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  <title>Polisblog.it</title>
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  <description>Politica italiana e estera: notizie di politica on line</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 02:50:58 GMT</pubDate>
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  <copyright>2007-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>Nuova legge elettorale - Il Pd si spacca? Parisi: «Un imbroglio, sarà un porcellinum».</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/14159/nuova-legge-elettorale-arturo-parisi</link>
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    <pubDate>Wed, 28 Mar 2012 15:46:25 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alberto Puliafito</dc:creator>
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    <category>interni</category><category>legge-elettorale</category><category>arturo parisi</category><category>nuova legge elettorale</category><category>porcellinum</category><category>porcellum</category><category>riforma legge elettorale</category>
    <description>Maretta anche nel Pd e non solo nelle fila di Idv e Lega, per l&amp;#8217;accordo sulla nuova legge elettorale. Arturo Parisi - che era stato fra i promotori del referendum per la legge elettorale 2012,[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/arturoparisi.jpg" class="post" border="0" width="586" alt="Arturo Parisi" /><br clear="all" /></p>
<p>Maretta anche nel Pd e non solo nelle fila di Idv e Lega, per l&#8217;<a href="http://www.polisblog.it/post/14145/nuova-legge-elettorale-accordo-pd-pdl-udc">accordo sulla nuova legge elettorale</a>. <strong>Arturo Parisi</strong> - che era stato fra i promotori del <a href="http://www.polisblog.it/categoria/referendum-legge-elettorale-2012">referendum per la legge elettorale 2012</a>, però in una forma ritenuta <a href="http://www.polisblog.it/post/13199/referendum-porcellum-la-consulta-dice-no">inammissibile dalla Consulta</a>, cosa che ha suscitato enormi polemiche ma che, in realtà, era una <a href="http://www.polisblog.it/post/13193/referendum-bocciato-era-scontato-ma-perche-i-partiti-proposero-i-loro-quesiti">bocciatura ampiamente prevista, anche dallo stesso Parisi</a> - non ha preso per niente bene le linee guida dettate dal triumvirato dell&#8217;ABC (Alfano-Bersani-Casini) e si è sfogato, ospite a TgCom24, con toni che non sono per nulla conciliatori e che lasciano intendere spaccature nel partito.</p>
<blockquote><p><em>«E’ un imbroglio, di fatto sarà un porcellinum»,</em></p></blockquote>
<p>ha detto Parisi. Che poi ha chiarito le ragioni della sua provocazione:</p>
<blockquote><p><em>Il sistema sarà proporzionale, ma fatto in modo tale per cui una grossa parte di parlamentari sarebbe nominata dalle segreterie dei partiti. Non sarà più la totalità come con il porecllum, ma sarà comunque la maggior parte.</em></p></blockquote>
<p>Questo perché comunque, non si prevede un ritorno alla preferenza. Parisi si è scagliato anche con l&#8217;indicazione del candidato premier sulle liste: se non ci sono obblighi di coalizione, visto che difficilmente un partito potrà raggiungere la maggioranza assoluta per imporre il proprio candidato, indicare il premier appare un&#8217;assurda contraddizione in termini. Per Parisi: </p>
<blockquote><p><em>«Un ulteriore imbroglio, una promessa di qualcosa che non si può fare. Sarebbe più onesto dire di essersi sbagliati, che si stava meglio quando si stava peggio. Sarebbe meglio dire che era meglio la prima repubblica».</em></p></blockquote>
<p>E il deputato non si è tirato indietro nemmeno quando si è trattato di sparare a zero sui vertici del suo partito.</p>


<p>Perché proprio non ha gradito non solo i contenuti ma anche le modalità con le quali si è arrivati a questo accordo:</p>
<blockquote><p><em>«Sento ingrossarsi le fila dell’antipolitica e di coloro che si allontanano dalla politica. La realtà è che il vertice del Pd, ovvero Violante per conto di D’Alema e Bersani, hanno intrapreso questo viaggio a ritroso, hanno fatto l’accordo con gli altri e poi lo sottoporranno all’assemblea a cosa fatta non lasciando alternativa al plebiscito. Mi chiedo se i dirigenti non debbano tornare ai loro vecchi partiti».</em></p></blockquote>
<p>Possibile, dunque, che in questa surreale pax fra Pd-Pdl-Udc, già ribattezzata &#8220;triplice alleanza&#8221;, le divisioni emergano proprio all&#8217;interno delle compagini? Il Pd sembra, una volta di più, una realtà prossima al collasso.</p>
<p>Foto | © TM News</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/14159/nuova-legge-elettorale-arturo-parisi">Nuova legge elettorale - Il Pd si spacca? Parisi: «Un imbroglio, sarà un porcellinum».</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 17:46 di mercoledì 28 marzo 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Nuova legge elettorale - Accordo fra Alfano, Bersani e Casini</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/14145/nuova-legge-elettorale-accordo-pd-pdl-udc</link>
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    <pubDate>Wed, 28 Mar 2012 01:35:32 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alberto Puliafito</dc:creator>
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    <category>legge-elettorale</category><category>alle-5-della-sera</category><category>nuova legge elettorale</category><category>riforma legge elettorale</category><category>riforme parallele</category>
    <description>Rispetto all&amp;#8217;ormai celeberrima foto su Twitter del vertice di maggioranza, mancava Mario Monti (impegnato nel tour asiatico) ma c&amp;#8217;erano Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/verticemaggioranza.jpg" class="post" border="0" align="left" width="586" alt="Governo Vertice di Maggioranza del 15 marzo 2012" /></p>
