lunedì 08 febbraio 2010

Massimo Ciancimino: "Forza Italia? Nacque per volere della mafia"

pubblicato da V. – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Silvio Berlusconi Popolo delle Libertà PDL

ciancimino provenzano

Massimo Ciancimino continua a far tremare il Paese: ora Forza Italia, nelle sue parole, nacque come frutto della volontà mafiosa, addirittura di Bernardo Provenzano: la notizia esploderà oggi, e vedrete che stasera aprirà i telegiornali. Sono accuse grosse - e di fronte ad accuse tanto grosse viene sempre da domandarsi cui prodest? Che interesse potrebbe avere Massimo Ciancimino a farle? - che andranno valutate dalla magistratura.

Ecco le parole del figlio del sindaco di Palermo, Vito Ciancimino, passato alla storia sia come politico che come criminale. Interrogato dai magistrati durante il processo all’ex comandante dei Ros Mario Mori e al colonnello dei carabinieri Mauro Obinu, Ciancimino parla di un “pizzino” spedito da Bernardo Provenzano, Zu Binnu, direttamente a Silvio Berlusconi via Marcello dell’Utri, in cui si minacciava velatamente SB:

”Intendo portare il mio contributo - si legge nel pizzino - che non sara’ di poco conto perche’ questo triste evento non si verifichi (si allude all’intimidazione ndr). Sono convinto che Berlusconi potra’ mettere a disposizione le sue reti televisive”

E fin qui siamo al pizzino, qui sotto Massimo Ciancimino spiega…

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mercoledì 27 gennaio 2010

Elezioni Regionali: Berlusconi tenta di riaprire la questione Puglia e intanto fa avvicinare l'Udc al Pdl

pubblicato da Christian De Mattia – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Popolo delle Libertà PDL Unione Democratici Cristiani UDC Regionali 2010


La candidatura dell’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone a governatrice della Puglia da parte dell’Udc (e ovviamente del movimento della senatrice Io Sud) ha spiazzato Berlusconi che privatamente si sarebbe scagliato contro i vertici regionali del partito in Puglia, colpevoli di aver anteposto le antipatie personali alla possibilità di vincere abbastanza tranquillamente la sfida elettorale.

E per questo il premier già da stamattina sta cercando di riaprire la questione magari puntando a una terza personalità da scegliere in accordo con i centristi. L’eventuale retromarcia sarebbe clamorosa anche se sulla carta ancora difficile da realizzarsi anche perchè l’Udc, forte dei sondaggi, ritiene che solo la Poli Bortone possa battere Vendola.

La realtà è che il candidato del Pdl, Rocco Palese, pur potendo contare su un solido appoggio popolare (è il più votato del Pdl in regione da due elezioni) e su un’attività in consiglio regionale che gli ha portato il soprannome di “Stakanov”, non è così popolare come la senatrice che da sola potrebbe ottenere un riscontro tra il 10 e il 15%, tale da consentire a Vendola di poter vincere a causa della divisione nel centrodestra. Per questo motivo Berlusconi, irritato per questa situazione, starebbe provando a riaprire la partita allargando il discorso con l’Udc ad altre regioni.

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lunedì 25 gennaio 2010

Centrali nucleari in Sardegna: forse, ma non dentro i poligoni di tiro!

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: L'Italia fa schifo Interni Popolo delle Libertà PDL

Purtroppo la squadra di governo del Pdl, con Mister B in testa, ci ha abituato a tenere conto e a temere le dichiarazioni bislacche ed assurde. Quelle che sembrano delle sparate alla Bossi e che poi invece diventano decreti legge.

In quest’ottica è abbastanza preoccupante la precisazione che il sottosegretario alla Difesa, Giuseppe Cossiga, si è sentito in dovere di fare parlando stamattina con alcuni sindaci sardi a Cagliari. Il Cossiga ha infatti specificato che “L’ipotesi di realizzare centrali nucleari all’intero di poligoni militari è impraticabile. E’ impossibile realizzare impianti in un’area dove si svolgono esercitazioni militari e si usano armi”.

