Tra circa dieci giorni, il 26 marzo, dovrebbe essere inaugurato il famigerato inceneritore di Acerra. Come si dice, il condizionale è d’obbligo, soprattutto dopo che Silvio Berlusconi, parlando a Cernobbio, ha messo in dubbio l’avvio dell’impianto nei tempi previsti. La colpa, naturalmente, sarebbe della magistratura e della sinistra e non dei ritardi nei collaudi previsti dalla legge.
Esistono problemi e «mancano ancora autorizzazioni», perché qualcuno avrebbe «paura dei magistrati». Ma negli ambienti giudiziari si resta un po´ sorpresi da quelle parole. Le autorizzazioni formali ci sono tutte, osservano alcuni: compresi i decreti legge di Berlusconi (entrambi convertiti in legge) che di fatto confermano la deroga già lanciata dal governo Prodi, secondo cui possono essere bruciati in quell´inceneritore anche balle di rifiuti non a norma. Chiosa qualche magistrato: «Se tutto è fatto secondo regole, perché aver paura di future indagini?».
Il primo carico di rifiuti (che vedete nel video), necessario per accendere e provare il termovalorizzatore, sarebbe già stato consegnato. In attesa che le milioni di tonnellate impiramidate nelle finte eco-balle che ammorbano mezza Campania vengano bruciate senza alcun recupero delle materie prime.
Stranamente gli intoppi e gli ostacoli di cui si lamenta il premier Berlusconi sono saltati fuori solo ora, mentre appena due settimane fa.. Bertolaso ha reso noto in una relazione al Parlamento che ‘i lavori per la realizzazione dell’impianto procedono nel rispetto dei tempi stabiliti ed in pieno accordo con le integrazioni realizzative concordate tra i rappresentanti della struttura del sottosegretario all’emergenza rifiuti in Campania, della Direzione lavori, delle imprese e della societa’ incaricata della gestione dell’impianto’.

Il 13 e 14 aprile 2008 gli italiani hanno votato e hanno scelto, in un sol colpo, di cancellare la sinistra dal Parlamento e di affidare le redini del Paese al Popolo della libertà creato e diretto da Silvio Berlusconi. Ci avviciniamo quindi al primo anniversario di quell’evento, sventurato per alcuni e lieto per altri, ed è quindi tempo di iniziare a tracciare bilanci.
Per farlo bisogna affidarsi a quanto avvenne negli ultimi giorni prima delle elezioni e a quanto venne promesso dal leader del Pdl. Tra le questioni più rilevanti, quelle che avrebbero portato alla sconfitta elettorale del centrosinistra: emergenza criminalità e sicurezza; emergenza rifiuti a Napoli, crescita economica zero; inflazione alta; pressione fiscale troppo elevata; pensioni troppo basse rispetto al costo della vita…
Osservando la situazione dopo un anno di governo Berlusconi, che in Parlamento gode di una maggioranza schiacciante e di piena libertà di manovra, non sembra che le questioni sul tappeto siano state esattamente risolte. Il problema sicurezza è tuttora una ferita aperta e lo schieramento dei militari non sembra aver ottenuto grandi risultati dato che sono diventate necessarie le ronde dei volontari non armati. A Napoli non c’è più la spazzatura per strada, ma solo grazie all’apertura di nuove discariche, mentre degli inceneritori non c’è ancora traccia.
Continua a leggere: Successo o fallimento? Un bilancio del primo anno del Governo Berlusconi

Chicco Gallus è uno scrittore satirico che scrive sul Sardegna. La sua riflessione di oggi riguarda gli ammortizzatori, intesi come sostegno al reddito di chi viene licenziato ma anche come parti meccaniche collocate sopra le ruote delle auto.
Gallus parte dall’apparente contraddizione tra l’indicazione di Silvio Berlusconi di perseguire l’ottimismo continuando a far girare l’economia e la prospettiva economicamente complessa di un cassintegrato o di un licenziato di fresco…
Al nostro governo sembra non piacciano gli ammortizzatori sociali. Che per dirla in soldoni sono, appunto i soldi assegnati a chi perde il lavoro per fare sì che la botta sia meno terribile. E che si abbiano le risorse minime per cercarsene o costruirsene un altro.
Il governo, alla proposta dell’opposizione di destinare fondi per migliorare gli ammortizzatori sociali, ha fatto sapere che costerebbe troppo. Si tratta, notiamolo, dello stesso governo che ci esortava a consumare per uscir dalla crisi. Mettendosi nei panni di chi teme per il proprio lavoro il messaggio è un filino contraddittorio: intanto spendete, per il bene di tutti, ma sia chiaro che poi se vi va male ve la dovete cavar da soli. Somiglia molto a suggerire di espirare per bene, svuotando completamente i polmoni, casomai dovessi finire sott’acqua.
Continua a leggere: Crisi economica: Intanto spendi. Se poi ti licenziano sono affari tuoi