<p>Rispetto all&#8217;ormai celeberrima <a href="http://www.polisblog.it/post/13993/vertice-maggioranza-15-marzo-2012-foto-twitter-casini">foto su Twitter del vertice di maggioranza</a>, mancava <strong>Mario Monti</strong> (impegnato nel tour asiatico) ma c&#8217;erano <strong>Angelino Alfano</strong>, <strong>Pierluigi Bersani</strong> e <strong>Pierferdinando Casini</strong>: i tre, <a href="http://www.polisblog.it/post/14143/vertice-dei-tre-segretari-pdl-pd-udc-bersani-rassicura-voto-a-ottobre-stupidaggini">impegnati in un vertice</a> durato un paio d&#8217;ore, avrebbero trovato un accordo sulla <a href="http://www.polisblog.it/tag/nuova legge elettorale">nuova legge elettorale</a>.</p>
<p>Stando a quel che si apprende, sarebbe giunta - finalmente - l&#8217;ultima ora del <a href="http://www.polisblog.it/tag/porcellum">porcellum</a>, e la <a href="http://www.polisblog.it/tag/riforma legge elettorale">riforma elettorale</a> sarebbe solo la prima delle &#8220;riforme parallele&#8221; che la politica (Pd-Pdl-Udc) intende proporre contemporaneamente al lavoro del Governo Monti: una sorta di sussulto, di afflato vitale che viene ritrovato proprio ora che il premier non c&#8217;è ma da Seul lancia il suo &#8220;editto coreano&#8221; («Posso anche lasciare se il Paese non è pronto»). </p>
<p>Restiamo, però, in materia elettorale. Secondo le prime indiscrezioni, sparirebbe l&#8217;obbligo di coalizione, si spingerebbe per «la restituzione ai cittadini del potere di scelta dei parlamentari» ma senza il ritorno alle preferenze; il nome del candidato premier sarebbe scritto sulle liste (cosa che però ha poco senso, senza l&#8217;obbligo di coalizione, ovvero senza rendere chiare le eventuali alleanze); ci sarebbe una soglia di sbarramento (al 4% o al 5%) e il &#8220;diritto di tribuna&#8221; per i partiti che non riescono a eleggere i parlamentari: una sorta di garanzia di partecipazione di tutte le forze politiche, anche se non è chiara la modalità con cui questo &#8220;diritto&#8221; verrà istituito.</p>


<p>Per assecondare i moti anti-casta, si provvederà anche a un taglio dei parlamentari: da 630 a 500 i deputati, da 316 a 250 i senatori.</p>
<p>Naturalmente, ciò richiede anche delle modifiche costituzionali, che verranno proposte entro un paio di settimane sotto forma di emendamento soppressivo e &#8220;interamente sostitutivo&#8221; del testo attuale; la riforma del voto, invece, sarà una proposta di legge.</p>
<p>Napolitano plaude all&#8217;accordo; IdV («La bozza sulla nuova legge elettorale è una truffa. Non solo non restituisce ai cittadini il diritto di scegliersi i loro candidati, ma gli toglie anche ciò che avevano in precedenza: il diritto di conoscere prima delle elezioni, e non dopo, il programma, la coalizione e il candidato premie» dice Donadi) e Lega («Se la nuova triplice, Pdl, Pd e Udc si mette d&#8217;accordo per fare una riforma in cui si sceglie la maggioranza dopo il voto sottraendo ai cittadini il potere di decidere, sarebbe la vera porcata», dice Maroni) gridano all&#8217;inciucio, Sel è critica. Ma l&#8217;assurda maggioranza allargata ormai sembra aver deciso. E ha i numeri per andare fino in fondo.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/14145/nuova-legge-elettorale-accordo-pd-pdl-udc">Nuova legge elettorale - Accordo fra Alfano, Bersani e Casini</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 03:35 di mercoledì 28 marzo 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Prove di dialogo sulla legge elettorale</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/13503/prove-di-dialogo-sulla-legge-elettorale</link>
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    <pubDate>Tue, 07 Feb 2012 17:00:40 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Signorelli</dc:creator>
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    <category>legge-elettorale</category><category>popolo-delle-liberta-pdl</category><category>partito-democratico-pd</category><category>legge elettorale</category><category>pd</category><category>pdl</category><category>silvio berlusconi</category>
    <description>&amp;#8220;Sono favorevole a un accordo con il Pd per la riforma della legge elettorale&amp;#8221;, sono bastate queste parole di Silvio Berlusconi per rimettere in moto la macchina della riforma[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/infophoto_20120207_164807816_low_p0000824570tris.jpg" class="post" border="0" width="586" height="396" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>&#8220;Sono favorevole a un accordo con il Pd per la riforma della legge elettorale&#8221;, <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/926668/Ecco_il_patto_del_Cavaliere_con_la_sinistra_e_Monti.html">sono bastate queste parole di Silvio Berlusconi</a> per rimettere in moto la macchina della riforma elettorale, una macchina un po&#8217; particolare, perennemente alla ricerca di un accordo che non arriva mai. E oggi Bersani risponde all&#8217;ex premier e alle sue proposte di un patto Pd-Pdl <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/02/07/news/intervista_bersani-29457266/">in un&#8217;intervista a Repubblica</a>: &#8220;Ci interessa una legge che pacifichi il Paese e venga riconosciuta da molti non da pochi. Non mi interessa invece un uso strumentale della riforma dove due soggetti lasciano fuori gli altri. Il Pd non è disponibile. <strong>La priorità è cancellare il Porcellum</strong>, toglierlo di mezzo&#8221;. </p>
<p>L&#8217;uomo deputato dal segretario Pd a tastare il terreno è Luciano Violante, che oggi se la vedrà con la sua <a href="http://notapolitica.it/2012/2/7/iuliano_politica07-02.aspx">controparte pidiellina Ignazio La Russa</a>. La ricerca di un accordo tra i due maggiori partiti potrebbe anche finire qui, visto che La Russa è da sempre favorevole a un semplice ritocco del Porcellum, mentre Violante non può che partire dalla volontà del Pd di cancellare la legge di Calderoli. L&#8217;unico punto su cui i due partiti potrebbero trovare un accordo è sull&#8217;innalzamento della soglia di sbarramento, in modo da limitare al massimo i poteri dei partiti più piccoli e<strong> puntando di fatto al bipartitismo</strong>. </p>
