
Il raffinato approccio culturale degli uomini della Lega si appresta produrre un altro provvedimento memorabile: il permesso di soggiorno a punti. Una misura già ipotizzata nell’ottobre 2008 dal senatore nordista Mazzatorta: chi si integra nella società italiana vede accresciuto il punteggio, chi viola le leggi o non è in regola perde punti fino a esaurimento. E in questo caso scatta l’espulsione.
Il lavoro fra i due ministeri, dell’Interno e del Welfare, ci informa Il Giornale, ha portato a questo accordo che sarà, a breve, trasformato in un provvedimento con un decreto che regolamenterà la materia. Il permesso di soggiorno a punti prevede il raggiungimento di un credito (30 punti) in due anni (è la durata di un permesso). Al termine di questo percorso, se non dovesse essere raggiunto l’obiettivo, sarebbe previsto un anno di proroga. Al termine di questo percorso, una volta raggiunti gli obiettivi prefissati nell’accordo, gli immigrati potrebbero chiedere la carta di soggiorno. Tra i doveri da adempiere pare che ci saranno la conoscenza della lingua italiana, l’iscrizione al servizio sanitario nazionale, la conoscenza della Costituzione.
Tre giuste ed interessanti richieste da rivolgere a chi intende soggiornare nel nostro Paese. Tra richieste che andrebbero legate anche al diritto di voto per i cittadini italiani: coloro che si esprimono solo in dialetto (poco importa se bergamasco o napoletano), non possono contare su un servizio sanitario decente e non sanno di cosa trattano almeno 4 o 5 articoli tra tutti quelli di cui è formata la nostra Carta costituzionale si possono scordare di andare al seggio.
Voi che dite, si può fare?

L’attualità spesso non agevola la memoria. Anzi. La contrasta non permettendo all’elettore di valutare i propri amministratori in modo lucido. Preciso. Tralasciando l’aspetto ludico che spesso inquina i mass media dove la presenza degli esponenti politici è massiccia ma non sempre congrua al ruolo che ricoprono.
Umberto Bossi oltre ad essere il leader della Lega Nord, padre di tale Renzo al quale è stata garantita una candidatura, l’alleato senza il quale a Silvio Berlusconi non sarebbe permesso di andare in giro ironizzando sulle somiglianze con il bambinello (mentre in patria ad attenderlo c’è un’epifania moderna, perché di questo si tratta il legittimo impedimento) è un Ministro.
A lui competono le riforme e il federalismo. Tutti, giornalisti e no, dovremmo averlo ben presente prima di ridere su ciò che l’esponente politico si diletta a fare nel tempo libero quando, emulando il poeta Sandro Bondi e l’anchorman Silvio Berlusconi, scrive componimenti per Telepadania.
Continua a leggere: Ispirato da Sandro Bondi Umberto Bossi diventa poeta per Telepadania

Sono decisamente passati i tempi in cui la Lega osteggiava i kebab in quanto prodotto non tipicamente italico e culturalmente alieno. Ora il ministro Luca Zaia, responsabile dell’agricoltura finché non diverrà presidente della Regione Veneto, si lancia in campagne spot in favore di MacDonald’s, che in tutta evidenza rappresenta un approccio al cibo culturalmente più vicino alle tradizioni nostrane.
La scelta del ministro (già evidenziata da Ecoblog), motivata dal lancio di un nuovo panino realizzato con prodotti tutti italiani, ha scatenato una contesa col Guardian, il cui critico gastronomico ha assaggiato il nuovo McItaly e lo ha trovato orrendo (un giudizio che, dopo averlo assaggiato, mi sento di confermare). Lo Zaia nazionale non ha accettato di buon grado le critiche e mettendo in mostra l’eloquio leghista ha dato al giornalista dello stalinista, categoria un tantino desueta e forse esagerata per un semplice panino con hamburger, asiago e crema di carciofi.
Oltre alle valutazioni sul sapore e la validità del panino incriminato, rimane effettivamente il dubbio sull’opportunità che un ministro della Repubblica si metta il grembiule di McDonald’s (di Spizzico o di Autogrill) per una pubblicità un tantino spudorata ad una catena che, oltre ad essere una multinazionale abbastanza discussa, propone una cultura alimentare che gli stessi Stati Uniti iniziano a mettere in discussione a causa delle sue conseguenze negative sulla salute.
Che la scelta debba essere per forza tra stalinisti e obesi?

Che piaccia o no al momento ogni partito più che per i contenuti è caratterizzato dalle candidature. Il Popolo delle Libertà, come osservava il Fatto, è il palcoscenico delle veline. Il Pd degli esponenti politici non appartenenti allo stesso partito. L’Italia dei Valori degli ex magistrati.
La Lega Nord, non venendo meno alle altre coalizioni, ha deciso di puntare sui “figli di”. A pochi giorni dal pettegolezzo secondo il quale Renzo Bossi avrebbe sostituito l’assessore lombardo dello sport Piegianni Prosperini, l’ex Ministro della Giustizia Roberto Castelli conferma che per il ragazzo è arrivato il momento di misurarsi con l’elettorato. A Brescia dove correrà per far parte del consiglio provinciale.
“Credo – ha dichiarato lo stesso Castelli - che sia un gesto di coraggio per un ragazzo di 20 anni presentarsi agli elettori. Tanto di cappello”.
Continua a leggere: Elezioni 2010: ufficializzata la candidatura di Renzo Bossi a Brescia