Questo ci fa pensare che qualche genio abbia davvero ipotizzato di costruire una centrale nucleare all’interno di un poligono o di una base militare. Magari di una di quelle in cui transitano gli aerei Nato con armamenti nucleari, così si concentrano i rischi in una sola zona. Prima di pensare ad una ipotesi di fanta-scienza, aspettiamo comunque la pubblicazione delle aree che dovranno ospitare le centrali…

Foto | Difesa.it

venerdì 22 gennaio 2010

Elezioni regionali 2010: Magdi Allam e Attilio Romita, per Il Secolo d'Italia due candidature sbagliate del Pdl

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Popolo delle Libertà PDL Regionali 2010

Mentre sfogliavo il mio giornale preferito, Il Secolo d’Italia, mi sono imbattuto in un pezzo di Annalisa Terranova (Ci mancava soltanto l’egiziano) che spara ad alzo zero sulla scelta di candidare Magdi Allam e Attilio Romita alle prossime regionali sotto le bandiere del Popolo della libertà.

La stroncatura, che rientra sicuramente nella guerra per bande che contrappone berluscones di osservanza feltriana a progressisti finiani, mette in evidenza con crudezza la vacuità politica di certe decisioni: la candidatura di Magdi Allam in Basilicata (ammesso e non concesso che l’uomo conosca qualcosa del territorio che si candida ad amministrare, mentre siamo certi che gli abitanti della Basilicata non sanno nemmeno della sua esistenza) rappresenterebbe pertanto un errore politico e una leggerezza. […] Allam, eletto eurodeputato nelle fila dell’Udc, è diventato un simbolo di un certo modo di intendere la politica: il suo è uno stile che induce al conflitto, alla diffidenza, alla difesa di identità sclerotizzate. […] La candidatura di Allam avrebbe come conseguenza immediata quella di riportare il centrodestra, in tema di immigrazione, integrazione e diritti, su posizioni più retrive di quelle leghiste, che almeno si ammantano solo di slogan propagandistici e non della pericolosa aureola fideistica da neoconvertito con cui Allam circonda le sue interessate antipatie per l’Islam e il mondo arabo.

Una cannonata niente male! A cui si aggiunge quella verso il mezzobusto del Tg1, Attilio Romita: Il discorso va a parare dritto dritto su un problema già affrontato quando si discusse delle candidature alle elezioni europee e delle famose “veline”. Con una pletora di “nominati” un partito, anche se ha una leadership forte e indiscussa, non va da nessuna parte. Non produce politica, non produce idee. Dopo l’incidente-veline si era sperato che si corresse subitaneamente ai ripari. Invece il vizietto antico torna a mordere…

giovedì 21 gennaio 2010

Il centrosinistra è diventato sinistra, il centrodestra è diventato destra. Analisi semiseria di come cambia lo scenario nel dopo Bersani.

pubblicato da G.L. Barone – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Alle 5 della sera Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Unione Democratici Cristiani UDC Il punto politico


Non tutti, forse, se ne saranno accorti ma ormai il cambio di nome dei nostri schieramenti politici è una cosa assodata.

Le prime volte, dopo la nomina a “grandecapo” del PD di Bersani, qualcuno avrà creduto in una svista: nelle prime interviste il neosegretario si rivolgeva allo schieramento PdL/Lega chiamandolo “destra” e non “centrodestra”. La controparte, per tutta risposta, cominciò anche lei a dimenticare la parola “centro” quando parlava dei democratici.

Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: oggi il PdL è diventato la destra, il PD la sinistra e Casini è rimasto dov’era, in mezzo.
Certo, che l’elezione di Bersani comportasse uno spostamento a sinistra, più o meno tutti lo avevano messo in conto. Ma così si rischia davvero di tornare alla vecchia dicotomia DC / PC dove di sicuro il PD vorrebbe i voti del PC e, tutti gli altri, (Casini compreso) vorrebbero i voti della vecchia Balena Bianca. Nella sostanza il PD sarebbe destinato a perdere i suoi pezzi moderati (Rutelli ad esempio) per continuare a battere solo sullo zoccolo duro ex DS.

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In Piemonte doppia condanna per un ex assessore regionale di Forza Italia

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Popolo delle Libertà PDL Politica & Tribunali


Il mito del buongoverno della sinistra forse si è un tantino appannato, ma di certo non sembra essere stato sostituito da una analogo alone di efficienza targato Pdl. In tempi di elezioni regionali, mentre anche a Torino iniziano ad apparire i manifesti di propaganda, certe piccole notizie vengono relegate alle ultime pagine dei quotidiani piemontesi mentre invece meriterebbero ben altre collocazioni, dato che spiegano meglio di ogni slogan come viene scelto certo personale politico.

La storia è semplice quanto edificante: un ex assessore regionale piemontese di Forza Italia, Ettore Ranchelli, in un solo giorno ha assommato due condanne penali definitive. La prima, a 5 mesi e 10 giorni per truffa. La seconda, in Cassazione, a 3 anni per corruzione. Un ottimo risultato di questi tempi!

La vicenda per la quale si è beccato 3 anni (essendo stati confermati in Cassazione, possiamo iniziare a pensare che egli sia colpevole), riguarda un fatto che merita di essere riportato: Tutta la storia ha visto al centro della vicenda i terreni di Masera, lungo l’asta del Toce, sottoposti a vincolo idrogeologico e perciò inedificabili per i quali, per rimuovere il vincolo e per cambiare la destinazione d’uso, per la realizzazione di un centro commerciale e di un albergo è stata versata una somma di 60.500.
Nel primo caso invece Racchelli avrebbe favorito i costruttori degli alberghi, villa Patrizia e villa Badia, concedendo i finanziamenti in cambio dell’impegno ad utilizzare come ditte fornitrici le stesse società di famiglia dell’assessore.

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mercoledì 20 gennaio 2010

Processo breve approvato in Senato: 163 voti favorevoli

pubblicato da V. – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Silvio Berlusconi Popolo delle Libertà PDL

processo breve senato

Il processo breve è stato approvato al Senato con 163 voti favorevoli - ne bastavano 148. Il processo breve: quella che è la più imbarazzante delle leggi ad personam, la più evidente, la più cucita su misura del premier. La peggiore legge che si potesse fare, con cui Silvio Berlusconi ha per l’ennesima volta piegato il parlamento alle sue esigenze, e non a quelle degli italiani. Dovremmo esserci abituati, in fondo, capita solo dal 1994.

Era una riforma di cui nessuno parlava, neanche nel centrodestra, non ce l’avevano neanche per l’anticamera del cervello: è diventata la priorità numero uno dopo la bocciatura del Lodo Alfano. Aprite gli occhi, via: è semplicemente così. Berlusconi vuole arrivare tranquillo alle elezioni regionali di fine marzo, e quindi si fa una legge. E’ semplicemente così.

Piega il parlamento ai suoi desideri, manda i suoi scherani a parlare in tv in orari da gestione del consenso e infamare la magistratura, e l’opinione pubblica si plasma - le celebrazioni per il decennale della morte di Bettino Craxi si inseriscono perfettamente in questo contesto, non trovate? Giudici cattivi, Craxi buono, questa è la vulgata assurda che vi stanno vendendo.

Ma cosa cambia con quella vergogna del processo breve passata stamane in Senato? Vediamo dopo il salto.

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Per la Corte europea Cesare Previti non è stato perseguitato dal Tribunale di Milano

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Popolo delle Libertà PDL Politica & Tribunali


Possiamo tirare tutti un sospiro di sollievo: la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che il mite avvocato miliardario Cesare Previti non è stato perseguitato e trattato inumanamente dal Tribunale di Milano.