<p>Una posizione, rilanciata da Berlusconi ma da sempre nelle corde del Pd, che metterebbe <strong>in seria difficoltà i democratici</strong> alienandogli le simpatie degli alleati di sinistra e di centro: un Terzo polo in un sistema bipolare è una contraddizione in termini, mentre Vendola e Di Pietro, favorevoli al bipolarismo, potrebbero essere preoccupati dalla soglia di sbarramento. E quindi? Probabilmente il dialogo proseguirà sulla scorta di quanto visto nell&#8217;ultimo periodo, come spiega <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-07/riforma-elettorale-potra-nascere-063925.shtml?uuid=AaCeW9nE">Stefano Folli sul Sole 24 ore</a>.</p>


<p><em>Ecco allora che da qualche tempo si parla di un&#8217;intesa di massima raggiunta in via ufficiosa fra esponenti del Pdl e del Pd. A grandi linee riguarderebbe un modello elettorale a metà strada fra <strong>il sistema tedesco e quello spagnolo</strong>, così da accontentare i due maggiori partiti, senza indispettire &#8220;a priori&#8221; i rispettivi alleati. Tutto questo sulla carta, perché poi le intese tecniche vanno calibrate intorno a un tavolo politico. E qui tutto si complica.</em></p>
<blockquote></blockquote>
<p>Si complica perché dalle parti del Pd, seguendo la linea dettata da Bersani, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-07/riforma-elettorale-potra-nascere-063925.shtml?uuid=AaCeW9nE">Violante fa sapere</a> che &#8220;le riforme si fanno col maggiore numero di forze politiche possibili&#8221;. Dichiarazione a cui <a href="http://www.asca.it/news-L_elettorale__oggi_il_Pdl_incontra_Lega_e_Pd__rispunta_modello_tedesco-1121566-FOT.html">fa eco quella di Franceschini</a>: &#8220;Non siamo disposti a escludere il Terzo polo dalla trattiva&#8221;. Ed ecco che <a href="http://www.asca.it/news-L_elettorale__oggi_il_Pdl_incontra_Lega_e_Pd__rispunta_modello_tedesco-1121566-FOT.html">il Pdl decide di prendere in mano</a> la situazione e  incontrare con tutte le forze politiche. Un&#8217;iniziativa che dimostra come il tentativo di Berlusconi di mettere in piedi un patto con il solo Pd fosse solo una provocazione per riportare in auge il tema. Bisognerà quindi trovare un accordo tra il desiderio malcelato dei due principali partiti di diventare sempre più forti, il desiderio di Di Pietro di mantenere vivo il bipolarismo, la volontà del Terzo polo di sotterrare il bipolarismo e la posizione della Lega che non vuole toccare, se non appena, il Porcellum. <strong>Una matassa quasi impossibile da sbrogliare</strong>.  </p>
<p>Foto | ©TMNews</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/13503/prove-di-dialogo-sulla-legge-elettorale">Prove di dialogo sulla legge elettorale</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 19:00 di martedì 07 febbraio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Riforma legge elettorale, bocciati i referendum a che punto è la questione porcellum</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/13281/riforma-legge-elettorale-bocciati-i-referendum-a-che-punto-e-la-questione-porcellum</link>
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    <pubDate>Fri, 20 Jan 2012 16:47:10 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Signorelli</dc:creator>
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    <category>legge-elettorale</category><category>dove firmare referendum porcellum</category><category>in evidenza</category><category>referendum legge elettorale</category><category>referendum legge elettorale firmo voto scelgo</category><category>referendum porcellum</category>
    <description>Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano continua il pressing perché la riforma elettorale venga fatta, dopo la bocciatura del referendum sul porcellum da parte della Corte Costituzionale. Il Presidente[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/referendumporcellum.jpg" class="post" border="0" align="left" width="216" height="360" alt="referendum porcellum" />Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano continua il pressing perché la riforma elettorale venga fatta, dopo la bocciatura del referendum <a href="http://www.polisblog.it/tag/referendum+porcellum">sul <strong>porcellum</strong></a> da parte della Corte Costituzionale. Il Presidente si sta spendendo in prima persona sulla questione incontrando tutti i principali partiti, consapevole, <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/11984">come scrive Il Foglio</a>, di come l&#8217;argomento sia troppo politico per il &#8220;tecnico&#8221; <a href="http://www.polisblog.it/tag/mario+monti"><strong>Mario Monti</strong></a> e di come sia difficile per i partiti trovare un accordo sull&#8217;argomento senza che vengano messi alle strette. </p>
<p><a href="http://www.asca.it/news-L__elettorale__Idv__bene_Napolitano_che_sollecita_Parlamento-1115374-FOT.html">Un primo apprezzamento</a> per lo sforzo del Presidente è venuto ieri dall&#8217;Italia dei Valori, partito che più si è impegnato per il referendum <a href="http://www.ilvelino.it/agv/news/articolo.php?idArticolo=1512216&#038;t=Referendum__Di_Pietro__Favore_a_Napolitano__Colle__E_scorretto">e che aveva aspramente criticato</a> Napolitano dopo la bocciatura: &#8220;Apprezziamo l&#8217;impegno del Capo dello Stato, che sta sollecitando il Parlamento a prendere una decisione in materia elettorale - ha detto ieri in conferenza stampa Di Pietro -<strong> Bisogna dare una risposta</strong> al milione e duecentomila cittadini che hanno firmato per il referendum&#8221;. Il leader Idv non si sbilancia però sulla formula da adottare, auspicando solo che &#8220;venga mantenuto l&#8217;assetto bipolare&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/132225/porcellum_il_pd_non_torni_indietro">Più nel dettaglio</a>, si legge su Europa, scende invece il Pd, che sostiene una riforma che porti al doppio turno prevalentemente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_elettorale#Il_sistema_maggioritario">maggioritario</a>, per permettere ai cittadini di <strong>scegliere i loro rappresentanti</strong> e, anche, per mettere in difficoltà i partiti più piccoli. A partire da quel M5S che tante grane ha dato ai democratici. Ma se la riforma non dovesse passare, <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/20/news/letta_primarie_pd-28459896/">il Pd ha pronto</a> il piano B. &#8220;Se rimane il Porcellum noi faremo le primarie per le liste elettorali&#8221;, ha confermato il vicesegretario Letta, un modo per fare ulteriori pressioni su chi, in fondo, non vuole cambiare la legge.</p>


