
Aveva detto: “Ve lo dico anche in aramaico, non mi candido”. E invece Leoluca Orlando si candida a sindaco di Palermo, contro l’ex pupillo Ferrandelli, contro il Pd, contro Sel e rischiando di stracciare una volta per tutte la foto di Vasto. E’ l’ennesima giravolta dell’ex sindaco, che negli ultimi mesi ha annunciato tutto e il contrario di tutto. Non rimediandoci una gran figura.
Dicembre 2011. Orlando ci sta pensando seriamente: “Il Pd ha detto che vuole andare al voto con il Terzo Polo. Quindi mi candido io a sindaco di Palermo, almeno fino a quando non si troverà un altro candidato. Farò come De Magistris”.
Febbraio 2012. Forse perché la sua possibile candidatura non è stata salutata con grandi entusiasmi, Orlando decide che non è il caso di scendere in campo. E lo fa con una battuta: “Sono candidato a sindaco, ma con il nome di Rita Borsellino. Credo che due storie come quella mia e di Rita debbano necessariamente unirsi per amore della città. Sono felice di aver finalmente raggiunto questa unità e ancor più di sostenere Rita Borsellino in questa competizione elettorale. Perché Rita Borsellino sarà il sindaco di Palermo”.
Continua a leggere: Orlando si candida a Palermo. Ma non aveva detto che?

Ah, la Lega di lotta e non più di governo, che divertimento! Dopo la notizia del trasferimento a Padova di Giuseppe Salvatore Riina, terzo figlio di Totò Riina, come sorvegliato speciale, Umberto Bossi ha tuonato:
“E’ arrivato il figlio di Riina, non lo accetteremo (sic) di essere invasi ancora una volta dai mafiosi; quella gente merita la fucilazione.”
E il parlamentare europeo Mara Bizzotto (naturalmente della Lega), ha rincarato la dose:
“In Veneto non lo vogliamo: non siamo e non vogliamo diventare la colonia di mafiosi ed ex criminali.”
Che coraggio, che onestà! Stavo per scrivere un lungo articolo per elogiare la svolta antimafia (e giustizialista, vista la richiesta di fucilazione) dei verdi paladini dell’ordine democratico quando sono tornate alla mente alcune simpatiche vicende che hanno visto coinvolto il Carroccio. Tre nomi: Saverio Romano, Nicola Cosentino e Marcello dell’Utri. Seguiteci dopo il salto per saperne di più.
Continua a leggere: La Lega contro Riina Jr. e i casi Saverio Romano, Cosentino e Dell'Utri

