Logo Blogo

Paolo Bonaiuti

Il toto-ministri all'alba della vittoria di Alemanno a Roma

pubblicato da Luca Landoni in: Gianfranco Fini Altero Matteoli Gianni Alemanno Sandro Bondi Paolo Bonaiuti Roberto Calderoli Raffaele Lombardo Analisi e Dati Umberto Bossi Giulio Tremonti Roberto Maroni Il punto politico

In fondo nemmeno il Partito delle Libertà ci credeva fino in fondo, al punto da ipotizzare Gianni Alemanno come costante in uno dei principali dicasteri da attribuire nella compagine di governo. E ora che il Campidoglio è stato conquistato davvero dal centrodestra, urge un ripensamento sulle poltrone anche alla luce del ritrovato potere di AN, forte di un successo così importante e clamoroso.

Dando ormai per scontato il sottosegretariato di Gianni Letta, così come Esteri a Frattini, Economia a Tremonti e Interni a Maroni (anche se qualche voce dissonante parla di una messa in discussione di quest’ultimo), i crocevia principali divengono Welfare e Giustizia. Quest’ultima oscilla sempre tra AN e Forza Italia, e potrebbe risolversi in un duello Mantovano-Vito, mentre il nome della Bongiorno pare eclissarsi. La Russa e Matteoli dovrebbero mantenere Difesa e Infrastrutture, Scajola andrebbe alle Attività Produttive, Fazio alla Salute, Gelmini all’Istruzione, Zaia all’Agricoltura e Bondi, appena silurato dagli elettori a Massa provincia, ai Beni Culturali.

Rimane così aperto il nodo del Welfare, in cui la pole position di Sacconi potrebbe essere insidiata dallo stesso Mantovano o da Giorgia Meloni. E’ di queste ore anche la nuova levata di scudi dell’Alleanza Autonomista di Lombardo, che chiede un riconoscimento tangibile, ma sembra difficile che questo possa concretizzarsi in un dicastero; più probabile un vice-ministero, per esempio a Giovanni Pistorio (Economia).

Continua a leggere: Il toto-ministri all'alba della vittoria di Alemanno a Roma

Toto-governo: Lombardia e Veneto le chiavi di tutto

pubblicato da Luca Landoni in: Dì qualcosa di destra Dì qualcosa di centro Gianfranco Fini Altero Matteoli Silvio Berlusconi Paolo Bonaiuti Michela Brambilla Roberto Calderoli Giulio Tremonti Roberto Maroni Popolo delle Libertà PDL


Il toto-ministri è sempre in corso, e si va verso un accesissimo scontro l’epicentro del quale sono le due principali poltrone regionali del nord, Lombardia e Veneto, cuore dell’economia italiana. La Lega chiede con forza di governare laddove alberga il suo principale serbatoio di voti, ma la vertenza non è facile, vediamo perché.

La Regione Veneto è attualmente in mano a Galan (Forza Italia) il cui mandato scade nel 2010; difficile quindi immaginare un ricambio immediato. Per Formigoni la situazione è sensibilmente diversa, in quanto irresistibilmente attratto dalle sirene del governo romano, dove potrebbe ricoprire la carica di vicepresidente del Consiglio, oppure prendere un ministero di grande prestigio, come la Pubblica Istruzione. In questo caso la Lega non può stare a guardare, e per questo ha proposto una candidatura forte come quella di Castelli. Per il Veneto come detto se ne parla nel 2010, ma l’uomo del Carroccio sarebbe Zaia.

Nel gioco delle poltrone c’è però una novità dell’ultim’ora, rappresentata da Albertini. Forza Italia ne ha estratto il nome dal cilindro nell’ansia di contrastare l’imponente offensiva leghista, attualmente operante su altri due fronti oltre a quello succitato, volti ad ottenere 4 ministeri, oppure quello degli Interni, da assegnare a Maroni. Anche il veto sulla Poli Bortone appare più dettato da una strategia generale che da una reale avversione per la persona.

Continua a leggere: Toto-governo: Lombardia e Veneto le chiavi di tutto

Meeting "segreto" fra Berlusconi e Veltroni?

pubblicato da il passator cortese in: Dichiarazioni Regole del gioco Silvio Berlusconi Paolo Bonaiuti Walter Veltroni Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD

Alle smentite sono in pochi a crederci. Soprattutto quando di mezzo c’è Silvio Berlusconi. Se poi si aggiunge anche Walter Veltroni si può dire che ogni smentita equivale a una conferma. Ambienti parlamentari bene informati riferiscono di un incontro top secret avvenuto martedì sera a Roma (dopo la conferenza stampa del Cavaliere) fra il leader del Pdl e quello del Pd.