<p>Il Pdl infatti non lo dice apertamente, ma mantenere la legge attuale, al massimo modificandola in parte, farebbe comodo: anche per non sciogliere gli <strong>ultimi legami con la Lega Nord</strong>. Lo ha <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Edicola/Giglio-ad-Costa-Troppi-poteri-ai-comandanti-molto-grave-lallarme-con-ritardo_312879009205.html">confermato</a> il capogruppo al Senato Gasparri: &#8220;Trovo demenziale passare all&#8217;uninominale. Va introdotto il premio di maggioranza al Senato e il meccanismo delle preferenze, ma il Porcellum ha di positivo che stabilisce prima le alleanze e consente di governare con un&#8217;ampia maggioranza&#8221;. Fabrizio Cicchitto non ha invece <a href="http://www.studioconsulenzaromano.net/news-online/tempi-piu-lunghi-per-riforma-elettorale/12219/">fretta</a>:  &#8220;La priorità è la crisi, poi si potrà pensare alla riforma elettorale, salvaguardando il bipolarismo&#8221;.</p>
<p>Su una cosa sola sono infatti d&#8217;accordo i due principali partiti: mantenere il bipolarismo attorno al quale sono nati. Ma su questo punto invece <strong>non è d&#8217;accordo Casini</strong>, disposto a cedere sull&#8217;indicazione del premier, ma che in <a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20120116&#038;id=50896">un&#8217;intervista</a> alla Stampa pochi giorni fa aveva confermato la sua volontà di andare verso una legge elettorale proporzionale alla tedesca.</p>
<p>Chi vuole il maggioritario, chi il proporzionale, chi modificherebbe solo un po&#8217; il Porcellum, chi vuole le preferenze e chi no, e chi &#8220;minaccia&#8221; primarie a tutto campo:<strong>è il caos</strong>. La riforma elettorale sembra sempre un ostacolo insormontabile, troppi gli interessi che si contrappongono. Una situazione di stallo che sta anche causando <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/19/news/legge_elettorale_il_web_si_mobilita_ridateci_un_diritto_fondamentale-28417898/">una mezza rivolta</a> sul web, dove molti sono desiderosi di nuove regole più democratiche. E in tutto questo, la moral suasion di Napolitano potrebbe non bastare.</p>
<p>Foto | TMNews</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/13281/riforma-legge-elettorale-bocciati-i-referendum-a-che-punto-e-la-questione-porcellum">Riforma legge elettorale, bocciati i referendum a che punto è la questione porcellum</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 18:47 di venerdì 20 gennaio 2012.</p>
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    <title>Recensione: &quot;La cura&quot; di Michele Ainis</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/5881/recensione-la-cura-di-michele-ainis</link>
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    <pubDate>Sat, 24 Oct 2009 10:53:15 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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    <description>La buona democrazia è una meritocrazia elettiva, diceva Sartori. Se proviamo però a verificare quanto sia premiato il merito in tutti gli ambiti sociali (compreso quello della politica),[...]</description>
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    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/AinisLacura.jpg" class="post" align="left" border="0" width="155" height="240" alt="Ainis, La cura" /></p>
<p>La buona democrazia è una meritocrazia elettiva, diceva Sartori. Se proviamo però a verificare quanto sia premiato il merito in tutti gli ambiti sociali (compreso quello della politica), probabilmente dobbiamo giungere all&#8217;amara conclusione che quella in cui viviamo non è una buona democrazia. Il quadro che emerge dall&#8217;analisi compiuta in questo appassionato ed appassionante libro del Prof. Michele Ainis è, infatti, davvero sconfortante.</p>
<blockquote><p>
<em>Una guerra silenziosa</em> - scrive l&#8217;Autore - <em>arma l&#8217;uno contro l&#8217;altro gli italiani. E&#8217; la guerra del diritto contro il priviliegio, dell&#8217;equità contro l&#8217;ingiustizia. E&#8217; anche la guerra dei più giovani contro il potere degli anziani. Delle donne contro le strettoie d&#8217;una società maschile. Dei singoli contro il concistoro delle lobby. Dei talenti contro i parenti. Più in generale degli spiriti liberi, dei senza partito, contro l&#8217;obbedienza cieca e serva reclamata dalla politica.<br />
</em></p></blockquote>
<p>Una guerra dal cui esito finale dipende il nostro stesso futuro. Un futuro nel quale è sempre più difficile sperare, sotto il peso dei troppi &#8220;ismi&#8221; che affliggono la società italiana: dal localismo al nepotismo, dal maschilismo al clienetelismo, dal corporativismo al favoritismo e così via. Di fronte ad un quadro del genere occorrono soluzioni drastiche, radicali. Ainis ne propone diverse, alcune desumibili dalla stessa Costituzione, altre ricavabili dagli esempi storici offerti da democrazie di antica tradizione. Tutte sintetizzate in un suggestivo decalogo.</p>


<p>
Tra quelle più interessanti ricordo, ad esempio, la proposta di introdurre discipline volte a &#8220;democratizzare&#8221; la struttura interna dei sindacati e dei partiti (in linea con quanto previsto rispettivamente dagli articoli 39 e 49 della Costituzione); l&#8217;idea di prevedere &#8220;azioni negative&#8221; volte a penalizzare chi concorre a ottenere la stessa posizione che hanno già raggiunto i propri genitori; o ancora le soluzioni avanzate per tentare di combattere i tanti, troppi conflitti d&#8217;interessi che oggi inquinano in modo straordinariamente pervasivo l&#8217;amministrazione dello Stato.</p>
