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Nichi Vendola

Per la giustizia sociale: Sel tenta il sorpasso, a sinistra

pubblicato da paganini in: Partiti Sinistra & Libertà Nichi Vendola

Una nuova sinistra per salvare l’Italia e l’Europa. Sembra fin troppo ambizioso, nella sua semplicità, lo slogan scelto da Nichi Vendola per l’Assemblea generale di Sinistra ecologia e libertà, convocata per domenica 22 gennaio a Roma.

Il programma e soprattutto gli interventi previsti tradiscono la speranza di poter conquistare l’egemonia a sinistra del Partito democratico, sfruttando la difficile situazione di un Pd intrappolato nel sostegno a Monti e la disastrosa deriva della Federazione della sinistra, ormai proiettata verso consensi da 1 virgola.

Particolarmente interessante dunque la platea degli oratori previsti: Rita Borsellino, Luigi De Magistris, Rossana Dettori - Segretario generale FP Cgil, Michele Emiliano, Maurizio Landini - Segretario generale Fiom, Mimmo Pantaleo - Segretario generale FLC Cgil, Giuliano Pisapia e Massimo Zedda.

Una discreta carrellata di sindaci di rottura e di sindacalisti d’assalto che lascia trasparire l’intenzione di riuscire - sforzo titanico - a riassumere in un solo partito/movimento tutta l’opposizione di sinistra, almeno quella più credibile, alle ricette economiche di Mario Monti e delle agenzie di rating.

Il 2012 sarà l’anno dell’unità a sinistra? Vista l’apocalittica previsioni dei Maya, potrebbe darsi…

Sel omaggia Jobs, Vendola si dissocia - E parte il meme

pubblicato da Alberto Puliafito in: Interni Partiti Nichi Vendola

Sel e Steve Jobs Tempi bui per la politica nostrana: c’è grossa crisi e non ci sono più valori condivisi. Non è solo una battuta, ci sono fatti evidenti a provarlo. E non mi riferisco, banalmente, alla situazione in cui versa il Parlamento - sotto gli occhi di tutti - ma a ben altro. Anche perché, ogni tanto, occorre cambiare argomento.

E così, ecco che proprio oggi ha fatto la sua comparsa online, dopo essere stato avvistato per le strade di Roma, un manifesto di Sinistra, ecologia e libertà che saluta la scomparsa di Steve Jobs. Qualcosa non torna: d’accordo, la retorica e la mitologia contemporanea hanno fatto sì che la narrazione - per usare un termine caro ai vendoliani - abbia dipinto la Apple e Jobs (ovvero, una multinazionale e il suo CEO) come paladini della libertà assoluta. Ma le cose non stanno esattamente così, e per farsene un’idea, basterebbe valutare cosa abbia detto della dipartita di Jobs uno che di software e libertà se ne intende: Richard Stallman, che ha rilasciato alcune dichiarazioni molto chiare. «Non sono felice che sia morto, ma sono felice che se ne sia andato» ha detto il guru del software open source «È la fine della sua influenza maligna sul mondo del software».

Solo che in un’Italia confusa e allo sbando, persino un grande imprenditore diventa idolo di Sel. O almeno della federazione romana. Nichi Vendola, dal canto suo, si è da poco chiamato fuori sul suo Facebook ufficiale: «Il genio di Steve Jobs ha cambiato in modo radicale, con le sue invenzioni, il rapporto tra tecnologia e vita quotidiana. Tuttavia fare del simbolo della sua azienda multinazionale - per noi che ci battiamo per il software libero - un’icona della sinistra, mi pare frutto di un abbaglio», cercando di metterci una pezza utilizzando proprio il web.

Ma la rete non perdona, e da quink parte il meme, il Selcrologio, con Sel che saluta un po’ tutti i dipartiti (recenti e non): da Michael Jackson ad Amy Winehouse, dal polpo Paul a Giovanni Paolo II (guarda la gallery di immagini).

Fa sorridere. Almeno distrae un po’. O forse fa pensare che questo manifesto di Sel sia l’emblema di una sinistra che non sa più dove sta di casa e che cerca un guru qualsiasi, chiunque sia purché acclamato, che la risollevi dal pantano.

