come risolverli. E&#8217; ben strano invece che la CGIL, l&#8217;IdV e Il Fatto Quotidiano, che dovrebbero tenere in grande considerazione il principio di uguaglianza tanto caro alla sinistra, mostrino scarsa conoscenza e sensibilità nei confronti di questi fatti basilari.</p></blockquote>
<p><strong>&#8220;Con i test standardizzati aumenterà ulteriormente il divario tra zone del paese e gruppi sociali: sappiamo già quali sono i mali della scuola italiana, senza il bisogno di test&#8221;</strong></p>
<blockquote><p>Non è chiaro come: <strong>avere dei test serve a possedere un’informazione scientifica sullo stato reale del paese senza ricorrere a informazioni impressionistiche</strong> derivanti da articoli di giornale più o meno parziali, da intenti politici o da mode del momento. Anche perchè le narrazioni sui mali esistenti sono molte, come si è visto in questi ultimi anni, e affidarsi a una o all’altra diventa una scelta ideologica e politica. Il male della scuola sono i tagli? Gli sprechi? La disciplina? La meritrocrazia? Ognuno ha la sua. <strong>Il possesso di dati, restituiti alle scuole sotto forma di medie (e non di risultati per studente), fornisce agli istituti informazioni preziose</strong> per conoscere lo stato di salute degli apprendimenti dei propri studenti in prospettiva comparata, senza far ricorso a generiche “impressioni” e poter meglio destinare le risorse. I test sono quindi un ottimo strumento di diagnostica, che permette confronti nel tempo e tra aree geografiche per poter evidenziare lacune, trend, lanciare allarmi, stornare finanziamenti dove è più alto il bisogno.</p></blockquote>
<p><strong>&#8220;E’ vero che negli altri paesi si fanno i test, ma la scuola italiana non è pronta: abbiamo già tanti problemi che conosciamo e, comunque, non abbiamo la cultura per farli&#8221;</strong></p>
<blockquote><p>Questa critica è curiosa e si può leggere anche così: dato che non siamo un popolo pronto ad accettare dei risultati, preferiamo rimanere nel nostro brodo dato che, in fondo, tutto sommato ci stiamo bene. Non è il primo anno che in Italia si fanno i test. E in ogni caso non si capisce quando dovremmo essere pronti ad allinearci ai “paesi civilizzati” che già li fanno. O cosa aspettare. <strong>Questa versione &#8220;culturalista&#8221; dell&#8217;inopportunità di fare dei test ci offre l’immagine di una scuola fatalista, immobile e immutabile nei suoi difetti con cui non siamo affatto d’accordo</strong>. Probabilmente è un atteggiamento come questo il primo risultato di diagnostica che hanno fatto emergere, in maniera indiretta, i test INVALSI.</p></blockquote>
<p><em>Si ringrazia Giovanni Abbiati per la collaborazione all&#8217;articolo</em></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/10352/prove-invalsi-2011-critiche-e-dubbi-risposti-punto-per-punto">Prove INVALSI 2011: critiche e dubbi, le risposte punto per punto</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 16:00 di giovedì 12 maggio 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Un piccolo viaggio nelle pagine facebook di Berlusconi e Bersani</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/10127/un-piccolo-viaggio-nelle-pagine-facebook-di-berlusconi-e-bersani</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.polisblog.it/post/10127/un-piccolo-viaggio-nelle-pagine-facebook-di-berlusconi-e-bersani</guid>
    <pubDate>Tue, 12 Apr 2011 13:34:58 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Bruno Marino</dc:creator>
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    <category>mediaticamente</category><category>echi-dalla-blogosfera</category><category>le-grandi-inchieste-di-polisblog</category><category>barack obama</category><category>bersani</category><category>bunga bunga</category><category>in evidenza</category><category>silvio berlusconi</category>