<p>Si potrà concordare con tutte o soltanto con alcune delle singole proposte illustrate, ma è francamente difficile dissentire dal messaggio di fondo del libro: l&#8217;invito al lettore a riappropriarsi pienamente del proprio ruolo di cittadino sovrano. In che modo? Innanzitutto attraverso un massiccio ricorso agli istituti della democrazia diretta. Quelli già esistenti, ma ormai quasi del tutto depotenziati, come il referendum abrogativo o l&#8217;iniziativa legislativa popolare. Ed altri non ancora vigenti nel nostro Paese, ma da tempo attivi in altri ordinamenti, che potrebbero essere utilmente introdotti (magari sulla spinta di iniziative legislative popolari), come ad esempio forme di referendum da noi inedite. In tale prospettiva potrebbe rivelarsi utile anche qualche correzione ai meccanismi della democrazia rappresentativa, come l&#8217;introduzione della revoca degli eletti (<em>recall</em>), ovverosia la possibilità di un loro &#8220;licenziamento&#8221; da parte degli elettori. </p>
<p>La democrazia può salvarsi soltanto con un rinnovato impegno civico, quell&#8217;impegno al quale fece appello il Presidente Kennedy, nel suo più celebre discorso, quando disse: <em>&#8220;Non chiederti che cosa può fare per te l&#8217;America. Chiediti piuttosto cosa puoi fare tu per l&#8217;America&#8221;</em>. Il libro di Ainis costituisce uno strumento prezioso per tutti i volenterosi che intendano riscoprire la più nobile ed appassionante delle dimensioni della politica: quella delle idee e delle speranze. In fondo, l&#8217;America non è poi così lontana. Da leggere.</p>
<p><em><strong>La cura.<br />
Contro il potere degli inetti per una Repubblica degli eguali</strong><br />
Michele Ainis<br />
Chiarelettere 2009<br />
pp. XV-183<br />
€ 14,00</em></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/5881/recensione-la-cura-di-michele-ainis">Recensione: "La cura" di Michele Ainis</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 12:53 di sabato 24 ottobre 2009.</p>
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  <item>
    <title>I sistemi elettorali in Europa:  la Spagna</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/657/i-sistemi-elettorali-in-europa-la-spagna</link>
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    <pubDate>Mon, 28 Apr 2008 11:39:25 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ivy</dc:creator>
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    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/CongresoSpagna.jpg" class="post" align="left" border="0" width="161" height="240" alt="Congreso, Spagna" />Torniamo ad occuparci dei sistemi elettorali europei, dopo aver parlato dei nostri <a href="http://www.polisblog.it/post/655/i-sistemi-elettorali-in-europa-la-francia">cugini francesi</a> e delle loro regole, parlando di un altro paese che spesso torna nei discorsi politici italiani, la Spagna. L&#8217;endorsement di Zapatero a Veltroni (avrà portato male?), i nostri giovani che sempre più spesso riconoscono nella Spagna la meta perfetta per scappare dalle difficoltà italiane, la sobrietà della politica spagnola, con parlamentari che guadagnano 4000 euro al mese, i meno pagati d&#8217;Europa.</p>
<p>La Spagna è un paese molto simile all&#8217;Italia, per tradizione, per la stessa sorte di dover subire in qualche modo l&#8217;ingerenza vaticana, per la presenza, in Spagna purtroppo ancora molto attiva, di un terrorismo interno, per aver vissuto una dittatura come quella franchista, e anche per l&#8217;organizzazione istituzionale del Parlamento, Cortes Generales, che vede in Spagna la presenza di un Congreso (la nostra Camera), e di un Senado; il primo ha funzioni più legislative, il secondo è di rappresentanza del territorio. Vediamo come funzionano e come vengono eletti i deputati.</p>


<p>Il Congreso è formato da 350 eletti, il Senado attualmente da 255, ma il numero in questo caso varia in base all&#8217;andamento demografico. In entrambe le istituzioni il mandato è quadriennale. Si elegge a suffragio universale, ma con un metodo in Italia poco noto e <em>chiacchierato</em>, usato in ben 11 paesi su 27 dell&#8217;Ue, il proporzionale con metodo d&#8217;Hondt e a scrutinio di lista bloccata sulla base di 50 circoscrizioni provinciali più le due marocchine; esiste una soglia di sbarramento del 3%. Ciascuna provincia ha un numero fisso di seggi pari a 2, tranne alcune minori che ne hanno solo uno; gli altri seggi sono attribuiti in ragione della popolazione.</p>
<p>Nel Senado in parte i senatori sono espressione delle circoscrizioni (188 seggi sono attribuiti alle 47 province continentali, 16 seggi alle 3 province insulari e 4 per le due enclaves marocchine), altri 47 sono eletti dalle circoscrizioni elettorali supplementari corrispondenti alle 17 comunità autonome presenti (una sorta di regioni a statuto speciale diremmo qui) con l&#8217;aggiunta di un seggio ulteriore per ogni milione di abitanti residenti nei rispettivi territori. Abbiamo però citato il metodo d&#8217;Hondt, spiegamo meglio come funziona.</p>
<p>In sostanza abbiamo visto come sia importante per gli spagnoli legare il numero di rappresentanti eletti al numero di persone da rappresentare, e questo &#8220;quoziente&#8221; si ottiene dividendo il numero totale della popolazione delle province per il numero dei seggi disponibili (esclusi quelli assegnati ex lege). Qui scatta il metodo, rigorosamente matematico, che prevede che il totale dei voti venga diviso per il numero dei seggi da assegnare nel collegio, e i seggi verranno poi successivamente attribuiti alle liste che otterranno maggiori quozienti, in ordine decrescente fino all&#8217;esaurimento dei seggi disponibili. </p>
<p>Parliamo di un sistema che a prima vista sembra complicatissimo, ma possiamo da subito apprezzarne i vantaggi: non ci saranno nelle istituzioni spagnole mai più eletti di quelli effettivamente necessari, e ci sarà cosi una rappresentazione più fedele del territorio, una bella risposta all&#8217;antipolitica che fa i conti con la calcolatrice per dimezzare il numero dei nostri parlamentari.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/657/i-sistemi-elettorali-in-europa-la-spagna">I sistemi elettorali in Europa:  la Spagna</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 13:39 di lunedì 28 aprile 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>I sistemi elettorali in Europa: la Francia</title>
