
In un periodo tanto florido e ricco di congressi, raduni e fusioni, poteva mancare la convention dei Democratici di centro? Assolutamente no! E infatti il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, lancia l’Assemblea nazionale dell’Unione di Centro, che si svolgerà il 3 e 4 aprile a Roma, presso l’Auditorium della Conciliazione.
Non un semplice congresso di partito, ma la Costituente dei Democratici di Centro (speriamo riescano a rifarla questa Democrazia cristiana così si mettono l’anima in pace…) a cui parteciperanno, oltre l’Udc, la Rosa Bianca di Tabacci e Pezzotta, i Liberal di Adornato, esponenti della Margherita in libera uscita, forse Magdi Allam col suo Ppec….
Con il consolidamento di un Polo centrista, le possibilità di una scissione del Pd, causata dalla fuoriuscita della componente ex Margherita, sembrano quindi aumentare ogni giorno di più. Paradossalmente proprio ora che alla guida del partito c’è un ex democristiano come Franceschini.
L’emendamento blocca-processi va tolto dal decreto sicurezza e inserito in un disegno di legge che salvaguardi le più alte cariche dello Stato e, perché no, anche i parlamentari, come succede in tutto il resto d’Europa. Per il deputato Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, la soluzione allo scontro in atto tra politica e magistratura sta nell’ampliare i beneficiari della norma blocca processi, comprendendo anche gli eletti di Camera e Senato tra gli i cittadini più uguali degli altri davanti alla legge.
Una proposta ragionevole? Forse…
Magari, per essere giudicata in modo più obbiettivo dal grande pubblico, sarebbe stato meglio farla avanzare da un altro rappresentante dell’Unione di Centro..
Lorenzo Cesa, infatti, oltre a non avere un rapporto idilliaco con la legge, è stato indagato per violazione delle norme contro le associazioni segrete, associazione a delinquere e truffa (accuse poi archiviate quando l’inchiesta è stata tolta a De Magistris).
Il conflitto di interessi è un virus che si diffonde rapidamente…
Le vicissitudini di Lorenzo Cesa su: Il Giornale, Il Domani, l’Espresso, Corriere della Sera.
Papa Benedetto XVI rompe il silenzio sul Tibet e invoca tolleranza. Il Dalai Lama: “ Riprendere i negoziati con la Cina”. D’Alema glissa. Torna in campo Andreotti. Dov’è l’Italia? Benedetto XVI: “esprimo tristezza e dolore di fronte alla sofferenza di tante persone in Tibet. Auspico che sia scelta la strada del dialogo. Con la violenza i problemi si aggravano”. Il Dalai Lama: “Il mondo dice no alla violenza in Tibet. La non violenza è l’unica via del popolo tibetano. La gazzella non può lottare con la tigre. Riprendere subito i negoziati tra Pechino e il governo del Tibet in esilio per una soluzione pacifica della crisi tibetana”. Pressioni e spiragli per una soluzione pacifica? Intanto Pechino conferma il passaggio della fiaccola olimpica in Tibet ma non ferma la caccia all’uomo. E l’Italia? C’è ancora una nostra politica estera? Sì, la linea è data da Giulio Andreotti (proprio Giulio Andreotti!) che dice: “Bisogna tenere sganciato il problema delle Olimpiadi da considerazioni di altra natura. Confondendo le due cose non si aiuta né la causa specifica né quella generale”. Capito? Tipica differenza fra “giovani” e “giovanilismo”.
Silvio Berlusconi vuol continuare il lavoro di Marco Biagi. Veltroni: “Concordo”. Berlusconi: ”Il modo migliore per ricordare Marco Biagi nel sesto anniversario della sua uccisione da parte delle Br è di continuare il lavoro di riforme, a partire dalla sua legge, che è ancora purtroppo ampiamente inattuata”. Veltroni: ”Concordo! Il prossimo governo e il prossimo Parlamento devono fare le riforme”. Finalmente i due leader del Pdl e del Pd sono d’accordo su qualcosa. Speriamo che non siano promesse da marinaio. Perché, dice l’antico adagio, passata la festa gabbato lo santo…
Lorenzo Cesa ottimista e conta per l’Udc fino a 40 (deputati). Berlusconi: ”All’Udc vedono doppio!” Cesa segretario Udc:”Siamo al 7,4% ed eleggeremo almeno 38-39 deputati. Supereremo lo sbarramento al Senato in Sicilia, Campania, Puglia, Veneto, Marche, Toscana e forse anche in Abruzzo. Avremo da un minimo di nove a un massimo di 15 senatori. Gli italiani non vogliono affidare il futuro del Paese a due soggetti eterogenei: nel Pd insieme radicali, democristiani, ex comunisti e socialisti, nel Pdl ancor peggio, insieme dai fascisti ai radicali”. Berlusconi: ”Numeri inventati. Se ne accorgeranno!”.
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C’era da aspettarselo, tutti lo davano già per fatto da diversi giorni, ma ora è ufficiale: UDC e il nuovo partito centrista della Rosa Bianca parteciperanno con una lista unitaria alle prossime elezioni politiche del 13 aprile. A confermare la notizia lo stesso segretario della Rosa Bianca Bruno Tabacci, (Ex UDC): “Per le politiche ci presenteremo con una lista unitaria, avremo un unico candidato premier (Casini?) e un unico simbolo (quello dell’UDC?)”.
Ritornano insieme quindi i due separati in casa a meno di due mesi dalla scissione che aveva visto lo stesso Tabacci, che con il collega Baccini, fuoriuscire dal partito di casini e Buttiglione per fondare la Rosa Bianca. Vista l’attuale legge elettorale, che punta a premiare le coalizione di due o più partiti, invece delle partecipazioni singole, viene da chiedersi se si tratti di un matrimonio d’amore o di convenienza. Certo è che a differenza dell’aggregazione nazionali, la Rosa Bianca correrà da sola alle elezioni amministrative siciliane, dove invece, per l’UDC, si prospetta una revival della vecchia CDL.