    <description>Silvio Berlusconi è tornato su facebook! La lieta notizia (grazie a lademocrazia.it per la scoperta) ha stimolato la nostra curiosità e siamo andati a controllare la pagina ufficiale del premier. E[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.polisblog.it%2Fpost%2F10127%2Fun-piccolo-viaggio-nelle-pagine-facebook-di-berlusconi-e-bersani" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/berlusca1.jpg" class="post" border="0" width="586" height="418" alt="" /><br clear="all" /> Silvio Berlusconi è tornato su facebook! La lieta notizia (grazie a <a href="http://www.lademocrazia.it/silvio-berlusconi-torna-su-facebook/">lademocrazia.it</a> per la scoperta) ha stimolato la nostra curiosità e siamo andati a controllare la pagina ufficiale del premier. E abbiamo scoperto qualcosa di interessante.</p>
<p>Primo: la pagina piace a circa 300.000 persone. Quella di Bersani, per fare un confronto, a poco meno di 50.000. Facendo un rapido confronto con la pagina ufficiale di Barack Obama (più di 19 milioni di &#8220;mi piace&#8221;) è evidente che i numeri italiani siano molto piccoli. Gli USA hanno circa <a href="http://www.checkfacebook.com/">152 milioni di persone</a> con un profilo facebook contro i circa 18 milioni italiani, vale a dire un rapporto di circa 9:1, mentre il rapporto tra le pagine di Obama e Berlusconi (non consideriamo Bersani, la cui pagina è seguita da poche persone) è di 63:1. </p>
<p>Vale a dire che ogni mi piace alla pagina del caro Presidente equivale a 63 mi piace alla pagina di Obama. Insomma, B&#038;B (Berlusconi e Bersani) non sembrano essere molto seguiti sul social network. C&#8217;è altro. Seguiteci dopo il salto.</p>


<p>Avete visto la <strong>foto del profilo</strong> di Berlusconi? Non c&#8217;è qualcosa di strano? A me sembra una foto molto vecchia (di almeno 6 o 7 anni fa). E se si guarda ad <a href="https://www.facebook.com/album.php?fbid=120252554675525&#038;id=116716651695782&#038;aid=12663">un album della pagina</a> (denominato &#8220;ritratti&#8221;), notiamo che ci sono addirittura foto della discesa in campo. Correva l&#8217;anno 1994. <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150166572162097&#038;set=a.457688042096.249601.127457477096&#038;theater">La foto della pagina</a> di Bersani, invece, è stata scattata ad una manifestazione in difesa della Costituzione. Tuttavia, la foto è troppo piccola e non risulta immediatamente chiaro che cosa abbia in mano il segretario del Pd. Guardate qui sotto e giudicate:</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/216643_1015dert0166572162097_127457477096_7174536_3695348_n_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="254" height="274" alt="" /></p>
<p>Guardando nello specifico le foto, <strong>gli album di Berlusconi</strong> sono &#8220;istituzionali&#8221;: emergenza rifiuti, g8, insediamento governo, eccetera. Bersani, invece, ha solo un album con due foto (denominato &#8220;il governo è al capolinea&#8221;), alcune foto del profilo e alcune foto pubblicate sulla bacheca. Spiccano alcune immagini della campagna &#8220;rimbocchiamoci le maniche&#8221;, una foto a sostegno dei ribelli libici e, dulcis in fundo, il baciamano di Berlusconi a Gheddafi.</p>
<p>Tornando alla <strong>bacheca di Berlusconi</strong>, notiamo che la pagina è stata inattiva per tre lunghi periodi: dall&#8217;8 Luglio 2010 al 10 Novembre 2010, dal 3 Dicembre 2010 al 14 Gennaio 2011 e, infine, dal 31 Gennaio al 15 Marzo. Attenzione alle date: il 26 Ottobre 2010 e è scoppiato il Rubygate (con lo scoop del Fatto Quotidiano), quindi è normale che l&#8217;assenza estiva-autunnale sia stata prolungata fino al 10 Novembre, quando le acque sembravano essersi calmate. Stesso discorso per la pausa di Dicembre-Gennaio: tra compravendita di parlamentari e la pubblicazione delle intercettazioni sui Bunga Bunga era meglio stare in silenzio, aspettare che passasse la bufera.</p>
<p>Infine, avete notato che i post sono pubblicati in <strong>terza persona</strong>? Ovvero, presumibilmente non dallo stesso Premier (escludendo che utilizzi lo stile di Cesare), ma da un suo collaboratore. La pagina di Bersani, invece, presenta post scritti in prima persona (gli stessi, peraltro, pubblicati anche nella pagina del profilo del segretario del Pd), che danno perlomeno l&#8217;impressione che sia il leader Pd ad utilizzare la pagina facebook. </p>