Dopo essere stato condannato a 6 anni in via definitiva per corruzione in atti giudiziari nel processo Imi-Sir (un hobby che sembra piuttosto diffuso tra i frequentatori del Pdl…) il povero Cesare Previti (avvocatone e senatore di Forza Italia) ha presentato ricorso alla Corte europea ritenendo di essere stato vessato e dai giudici di Milano, che gli avrebbero negato il diritto a un processo equo, un trattamento adeguatamente favorevole e l’applicazione della prescrizione nella forma più idonea.

Purtroppo i giudici politicizzati della Corte europea dei diritti dell’uomo hanno ritenuto mal fondate e manifestamente prive di fondamento le richieste di Previti: il complotto ai suoi danni coinvolge dunque anche le istituzioni comunitarie…. Sul sito dell’avvocato trovate l’archivio dei suoi processi e la sua verità “sull’onda lunga della cultura delle manette”.

Foto | Flickr

giovedì 14 gennaio 2010

Chiude lo stabilimento di Termini Imerese. Assessore del PdL propone di boicottare la Fiat

pubblicato da gmolaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Popolo delle Libertà PDL



Per qualche settimana, almeno, si continuerà a sostenere che il 2010 sarà l’anno della ripresa. Delle riforme. Della rinascita dell’economia. Ad oggi però non è dato sapere come tutto questo verrà gestito dal Governo.

Da un’amministrazione che degli scioperi, come testimonia il globale disinteresse di chi ha sempre difeso Mediaset tranne in questi giorni dove i lavoratori hanno deciso di manifestare, se ne frega.

Se il telegiornale non da notizia dei disagi, penserà qualcuno, vuol dire che non esistono. Eppure le condizioni dei lavoratori (immigrati e no, come precisava qualcuno nei giorni scorsi) peggiorano. Per capirlo è sufficiente riflettere sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese.

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martedì 05 gennaio 2010

Elezioni regionali 2010: Pd, Pdl, Udc. Alleati, ma per fare cosa?

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Unione Democratici Cristiani UDC Regionali 2010


A fine marzo si voterà in 13 regioni italiane (ma anche in alcuni Comuni e Province). In ballo ci sono presidenze di peso e Regioni fondamentali e dal forte valore simbolico come Lombardia, Piemonte, Veneto, Puglia, Toscana, Puglia e Lazio (senza nulla togliere alle altre).

Il quadro completo delle candidature ancora non si è definito e per il momento tutto ruota intorno alle alleanze, soprattutto alle scelte dei centristi di Casini e Cesa, che devono decidere regione per regione in base al candidato e, verosimilmente, alle offerte di Pd e Pdl in termini di assessori e potere. Una questione ancora più ingarbugliata a causa della faida interna al partito democratico (i bersaniani sembrano più inclini ad una alleanza che non escluda le varie sinistre, cosa che però mette a repentaglio la Grosse Coalitionen Große Koalition con l’Udc) e dal clima un poco avvelenato che sembra appestare i popolani della libertà a causa dello scontro tra Finiani e Feltriani.

Per suggellare definitivamente la fine della politica e di ogni sua ragione di esistere, il dibattito sulle alleanze ha eliminato del tutto una semplice ma essenziale domanda: per quale ragione si fanno questi accordi? Con quale prospettiva? Se l’Udc si allea con il Pd in Puglia e con il Pdl in Calabria, significa che le prospettive di sviluppo e di governo di Democratici e popolani della libertà sono esattamente le stesse? Perché un conto è la fine delle ideologie, ma un altro è la palude melmosa in cui tutti si alleano con tutti al solo scopo di conquistare una poltrona, senza nemmeno la necessità di spiegare cosa vogliono farsene, a parte ospitare un prestigioso deretano altrimenti apolide.

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