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    <pubDate>Wed, 23 Apr 2008 11:06:08 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ivy</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/polisblog/ParigiAssembleaNazionale.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="180" alt="Parigi, Assemblea Nazionale" />Le elezioni sono passate, e cosi forse abbiamo sperato per un attimo di poter accantonare il discorso sulla validità del c.d. <em>porcellum</em>, e sulle sue possibili varianti. Questo purtroppo non è possibile. </p>
<p>Per quanto il <em>porcellum</em> abbia funzionato in questa tornata elettorale, ancora pende sulla sua testa la spada di Damocle del temutissimo referendum. Avremmo dovuto, se Prodi non fosse caduto rovinosamente, votarlo a maggio, se prima il <em>Veltrusconi</em> non avesse prodotto un&#8217;alternativa. </p>
<p>Abbiamo sentito parlare di tutti i sistemi di votazione possibili e immaginabili usati in tutto il mondo, ma nessuno ci ha mai spiegato effettivamente come funzionassero. Cominciamo oggi a vederci chiaro, e iniziamo a capire come votano i nostri cugini francesi. Dopo il salto vi spieghiamo come funziona.</p>


<p>In Francia vige un sistema istituzionale evidentemente diverso dal nostro, anche se pur sempre basato su un bicameralismo imperfetto, con un&#8217;Assemblea Nazionale e un Senato. Per i due organi il sistema elettorale cambia, vediamo come.</p>
<p><!--more-->L&#8217;Assemblée Nationale è composta da 577 deputati che restano in carica per una legislatura quinquiennale, e si può essere eletti se si hanno più di 23 anni; i deputati vengono eletti dai cittadini che hanno compiuto i 18 anni, ma non solo: devono iscriversi presso le liste del comune, quindi si richiede una espressa dichiarazione della volontà di votare (circa il 10% dei francesi non lo ha fatto). </p>
<p>Il sistema utilizzato è il maggioritario a due turni con circoscrizioni uninominali. Viene eletto direttamente al primo turno chi ottiene la maggioranza assoluta dei voti, a patto però che la cifra elettorale ottenuta sia pari al 25% del numero degli elettori iscritti nelle liste di circoscrizione, altrimenti la settimana dopo si va al secondo turno, al quale partecipano solo i candidati che hanno ottenuto almeno il 12,5% del totale degli iscritti alla circoscrizione.</p>
<p>Per il Senato il discorso, come accade quasi sempre, è più complesso. In totale i francesi eleggono, oltre ai 577 deputati dell&#8217;Assemblea, altri 321 membri per il Senato (per un totale di 898 eletti, contro i nostri 945).</p>
<p>Il Senato resta in carica 9 anni, ma ogni triennio si rinnovano 1/3 dei seggi. Le elezioni avvengono tramite suffragio universale indiretto, che per capirci è lo stesso modo nel quale noi eleggiamo il Presidente della Repubblica: lo fanno per noi i rappresentanti eletti in Parlamento. </p>
<p>In Francia elegge il Senato un gruppo che potremmo definire di grandi elettori, composti da deputati, consiglieri regionali e consiglieri municipali (che sono numericamente molto rilevanti), e 12 senatori sono eletti dai francesi all&#8217;estero (con suffragio universale). </p>
<p>I comuni eleggono per il collegio elettorale un numero di delegati variabile in base alla consistenza del consiglio comunale: da 1 a 15 delegati i comuni fino a 9000 abitanti; mandano tutti i consiglieri i comuni dai 9000 ai 30000 abitanti, i quali inviano 1 delegato in più per ogni 1000 abitanti che superano i 30000. </p>
<p>Ogni dipartimento ha un numero di senatori da eleggere, e in base a questo variano le modalità di scrutinio: se non sono più di 2 si utilizza il maggioritario a due turni da effettuarsi nello stesso giorno. </p>
<p>Se sono più di 2 si ricorre ad un proporzionale con liste bloccate (un po&#8217; come il nostro <em>porcellum</em>, nel quale le liste vengono a priori compilate dai partiti). Con due leggi del 2003, che entreranno in vigore progressivamente e nella loro totalità a partire dal 2010, si sono apportate modifiche al sistema di elezione del Senato: abbassando la componente eletta proporzionalmente, aumentando il numero dei senatori a 346 (cosa che a noi italiani, ormai disposti a decimare il nostro parlamento, suon almeno bizzarra), abbassando il limite per essere eletti da 35 a 30 anni e riducendo il mandato a 6 anni (con il rinnovo triennale del 50% dei seggi).</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/655/i-sistemi-elettorali-in-europa-la-francia">I sistemi elettorali in Europa: la Francia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 13:06 di mercoledì 23 aprile 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>E&#039; un paese per vecchi: il voto al Senato è incostituzionale?</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/612/e-un-paese-per-vecchi-il-voto-al-senato-e-incostituzionale</link>
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    <pubDate>Tue, 22 Apr 2008 10:02:51 GMT</pubDate>
    <dc:creator>marco</dc:creator>
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    </p>
<p><img <img src="http://static.blogo.it/polisblog/vecchi.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="188" alt="" />Nove giorni fa l&#8217;Italia ha votato; a destra, piuttosto che a sinistra, sopra o sotto, o anche astenendosi. A riguardo, molto si è detto, tra le altre cose, su questa <a href="http://www.polisblog.it/categoria/legge-elettorale">legge elettorale</a> e sulla necessità di riformarla. </p>
<p>Si è sottolineato come debba essere rivista in modo da rendere il paese governabile, anche nel caso di distacchi meno netti tra le coalizioni, si è criticato l’assenza delle preferenze dirette, ci si è interrogati sul senso di un premio di maggioranza in un sistema proporzionale.</p>
<p>Purtroppo nessuno ha sollevato una delle iniquità che da sempre caratterizzano le nostre elezioni e che nessuna delle riforme elettorali ha mai preso in considerazione. Stiamo parlando del diritto di voto negato a una consistente fascia della popolazione italiana.</p>