<p><strong>In sintesi</strong>, la pagina di Bersani (anche se molto meno seguita) sembra essere più aperta e più vicina all&#8217;idea di condivisione di idee e proposte (è anche possibile scriverci), mentre quella di Berlusconi è poco utilizzata, quasi come se fosse un&#8217;appendice poco utile alla comunicazione politica del Presidente del Consiglio.</p>
<p><strong>Chicca finale</strong>, guardate i video pubblicati tra il 28 Maggio e il 25 Giugno nella pagina del Premier. Si chiamano &#8220;Silvio risponde&#8221;. Neanche Emilio Fede saprebbe fare di meglio.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="586" height="385" src="http://www.youtube.com/embed/9DnXaELNmvI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/10127/un-piccolo-viaggio-nelle-pagine-facebook-di-berlusconi-e-bersani">Un piccolo viaggio nelle pagine facebook di Berlusconi e Bersani</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 15:34 di martedì 12 aprile 2011.</p>
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    <title>Riforma della Giustizia in dirittura d&#039;arrivo: l&#039;irritazione del Colle</title>
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    <pubDate>Wed, 09 Mar 2011 09:34:49 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Luca Landoni</dc:creator>
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    <category>angelino-alfano</category><category>le-grandi-inchieste-di-polisblog</category><category>bozza alfano</category><category>in evidenza</category><category>riforma della giustizia</category>
    <description>Ci siamo. La bozza di riforma della giustizia è ormai quasi pronta, e l&amp;#8217;intenzione del governo è di vararla in tempi strettissimi. La Lega ha dato il suo assenso di massima, anche se Bossi si[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/alfano_02.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="316" alt="" /><br clear="all" />Ci siamo. La bozza di <strong>riforma della giustizia</strong> è ormai quasi pronta, e l&#8217;intenzione del governo è di vararla in tempi strettissimi. La Lega ha dato il suo assenso di massima, anche se <strong>Bossi </strong>si riserva di studiare la struttura finale del progetto, e nei prossimi due giorni assisteremo all&#8217;iter di consultazioni classico, ma più ristretto di un caffè napoletano.</p>
<p>E la cosa ha già suscitato l&#8217;irritazione della Presidenza della Repubblica, cui mancherà probabilmente il tempo stesso di porre alcuni rilievi (leggi: consigli) e che di conseguenza ha rinunciato al rituale colloquio col Guardasigilli <strong>Alfano</strong>. Per salvare le apparenze al posto di <strong>Napolitano </strong>sarà il segretario generale <strong>Donato Marra</strong> a incontrare il ministro della giustizia.</p>
<p>Con questi presupposti si parte già nel peggiore dei modi, ed è probabile che il Pdl si trovi davanti le barricate e ogni ostacolo possibile. Non solo l&#8217;opposizione, cosa peraltro scontata, e la magistratura stessa, com&#8217;è ovvio, ma anche il Capo di Stato metterà certamente in campo tutte le sue forze per far dirottare la riforma.</p>


<p>
Tutto questo mentre la Lega, sorniona, se ne starà a guardare totalmente indifferente. È infatti più che evidente che al Carroccio la questione della giustizia interessa molto realtivamente, e per ammissione dello stesso Bossi il partito si schiererà a favore giusto come<strong> do ut des</strong> in cambio del federalismo.</p>
<p>Ma vediamo i tempi. <strong>Oggi </strong>consultazione con la Presidenza, dopo le ultime limature. <strong>Giovedì </strong>approvazione scontata in un consiglio dei ministri straordinario, e poi via libera al solito iter parlamentare. Molto lungo, visto che dovranno essere modificati almeno 13-14 articoli della Costituzione.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/9862/riforma-della-giustizia-in-dirittura-darrivo-lirritazione-del-colle">Riforma della Giustizia in dirittura d'arrivo: l'irritazione del Colle</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 11:34 di mercoledì 09 marzo 2011.</p>
