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Marco Pannella

Marco Pannella e Radicali con Verdi e Socialisti: è pronto il minestrone

pubblicato da Christian De Mattia in: Uomini Politici Marco Pannella Partiti Radicali


Il Congresso dei Radicali a Chianciano si è chiuso con la nomina a segretario di Marco Staderini ma è stato caratterizzato dal dibattito sulle alleanze del movimento in ottica delle regionali. L’accordo con il Pd che pareva molto probabile si è arenato (forse non completamente) di fronte al diniego di Bersani a un’alleanza completa su tutto il territorio. La mozione congressuale, voluta da Marco Pannella e soci, ha sparigliato le carte aprendo ad altre formazioni

Il Congresso prende atto degli interventi dei compagni Bonelli e Boato per i Verdi e Craxi e Zavettieri per i Socialisti e della profonda svolta che la maggioranza del recente Congresso del Sole che Ride ha impresso al movimento verde, sottraendolo, e noi speriamo liberandolo, dallo schiacciamento dell’estrema sinistra massimalista e comunista.
Ai Verdi e agli ecologisti rivolge un appello perche’ con urgenza si esamini la possibilita’ di tutte le azioni da realizzare in vista delle prossime elezioni regionali. Uguale appello nel ricordo della Rosa nel Pugno, lasciata purtroppo fallire, rivolge ai laici, ai socialisti, ai liberali che non si arrendono e intendono sottrarsi all’assorbimento nei due blocchi di potere

Ma la situazione è in continua evoluzione e conoscendo Pannella potrebbero esserci novità. Di certo il leader radicale ha da una parte aperto a Bersani e dall’altra continuato a tirare bordate ai democratici

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Inizia oggi a Chianciano il Congresso dei Radicali: torna la Rosa nel Pugno

pubblicato da paganini in: Emma Bonino Marco Pannella Partiti


Il ricorso alla nonviolenza ha saputo reggere l’urto della violenza di Regime. Qualsiasi cosa questa frase possa significare, è con questa premessa che i Radicali, perennemente avvitati intorno al ticket Pannella - Bonino, presentano la loro assemblea nazionale, che si apre oggi a Chianciano.

Grazie alla tenuta politica e all’indubbio successo “elettorale” strappato, ora la Liberazione da 60 anni di Regime partitocratico diventa concretamente possibile. A Chianciano, dal 26 al 28 giugno, chiamiamo a raccolta tutti gli autentici liberali, socialisti, laici e democratici italiani, per raccogliere e rilanciare quello che era il progetto della Rosa nel Pugno, il suo programma politico e le sue proposte.

Orfani dell’alleanza col Partito democratico (che li ha finalmente scaricati) sembra dunque che le truppe transnazionali con la stella gialla pensino ad una riproposizione della Rosa nel Pugno, esperimento fallimentare di alleanza elettorale con i socialisti a cui - per essere davvero certi del tracollo - vorrebbero aggregare anche i Verdi.

Se volete seguire lo svolgimento del Congresso, questo è il blog di Chianciano 2009.

La Stella gialla non è una bandiera. Un'altra pessima idea dei Radicali

pubblicato da paganini in: Impresentabili Emma Bonino Marco Pannella Radicali

Elena Loewenthal ha scritto, su La Stampa di oggi, un bel pezzo sul significato della Stella gialla che veniva cucita sui vestiti degli ebrei durante il Nazismo e che ora, compiendo l’ennesima scelta discutibile, i Radicali hanno deciso di mettersi addosso in ogni apparizione pubblica.

Avendo in concreta antipatia tanto la Bonino che Pannella (per tacere dell’ex Capezzone…), credevo che il fastidio generato da questa scelta “politica” fosse il frutto di un mio pregiudizio. Leggendo l’articolo di Elena Loewenthal ho invece trovato un passaggio che apre e chiude la questione con nettezza: La Stella gialla è impropria in qualsiasi battaglia politica, morale, mediatica. Perché non sveglia le coscienze, le tramortisce. Non è uno stimolo, ma uno schiaffo alla giustizia e all’umanità.

Per i Radicali: “L’evocazione della stella degli ebrei del ‘41, con la brutale semplificazione e con i rischi che ogni “simbolo” porta con sé, serve a ricordare che quando la legalità e la democrazia sono cancellate è un’illusione pensare che questo possa riguardare solo delle vittime isolate… Riguarda tutti, prima o poi, anche se in forme diverse da un passato che non si ripete”.

Una giustificazione decisamente debole: Bonino e Pannella dovrebbero trovarsi un altro simbolo nel loro armamentario sovranazionale e togliersi di dosso quella Stella.