Il Pdl ha iniziato il percorso verso i congressi provinciali e lo ha fatto con una marea di nuove tessere salutate dal segretario del partito, Angelino Alfano, come un grande segnale di vitalità e una risposta a chi lamentava assenza di democrazia interna. Sarà certamente così. Però quanto sta succedendo a Vicenza rischia di far sorgere qualche dubbio in proposito…
Tra i 18 mila tesserati registrati in quella provincia - un numero piuttosto alto anche sommando i vecchi militanti di An e Fli - ci sarebbero molti iscritti a loro insaputa: lo stile reso celebre dal ministro Scajola sarebbe stato applicato anche alle tessere, iscrivendo migliaia di persone ignare. Il problema, oltre alle evidenti questioni di democraticità e trasparenza, riguarda i nomi scelti. Molti dei nuovi tesserati sarebbero infatti iscritti o addirittura dirigenti di altri partiti, come Udc e Fli.
Stando al blog del Pdl di Vicenza sarebbero stati proprio i reggenti del partito a fa scoppiare il caso - montato da loro stessi - per invalidare il congresso e comunque depotenziare gli innovatori che volevano cacciarli. Sempre sul blog del partito il coordinatore provinciale spiega candidamente che il 50% delle nuove tessere, circa 8mila, erano in effetti incomplete:
Le richieste di tessere pervenute dalla nostra provincia con documentazione incompleta, classificate S1, sono ben 8.150, quindi oltre il 50% del totale, quando invece a livello nazionale corrispondono soltanto al 6%. Un dato certamente anomalo. In un primo momento, in assenza di specifiche contestazioni, anche chi vi scrive aveva ritenuto di poter giustificare tale anomalia con adesioni spontanee ai gazebo, che evidentemente erano avvenute senza raccogliere la fotocopia di un documento di identità. Purtroppo, siamo stati costretti a ricrederci; in realtà stiamo comprendendo in queste ore che si trattava di una penosa menzogna e che i pochi gazebo non giustificavano dati così clamorosi. Ben venga quindi la clamorosa indagine della magistratura, i cui responsi, quali che siano, attendiamo con serenità.
Quindi per l’onorevole Pierantonio Zanettin è normale che ci sia un incremento straordinario del tesseramento e che questo coincida con una straordinaria percentuale di tessere che mancano dei requisiti minimi di validità. Poi, poi, quando arriva la magistratura allora ci si accorge che forse quel dettaglio andava valutato con attenzione. Roba da dimissioni immediate, anche dal Parlamento.
Giusto per chiudere, ricordiamoci cosa ha detto Angelino Alfano, intervistato dal Giornale, in merito ai sospetti sui numeri del tesseramento:
«Per il nostro tesseramento è stato adottato un surplus di cautela, sappiamo di essere sempre sotto osservazione. Non siamo il ministero dell’Interno ma ce l’abbiamo messa tutta. Abbiamo adottato il meccanismo del versamento individuale, delle firme autografe con una struttura di controllo ad hoc. Una volta votavano anche i morti nei congressi, ora mi chiedo quale partito può contare su un sistema più virtuoso».
Già, chissà se anche in altre province il Pdl ha adottato il virtuoso sistema Vicenza?
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“Noi abbiamo sempre detto la verità, non abbiamo mai nascosto le difficoltà”
Angelino Alfano, 27 novembre 2011 |
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“Italia a posto entro tre mesi”
Renato Brunetta, 10 agosto 2011
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«Le comunicazioni di Monti si collocano in assoluta continuità con quanto il governo Berlusconi ha realizzato o avviato a realizzazione»
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Tasse, tasse e ancora tasse. Secondo Roberto Maroni
“Le prime misure del governo Monti prevedono solo tasse: così sono capaci tutti. Se è così bisogna fare opposizione dura, alla quale si prepara la Lega. Perché così c’è l’Ici, l’aumento dell’Iva, la patrimoniale, le pensioni per fare cassa: come può il Pdl votare misure del genere?”
Ah, quant’è vero. Il rapace Monti che mette le mani in tasca agli italiani per far quadrare i conti. Ma quando governava Berlusconi cosa succedeva? Le cose erano diverse? Basta leggere un articolo del Sole24 Ore del Dicembre scorso ore per capire qualcosa in più: l’Italia era al terzo posto in Europa per pressione fiscale. Ancora, un pezzo del Fatto di qualche settimana fa titolava: “la pressione fiscale al massimo storico”. Nell’articolo si citavano le parole di un funzionario della Banca d’Italia:
“La pressione fiscale salirà dal 42,3% del 2010 al 42,7% nel 2011, e dal 2012 si assesterà su valori intorno al 43,8%, un massimo storico.”
Concludiamo con un nostro veritometro, del 12 Settembre scorso. Lo ricordate? Si parlava dell’ennesima manovra e di aumento dell’Iva: Libero-news titolò “il governo aumenterà l’Iva per non alzare le tasse”. Tito Boeri su lavoce.info spiegò con l’aiuto di un grafico che, con la nuova manovra, la pressione fiscale sarebbe salita di ben due punti di Pil. Per non parlare della ormai mitologica promessa del taglio delle imposte e dei balzelli fatta da Berlusconi (qui un fantastico articolo di Nonleggerlo). Meno tasse per tutti, oppure no?
Foto | Flickr

Prima di parlarvi del grafico (che credo molti di voi avranno già visto), ecco le ultime dichiarazioni di Berlusconi, in un articolo di Paolo di Caro sul Corriere della Sera:
“Queste fibrillazioni non dipendono dalla mia presenza o da quello che sta facendo il governo, che ha imboccato la via giusta. La speculazione ha puntato l’Italia e la risposta che va data deve essere globale, noi non possiamo fare molto di più di quello che stiamo facendo. E sicuramente non potrebbe farlo un altro governo: voglio vederlo un esecutivo tecnico di gente divisa su tutto affrontare le riforme sulle quali ci siamo impegnati noi.”
E mentre arrivano notizie terrificanti sia sul fronte dello spread tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi (qui la diretta di Bloomberg, mezz’ora fa c’è stato un nuovo record: 437 punti base) che su quello della disoccupazione, soprattutto giovanile (quasi un giovane su tre non lavora, secondo l’Istat), il governo che fa? Secondo la Stampa, Berlusconi starebbe cercando il “colpo di teatro” da presentare in Europa ma, forse, invece di pensare a “mandrakate” varie, sarebbe meglio riguardare il grafico (sempre di Bloomberg) che abbiamo pubblicato qui sopra.
Si tratta dello spread tra i Btp decennali italiani e i corrispondenti titoli di stato tedeschi. Se il 2 Novembre 2010 lo spread era circa dell’1,5%, oggi si supera abbondantemente il 4%. In un solo anno. Chi è stato Presidente del Consiglio nell’ultimo anno?
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“Grazie all’impegno del Presidente del Consiglio, l’Italia è tornata ad essere autorevole protagonista in Europa e nel mondo.’
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“Portare l’età pensionabile a 67 anni solo per fare piacere alla Germania… No, non se ne parla”
Umberto Bossi, 25 ottobre 2011 |
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