L’indiscrezione, pur smentita dal portavoce del premier in pectore, Bonaiuti, viene data per certa sia in casa Pdl che in quella Pd. L’inedito meeting (presente anche il coordinatore del Pd Goffredo Bettini) sarebbe avvenuto a casa di Gianni Letta. Gli argomenti affrontati? Bocche cucite. Già fioccano le polemiche. Prove d’inciucio?

Ping Pong: botte (e risposte) della campagna elettorale

pubblicato da il passator cortese in: Dichiarazioni Campagna elettorale Palazzo Chigi Palazzo Madama Gianfranco Fini Silvio Berlusconi Sandro Bondi Paolo Bonaiuti Pierferdinando Casini Walter Veltroni Romano Prodi Fausto Bertinotti Umberto Bossi Antonio Bassolino Alle 5 della sera Massimo d'Alema Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Unione Democratici Cristiani UDC

Walter Veltroni batte tutti in ascolti su Rai due. Berlusconi: “Vittoria di Pirro”
Veltroni: “Ottenere il miglior ascolto medio nelle conferenze stampa andate in onda in prima serata su Rai due è una ottima performance. Battere il mio avversario sul suo terreno preferito è gratificante e si tradurrà in voti per il Pd”. Berlusconi: “E’ la classica vittoria di Pirro. Sugli ascolti generali l’ho stracciato”. Rincorsa continua. A chi le spara più grosse.
Romano Prodi si erge a unico “democratico” d’Italia. Fini: “Adesso basta””
Prodi: “Abbiamo costruito il Pd, che è l’unico punto di riferimento democratico della storia italiana”. Fini: “Adesso basta! Questa supera tutte le altre bugie dette da Prodi in questi anni”. Il Professore ha perso Palazzo Chigi o ha perso la testa?
Pierferdinando Casini spinge a casa chi fra i due leader avversari perde al Senato. Bonaiuti: “Stucchevole”.
Casini: “Se Berlusconi al Senato non avrà l’autosufficienza deve tornare ad Arcore. Non può pensare di restare sempre al suo posto anche dopo una sconfitta che travolgerebbe l’intero centro destra. La stessa cosa vale per Veltroni. Stavolta chi perde paga”. Bonaiuti: “E’ stucchevole. Si arrampica sugli specchi perché sa che dal Senato resterà fuori lui con il suo partito”. Andirivieni.
Umberto Bossi ammette la gaffe e ripone i fucili. Bertinotti: “Guerra civile … rinviata”.

Continua a leggere: Ping Pong: botte (e risposte) della campagna elettorale

Ping Pong: botte (e risposte) della campagna elettorale

pubblicato da il passator cortese in: Campagna elettorale Palazzo Chigi Silvio Berlusconi Paolo Bonaiuti Pierferdinando Casini Walter Veltroni Romano Prodi Fausto Bertinotti Alle 5 della sera Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Sinistra Arcobaleno

Silvio Berlusconi gongola e canta vittoria. Veltroni:”Il 14 aprile scriveremo ce l’abbiamo fatta”
Berlusconi: “Abbiamo la vittoria in tasca. Anzi, sarà un trionfo alla Camera e un successo netto al Senato. Altro che rimonta avversaria! Il Pd è fermo, non recupera nessun voto degli indecisi. Per il leader del Pd non sarà nemmeno una sconfitta onorevole”. Veltroni non molla: “Lottiamo fino alla fine e scriveremo ce l’abbiamo fatta”. Ma cresce il nervosismo e s’incunea la delusione al loft.
Pietro Ingrao contro Veltroni, troppo moderato per battere Berlusconi. Franceschini: “Rispetto ma profondo dissenso”.
Ingrao: “Veltroni ha fatto un grande errore politico, quello di rompere con la sinistra. Non ha realizzato l’unità degli antiberlusconiani; avrebbe dovuto costruire un’alleanza fra i moderati come lui e la sinistra e invece non l’ha fatto. Perderà e vincerà Berlusconi, simbolo di una reazione padronale di carattere repressivo e selvaggio”. Franceschini: “Rispetto per i suoi 93 anni e per la sua storia, ma noi cerchiamo una strada nuova per una Italia nuova”. Padre nobile e figli degeneri?
Romano Prodi deluso di Bertinotti più che di Mastella. Bonaiuti: “Veltroni ben peggio di Prodi”.
Prodi:” Ho vinto per due volte le elezioni ma ho governato appena 5 anni. Mi hanno fregato i poteri forti (certe imprese, gli Usa di Bush, la Chiesa di Ruini) e la sinistra. Ho urtato interessi forti qua e là e alla fine sono stato espulso. Mastella ha tradito ma è stato Bertinotti la vera mina contro il governo”. Bonaiuti: “Il peggior governo della Repubblica. Solo Veltroni potrebbe far peggio di Prodi. Ma il Professore al governo c’è stato, Walter non ci andrà”. Prodi si toglie i sassolini dalla scarpe. Un antipasto prima del 14 aprile?