Quella di istituire un sussidio unico per i disoccupati è una delle poche proposte decisamente positive dell’altrimenti disastroso Partito Democratico. E bisogna dare atto al neo-segretario Franceschini della determinazione con cui ha riacceso i riflettori sulla questione, sollecitando il governo ad utilizzare un decreto per intervenire d’urgenza in materia.
Ed è un peccato che Silvio Berlusconi abbia prontamente respinto al mittente la proposta, come già prima di lui aveva fatto più volte il diligente ministro Sacconi.
Visto che il welfare è uno dei temi che più ho cercato di approfondire su questo blog, fin dall’ultima campagna elettorale, mi perdonerete se per una volta mi dedico a smontare, una per una, le ragioni addotte dal Presidente del Consiglio per evitare di dover pagare un sussidio a tutti i disoccupati, e non solo a pochi privilegiati.
Continua a leggere: Assegni di disoccupazione: il governo ha altre priorità

Quando Ferrero e Sansonetti hanno ipotizzato un rilancio delle sorti della sinistra grazie alla vittoria di Valdimir Luxuria sull’Isola dei Famosi, i due esponenti del Prc sono stati giustamente derisi.
Forse però non sono stati gli unici a vedere qualcosa di buono (politicamente parlando) tra i naufraghi dell’Isola. Pur occupato ad affrontare la crisi economica, a rimettere Murdoch al suo posto e a distribuire personalmente le social card, il premier Silvio Berlusconi è riuscito a trovare addirittura un’ora del suo prezioso tempo per ricevere niente di meno che… le due gemelle (non famose) dell’Isola Eleonora & Emma De Vivo.
Le sorelle, studentessa la prima ed assistente di un chirurgo plastico la seconda, sono rimaste per un’ora circa in via del Plebiscito a confronto, immaginiamo su questioni di stretta attualità politica, con il Presidente del Consiglio.
Dobbiamo prepararci ad avere due nuovi sottosegretari gemelli oppure Silvio ha letto con interesse la loro biografia, in cui c’è scritto che “in materia sentimentale hanno gusti diversi, una delle due è più attratta dalle persone fascinose e “mature” anche a livello di testa..” ?
Su Mondoreality trovate altre edificanti notizie in proposito..

Continua l’epica saga che vede contrapposti Mediaset – Pdl alla pay tv Sky. Ieri è andata in onda un’altra puntata, durante la quale il ministro Tremonti e il premier Berlusconi hanno ribattuto punto su punto alle accuse di Murdoch.
Nello specifico, i governativi hanno spiegato che: la decisione di aumentare l’Iva è stata presa dal governo Prodi su richiesta della Commissione europea che, in caso contrario, avrebbe aperto una procedura di infrazione. Quindi è stata “la sinistra” ad impegnarsi ad incrementare l’Iva, rispondendo ad una sollecitazione giunta dall’Europa. Tutto chiaro e lineare quindi…
Però secondo Sky questa ricostruzione è un tantino lacunosa. Nel video che vedete qui sopra e nella nota della pay tv del miliardario Murdoch, si dicono cose diverse: l’Europa sì è mossa, ma solo dietro un esposto di Mediaset del 2007, la Commissione europea non ha mai chiesto di portare l’Iva al 20 % ed infine le motivazioni del governo (oggi definite “sostanziali”) sono state rese note 5 giorni dopo la firma del decreto, senza che durante la conferenza stampa di presentazione se ne facesse il minimo cenno.
Non so quale dei due miliardari abbia ragione, ma uno dei due sta mentendo…
E’ veramente meraviglioso che, mentre tutto il mondo si sta dando da fare per rilanciare gli investimenti, per mettere in moto l’economia inceppata in Italia il nostro Presidente del Consiglio abbia trovato il modo di approfittare della crisi, trasformandola in un’occasione per spezzare le reni ai suoi concorrenti. Voi sapete che è stato bloccato l’adeguamento del canone Rai all’inflazione, e questo può non essere un male vista la media dei programmi della Rai. Il problema è che a deciderlo è il governo di Mediaset. E poi, capolavoro, l’altro giorno è stata elevata dal 10% al 20%, cioè raddoppiata, l’Iva sulle Pay TV satellitari.
Marco Travaglio, nell’edizione di ieri del suo Passaparola, non poteva che occuparsi dell’operazione Sky + iva = conflitto di interessi (argomento tabù per l’ex centrosinistra di governo…).
Il Travaglio ricorda i tre provvedimenti con cui si sono stati dati incentivi di Stato a chi comprava i decoder per il digitale terrestre, quello di Mediaset Premium ovviamente. Decoder doppiamente in conflitto di interessi. Perché? Perché lo Stato aiutava i cittadini a comprare i decoder per dimostrare che tutta l’Italia era ormai illuminata dal digitale terrestre, mentre non era vero e in più si è scoperto anche che una buona parte di quei decoder li produceva un’azienda di cui era azionista Paolo Berlusconi.
Sull’impatto dell’aumento dell’Iva sui canali pay tv Mediaset, il giornalista osserva: il problema è che Mediaset, tramite la Reti Televisive Italiane, occupa il 5% del mercato televisivo satellitare. Sky, il 91%. Allora vedete come sono bravi? Mediaset fa il pianto greco preventivo, in modo che il primo commento sulla legge che ammazza Sky è di Mediaset che dice: “è un danno per noi!”. Naturalmente, è un danno che vale 5 su 100. Sky ha un danno che vale 91 su 100! Quindi, il costo per Mediaset è 5, il costo per Sky è 91.
Il resto lo trovate dopo il play…
La notizia è ricavata da un comunicato emesso dall’onorevole Giuseppe Marinello, deputato del Popolo della Libertà:
“Esprimo grande soddisfazione per l’elezione a grande maggioranza di Beppe Pisanu alla presidenza della Commissione parlamentare antimafia. La grande esperienza politica ed umana di Pisanu alla guida della Commissione sono una garanzia per la lotta contro il fenomeno mafioso e criminale. Sono sicuro che il Presidente Pisanu dall’alto del suo incarico darà un contributo sempre più forte e determinato per la battaglia contro ogni illegalità”. Lo ha detto l’on. Giuseppe Marinello, deputato del PDL e componente della Commissione antimafia.

