martedì 16 marzo 2010

Brachino sospeso: dai calzini di Mesiano, a Vittorio Feltri e Dino Boffo

pubblicato da V. – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Mediaticamente

mesiano brachino ricorsoRicordate l’incredibile servizio di Mattino 5, a firma Annalisa Spinoso - ma dettato dalla longa manus di Claudio Brachino - in cui si pedinava il giudice Raimondo Mesiano? Squadrismo mediatico, l’ennesima emanazione del conflitto di interessi, visto che il giudice, seguito dalle telecamere della “trasmissione” Mediaset, aveva emesso una condanna ritenuta poco carina, persecutoria, dai vertici di Cologno Monzese.

Ieri l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, ha sospeso Brachino per due mesi: sai che roba. Meglio di niente: certo, un segnale. Ma vorrei, e come me, molti iscritti, che i cento e rotti euro annuali che paghiamo da anni per quella tesserina da tenere nel portafoglio, la garantissero davvero la deontologia. Sennò, va sempre a finire come con Renato Farina, ricordate l’agente Betulla? Era stato radiato dall’Ordine.

Come mai? Rapporti poco chiari con il Sismi, quei 30mila euro accettati in cambio di disinformazione, qualche dossier insinuante e fasullo pubblicato: insomma, il solito Libero, che conosciamo benissimo. Dopo il salto, al termine del post, vi inserisco il comunicato integrale uscito dall’OdG lombardo dei tempi, così vi fate un’idea. Che qui ci si dimentica sempre con chi si ha a che fare, quando si parla di Feltri, Libero (oggi: Il Giornale) e dintorni…

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venerdì 12 marzo 2010

Tar del Lazio: Sì a talk show politici su Sky e la7

pubblicato da giovanni molaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Mediaticamente



In concomitanza con l’annuncio del ritorno sulle scene di Silvio Berlusconi, avvenuto durante la conferenza stampa nella quale si è poi registrata la pazzia di Rocco Carlomagno, Gad Lerner sul proprio blog ipotizzava la fine (cito testualmente) della censura sul mezzo televisivo per permettere al Presidente del Consiglio di divulgare il proprio verbo.

In attesa di capire se tale messaggio possa ritornare ad essere veicolato anche attraverso la RAI, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso avanzato da Sky e Telecom Italia Media (la7) stabilendo che anche a ridosso degli appuntamenti elettorali possono essere trasmessi degli approfondimenti politici.

Il Tar amministrativo regionale ha invece respinto le richieste avanzate da Federconsumatori contro la Vigilanza RAI che ha cancellato dai palinsesti della televisione pubblica i talk show politici.

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giovedì 11 marzo 2010

Mentana Condicio: aggirata la legge sulla par condicio grazie al web

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Mediaticamente


Quella di oggi è una data in certo qual modo storica per la comunicazione web. E dobbiamo paradossalmente ringraziare proprio il nuovo astruso regolamento sulla par condicio, che ha messo il bavaglio all’informazione politica in tv per un mese tondo, provocando gli strepiti (giustificati) dei vari Santoro, Floris e Vespa.

È stato l’ex-disoccupato di lusso Enrico Mentana a partorire l’idea. Perché non organizzare i faccia a faccia direttamente sul web, con la collaborazione del Corriere online? Detto fatto. E così proprio oggi potremo assistere al primo confronto della campagna elettorale tra Ignazio La Russa, ministro della Difesa ed Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico.

Anche la stampa non mancherà, come in ogni tribuna politica che si rispetti, grazie alla presenza dei giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, più altri ospiti. Il programma web si chiamerà Mentana Condicio (sarà voluto il richiamo al celebre Klaus condicio del Davi?) e prenderà il via alle 15,30.

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mercoledì 10 marzo 2010

Conferenza stampa Berlusconi: contestato da Rocco Carlomagno

pubblicato da V. – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Mediaticamente Silvio Berlusconi

rocco carlomagno provocatore sbEcco l’idea di consenso, di libertà di critica da parte della stampa, che ha Silvio Berlusconi: il video non si trova ancora su youtube, ma ve lo riassumo brevemente. Stamattina durante una conferenza stampa con il Presidente del Consiglio, Rocco Carlomagno, si è accreditato come giornalista freelance, poco importa se lo sia o meno. Si siede insieme agli altri, davanti al palchetto allestito.

