Tra le tante sbruffonate di Mister B, lo spostamento del G8 dalla Maddalena a L’Aquila probabilmente è una delle più teatrali e di quelle più costose. Come vedete nel servizio di Repubblica, le strutture create per l’occasione, che avrebbero dovuto portare turismo e sviluppo ed essere riutilizzate evitando lo spreco di denaro pubblico, giacciono in stato penoso.
Lavori lasciati in sospeso, tetti che cedono, alberghi vuoti e abbandonati, centri benessere affacciati sul mare che non hanno mai visto un solo cliente. Il tutto per una spesa complessiva di appena 300 milioni di euro: piccolo pegno da pagare alle esigenze di grandeur di Silvio III.
L’opera più clamorosamente inutile sembra l’hotel a 5 stelle (tutte spente): ci sono voluti 75 milioni di euro per sistemarlo, 742 mila euro per stanza. Ed è chiuso, tanto uno che ha 5 ville sull’Isola, mica va in albergo…
Aggiornamento: ”Le inchieste e i servizi giornalistici di questi giorni non ci lasciano tranquilli. Occorre fare luce sullo stato dei lavori, sul perché certi edifici siano stati abbandonati a sé stessi, e perché non si è verificato il tanto auspicato rilancio dell’isola. […] Si evince il grave stato degli edifici: abbandono, spreco di milioni, soffitte che cadono, alberghi non completati, locali in degrado. Chiediamo a Guido Bertolaso di occuparsi quanto prima della faccenda, per fare immediata chiarezza sulla questione”. Così Bruno Murgia e Fabio Granata, deputati del PDL, annunciano una interrogazione a risposta scritta riguardante lo stato dei lavori del G8 mai tenuto a La Maddalena.
Purtroppo la squadra di governo del Pdl, con Mister B in testa, ci ha abituato a tenere conto e a temere le dichiarazioni bislacche ed assurde. Quelle che sembrano delle sparate alla Bossi e che poi invece diventano decreti legge.
In quest’ottica è abbastanza preoccupante la precisazione che il sottosegretario alla Difesa, Giuseppe Cossiga, si è sentito in dovere di fare parlando stamattina con alcuni sindaci sardi a Cagliari. Il Cossiga ha infatti specificato che “L’ipotesi di realizzare centrali nucleari all’intero di poligoni militari è impraticabile. E’ impossibile realizzare impianti in un’area dove si svolgono esercitazioni militari e si usano armi”.
Questo ci fa pensare che qualche genio abbia davvero ipotizzato di costruire una centrale nucleare all’interno di un poligono o di una base militare. Magari di una di quelle in cui transitano gli aerei Nato con armamenti nucleari, così si concentrano i rischi in una sola zona. Prima di pensare ad una ipotesi di fanta-scienza, aspettiamo comunque la pubblicazione delle aree che dovranno ospitare le centrali…
Foto | Difesa.it

Non c’è lavoro determinato più sicuro di quello praticato in politica. A rivelarlo l’Espresso che in un’inchiesta pubblicata sull’ultimo numero rivela che per liquidare le persone pagate per amministrare il territorio lo Stato spenderà circa 32 milioni di euro.
A conti fatti ad ogni persona operante nella politica locale andranno circa 43mila euro. Una cifra che non ha fatto indignare solo i pubblici cittadini. A tuonare, giustamente, contro i costi della casta anche il cardinale di Torino, Severino Poletto, che pubblicamente parlò di vergogna.
Come dargli torto. Come cambiare una situazione che così com’è produce solo danni? Probabilmente il primo passo è da fare spetta ad ogni singolo cittadino. Votare sempre progetti politici pensati da amministratori che non snelliscono la pubblica amministrazione è sbagliato.
Continua a leggere: I costi della casta. Liquidazione record per i politici locali

Due temi apparentemente diversissimi hanno animato il dibattito politico italiano nelle ultime settimane: il decennale della morte di Bettino Craxi, con i connessi tentativi di riabilitazione, e le polemiche sulla ritardata uscita dei giovani italiani dalla casa dei genitori, riaccese da alcuni casi di cronaca.
In realtà le due vicende hanno in comune molto più di quanto potrebbe sembrare: i diretti responsabili della difficilissima situazione dei giovani italiani di oggi sono proprio i politici e le generazioni passate, di cui Craxi rappresenta l’epitome.
Nel periodo 1981–‘91 si è creato infatti in Italia quello oggi potremmo chiamare il “paradiso degli sciocchi”: esponenti politici di governo come Andreotti, Forlani, De Mita, Pomicino e lo stesso Craxi, di fronte ad una importante fase di recessione economia, non lesinarono mobilità lunghe, casse integrazioni straordinarie, baby-pensioni e pre-pensionamenti su vasta scala. Non senza effetti collaterali per chi è venuto dopo. Vediamo qualche dato.
Che non si dica poi che la magistratura è in battaglia contro il Governo. A poche ore dalla presentazione del ricorso all’Unione Europea firmato da Gianni Letta, secondo il quale nelle aule italiane si deve trovare uno spazio per il crocefisso, il Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) rimuove Luigi Tosti.
Il giudice di Camerino era arrivato agli onori della cronaca sostenendo, appunto, che il crocefisso non era un oggetto adatto agli uffici pubblici italiani.
“O date ragione a me e rimuovete i crocifissi da tutte le aule di giustizia italiane – dichiarò lo stesso Tosti prima di essere allontano - oppure non potete far altro che cacciarmi dalla magistratura”.
Continua a leggere: Crocefisso nelle aule. Rimosso il giudice Luigi Tosti