Da oggi si potrà affermare con una buona dose di sicurezza che il silenzio della Lega sulla riforma della giustizia, di cui parla appena possibile Silvio Berlusconi, non è frutto di un comprensibile disinteresse per la materia.
Se i tempi della giustizia in Italia fossero più rapidi oggi non sarebbe riaperta un’indagine avviata dalla Procura di Verona che tra il 1996 e il 1997 cercò di capire se 36 militanti della Lega Nord avessero o meno scopi secessionisti.
Sotto processo, a partire dal prossimo primo ottobre, ci saranno anche il sindaco di Treviso, Giampaolo Gobbo, e il parlamentare Matteo Bragantini. Non sono stati presi in esame invece il leader Umberto Bossi e i Ministri Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Considerati innocenti già all’epoca.

Ieri sera a “la zanzara” di Radio24, oltre ad Alessandra Mussolini, è intervenuto anche Paolo Grimoldi il deputato leghista di cui ci siamo occupati la scorsa settimana per via della sua crociata contro la versione integrale del “Diario di Anna Frank”.
L’esponente politico, confermando i limiti politici di cui si disquisiva all’indomani dell’intervista di Roberto Maroni a “che tempo che fa”, non ha polemizzato sulla notizia riguardante Renzo Bossi. Figlio di Umberto.
Come riportato dai colleghi di 02blog.it il ragazzo, noto alla cronache anche per la difficoltà riscontrate nel portarsi a casa il diploma di maturità, dovrebbe sostituire Piergianni Prosperini diventando, di fatto, il nuovo assessore allo sport.
Continua a leggere: Renzo Bossi: sarà Assessore Regionale allo Sport?

Dell’ultima, l’ennesima, scellerata idea degli esponenti politici leghisti (è di venerdì una proposta di censura al Diario di Anna Frank fatta da un deputato della Lega Nord) il Ministro degli Interni Roberto Maroni non ne ha voluto parlare a Fabio Fazio.
Il compagno di Umberto Bossi si è limitato a sostenere che le dichiarazioni dei propri discepoli non hanno fino ad oggi, e prova contraria, fatto danni pratici. Le violenze che hanno subito invece i dirigenti del partito che rappresenta invece sì.
Non c’è dubbio che un reato è da condannare al di là di chi sia farlo. Questo dovrebbe saperlo bene l’esponente politico che in altre circostanze, come spiegato durante l’intervista, ha dimostrato di avere una sensibilità che non utilizza se deve riflettere sull’operato del proprio partito.

A pochi giorni dall’arrivo, in Italia, di Avatar qualcuno su facebook ironizzava sulla scena di sesso che è stata tagliata dal regista per impedire che la censura potesse ridimensionare un investimento degno di Ben Hur.
Ebbene, a pochi giorni dal 27 gennaio (dedicato, come sempre, alla Shoah) un deputato della Lega Nord, tale Paolo Grimoldi, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione sul Diario di Anna Frank.
Secondo l’esponete leghista il libro non sarebbe adatto a dei bambini frequentanti la quarta elementare per via della pagina in cui la protagonista della storia racconta delle proprie parti intime.
Continua a leggere: Deputato della Lega Nord contro il Diario di Anna Frank

Di immigrati, come previsto ieri, si sta progressivamente smettendo di parlare. Risolto, con le ruspe, la guerriglia registrata a Rosarno il dibattito si è spostato su lidi che meglio di altri ci fanno sognare un’Italia che al momento non esiste.
Eppure tra poco meno di due mesi ci sarà, e ne avremo occasione di parlarne più approfonditamente, il secondo sciopero nazionale degli immigrati. Persone che non vengono sfruttate solo al Sud.
Secondo quanto reso noto dalla Cgil di Padova nel Veneto vengono registrati casi simili a quelli calabresi anche tra le persone, 2500, regolari le cui condizioni di lavoro peggiorano dopo la firma ad un contratto che non viene poi rispettato.
Continua a leggere: Rosarno come il Veneto. Luca Zaia salverà gli immigrati dalla schiavitù?
Ricordate Barbarossa, il kolossal epico firmato Renzo Martinelli che nelle intenzioni della Lega Nord doveva essere una specie di Braveheart padano? Al botteghino era stato un flop clamoroso - finanziato anche con le nostre tasse: ricevette 1,6 milioni di euro di contributi - e alla fine non l’hanno visto neanche i leghisti. Ma si sa, a volte, a volte quello che butti fuori dalla porta, ti rientra dalla finestra.
Infatti la Regione Lombardia ha deciso di elargire ai suoi consiglieri regionali in omaggio proprio un prestigioso dvd dell’epopea
Il logo della Regione con la rosa camuna campeggia in bella vista sul cadeau a tiratura limitata dell’assessore regionale alle Culture, identità e autonomie Massimo Zanello indirizzato a tutti i consiglieri regionali. La prefazione, manco a dirlo, è di Umberto Bossi con tanto di foto. La libertà non si dona
La Libertà no, ma Barbarossa sì: quello te lo tirano dietro. Comprensibili le polemiche dell’opposizione sui costi dell’operazione. Ma qualcuno di voi l’ha visto poi Barbarossa?