Pone alcune domande. Lo fa in maniera irritante, ma ehi, non tutti sono abituati a scondinzolare o a prostrarsi davanti al Re! Chiaramente, la cosa irrita SB e il suo entourage. La security interviene - nel video, a un certo punto interviene anche Mariella Venditti del Tg3, che chiede, giustamente stupita, se sia questo il modo di trattare un giornalista durante una conferenza stampa - e inizialmente sembra volerlo allontanare, poi capiscono che sarebbe troppo grossa anche per loro, una roba del genere.

Allora che si fa? Ignazio La Russa si siede a fianco di Carlomagno, e a quanto leggo:

«Quando La Russa si è accorto che volevo fare domande diverse da quelle preconfezionate fatte fino a quel momento ha cercato di chiudermi la bocca, è venuto subito a sedersi vicino a me per impedirmi di parlare e ha alzato le mani su di me»

deliziosi gli archetipi retorici utilizzati da SB per umiliare l’avversario…

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martedì 09 marzo 2010

TG1: Il fanta-editoriale di Minzolini su decreto salva-liste e respingimenti Tar

pubblicato da giulio – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Dichiarazioni Mediaticamente Il fatto della settimana


Ci si abitua a tutto: anche agli editoriali di Minzolini. Dopo qualche mese è diventato ormai un rituale prevedibile: ad avvenimento scottante e potenzialmente dannoso per il Berlusconi IV segue messaggio del direttore del Tg1, su posizioni alquanto filogovernative.

Succederà, siamo pronti a scommetterci, anche per l’attuale tempesta politica su decreto salva-liste e respingimenti del Tar vari: per questo abbiamo deciso di provare a scrivere noi una bozza del prossimo editoriale minzoliniano. La trovate qua sotto e dopo il salto.

“In questi giorni alcuni procuratori di Roma e di Milano si sono attribuiti il potere di decidere al posto dei cittadini italiani quali liste essi troveranno sulle schede per le imminenti elezioni regionali. Una mossa sorprendente e senza precedenti per magistrati che dovrebbero avere a cuore quei valori della democrazia che sono alla base della nostra vita civile”

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martedì 02 marzo 2010

Web e potere: il Decreto Romani approvato con alcune modifiche ma restano grandi perplessità

pubblicato da davide f. – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Mediaticamente Video


Come previsto nelle scorse settimane, il contestatissimo Decreto Romani è arrivato al Consiglio dei Ministri, che l’ha approvato togliendo la parte più criticata, ovvero la parte che equiparava il web alle televisioni. Una nota del Ministero dello sviluppo infatti dichiara che la nuova versione del testo escluderebbe blog, giornali online, siti Internet e motori di ricerca.

Sembrerebbe dunque che la rivolta del mondo del web abbia convinto l’esecutivo a fare più di un passo indietro, davanti a quello che si preannunciava come uno scontro frontale senza esclusione di colpi, una legge che avrebbe messo un vero e proprio bavaglio al materiale video in Internet, soprattutto (pensiamo noi soliti maliziosi…) a vantaggio di Mediaset, pronta a sbarcare sul web con un progetto in stile Hulu.

Ma c’è un però, che riguarda le sorti di You Tube, che rischia di essere inclusa nella disciplina del decreto.

Immagine|Flickr

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Elezioni regionali 2010: Renata Polverini ed Emma Bonino bocciate sull'uso del web

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Campagna elettorale Mediaticamente Regionali 2010


Dopo quella delle liste da parte del Tribunale, un’altra bocciatura si abbatte sulla Renata furiosa. La Polverini, in questo caso insieme ad Emma Bonino, si è beccata una bella insufficienza sull’uso del web nella comunicazione politica. Un bel 4 scritto in rosso da parte degli studenti del Master in Management della Comunicazione Sociale, Politica e Istituzionale dell’Università Iulm di Milano, che hanno valutato negativamente l’utilizzo da parte delle due candidate alla presidenza del Lazio (anche se ora ne è rimasta solo una…) delle moderne diavolerie della comunicazione virtuale, come Facebook, Twitter, blog, siti internet, YouTube e Flickr.