<p>La <a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm">Costituzione</a> recita all’art. 48: “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. (…) Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.”</p>
<p>Chiediamoci dunque: Un elettore con meno di 25 anni può essere riconosciuto come incapace o indegno di esprimere il proprio voto? E quindi, perché una persona è ritenuta penalmente responsabile dopo il 18° anno ma solo dopo il 25° lo è anche pienamente da un punto di vista politico?</p>
<p>Stesso discorso potrebbe poi essere fatto per quel che riguarda il diritto all’elettorato passivo, ovvero all’eleggibilità. Nel nostro paese si può diventare deputati solo a partire dai 25 anni mentre per essere senatori bisogna almeno aver superano i 40. </p>
<p>Sinceramente ci sembra illogico che nessuno degli schieramenti, pur sottolineando in pompa magna la necessità del rinnovamento, abbia posto l’attenzione su questa ingiustizia che lede palesemente i diritti costituzionali di milioni di italiani. </p>
<p>Si potrebbe obiettare che questi limiti di età sono inclusi nell’ordinamento italiano proprio negli articoli 56 e 58 della Costituzione stessa e risulterebbe perciò assurdo parlare di incostituzionalità. Vero. Come è del resto vero che mentre l’articolo 48 fa parte della sezione che raccoglie i diritti e dei doveri dei cittadini il 56 e 58 riguardano l’ordinamento delle camere, sezione che tra l&#8217;altro è già stata ampiamente riformata negli anni, e quindi non possono essere considerati aventi ugual valore. </p>
<p>Per cui, se mai abbia un senso mantenere un diritto di voto disgiunto in base agli anni, non è chiaro perché all’abbassarsi della maggiore età da 21 a 18 anni non siano stati corretti al ribasso anche i limiti per l’eleggibilità e il voto al senato. In molti altri paesi, infatti, le riforme del sistema elettorale hanno riguardato anche le età dell’elettorato attivo e passivo. </p>
<p>Facendo una breve carrellata dei principali paesi dell’Unione Europea è triste notare come il nostro paese si distingua in negativo sotto questo aspetto. L’Italia risulta essere l’unica nazione nella quale ci sia un distinzione reale tra gli elettori in base all’età. </p>
<p>Nella quasi totalità dei paesi anche extraeuropei infatti basta aver raggiunto la maggiore età per votare, anche nel caso siano presenti più camere. Addirittura, ma su questo le opinioni sono controverse, l’Austria nel 2007 ha adottato un provvedimento che permette il voto anche ai minorenni che abbiano compito i 16 anni di età. </p>
<p>Idea che, a dire il vero, era stata proposta anche <a href="http://www.politichegiovaniliesport.it/area-media/interviste/corriere-della-sera-22-mar-2007-voto-a-16-anni-si-ma-alle-amministrative.html">dall’ex ministro Melandri</a>, sottolineando tuttavia che si riferiva solo alle amministrative e che è quindi apparsa più come una ricerca di consenso pre-elettorale che come un vero e proprio disegno politico. </p>
<p>L’Italia, inoltre, spicca negativamente anche per quel che riguarda l’anzianità dei suoi eleggibili, solo la Francia (23-30 anni) e la Grecia (25 anni) le si avvicinano ma alla lontana, per contro la media europea  tende a far coincidere l’elettorato passivo con quello attivo o a distinguerlo di poco (18 o 21 anni). </p>
<p>Non risulta così strano, di conseguenza, che la nostra classe politica sia tra le più anziane del pianeta. In un contesto di riforme elettorali e del sistema politico ci chiediamo dunque come sia possibile che una così palese violazione dei diritti politici e di opinione di una larga fascia della popolazione italiana (stiamo parlando di più di 4 milioni di aventi diritto al voto) passi inosservata all’attenzione dei media e di tutte le forze politiche. </p>
<p>Forse è proprio vero che non è un paese per giovani. Cosa ne pensate? È credibile sostenere un ringiovanimento della politica a partire da queste basi? </p>
<p> <a href="http://www.polisblog.it/galleria/elettorato-attivo-e-passivo/"><img class="post-h" src="http://static.blogo.it/polisblog/elettorato-attivo-e-passivo/dirittodivoto.gif" alt="elettorato attivo e passivo paesi UE" width="319"   height="482" /></a><br clear="both" /></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/612/e-un-paese-per-vecchi-il-voto-al-senato-e-incostituzionale">E' un paese per vecchi: il voto al Senato è incostituzionale?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 12:02 di martedì 22 aprile 2008.</p>
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  </item>

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    <title>Elezioni politiche 2008: la rivincita del porcellum</title>
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    <pubDate>Thu, 17 Apr 2008 12:25:52 GMT</pubDate>
    <dc:creator>matteo p.</dc:creator>
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    <category>legge-elettorale</category><category>palazzo-madama</category><category>roberto-calderoli</category><category>calderoli</category><category>elezioni politiche 2008</category><category>legge elettorale</category>
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    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/Calderoli.jpeg.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="289" alt="Calderoli gongola" /><br clear="both" /></p>
<p>Tra i vincitori morali di queste elezioni ce n&#8217;è uno che merita più di tutti gli altri di essere menzionato, e questo è Roberto Calderoli. Il tanto vituperato firmatario del “porcellum” ha avuto la sua rivincita, e che rivincita.</p>
<p>Chi potrà mai dimenticarsi il periodo pre-elezioni, dove sembrava che il principale problema del paese fosse la legge elettorale. C&#8217;era chi voleva il sistema tedesco, quello spagnolo, quello francese, con l&#8217;unico risultato che gli elettori, in questo delirio esterofilo, non ci hanno capito un arabo.<br />
I principali esponenti dell&#8217;Unione puntavano il dito contro la porcata del ministro Leghista, reo di avere promosso una legge che non garantiva la governabilità del paese.</p>