Voi che ne dite?

Marco Pannella contro il PD:"Veltroni non mantiene le promesse"

pubblicato da V. in: Walter Veltroni Marco Pannella Partito Democratico PD

Forse Uolter non manterrà le promesse, ma Pannella continuo a preferirlo nella versione che vedete qui sopra. Un provocatore nato, capace di sbrindellare muri di senso comune, piuttosto che accodarsi alla fila per la poltrona o lo scranno.

I fatti:

La promessa di essere candidato alle prossime elezioni europee gliela fecero, sì o no? «Sì. O meglio: non a me direttamente, ma ad alcuni miei esponenti». La Bonino dice che però, da allora, sull’argomento, non si son fatti più sentire. «Ed è vero, verissimo. Ma sa, non è che poi io mi meravigli troppo…». E perché? «Perché quelli del Pd sono del tutto incapaci di mantenere anche il più piccolo impegno… perciò si figuri quanto può contare la loro parola…»

E in tutto ciò mi torna in mente un’altra piccola questione, ovvero che cosa c’entrassero Pannella e la Binetti insieme, oppure la Bonino e Fioroni…misteri, strategie, alleanze. E alla fine Giacinto era meglio quando andava da Alda d’Eusanio.

Pannella contro Veltroni: memoria corta?Pannella contro Veltroni: memoria corta?Pannella contro Veltroni: memoria corta?Pannella contro Veltroni: memoria corta?Pannella contro Veltroni: memoria corta?Pannella contro Veltroni: memoria corta?

Marco Pannella in sciopero della fame per Tareq Aziz

pubblicato da V. in: Marco Pannella

tareqmazzocarteL’ennesimo, coinvolgente, sciopero della fame di Marco Pannella è dedicato a Tareq Aziz, l’ex vice di Saddam Hussein, che rischia l’impiccagione a causa di un massacro di 42 commercianti avvenuto nel 1992. Tareq Aziz si era consegnato spontaneamente, senza l’umiliante crescendo wagneriano che aveva accompagnato la cattura di Saddam Hussein, scovato in una botola e successivamente mandato alla forca. Tareq era l’otto di picche nel mazzo di carte: non era più in giro dall’aprile del 2003.

nato nel 1936 a Mossul nel nord dell’Iraq. Laureato in lingua e letteratura inglese, Aziz è l’unico cristiano e cattolico, della Chiesa caldea, in una leadership rigorosamente musulmana. Giornalista, poi ministro dell’Informazione, Aziz è stato a capo degli Esteri per otto anni, in particolare durante il periodo della guerra del Golfo del 1991

Il processo contro di lui è iniziato il 29 aprile scorso a Baghdad, quasi sicuramente si concluderà con una condanna a morte.

Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese in: Dichiarazioni Silvio Berlusconi Sandro Bondi Pierferdinando Casini Raffaele Lombardo Walter Veltroni Romano Prodi Umberto Bossi Alle 5 della sera Marco Pannella Partiti Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Unione Democratici Cristiani UDC Antonio di Pietro Anna Finocchiaro

Ultimissime. Berlusconi: “Sarò io a nominare il nuovo commissario Ue”. Borghezio: “Adesso comanda la Lega, vogliamo il ministero dell’Interno”. Berlusconi: “Con Putin oggi incontro tra amici”. Berlusconi: “Già stasera incontro col governo uscente su Alitalia”. Alemanno: “Sì al confronto tv con Rutelli”. Finocchiaro: “Torno in Senato”. Rutelli: “Devo vincere a Roma per bilanciare Bossi”. Casini: “Su Campidoglio decide l’Udc locale”. Berlusconi: “Il linguaggio di Bossi è paradossale”. Berlusconi: “Prodi non si è complimentato con me”. Donadi: “Idv no a gruppo parlamentare unico col Pd”. Bindi: “Molto dispiaciuta per dimissioni di Prodi”. Bettini: “Nessun incontro tra Silvio e Walter”. Cossiga: “Molti condividono i miei timori sulla scomparsa della sinistra”.

Silvio Berlusconi alza la voce e bacchetta Prodi e Veltroni su commissario Ue. Veltroni:”No a brutale spoil system”.
Berlusconi: “Sulla vicenda del commissario Ue si è fatta gran confusione. Non capisco perché Prodi si intromette. Non ha più poteri. Per il sostituto di Franco Frattini a Bruxelles ci penso io. Tocca a me decidere”. Veltroni: “Serve il dialogo, invece si parte con le prepotenze”. Sfida continua.

