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“In Italia paghiamo un grande ritardo: le donne hanno guadagnato il diritto di voto soltanto nel 1960″
Mara Carfagna
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Scopri perchè dopo il salto
Continua a leggere: Veritometro:- Mara Carfagna e il diritto di voto alle donne

Dei 23 Ministri dell’attuale Governo ben 3 saranno impegnati, ad oggi, per il prossimo appuntamento elettorale. Dopo la candidatura di Luca Zaia, alla presidenza della Regione Veneto, e di Renato Brunetta, per diventare sindaco di Venezia, anche Mara Carfagna parteciperà alle prossime elezioni.
Anche lei parteciperà alle elezioni regionali della Campania, dalle quali è stato allontanato Nicola Cosentino per lo scalpore mediatico che fece a suo tempo la sua vicenda riconducibile al clan dei Casalesi.
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Ministro a La Stampa il suo impegno dovrebbe limitarsi, in caso di vittoria del PdL, al consiglio regionale sicché in Italia, fino ad oggi, è vietato per un Ministro del Governo italiano essere anche il Presidente di una regione tanto che nel caso Luca Zaia vincesse la Lega Nord ha già selezionato un degno sostituto per non perdere il Ministero.
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Per completare, semmai ce ne fosse stato il reale bisogno, il dibattito di costume attorno all’aggressione di Silvio Berlusconi qualcuno doveva parlare della legge Basaglia grazie alla quale vennero i chiusi i manicomi.
L’incarico se l’è preso il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna secondo la quale quanto successo al Presidente del Consiglio, quindi al Papa, devono far riflettere poiché è evidente che chi accudisce persone mentalmente instabili non è aiutata adeguatamente dallo Stato.
“Diciamo – ha dichiarato l’esponente politico parlando della legge Basaglia - che sono favorevole a riaprire il dibattito, ma per arrivare dove non sono in grado di dirlo io”.

A Roma, domenica scorsa, il movimento omosessuale italiano ha, come spiegato da Giuliano Federico (direttore di gay.tv) a polisblog, iniziato la propria metamorfosi a seguito della quale si suppone che il confronto con le istituzioni non avverrà più attraverso il pride.
A Roma, domenica scorsa, il Ministro per le Pari Opportunità è stata fischiata da un gruppo di persone. Il gesto è stato fortemente criticato dalla giornalista Delia Vaccarello che da anni, per l’Unità, racconta storie di persone non eterosessuali.
A Roma, ieri, un’altra coppia omosessuale è stata aggredita. Ancora. Necessaria più che mai sembra dunque la legge contro l’omofobia che Mara Carfagna sta studiando grazie al prezioso contributo di Paola Concia. Esponente del Partito Democratico nonché sostenitrice di Ignazio Marino.
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Mentre Rosy Bindi, dopo aver perduto la stima del Premier, deve accontentarsi di una pagina Fan Club su Facebook con soli 185 “amici”, il ministro Mara Carfagna (data in pole position per diventare la prossima presidente della Regione Campania), può vantare addirittura un sito internet creato dai suoi accaniti sostenitori del Popolo della libertà.
Il Fan club della Carfagna ha così piantato un’altra bandierina (azzurra) sul web, tenendo a battesimo Diamole del tu, sito agiografico di sostegno all’instancabile operato del ministro. Tra Il punto rosa, la gallery, le news, il blog e gli eventi, tutta l’attività della Carfagna viene incensata e proposta sotto la giusta luce. A proposito del suo ultimo libro, ad esempio, scopriamo che:
Mara sorprende ancora. Questa volta, il Ministro delle Pari Opportunità accorcia le distanze tra le istituzioni e la cittadinanza con il libro Mara Carfagna, un anno di governo. Non si tratta di un asettico resoconto del suo bilancio, né di un book auto celebrativo, nonostante la ricchezza di suggestive immagini che raccontano la presenza corposa e attenta della Ministra tra di noi, tra la sua gente. C’è qualcosa in più nel libricino blu di 65 pagine che parlano delle importanti conquiste per l’affermazione e la difesa dei diritti dei più deboli, delle donne e di noi tutti.
Il blog sembra tradire una partecipazione non proprio assidua dei piccoli fan del ministro, registrando zero post e 29 commenti in 4 mesi di vita.
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Invece di risolvere i propri problemi, con il Tar del Lazio, Mariastella Gelmini preferisce disquisire su delle provocazioni che i media qua e là riprendono alterando il dibattito sulle quote rosa che, come dichiarato da Daniela Occhiali su polisblog, andrebbe rivisto. Per essere davvero utile.
Avallando la posizione del Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il Ministro della Pubblica Istruzione ha deciso di non manifestare la propria solidarietà a Rosy Bindi su quanto Silvio Berlusconi e Roberto Castelli hanno detto in una recente puntata dello show di Bruno Vespa. Porta a Porta.
“Solidarietà a Rosy Bindi? Nessuna. Nemmeno io – ha dichiarato Mariastella Gelmini - a mio tempo l’ha ricevuta. Repubblica ed Espresso avevano scritto cose terribili su di me, che mettevano in discussione la mia onorabilità, tanto che li ho querelati. La Bindi non dia lezioni, sarebbe fuori dalla storia”.
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Si continua, giustamente, a parlare dell’uccisione di Sanaa, la ragazza uccisa dal padre a causa della sua relazione con un ragazzo di religione cattolica. Quanto successo a Daniela Santaché, oltre che su polisblog, è stato spiegato ieri sera. A Porta a Porta.
Ospite della puntata anche il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Provando a smentire tutti i pregiudizi che sul suo conto circolano, l’esponente del Popolo della Libertà si è schierata pubblicamente contro quanto successo costituendosi anche parte civile nel processo che nelle prossime settimane verrà avviato.
Intelligente, e meritevole di una considerazione, è stata, nello specifico, una dichiarazione che ieri sera ha rilasciato a Bruno Vespa.
Continua a leggere: Sanaa: per Mara Carfagna nelle moschee bisogna parlare italiano