Se l’Italia non fosse il regno del conflitto d’interessi, forse potremmo fingere sorpresa davanti al decreto Romani sulle comunicazioni. Trasmesso il 18 dicembre 2009 alla presidenza, con il termine del 27 gennaio per l’espressione del parere delle Commissioni competenti della Camera, il provvedimento è in linea con le scelte fatte finora dal governo.
In breve: il decreto, che l’opposizione sta contestando duramente con la richiesta almeno di uno slittamento delle date cui sopra, danneggia Sky, mette un cappio ai video nel web (You tube in primis) ed elargisce favori a beneficio di quello che pare proprio l’utilizzatore finale, Mediaset.
Andiamo a vedere cosa dice il decreto (qui il testo integrale) nello specifico e perché può essere considerato un provvedimento osceno, che danneggia l’Italia e rischia di provocare l’ennesima fuga di “cervelli”, tecnologie e aziende.
Immagine|Flickr

La crociata del Governo contro chi amministra la giustizia potrebbe essere tollerabile, o perlomeno comprensibile, se Silvio Berlusconi e compagni fossero indipendenti. Fino in fondo e non come tentano di esserlo ora.
Durante un momento storico benedetto, più che dalla coscienza collettiva, dal Vaticano. A pochi giorni dall’incontro tra Silvio Berlusconi e il Cardinal Ruini (i due si sarebbero visti per affossare la candidatura alla presidenza della Regione Lazio di Emma Bonino), Gianni Letta polemizza con Strasburgo per il crocefisso.
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio starebbe studiando un ricorso affinché in Italia, paese laico fino a prova contraria, sia permesso l’esposizione del crocefisso nelle scuole dove è scomparsa anche la geografia.
Continua a leggere: Crocefisso nelle scuole. Gianni Letta contro la decisione di Strasburgo
Per farsi ricordare bene il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini può fare ancora poco. Legalizzare l’utilizzo della lettera “k” al posto del “ch” potrebbe servire per completare il progetto che drammaticamente riduce la scuola italiana ad una sola scenografia degna della peggiore fiction popolare.
Solo in certi sceneggiati d’altronde si nota una certa ignoranza. Ingenua. Ma pur sempre condannabile come la proposta che in queste ore è comparsa sul sito di Repubblica. Stando a quanto pubblicato dal quotidiano l’obbligo di studio, invece di posticiparsi verso la maturità, sarà anticipato.
A scuola, per legge, fino a 15 anni e non fino ai 16 previsti dalle attuali normative figlie di una presa di coscienza necessaria nel 2010. Oltre all’esperienza, che in Italia viene tradotta spesso e male con interminabili stage, per essere adatti al mondo del lavoro bisogna essere preparati.
Continua a leggere: Il Ministro Mariastella Gelmini taglia, anche, l’obbligo scolastico

Dalle dichiarazioni poco illuminanti del Ministro dei Trasporti Altero Matteoli, secondo il quale in autostrada si poteva toccare i 150 km/h, è passato poco più di un mese. Nel mezzo una nevicata record nel Nord Italia. E qualche problema alla circolazione dei treni.
Durante quei giorni furono molti i ritardi accumulati. Trenitalia dopo aver promesso un rimborso totale ai propri passeggeri ha attivato un customer care che avrebbe dovuto garantire a queste persone il 50% del valore del biglietto preso.
Probabilmente l’ammontare di quel denaro, pari a 700mila euro, sarà devoluto in beneficenza. Pronta subito la replica di Adiconsum secondo la quale prima di dedicarsi al volontariato Trenitalia dovrebbe far bene il proprio.
Continua a leggere: Altero Matteoli tace sui rimborsi, negati, di Trenitalia

Ricordate la domanda Chi ci ha guadagnato con i milioni di vaccini inutili contro l’influenza A? Bene, forse qualche risposta potrebbe iniziare ad arrivare. E Il Mattino la sintetizza bene: Perdite ingenti per l’erario e profitti vertiginosi per le case farmaceutiche: la Corte dei Conti sta indagando sulle condizioni troppo favorevoli concesse dallo Stato italiano alla casa farmaceutica Novartis nel contratto di acquisto dei vaccini. E si indaga anche sulla clausola secondo cui la Novartis, la società produttrice del vaccino, non sarebbe stata responsabile di eventuali effetti dannosi sui pazienti.
Intanto il settimanale Altreconomia ha pubblicato il contratto, a trattativa privata, con cui il nostro ministero della salute si è impegnato a comperare 24 milioni di dosi del vaccino dalla casa farmaceutica Novartis. Una spesa di 184 milioni di euro, ripetiamolo a trattativa privata, che avrebbe posto la Novartis in condizioni di ingiusto vantaggio. Almeno questo è quello che starebbe emergendo dall’indagine della Corte dei conti sulla vicenda e su un contratto che conterrebbe troppe clausole favorevoli al venditore.
Un contratto a trattativa privata per comperare 24 milioni di vaccini inutili e pieno di clausole favorevoli ad una mutinazionale del farmaco?? No, sicuramente è la solita giustizia a orologeria dei pubblici ministeri politicizzati!
Qui potete scaricare il contratto tra il ministero della salute e la Novartis, mentre qui trovate il parere della Corte dei conti sul contratto medesimo.