Una rottura con i meccanismi consolidati della comunicazione istituzionale per coinvolgere direttamente la gioventù italiana nella stessa sfida: partecipare al destino della propria generazione e contestualmente a quello della propria comunità nazionale. […] Ci è stato dato di vivere in un’epoca di grandi difficoltà sotto tutti i punti di vista, sociali, affettivi, economici e culturali, e come si suol dire: “l’unione fa la forza”. […] Se non siamo capaci di solidarizzare trasversalmente alle idee di ognuno allora siamo destinati a venire sopraffatti da questo tempo vigliacco, come individui e come generazione.
La comunità nazionale, l’esigenza di solidarizzare, l’unione fa la forza, il tempo vigliacco… Se non fossero frasi scritte dal giovane ministro Giorgia Meloni per presentare il nuovo sito del ministero della Gioventù italiana, sembrerebbero brani tratti dal film Fascisti su Marte (pellicola evocata anche dal nome scelto per il dicastero), non tanto per una questione ideologica quanto piuttosto per un certo tipo di eloquio che alterna affermazioni altisonanti a riferimenti politicamente molto marcati.
Il portale in questione è online dalla fine di ottobre e si articola in 4 sezioni: Diritto al futuro, Protagonismo generazionale, La rivoluzione del merito, La meglio gioventù. Quest’ultima sarebbe “una generazione che, seppur nelle sue tante contraddizioni, non si compiange e non recede dall’intenzione di lasciare il mondo un poco migliore di come l’ha trovato”: anche qui tornano i toni da Fascisti su Marte con un “la generazione che non si compiange e non recede”. Lo spazio del Protagonismo generazionale si apre invece con lo slogan “E’ arrivata l’ora di superare la gerontocrazia presente a tutti i livelli della nostra società, a cominciare dalla politica”. Ancora paroloni da ventennio: “gerontocrazia”, ci manca solo plutaico-massonica…
Magari, se fosse epurato da alcune cadute in stile minculpop, sarebbe anche un bel sito, forse pure efficace. Voi che ne dite?

Dalla sentenza numero 24/2004 della Consulta, con la quale era stato dichiarato parzialmente illegittimo il cosiddetto Lodo Schifani-Maccanico, emerge con tranquillizzante evidenza che disposizioni normative riguardanti le prerogative, l’attività e quant’altro di organi costituzionali richiedono il procedimento di revisione costituzionale.
È questo uno dei passaggi della decisione con cui i giudici della prima sezione del tribunale di Milano hanno disposto la trasmissione degli atti del processo Mediaset – diritti televisivi alla Corte costituzionale, accogliendo così la richiesta del pubblico ministero Fabio De Pasquale e la “teoria” del magistrato secondo cui per modificare quanto previsto dalla nostra Carta è necessaria la procedura prevista e codificata dall’articolo 138. Inoltre i giudici riconoscono che il Lodo Alfano mette in discussione l’articolo 3 della Costituzione, che sancisce l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge: come diceva Marco Travaglio con il Lodo Alfano alcuni cittadini sono più uguali degli altri…
Il processo sarà quindi sospeso in attesa del pronunciamento della Consulta (diavolo di un Silvio, alla fine c’è riuscito a sospendere il procedimento!!) mentre oggi lo spettacolo si dovrebbe replicare durante l’udienza in cui Berlusconi e David Mills rispondono di corruzione in atti giudiziari: il pm De Pasquale ha infatti anticipato che presenterà di nuovo l’eccezione di incostituzionalità.
Giornate difficili per il deputato/avvocato Niccolò Ghedini….
Via | governoberlusconi.it