Il meme del manifesto di Sel - Selcrologio

Il meme del manifesto di Sel - NecrologioIl meme del manifesto di Sel - NecrologioIl meme del manifesto di Sel - NecrologioIl meme del manifesto di Sel - NecrologioIl meme del manifesto di Sel - Necrologio

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Di Pietro si candida ufficialmente alle primarie, a chi toglierà voti?

pubblicato da Christian De Mattia in: Antonio di Pietro Nichi Vendola Pierluigi Bersani


Il terzo incomodo è arrivato: Antonio Di Pietro si candida ufficialmente alle primarie e negli staff di Vendola e Bersani già incominciano a pensare a chi perderà più consensi con la discesa in campo dell’ex pm. Il leader dell’Idv è chiarissimo sulla sua intenzione:

Capisco e rispetto il desiderio del Pd, partito di maggioranza relativa, di scegliere il candidato della coalizione. Ma credo che si arrivera’ a primarie, e’ un vantaggio sia per la coalizione che per i cittadini. Se vincera’ Bersani niente in contrario, ci mancherebbe altro, ma mi candidero’ anch’io alle primarie. Il candidato premier sara’ quello che ottiene piu’ fiducia dagli elettori

Di Pietro chiede un incontro immediato a Bersani e Vendola per stabilire le regole della contesa, escludendo dalla discussione Renzi che pur aveva fatto intendere di volersi candidare. Ma il sindaco di Firenze è probabilmente bloccato da un regolamento molto restrittivo che vieta a chi non sia il segretario del Pd di proporsi alle primarie della coalizione.

In ogni caso la discesa in campo dipietrista non avrà fatto molto piacere a Bersani considerato che molti retroscena parlavano di un accordo sotto banco tra i due leader con Bersani appoggiato dall’Idv alle primarie e Di Pietro con un ruolo di primissimo piano (persino vicepremier) in un futuro esecutivo di centrosinistra.

Ma probabilmente anche Vendola non è poi così felicissimo anche perchè ultimamente, soprattutto alle ultime elezioni, ha incominciato ad erodere consensi non solo al Pd ma anche all’Idv, intercettando l’anima più movimentista e di sinistra che alle politiche del 2008 e alle successive elezioni (europee e regionali) aveva sostenuto Di Pietro.

Se dovessero rimanere questi 3 i principali candidati alle primarie del centrosinistra chi avrà più chances di vittoria? E per chi, secondo voi, la decisione di Di Pietro porta più fastidi?

Primarie del centrosinistra: Renzi, Vendola, Bersani, Profumo. Ma si faranno?

pubblicato da Alberto Puliafito in: Interni Nichi Vendola Pierluigi Bersani

Primarie del centrosinistra

Primarie del centrosinistra. Si faranno? E chi parteciperà? E’ uno dei pochi interrogativi a proposito di leadership politiche che l’Italia possa concedersi, visto che le recenti dichiarazioni di Alfano sconfessano precedenti ipotesi e ambizioni: nel 2013 Berlusconi sarà di nuovo il candidato premier, e tanti saluti a Formigoni e altri.

E così, concentriamoci su quel Partito Democratico che, senza aver saputo fare molto e cavalcando le recenti ondate di venti di cambiamento - nulla di interno al Pd, intendiamoci: dal referendum a Pisapia a De Magistris, parliamo di successi di altra origine e matrice - ora si troverebbe addirittura con 5 punti di vantaggio sul Pdl, secondo i sondaggisti. Non lo sanno nemmeno nel Pd, come abbiano fatto, ma d’altro canto, l’impreparazione dimostrata dal Governo in questo lungo mese - sommata ad altre questioni che flagellano l’Italia da anni - dovevano pur avere un qualche esito. E allora, vediamo queste primarie.

Che vedrebbero Pierluigi Bersani come candidato naturale del Pd, essendone il segretario. Lo ha ribadito anche Rosy Bindi, in risposta a Matteo Renzi.

Proprio Matteo Renzi ha recentemente dichiarato di essere disponibile a concorrere alle primarie. Sindaco di Firenze, ma esponente del Pd nella corrente dei cosiddetti “rottamatori”, dovrebbe dimettersi dal partito se volesse partecipare.
Poi c’è Nichi Vendola, Governatore della Regione Puglia, che le primarie le vorrebbe subito, nel 2011. E in quel caso parteciperebbe.

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Emiliano contro tutti: "Vendola, Di Pietro e Renzi non aiutano la sinistra"

pubblicato da Christian De Mattia in: Antonio di Pietro Nichi Vendola


E’ un Michele Emiliano particolarmente combattivo quello che, ai microfoni di “La Zanzara” su Radio24, ha sparato addosso ai potenziali leader del centrosinistra. Critiche per tutti, accusati di fare poco gioco di squadra e di lasciare dichiarazioni quotidiane solo per interessi personali.