Nelle 6 pagine stilate dai ricercatori, viene spiegato che ”Mettere il proprio nome sul citofono di un condominio o sulla porta di un appartamento ricerca non significa necessariamente viverci. Allo stesso modo, aprire un sito Internet o un blog non corrisponde ad avere una presenza attiva sul Web”.

Nette e senza appello le conclusioni della ricerca: Le candidate alla presidenza della Regione Lazio alle prossime elezioni del 28-29 marzo mostrano di non credere nell’utilità di Internet come canale di comunicazione con il proprio elettorato, come mezzo per condividere idee e mettersi in ascolto dei cittadini. La loro presenza su Internet sembra rispondere all’esigenza di accreditarsi nella modernità (“non si può non essere su Internet”) più che a una chiara strategia che attribuisce al mezzo uno specifico ruolo, per quanto circoscritto. Renata Polverini sembra supportata da uno staff tecnico che “presidia” per nome e per conto della candidata alcuni spazi, mentre per Emma Bonino si è messo all’opera un gruppo di volontari che dà visibilità alla candidata, senza la presunzione di una reale interazione.

Qui potete scaricare il testo completo della ricerca.

Par condicio: confermato lo stop dei programmi Rai

pubblicato da giovanni molaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Mediaticamente



Brutto momento per l’informazione italiana. Nelle ultime 48 ore sono state prese una serie di decisioni che fanno di Augusto Minzolini, e del suo modus operandi da occultatore, un esempio da seguire.

La sospensione della puntata, già sponsorizzata nei giorni scorsi, dell’Infedele di Gad Lerner sul riciclaggio è sicuramente l’evento peggiore. Se anche la7 ridimensiona in modo massiccio (al margine della presentazione dei palinsesti 2009/10 era stato cancellato “Crozza Italia”) gli spazi dedicati all’attualità italiana allora è vero che nessun editore garantisce ai giornalisti di fare il proprio lavoro.

Operato su cui però si deve ragionare perché spesso non apprezzato dagli stessi utenti per il quale è stato pensato. Ogni volta che viene trasmessa una puntata di “Presa Diretta” o “Report” molti telespettatori molto chiaramente fanno presente sui vari forum che programmi come questi dovrebbero aver maggior spazio nei palinsesti. Del servizio pubblico, almeno.

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venerdì 26 febbraio 2010

Decreto milleproroghe e tagli ai contributi per l'editoria: ritorna il diritto soggettivo, ma non per tutti

pubblicato da davide f. – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Mediaticamente Interni

flickr, common creative

Due settimane fa avevamo sottolineato l’importanza del decreto milleproroghe per quanto riguarda l’editoria e per la sopravvivenza di più di novanta testate d’informazione, con al centro il diritto soggettivo, di cui era prevista l’abolizione.

Come auspicato il governo ha fatto retromarcia, anche se non completamente. La Camera ha votato si al ripristino per il 2009 del diritto soggettivo ai fondi, e ieri il Senato ha confermato il cambiamento. Il Milleproroghe è ora legge dello stato. Vediamo un attimo quali sono i punti cardine del testo approvato in via definitiva.

Immagine|Flickr

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Elezioni regionali 2010 e Par Condicio: Sky ricorre al Tar e conferma i confronti elettorali

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Mediaticamente Regionali 2010

La decisione dell’Autorità Garante per le Comunicazioni di estendere la disciplina e le limitazioni della par condicio anche alle televisioni private non è stata accolta di buon grado da Mediaset, La7 e Sky. La tv satellitare di proprietà del miliardario Rupert Murdoch, considerando questo provvedimento “una violazione del libero mercato e della libertà d’opinione” ha annunciato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

SKY Italia annuncia che farà immediato ricorso d’urgenza al Tar affinché sia sospeso questo provvedimento, che è in evidente violazione dei principi di libero mercato ma, soprattutto, del principio di libertà d’opinione e di espressione previsto dalla Costituzione Italiana.

La reazione di Sky contro le regole elettorali imposte dall’Agcom non si ferma qui: è stato infatti rinnovato l’invito a Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani per un confronto in diretta televisiva ed è stata confermata la trasmissione con i candidati alla presidenza della Regione Puglia (prevista per il 9 marzo) e quella del 15 marzo con i candidati alla guida della Regione Lombardia.

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