Continua a leggere: Ping Pong: botte (e risposte) della campagna elettorale

Ping Pong - botte (e risposte) della campagna elettorale

pubblicato da il passator cortese in: Campagna elettorale Gianfranco Fini Silvio Berlusconi Paolo Bonaiuti Pierferdinando Casini Roberto Calderoli Walter Veltroni Fausto Bertinotti Massimo d'Alema La Destra Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Sinistra Arcobaleno

Silvio Berlusconi contro la precarietà invita a sposare suo figlio. Pd e sinistra:“Vergogna!”. Berlusconi: “Io da padre le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere, e credo che con il suo sorriso se lo può permettere”. E’ la battuta al Tg2 del Cavaliere a una studentessa che chiedeva come poter metter su famiglia senza la sicurezza di un posto e un reddito fisso. E scoppia la bufera. Fausto Bertinotti: “L’uscita scherzosa del capo del Pdl è allarmante e indicativa di una cultura che propone ai giovani la ricerca del colpo fortunato, di vincere alla lotteria!”. Dario Franceschini: “Come italiano mi vergogno delle parole di Berlusconi. E’ una offesa per tutti i giovani. Deve chiedere subito scusa!”. Avviso ai milionari: attenti! Chi non ha un posto fisso tenterà di portarvi all’altare! Ma il figlio del Cavaliere non ha niente da dire?

Gianfranco Fini imporrà una nuova politica estera. D’Alema: “Aria fritta”. Fini: “La linea del Pdl in politica estera è la continuazione di ciò che abbiamo fatto durante il nostro precedente governo. Una linea molto diversa dal governo Prodi-D’Alema, specie per la questione mediorientale”. Massimo d’Alema: “Perché il governo di centro destra aveva una sua linea? Non se ne era accorto nessuno!”. Parafrasando Lenin è proprio il caso di dire “un passo avanti due passi indietro”.

Emanuele Filiberto di Savoia si candida per servire gli italiani. Sinistra Arcobaleno: “No grazie!”. Emanuele Filiberto:”Con il mio nuovo movimento politico Valori e Futuro sono orgoglioso di poter rappresentare gli italiani residenti all’estero . Durante il lungo esilio durato 31 anni, vissuto con sofferenza, sono stati gli italiani all’estero e i monarchici che venivano a trovarci che mi facevano sentire italiano”. Dalla Sinistra Arcobaleno una risposta secca: “No grazie, ci basta quanto già avete dato all’Italia”. Ah i valori! Dopo il fascista Ciarrapico, il monarchico Emanuele Filiberto. A quando l’Uomo qualunque? E i Frati volanti? S’alza un grido dalle tombe: “Savoia!”. Povera Italia!

Pierferdinando Casini accusa Fini e attacca il Cavaliere. Follini: “Eterno ritardatario”. Ronchi: “Fuori dal Pdl solo per vanità e orgoglio“. Casini: “L’unica cosa che Berlusconi non accetta nella vita è uno che lo contraddica: io lo contraddicevo sempre, quindi non mi poteva amare. Fini lo contraddice nelle riunioni interne ma poi finisce sempre per dargli ragione. Qui stanno i motivi della rottura con Berlusconi e le mie differenze con Fini”. Marco Follini: “Pierferdinando è la maglia nera del Giro, arriva sempre ultimo”. Andrea Ronchi portavoce di AN: “Casini non è fuori dal Pdl per ragioni politiche ma unicamente per orgoglio e vanità personale”. Giorni duri per il candidato premier neocentrista dell’Udc ma una consolazione: tanti nemici tanto onore. Una sola domanda a Pierferdi: chi votò senza batter ciglio il Porcellum?