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    <title>Magistratura, destra e sinistra: un rapporto difficile</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/9846/magistratura-destra-e-sinistra-un-rapporto-difficile</link>
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    <pubDate>Mon, 07 Mar 2011 09:24:07 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Luca Landoni</dc:creator>
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    <description>In un momento in cui la magistratura italiana si appresta a fare le barricate contro le riforme del Governo, entrando a piè sospinto nella battaglia politica, può essere interessante dibattere intorno[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/antoniodipietromagistrato.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="302" alt="" /><br clear="all" />In un momento in cui la magistratura italiana si appresta a fare le barricate contro le riforme del Governo, entrando a piè sospinto nella battaglia politica, può essere interessante dibattere intorno alla percezione di questo soggetto nell&#8217;immaginario dei cittadini.</p>
<p>Sull&#8217;argomento vi invito a leggere <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/03/07/news/mappe_magistratura-13273693/?ref=HREC1-2">l&#8217;editoriale di Ilvo Diamanti</a>, pubblicato oggi da Repubblica, il quale tenta un&#8217;analisi dai tempi di Tangentopoli ad oggi del grado di fiducia nutrito dalla popolazione nei confronti dei nostri magistrati, utilizzando sondaggi che tengano conto del suo orientamento politico.</p>
<p>Ne risulta che da una situazione pressoché neutra del 1994, la forbice pian piano si allarga, fino ad arrivare al dato attuale in cui gli elettori di centrosinistra nutrono una fiducia del 70%, quelli di centrodestra addirittura del 20%. Al di là delle idee di ciuscuno vogliamo cercare di capire perché sia accaduto questo, sempre tenendo conto che si tratta di una situazione unica forse a livello mondiale?</p>


<p>A destra si è evidentemente convinti che il terzo potere sia schierato dalla parte opposta, e le origini di tutto questo vanno ricercate nel caso Greganti e nel mancato coinvolgimento del Partito Comunista in Tangentopoli; un fatto che a tutt&#8217;oggi viene sentito come l&#8217;origine di tutti i mali. Inutile ricordare l&#8217;allontanamento della Parenti dal pool Mani Pulite e la ridicola difesa del &#8220;compagno G&#8221;, che comunque consentì a una parte politica ben definita di &#8220;sfangarla&#8221; e scrivere la nuova storia del paese, nonostante fosse coinvolta più o meno come gli altri nello scandalo.</p>
<p>E poi vent&#8217;anni di sforzi e risorse impiegate a senso unico dal partito della procura, cioè sempre contro Berlusconi. Con brevi tregue, guarda caso, coincidenti con i periodi di governo di sinistra. Strano. Così la pensa l&#8217;elettore di destra che all&#8217;80% sfiducia la magistratura. E che essendo di fatto maggioritario nel paese non può essere considerato alla stregua di una piccola e trascurabile nicchia. </p>
<p>Siamo dunque di fronte al più clamoroso abbaglio collettivo della storia d&#8217;Italia (che ricordiamolo, ha vissuto anche decenni di dittatura) o c&#8217;è qualche fondamento di verità? Meditare su tutto questo senza velarsi gli occhi con la propria bandiera a volte potrebbe essere salutare. Non per scagionare Berlusconi - che se ha commesso reati deve certamente risponderne - ma per capire se una bella parte parte delle fondamenta su cui poggia la Repubblica siano sane o avariate dagli interessi personali di chi nasce per essere &#8220;terzo&#8221;.</p>
<p>La magistratura, appunto.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/9846/magistratura-destra-e-sinistra-un-rapporto-difficile">Magistratura, destra e sinistra: un rapporto difficile</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 11:24 di lunedì 07 marzo 2011.</p>
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