Mario Borghezio alza la voce e bacchetta Berlusconi. Latorre: “La Lega non va demonizzata”.
Borghezio: “ Noi abbiamo i voti, senza la Lega non c’è governo. In politica comandano i numeri. Andiamo a Roma per piazzare uomini chiave e non per posare il sedere sulle poltrone. Questo per il bene del Nord. Vogliamo il ministero dell’Interno”. Latorre: “Il Pd non vede problemi per Bossi ministro. Non si può demonizzare la Lega”. Pd, orecchie abbassate.

Antonio Di Pietro dice subito no al gruppo unico col Pd. Bondi: “ Primi strappi”.
Di Pietro: “L’Idv va verso il gruppo autonomo alla Camera e al Senato. Conviene al nostro partito e conviene al Pd. Anche perché così c’è un utilizzo ottimale delle risorse. Si può fare un coordinamento stretto”. Bondi: “Primi strappi, presto arriverà il temporale. Pannella docet”. Lampi e tuoni.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese in: Dichiarazioni Costituzione Quirinale Gianfranco Fini Silvio Berlusconi Sandro Bondi Pierferdinando Casini Raffaele Lombardo Walter Veltroni Umberto Bossi Roberto Maroni Alle 5 della sera Massimo d'Alema Marco Pannella Partiti Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Radicali Sinistra Arcobaleno Unione Democratici Cristiani UDC Enrico Boselli Giorgio Napolitano

Ultimissime. Prodi: “Lascio la presidenza del Pd”. Berlusconi: “ Ci saranno tempi duri e scelte impopolari”. Berlusconi: “Spetta a Napolitano la nomina dei ministri”. Berlusconi: “La Lega non comanderà nel governo”. Berlusconi: “Nuove regole d’ingaggio dei nostri soldati in Libano”. Berlusconi: “Riaprirò il cantiere del ponte sullo stretto”. D’Alema: “Sì, stamattina ho incontrato Casini a casa sua”. Bossi: “Nel governo siederò in prima fila. A Maroni un super-dicastero economico”. Bossi: “I miei fucili sono i voti delle urne”. Fini: “Esecutivo fuori da logiche di partito. Vedo bene Giulia Bongiorno a ministro della Giustizia”. Veltroni: “Brutto inizio del Pdl”. Rutelli: “Ho un grande vantaggio”. Lombardo: “Mafia? A calci nel sedere”. Orlando: “L’Idv non accetterà preclusioni o diktat del Pd”. De Michelis: “Boselli ha portato il Ps nel baratro”. Pannella: “Non mi congratulo con Veltroni: il Pd non ha rispettato i patti”.

Silvio Berlusconi annuncia tempi duri per tutti. Epifani: “Giù le mani dai lavoratori”.
Berlusconi: “Ci saranno momenti difficili, servirà un forte rinnovamento per le riforme necessarie che avranno anche contenuti di impopolarità”. Epifani: “I lavoratori hanno già dato. L’abolizione dell’Ici non serve niente”. E’ qui la festa?

Romano Prodi lascia la presidenza del Pd. Bondi: “Arriva la notte dei lunghi coltelli?”
Prodi: “C’è bisogno di rinnovamento delle classi dirigenti. A cominciare dal Partito democratico. E io voglio dare l’esempio. Già prima del voto avevo già deciso di lasciare la presidenza del Pd. Veltroni? Coraggioso e forte”. Bondi: “Era inevitabile dopo i giudizi negativi sul Professore, anche di Veltroni”. Atto dovuto o il segnale della resa dei conti dentro il Pd?

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Le pagelle del sabato

pubblicato da Massimo Falcioni in: Campagna elettorale Silvio Berlusconi Walter Veltroni La pagella del giorno Marco Pannella Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Radicali

Silvio Berlusconi e Walter Veltroni: sfiniti. Voto + 10. Finalmente hanno chiuso (non con la politica e con gli italiani!) la campagna elettorale del futile, delle facili promesse, delle invettive. Si gioca fino all’ultimo al teatrino delle ombre cinesi. Veltroni, il Cavaliere non lo hai mai nemmeno nominato. Berlusconi, Veltroni lo ha chiamato sempre “Il signor Walter Veltroni, Sor bugia”. Ne hanno fatta di strada in questi giorni sia il leader del Pdl che il leader del Pd. Sono sfiniti. Felici e potenti. Come gli italiani. Meno felici e più scontenti.