Antonio Di Pietro è il più attaccato, colpevole di fare opposizione al suo alleato (il Pd) esclusivamente per aumentare il proprio consenso

Devo proprio dirgli di comportarsi correttamente perché sta giocando a ‘Frega Compagno’, cioè approfitta delle incertezze degli amici per tentare di avere dei vantaggi. Ho giocato tanti anni a basket e so anche che un compagno di squadra può sperare che tu possa giocare male per poterti sostituire. Questo non è certamente il migliore degli atteggiamenti perché non favorisce la squadra. Di Pietro in questo momento non sta favorendo il centro sinistra, ma sta favorendo il centro destra.

Anche il rottamatore Renzi subisce numerose critiche per il suo stile troppo narciso

Renzi è sparito, non ci sentiamo da mesi. Non è chiaro cosa voglia fare da grande. Non vorrei che facesse la stessa fine di Vendola che si occupa dell’Italia e non di fare il Presidente della Regione. Il principale difetto di Renzi è che non si fida di nessuno e ha un rapporto speciale con lo specchio. E’ convinto che l’unico con il quale può confrontarsi sia se stesso. E anche per questo non è pronto a fare il leader nazionale

E infine pure Vendola si prende la sua dose di accuse, facendo intendere che è scarsissimo il feeling tra il sindaco di Bari e il suo presidente di Regione

Vendola dice benissimo cose che nessuno capisce, è un teatrante. Vendola ormai lo intuisco e non lo capisco più nelle sue parole. Qualcuno dice che ha una capacità straordinaria di dire benissimo delle cose che nessuno capisce. E’ bravissimo nell’uso del linguaggio però, diciamo, alla fine del suo discorso le istruzioni su cosa c’è da fare di concreto non sono chiare. Insomma passi dieci minuti bellissimi, un po’ come andare a teatro o al cinema

Insomma un bel compendio di attacchi pesanti che fanno capire che ad Emiliano questi alleati o potenziali leader non vanno proprio giù, per la loro mania di protagonismo. Che ne pensate?

Nichi Vendola chiama alla piazza il 1° ottobre. Dice qualcosa di sinistra?

pubblicato da Alberto Puliafito in: Interni Nichi Vendola

Nichi Vendola - Manifestazione del 1° ottobre 2011

Nichi Vendola chiama alla piazza, il 1° ottobre 2011. Lo fa con una lettera che appare sul sito di Sinistra Ecologia e Libertà. Una lettera che a tratti è carica della ben nota retorica vendoliana, a tratti affonda nei problemi reali del paese e li smaschera. Come in questo passo, per esempio:

Si insegue il miraggio del pareggio di bilancio, affamando il Paese, deprimendone l’economia, non affrontando i nodi di una moderna politica industriale, definanziando l’innovazione e la ricerca, spezzando il cuore della pubblica istruzione.

Vendola attacca anche una politica evidentemente schiava dei mercati - come prova la crisi del debito e il Governo in mano alla Bce - e, inevitabilmente, il duo che, in Italia, la incarna (Berlusconi e Tremonti):

La politica, colpevolmente genuflessa dinanzi alla signoria del mercato, oggi appare impotente e balbettante […] abbiamo una classe dirigente travolta dalle proprie faide intestine e dall’urto degli scandali. Berlusconi e Tremonti sono le principali ragioni della vulnerabilità italiana, sono il vertice di un potere privo ormai di legittimazione morale.

Non risparmia critiche alle sinistre, italiane ed europee:

In questo contesto appare esitante il profilo di alternativa delle opposizioni parlamentari in Italia. In verità è la sinistra europea che appare incapace di guardare con coraggio a questa deriva e di reinventarsi. Così l’Europa muore, l’Italia affoga in un post-berlusconismo fatto di macerie e di qualunquismo, la sinistra si consegna alle bancarelle come un gadget per turisti.

Infine chiama alla manifestazione di piazza e alla raccolta firme per un referendum che cancelli il sistema elettorale attuale, tristemente noto come porcellum, per il ritorno a un sistema elettorale che sia effettivamente rappresentativo (tema questo che dovrebbe essere caro a tutti i cittadini).

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"Inaffidabile, peloso e meschino" Che aria di pace tra Vendola e Bersani!

pubblicato da Christian De Mattia in: Nichi Vendola Pierluigi Bersani


I paradossi della sinistra sono sempre all’ordine del giorno. Vincono le elezioni ma subito si mettono a litigare forse perchè vogliono riabituarsi a perdere. E’ il caso di Vendola e Bersani che si sono scambiati attacchi molto pesanti che hanno gelato i rapporti tra Pd e Sel.