<p>Ma veniamo ad oggi. A due giorni dall&#8217;esito delle elezioni <a href="http://politiche2008.interno.it/politiche/senato080413/SX0000.htm">si contano ben 32 Senatori in più</a> a Palazzo Madama per il trittico PDL, Lega Nord e Movimento Per Le Autonomie rispetto all&#8217;accoppiata PD-IDV. Non sono certo pochi. Restano 9 seggi occupati da esponenti di altri partiti che, difficilmente, appoggeranno tutti l&#8217;opposizione. </p>


<p>Dei risultati della Camera evito di parlare, visto il premio di maggioranza che garantirà la stabilità del Governo Berlusconi, dopo aver (addirittura)  garantito quella dell&#8217;ultimo Governo Prodi.<!--more--></p>
<p>A questo punto mi viene da ridere pensando chi aveva individuato nella legge elettorale il capro espiatorio di tutte le  problematiche interne alla maggioranza di Prodi. La realtà ed i fatti hanno dimostrato che il sottilissimo margine di vantaggio al Senato, con cui si è barcamenata l&#8217;Unione per due anni, non è stato colpa di un pessimo sistema elettorale, ma del fatto che le elezioni del 2006 furono sostanzialmente pareggiate da Centrodestra e Centrosinistra. </p>
<p>Non esiste un sistema elettorale che garantisca governabilità ad una maggioranza che non ha vinto le elezioni. La situazione creatasi nel 2006 era, numeri alla mano, semplicemente lo specchio della situazione politica del paese, che si trovava spezzato in due.</p>
<p>Ora ci ritroviamo con una larga maggioranza che garantirà stabilità al governo del Centrodestra per i prossimi 5 anni. </p>
<p>E Calderoli, intanto, gongola.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/605/elezioni-politiche-2008-la-rivincita-del-porcellum">Elezioni politiche 2008: la rivincita del porcellum</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 14:25 di giovedì 17 aprile 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>E adesso, quale Pd?</title>
    <link>http://www.polisblog.it/post/604/e-adesso-quale-pd</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.polisblog.it/post/604/e-adesso-quale-pd</guid>
    <pubDate>Thu, 17 Apr 2008 11:43:52 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Massimo Falcioni</dc:creator>
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    <category>legge-elettorale</category><category>silvio-berlusconi</category><category>walter-veltroni</category><category>romano-prodi</category><category>umberto-bossi</category><category>antonio-bassolino</category><category>massimo-dalema</category><category>partiti</category><category>popolo-delle-liberta-pdl</category><category>partito-democratico-pd</category><category>il-punto-politico</category><category>anna-finocchiaro</category><category>elezioni politiche 2008</category><category>lega</category><category>Partito Democratico Walter Veltroni</category><category>silvio berlusconi</category>
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    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/polisblog/orologino_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="196" height="240" alt="altro" />Che il voto spinga l’Italia verso la “normalizzazione” e verso le “grandi democrazie” europee è ancora troppo presto per dirlo. Senza aver fatto la nuova legge elettorale, prevalendo la polarizzazione, in un batter d’occhi si è passati da un infinito numero di partiti a meno di una manciata. Questo è bene.</p>
<p> Ma solo il tempo, i fatti delle prossime settimane, dimostreranno quale vantaggio reale ne avrà tratto l’Italia, cosa produrrà realmente per gli italiani (parafrasando Gramsci) in “carne e ossa”. Non c’è dubbio che è stato il Pd di Veltroni ad accendere la miccia e ad aver portato a questo scossone (potenzialmente apprezzabile). Per Veltroni (e per il Pd) il rischio è quello di aver scrollato la pianta  a vantaggio di altri (Pdl e Lega) che hanno raccolto i frutti. </p>
<p>Tant’è che il Pd non festeggia. Anzi! I musi lunghi sovrastano alla lunga quelli con il sorriso. Stavolta non si discute su chi ha vinto e chi ha perso. Ed è il Pd a uscirne sconfitto. Oltre alla debacle storica della sinistra. Pur tuttavia il progetto del Partito democratico non esce sconfitto: da questo processo (di semplificazione del sistema politico) non si torna indietro. Altra cosa sarà valutare l’approdo al bipartitismo all’italiana.</p>


<p> Non Pd le acque sono agitate. Le dimissioni di Prodi da presidente del partito sono il segnale di un malessere reale che cova nel partito. I silenzi sono più assordanti di qualsiasi dissenso. Negarlo è impossibile. Sottovalutarlo è sbagliato. Ha ragione chi dice che la finzione del Prodi padre nobile di un progetto politico che si basava  sulla sua decapitazione politica non aveva alcun senso. Prodi ha battuto due volte Berlusconi ma ha anche creato le premesse, con il fallimento dei suoi governi, a riconsegnare l’Italia a Berlusconi. </p>
<p>L’uscita pesante del professore forse non innesca la bomba della resa dei conti interna ma certamente obbliga Veltroni a una riflessione critica e autocritica. Far fuori oggi Veltroni è per il Pd come segare il ramo su cui poggia un terzo degli italiani.  Walter deve però  affondare il bisturi nel gruppo dirigente da lui stesso voluto e valorizzato. La stessa madrina Anna Finocchiaro è uscita ko dal voto. Ma è solo la punta dell’iceberg. </p>
<p>La mossa del governo “ombra” è una vecchia furbata dei partiti comunisti. Lascia il tempo che trova. Qui va ricostruito il partito e il suo gruppo dirigente. Che ci fanno insieme Bersani e Bassolino? Anzi Bassolino a “tempo pieno” e Bersani (D’Alema, Marini ecc,) disoccupati? Se Veltroni si nasconde dietro il risultato del voto è sconfitto in partenza. Walter non può che battere il ferro fin che è caldo. Altrimenti i mal di pancia si trasformeranno presto in torbida congiura. Poi sarà  la notte dei lunghi coltelli.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.polisblog.it/post/604/e-adesso-quale-pd">E adesso, quale Pd?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.polisblog.it">Polisblog.it</a> alle 13:43 di giovedì 17 aprile 2008.</p>
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