L’uccisione di Sanaa, la ragazza diciottenne sgozzata dal padre a causa del suo fidanzamento con un italiano di religione cattolica, come sottolineato ieri dal Passator Cortese è giusto che diventi un caso politico.
La sua storia, come quella analoga di Hina sulla quale molto si spese Daniela Santanché, fa parte di tutti i dibattiti che sull’integrazione degli immigrati devono essere fatti nel nostro paese.
A sottolineare il silenzio, imbarazzante, di tutta (Antonio Di Pietro incluso) la minoranza politica ci ha pensato la spesso contestabile Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, che in una nota ha fatto sapere di volersi costituire parte civile nel processo che da qui a breve verrà avviato.

Tutto parte da un commento sul blog di Paolo Guzzanti, che vi abbiamo riproposto ieri nel nostro post. Ma come si arriva alla storia dei “rapporti anali non graditi” citata dall’ex Senatore PdL ora nel gruppo misto? Come siamo arrivati a tutto questo? Ve lo raccontiamo, se avete la pazienza di restare a leggerci.
Sono fatti recenti, che risalgono ad un anno fa circa - su wikipedia verremmo sicuramente accusati di avere creato una voce che soffre di “recentismo” - ma essendo un Paese dalla memoria corta, riguardo alle presunte intercettazioni Berlusconi Carfagna ci sono un sacco di altre cose “dimenticate” da sapere per capire da dove arrivi la bomba, chiaramente ignorata ieri dai media mainstream.
E’ storia giusto dell’estate scorsa. Vi dicono qualcosa: No Cav Day, La Privata Repubblica, El Clarin, la parola “meretrice” e “quelle intercettazioni esistono”, parola di Margherita Boniver? Nel caso abbiate qualche vuoto di memoria, dopo il salto potete colmarlo.

Scosse di terremoto? Reputazione internazionale dell’Italia in crisi? Certo, ma c’è un altro ostacolo che rischia di rovinare l’imminente G8 italiano: l’assenza di una first lady, che faccia da Cicerone per le consorti dei leader mondiali. Un problema organizzativo e di immagine, che sembra aver spinto più di una première dame a considerare la possibilità di una defezione.
Ma ecco la soluzione geniale di Berlusconi: far interpretare il ruolo che sarebbe spettato a Veronica Lario da Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. Ne ha parlato perfino il Daily Mail, con il consueto tono rispettoso della stampa britannica:
Silvio Berlusconi ha a quanto pare risolto il problema di non avere una first lady che faccia da padrona di casa al prossimo vertice del G8, chiedendo ad un ex modella di topless divenuta ministro di intervenire (..) L’idea stamperà sicuramente un sorriso sulla faccia del marito della cancelliera tedesca Angela Merkel, Joachim Sauer, l’unico uomo tra i partner dei leader mondiali
Continua a leggere: Mara Carfagna first lady al G8? La maggioranza in fibrillazione