Tutto parte da un’intervista del segretario Pd in cui avanza forti dubbi sull’affidabilità del Governatore pugliese e sulle sue capacità di essere a capo di una forza degna di andare a governare il paese. Insomma più riformismo, meno iniziative stile Unione di lotta e di governo. A Vendola le accuse di Bersani non sono proprio piaciute e la risposta è stata molto pesante.

“Spocchia e poca umiltà”, “dichiarazioni pelose e un po’ meschine”, “no a professori in cattedra” sono state le parole di Vendola per rimettere al suo posto il leader Pd. Uno scontro piuttosto anomalo, considerati i risultati elettorali, che lascia presagire per l’ennesima volta una rincorsa a nuove lotte quotidiane, tra invidie e tattiche in funzione di chi sarà il leader del centrosinistra.

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Campagna elettorale: Beppe Grillo dà del busone a Vendola

pubblicato da Luca Landoni in: Nichi Vendola Beppe Grillo Amministrative 2011


La campagna elettorale più dura e offensiva della storia (nulla a che vedere con quelle violente del ‘46-’48 che avevano ben altri fondamenti ideologici) non accenna a placarsi, anzi. Questa volta è l’area di centrosinistra/sinistra a essere protagonista, con quella non molto identificabile politicamente delle Liste 5 Stelle.

In un comizio a Bologna Beppe Grillo ha infatti apostrofato Nichi Vendola con queste parole: «At salut, buson», Ti saluto, busone, che vista l’identità del personaggio, risultano decisamente personali e offensive.

L’ex-comico ha poi cercato di ridimensionare l’accaduto, parlando di uso del dialetto emiliano, nel quale il termine avrebbe un significato più esteso.

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Scontro Vendola-Formigoni: il video del botta e risposta tra i due governatori

pubblicato da Luca Landoni in: Video Nichi Vendola


Come anticipato dal nostro Falcioni, nel corso del convegno “La Fabbrica dell’economia - C’è un’Italia migliore” a Milano, Nichi Vendola ha sparato a zero sulla Lombardia, definita”la regione più mafiosa d’Italia” e sulla sua classe dirigente.

“Noto da lungo tempo che la ‘ndrangheta ha sviluppato una capacità d’infiltrazione nel circuito degli appalti e di penetrazione nelle pubbliche amministrazioni - ha dichiarato il governatore della Puglia: - è convenuto alle classi dirigenti del Nord vivere di omertà istituzionale. La politica e il giornalismo non riescono a fare le domande dovute né a Roberto Formigoni, né a Letizia Moratti e neppure alla Lega Nord che, nonostante una sistematica predicazione antimeridionale, non è stata schizzinosa nei confronti di quei meridionali che fanno riferimento alle ‘ndrine”.

Il governatore lombardo Formigoni ha reagito stizzito “E un miserabile, lo sapevamo, e ora lo conferma. Tra l’altro ripete le stesse parole che ha detto venti giorni fa, quindi probabilmente è sotto l’effetto di qualche sostanza”. “Come mai - aggiunge Formigoni - il suo ex assessore Tedesco, che non è in galera solo perché il Pd lo ha fatto senatore, ha detto con chiarezza che gli stessi reati commessi da lui li ha commessi Vendola? Come mai due pesi e due misure?”.

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Rassegna stampa estera: Italia, Libia e immigrazione, parte seconda

pubblicato da Giulio Mattioli in: Esteri Rassegna stampa Nichi Vendola Immigrazione clandestina


In queste settimane, quando si racconta l’Italia all’estero, la si descrive soprattutto come nazione meta di flussi di immigrazione dal Nord Africa in crisi (vedi la rassegna stampa estera di ieri). Un fenomeno che comincia ad influire sugli equilibri politici dell’intera Unione Europea.

Europe1 ha raccontato ad esempio l’imminente visita a Lampedusa di Marine Le Pen (leader del Front National e possibile futuro presidente francese, stando ai sondaggi) titolando “Lampedusa accoglie Le Pen con gioia“:

Questa visita programmata da alcune settimane ha ricevuto il via libera del ministro degli interni italiano. Ma il ministro ha avvisato che sorveglierà affinchè la visita non sia utilizzata a fini di propaganda. A Lampedusa il sindaco – membro della Lega Nord (estrema destra italiana) – plaude al viaggio della leader del Front National: “E’ il primo parlamentare europeo che si prende la briga di venire a capire sul territorio l’urgenza umanitaria alla quale Lampedusa deve fare fronte, tra mille difficoltà”. La rappresentante francese dell’estrema destra intende lanciare un messaggio politico a Lampedusa, criticando “l’incapacità dell’Unione Europea a stroncare l’ondata migratoria che colpisce l’isola di Lampedusa”.

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