Marco Pannella: voltagabbana. Voto – 9. Chiude peggio di come era partito il vecchio capo radicale con dichiarazioni “ Berlusconi porta via voti al Pd attraverso il Partito socialista” che Gavino Angius definisce “immonde” . Sferza l’ex Pci, Pds, Ds Gavino: “ I socialisti non hanno svenduto le loro idee e i loro principi né per un seggio né per un soldo”. La Rosa nel pugno è passita. Il Partito socialista martedì forse per la prima volta da oltre 100 scomparirà dal parlamento. I radicali spiumati e inglobati nel Pd. Ma in politica mai dire mai. Specie con Marco Pannella. Presto toccherà a Uolter.

Pannella come Indro Montanelli

pubblicato da Massimo Falcioni in: Walter Veltroni Umberto Bossi Marco Pannella Partito Democratico PD Radicali Democrazia Cristiana DC

altroC’è chi cambia e chi no. C’è chi lancia e rilancia sempre gli stessi slogan e chi si evolve, modificando anche “radicalmente” la propria impostazione. Senza ripassare la storia, che tanto non serve, limitiamoci alla cronaca delle ultime ore.

Di fronte a un Bossi che torna a minacciare il ricorso ai fucili (anche se il grido sempre più rauco del Senatur somiglia a quello di Esopo nella favola “al lupo, al lupo!”) c’è un Pannella che non minaccia più niente: né scioperi della fame e della sete, né sit in, né occupazioni di piazze, palazzi, strade, né imbavagliamenti, né ortaggi. Né, tanto meno, ricorso a nuovi referendum. Insomma un Marco Pannella rivisto e riverniciato. Forse per l’annunciato gran debutto nello scranno di senatore a vita promessogli dal Partito democratico? Tant’è che sembra oramai chiaro che per Pannella, Veltroni val bene una messa. In un suo contorto ragionamento, il capo radicale, cerca di spiegare la decisione di confluire nel Pd con la presa d’atto di un oramai irrimediabile degrado della nostra democrazia.

Nonostante la Costituzione italiana resti di carattere rigorosamente parlamentare e assegni al Presidente della Repubblica il compito di designare il Capo del Governo, “nei fatti – spiega Pannella – noi adesso eleggiamo il Presidente del Consiglio, e anche se questo accade in modo scorretto, improprio, nemmeno spiegabile dal punto di vista della legalità, ogni politico responsabile deve prenderne atto”. Capito? Prenderne atto! Oggi Marco prende supinamente atto, senza muovere un dito, che è in vigore una nuova Costituzione materiale. E sostiene che di fronte a ciò l’unico comportamento coerente è votare Veltroni, il “minor male”.

Lungi da noi di discutere la legittimità (e l’opportunità?) del voto al leader del Pd. Ma come non rilevare che Pannella sembra l’erede dell’odiato (ricambiato a sua volta) Indro Montanelli quando invitava a votare Dc, pur turandosi il naso. Il meno peggio, appunto. La storia si ripete. Stavolta il “convertito” è Pannella. Cosa non si fa per una manciata di seggi parlamentari e per una fetta di finanziamento pubblico!

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: Propaganda Costituzione Raffaele Lombardo Salvatore Cuffaro Umberto Bossi La pagella del giorno Marco Pannella Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Radicali Anna Finocchiaro

Anna Finocchiaro: disarmata. Voto + 7. Lega chiama Lega e se il lumbard Bossi minaccia le armi, il siculo Raffaele Lombardo capo del Movimento per l’autonomia e candidato del centro destra a governatore dell’isola non resta indietro. Dice: “Purtroppo i fucili dei siciliani sono caricati a salve. Quando potremo armarli come si deve, vedremo se e come usarli”. Contrattacco della sua competitrice diretta Anna Finocchiaro: “Metafora infelice. Lombardo è peggio di Bossi. I siciliani non hanno bisogno di sparare a nessuno ma di buona amministrazione e di legalità, hanno bisogno di tutto ciò che Cuffaro e Lombardo non possono garantire”. E’ l’ora dei Mille.

Marco Pannella: smemorato. Voto – 8. Pannella dice che l’appello al voto utile per Veltroni è un appello imbecille, ma non è diverso dall’appello al voto responsabile dal momento che Veltroni ha già perso la gara con Berlusconi. “La decisione dei radicali – chiosa Marco - di confluire nel Pd è frutto della presa d’atto di un irrimediabile degrado della nostra democrazia “. E’ la teorizzazione del male minore. Evoluzione “democrat” dei radicali protesi alla caccia di qualche seggio e di un congruo finanziamento pubblico. Pannella ante Pd avrebbe denunciato la “truffa” elettorale e chiamato tutti allo sciopero della fame per il ripristino della legalità. Tempi nuovi.